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IL LEGHISTA CHE AUGURA LA MORTE AD EMMA MARRONE E LA SUA RISPOSTA : “NON MI HA AMMAZZATA IL CANCRO, FIGURATI SE MI AMMAZZI TU”

Settembre 23rd, 2019 Riccardo Fucile

RESTIAMO DELLA NOSTRA IDEA: CON QUESTA FECCIA I TEMPI DELLA DISCUSSIONE SONO FINITI

Oggi ha cominciato a circolare su Facebook e Twitter questo status di una persona che ha nella foto il simbolo della Lega Nord e si è rivolta ad Emma Marrone, la quale ha annunciato un ritiro temporaneo dalle scene perchè la sua salute è in pericolo: “Emma Marrone… Impegnata a combattere la malattia… forse ora non avrà  tempo per insultare Salvini“.
Nel post è presente anche un altro commento che sostiene: “È inutile che adesso facciate tutti i virtuosi e difendiate l’indifendibile. Questa stupida ragazzotta ha creduto di mettersi in vista insultando Salvini nei suoi concerti, probabilmente si è tirata addosso gli accidenti di tante persone e qualche accidente è andato a segno”; ovvero nel 2019 questo signore crede ancora che le malattie vengano per il malocchio.
“Ben le sta”, ha continuato il troglodit il tizio, “nella prossima vita impara a tacere e a non fare il politica”.
Ma la Marrone non aveva in nessun modo insultato Salvini, anche se per certi soggetti criticare qualcuno significa insultarlo.
“Solo una parola: vergogna — si leggeva nel post di Emma Marrone in cui parlava di Carola Rackete — Il fallimento totale dell’umanità . L’ignoranza che prende il sopravvento sui valori e sul rispetto di ogni essere umano. Stiamo sprofondando in un buco nero. Che amarezza”.
In ogni caso, la Marrone ha risposto con un video: “Non mi ha ammazzato neanche il cancro, figuriamoci se mi ammazzi tu”.

(da agenzie)

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SALVINI SI LAMENTA DELLO SBARCO DELLA OCEAN VIKING A MESSINA MA TUTTE LE NAVI ONG CHE AVEVA ILLEGALMENTE BLOCCATO ALLA FINE HANNO SBARCATO I PROFUGHI IN ITALIA

Settembre 23rd, 2019 Riccardo Fucile

TUTTE LE VOLTE CHE SALVINI HA APERTO I PORTI

Ieri pomeriggio il Viminale ha assegnato alla Ocean Viking con 182 naufraghi a bordo il porto di sbarco di Messina. La decisione ha contribuito ad accontentare il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello che aveva spiegato come «il fenomeno degli sbarchi è identico a prima, con una differenza: che prima non se ne poteva parlare.
Nessuno poteva raccontare se c’era o non c’era uno sbarco. Oggi invece gli arrivi vengono comunicati a tutti gli italiani» e si era lamentato dell’utilizzo di Lampedusa come porto prioritario per le navi delle ONG.
Anche quando al governo c’era Salvini infatti alla fine di una sceneggiata che durava alcuni giorni e che consentiva al Capitano di lucrare consenso per ragioni di propaganda politica i naufraghi sbarcavano in un porto e finivano ridistribuiti.
È successo con la Gregoretti il 31 luglio, ad esempio.
All’epoca Salvini non aveva ancora scatenato la crisi del mojito al Papeete ma è utile ricordare che la propaganda di governo all’epoca aveva cercato di far credere che i naufraghi se li prendesse il Vaticano perchè “vanno a Rocca di Papa” e solo dopo qualche ora un nutrito gruppo di patridioti ha scoperto che Rocca di Papa era territorio italiano.
Ciò nonostante, Salvini parla di “governo del tradimento” che “apre le porte a un’altra ONG” perchè la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha fatto scendere i 182 naufraghi tra cui 14 bambini di cui uno di appena otto giorni presenti sulla nave.
Ovvero ha fatto la stessa cosa che ha fatto un certo Matteo Salvini   il 2 settembre scorso, ovvero appena 21 giorni fa, mentre era ancora in carica come ministro dell’Interno con lo sbarco di 31 naufraghi dalla Mare Jonio.
Quello stesso giorno l’ex ministro annunciava il sequestro di una nave di una ONG tedesca, ovvero la Eleonore. Quello che Salvini non diceva ai tontoloni che credono alla propaganda del Capitano era che quella nave aveva in carico 104 persone che sono tutte sbarcate in Italia.
Ancora: il 7 giugno 2019 62 persone soccorse in acque SAR maltesi dal rimorchiatore Asso 25 sono state fatte sbarcare a Pozzallo. Da chi? Da Salvini.
Ne sono sbarcati 192 il 2 giugno (ma forse Salvini era impegnato a litigare con Fico) e 117 il 3 giugno.
Tutto uguale, quindi, tranne un paio di piccole differenze. La prima è, appunto, che questo tipo di problematiche adesso si risolve in pochi giorni mentre prima Salvini aveva tutto l’interesse a farle durare il più possibile per sceneggiare e rimediare consenso.
La seconda, più significativa, è che oggi i ministri dell’Interno di Italia, Malta, Francia e Germania si riuniranno a La Valletta per dare il via a un sistema di ridistribuzione automatica degli arrivi. La bozza, fa sapere oggi Repubblica, mira a «stabilire un meccanismo di solidarietà  prevedibile, efficiente e temporaneo per assicurare lo sbarco dignitoso dei migranti salvati in alto mare».
Una sorta di scambio, possibile ora che Matteo Salvini non è più al governo, tra la “riapertura” dei porti italiani e la concreta solidarietà  europea. L’accordo di redistribuzione è temporaneo: durerà  sei mesi (rinnovabili) e sarà  sostituito dall’eventuale riforma del trattato di Dublino.
Se firmato oggi, l’accordo il 7 e 8 ottobre sarà  portato al vertice di Lussemburgo. Lì si prevede l’adesione al meccanismo di altri governi (almeno una decina) e la sua estensione a Spagna e Grecia come beneficiari.

(da “NextQuotidiano“)

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SAN GIMIGNANO, LE GUARDIE INDAGATE E I DETENUTI “CHE ANDREBBERO BRUCIATI CON LA BENZINA”

Settembre 23rd, 2019 Riccardo Fucile

LE INTERCETTAZIONI CHE INGUAIANO 15 AGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA

Nella storia dei 15 agenti di polizia penitenziaria indagati per il pestaggio di un detenuto nel carcere di San Gimignano spuntano anche le intercettazioni.
Michele Bocci su Repubblica racconta alcune circostanze dell’aggressione, in particolare quella in cui il detenuto cade e un assistente capo di 120 chili gli sale addosso con le ginocchia mentre un altro lo stringe per un braccio e un terzo lo afferra per il collo.
E poi ci sono le intercettazioni
L’assistente capo è contrariato. Alle 10 di mattina di un lunedì del gennaio scorso deve recarsi a Firenze, al Dap, «per quei fatti che sono successi ad ottobre – rivela a un collega indagato come lui – Cioè, andare a perdere una giornata lavorativa per andare eventualmente a giustificare l’operato delle persone, per uno che bisognerebbe pigliare la tanica di benzina, buttargliela addosso e dargli fuoco».
Si riferisce al detenuto tunisino che è stato pestato da 15 persone a San Gimignano. Gli agenti hanno fatto di tutto per non farsi vedere mentre tiravano calci e pugni: «Buona parte del personale operante si è posto in modo da creare una barriera all’inquadratura della telecamera», scrivono gli inquirenti.
«Alla fine credevo che fosse svenuto – ha testimoniato un altro detenuto che ha in parte assistito alla scena – Un’agente, nel momento in cui si trovava a terra, diceva agli altri: “Fermi, così lo ammazzate”».
E ancora:
A colpire è l’inquietudine con cui alcuni degli stessi coinvolti si riferiscono ai due o tre considerati i leader del gruppo. Dice un agente: «Lui, e anche l’altro, sono mine vaganti. Perchè anche lui quando va dentro perde il capo. Io te lo dico. Perde completamente la testa».
Qualcuno in servizio beve pure. «Perdono la testa anche perchè spesso vanno carichi, non ragionano già  di loro, figurati quando sono carichi».
E in effetti uno dei violenti si sfoga così con un compagno a gennaio, mesi dopo l’episodio al centro dell’indagine. «Sto troppo nervoso – dice – io mi arrabbio, hai capito o no? Questo continua a fare il malandrino, l’altra sera lo stavo ammazzando, io l’ho preso per i capelli dietro al collo, ho detto: io te la svito la testa, uomo di merda che sei. Hai capito che io ti ammazzo qui a terra? A casa nostra fai il malandrino?».

(da “NextQuotidiano”)

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VERTICE DI MALTA, L’ITALIA DELLA LAMORGESE A MUSO DURO CON LA UE O FARA’ VALERE IL DIRITTO DI VETO

Settembre 23rd, 2019 Riccardo Fucile

LA REDISTRIBUZIONE DEVE RIGUARDARE ANCHE I MIGRANTI ECONOMICI E I RIMPATRI DEVONO ESSERE A CARICO DELL’EUROPA… CHI NON ADERISCE PAGHERA’ MULTE SALATE… PER LA PRIMA VOLTA UN MINISTRO CHE DICE: “SONO FIDUCIOSA MA PARLERO’ SOLO ALLA FINE DELLA RIUNIONE”

La Ocean Viking sbarca in Italia, per la seconda volta in una settimana, e nel giorno del vertice di Malta il governo italiano dà  prova di buona volontà  nel tentativo di trovare un difficile accordo che renda automatico il meccanismo di distribuzione dei migranti soccorsi dalle navi nel Mediterraneo.
Ma il mandato del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, alla sua prima uscita pubblica dopo gli incontri bilaterali con i suoi colleghi tedesco e spagnolo, è quello di vendere cara la pelle dell’Italia.
Fino a paventare il diritto di veto se l’Italia non la spunterà  su quelli che ritiene essere i due punti irrinunciabili dell’accordo: che la ricollocazione interessi tutti i richiedenti asilo e che i rimpatri siano a carico dell’Europa.
Limitare la redistribuzione soltanto ai migranti che hanno i requisiti per ottenere lo status di rifugiato o la protezione internazionale significherebbe infatto restringere il campo a poche centinaia di persone (basandosi ad esempio sui numeri degli sbarchi in Italia nel 2019) mentre, considerato che chiunque arrivi sul territorio europeo ha diritto a chiedere asilo, allargare la redistribuzione a tutti i richiedenti asilo vuol dire, di fatto, estenderla anche ai migranti economici, che sono ormai l’85 per cento di chi sbarca.
Il secondo punto irrinunciabile per l’Italia, che insieme a Malta come Paese di approdo si farebbe carico della prima accoglienza per non più di quattro settimane, è quello che sia l’Europa, con Frontex, a farsi carico dei rimpatri come sollecitato nei giorni scorsi anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Difficile invece che l’Italia ottenga la rotazione dei porti di sbarco con gli altri Paesi costieri. Spagna e Grecia oggi accolgono da tre a cinque volte in più dell’Italia e il loro ingresso nel meccanismo di ridistribuzione (di cui si parlerà  al prossimo vertice a Lussemburgo) significherebbe allargare alle decine di migliaia di migranti sbarcati sulle loro coste.
E allora l’ampliamento della lista dei cosiddetti “Paesi volenterosi”, da tutti auspicato, sarebbe indispensabile. Oltre, naturalmente, alle sanzioni che verranno decise per chi si rifiuterà  di accogliere.
Nelle stesse ore in cui a Malta i ministri dell’Interno di Italia, Francia, Germania, Malta e Finlandia cercheranno di dare un’ossatura all’accordo, la Ocean Viking fa sbarcare i 182 migranti salvati nei giorni scorsi nel porto di Messina.
“Un segno di speranza” , commentano Msf e Sos Mèditerranèe, le due uniche Ong in questo momento ad operare nel Mediterraneo. A loro nei prossimi giorni si unirà  la Open Arms.

(da agenzie)

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SALVINI CONTINUA A SPARARE BUFALE: ALTRA GAFFE DALLA D’URSO

Settembre 23rd, 2019 Riccardo Fucile

LA BAMBINA ESPOSTA STRUMENTALMENTE A PONTIDA TORNA A ESSERE DI BIBBIANO, NONOSTANTE SIA PROVATO CHE E’ FALSO

Confusione televisiva per il leader della Lega e anche sui social dell’ex ministro, Ieri sera la piccola Greta esposta a Pontida è “tornata a essere” di Bibbiano
In realtà  la bambina è della provincia di Como. Ma Salvini deve esserselo dimenticato di nuovo
A Roma si dice ‘buttarla in caciara’: non riuscire a trovare una risposta adatta quindi dire tante frasi a caso che poi creano verità  parallele che, inevitabilmente, si ripropongono in futuro diventando ingestibili.
E qualcosa sta sfuggendo di mano anche a Matteo Salvini e al suo irreprensibile ufficio comunicazione. La vicenda è sempre quella che riguarda la piccola Greta, la bambina portata sul palco di Pontida ed esposta dal leader della Lega. Era stata presentata come una piccola vittima di Bibbiano, ma poi si è scoperto essere stata tolta alla madre (e poi fortunatamente restituiti) dai servizi sociali di un comune sul lago di Como guidato, tra le altre cose, dalla Lega da quasi un decennio.
E si è anche arrivati ad accusare le stampa che avrebbe inventato una bufala contro Salvini che non avrebbe mai parlato di Bibbiano, ma ci soni video e post dei profilo social della Lega (poi cancellati) che facevano proprio riferimento al comune emiliano dove è stato scoperto lo scandalo degli affidamenti illeciti.
Poi tutto è stato messo in naftalina fino a ieri sera quando, ospite di Barbara d’Urso, Salvini è tornato a parlare di Greta da Bibbiano.
Lo ha fatto in diretta rispondendo alle domande dei suoi sedicenti ‘contestatori Vip’, anche se la parola Bibbiano non è mai stata pronunciata da lui, dandone però tacito assenso replicando.
Poi è comparso anche il tweet esplicito sul profilo personale del leader della Lega.
#Salvini: Ho mostrato la bimba di Bibbiano sul palco di Pontida perchè me l’ha chiesto la sua mamma. E io sono contrario a chi toglie i bambini alle famiglie senza motivo.
Quindi la bambina, che sappiamo non essere di Bibbiano come dichiarato dalla madre il giorno dopo l’esposizione sul palco di Pontida, ora torna a essere di Bibbiano.
Almeno nell’immaginario collettivo prodotto e restituito da Matteo Salvini e dal suo gruppo di comunicatori che lavorano per lui, guidati da Luca Morisi.
Alla fine, dunque, a forza di accusare gli altri di creare fake news, se ne mettono in giro e si alimentano. Dimenticando anche di averle create e poi demonizzate.

(da agenzie)

argomento: denuncia | Commenta »

ALBA PARIETTI RICORDA A SALVINI CHE RAPPRESENTA SOLO IL 19% DEGLI ITALIANI

Settembre 23rd, 2019 Riccardo Fucile

IL 44% DI ITALIANI SI SONO ASTENUTI, QUINDI LE PERCENTUALI REALI DI CONSENSI SONO: LEGA 19%, PD 12%, M5S 9,5%… UN CONTO E’ LA RAPPRESENTANZA PARLAMENTARE DEI VOTANTI, ALTRA COSA IL CONSENSO REALE NEL PAESE

Ieri durante l’orribile spettacolo di Matteo Salvini da Barbara D’Urso, Alba Parietti ha detto una frase sul consenso del leader della Lega che va spiegata e interpretata: “Lei ha buttato me ed Asia (Argento) sui social in pasto ai suoi elettori, e non al popolo italiano perchè lei rappresenta il 22% del popolo italiano…”.
Salvini l’ha interrotta correggendola: “Il 34%”, riferendosi ai risultati delle ultime elezioni europee.
E la Parietti ha risposto: “Il 34% del 56% che è andato a votare, ma quelli non sono tutto il popolo italiano…”.
Il ragionamento che ha fatto la Parietti (che ha “arrotondato” per eccesso il consenso di Salvini) è lo stesso che fecero i Wu-Ming all’indomani delle elezioni europee in cui si parlò di grande vittoria di Matteo Salvini.
A dispetto del fatto che la Lega raggiunse una percentuale inferiore a quella del PD guidato da Renzi cinque anni prima (e solo qualche anno dopo lo stesso Renzi perse malissimo le elezioni politiche…), si dimentica spesso di considerare che la percentuale di voti raggiunti da tutti i partiti si calcola a partire dal numero di quelli che sono andati a votare, ovvero il 56% degli aventi diritto nell’occasione.
Questo, come spiegarono all’epoca i Wu Ming, cambia totalmente la percezione dei risultati per tutti i partiti, Salvini compreso:
Un solo esempio per far capire quanto l’astensione al 44% distorca la “fotografia” e renda i ragionamenti sulle percentuali dei votanti — anzichè del corpo elettorale — del tutto sballati: alle politiche del 4 marzo 2018 il PD prese 6.161.896 voti. Alle Europee di ieri, 6.045.723. (…)
Se proprio si vuole ragionare in termini di percentuali, ragionando sul 100% reale vediamo che la Lega ha il 19%, il PD il 12%, il M5S il 9,5%. Sono tutti largamente minoritari nel Paese. (…)
Salvini ha il 19% reale. Sono nove milioni di persone. In Italia siamo sessanta milioni. Il corpo elettorale attuale conta circa 51 milioni di persone. Salvini non ha con sè «gli italiani».
Anche   ha il consenso di un elettore su cinque, rimane largamente minoritario.

(da “NextQuotidiano“)

argomento: Costume | Commenta »

LA DUNKERQUE DEI TURISTI: IL TOUR OPERATOR THOMAS COOK DICHIARA BANCAROTTA, BLOCCATI 500.000 TURISTI

Settembre 23rd, 2019 Riccardo Fucile

AL VIA IL PIU’ GRANDE RIMPATRIO IN TEMPO DI PACE… SALTANO 22.000 POSTI DI LAVORO

Thomas Cook, il tour operator britannico con 178 anni di storia alle spalle, chiede la liquidazione giudiziaria. Lo annuncia la società  in una nota, sottolineando che “sono cancellati tutti i futuri voli e le future vacanze”.
Nonostante le trattative serrate, Thomas Cook non è riuscita a raggiungere un accordo con i creditori e questo ha innescato la richiesta di bancarotta. Con la liquidazione Thomas Cook mette a rischio 22.000 posti di lavoro a livello globale, di cui 9.000 in Gran Bretagna.
È già  partito il ponte aereo organizzato dal governo britannico e dalla Civil Aviation Authority (Caa) per rimpatriare i turisti bloccati all’estero dal fallimento di Thomas Cook.
In totale vi sono quasi 600.000 clienti del tour operator attualmente in vacanza, 150.000 dei quali britannici inclusi 16.000 il cui rientro nel Regno era previsto per oggi.
Il ministro dei Trasporti, Grant Shapps, ha detto che sono pronti 45 aerei charter per sostituire la flotta Thomas Cook e la Caa prevede per stasera il rimpatrio d’almeno 14.000 persone.

(da agenzie)

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COLPO DELLA LAMORGESE: IL VIMINALE ASSEGNA ALLA OCEAN VIKING IL PORTO SICURO DI MESSINA

Settembre 22nd, 2019 Riccardo Fucile

182 DISPERATI SBARCHERANNO FINAMENTE IN ITALIA, COME IMPONE LA LEGGE NAZIONALE E INTERNAZIONALE.: L’ITALIA STA TORNANDO CIVILE… LA LAMORGESE CHIEDE ALLA UE CHE SI FACCIA CARICO DELL’ONERE ECONOMICO DEI RIMPATRI

La Ocean Viking potrà  far sbarcare i 182 migranti soccorsi in tre diverse occasioni davanti alla Libia. Secondo quanto si apprende da fonti del Viminale, il ministero ha alla fine assegnato alla nave di Sos Mediterranèe e Medici senza frontiere un porto sicuro, quello di Messina.
La nave, al largo di Linosa, stava affrontando condizioni metereologiche avverse.
Tra i 182 migranti a bordo della Ocean Viking ci sono 14 bimbi, la più piccola di appena 8 giorni: “Più metà  della sua vita – sottolineava Msf prima dell’assegnazione del porto – l’ha passata su una nave di salvataggio. Molti dei migranti sono stati rinchiusi in centri di detenzione, esposti alla violenza ed all’incertezza. Europa, ritardare il loro sbarco è disumano”.
Di migranti si parlerà  domani a Malta, dove avrà  luogo un vertice dei ministri degli interni di Italia, Francia e Germania.
Una riunione molto attesa ma dall’esito non scontato perchè non è detto che si arrivi per davvero a mettere nero su bianco in termini netti il principio della rotazione dei porti di sbarco e, ancor più, della redistribuzione dei migranti, con Francia e Germania che nei giorni scorsi si sono dette disponibili ad accogliere il 25% a testa.
A proposito della redistribuzione potrebbe affacciarsi la disponibilità  concreta di altri Paesi ad entrare nel numero di quelli che fanno parte del meccanismo automatico di ripartizione, il che significherebbe ridurre il ‘carico’ per i paesi invece dichiaratisi ‘volenterosi’.
Lo scoglio più grosso è rappresentato dai migranti economici, e a quanto si sa il ministro Lamorgese solleciterà  i partner affinchè questi siano inclusi nel meccanismo. Inoltre, l’obiettivo italiano è strappare alla Commissione europea l’impegno ad assumersi l’onere dei rimpatri
Un vertice che però arriva a poche ore da un’intervista del ministro degli interni maltese Farrugia al Times of Malta. Farrugia ha sottolineato che gli Stati membri della Ue “sono stati pronti a supportarsi l’uno con l’altro quando si sono trovati ad affrontare situazioni economiche molto difficili”, mentre invece così non è stato quando si è trattato di affrontare le questioni umanitarie legate ai flussi migratori, e “se questo non cambia, non vedo come la questione dell’immigrazione possa mai essere risolta”. E “purtroppo vedo che la questione che continuerà  ad essere sempre più divisiva negli anni a venire”.
Nell’intervista Farrugia dice anche che Malta negli ultimi tempi ha registrato una “pressione molto più alta” degli arrivi sull’isola, anche a causa delle posizioni del precedente governo italiano, definendole “piuttosto aggressive” e sottolineando che la decisione di chiudere i porti “ha avuto un impatto sull’aspetto umano” delle migrazioni

(da agenzie)

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MARA MINACCIA L’ADDIO A BERLUSCONI: E’ VOLATA AD ARCORE PER PARLARE CHIARO AL CAVALIERE

Settembre 22nd, 2019 Riccardo Fucile

E’ CHIARO CHE I NOTABILI DEL NORD VOGLIONO ESSERE RIELETTI E CONTINUANO A FARE I SERVI DI SALVINI… MA NEL CENTRO.SUD NE HANNO LE SCATOLE PIENE DI UN PARTITO CHE HA TRADITO I VALORI PER CUI E’ NATO… MARA PER LORO E’ L’ULTIMA SPERANZA

Mara Carfagna è sempre più ai ferri corti con il resto di Forza Italia.
E ieri è andata a parlare con Silvio Berlusconi del suo “disagio”, prefigurando un addio che sarebbe doloroso come quello di Toti.
Racconta oggi Carmelo Lopapa su Repubblica:
La vicepresidente della Camera non si è scomposta, non ha alzato la voce. Ma ieri pomeriggio ha preso un volo e al tramonto ha bussato al cancello di Villa San Martino, ad Arcore. Al suo fianco, il compagno Alessandro Ruben, ex deputato finiano. Quasi due ore a porte chiuse col padrone di casa, Silvio Berlusconi.
L’ex ministra ha vuotato il sacco, stando a quanto emerso in serata dai racconti rimbalzati fino a Roma.
Lamentando che si sente isolata, esclusa dalle alte sfere di Forza Italia, ora che è stata rimossa dal coordinamento nazionale (il tandem con Toti è stato sostituito da agosto con il poker che comprende le capigruppo Bernini e Gelmini, Tajani e Giacomoni).
Insomma, Carfagna si sente fuori dai giochi e ha intimato: «Silvio, se non sono più gradita basta dirlo».
La sensazione, ha confessato, è di pagare perchè «unica a dire le cose in faccia e ad andare contro la Lega».
Berlusconi è stato ad ascoltare a lungo e, come al solito, a smussare gli angoli. Assicura che per lei c’è sempre un posto in prima fila in Fi, che ha apprezzato l’iniziativa dell’altra sera (dopo aver chiamato decine di parlamentari per suggerire loro di non andare alla cena: invano).
Stretta di mano e bacio finale, tutto — in apparenza — torna come prima.
Ma non è detto.

(da “NextQuotidiano”)

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