Settembre 22nd, 2019 Riccardo Fucile
L’EX MILITANTE DI CASAPOUND, PASSATO CON LA MELONI, NON ERA CONTRO LE ELITE? … NON HA ANCORA CAPITO CHE I SOLDI NON SONO SUOI … COMUNQUE UNA SOLUZIONE C’E’: IL MINISTERO RITIRI IL FINANZIAMENTO DI 700.000 EURO, COSI’ GLI AQUILANI AVRANNO QUELLO CHE SI MERITANO PER AVER VOTATO UN SOGGETTO DEL GENERE
“Non li voglio perchè L’Aquila è una città nobile, aristocratica e non merita questo genere di
cose”. Il sindaco “censore”, Pierluigi Biondi, torna alla carica contro Roberto Saviano e Zerocalcare. Il primo cittadino di Fratelli d’Italia gioca in casa, parla a Roma dalla kermesse del partito, Atreju.
E attacca: “È notizia di qualche giorno fa, sono stato accusato di censura semplicemente per aver detto a una tizia che non era possibile spendere 700mila euro in quattro giorni per una carnevalata di sinistra”.
Poi attacca i cosiddetti “titoloni” di Repubblica. “Mi hanno detto che non voglio Saviano e Zerocalcare”. Ma lo conferma: “Non li voglio all’Aquila perchè la nostra è una citta plurale, nobile, aristocratica. Non meritiamo questo genere di cose”.
Di quale genere di cose parla Biondi?
Di un Festival internazionale degli incontri dedicato al decennale del terremoto, in programma dal 10 al 13 ottobre.
La direttrice artistica, Silvia Barbagallo – organizzatrice di eventi come Più libri più liberi e scelta attraverso un bando pubblico – risponde: “La tizia di cui parla il sindaco sarei io. Naturalmente i 700mila euro non li gestisco io ma un ente aquilano e sono stati stanziati tutti dal ministero, peraltro durante il precedente governo, quindi il sindaco non dovrebbe avere alcuna voce in capitolo ma ha deciso di fare una battaglia politica bloccando tutto di fatto”.
Ma perchè il sindaco è decisivo, visto che i soldi sono del ministero?
“Il festival – risponde – non può partire perchè il Comune deve sbloccare i fondi all’ente attuatore, che è aquilano: l’Istituzione sinfonica aquilana. Servono i soldi per pagare le maestranze e poi autorizzazioni per i luoghi che sono tutti comunali”.
Crede che ormai sia troppo tardi per portare a termine il progetto?
“Possiamo ancora farcela ma siamo agli sgoccioli. Ci sono stati anche altri luoghi che si sono offerti di ospitare la rassegna ma quei soldi sono stati stanziati per l’Aquila e per gli aquilani. Con contenuti legati alla città . Saviano e Zerocalcare sono addolorati, stavano lavorando per questo”. Chi può ancora intervenire? “Il ministero dei beni culturali sta osservando la situzione con attenzione. L’ultima parola è del Mibac”.
(da agenzie)
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Settembre 22nd, 2019 Riccardo Fucile
“SIMBOLO DI UNA COMUNITA’ CHE SI RIMBOCCA LE MANICHE”… LA DI MAOLO NON SE L’E’ SENTITA DI LASCIARE IL LAVORO CHE STA FACENDO ALL’OSPEDALE PER BAMBINI DISABILI
“Sono Vincenzo Bianconi, imprenditore umbro di Norcia, come tanti sono innamorato della mia terra. È ora di ricostruire il futuro dell’Umbria perchè è una regione straordinaria e civile che ha bisogno di fortissimi cambiamenti”.
Con queste parole il presidente di Federalberghi Umbria Vincenzo Bianconi accoglie l’invito a candidarsi a presidente dell’Umbria per il patto civico Pd-M5S. “Invito che – spiega – tante forze civiche, associative e politiche mi hanno rivolto”.
Il Pd esprime soddisfazione per una candidatura “bella e forte”, come l’ha definita via Twitter il segretario Nicola Zingaretti. “Grazie a Vincenzo Bianconi per la sua scelta. Una bella e forte candidatura. Sarà il candidato dell’Umbria, una terra meravigliosa. L’Umbria che non si arrende e che combatte per il suo futuro”.
Segue Franceschini: “L’accordo in Umbria tra Pd e M5S sulla candidatura di Vincenzo Bianconi a presidente della Regione è un altro passo verso la creazione di un campo riformista in grado di battere la destra e cambiare l’Italia”.
Luigi Di Maio su Facebook elenca i pregi del candidato e scrive: “Vincenzo è un simbolo dell’Umbria intera, di una comunità che è stata tragicamente e ripetutamente ferita dai terremoti del 2016, ma che non si è lasciata prendere dallo sconforto e si è rimboccata subito le maniche. Una persona che non ha mai chinato la testa di fronte alle difficoltà e che si è messa sempre a disposizione della sua gente”.
E ancora: è “una persona super competente, che non si arrende mai, che conosce e ama l’Umbria. L’Umbria può ripartire da Vincenzo, da quei luoghi che sono stati tremendamente segnati dalle tragedie del terremoto. Noi ci siamo e lo sosterremo con lealtà in campagna elettorale e poi in Giunta e consiglio regionale sui punti del programma. Quella che inizia oggi è una nuova sfida, una nuova avventura. Il nostro obbiettivo è quello di fare gli interessi dei cittadini”.
Lo stesso Bianconi in una nota afferma: “Ogni giorno con la schiena dritta, con determinazione e passione, cerco di migliorare le cose che mi circondano. Non mi sono mai tirato indietro dinnanzi alle sfide che la vita mi ha posto. Ed è per questo che ho deciso di accogliere l’invito a candidarmi a Presidente della Regione Umbria, invito che tante forze civiche, associative e politiche mi hanno rivolto”.
Per Bianconi, “è ora di ricostruire il futuro dell’Umbria, perchè la nostra è una Regione straordinaria e civile che ha bisogno, però, di fortissimi cambiamenti: per l’Ambiente ed il Lavoro, per le Imprese, per il Paesaggio e la Cultura, per l’Università , la Sanità e la Ricerca, per le Infrastrutture ed i Trasporti, per la Sicurezza e la Legalità . Mi sono battuto per queste cose da cittadino e da imprenditore. Ora voglio dare il mio contributo in modo diverso, in una coalizione civica, sociale e politica. Possiamo finalmente reagire con nuove idee e forti investimenti. Come imprenditore ho sempre lavorato per rendere l’Umbria una regione più libera, bella e pulita, una terra migliore per noi e per i nostri figli. Vi chiedo una mano, perchè insieme possiamo farcela”.
(da agenzie)
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Settembre 22nd, 2019 Riccardo Fucile
TRATTAMENTO POCO RISPETTOSO; “NELLO SPAZIO CHE CI HANNO DATO COME FONDAZIONE ALMIRANTE NON C’ERA NEANCHE L’ATTACCO PER LA LUCE”
Fratelli d’Italia fa arrabbiare Donna Assunta Almirante. La vedova di Giorgio si è lamentata
sulla sua seguitissima pagina facebook perchè ha ricevuto un trattamento non rispettoso durante Atreju.
L’accaduto lo racconta lei stessa: la Fondazione Almirante ha riempito una sala con un dibattito grazie ai suoi amici e simpatizzanti, ma subito dopo aveva organizzato una riunione dei suoi iscritti in un’area riservata: quando sono arrivati, hanno scoperto che lo spazio riservato non era dotato di elettricità e si trovava dietro un palco e un bar.
Il dibattito a cui si riferisce Donna Assunta è quello in cui era presente Massimo Magliaro per la Fondazione Almirante ospite insieme ad Ignazio La Russa, Walter Veltroni e Bianca Berlinguer, con la moderazione di Luca Telese.
Proprio nell’intervento di chiusura di Atreju Giorgia Meloni ha citato Almirante: “Ce lo ha insegnato Giorgio Almirante: la massima aspirazione di un politico è poter guardare la gente negli occhi”.
Per vedersi negli occhi forse sarebbe necessario accendere la luce, che ne dite?
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 22nd, 2019 Riccardo Fucile
CHI SEGUE IL CALCIO NOTA CHE COME SI PRESENTA IN TRIBUNA IL MILAN PERDE… E’ RIUSCITO A FAR PERDERE ANCHE LA CROAZIA
A livello politico e nella vita Matteo Salvini non può che definirsi fortunato. Ha ottenuto un ottimo successo tra gli italiani e il suo attivismo lo porta a visitare tantissime città italiane.
Ma c’è una cosa che dopo il derby di Milano di sabato sera, sembra non andare giù ai tifosi milanisti. Il leader della Lega, infatti, era presente sugli spalti di San Siro dove ha visto i rossoneri perdere per 2-0 per ‘colpa’ delle reti degli interisti Brozovic e Lukaku. E proprio il suo essere lì ha fatto tornare alla mente tanti momenti sportivi che sono stati sintetizzati nell’hashtag di tendenza: Salvini porta sfiga.
Il senatore e leader della Lega, infatti, si è presentato ieri sera al Meazza con tanto di maglia rossonera del Milan e cappellino (un po’ provocatorio) della Guardia Costiera. Ma questo è un altro capitolo di una provocazione politica già affrontata in passato e che poco c’entra con l’hashtag di tendenza sui social.
Infatti la genesi di questo trending topic ha origini ben lontane che vedono nel derby di Milano di sabato sera solo una potenziale conclusione, o un punto di passaggio di un viaggio lungo anni.
Ovviamente si tratta solamente di coincidenze dato che — al netto della finale Mondiale in cui ha tifato per la Croazia contro la Francia — molte altre persone potevano essere presenti agli altri tre eventi citati.
Per questo parlare di Salvini porta sfiga, oltre a essere indelicato sembra esser scorretto e denigratorio.
Sta di fatto che l’hashtag è diventato di tendenza in Italia su Twitter.
In molti, inoltre, hanno anche ricordato le parole dell’attuale leader della Lega nel 2006, quando tifò contro l’Italia ai Mondiali sperando nella vittoria della Germania e delle Francia tra semifinale e finale. E quello fu l’ultimo Mondiale vinto dagli azzurri.
(da agenzie)
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Settembre 22nd, 2019 Riccardo Fucile
OVVIAMENTE E’ ANDATO IN TV PER CRITICARE LA DIRIGENZA DEL MILAN… CHE IL SUO FUTURO (SCONTATO IL CARCERE) SIA QUELLO DI ALLENATORE?
Matteo Salvini, per distrarsi delle fatiche del lavoro da quando non è più ministro dell’Interno,
ha voluto rilassarsi un po’ andando a San Siro a vedere il derby tra Inter e Milan.
Naturalmente alla fine della partita era piuttosto abbacchiato, visto che i rossoneri hanno perso 2 a 0.
E infatti ha abbandonato anzitempo la tribuna ma, fa sapere oggi il Corriere, è andato in tv: «Ma quante campagne acquisti stiamo commentando in maniera negativa?», ha dichiarato a Telelombardia.
«È automatico che grandi calciatori diventino poi grandi dirigenti? Poi se la tua proprietà è un fondo, sei solo un numero sul computer», ha aggiunto. Non è la prima volta che Salvini si indigna per le prestazioni del Milan (preferisce parlare di quello invece che degli striscioni per salutare Belardinelli, l’uomo morto durante un assalto a tifosi napoletani a San Siro), ma non è la prima volta che Salvini “molla tutto” per seguire la sua passione per i rossoneri.
Due anni fa — quando il Segretario della Lega era “solo” eurodeputato e consigliere comunale a Milano -venne fuori che Salvini, pur partecipando molto raramente alle sedute del consiglio comunale era molto puntuale quando si trattava di ritirare i biglietti gratis per le partite a San Siro messi a disposizione dei consiglieri meneghini.
Ma soprattutto allo stadio ci va molto spesso e ci andava anche quando era ministro: «Da Bruxelles lo cercano al telefono per tutto il pomeriggio. «Matteo Salvini è “irreperibile”, non risponde, non si fa trovare. Volato ad Atene a seguire con il figlio la trasferta in Europa League del suo Milan», raccontavano qualche tempo fa su Repubblica.
Non è bello che adesso Matteo abbia tutto il tempo libero che vuole? Non sarebbe ancora più bello se ne avesse ancora di più?
Ci riflettano, soprattutto gli interisti.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 22nd, 2019 Riccardo Fucile
TRASFERITI ALL’HOT SPOT DI CAPO RIZZUTO
Altri sbarchi in un mese che fa tradizionalmente registrare il picco degli arrivi: cinquantotto persone, di nazionalità pakistana, sono state soccorse e condotte al porto di Crotone da una unità della Guardia di Finanza della sezione navale di Vibo Valentia.
I migranti – tutti uomini, tra loro solo un minore – si trovavano a bordo di una imbarcazione a vela intercettata al largo della costa calabrese la scorsa notte. L’imbarcazione è stata scortata dalla Guardia di Finanza fino a Crotone dove le operazioni di sbarco – coordinate dalla Prefettura di Crotone – sono avvenute poco dopo le 2 del mattino.
La Croce rossa italiana ha provveduto all’accoglienza ed al loro trasferimento presso l’Hub regionale di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto. Si tratta del quinto sbarco in meno di un mese sulle coste crotonesi
Nei giorni precedenti erano avvenuti tre sbarchi: 52 persone a Le Castella il 3 settembre, 57 a Cirò il 6 settembre, 39 su un veliero intercettato al largo della costa italiana lunedì 9 settembre, 56 migranti l’11 settembre trovati su una imbarcazione a poche miglia da Le Castella.
(da agenzie)
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Settembre 22nd, 2019 Riccardo Fucile
VITTIMA UN CITTADINO TUNISINO… IL DAP PER QUATTRO GUARDIE ANNUNCIA LA SOSPENSIONE IMMEDIATA… TRA GLI AGENTI NON E’ AMMISSIBILE CHE SIANO TOLLERATI DEI DELINQUENTI, SI FACCIA PULIZIA
“Il ragazzo gridava di dolore, sempre più forte”, racconta un detenuto del carcere di San
Gimignano. E un altro: “Lo picchiavano con pugni e calci” e lui era a terra.
E ancora: “Una guardia gli ha messo un ginocchio alla gola”, “gli hanno calato i calzoni” e giù botte. Lo trascinano in cella a braccia e lo lasciano lì, privo di sensi: “Penso fosse svenuto”. Il “ragazzo” è un cittadino tunisino di 31 anni, che stava scontando un anno di reclusione.
L’11 ottobre 2018 è in isolamento. A metà pomeriggio le guardie penitenziarie vanno a prenderlo per trasferirlo da una cella a un’altra. Si presentano in massa, 15, fatto anomalo. Lui pensa di andare a fare la doccia, ha in mano un asciugamano, le ciabatte ai piedi. Lo trascinano.
Il resto lo raccontano parzialmente le immagini delle telecamere interne al carcere (immagini in parte schermate dai corpi degli stessi agenti), lo confessa un detenuto a un’operatrice penitenziaria, poi lo riferiscono nelle lettere che scrivono al tribunale di Siena e a quello di sorveglianza altri cinque che sono detenuti in regime di alta sicurezza, gente condannata per reati gravi, camorristi, trafficanti di droga.
Da lì parte un’inchiesta della procura di Siena che ora vede iscritti nel registro degli idagati 15 agenti penitenziari.
“Sospensione immediata” per i quattro poliziotti penitenziari del carcere di San Gimignano interdetti dall’autorità giudiziaria perchè accusati di aver torturato dei detenuti (è la prima volta che il reato di tortura viene contestato a dei pubblici ufficiali).
E “doverose valutazioni disciplinari” per i quindici che hanno ricevuto un avviso di garanzia. E’ quanto ha disposto il Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) informato dalla Procura della Repubblica di Siena che indaga sull’episodio.
L’indagine, definita dal Dap “complessa e delicata”, ha interessato 15 poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di San Gimignano e trae origine dalla denuncia fatta da alcuni detenuti su pestaggi avvenuti all’interno del’istituto toscano. Le accuse formulate dalla Procura di Siena vanno dalle minacce alle lesioni aggravate, al falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale, alla tortura.
Nell’avviare l’iter dei provvedimenti amministrativi di propria competenza, il Dap confida “in un accurato e pronto accertamento da parte della magistratura”, ma al tempo stesso esprime “la massima fiducia nei confronti dell’operato e della professionalità degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria che svolgono in maniera eticamente impeccabile il loro lavoro”.
“Da troppo tempo la casa di reclusione è abbandonata al suo destino, senza direzione stabile e da mesi senza comandante e vice comandante del corpo di polizia penitenziaria”, denuncia il sindaco di San Gimignano Andrea Marrucci. “Insieme alla parlamentare Susanna Cenni – spiega il sindaco – abbiamo denunciato le difficoltà di agenti e detenuti, le carenze infrastrutturali e chiesto interventi urgenti agli enti preposti. Richiesta sfociata in una esplicita lettera di misure urgenti al ministro”. Situazione che “sarebbe stata risolta con il conferimento dell’incarico – aggiunge il primo cittadino – ad un commissario capo che dovrebbe entrare in servizio lunedì prossimo”. “Confidiamo nella rapida verifica da parte della magistratura – conclude nella nota – e nel corretto operato e nella professionalità degli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria”.
Tante le reazioni alla notizia. “Nei casi di tortura l’accertamento della verità è una corsa contro il tempo. Una corsa che deve essere facilitata dalle istituzioni. Una corsa che richiede la rottura del muro del silenzio da parte di tutti gli operatori che hanno visto gli abusi e le violenze. In questo caso siamo rinfrancati dalla prontezza del lavoro della magistratura e dalla collaborazione del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”. Lo sottolinea in una nota Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.
“Era ora che scoppiasse il bubbone, da anni io e altri denunciavamo la situazione intollerabile del carcere di San Gimignano, dice il Garante regionale dei detenuti, Franco Corleone, riguardo alla vicenda di presunti pestaggi per cui ci sono agenti penitenziari indagati.
(da agenzie)
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Settembre 21st, 2019 Riccardo Fucile
BLOCCA LA RIDISTRIBUZIONE DEI PROFUGHI PER LASCIARLI TUTTI IN ITALIA E I SOVRANISTI PUTINIANI NON SOLO LO GLORIFICANO MA CANTANO “RAGAZZI DI BUDA”: PECCATO CHE OGGI STIANO CON I CARNEFICI RUSSI E L’EX AGENTE DEL KGB
“In Italia il governo è stato separato dal popolo. Ci sono nuovi politici che non hanno capito nulla e tornano i vecchi quadri e anche loro non hanno capito nulla”.
Viktor Orbà n sa evidentemente come toccare il cuore dei Fratelli d’Italia e nel suo intervento alla festa di Atreju arringa la folla con toni e argomenti che poi vanno a cozzare con il suo comportamento concreto, visto che il suo partito è iscritto ai Popolari in Europa e ha votato per la nuova commissione in cui c’è Gentiloni.
Orbà n è un politico che in centinaia di occasioni ha dimostrato la sua furbizia.
Si è fatto pagare gli studi da Soros e oggi dà la caccia a Soros.
Fa l’amicone di Giorgia Meloni e Matteo Salvini ma era contrario a concedere più deficit all’Italia quando al governo c’era la Lega.
Parla di muri da costruire ma intanto in Europa sta nel raggruppamento della Merkel e non in quello del Capitano.
Intanto però blocca gli accordi sulla ridistribuzione dei profughi lasciandoli così in Italia.
E’ un nemico di Roma e infatti i sovranisti tarocco di FdI lo accolgono come un trionfatore.
Orban sa bene come fregare tutti: spararla grossa e fare subito dopo marcia indietro: “In Gentiloni, a parte la collocazione politica, ho trovato un gentiluomo finissimo. Abbiamo avuto discussioni difficili… Infatti, lui è juventino e io sono milanista, perchè sono amico di Berlusconi…”, ha detto dopo.
E infatti l’unico a prenderlo sul serio è stato Di Maio: “Orban eviti inutili ingerenze — ha scandito il titolare della Farnesina e leader del M5S — Non permetto a nessuno di giudicare o attaccare l’Italia, men che meno a chi fa il sovranista ma con i nostri confini. Orban non conosce il popolo italiano, parli quindi del suo popolo, se vuole, non del nostro”.
Nei giorni scorsi Di Maio aveva già polemizzato duramente con il ministro degli Esteri ungherese, Peter Sizjjarto, che aveva definito “pericolosa” la decisione dell’Italia di riaprire i porti.
Il gioco delle parti: i sovranisti traditori degli Italiani, il grillino che diventa nazionalista.
E Orban che continua a violare i diritti degli ungheresi e a evitare processi per corruzione.
(da “NextQuotidiano“)
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Settembre 21st, 2019 Riccardo Fucile
COLONNE DI PICK UP LIBICI STANNO TRASFERENDO CENTINAIA DI MIGRANTI DAI CENTRI DI DETENZIONE LIBICI ALLE SPIAGGE DI CONFINE CON LA TUNISIA… PARTENDO DA LI’ IN UN GIORNO DI NAVIGAZIONE UN BARCHINO AUTONOMO ARRIVA A LAMPEDUSA CON MENO RISCHI
Settembre è il mese con il più alto numero di arrivi via mare in Italia nel corso del 2019: già più
di 1500 persone, a oggi. Come si spiega?
L’aumento degli arrivi non va attribuito nè al governo Pd-M5s, insediatosi da sole due settimane (senza aver modificato per ora alcunchè in campo di politiche migratorie rispetto al passato) nè tantomeno al presunto pull factor delle navi Ong (che non esiste): non vi è infatti alcuna relazione fra la presenza delle navi delle ong al largo delle coste libiche e l’aumento degli sbarchi.
I numeri parlano chiaro: dall’1 al 18 settembre, secondo i dati di Matteo Villa (Ispi), quando le navi delle ong erano vicine alla Libia sono partite circa 44 persone al giorno, quando non c’era alcuna nave umanitaria le partenze sono salite a 75.
Sono due le ragioni per le quali in queste settimane ci sono più arrivi: come già successo nel 2016 e nel 2017 a settembre gli arrivi sono superiori a quelli di agosto: c’entrano condizioni meteo particolarmente favorevoli, prima che nei mesi più freddi ormai alle porte il mare renda di fatto impossibile anche solo pensare di arrivare all’altro capo della rotta del Mediterraneo centrale, e le partenze diminuiranno inevitabilmente.
C’è anche un’altra ragione per la quale in queste settimane gli arrivi via mare stanno aumentando: secondo quanto rivelato da Repubblica i trafficanti di migranti della Libia avrebbero iniziato a sfruttare la rotta che fino a oggi era frequentata prevalentemente da tunisini, ovvero quella degli sbarchi “autonomi” o “fantasma”: è una rotta “facile”, perchè dalle coste tunisine porta a Lampedusa in una sola giornata piena di traversata, a bordo di piccole imbarcazioni di legno molto difficili da individuare per le forze militari. La rotta degli sbarchi autonomi.
“Sui gommoni in partenza dalla Libia le chances di arrivare sono sempre di meno: la percentuale di mortalità è altissima (uno su venti non ce la fa) così come il rischio di venire riportati indietro”, scrive Alessandra Ziniti su Repubblica: “[…] I potenti gruppi di trafficanti libici e dell’Africa centrale stanno spostando sulle spiagge al confine tra Libia e Tunisia centinaia di migranti rinchiusi nei centri di detenzione nel deserto e lungo le coste libiche. Colonne di pick up e furgoni fanno la spola di notte tra Tunisia e Libia e non sempre ai posti di frontiera si tengono gli occhi aperti”.
(da agenzie)
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