Marzo 13th, 2010 Riccardo Fucile
BERLUSCONI INDAGATO: INTERCETTATO MENTRE FAREBBE PRESSIONI PER FAR TACERE SANTORO E SI LAMENTA PER L’INVITO A GIORNALISTI DI SINISTRA IN TRASMISSIONI RAI…FILO DIRETTO CON MINZOLIN AL TG1, CUI CHIEDE DI INTERVENIRE SUL CASO SPATUZZA…E IL PDL SA SOLO PRENDERSELA CON LE INTERCETTAZIONI
Partiamo dalla notizia, prima che dalle reazioni: Silvio Berlusconi, il membro dell’Agcom Giancarlo Innocenzi e il direttore del Tg1 Augusto Minzolin sono indagati per concussione dalla Procura di Trani, in seguito a indagini condotte dalla Guardia di Finanza.
Nel corso di una normale inchiesta su altre vicende, sarebbero state intercettate alcune telefonate che dimostrerebbero le pressioni e gli interventi del premier contro la trasmissione Anno Zero.
Non si tratterebbe di normali e legittime critiche, ma di pressioni sul membro dell’Agcom Giancarlo Innocenzi con espliciti inviti a chiudere il programma.
In un’altra telefonata, il premier si lamenta della presenza di Ezio Mauro e di Eugenio Scalfari in un’altra trasmissione, quella della Dandini.
Innocenzi avrebbe rassicurato il premier sulla “soluzione” del problema: in attesa di esposti, si dice disponibile a mobilitare alcuni suoi funzionari come consulenti in materia.
Vi sarebbero poi delle telefonate di Innocenzi al direttore della Rai, Mauro Masi, in cui il primo si lamenta delle continue pressioni del premier: “Nemmeno nello Zimbabwe” è il commento del direttore generale della Rai. Per quanto riguarda Minzolin, che Berlusconi chiama “direttorissimo”, il giornalista si sarebbe dichiarato disponibile a intervenire sul caso Spatuzza con un editoriale che infatti andrà in onda il giorno dopo.
L’Agcom è una autorità indipendente e autonoma che deve garantire libertà di giudizio.
Se i termini della vicenda fossero questi, ci troveremmo, inutile negarlo, di fronte a indebite pressioni del presidente del Consiglio sia sulla dirigenza Rai che sul’autorità di garanzia. Continua »
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Marzo 12th, 2010 Riccardo Fucile
APPENA SAPUTO AL TELEFONO DA ZAIA CHE IL PANINO MCITALY STA PER ESSERE RITIRATO DAL COMMERCIO, MILIONI SI E’ PRECIPITATO AL MCDONALD’S PER FARSENE UNO DOPPIO…E’ CADUTO NELLA TRAPPOLA DELLA “ROMA MAGNONA” E HA ABBANDONATO LE LISTE…PER QUESTO BERLUSCONI HA PARLATO DI “PORCHERIE”, LO AVEVA PROVATO ANCHE LUI
Di fronte a un governo che predispone decreti “interpretativi” per recuperare una
lista, non potevamo esimerci dall’essere da meno: anche noi da giorni cercavamo di “interpretare” il motivo per cui un delegato del Pdl, a venti minuti dalla scadenza della presentazione della lista, possa improvvisamente abbandonare lo scatolone con i documenti e correre via per “andarsi a magnare un panino”.
In verità sono giorni che ci arrovelliamo per capire chi fosse l’autore della telefonata che ha indotto Milioni a una precipitosa fuga dal tribunale, alla ricerca del prodotto gastronomico senza più pensare al ruolo che rivestiva. Finalmente siamo arrivati a una conclusione, grazie al nostro intuito e al nostro olfatto: sentivamo odore di bresaola e formaggio nell’aria in effetti, avevamo percepito uno sfondo agreste e bucolico nel sonoro della telefonata dell’interlocutore di Milioni, e tutto ci è risultato più chiaro.
A chiamare Milioni al cellulare è stato il ministro Zaia o un suo delegato per informarlo che il famoso panino McItaly, quello per cui il Ministro tanto si era speso, fino a sponsorizzarlo con il marchio del Ministero, sta per essere ritirato dal menù della McDonald’s per scarso gradimento della clientela. Milioni, al pensiero di questa tragedia, di non poter più assaporare il suo panino preferito, ha avuto una crisi di astinenza e all’opposto dei radicali che digiunano, si è precipitato giù dalle scale del tribunale per correre al più vicino McDonald’s per farsi un doppio McItaly.
Persa la cognizione del tempo, è tornato alle 12.40, quando ormai il tribunale aveva chiuso la presentazione delle liste.
La conferma di tale tesi ci arriva dallo stesso Berlusconi che, dopo approfondite indagini e testimonianze dei camerieri del fast food, è sbottato con la frase :”Siamo vittime di una porcheria”. Continua »
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Marzo 12th, 2010 Riccardo Fucile
RISPETTO ALLE EUROPEE, IL PDL PERDE IL 3,3%, FERMA LA LEGA, 4,5% ALLA LISTA BIASOTTI….LEGGERO AUMENTO DEL PD AL 30,5% (+0,7%), CALANO L’IDV AL 7,1% (-1,6%) E L’UDC AL 3,6% (-1,4%), LA LISTA BURLANDO AL 4,7%….LEGGERA RIPRESA DELL’ESTREMA SINISTRA, “LA DESTRA” SOLO ALLO 0,4%
Fresco di stampa arriva l’ultimo sondaggio, commissionato dal quotidiano “il Secolo XIX” all’Osservatorio Emg Ricerche su tutto il territorio ligure, considerato piuttosto attendibile anche alla luce della percentuale degli indecisi, circa il 35,7%, inferiore alla percentuale degli astenuti in Liguria sia alle Europee 2009 (37,6%), sia alle Regionali 2005 (42,2%).
Se fino a poche settimane fa i due candidati governatori erano dati quasi alla pari, con un leggerissimo vantaggio per Burlando, negli ultimi giorni la forbice si è ampliata a favore del candidato del centrosinistra, arrivando a toccare ora il 51,8% contro il 48,2% di Biasotti e portando il divario tra i due contendenti al 3,6% .
Vediamo nello specifico le percentuali attribuite ai singoli partiti dei due schieramenti.
In primo luogo va rimarcato il calo del Pdl accreditato del 31,2%, rispetto al 34,5% delle scorse Europee e al 36,8% delle Politiche 2008.
In due anni una perdita secca del 5,6%, in dodici mesi del 3,3%.
Non compensato dalla ventilata crescita della Lega che resta invece sui suoi livelli: 10,1%, rispetto al 9,9% delle scorse Europee.
La lista personale del candidato governatore Biasotti ottiene un discreto 4,5%, mentre è un disastro tra i piccoli partiti di appoggio (La Destra a un misero 0,4%, Nuovo Psi allo 0,2%).
Passiamo al fronte opposto. Continua »
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Marzo 12th, 2010 Riccardo Fucile
“PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI ABBIAMO DA PARTE TUTTE LE RISORSE NECESSARIE PER PROLUNGARLI ANCHE NEL 2010” AVEVANO DETTO SACCONI E TREMONTI…PRIMA PROMETTONO SEI MESI DI ALLUNGAMENTO, POI SCOPRONO CHE NON HANNO 850 MILIONI
Non ci sono più i soldi per prolungare la cassa integrazione ordinaria di sei mesi, come
previsto dal progetto di legge bipartisan, approvato dalla Commissione Lavoro di Montecitorio.
Il testo votato da maggioranza e opposizione era stato criticato dal ministro Sacconi e ha avuto parere negativo dalla Ragioneria dello Stato perchè “comporta oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica per il biennio 2010-2011 per cui non c’è copertura”.
La misura in termini di indebitamento netto pesa per almeno 850 milioni di euro l’anno e “non risultano disponibili risorse per la copertura della disposizione”.
Il concetto della Ragioneria è così sintetizzabile: dare più tutele ai lavoratori dell’industria coperti da Cig svantaggia i soggetti più deboli, quelli che già non possono accedere agli ammmortizzatori sociali tradizionali e per cui, nell’ultimo anno, si era ricorso alla cassa in deroga.
Il concetto sarebbe ineccepibile se il governo, tramite il relatore Scazzola (Pdl) non avesse sostenuto in commissione che “la copertura era garantita dagli 8 miliardi di euro già stanziati dal governo”.
E qua sta la cosa grave. Continua »
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Marzo 11th, 2010 Riccardo Fucile
IL PDL E’ UN PARTITO DI NOMINATI CHE RICORDA LE VECCHIE CORRENTI DC ED E’ RETTO DA UN DIRIGISMO SIMILE AL CENTRALISMO DEMOCRATICO COMUNISTA…BASTA CON INVENTARSI UN NEMICO PER MASCHERARE LE PROPRIE MANCANZE POLITICHE E CULTURALI: L’ELETTORATO NON CI CREDE PIU’
Un errore dietro l’altro, un nervosismo sempre più evidente, una strategia sbagliata, l’ennesimo tentativo di appellarsi a una piazza sempre più disincantata.
Non è così che il Pdl riuscirà a trarsi fuori dalle sabbie mobili in cui è andato volontariamente a cadere.
Ieri il premier ha dato una ricostruzione alla ormai nota vicenda della mancata consegna della lista del Lazio che fa acqua da tutte le parti e che è smentita da due semplici considerazioni.
In primo luogo la presenza delle forze dell’ordine, alle dipendenze del ministero degli Interni, che mai avrebbero permesso una violenta prevaricazione da parte dei radicali.
Sostenere quanto ha detto ieri il premier è un insulto ai carabinieri presenti, oltre che ai “magistrati di sinistra”.
In secondo luogo, nella famosa scatola in cui avrebbero dovuto esserci tutti i documenti necessari per la presentazione della lista è stato acclarato a verbale che mancassero invece l’atto principale che attribuisce poteri ai presentatori, le accettazioni delle candidature, le dichiarazioni di collegamento con la lista regionale, i simboli e l’autorizzazione a utilizzarli.
Se questi documenti li aveva Milioni con sè, e si è allontanato con essi, risulta evidente che doveva operare dei cambiamenti e si è assentato un’ora per queste ragioni.
Se tutto ciò è potuto accadere è per la mancanza di organi collegiali di approvazione delle liste, come avviene in tutti i partiti, e di funzionari preparati che la lista la presentano con largo anticipo seguendo le direttive del vertice.
Il Pdl ha sbagliato a non ammettere le proprie gravi responsabilità : nessuno crede più alla favola che tutto ciò che accade sia colpa dei comunisti che neanche esistono più. E i cui eredi sono pasticcioni e divisi più di loro.
Inventarsi un nemico per giustificare le proprie carenze politiche ed organizzative può andare bene una volta, due, ma alla lunga il Pdl rischia di essere seppellito da una grande risata.
E invece si adotta la ritrita tattica della”mobilitazione di piazza” per protestare “contro chi non vuole farci votare”, quando è evidente che se l’elettore di centrodestra nella provincia di Roma non troverà il simbolo del Pdl è solo per la dabbenaggina della locale classe dirigente che dovrebbe essere presa a pernacchie. Continua »
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Marzo 11th, 2010 Riccardo Fucile
PER ORA NEL MIRINO UNA LISTA DI APPOGGIO AL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA IN LIGURIA CHE NON E’ RIUSCITA A PRESENTARSI: MOLTE LE FIRME CONTRAFFATTE…GLI AUTENTICATORI SONO DUE POLITICI DEL PDL… MA PER LA COMMISSIONE ELETTORALE QUELLE CHE MERITANO VERIFICHE SONO MIGLIAIA, SOTTO ACCUSA ANCHE IL NUOVO PSI
L’esplodere dell’ennesimo scandalo sulle firme taroccate dei sottoscrittori veri o
presunti delle liste elettorali per le Regionali, di cui avevamo trattato due giorni fa in seguito all’autodenuncia di un “professionista” della vendita delle firme ai partiti al quotidiano Secolo XIX, rischia di estendersi a breve.
La commissione elettorale, presieduta da un magistrato, ha infatti trasmesso ai pm migliaia di firme sospette.
Alcune decine poi spiccano in modo particolare.
Il procuratore della Repubblica di Genova, Francesco Lalla ha anticipato: “c’è un caso in cui 50 firme sono state chiaramente apposte dalla stessa mano, chi le ha siglate non si è nemmeno preoccupato di cambiare penna e di alterare un minimo la scrittura”.
E’ stato quindi apetto un fascicolo per falso, in cui finirà anche la dichiarazione di Andrea Pescini: “in Liguria ho venduto 7.000 firme per 20.000 euro a partiti che avevano difficoltà a raccoglierle”.
Il caso più clamoroso cui si riferiva il procuratore capo Lalla è quello di una lista che non è stata ammessa alla tornata elettorale: il gruppo “Democrazia Cristiana-Partito LIberale”, vicino al centrodestra.
Aveva allegato 1.931 firme, ne sono state dichiarate ammissibili solo 1.666, ma su tutte grava l’ombra del sospetto.
Il partito aveva già impugnato l’esclusione davanti al Tar per poter accedere, grazie al decreto interpretativo, a una regolarizzazione della lista attraverso una successiva integrazione dei sottoscrittori. Continua »
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Marzo 11th, 2010 Riccardo Fucile
IL VENETO INVASO DA MEZZO MILIONE DI COPIE DELLA RIVISTA “IL WELFARE DELL’ITALIA”, A CURA DI UNA SOCIETA’ DEL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA… EDIZIONE STRAORDINARIA IN CARTA PATINATA…INDAGA LA PROCURA, ZAIA IN IMBARAZZO: STANZIATI 3 MILIONI DI EURO….ALTRI 50 MILIONI DI FONDI PER PROMOZIONI DI PRODOTTI DOVE IL VENETO FA LA PARTE DEL LEONE
In tutto il Veneto dilaga la distribuzione gratuita nelle case e negli esercizi pubblici della rivista patinata “Il Welfare dell’Italia” in edizione straordinaria, curata da “Buonitalia” (una Spa interamente pubblica, 70% di quote del Ministero, 10% ciascuno di Ismea, Ice e Unioncamere).
Il contratto prevede una distribuzione di ben 500.000 copie: tutti gli elettori veneti potranno cosi bearsi della vista di Luca Zaia in gessato con il calice di vino in mano in copertina, o accanto a forme di parmigiano come a pagina quattro, o mentre coglie spighe di grano come a pagina sette.
O può sempre indirizzarsi laddove il ministro figura mentre affetta salumi, esibisce tartufi o posa accanto a cassette di frutta.
Il problema però è che dei fondi Ue per l’agroalimentare sono stati destinati alla diffusione in Veneto di una rivista promozionale della campagna elettorale del ministro dell’agricoltura.
Non a caso la Procura di Venezia ha aperto un fascicolo per verificare la correttezza della pratica e il ministro Zaia è visibilmente imbarazzato dalla piega che ha preso la vicenda.
Ora sostiene che lui non ne sapeva nulla e ha chiesto per iscritto spiegazioni al suo capo di gabinetto. Continua »
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Marzo 10th, 2010 Riccardo Fucile
IERI IL TRIBUNALE HA VERIFICATO CHE DENTRO LA FAMOSA SCATOLA “VI ERA ESCLUSIVAMENTE L’ELENCO DEI SOTTOSCRITTORI E I RELATIVI CERTIFICATI ELETTORALI”…CHI SI E’ CERCATO DI FAR FUORI DALLA LISTA?…IN PIAZZA, IL POPOLO DEL PDL DOVREBBE ANDARCI, MA PER CONTESTARE LA GESTIONE MONOCRATICA DEL PARTITO E LO SCANDALO LAZIO…
Ieri pomeriggio Silvio Berlusconi ha dichiarato: “Non faccio più da parafulmine agli
errori degli altri”, a proposito della vicenda della presentazione della lista del partito nel Lazio.
E si è dimostrato stupito di fronte all’ennesima bocciatura della lista da parte dell’ufficio circoscrizionale elettorale presso il tribunale di Roma: “Ma come, abbiamo fatto il decreto per nulla? Abbiamo sbagliato a insistere su questa partita, era persa in partenza”.
Prima di prendersela con il prossimo, forse il premier avrebbe fatto meglio a seguire il consiglio del presidente dela Camera, Gianfranco Fini, che lo aveva avvertito: “Non è il caso di forzare la mano, la nostra gente non capisce queste cose”.
E alla fine si è fatta la figura dei pifferi di montagna, quelli andati per suonare e che sono tornati suonati.
Ma invece che prendere atto e chiedere scusa ai propri elettori, come suggerisce anche “FareFuturo”, riecco l’ennesima riedizione del “è stato un sopruso, scenderemo in piazza” e giù anatemi contro magistrati, cancelllieri, uscieri e bandoleri.
Arrivando persino al massimo dell’ironia di spacciare la foto di una povera addetta alla ricezione delle liste come seguace del Che.
Solo perchè si vede nello sfondo un quadro del ritratto di Guevara abbandonato per terra, insieme ad altri, come avviene in tutti i traslochi.
Il magistrato infatti ha replicato che non era certo suo, ma del suo predecessore che stava trasferendosi altrove.
Se questa è la “risposta politica” alla mancata presentazione della lista del Pdl, l’alternativa è solo un tuffo nel Tevere.
Al premier ci permettiamo di consigliare di leggere le motivazioni del tribunale che ieri sera ha deciso la “non ammissione della lista”.
Lettura che consigliamo anche a coloro che per fretta non hanno approfondito questo aspetto.
L’ufficio elettorale ha ieri esaminato per ben 11 ore la documentazione ripresentata dal Pdl, grazie alle nuove norme introdotte dal decreto interpretativo e sulla base di quanto contenuto nella famosa scatola che conteneva in origine il materiale da consegnare. Continua »
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Marzo 10th, 2010 Riccardo Fucile
IL SEGRETARIO REGIONALE TOSCANO GLI CONSEGNA LA TESSERA CON TUTTI GLI ONORI IL 30 MAGGIO 2009, MA IL 18 SETTEMBRE 2009 RISULTA ANCORA NEL CONSIGLIO NAZIONALE DEL NUOVO PSI… ORA SI CANDIDA A VICESINDACO DI VILLAFRANCA, MA I LEGHISTI LOCALI NON VOGLIONO CHI HA GIRATO TROPPI PARTITI
Come nei film di Peppone e Don Camillo, quando in piazza si consumavano epici scontri e cerimonie ufficiali di consegna di medaglie al merito, con gli abitanti del paese ad assistere a cotanto evento, i seguaci di Alberto di Giussano, decisi a scendere sotto la linea del Po per illustrare le sacre scritture padane anche in Toscana, consumano il rito nella centrale piazza della Repubblica, in quel di Pontremoli, il 30 maggio 2009.
Alla presenza del segretario regionale Morganti e dei quadri leghisti locali in preda a convulsioni, viene consegnata la tessera della Lega a tale Roberto Malaspina, transfugo di varie formazioni politiche, ultimo indirizzo conosciuto la parrocchia socialista.
Nonostante le proteste degli iscritti: scrive infatti Martino Squeri, commissario della Lega per l’Alta Lunigiana, che “siamo di fronte ad un assalto al treno, bisognerebbe avere maggiore cautela nell’accogliere intere formazioni provenienti da altre esperienze politiche, senza neanche indire alcuna assemblea degli iscritti per chiedere almeno il loro parere”.
Pazienza che nella Lega non vi sia democrazia interna, ma qua siamo di fronte a un evento storico, al primo caso di un leghista con doppia tessera: che sia un nuovo escamotage per aumentare i consensi sulla via tracciata anni fa dai radicali?
O di semplice ignoranza o connivenza in via Bellerio?
Eh sì, perchè sarà anche che il 30 maggio 2009 il Malaspina ritira la tessera della Lega, ma è altrettanto vero che quattro mesi dopo, ovvero il 18 settembre 2009, egli risulti addirittura sempre membro del Consiglio nazionale del Nuovo Psi (abbiamo relativa documentazione, come sempre ovvio).
Non sappiamo se ci troviamo di fronte a “un servitor di due padroni” di goldoniana memoria padana o di un furbacchiotto che vuole solo non chiudersi una porta alle spalle, ma è quanto risulta dai documenti ufficiali socialisti.
Nessuna cancellazione. Continua »
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