Aprile 21st, 2015 Riccardo Fucile
IL SINDACO AVEVA DETTO: “CONDANNATO A UN ANNO PER AVER USATO L’ESPRESSIONE PROJECT MANAGER INVECE CHE COORDINATORE”… I GIUDICI : “LO SCOPO DI DE LUCA ERA ATTRIBUIRGLI UNA INVENTATA POSIZIONE APICALE CON UNA PIU’ SOSTANZIOSA REMUNERAZIONE”
“Condanna demenziale, per aver usato l’espressione project manager invece di coordinatore“,
commentò il sindaco all’epoca della condanna, lo scorso gennaio.
Ma secondo i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno che hanno condannato Vincenzo De Luca, la promozione di Alberto Di Lorenzo aveva come unico scopo quello di “attribuirgli una inventata posizione apicale, con conseguente riconoscimento di una più sostanziosa retribuzione“.
La realizzazione del termovalorizzatore di Salerno, infatti, non poteva prevedere la figura del project manager, che peraltro non è contemplata dal codice degli appalti.
E’ scritto nelle circa 140 pagine delle motivazioni della condanna per abuso d’ufficio a un anno di reclusione (pena sospesa) dell’ex sindaco di Salerno e candidato Pd alla Regione Campania.
Le motivazioni sono state depositate stamane dalla seconda sezione penale del Tribunale di Salerno e sono state rese note dal M5S.
De Luca è stato condannato in qualità di ex commissario straordinario di governo per la costruzione di un impianto di termodistruzione durante l’emergenza rifiuti in Campania.
L’opera non è stata poi compiuta.
Tra gli elementi di censura del collegio dei giudici (presidente Ubaldo Perrotta, giudici estensori Antonio Cantillo e Mariano Sorrentino), l’inutilità di nominare un project manager in presenza di un Responsabile Unico del Procedimento, sottolineata in aula dal pm Roberto Penna durante il dibattimento, che parlò di inutile duplicazione delle stesse funzioni.
In uno dei passaggi chiave delle motivazioni, i magistrati giudicanti sottolineano che “l’inesistenza della figura della nomina del project manager, la totale assenza di motivazione circa la necessità della nomina e la scelta della persona nominata; l’accertata falsità delle giustificazioni postume; la particolare qualificazione dei protagonisti della vicenda, i rapporti interpersonali strettissimi tra nominante e nominato (Alberto Di Lorenzo, il capo staff dell’ex sindaco, geometra con laurea triennale in Scienza di Governo, anche lui condannato a un anno ndr); il successivo occultamento sul sito web, la presenza, all’interno del gruppo, di persone astrattamente più qualificate; la circostanza che l’opera svolta non risulta essersi concretizzata in attività di particolare complessità ed importanza; il fatto che Di Lorenzo, in prospettiva, avrebbe potuto guadagnare una somma ben maggiore di quella liquidatagli con il provvedimento del marzo del 2009 (circa 8000 euro al netto delle ritenute, ndr) sono tutti elementi dimostrativi del fatto che la nomina in contestazione, lungi dall’essere finalizzata a perseguire esclusivamente una finalità pubblica, aveva l’unico scopo di svincolare Di Lorenzo dal gruppo di lavoro e attribuirgli una inventata posizione apicale, con conseguente riconoscimento di una più sostanziosa retribuzione“.
Giusto sabato De Luca aveva incassato l’appoggio tangibile di Matteo Renzi.
E’ accaduto a Pompei, dove il sindaco di Salerno e il presidente del Consiglio si sono incontrati, con il secondo che ha abbracciato platealmente in primo, prendendolo a braccetto per passeggiare tra le rovine della città .
Le immagini scattate dai fotografi sono state interpretate dai critici come simboliche della rovina della questione morale nel Pd.
Vincenzo Iurillo
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: Giustizia | Commenta »
Aprile 21st, 2015 Riccardo Fucile
ACCOGLIENZA E SOLIDARIETA’, IL GESTO ESEMPLARE IN CUI UNA COMUNITA’ SI RITROVA
Forse 70 mila anni fa, forse molto prima alcuni nostri progenitori lasciarono l’Africa e arrivarono in Europa.
Qui viveva già da tempo l’uomo di Neanderthal.
I nostri progenitori lo sterminarono e conquistarono il pianeta. Alle origini della nostra civiltà ci sono dunque la migrazione e il genocidio.
Molto tempo è passato da allora, e al cospetto delle ondate migratorie abbiamo oggi altre opzioni oltre allo sterminio.
Le donne e gli uomini che vengono dall’Africa, dal Medio Oriente e da molti altri luoghi insanguinati dalla guerra e illividiti dalla miseria, continueranno a venire a migliaia, a centinaia di migliaia: questo è un dato indiscutibile.
Possiamo decidere di sterminarli tutti – come di fatto già stiamo facendo baloccandoci con le «operazioni di polizia internazionale», o come vorrebbe fare chi propone il blocco navale –, o di accoglierli e di offrire loro la possibilità di vivere dignitosamente.
Nascere male è un tiro di dadi del destino, provare a vivere bene è un diritto fondamentale dell’uomo.
Non è un problema etico: qui non è in discussione il nostro essere buoni o cattivi.
È un problema di universalità dei diritti dell’uomo (una buona invenzione europea) e di gestione del conflitto – dunque, è questione eminentemente politica.
Lasciarli morire e moltiplicare le difese è una scelta possibile, ma è destinata a diventare sempre meno sostenibile in termini politici, economici e militari.
Ciò di cui abbiamo bisogno, ciò che dovremmo fare è, secondo una felice espressione di Umberto Contarello, uno sbarco in Normandia alla rovescia.
Dovremmo, noi Unione Europea, armare una grande flotta, sbarcare in Libia, occuparne porzioni di costa, costruire campi di accoglienza, distribuire cibo e medicinali, arrestare e processare i trafficanti di uomini, e portare in Europa tutti coloro che lo desiderano.
Le risorse per trasportare in sicurezza centinaia di migliaia di donne e di uomini sul nostro continente, e per aiutarli poi a vivere una vita dignitosa, per quanto appaiano ingenti, sono nella nostra piena disponibilità .
Siamo ricchi, molto ricchi: il più povero dei nostri mendicanti è un Paperone al cospetto di chi sale nudo di tutto sui barconi della morte.
Ogni singolo Paese d’Europa ha denaro, infrastrutture, tecnologia, cibo e benessere incommensurabilmente superiori alla somma dei Paesi da cui proviene la grande, necessaria migrazione.
È ovvio che in condizioni di normalità ciascuno preferisce stare a casa propria, e che non si può trapiantare in Europa un altro paio di continenti.
Ma la tragedia cui siamo esposti non ha nulla a che fare con la normalità , e richiede non le lacrime del buon cuore ma il coraggio della ragione.
Andare a raccogliere i nostri fratelli moribondi, prenderci cura di loro, portarli da noi perchè possano vivere e prosperare in pace sarebbe l’atto fondativo di una nuova Europa, il gesto esemplare e realistico con cui una comunità si ritrova e riconosce.
Fabrizio Rondolino
(da “il Corriere della Sera”)
argomento: emergenza | Commenta »
Aprile 21st, 2015 Riccardo Fucile
DIPINGONO UN’ITALIA “INVASA” DA CRIMINALI STRANIERI : L’ODIO NON SI FERMA NEANCHE DAVANTI ALLA STRAGE DI MIGRANTI… MA LA GIUSTIZIA ITALIANA NON INTERVIENE
Quasi mille migranti muoiono in mare solo perchè in fuga dal terrore e dall’incubo. Ma non c’è pace,
non c’è rispetto nè tregua dell’odio, in tanti gruppi e pagine Facebook di area xenofoba, o per meglio dire razzista che nelle ultime ventiquattro ore hanno continuato a martellare la loro propaganda d’intolleranza.
Mescolando notizie vere e fake, realtà e manipolazione, civiltà e regresso, insulti a Laura Boldrini e finanche a Matteo Salvini perchè “troppo soft”.
Nel mirino sempre loro: gli immigrati, i richiedenti asilo, i rifugiati. Persino nell’ora della tragedia apocalittica non c’è nessuna pietà . E nemmeno un minuto di silenzio in bacheca.
Prendiamo la pagina Facebook “Fuori tutti gli immigrati dall’Italia”, dotata di ben 11 mila ‘mipiace’.
Alla voce informazioni è scritto “Sic Semper Tyrannis. Contro l’oppressione multietnica. La Resistenza Nazionale crede nell’unicità etnica e culturale dei Popoli europei e si oppone al tentativo genocida di annientarne le differenze. Contro l’invasione della nostra Terra. Oltre la destra e la sinistra”.
Questa pagina fa capo al sito resistenzanazionale.com che però risulta “irraggiungibile a causa dei troppi accessi”. Sarà vero?
Scorrendone gli ultimi post, sembrerebbe che nulla di terribile sia accaduto nella notte tra sabato e domenica nel canale di Sicilia.
Scorre invece implacabile il consueto fiume in piena di articoli che, concatenati uno dopo l’altro, danno corpo all’assioma: “la cronaca nera è in subappalto agli stranieri. Che sono tutti sporchi, brutti e cattivi. E cioè, clandestini. Se stiamo male la colpa è tutta loro”.
Nel post-ecatombe dei novecento migranti, alcuni tra i post di “Fuori tutti gli immigrati dall’Italia” recitano: “Risse a cinghiate tra famigliole rom”; “Donna in sottopasso: l’aspetta maniaco nordafricano”;”La carica dei 101 hotel che ospitano profughi a casa nostra”; “Non ha biglietto, cinese sfascia porta bus”; “Direttore centro: profughi sono violenti, e loro lo bersagliano di tazze” (e tra i commenti si leggono perle come “cosa pretendete dalle scimmie?” o il sempreverde “parassiti”); “Amnesty vuole denunciare europei per barconi che affondano” (e anche qui uno stillicidio di repliche, per di più firmate con nome e cognome, esempio: “Se preferiscono possiamo andarli a prendere con delle navi da crociera…”).
E che dire di questo titolo: “La Caritas usa l’8 per mille per regalare iPhone e sigarette ai clandestini (islamici)?
Il gruppo Facebook “Fuori tutti gli immigrati dall’Italia” conta 8233 membri. Ma è un gruppo chiuso, e la nostra domanda d’iscrizione non viene accettata.
Non resta allora che fare un salto sul sito-madre, tuttiicriminidegliimmigrati.com (sottotitolo, “Hic sunt leones — Gli altri parlano d’integrazione, noi ve la mostriamo”).
Tre le sezioni: Quanti sono gli immigrati in carcere? Reati e propensione al crimine. Detenuti per continente di origine. Pure qui, tra pestaggi sudamericani e “profughi africani a caccia di passanti con cocci di vetro”, non c’è praticamente traccia dell’ecatombe in mare.
Sempre su Facebook cresce invece la forza numerica dell’analogo “Tutti i crimini degli immigrati in Italia. Ora basta” (“Informazione su quello che fanno gli immigrati clandestini che non vogliono integrarsi”): 1713 i mipiace, ma si lieviterà .
Cosa hanno messo in copertina gli amministratori della pagina?
Un falso articolo di “Repubblica.it” che annunciava una legge a favore degli immigrati in Italia, a cui sarebbero stati concessi, a pioggia, “1400 euro al mese, alloggio e bus gratuito e buoni pasto”.
Nel titolo anche la parola «Scandalo». Si tratta, appunto di un fake vecchio di anni sbugiardato a suo tempo anche da “Il muro dei boccaloni”.
E poi “brilla” la pagina Facebook di “Imola Oggi” (quasi 56 mila mipiace per “il primo quotidiano telematico imolese” diretto da Armando Manocchia).
Eccovi un’antologia degli ultimi post: “Si sapeva che andavano a parare lì. Cosa c’entra l’accoglienza, cosa c’entrano Frontex e Triton con un naufragio avvenuto in Libia, di fronte a Misurata?”; “Valori e culture di Santa Romana Chiesa” (“Immigrato senza biglietto sferra un pugno in faccia al controllore); “Cultura boldriniana” (che rimanda all’articolo sul sito web intitolato “Rissa tra richiedenti asilo al Cara di Bari, 100 immigrati coinvolti”); “Valori e culture a Roma: vigilessa scippata da un africano — il video”; “Visto che andate a fare opere di bene sino in casa altrui, perchè tu e gli scout (foto di Renzi) con la chiesa e i ciellini non andate a recuperare le vittime cristiane trucidate per mano dei vostri fratelli musulmani e gli date degna sepoltura?”.
Una lettrice di “Imola Oggi”, Lucia, annota: “Ho un dubbio, che questo naufragio sia stato fatto di proposito per aumentare i soccorsi e favorire le invasioni. Sono schiavi della magia africana ed europea. Vergogna”.
Altri affezionati lettori si preoccupano dell’ingente somma che potrebbe essere sottratta alle casse statali per riportare a galla il relitto.
Nemmeno gli indiani sono dispensati: “Tra gli indiani e musulmani è una bella gara….per non parlare poi quando sono indiani musulmani”. Titola Imola Oggi: “Cremona: indiano ubriaco tenta di violentare la cognata, la picchia e distrugge la casa” (recita un commento: “E l’India vuole insegnare! Guardate i nostri marò”).
Anche la scena rock nazionale non è stata certo a guardare. Dall’engagement ideologico al disimpegno incivile. Sentite cosa hanno scritto sulla loro pagina Facebook i Nobraino, nomen omen, band “indie” romagnola con un forte seguito e con quasi 50 mila followers sul social network fondato da Mark Zuckerberg: “Avviso ai pescatori: stanno abbondantemente pasturando il Canale di Sicilia, si prevedono acque molto pescose questa estate”.
Maurizio Di Fazio
(da “L’Espresso“)
argomento: Razzismo | Commenta »
Aprile 21st, 2015 Riccardo Fucile
LA MODELLA E BANCARIA E’ CANDIDATA PER LA LEGA SUD AUSONIA, A SOSTEGNO DI CALDORO… GESTISCE LA SUA IMMAGINE COZZOLINO, RESPONSABILE DEI CLUB FORZA ITALIA
Alle regionali campane rispunta il nome di Noemi Letizia.
E non perchè la ragazza — che nel 2009 invitò l’allora premier Silvio Berlusconi alla sua festa del 18esimo compleanno a Casoria — sia candidata.
A lei, piuttosto, sono legati — più o meno direttamente — alcuni nomi che compaiono nella lista Lega Sud Ausonia che sostiene il presidente uscente di Forza Italia Stefano Caldoro.
Un movimento guidato da Gianfranco Vestuto e che si definisce “meridionalista di opposizione politica e di salvaguardia sociale Ovunque, in Europa e nel mondo intero”.
Candidata del partito è Stefania Divina La Greca, appariscente bancaria di San Giorgio a Cremano che sulla sua pagina Facebook – la stessa nella quale ha inserito il volantino elettorale come foto del profilo — ha postato decine di selfie e foto che la ritraggono in costume da bagno o in abiti succinti.
E visto che si autodefinisce “divina”, ha pensato di postare un’immagine della Madonna come copertina sul social network.
“Per proteggermi dagli stronzi invidiosi e cattivi”, scrive lei. Poche le informazioni disponibili su di lei, che si presenta come modella. Il sito Fanpage riporta lo stralcio di una sua intervista in cui dice: “Ho fatto corsi di dizione, studiamo recitazione e teatro, poi qualche film; infine, ho presentato eventi canori nazionali trasmessi dalla Rai“.
La sua presenza in lista, spiega il Corriere del Mezzogiorno, è stata confermata dal leader della Lega Sud Ausonia.
Ma chi gli ha presentato La Greca? E qui spunta l’ex finto fidanzato di Noemi Letizia, Domenico Cozzolino, anche lui candidato nella stessa lista.
“Ed è proprio lui — continua il quotidiano — che di lavoro fa il pierre, a gestirne l’immagine, per evitare soprattutto che la pressione dei media possa schiacciarla”. Ricordiamo chi è Cozzolino: modello di Boscotrecase (Napoli), ed ex tronista di Uomini e donne, nel 2009 era stato protagonista di un servizio fotografico di Chi in compagnia di Noemi Letizia.
Prima la coppia era ritratta a Rimini, poi sul lungomare di Napoli. Nelle immagini si baciavano sotto gli occhi dei genitori di lei che assicurava: “Sono illibata”.
Un servizio che lo stesso Cozzolino a Diva e Donna rivelò essere una montatura.
Ma il collegamento tra le regionali campane e Noemi non finisce qui.
Perchè dal 16 giugno 2014 — come si legge sul suo profilo Facebook — il “responsabile delle politiche di promozione e sviluppo dei Club Forza Silvio nelle regioni del Sud Italia” è Vittorio Romano, attuale e soprattutto vero marito della ragazza, dalla quale ha avuto due figli, Beatrice e Valerio.
Il battesimo del secondogenito si è svolto nella casa di Silvio Berlusconi ad Arcore.
E l’ex premier è stato il padrino.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: elezioni | Commenta »
Aprile 21st, 2015 Riccardo Fucile
PUGLIA, CAMPANIA, LIGURIA: UN MARASMA INDEGNO TRA VOLTAGABBANA E INQUISITI, PROGETTI POLITICI ASSURDI E NESSUNA PASSIONE
Quello che sta accadendo in Puglia è a dir poco grottesco. 
In vista delle Regionali, il centrodestra aveva designato come candidato Presidente l’oncologo Francesco Schitulli.
Tutti uniti. Tutti compatti. Almeno così pareva.
Già perchè in un momento di “ordinaria follia”, le beghe interne a Forza Italia hanno portato alla scissione dell’atomo e, con essa, alla candidatura parallela, e confliggente, della Poli Bortone la quale, non soltanto è dimentica di essere ancora parte della direzione di uno specifico partito, ma addirittura riverbera tutta sè stessa nell’oblio della parola data, rinunciando a farsi da parte.
Questi valzer non sono manco minimamente avvicinabili all’idea di una Politica all’altezza del proprio Paese.
Le banderuole sono la cosa peggiore di tutte, soprattutto allorchè incarnate da chi, in nome di presunti valori a cui dare testimonianza, non sa fare altro che “trasmigare” un pò ovunque, dal PdL a Forza Italia, da Forza Italia a FdI-AN (non senza aver perorato la causa del Movimento per Alleanza Nazionale), e da quest’ultimo a non si sa dove… Per ridare una dimensione nuova e appassionante alla Destra non basta invocare una generica unità : occorre decenza, coerenza ed una passione sincera che travalichi qualsivoglia giochetto da “vita Repubblicana”, compresi quelli delle poltrone danzanti.
In questo marasma indegno, in questo panorama nel quale la politica continua a consumare soltanto logiche speculari a sè stessa, e al di là degli specifici contenuti – chiaramente non condivisibili – alla fine risulta persino presentabile il decisionismo di Renzi: sa un pò di “regime”, ma i fatti hanno dimostrato come troppa libertà fa oggettivamente “male”…
Provocazione? Chissà … Può darsi… Io adoro definirlo buon senso.
Il tempo delle mezze misure dovrebbe essere finito da un pezzo e invece…
Puglia, Liguria, Campania…
Progetti politici assurdi. Coalizioni ricche di inquisiti (anche a sinistra, ovviamente). Nessun progetto serio. Nessuna visione. Nessuna autentica passione.
Nessuna voglia sincera di rimettere in moto il metronomo della storia…
Intanto è vita che và , come meglio può fare: incapace di disegnare il domani e di gestire finanche il presente…
Complimenti a tutti. Mi auguro che prima o poi la storia vi porti il conto e che sia molto salato.
La “politica”, “servire il proprio Paese”, sono cose dannatamente serie ma in oltre vent’anni non siete mai stati davvero capaci di capirlo…
Il renzismo, la sinistra, si sconfiggono soltanto con progetti seri.
I pagliacci non servono proprio a nulla, nemmeno più a farci ridere…
Salvatore Castello
Right BLU – La Destra Liberale
argomento: denuncia, destra | Commenta »
Aprile 21st, 2015 Riccardo Fucile
POTEVA ESSERE LA SOLUZIONE PER ARRIVARE A UN CANDIDATO UNICO DEL CENTRODESTRA, MA CHI DA UN ANNO VOLEVA LE PRIMARIE ORA HA CAMBIATO IDEA
La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, propone di “far scegliere agli elettori”, attraverso le primarie, il candidato governatore pugliese del centrodestra che al momento esprime due personalità : l’oncologo Francesco Schittulli (Ncd, ‘ricostruttori’ di Raffaele Fitto e Fratelli d’Italia), e l’esponente di FdI, Adriana Poli Bortone, sostenuta da Forza Italia e Lega Nord.
Poli Bortone, la cui candidatura è stata lanciata da FI, ha accettato nonostante il suo partito le abbia chiesto di ritirare la candidatura.
Primarie già domenica prossima. Uno dei candidati Schittulli ci sta, Fitto si dice “entusiasta”. L’ex sindaco di Lecce taglia corto: “Un’idiozia”.
LA PROPOSTA
“Non mi piace deludere la fiducia della gente perbene – si legge in una nota della Meloni – so che tante persone disperate in Puglia si aspettano da noi risposte concrete di buongoverno e un’inversione di rotta rispetto alle ricette ideologiche e fallimentari della sinistra e di Vendola. Per questo, mi sento di fare un altro appello, con il cuore, ai due candidati di centrodestra allo stato in campo per il ruolo di Presidente di Regione, ognuno dei quali si sente supportato dalla maggioranza dei nostri elettori: facciamo decidere loro!”.
“Non so cosa ne pensi Francesco Schittulli – continua Meloni – ma certamente Adriana Poli Bortone è sempre stata una sostenitrice delle elezioni primarie. Proviamo a dedicare una giornata intera, quella di domenica 26 prossimo, ad una grande consultazione popolare realizzando seggi in maniera proporzionale in ciascuna provincia. Ce la possiamo fare anche in pochi giorni, perchè su questo dibattito c’è grande attenzione e ci sarà quindi altrettanta partecipazione. Vediamoci subito, oggi stesso, per stabilire regole trasparenti e condivise, chi arriverà primo farà il candidato presidente e chi arriverà secondo farà il vicepresidente. Primarie aperte a tutti gli elettori pugliesi, vincolando però chi vuole votare alla sottoscrizione di un documento di valori e programmi in modo da escludere le possibili interferenze di elettori avversari. Salvo sbugiardarli subito dopo. Ognuno, ogni forza politica del centrodestra, deve dimostrare di voler vincere, come lo desidera Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale”.
OK DI SCHITTULLI
Immediata la risposta di Schittulli, che ritiene “assolutamente condivisibile la proposta”. “Meglio primarie last minute – sostiene l’oncologo – che facciano decidere ai nostri elettori quale fra i due candidati presidenti sia colui al quale affidare il compito di guidare la coalizione di centrodestra, piuttosto che continuare in questo clima di litigiosità all’interno dello stesso schieramento che favorisce solo ed esclusivamente la sinistra”.
“Io – precisa – accetterò l’esito qualunque esso sia. Per questo ritengo che vadano immediatamente convocati tutti responsabili del centrodestra per organizzare le primarie per domenica prossima, 26 aprile, ovvero a una settimana prima del deposito delle liste e poco più di un mese dall’appuntamento elettorale”.
“Sarà un modo per rigalvanizzare il nostro elettorato – conclude – ma soprattutto una maniera per chiedere scusa per aver fatto vivere loro, mio malgrado, questi momenti di politica non proprio edificanti”.
FITTO ENTUSIASTA
“La proposta lanciata da Giorgia Meloni, mi vede assolutamente favorevole, anzi entusiasta – fa sapere Raffaele Fitto – è sempre giusto dare la parola ai cittadini, gli unici davanti ai quali ci si debba inchinare. Si tengano domenica 26 elezioni primarie tra i due candidati e poi tutte le liste vadano a sostegno del vincitore. Sul piano della sicurezza del voto, il voto deve essere aperto solo a chi è iscritto nelle liste elettorali. Chi dovesse dire no si assumerebbe la responsabilità di un regalo alla sinistra”. “Nessuno accampi scuse organizzative – aggiunge – la cosa è assolutamente fattibile. Sul piano della sicurezza del voto, il voto deve essere aperto solo a chi è iscritto nelle liste elettorali. Dopo di che ci saranno 5 giorni pieni per ultimare le liste e definire la coalizione. Come si vede, è una cosa praticabile e a portata di mano. Chi dovesse dire no (e non vedo come si possa dire no) si assumerebbe la responsabilità di un regalo alla sinistra e di un danno alla Puglia e ai pugliesi”.
POLI BORTONE
“Un’idiozia”. Questo il giudizio dell’altra candidata chiamata in causa.
“Di solito – ha detto Poli Bortone – a scegliere di fare le primarie è un’alleanza di partiti, in questo caso, abbiamo stabilito quali sono i partiti che le vogliono fare? Se io dicessi sì, su cosa dovremmo confrontarci io e il professor Schittulli? Su chi tra noi due si veste meglio o su chi tra me e lui ha gli occhi più belli? E poi, quali sarebbero le alleanze dopo le primarie? Non si può parlare di queste idiozie – ha concluso – perchè la gente ha problemi ben più gravi e seri, e di questo dobbiamo occuparci”.
NO DEL COMMISSARIO FI
Anche il commissario di Forza Italia, Luigi Vitali frena: “Non ci sono nè le condizioni nè i tempi per fare le primarie. Le primarie si organizzano secondo precisi regolamenti e seguendo percorsi definiti: qui non c’è nulla di tutto questo. Le primarie sono impossibili perchè c’è un ostacolo insuperabile: Francesco Schittulli non potrà mai essere il nostro candidato perchè ha cacciato Forza Italia dalla coalizione di centrodestra. L’unica che può ricompattare la coalizione è Adriana Poli Bortone e invito tutti i partiti e i movimento politici di centrodestra a convergere su di lei”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: elezioni, Fratelli d'Italia | Commenta »
Aprile 21st, 2015 Riccardo Fucile
“LASCIAMO CHE IL PD DELLE PURGHE SE LO APPROVI DA SOLO”
Dopo il Movimento 5 Stelle, anche Forza Italia e Sinistra Ecologia e Libertà annunciano l’Aventino
sull’Italicum.
In Commissione Affari costituzionali “dichiareremo l’inaccettabilità della posizione del Partito democratico, che evidentemente vuole eliminare qualsiasi dibattito in qualsiasi senso — ha detto Renato Brunetta a Montecitorio — quindi di fronte a questo loro atteggiamento noi lasceremo al Pd tutta la responsabilità di approvarsi in Commissione l’Italicum blindato, a disonore del Partito democratico stesso”, ha spiegato ancora il capogruppo azzurro alla Camera, che ha confermato ai cronisti che Forza Italia abbandonerà i lavori della commissione.
“Non siamo abituati alle farse, è un fatto senza precedenti, è evidente che Renzi tratta la commissione come una sezione del Pd”, sottolinea da parte sua il capogruppo Sel Arturo Scotto.
Alla base della decisione di FI e Sel la sostituzione di dieci membri del Pd in Commissione decisa dai vertici del partito.
Scelta Civica, che lunedì aveva fatto capire che avrebbe disertato i lavori, ci ripensa: resterà in commissione e “difenderà gli emendamenti” presentati all’Italicum, sottolineano fonti parlamentari di Sc osservando come “la legge elettorale sia migliorabile ma non invotabile” soprattutto per una forza di maggioranza quale è Scelta Civica.
Sulla legge elettorale la minoranza ha deciso per la linea dura e Matteo Renzi è andato allo scontro: dieci deputati della minoranza dem in commissione Affari Costituzionali sono stati “tutti sostituiti” dall’ufficio di presidenza del gruppo, che si è riunito in serata.
Si tratta, sottolineavano in serata fonti Pd, di una sostituzione ‘ad hoc’ e non definitiva, valida quindi solo per l’esame dell’Italicum e in linea con quanto deciso nell’assemblea dei deputati Pd. Ad essere sostituiti sono Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo, Rosy Bindi, Andrea Giorgis, Enzo Lattuca, Alfredo D’Attorre, Barbara Pollastrini, Marilena Fabbri, Roberta Agostini e Marco Meloni mentre i nomi dei deputati che subentreranno saranno resi noti prima dell’inizio delle votazioni sugli emendamenti, previsto per il pomeriggio dalle 14.30.
“E’ un episodio che credo abbia pochi precedenti nella cronaca parlamentare — ha detto questa mattina Gianni Cuperlo, esponente della minoranza sostituito — è successo in passato che un singolo parlamentare sia stato sostituito in commissione, ma qua siamo di fronte a una sostituzione di massa. E’ un precedente che forse dovrebbe fare riflettere”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: Renzi | Commenta »
Aprile 21st, 2015 Riccardo Fucile
GLI SCHIAVISTI DEI BARCONI SONO I NUOVI NEMICI…“MA UN INTERVENTO MILITARE È ESCLUSO”
“Quello che avviene in queste ore nel Mediterraneo è molto più di un naufragio: siamo in presenza di un grave momento di crisi umanitaria che va affrontato come tale”.
In conferenza stampa con il primo ministro maltese, Joseph Muscat, Matteo Renzi su quello che sta succedendo sembra avere le idee chiare. Non per niente sono due mesi che in tutte le sedi possibili si affanna ad avvertire che la Libia deve essere una priorità europea, e poi mondiale. Ma da quello che dice è altrettanto evidente che le operazioni allo studio non sono all’altezza della situazione.
“Il fatto che in queste ore vi sia un’escalation di spedizioni è il segno che siamo in presenza di un’organizzazione criminale che sta facendo tanti soldi”, spiega Renzi.
E dunque, “prenderemo i criminali”. Perchè “continuare a pensare di lasciarli partire e poi andare a rincorrerli significa mettere a rischio le vite umane non per colpa dell’Italia o di Malta o dell’Ue, ma degli schiavisti-scafisti”.
Ecco che il premier individua i nemici: “Dire che gli scafisti sono i nuovi schiavisti non è un’espressione a effetto”. E intanto, “l’intervento militare è un’ipotesi che non è sul tappeto”.
Sta a Muscat, allora, chiarire che si farà una missione sul modello di quella Atalanta in Somalia “per andare a prendere gli schiavisti”.
Al dunque, quello che Renzi chiederà al consiglio Ue (che alla fine Donald Tusk ha convocato per giovedì) sono delle azioni mirate contro il racket dei migranti, una sorta di operazione di polizia, sul modello di quella già fatta in Somalia contro i pirati.
Ancora non è chiaro con quanti uomini e con quanti soldi.
Di più. Non è chiaro neanche dove si farà : perchè non è possibile operare dentro le acque territoriali di un Paese senza che il governo interessato te lo chieda. E in Libia non c’è un governo.
E se il mandato viene chiesto solo a una delle due parti (Tobruk e Tripoli) è quasi certo il no. Peraltro, “l’operazione mirata”, come a Palazzo Chigi sanno bene, è assolutamente insufficiente a dare una soluzione alla questione: bisognerebbe costringere la Libia a fare la pace.
Ma d’altra parte a Palazzo Chigi hanno chiaro sempre anche un altro ordine di problemi: un Paese deve individuare un obiettivo, tenendo conto dell’opinione pubblica.
E allora Renzi ieri ha trasmesso due messaggi fondamentali: la necessità di tenere ferma
l’accoglienza e la determinazione a un’azione di contrasto ai criminali.
Risposta populista ai populisti che in questi giorni debordano.
Anche perchè opzioni più efficaci non sono praticabili. E, dunque, si lavora a una missione Ue, che coinvolga in prospettiva il Nord Africa.
L’egida Onu è auspicabile, non indispensabile. Il rafforzamento di Triton che la Ue ha già messo sul piatto e il mandato nel suo complesso che giovedì si appresta a dare sarà comunque insufficiente.
Oltre al rafforzamento di Triton e all’operazione di polizia (che includerà l’azione di intelligence anche con l’uso di mezzi come i droni spia), il governo pensa alla creazione di centri di raccolta in loco, nei Paesi da cui i migranti partono.
E alla richiesta di modificare le regole di “Dublino 3”, che prevedono che i richiedenti asilo siano registrati nel Paese di primo approdo, a prescindere dal Paese cui sono diretti.
Ma quello che bisognerebbe davvero fare, e Palazzo Chigi lo sa, è risolvere la questione sul piano politico. Costringendo i governi di Tobruke Tripoli a mettersi d’accordo.
E dunque, stabilizzare la Libia.
Fino adesso l’Europa non si è compattata su questo e neanche l’America. Almeno è la motivazione che il premier e i suoi portano avanti di fronte all’impossibilità di mettere in campo le azioni necessarie.
Diceva ieri lady Pesc, Federica Mogherini: “C’è un nuovo livello di consapevolezza nell’Ue del problema” e “c’è finalmente l’idea di un nuovo senso d’urgenza e di volontà politica per affrontare la questione dell’immigrazione e del traffico di esseri umani”.
Si vedrà fino a che punto è davvero così.
E poi ci sono gli Usa. Obama a Renzi venerdì scorso alla Casa Bianca avrebbe detto: “Siamo con te. Tu svolgi un ruolo guida in Libia”. Ma chiarendo pure: “Noi all’intervento militare non ci pensiamo proprio”.
Insomma, detta in altri termini, l’invito è stato a cavarsela da solo.
E allora, tradotto, su che tipo di appoggio potrebbe contare il premier? Un aiuto politico, una sorta di investitura. Insomma, un’azione di influenza.
Ieri gli Stati Uniti ci tenevano a far sapere che prevedono di continuare a collaborare con l’Europa sulla crisi degli immigrati nel Mediterraneo: “I tragici eventi di questi giorni mostrano quanto è importante cooperare” affermava il portavoce del Dipartimento di Stato, Marie Harf. Mentre Renzi conquistava la prima del New York Times.
Come? Anche qui, tutto da vedere quali fatti seguiranno alle parole.
Wanda Marra
(da “Il Fatto Quotidiano”)
argomento: Europa | Commenta »
Aprile 21st, 2015 Riccardo Fucile
PER LA PRIMA VOLTA NON CI SARA’ L’EX SEGRETARIO ALLA SETTANTESIMA EDIZIONE DELLA FESTA…”OSCURATI”, DENUNCIA LA PARLAMENTARE EMILIANA FABBRI
Non ci saranno nè Pierluigi Bersani nè Gianni Cuperlo alla Festa nazionale dell’Unità che parte domani
a Bologna.
Un evento eccezionale per festeggiare i 70anni della celebre kermesse che si terrà nel giorno in cui la città festeggia la liberazione di Bologna, avvenuta quattro giorni prima del 25 aprile.
I due principali esponenti della minoranza dem non sono stati invitati.
A stilare l’elenco dei dibattiti — precisano dalla federazione di Bologna, onde evitare equivoci — è stato il Pd nazionale.
Sarà strano per gli emiliani, abituati a vedere Bersani a tutte le feste dell’Unità , non ascoltarlo in quest’anniversario.
Emiliano-romagnolo (di Bettola-Pc) l’ex segretario è particolarmente popolare in Emilia e presso i volontari senza i quali la Festa non potrebbe essere organizzata. Sono lontani (ma non tanto) i tempi in cui a non essere invitato alla Festa dell’Unità bolognese era stato l’attuale premier Matteo Renzi. Era il 2012 e tutta l’Emilia era bersaniana a eccezione di pochi pionieri come il parlamentare Matteo Richetti.
Alla fine il partito locale, dopo molte pressioni, aveva fatto dietrofont e ospitato Renzi che aveva ricevuto un’accoglienza gelida da dirigenti e volontari ed era arrivato con la sua claque distribuita in alcuni pulmann, come alcuni del Pd avevano fatto notare.
Dal partito, in ogni caso fanno sapere che non c’è nulla di personale nel non aver invitato Bersani e Cuperlo.
I dibattiti — dicono — sono organizzati per aree tematiche, perciò sono stati chiamati degli esperti per ogni campo.
In realtà , nella prima bozza del programma era stato invitato anche il capogruppo dimissionario, il bersaniano Roberto Speranza, poi il suo nome è stato tolto.
Figura invece quello di Gennaro Migliore, ex deputato di Sel, che interverrà ad un dibattito sulla riforma elettorale, il 23 aprile, insieme agli onorevoli Nico Stumpo, Roberto Giachetti e Lucrezia Ricchiuti.
La minoranza dem intanto insorge. Chi alla luce del sole e chi fuori taccuino.
“Il fatto che ci siano idee diverse non giustifica l’oscuramento della minoranza” scandisce la parlamentare bolognese Marilena Fabbri che oggi è stata invitata a lasciare la commissione Affari costituzionali perchè — spiega — “ci è stato chiesto se intendevamo attenerci alla disciplina di partito e non presentare emendamenti all’Italicum votandolo così com’è’”.
E c’è anche chi definisce l’esclusione dei due leader “vergognosa”.
La festa si terrà nel parco della Montagnola a Bologna, nello stesso luogo dove si svolse nel 1951 la prima Festa nazionale dell’Unità . Durerà fino al 3 maggio.
A presentare la kermesse, il tesoriere nazionale del Partito Democratico Francesco Bonifazi, il segretario del Pd di Bologna Francesco Critelli e il responsabile Feste e autofinanziamento del Pd provinciale Fabio Querci.
La festa come sempre coniugherà politica, cultura ed eccellenze culinarie.
Ad inaugurarla, domani, Lorenzo Guerini, vicesegretario nazionale; Paolo Calvano, coordinatore dei segretari provinciali dell’Emilia Romagna e segretario regionale in pectore e Francesco Critelli, segretario Pd Bologna.
Il 22 si affronterà il tema delle “sfide dei Governi locali”, con Piero Fassino sindaco di Torino e presidente Anci; Virginio Merola sindaco di Bologna; Matteo Biffoni Sindaco di Prato; Andrea Gnassi sindaco di Rimini e la deputataValentina Paris, responsabile nazionale Pd Enti Locali.
Molti i nomi di rilievo del Pd che parteciperanno, tra cui anche pochi rappresentanti della minoranza dem, come Donata Lenzi, capogruppo Pd in Commissione Affari Sociali; Andrea De Maria, responsabile nazionale Pd della Formazione Politica e civatiani come Sergio Lo Giudice e l’europarlamentare Elly Schlein.
Ci saranno anche Debora Serracchiani, vicesegretario Pd; Matteo Orfini, presidente Pd e il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.
Vasto il parterre di ministri: Stefania Giannini dell’Istruzione; Andrea Orlando della Giustizia; Maurizio Martina delle Politiche Agricole Ambientali e Forestali e Giuliano Poletti del Lavoro e delle Politiche sociali.
A chiudere la kermesse il 3 maggio sarà il premier Matteo Renzi.
Paola Benedetta Manca
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: Partito Democratico, PD | Commenta »