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DOPO L’ACCORDO DI MALTA I SOVRANISTI SONO COME I PUGILI SUONATI

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

E SALVINI SI ACCORGE CHE I MIGRANTI ARRIVANO ANCHE CON I BARCHINI, QUELLO CHE HA NASCOSTO FINO A IERI

Quando si andava a scuola tutti avevamo un compagno che nei confronti delle ragazze aveva sempre una parola cattiva per tutte. Quella era antipatica, quell’altra aveva la puzza sotto al nasta, quell’altra ancora non si sapeva vestire e così via. Questi qui li riconoscevi perchè di solito, chissà  perchè, succedeva che le ragazze li schifavano. Ma loro continuavano indefessi nel loro disprezzo motivato, tanto che si sarebbero potuti soprannominare (ironicamente) i sommelier delle ragazze. In Italia da ieri abbiamo scoperto i sommelier degli accordi internazionali sui migranti.
È infatti successo che dopo un anno e qualche mese di nulla dal punto di vista della risoluzione del problema degli sbarchi la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese per l’Italia, insieme a Malta, Francia e Germania ha firmato un accordo che rappresenta un robusto primo passo in avanti.
La bozza, preparata anche con la Finlandia, prevede una condivisione dell’accoglienza dei richiedenti asilo che arrivano a bordo delle navi delle ONG o di quelle militari, seguendo una ripartizione automatica per quote prefissate. La bozza è già  stata inviata a tutti i partner europei e sarà  discussa nel consiglio fissato per l’8 ottobre in Lussemburgo. Nel dettaglio si parla di redistribuzione automatica e preventiva. Vediamo qualche punto:
— Le navi (militari o delle ONG) che effettuano operazioni di soccorso nel Mediterraneo avranno assegnato in tempi rapidi un porto sicuro dove potere sbarcare le persone. Che non resteranno più nel Paese di primo approdo ma verranno redistribuiti negli altri Stati membri che aderiranno all’accordo. Attenzione, si parla di richiedenti asilo e non di persone a cui è stato già  riconosciuto lo status di profughi. Ricorderete che i sovranisti si lamentavano del fatto che molti chiedessero lo status anche se non ne avevano diritto con l’obiettivo di rimanere il più possibile in Italia: “Rimanevano a carico nostro”, dicevano. Questo meccanismo viene superato dall’accordo di ieri.
Eppure nessuno dei nostri simpatici patridioti sembra essersene accorto. Non è strano?
— L’accordo raggiunto parla di rotazione volontaria dei porti. Italia e Malta spingevano per una rotazione obbligatoria, Francia e Germania per il porto sicuro più vicino ( dunque sempre Italia o Malta), alla fine si è raggiunto un compromesso che prevede che anche altri Paesi costieri che aderiranno potranno offrire il porto a navi che sono in condizioni di affrontare una tratta più lunga prima di sbarcare. Ricorderete che c’era chi si lamentava che “venissero tutti da noi” e auspicava che “andassero in Spagna/Olanda/Timbuktù? Ebbene, ora comincerà  a essere così.
Eppure nessuno dei nostri simpatici patridioti sembra essersene accorto. Non è strano?
— Il documento parla tassativamente di quattro settimane in cui le persone salvate rimarranno nel Paesi di sbarco per i primi adempimenti. Poi al momento della partenza per la nuova destinazione i loro nomi verranno cancellati nel database italiano e iscritti in quello del Paese che se ne farà  carico in modo che, se dovessero non ottenere l’asilo e rimanere da irregolari sul territorio, non possano più essere rimandati in Italia come prevede ora il regolamento di Dublino.
Eppure nessuno dei nostri simpatici patridioti sembra essersene accorto. Non è strano?
— Queste norme segnano senza dubbio una strada per il superamento del regolamento di Dublino (firmato da Berlusconi quando era al governo con la Lega) perchè, con la registrazione dei migranti non più nel Paese di primo approdo ma in quello in cui vengono ricollocati, di fatto impedisce che vengano rimandati indietro come avviene per ora.
Eppure nessuno dei nostri simpatici patridioti sembra essersene accorto. Non è strano?
Tutto questo non sembra essere stato compreso appieno dai giornali italiani, diciamo. Prendiamone uno caso: il Giornale di Alessandro Sallusti.
“Ora, anche un deficiente si è accorto che da questi accordi rimangono fuori quelli che arrivano direttamente sulle coste italiane della Puglia, della Basilicata, della Calabria, della Sicilia e della Sardegna sui cosiddetti barchini. Anche un deficiente dovrebbe però ammettere che questi sbarchi avvenivano anche quando c’era il capo Salvini al Viminale: questa è una tabella del ministero dell’Interno che documenta il fenomeno dei “barchini”. A questi però non si poteva fare la guerra perchè avevano già  raggiunto il territorio italiano e perchè poteva sembrare esagerato mandare un incrociatore contro un gommone. E allora che si faceva? Semplice, si faceva finta che non esistessero.
Salvini non faceva dirette sull’argomento, il Giornale dormiva, la Verità  sognava e Libero sognava di non essere lì. Ieri, per farvi capire la faccia di palta, cosa ha detto il Capitano della Lega dopo l’annuncio del patto?
«L’accordo per l’Italia è una solenne fregatura. Il 90% dei migranti sono sbarcati con barchini. I porti rimangono quelli italiani e al massimo quelli maltesi. Nel Mediterraneo ci sarà  pieno di navi delle ong. Ennesimo esempio di “sola”, direbbero a Roma».
Ora, a parte che abbiamo documentato che i porti NON rimangono quelli italiani, ma come fai a lamentarti oggi dei barchini dopo essere stato zitto per 14 mesi sui barchini perchè non hai trovato nemmeno una piccola soluzione per questo?
Non finisce qui. La “soluzione” di Salvini al problema delle ONG seguiva questo lineare percorso istituzionale
— Veniva avvistata una nave con naufraghi a bordo o questa chiedeva un porto sicuro
— Salvini partiva con la prima diretta su Facebook in cui negava il porto sicuro e diceva che dovevano passare sul suo cadavere
— Partiva un’interlocuzione di Conte con il resto d’Europa per risolvere il problema mentre Salvini sorseggiava un mojito al Papeet
— Appena finito il mojito, Salvini tornava in diretta su Facebook per ribadire che quelli non sarebbero mai sbarcati, stavolta no, signora mia
— I social media manager di Salvini intanto si affrettavano a cancellare dalla diretta su Facebook i commenti che ricordavano a Salvini che anche l’altra volta aveva detto così e alla fine erano sbarcati
— Conte ci provava, la Chiesa ci provava, Salvini continuava a sorseggiare mojito
— Alla fine sbarcavano tutti.
Questa procedura veniva ampiamente rispettata anche negli ultimi giorni di Salvini al Viminale.   il 2 settembre scorso, ovvero appena 21 giorni fa, mentre era ancora in carica come ministro dell’Interno si era verificato lo sbarco di 31 naufraghi dalla Mare Jonio. Quello stesso giorno l’ex ministro annunciava il sequestro di una nave di una ONG tedesca, ovvero la Eleonore. Quello che Salvini non diceva ai tontoloni che credono alla propaganda del Capitano era che quella nave aveva in carico 104 persone che sono tutte sbarcate in Italia. Ancora: il 7 giugno 2019 62 persone soccorse in acque SAR maltesi dal rimorchiatore Asso 25 sono state fatte sbarcare a Pozzallo. Da chi? Da Salvini. Ne sono sbarcati 192 il 2 giugno (ma forse Salvini era impegnato a litigare con Fico) e 117 il 3 giugno. E questi sono solo esempi.
Nell’intervista che oggi ha rilasciato al Fatto Quotidiano il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto: “Il vertice di ieri a Malta ci insegna che gli atteggiamenti inutilmente litigiosi, sterilmente oppositivi e puramente provocatori fanno contenta l’opinione pubblica italiana, ma spesso non portano nessun risultato concreto“.
Ora, va assolutamente segnalato che Conte, con Trenta e Toninelli, ha fino all’altroieri retto il gioco di Salvini e quindi la frase più che una critica all’ex ministro dell’Interno suona come un’autocritica.
Ciò detto, adesso il problema si avvia a una risoluzione condivisa in cui le istanze dell’Italia vengono in qualche modo recepite.
Come mai nessuno della sedicente destra se n’è accorto?
Non sarà  che “figliolo, una volta qui era tutta campagna elettorale” (cit.) e adesso il gioco rischia di non funzionare più?

(da “NextQuotidiano”)

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DOPO UN ANNO A REGGERE IL MOCCOLO AI RAZZISTI ORA CONTE SI ACCORGE CHE “PROVOCARE ERA INUTILE”

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

“UN ATTEGGIAMENTO LITIGIOSO NON HA PORTATO ALCUN VANTAGGIO ALL’ITALIA”

Conte da New York parla diffusamente con Corriere della sera, Repubblica, Fatto quotidiano e Stampa dell’accordo di Malta sui migranti. Non fa un frontale con l’ex ministro Salvini, ma il messaggio è chiaro:
“Intanto un atteggiamento inutilmente litigioso, e di Salvini state parlando voi – dice il premier – non ha portato a noi alcun vantaggio. Siamo a un primo contributo che verrà  portato dinanzi la Commissione, e siccome non siamo 4, 0 5 o 10 Paesi, ma 27, chi non aderirà  dovrà  essere penalizzato”.
Per il premier italiano la grande novità  è mettere nero su bianco che possono essere individuati porti alternativi a quelli italiani:
“E’ un meccanismo che abbraccia tutti i richiedenti asilo, non solo quelli che ne hanno diritto, e siccome sono tutti quelli che lo chiedono siamo di fronte a una svolta significativa, si compie un passo storico in avanti”.
Parlando udi una svolta completa anche con la Francia i giornalisti gli chiedono dell’apertura del porto di Marsiglia. Conte non si sbilancia: “Chi arriva in Italia, arriva in Europa”, risponde sibillino.
«Salvini non deve avere gelosia o invidia. Quello compiuto è un passo avanti storico, mai successo prima di ieri. Occorre guardare al risultato, non a chi lo ha ottenuto. Questo è un primo passo che segna una svolta significativa. Abbiamo, però, ancora tanto da fare per la regolazione dei flussi migratori e soprattutto di contrasto all’immigrazione clandestina».

(da agenzie)

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I “GRETINI” SONO LORO, MA LA RIVOLTA GENERAZIONALE PER FORTUNA LI SEPPELLIRA’

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

PSICOPATICI, A LIBRO PAGA DEGLI INQUINATORI, BECERODESTRI: LA FAUNA DI COGLIONI E PREZZOLATI CHE NON CAPISCONO CHE “PRIMA VIENE IL PIANETA”

Ormai è evidente, per comprendere la carica di odio, antipatia e violenza che suscita in alcuni personaggi (e intere testate giornalistiche) Greta Thunberg col suo caparbio attivismo pro pianeta occorre rivolgersi alla psicanalisi.
Perchè nessun altro tipo di analisi risulta convincente, di fronte ai titoloni di giornali e ai commenti schiumanti un odio che non viene riservato nemmeno a chi avrebbe qualche grosso (planetario) motivo per meritarselo, tipo chi incendia l’Amazzonia.
Ecco, quella per l’ambiente sì che dovrebbe essere una lotta nè di destra nè di sinistra: semplicemente di chiunque viva su questo pianeta. Basta essere terrestre: #primaiterrestri (e non ce ne vogliano i fratelli alieni).
E invece no, la crociata di Greta, che ieri è giunta fino al Palazzo di vetro dell’Onu, suscita in taluni soggetti un tale risentimento che travalica la politica, o qualsiasi categoria razionale, per sconfinare in un altro territorio.
Basta scorrere i commenti in centinaia di thread, dove l’accusa più frequente è “manipolazione”: Greta è “manipolata” (dalla famiglia, dai poteri forti, dalla lobby ecologista — ce ne fosse una! — , dai comunisti, dai pauperisti, dai loschi plutogiudeomassoni che vogliono incatenare e impoverire vieppiù le masse, spaventandole col feticcio dell’estinzione e incutendo loro pure sensi di colpa), e a sua volta “manipola milioni di ragazzini” che — e questo è uno dei punti sensibili — si convincono che i più vecchi siano “pazzi, egoisti, irresponsabili e ignoranti” che rubano loro il futuro. Un invito all’insubordinazione generazionale, ohibò.
Esiste un costrutto psicanalitico molto interessante: si chiama complesso di Laio.
Proprio lui, il padre di Edipo (intestatario del ben più noto complesso), il re potente che teme di essere spodestato dal figlio, e lo elimina (Laio, dopo la profezia secondo cui sarebbe stato ucciso da suo figlio, che avrebbe pure sposato la madre, fece abbandonare il bambino sul monte Citerone). Un mito presente in molte culture: in Grecia è Crono che divora i figli, a Roma è Saturno. E alla base c’è la stessa paura: che i figli siano una minaccia. Una delle ambivalenze umane.
Appare assai evidente, nel caso di Greta, come questo complesso dilaghi: torme di ragazzini incazzati forse fanno davvero paura, ed è fastidioso che possano avere anche qualche ragione.
La cosa triste è che non si colga il valore di spinta e sprone di tutta questa planetaria sollevazione: proteggiamoci, chiedono questi ragazzi, non veneriamo solo il profitto (sono tante anche le dichiarazioni preoccupate per lo sprezzo con cui Greta parla di “crescita economica eterna” e di soldi, ed è curioso che contemporaneamente si accusino le giovani generazioni di essere materialiste, del tutto centrate sul proprio benessere ed egoiste…).
Cosa colgono gli schiumanti di tutto questo appassionato e generoso appello? “Fatevi da parte, siete vecchi e cattivi, vogliamo prendere il vostro posto e screditarvi”. Laio contro Edipo.
Poveracci, mi sa che i gretini sono loro.

(da “Huffingtonpost”)

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IL CLIMA IMPAZZITO E’ COSTATO ALL’ITALIA 14 MILIARDI IN DIECI ANNI

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

IL CONTO SALATO TRA PERDITE ALLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE E DANNI ALLE STRUTTURE

Negli ultimi 10 anni sono stati conteggiati danni per 14 miliardi di euro tra perdite della produzione nazionale e danni a strutture e infrastrutture nelle campagne a causa del clima impazzito.
Poi ci sono quelli arrecati alle altre attività  produttive sempre a causa di alluvioni e disastri vari e i tanti morti.
Secondo le stime di Legambiente dal 2005 al 2016 nel nostro Paese si sono infatti contate quasi 24 mila vittime a cause di ondate di calore e di ben 157 delle alluvioni.
Non sorprende quindi vedere l’Italia nella top 10 dei paesi del mondo che hanno subito più danni dal 1998 ad oggi a causa di catastrofi naturali.
Spiega La Stampa:
I costi più alti li hanno pagati Usa (944,8 miliardi), Cina (492) e Giappone (376,3). L’Italia, con 56,6 miliardi, si piazza invece al settimo posto di questa drammatica graduatoria dietro alla Germania (57,9) e davanti alla Francia (43,3). Dallo studio di Coldiretti emerge che se le emissioni inquinanti non verranno ridotte entro la fine secolo la produzione di grano diminuirà  del 20%, la soia del 40% ed il mais del 50% con conseguenze evidenti anche in Italia.
E gli ultimi dati dell’Ispra ci dicono che nemmeno la recessione ci viene più in aiuto, visto che tra aprile e giugno di quest’anno col Pil sceso dello 0,1% la produzione nazionale di CO2 è cresciuta dello 0,8%.
Per Legambiente «non esistono più alibi o scuse per rimanere fermi», ed «è urgente che il Paese approvi un piano nazionale, come hanno fatto gli altri paesi europei, in modo da coordinare le politiche di riduzione del rischio sul territorio ed avviare interventi rapidi a partire dai grandi centri urbani attraverso nuove strategie e adeguate risorse economiche».

(da agenzie)

argomento: Ambiente | Commenta »

NUORO, SCARTATA A UN COLLOQUIO DI LAVORO PER IL COLORE DELLA PELLE

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

COME CAMERIERA “AVREBBE POTUTO URTARE LA SENSIBILITA’ DEGLI INVITATI”

Scartata da un’agenzia di reclutamento per un lavoro come cameriera a causa del colore della pelle.
L’episodio, raccontato dalla “Nuova Sardegna”, è accaduto a Nuoro ad una cameriera senegalese, residente da tempo in città  e sposata ad un impiegato comunale.
“Mi hanno detto che non avrebbero accettato una donna di colore perchè avrebbe potuto disturbare la serenità  degli ospiti”, ha raccontato la giovane.
A denunciare l’accaduto è stato il marito su Facebook: “Sono coniugato con una meravigliosa ragazza di colore appena stata oggetto di una gravissima discriminazione razziale – si legge infatti nel post -. Contattata da una amica per un lavoro da cameriera per un matrimonio si è presentata insieme ad altre 49 ragazze dal colore neutro. La professionalità  della donna selezionatrice, molto attenta ai particolari, ha fatto in modo che percepisse la pericolosità  del diverso ritenendo che la cosa avrebbe potuto turbare la sensibilità  degli invitati”.

(da agenzie)

argomento: Razzismo | Commenta »

SONDAGGIO SWG: IL CENTRODESTRA NON HA PIU’ LA MAGGIORANZA IN ITALIA

Settembre 23rd, 2019 Riccardo Fucile

L’ALLEANZA DI GOVERNO AL 50,8%, CENTRODESTRA UNITO AL 47,4%… IL PARTITO DI RENZI AL 5,4% PESCA ANCHE IN FORZA ITALIA E TRA GLI ASTENUTI E RAFFORZA IL GOVERNO

Secondo i sondaggi di Swg per il Tg La7 di Enrico Mentana, la Lega di Matteo Salvini è ancora il primo partito italiano con il 33.6%, in lieve flessione rispetto a lunedì scorso (-0.4%).
Cala ancora il Movimento 5 Stelle fermandosi a quota 20% (-0.5%).
Dopo la scissione di Renzi, il Partito Democratico perde il 2.1%
Calo anche per il partito di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia che dal 7% della scorsa settimana arriva al 6.7%.
Silvio Berlusconi e Forza Italia sempre più giù al 5.1% perdendo uno 0.9%.
Dato incoraggiante per il neonato partito di Matteo Renzi “Italia Viva” che registra il 5.4%.
Ma veniamo alle aggregazioni: il centrodestra unito si ferma al 47.4% (Lega, Fdi, FI, Toti). L’alleanza di governo (Pd-M5s-altri sinistra) è maggioritario con il 50,8% degli elettori.
Il partito di Renzi (e qui sta la novità ) pesca il 2,8% dal Pd e lo 0,7% da + Europa, ma anche un 2% tra gli elettori di Forza Italia e gli astenuti.
Il centrodestra in una settimana ha perso quindi l’ 1,6%

(da agenzie)

argomento: elezioni | Commenta »

SALVINI SI LAMENTA DEL CITTADINO DI GUBBIO CHE INVITA A BOICOTTARE I COMMERCIANTI FAN DELLA LEGA

Settembre 23rd, 2019 Riccardo Fucile

MA QUANDO LO FACEVA LUI CONTRO UNA LIBRERIA DI COMO ANDAVA BENE?

Bisognerebbe sempre fare i conti con il proprio specchio e la propria coerenza.
E Matteo Salvini, da questo punto di vista, continua ad avere diverse paure. Internet e i social, però, fanno rifiorire vecchie battaglie dimenticate nella mente degli elettori e degli stessi personaggi politici.
L’ultima vicenda riguarda il dipendente del Comune di Gubbio che su Facebook ha detto che boicotterà  le attività  commerciali dei negozianti scesi in piazza per sostenere il leader della Lega.
E chi si scandalizza? Matteo Salvini.
Quando nel proprio passato si è stati professionisti di battaglie simili sarebbe meglio tacere. Ma la coerenza non è il suo forte.
Ricostruiamo la vicenda. Un dipendente del Comune di Gubbio ha scritto una propria opinione personale   sull’evento in piazza per accogliere Matteo Salvini.
Avrebbe detto di voler boicottare quegli esercenti scesi in piazza per sostenere la Lega e il loro leader.
La Lega in Umbria ha denunciato l’accaduto, così come Matteo Salvini attraverso i suoi canali social. Il leader della Lega parla di «Roba da matti», dimenticando l’invito al boicottaggio fatto da lui il 17 giugno del 2017 contro la Feltrinelli di Como.
Et voilà : il festival dell’incoerenza.
Anche perchè il peso mediatico che può avere il post di un dipendente comunale che al massimo potrà  contare su duemila ‘amici social’, non può essere paragonato all’appeal di Matteo Salvini che all’epoca era già  segretario della Lega.
Ma la coerenza è come il vecchio detto popolare: «Vedere la pagliuzza negli occhi altrui e non accorgersi della trave nel proprio occhio».

(da agenzie)

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CONTRORDINE PADAGNI: LA GRETA DI NON BIBBIANO E’ DI NUOVO LA GRETA DI BIBBIANO

Settembre 23rd, 2019 Riccardo Fucile

DOPO ESSERSI ARRAMPICATI SUGLI SPECCHI PER NEGARE CHE SALVINI LO AVESSE MAI DETTO, RIECCO MORISI CHE COMBINA UN ALTRO CASINO… E I LEGHISTI NON SANNO PIU’ COSA DIRE

“Matteo Salvini non ha mai detto che è di Bibbiano, sono gli idioti di sinistra che devono divulgare il falso”. Almeno così giuravano e spergiuravano i piccoli fan di Salvini dopo che era venuto fuori che Greta, la bambina portata sul palco di Pontida dalla madre e da Maricetta Tirrito non era “di Bibbiano” come invece avevano lasciato intendere la Lega sui sui canali social ufficiali retwittando per giorni la storia della “bambina di Bibbiano” restituita alla madre che ha partecipato al raduno della Lega.
Ad una settimana dal raduno della Lega l’eco dello scivolone della comunicazione di Luca Morisi continua a perseguitare i leghisti.
Perchè è vero che Salvini dal palco non ha mai pronunciato la parola Bibbiano ma è anche vero che sui social la Lega ha invece associato la figura di Greta alla vicenda dell’inchiesta Angeli e Demoni.
Di più: il giorno successivo durante un’intervista su la 7Gold Salvini aveva rilanciato: «ieri a Pontida c’erano le mamme coi bambini di Bibbiano. I bambini portati via. Mi hanno criticato? Ma chi se ne frega».
A peggiorare le cose ci ha pensato sempre lo staff del sedicente Capitano che ieri durante la diretta da Barbara D’Urso ha twittato che «ho mostrato la bimba di Bibbiano sul palco di Pontida perchè me l’ha chiesto la sua mamma. E io sono contrario a chi toglie i bambini alle famiglie senza motivo».
Insomma è chiaro che per la macchina della propaganda della Lega la bambina è “di Bibbiano”.
E poco importa a questo punto che il suo caso sia molto diverso da quello dell’inchiesta sui servizi sociali della Val d’Enza e che la bambina non sia stata restituita ai genitori. Perchè quello che importa è far passare il messaggio — sbagliato — che tutti i minori in affido siano in qualche modo vittime di soprusi e ingiustizie perpetrati da giudici, tribunali, psicologi e assistenti sociali.
C’è però un problema: quei leghisti che nei giorni scorsi sono sgolati per spiegare che Salvini non stava strumentalizzando nessuno.
Anzi che ha solo risposto all’appello di una madre (magari senza informarsi troppo).
Ad esempio il Senatore Alberto Bagnai, che puntualizzava che «la parola Bibbiano non viene pronunciata, nè si allude all’Emilia, nè al PD».
Proprio come ieri sera, Salvini non ha in realtà  pronunciato una frase identica a quella del tweet. Ed esattamente come a Pontida la macchina della propaganda di Luca Morisi ha aggiunto la parolina magica che tanto piace ai sovranisti.
E chissà  cosa avranno pensato quelli che — come l’ex viceministro Edoardo Rixi qualche mattina fa su La 7 a L’aria che tira — si sono impegnati a rettificare le fake news della sinistra.
Ad esempio l’assessore al patrimonio, demanio, affari generali e sistemi informativi della Regione Friuli-Venezia Giulia   Sebastiano Caliari che su Facebook diceva a Selvaggia Lucarelli che si doveva vergognare perchè Salvini non aveva mai specificato dove e quando Greta era stata “restituita” alla madre.
Oppure come quel consigliere comunale della Lega che si era preso la briga di fare la trascrizione integrale del discorso di Salvini a Pontida per sottolineare come la parola “Bibbiano” non sia mai stata pronunciata da Salvini.
Altri, come la giornalista Maria Giovanna Maglie, in televisione si erano cimentate nella confutazione della fake news secondo la quale Salvini aveva preso in braccio Greta spiegando che in realtà  quella che il leader della Lega teneva in braccio era la figlia Mirta addirittura “chiudendo” la polemica su Pontida.
Che cosa faranno ora quelli che sfottevano gli asinistri che non erano nemmeno in grado di ascoltare qualche secondo di video per accorgersi delle bufale raccontate ad arte su Salvini e su Greta di Bibbiano.
Cosa faranno quelli che si erano visti costretti a scendere in campo per difendere Salvini davanti all’idiozia della sinistra.
E tutti quelli che lo hanno detto e scritto hanno ragione, visto che proprio ieri la magia di Bibbiano si è manifestata di nuovo.
Mentre Salvini parlava di quello che era successo a Pontida i twittatori ufficiali della Lega continuavano a rievocare Bibbiano.

(da “NextQuotidiano”)

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RADDOPPIATI I CRIMINI DI ORIGINE RAZZISTA

Settembre 23rd, 2019 Riccardo Fucile

MOLTI IMMIGRATI ORMAI NON DENUNCIANO NEMMENO LE VIOLENZE SUBITE PER PAURA DI ULTERIORI CONSEGUENZE

Fra il 2014 e il 2017 in Italia sono raddoppiati i crimini a sfondo razzista, balzati da 413 a 828.
Emerge dal nuovo rapporto pubblicato dall’Enar che riporta i dati dell’Ufficio per i diritti umani dell’Ocse.
Nel documento si evidenzia che in alcuni Paesi europei, Italia compresa, molti immigrati non denunciano nemmeno le violenze subite per paura che questo possa avere delle conseguenze sul loro status legale
Il rapporto cita poi la Penisola come buona pratica per aver introdotto nel 2014 un fondo specifico per supportare finanziariamente le vittime di discriminazioni, anche se questo sarebbe stato “usato pochissimo fino a oggi”.
E’ positivo anche che l’Italia abbia, cosi’ come circa la meta’ degli Stati Ue, delle linee guida operative per raccogliere dati e indagare sui crimini d’odio a sfondo razzista, ma, sostiene il report, alle forze dell’ordine non sono fornire “risorse sufficienti” (dalla formazione al personale) per gestire questo tipo di reati.
L’Enar denuncia poi “l’esistenza di forme sottili di razzismo all’interno del sistema di giustizia penale europeo”
Di conseguenza “un numero significativo di crimini motivati dall’odio finiscono per non essere giudicati come tali”.

(da agenzie)

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