Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
LA CANDIDATA DELLA LEGA ALLE REGIONALI DELL’EMILIA ROMAGNA INDIETRO DI 9 PUNTI SUL CENTROSINISTRA POTREBBE SALTARE… LA MELONI CHIEDE DI CAMBIARE CAVALLO… L’EX BARISTA DEL CENTRO SOCIALE LINK NON SFONDA
Parlateci di Bibbiano, diceva tramite t-shirt qualche tempo fa in Parlamento all’epoca della fiducia al governo Conte.
Ma oggi la candidatura pluriannunciata di Lucia Borgonzoni alla presidenza della Regione Emilia-Romagna potrebbe saltare.
E sarebbe un peccato, lo diciamo tutto, perchè il tasso di spettacolarità che potrebbe raggiungere la campagna elettorale con lei in campo sarebbe altissimo, per questo i giornalisti fanno il tifo per la senatrice.
Spiega oggi Carmelo Lopapa su Repubblica che ad aprire il caso è stata Giorgia Meloni, nel faccia a faccia avuto con Salvini a Montecitorio nella tarda mattinata di mercoledì 18.
Sul tavolo della Meloni c’era l’ultimo sondaggio, che attesterebbe un vantaggio di ben nove punti del governatore uscente Bonaccini sulla ex sottosegretaria schierata dal leader della Lega: lui al 45, lei ferma al 36, nonostante il sostegno di tutto il centrodestra.
«Se le cose stanno così — ha intimato con schiettezza la presidente di Fdi — io preferisco perdere con uno di destra come Galeazzo Bignami, almeno porto a casa qualche consigliere in più».
Si tratta del deputato ex forzista ora transitato proprio ai Fratelli d’Italia, che ha deciso di candidarsi comunque, forte di una consolidata tradizione di destra a Bologna.
Salvini, per fortuna, per ora tiene duro. Ma adesso anche l’ala forzista emiliana, che ha nella capogruppo al Senato Annamaria Bernini il suo punto di riferimento, si pone qualche domanda.
Il segretario leghista resta della sua idea, ma intanto ha dato disponibilità a rivedere gli alleati (Meloni e Adriano Paroli, commissario emiliano di Fi) martedì a Roma, per un vertice che si annuncia assai delicato.
Confidando intanto in vaticini più confortanti dai prossimi sondaggi. La speranza è che alla fine Borgonzoni la spunti: non vorrete mica perdervi lo spettacolo di sentir parlare di Bibbiano durante tutta la campagna elettorale, vero?
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
DA VIA BELLERIO CERCANO DI METTERE UN TAPPULLO, MA E’ LO STESSO POLITICO CHE QUATTRO ANNI FA SCRISSE CHE “I MUSULMANI BISOGNA ASFISSIARLI NELLE MOSCHEE” (E NESSUNO LA HA MAI CACCIATO)
C’è voluta una denuncia social che ha provocato l’indignazione popolare per procedere alla
sospensione di Roberto Salvini.
La sezione toscana della Lega, infatti, ha deciso di dissociarsi dalla proposta fatta dal consigliere regionale nel corso della riunione della Commissione Sviluppo Economico e sospenderlo dal partito.
Durante quell’incontro, ripreso dalle telecamere come da prassi, aveva parlato di seguire quanto accade in Olanda e rilanciare il turismo sfruttando le «donne in vetrina». Un proposta vergognosa che, per il momento, gli è costato il posto. Ma già in passato aveva detto cose altrettanto gravi, passandola liscia.
«Per le dichiarazioni del consigliere regionale Roberto Salvini ho dato indicazione alla capogruppo leghista Elisa Montemagni di procedere alla sospensione del consigliere Salvini dal gruppo stesso — ha scritto in una nota Daniele Belotti, commissario della Lega in Toscana, già protagonista di un’altra polemica nei confronti della stampa solo qualche settimana fa -.
“Toni e contenuti delle dichiarazioni del consigliere Roberto Salvini sono di una gravità tale che non possono essere sottovalutati e presi alla leggera. La Lega da sempre ha una linea politica, con i fatti ancor più che con le parole, di assoluta difesa del ruolo delle donne».
Peccato che nel 2015 lo stesso Roberto Salvini si è reso protagonista di dichiarazioni ancor più discutibili di quelle pronunciate l’altro giorno nella riunione in Commissione. all’epoca di parlava di musulmani e lui propose di «asfissiarli nelle Moschee».
Ci fu una modesta indignazione, ma poi lui rispose che si trattava solamente di una battuta e la passò liscia.
(da agenzie)
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Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
LA DIFFERENZA TRA IL MARE E IL PAPEETE, IL SILENZIO E LO STREPITO, IL FARE E IL CIANCIARE, LA RESPONSABILITA’ E LA PROPAGANDA
“Cosa le è passato per la mente quando ha attraccato?”.
“Ho pensato che avevo a bordo un bene prezioso, le persone. E credo che la sicurezza delle persone vada prima di ogni considerazione personale”.
“Vuole rispondere a Salvini?”
“No”.
E c’è già tutto, qui. La misura, la distanza, il franco disinteresse per le questioni davvero infime (mentre per la diffamazione sarà questione da tribunale. Ma non da tribunale mediatico).
Carola Rackete, la capitana, e Matteo Salvini, il “capitano”, non potrebbero essere più diversi. Davvero la notte e il giorno, il mare e il Papeete, il silenzio e lo strepito. La responsabilità e la propaganda. Il fare e il cianciare.
Così assistiamo, negli studi di Piazzapulita, all’intervista che mai, mai diventa scontro e duello (come siamo abituati a vedere ogni giorno): ma a ogni domanda che riconduce a offese miserrime (“Lei è ricca, è comunista, è viziata?”), a ogni tentativo di innescare polemiche, a ogni filmato che rammenta cose imbarazzanti (persone che le urlano sconcezze razziste durante lo sbarco a Lampedusa) Carola Rackete oppone compostezza, serietà , spessore.
Parla del clima, della disuguaglianza: le vere emergenze planetarie, di cui le migrazioni sono uno degli effetti. Eccole, le limpide motivazioni delle sue scelte: guidare una nave di soccorso in un continente che non vuole soccorrere, sostenere le cause dell’ambiente, dei migranti, degli ultimi, ovvero di tutto ciò per cui nessuna lobby agisce, nessuna politica si schiera.
“Ero un ingegnere, vivo dei miei risparmi. E faccio quello che ritengo giusto fare”. Perchè l’etica non è un proclama, è un’urgenza. Agire, fare, andare. Prendere una nave e raggiungere i naufraghi. Mentre altri vivono da anni e anni di poltrone e propaganda.
“Cosa le è passato per la mente quando ha attraccato?”.
“Ho pensato che avevo a bordo un bene prezioso, le persone. E credo che la sicurezza delle persone vada prima di ogni considerazione personale. Non avevo paura perchè stavo rispettando la legge internazionale”.
Ecco la sicurezza, spiegata bene.
Gli insulti — quelli urlati al molo, quelli gonfiati nei media e sui social — non la toccano: per lei la politica non è una questione personale (pur essendo un impegno personalissimo), e non può scendere dagli ideali al cortile. O al pratone di Pontida.
Ed ecco che subito le cose assumono le corrette proporzioni.
Cade la benda, e di colpo persino noi spettatori, avvezzi al colosseo quotidiano, al combattimento senza fine del nostro dibattito pubblico vile e avvelenato, respiriamo aria pulita, allarghiamo finalmente lo sguardo.
Come in mare aperto.
(da “Huffingtonpost“)
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Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
IL SINDACO DI LAMPEDUSA: “PRIMA TUTTI ZITTI, MA I BARCHINI ARRIVAVANO COME ADESSO”
Quarto soccorso per la Ocean Viking. Ieri sera, su richiesta della sala operativa di Malta, la nave
di Sos Mediterranee e Msf ha preso a bordo altre 36 persone che erano su una piccola barca di legno con il motore in avaria. Adesso i migranti in salvo e in attesa di un porto sono 218.
Continuano senza sosta gli sbarchi a Lampedusa. Sull’isola, questa notte un altro barchino con 27 persone (tra cui 15 uomini, 4 donne e 8 bambini) che hanno detto di essere partite da Zwara, la spiaggia libica piu’ vicina alla Tunisia.
Anche questa volta a bordo migranti tunisini ma anche pakistani e siriani, la conferma dell’ipotesi dell’intelligence italiana che i trafficanti di uomini abbiano cambiato metodo e rotta e utilizzino ora i barchini in partenza dalle spiagge tra Tunisia e Libia per raggiungere in breve tempo Lampedusa senza essere intercettati.
Ieri erano giunti in 28. Restano critiche le condizioni all’hotspot dell’isola con un numero di migranti oltre il doppio della capienza di 95 persone.
“Il fenomeno degli sbarchi – ha spiegato Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa – è identico a prima, con una differenza che prima non se ne poteva parlare. Nessuno poteva raccontare se c’era o non c’era uno sbarco. Oggi invece gli arrivi vengono comunicati a tutti gli italiani”.
Il sindaco di Lampedusa ha chiarito di non avere il numero degli sbarchi fantasma “perchè non teniamo più il conteggio, ma abbiamo assistito – ha ribadito – a una diminuzione delle persone che arrivavano in Italia già nel 2017. Io, però, ho sempre detto che il numero delle imbarcazioni nel 2018 era aumentato rispetto all’anno precedente, mentre il numero delle persone era in continua diminuzione. C’è stata un’assenza dell’informazione nel 2018 e nel 2019. Ora che è cambiato il governo tutti vogliono documentare, tutti vogliono sapere. Ma il problema degli sbarchi è rimasto lo stesso, è uguale a prima”.
E sono piu’ di 500 i migranti che invece sono stati riportati indietro dalla Guardia costiera libica. Uno di loro, di origine sudanese è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco ieri a Tripoli: lo denuncia l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) che era presente con il proprio staff sul luogo della tragedia.
Nel centro di Abusitta, riferisce l’Oim, erano appena sbarcati 103 migranti che hanno opposto resistenza al trasferimento nei centri di detenzione. Un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco dopo un tentativo di fuga. Il migrante sudanese, colpito allo stomaco, è deceduto nonostante l’intervento immediato dei medici Oim.
“L’uso di armi da fuoco contro civili inermi è inaccettabile in ogni circostanza”, ha detto il portavoce dell’Oim, Leonard Doyle. L’organizzazione considera la morte del migrante sudanese un “severo promemoria delle gravi condizioni in cui si trovano i migranti raccolti dalla Guardia costiera libica dopo aver pagato trafficanti per essere portati in Europa, solo per poi ritrovarsi nei centri di detenzione”, dove ci sono condizioni “disumane”, come denunciato dall’Onu.
L’Oim stima siano 5.000 i migranti, inclusi donne e bambini, detenuti in Libia, oltre 3.000 nelle aree di conflitto tra le forze governative e quelle di Haftar.
(da agenzie)
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Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
PIOGGIA DI CRITICHE PER AVER DISERTATO IL CONFRONTO: “FACENDO IL VETERINARIO HO CONOSCIUTO CONIGLI PIU’ CORAGGIOSI DI TE”
Ieri sera a Piazza Pulita è andata in onda l’intervista alla ex comandante della Sea Watch 3 Carola Rackete, in collegamento da Berlino. Avrebbe potuto esserci anche il senatore della Lega Matteo Salvini, detto il Capitano ma l’ex ministro dell’Interno, attualmente indagato per diffamazione ai danni della Rackete, ha declinato l’invito facendo sapere di avere un impegno. Senza però specificare quale.
Ieri sera a quanto pare Salvini poi il tempo per guardarsi la puntata del programma di Corrado Formigli l’ha trovato.
Perchè alle 23:30, quando Piazza Pulita era ancora in onda e dopo la fine dell’intervista alla comandante della Sea Watch 3 Salvini compare su Facebook per pubblicare un post dove chiede ai suoi se avevano sentito “pontificare” in diretta tivù l’idolo dei sinistri di casa nostra”.
I suoi ovviamente sono un po’ spiazzati, perchè per tutta la giornata di ieri avevano annunciato che non avrebbero assolutamente guardato La 7 proprio per evitare di vedere l’intervista.
Invece Salvini se l’è vista tutta (ma non aveva un impegno) tant’è che ci tiene, da dietro lo schermo del computer come si usava dire un tempo dei tizi particolarmente coraggiosi, a ribattere alle affermazioni dell’attivista tedesca.
Al punto che è lecito chiedersi: ma se Salvini aveva così tante critiche da fare alla capitana «ecologista che vuole salvare il pianeta e l’umanità dall’aumento delle temperature» perchè invece che starsene davanti alla televisione non è andato a dirgliele in faccia?
Il leader della Lega, come un Fantozzi qualsiasi, commenta la trasmissione dalla poltrona di casa (o di dovunque fosse) e con lui tanti leghisti che magari ieri avevano giurato e spergiurato che si sarebbero dedicati a tutt’altro piuttosto che guardare Carola Rackete in televisione.
Alla fine Salvini la Rackete l’ha ascolta eccome, e quando la comandante della Sea Watch ha detto che è pronta a tornare in mare qualora la chiamassero o che si deve ancora fare qualcosa per una gestione davvero umana dei flussi migratori Salvini ha commentato «potrebbe proporsi come ministro dell’Interno».
In fondo è chiaro il motivo per cui Salvini non è andato.
Al di là dei presunti impegni che gli hanno impedito anche solo di collegarsi con Formigli (ma non di guardare la televisione) il problema è che se gli argomenti dell’ex ministro dell’Interno sono tutti qui non avrebbe fatto una bella figura.
Perchè mentre la capitana parlava del suo lavoro e rispondeva a tutte le domande (pure quella sul “sei ricca di famiglia, come ti mantieni?”) Salvini a che domande avrebbe risposto?
Avrebbe forse spiegato come mai anche durante il suo mandato i migranti continuavano a sbarcare lo stesso?
Non è un caso infatti che in molti commenti gli si faccia notare che se scappa come un coniglio dai confronti (ma anche dal processo sulla Diciotti, dalle domande della commissione antimafia)
Ma appunto, in diretta non avrebbe potuto certo dire “che tristezza, che arroganza” oppure ribattere che “gli italiani vogliono porti chiusi”.
Perchè gli italiani (in realtà si tratta del 20% del totale degli aventi diritto) possono anche volere eleggere Salvini Presidente della Repubblica, non per questo significa che sia possibile farlo.
Se avesse voluto confrontarsi con Carola Rackete aveva la possibilità di farlo davanti a milioni di spettatori.
Non è che forse «non hai contenuti per sostenere un confronto serio».
Ed il fatto che Salvini abbia accettato quello con Matteo Renzi la dice lunga in effetti. Infine c’è un particolare interessante: mentre Salvini continua a parlare di Carola Rackete, nei comizi o su Facebook, lei ieri sera non lo ha mai nominato. Salvini sfrutta l’immagine della comandante della nave della Ong come usa i migranti: per fare propaganda.
Carola Rackete si limita a salvare vite umane e a parlare delle sue idee, ed anzi ribadisce che a lei «non interessa minimamente parlare della situazione politica interna» del nostro Paese. C’è una bella differenza.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
ALLA DOMANDA “PERCHE’ LA LEGA NON HA PRESO LE DISTANZE DA SAVOINI?”, L’EX GOVERNATORE NON RISPONDE E LASCIA LA SEDIA VUOTA
Aveva appena detto che Matteo Salvini non stava scappando dal Russiagate e che questa era
una vicenda sulla quale nessuno può dare informazioni complete, perchè sono in corso le indagini della magistratura.
Inoltre, aveva detto che si tratta della solita storia che interessa soltanto a chi vuole montare la panna.
Poi Roberto Maroni lascia Piazzapulita senza una spiegazione alcuna quando si accende il dibattito (e lo si approfondisce) su Matteo Salvini, su Gianluca Savoini e sulla presunta trattativa con la Russia per un ipotetico finanziamento alla Lega.
Il risultato? La sedia vuota davanti alla telecamera: Roberto Maroni, in diretta su La7, era collegato con la trasmissione.
A un certo punto, però, non si è visto più e la regia della trasmissione non ha potuto far altro che inquadrare una sedia vuota.
Il dibattito è proseguito negli studi di Piazzapulita, alla presenza del giornalista de La Verità Francesco Borgonovo, del vicedirettore dell’Huffington Post De Angelis e dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini.
In studio sono state mostrate le immagini di un reportage che la trasmissione sta portando avanti e che ha permesso ai giornalisti della redazione di affrontare un viaggio in Russia per approfondire la vicenda.
Roberto Maroni aveva appena fatto in tempo a dire: «Su questa vicenda non so nulla, chiedete a Salvini», mentre in studio si stava parlando di Gianluca Savoini come una persona «che vive di politica».
A questo proposito, da segnalare è l’intervento di Laura Boldrini che ha affermato: «Se dunque tutto ciò è vero, come mai Matteo Salvini e la Lega non hanno mai realmente preso le distanze da Savoini?».
Una domanda, forse, a cui anche Roberto Maroni avrebbe potuto dare una risposta. Ma ha preferito lasciare la trasmissione. E i dubbi in sospeso.
(da agenzie)
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Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
“SALVINI FA IL BULLO IN EUROPA E POI SE LA FA SOTTO SE SALE LO SPREAD”…. BERLUSCONI RISCOPRE DI ESSERE “LIBERALE”
Silvio Berlusconi boccia il referendum di Matteo Salvini sulla legge elettorale in un’intervista rilasciata a Francesco Verderami sul Corriere della Sera e spiega che è meglio lavorare in parlamento invece che in piazza.
Salvini le chiede la prova d’amore: appoggiare il referendum sulla legge elettorale per evitare il ritorno al proporzionale. Accoglie la richiesta o serve prima un accordo politico?
«Dopo la prova d’amore viene il matrimonio riparatore o il delitto d’onore, tutte cose che non farebbero bene al futuro del centrodestra. Questi temi richiedono invece serietà , perchè la legge elettorale è il cuore della democrazia rappresentativa. In attesa che i nostri tecnici approfondiscano la proposta referendaria, sarebbe piuttosto opportuno che il centrodestra definisse una proposta unitaria da presentare in Parlamento».
Anche perchè senza un chiarimento preventivo sul progetto di coalizione, firmereste una cambiale in bianco a Salvini.
«Il nostro centrodestra è da sempre chiarissimo: liberale, europeista, garantista, cristiano, riformatore. Un centrodestra di governo. Sta a noi rafforzare il profilo liberale della coalizione. Noi saremo, come sempre, il cervello, il cuore, la spina dorsale liberale della coalizione».
Già che ci sta, Berlusconi ricorda a Salvini che fare i bulli con l’Europa per poi farsela sotto quando sale lo spread e firmare gli accordi con l’Unione che fino a ieri era odiatissima non fa parte delle strategie elettorali di Forza Italia:
Uno degli aspetti da chiarire riguarda la collocazione europea della coalizione. Per esempio: oltre ad appoggiare il commissario italiano Paolo Gentiloni, lei ha sostenuto l’elezione di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione. La Lega no. Ritiene che Salvini abbia commesso un errore?
«Penso di sì, perchè la signora von der Leyen è espressione della grande famiglia dei cattolici liberali, il più grande gruppo politico europeo antagonista della sinistra. Io lavoro in Europa anche perchè si possa giungere ad una sintesi fra i popolari, i liberali, i conservatori e i sovranisti responsabili. Un centrodestra europeo in nome dei valori di libertà , di dignità della persona, dello Stato di diritto, della tolleranza che sono propri della civiltà europea».
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
LA CONFIDENZA DEL CAVALIERE AI SUOI A BRUXELLES CONFERMA GIUDIZI PASSATI QUANDO LO DEFINI’ UN “LERCIO BUFFONE”… E SILVIO SI SPOSTA SULLE POSIZIONI DI MARA CARFAGNA
«Ho un problema in casa. Quella cosa lì la pensa anche la mia compagna (Francesca Pascale,
ndr), lei non sopporta Salvini. Dice che è il male. E che io non posso abbracciarlo, politicamente s’intende, eh..»: Silvio Berlusconi lo ha confessato ieri al ristorante dei Mep (member european Parlament) di Strasburgo all’ora di pranzo durante un raduno di eurodeputati di Forza Italia, secondo quanto racconta oggi Carmelo Lopapa su Repubblica.
E “quella cosa lì” che pensa Francesca Pascale è la stessa cosa che pensa Mara Carfagna, ovvero che Forza Italia si stia schiacciando troppo sulla Lega, non offrendo così un’alternativa credibile nel campo dell’offerta politica all’elettore di centrodestra che non apprezza il Capitano del Carroccio.
Per questo oggi Silvio ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera per spiegare che è contrario alla proposta di legge elettorale da fare tramite referendum partorita da Calderoli e che a questo punto rischia di fare una brutta fine, anche perchè non c’è il tempo materiale per farla votare da cinque consigli regionali entro il 30 settembre per andare al voto in primavera (svegliatevi, bambine!).
Che a Francesca Pascale non stia simpaticissimo Salvini non è una novità : qualche tempo fa sul suo profilo Instagram campeggiava una foto con didascalia “Inginocchiati ai meridionali, troglodita”. In un’altra occasione lo aveva definito “lercio buffone”.
Il punto però è sempre lo stesso, ovvero che Salvini ha i voti e la Lega ne ha sei volte quelli di Forza Italia. Questo è un buon motivo per raffreddare le acque da parte del Cavaliere.
Ma è anche un buon motivo per puntare al proporzionale più che al maggioritario dove verrebbe inghiottito.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
PER ESSERE ELETTO OCCORRE CANDIDARSI, PER FARLO SONO NECESSARIE NUOVE ELEZIONI: LA RIVOLUZIONE DI DIBBA E’ QUELLA DELLA POLTRONA
Massimo Gramellini oggi sfotte un po’ Alessandro Di Battista per l’uscita di ieri che, dietro a un attacco al Partito Democratico, nasconde un attacco al MoVimento 5 Stelle che ci ha fatto il governo insieme, ovvero a Conte, Di Maio e Beppe Grillo che quell’accordo lo hanno voluto.
“Essere Di Battista è veramente una pacchia. Accendi il computer, scrivi che il Pd è «il partito più ipocrita d’Europa» e ti godi lo spettacolo dei tuoi alleati di governo che si arrabbiano e di Gigino che deve sopire, mediare, trangugiare. Tu intanto ti sei già spostato su un’altra panchina, pronto a puntare il dito su qualcos’altro. Non diventerai mai un leader, al massimo il capo della corrente di Peter Pan, ma riceverai un sacco di pacche sulle spalle. E poi vuoi mettere il divertimento di una vita così gelosamente ostile a qualsiasi irruzione del senso di responsabilità ?
In realtà Dibba ha ben presente che se cade il governo Conte Bis non ci sono attualmente alternative rispetto al voto: il M5S il governo con la Lega lo ha già fatto ed è andata come è andata.
E d’altro canto a Di Battista non piace nemmeno la Lega, perchè Salvini è uno dei responsabili della distruzione dell’Italia: lo ha detto tante volte, così come ha detto che se il M5S avesse fatto il governo con uno di quei partiti lui lo avrebbe lasciato. Nel frattempo il M5S ha fatto un governo con la Lega, un governo con il PD e Dibba è ancora là :
E poi Alessandro Di Battista era talmente contrario (fino a ieri) al governo con il PD che il 31 agosto scorso mandava ultimatum al partito che voleva (secondo lui) far saltare l’accordo con il M5S:
Questa non è una casualità : a Di Battista conviene tornare a candidarsi e ad essere eletto. Per farlo bisogna che si torni a elezioni. La storia è davvero tutta qua.
(da “NextQuotidiano”)
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