Settembre 18th, 2019 Riccardo Fucile
L’HOTSPOT SUPERAFFOLLATO MA FUNZIONA L’ORGANIZZAZIONE DELLA LAMORGESE CHE PROVVEDE VELOCEMENTE A FARLI TRASFERIRE.. IL SINDACO: “GLI ARRIVI CI SONO SEMPRE STATI SOLO CHE PRIMA NON LO SI DICEVA”
L’hotspot di Lampedusa scoppia e sull’isola è nuova allerta migranti per sbarchi continui anche di barconi con un numero consistente di persone.
Come quello con 102 arrivato direttamente in porto, a cui solo oggi devono aggiungersi il gommone con 50 migranti avvistato all’ingresso dell’Area marina protetta intorno a mezzogiorno e un barchino con 13 arrivato all’alba.
Sono 570 solo nelle prime due settimane del mese, un numero in deciso aumento che nulla ha a che fare con la mutata strategia del governo sulle Ong.
Infatti sono tutti migranti che arrivano con sbarchi autonomi e che la guardia costiera non riesce ad intercettare.
Altri 109 migranti sono da ieri a bordo della Ocean Viking. La nave di Sos Mediterranèe e Msf ha ricevuto dalla Libia l’indicazione di riportare le persone indietro ma ha rifiutato l’assegnazione di Pos non ritenendo il Paese sicuro. La nave per il momento resta ancora in zona Sar libica in attesa di eventuali nuovi soccorsi.
E in mare c’è anche un’altra barca con 45 persone tra cui una donna che pare abbia avuto un aborto. “Breaking: Una barca di legno in pericolo vicino a #Malta, con 45 persone a bordo, incluse donne e bambini. Alle h8.59 CEST siamo stati allertati da un gruppo di #migranti che aveva lasciato Tripoli, in #Libia. Alle h 9.10 abbiamo informato le autorità di #Malta”, il tweet di Alarm Phone che aggiunge: “Alle 10.40 abbiamo parlato di nuovo con le circa 45 persone in pericolo. Hanno detto di essere in mare da già 2 giorni”.
“Una donna incinta sta sanguinando e necessita cure mediche. Non hanno acqua potabile. Un’operazione di soccorso deve essere lanciata con urgenza!” “Siamo in mare da 2 giorni. Abbiamo bisogno di acqua. Una donna incinta sanguina e forse ha perso il bambino”. Ci dicono questo dalla barca. Sono vicini a #Malta, perchè non vengono soccorsi? Malta è stata informata più di 3 ore fa e ha verificato la situazione con un elicottero”. Così, su Twitter Alarm Phone.
Il nuovo corso del Viminale passa da Lampedusa: una visita ufficiale di una delegazione del ministero dell’Interno e del dipartimento che si occupa di immigrazione è infatti prevista nell’isola per il 25 settembre prossimo. «Per vedere di persone la situazione, ci hanno spiegato», dice il sindaco di Lampedusa, Totò Martello.
Già , perchè nella piccola isola del Mediterraneo, lunga poco più di dieci chilometri e simbolo della questione migratoria e del ruolo dell’Italia, l’emergenza non è emergenza ma quotidianità . Da anni. «Una cosa voglio che sia chiara: non è che gli sbarchi sono aumentati ora che c’è un nuovo governo. L’ho sempre detto: gli sbarchi, a Lampedusa, non si sono mai fermati», chiosa il primo cittadino dell’isola porta d’Europa.
Non si sono fermati nell’era dei porti chiusi e della lotta alle Ong del precedente governo, non si fermano ora che al ministero dell’Interno Luciana Lamorgese ha preso il posto di Matteo Salvini.
Ecco perchè periodicamente, ad andare in crisi, è l’hotspot di Lampedusa: «Al momento ci sono quasi 200 persone», spiega Martello a Open. In una struttura che potrebbe al massimo contenerne 96. «Quello che, va detto, sta funzionando è il ricambio: stamattina 86 persone sono state portate via dall’hotspot e trasferite a Porto Empedocle. Quindi contiamo che anche l’attuale situazione di sovrannumero rientrerà nelle prossime ore».
(da agenzie)
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Settembre 18th, 2019 Riccardo Fucile
UN VIDEO IMBARAZZANTE E IL VIMINALE APRE UN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE
Un video di pochi secondi arrivato a Repubblica è stato girato in questi giorni da un agente di
polizia del Reparto Mobile di Roma in servizio di ordine pubblico, durante una manifestazione di operai a Roma.
Il poliziotto che intrattiene divertito i suoi uomini con facezie su quale tipo di cioccolata “mangiano i negri” è un ispettore capo in servizio da molti anni al Reparto cui rispondono una quarantina di agenti, normalmente impegnato non solo nei normali servizi di piazza, ma anche in quelli di trasferimento dei migranti.
Per quello che è stato possibile ricostruire, l’ispettore non è nuovo a queste uscite e la questione è stata sollevata più volte da agenti dello stesso reparto alla catena di comando.
Interpellato da “Repubblica”, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza al Viminale ha fatto sapere che “Il Questore di Roma ha disposto l’avvio dell’azione disciplinare nei confronti dell’operatore presente nel video”.
(da agenzie)
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Settembre 18th, 2019 Riccardo Fucile
IL SOMMERGIBILE DI BATTISTA E’ TORNATO A IMMERGERSI: NON SI HANNO PIU’ SUE NOTIZIE DA UNA SETTIMANA
È successo di nuovo. L’ex deputato del MoVimento 5 Stelle, giramondo, giornalista, scrittore e falegname Alessandro Di Battista è tornato ad immergersi.
Il sommergibile Dibba ha smesso di dare segni di vita sui social da ormai una settimana. L’ultimo post risale al 12 settembre scorso, quando l’ex deputato rilasciò un’intervista esclusiva a Dititto e rovescio. In quel breve colloquio “rubato” sotto casa il nostro rivelava che il Partito Democratico aveva posto dei veti sulla sua presenza all’interno della compagine di governo.
Ci teniamo innanzitutto a rassicurare i fan: Dibba sta bene. Quattro giorni fa ha pubblicato una foto dal MAXXI di Roma su Instagram.
Il messaggio, come da tradizione del Di Battista sommerso, è assolutamente non politico: una serie di tre emoji che certo non sintetizzano le posizioni del pentastellato rispetto alle nomine dei sottosegretari. Eh già , perchè Di Battista è rimasto fuori anche da quella partita di nomine. Mannaggia ai veti del PD.
A poco vale, per un rapido aggiornamento sulle posizioni politiche di Di Battista, consultare l’ultimo post pubblicato in data 12 settembre dove ribadiva che «gli inceneritori si chiamano inceneritori, non termovalorizzatori. Le guerre di invasione si chiamano guerre di invasione, non missioni di pace. Le misure di macelleria sociale si chiamano misure di macelleria sociale, non aggiustamenti strutturali. E la revoca delle concessioni autostradali ai Benetton si chiama revoca. Revoca e basta». E soprattutto garantiva che le sue idee sono sempre le stesse.
Forse bisognerebbe partire proprio da lì. Perchè non solo la revoca delle concessioni autostradali si chiama ora “revisione” ma anche perchè il governo ha trovato un accordo — si vedrà quanto poi funzionerà — per la ripartizione dei migranti con la Francia di Macron. E Di Battista non solo era uno che come Di Maio andava a salutare i Gilet Gialli ma ci spiegava che era proprio la Francia, con il Franco CFA a riempirci di immigrati.
Nelle ultime ore poi è successo l’irreparabile. Dopo la nascita de l’Italia Viva il MoVimento 5 Stelle è a tutti gli effetti alleato con il temutissimo partito di Renzi. Che non è più il PD, è proprio un partito a sè stante.
Possiamo solo immaginare come l’abbia presa Dibba. Speriamo che non abbia commesso l’insano gesto, che non si sia ricordato che le sue idee sono sempre le stesse e che quindi abbia definitivamente, irrevocabilmente e irrimediabilmente lasciato il M5S come aveva promesso due anni fa.
Ma sappiamo che non è così, è che quando le cose vanno male Di Battista ha capito che è molto più conveniente eclissarsi.
Del resto lui ora è solo un semplice cittadino (che va alle riunioni dei vertici del M5S e dei gruppi parlamentari). Che male c’è?
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 18th, 2019 Riccardo Fucile
PREVISTI TAGLI PROGRESSIVI ALLE SPESE FISCALI AI SETTORI INQUINANTI
Inizia a circolare una bozza del decreto legge sull’ambiente, tema messo al centro dal nuovo
programma di M5s e Pd, e prendono forma i provvedimenti sui quali lavora l’esecutivo. Si va da un bonus ‘rottamazione’ di 2 mila euro al taglio degli incentivi per le attività inquinanti.
L’incentivo per la rottamazione è destinato a chi risiede nelle città metropolitane e intende dismettere autovetture omologate fino alla classe euro 4. Vale cinque anni e può essere usato per abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, sharing mobility con veicoli elettrici o a zero emissioni, anche in favore dei familiari conviventi. Il testo che contiene le “misure urgenti per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde”, nella versione in bozza, si compone di 14 articoli.
Nel menu degli interventi si trova la promozione del trasporto scolastico sostenibile, con un fondo in favore del servizio di scuola bus a ridotte emissioni per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, comunali e statali ricadenti nell’ambito delle città metropolitane: 10 milioni annui sul piatto.
Una delle misure disegnate è il maxi-sconto su saponi e alimentari sfusi, privi di confezione di plastica. “Al fine di ridurre la produzione di imballaggi per i beni alimentari e prodotti detergenti, per gli anni 2020, 2021 e 2022 è riconosciuto un contributo pari al 20% del costo di acquisto di prodotti sfusi e alla spina, privi di imballaggi primari o secondari”. Lo sconto è diretto per gli acquirenti e sotto forma di credito di imposta, nel limite di 10 milioni l’anno, per i venditori.
Spazio, poi, agli incentivi del trasporto a domicilio di prodotti; si va dalle azioni per il rimboschimento alle città verdi, dalla riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi al potenziamento della via e all’introduzione dell’impatto ambientale della regolamentazione, dallo sviluppo dei parchi nazionali alla tutela degli ecosistemi, all’istituzione di zone economiche ambientali a regime economico speciale, alla velocizzazione della pianificazione di emergenza per gli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti, all’economia circolare, al commissario unico per le discariche abusive.
Prende forma anche la spending review delle spese fiscali dannose per l’ambiente, da tempo invocata dal M5s come serbatoio di risorse.
Si prevede che dal 2020 quelle indicate nel catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi istituito presso il ministero dell’ambiente “sono ridotte nella misura almeno pari al 10% annuo sino al loro progressivo annullamento entro il 2040”; l’individuazione dei sussidi è demandata alla manovra e gli “importi sono destinati, nella misura del 50%, a uno specifico fondo istituito presso il ministero dell’economia per il finanziamento di interventi in materia ambientale, con priorità alla revisione dei sussidi ambientalmente favorevoli, alla diffusione e innovazione delle tecnologie e dei prodotti a basso contenuto di carbonio e al finanziamento di modelli di produzione e consumo sostenibili”, si legge nel decreto.
Per quanto riguarda la Via, viene previsto un potenziamento con “un’analisi della coerenza dell’opera ai fini dei cambiamenti climatici nell’intero ciclo di vita, al fine di valutarne la neutralità climatica anche mediante interventi di compensazione”; inoltre viene introdotta una valutazione di impatto sanitario nei siti di bonifica di interesse nazionale; viene posta maggiore attenzione alla compatibilità della regolamentazione con le misure di protezione dell’ambiente, il progressivo ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, l’indirizzo verso un’economia circolare, il contributo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile individuati dalle nazioni unite: “Le amministrazioni centrali e territoriali, entro il 28 febbraio di ciascun anno, pubblicano sul proprio sito istituzionale il proprio bilancio ambientale, al fine di valutare gli impatti ambientali delle politiche settoriali, sociali e di sviluppo dell’ente, attuate o da attuare”, si legge inoltre nel testo. Presso la Presidenza del consiglio è istituita una piattaforma per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria.
(da agenzie)
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Settembre 18th, 2019 Riccardo Fucile
FORMIGLI INVITA CAROLA DOMANI SERA, LEI ACCETTA, CUOR DI LEONE FUGGE: “NON POSSO VENIRE”
Domani Carola Rackete sarà ospite di PiazzaPulita. Il conduttore Corrado Formigli ha raccontato all’AdnKronos un retroscena curioso a questo proposito: “Salvini? L’avevamo invitato alla puntata di domani con Carola Rackete ma ci ha detto che non poteva venire”.
Secondo Formigli La scelta di aprire la stagione 2019-2020 con Carola Rackete nasce dal fatto che “è una notizia. Lei non ha mai parlato in un programma di una tv italiana, ed è la donna che ha tenuto in scacco il potente ministro dell’Interno, Matteo Salvini. E’ anche, a mio parere, il personaggio che ha segnato il passaggio decisivo nella psicologia del leader della Lega: l’atto di forza che lui ha compito contro Carola, donna sola in mare, ha segnato un cambio di passo nella sua politica, lo ha portato sul lato eccessivo della forza. Un atteggiamento troppo prepotente e arrogante, nato da un senso di onnipotenza e all’origine del suo errore politico che ha fatto cadere il governo”
“Ecco — sottolinea Formigli — Carola Rackete ha svelato l’eccesso di forza di Salvini, quella ‘hybris’ che sta alla base dei suoi errori politici. Il ministro dell’Interno della settima potenza mondiale non aveva bisogno di usare la forza contro dei disgraziati e una donna, costringendo quest’ultima a fare manovre pericolose per farli sbarcare. Bastava farli scendere dalla nave”.
L’ex ministro dell’Interno è indagato per diffamazione nei confronti di Carola Rackete. L’avvocato Alessandro Gamberini aveva annunciato nel luglio scorso la querela e anche chiesto il sequestro dei profili Facebook e Twitter dell’ormai ex ministro dell’Interno.
Nella querela, in cui tra l’altro si chiedeva il sequestro degli account social dell’ex ministro, erano riportati alcuni post di Salvini dopo le polemiche seguite allo sbarco dei migranti nel porto di Lampedusa e diversi commenti da parte di utenti contro Rackete. Nella querela si ipotizzava anche il reato di istigazione a delinquere.
(da agenzie)
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Settembre 18th, 2019 Riccardo Fucile
LE OPPOSIZIONI IN REGIONE LOMBARDIA AVEVANO CHIESTO LE SUE DIMISSIONI DAL CORECOM, ALLA LUCE DELL’INCHIESTA CHE LO VEDE INDAGATO PER CORRUZIONE INTERNAZIONALE
Gianluca Savoini attualmente è vice-presidente del Corecom, il Comitato regionale per le
comunicazioni, l’emanazione lombarda dell’AgCom.
Ieri il consiglio regionale della Lombardia ha bocciato, con 39 no e 26 sì la mozione del PD che chiedeva le dimissioni di Gianluca Savoini.
Per quell’incarico — che Savoini ricopre essendo stato nominato dal Consiglio regionale — il presidente dell’Associazione Lombardia-Russia percepisce un compenso mensile pari a 1.875 euro (2.594,07 euro lordi) erogato dal Consiglio Regionale della Lombardia.
Dal momento che attualmente l’ex consigliere di Salvini è coinvolto in una vicenda dai contorni poco chiari, quella dell’audio dell’Hotel Metropol di Mosca, l’opposizione ha chiesto che il Consiglio rimuovesse dall’incarico il vicepresidente del Corecom.
In realtà anche se la mozione fosse passata il Consiglio regionale non avrebbe avuto gli strumenti per obbligare Savoini a dimettersi.
La Lega però ritiene che l’Aula non abbia il diritto di esprimersi su una vicenda giudiziaria in corso ma solo di valutare l’operato di Savoini come vicepresidente del Corecom.
Il punto però non era quello di “processare” Savoini ma di prendere le distanze da una figura, che chiaramente è legata alla Lega, e che a prescindere dai risvolti penali dell’inchiesta di BuzzFeed e de L’Espresso intrattiene rapporti poco chiari con presunti finanziatori stranieri legati a Putin.
Alla luce di quelle inchieste secondo il PD e il M5S Savoini non sarebbe idoneo a ricoprire l’incarico pubblico e si possono sollevare dubbi riguardo al fatto che svolga il suo mandato “con dignità ed onore” come sancisce la Costituzione.
C’è anche la questione non secondaria delle funzioni del Corecom, un organo di garanzia e di controllo indipendente sulle telecomunicazioni. È opportuno — chiedono i consiglieri d’opposizione — che a ricoprire un incarico così importante ci sia una persona che non nasconde le sue simpatie per una nazione dove i giornalisti vengono uccisi?
Non dovrebbe essere forse la Lega a chiedere a Savoini di fare un passo indietro togliendo dall’imbarazzo il partito e la giunta di Regione Lombardia?
Perchè è stata la Lega a designare Savoini come vice-presidente (in precedenza nel 2006 Savoini era stato Direttore della Struttura Stampa del Consiglio regionale della Lombardia) del Corecom.
Ma non c’è solo il compenso del Corecom tra i soldi pubblici che finiscono nelle tasche di Savoini.
L’Espresso rivelava qualche giorno fa che l’uomo del Russiagate ha percepito a partire dal giugno del 2018 2.600 euro mensili (il totale indicato nei documenti è 35mila euro) da Ferrovie Nord Milano Spa, una società quotata in Borsa i cui azionisti principali sono la Regione (con il 58%) e Ferrovie dello Stato.
Non si sa quale incarico svolga presso FNM Savoini, però si sa che il Consiglio di Amministrazione è stato rinnovato poco dopo la vittoria della Lega alle Regionali del 2018.
E forse è troppo chiedere a Savoini di fare chiarezza o di dimettersi. In fondo non ha alcun obbligo. Un partito politico come la Lega invece ha l’obbligo di fare chiarezza sui suoi rapporti con Savoini. Lo farà mai?
(da agenzie)
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Settembre 18th, 2019 Riccardo Fucile
IL SISTEMA DI WELFARE AZIENDALE DI UNA FAMIGLIA DI GRANDI IMPRENDITORI
Ferrero ha firmato l’accordo con i sindacati relativo al premio per l’esercizio 2018-2019, oltre 2.000 euro, destinato ai circa 6mila dipendenti italiani e previsto dal contratto integrativo aziendale.
Per l’anno in corso, l’importo massimo raggiungibile è di 2.220 euro lordi, determinati dal risultato economico – unico per tutta l’azienda – e da quello gestionale, legato all’andamento specifico di ogni stabilimento o area.
Per questo motivo i premi risultano differenti e in particolare: 2.097,67 euro lordi per i dipendenti di Alba (Cuneo); 2.016,04 euro lordi per i dipendenti di aree e depositi; 2.111,15 euro lordi per i dipendenti di Balvano (Potenza); 2.080,05 euro lordi per i dipendenti di Pozzuolo (Milano); 2.168,17 lordi per i dipendenti di Sant’Angelo (Avellino) e 2.093,38 euro lordi per i dipendenti in staff.
Le somme verranno erogate con le competenze del mese di ottobre. Il premio si inserisce nel più ampio sistema di welfare aziendale.
(da agenzie)
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Settembre 18th, 2019 Riccardo Fucile
LA FRODE SCOPERTA TRA TOSCANA E PUGLIA CHE HA PORTATO ALL’ARRESTO DI DUE PERSONE E A DIECI INDAGATI: 50 LE TONNELLATE DI OLIO CONTRAFATTO
Olio di semi reso simile all’olio extravergine di oliva con l’aggiunta sostanze come clorofilla e
betacarotene ottenendo un alto profitto illecito.
Così una frode scoperta dal Nas di Firenze tra Toscana e Puglia che ha portato all’arresto ai domiciliari di due persone a Cerignola (Foggia) e a Montespertoli (Firenze) per riciclaggio e ricettazione di ingenti quantità di olio di semi etichettato fraudolentemente come olio extravergine di oliva.
Ad altri due soggetti di Impruneta e Castelfiorentino è stato notificato il divieto di esercitare l’attività imprenditoriale del commercio di prodotti alimentari per 6 mesi. Nell’inchiesta, coordinata dalla procura di Firenze, ci sono altri 10 indagati (totale 14) tra cui sette prestanome. Le indagini sono state nelle province di Barletta-Andria-Trani, Firenze, Foggia, Pescara, Pisa e Prato.
Nelle indagini del Nas di Firenze, a cui hanno collaborato il Nas di Foggia e i carabinieri dei comandi provinciali di Firenze e Foggia oltre a personale dell’Istituto Centrale Repressione Frodi, è stato documentato il flusso di 50 tonnellate di olio sofisticato di cui sono state sequestrate 16 tonnellate per impedirne l’illecita commercializzazione. Inoltre, sono stati individuati i depositi dove l’olio veniva stoccato in attesa di essere venduto.
Tra gli interventi c’è stato il sequestro a Firenze di un autocarro con 5.500 litri di olio modificato mentre andava a rifornire un’attività della ristorazione
Sempre le indagini del Nas avrebbero riscontrato che i presunti prestanome indagati avrebbero contribuito a sviare le indagini, in particolare avendo permesso l’uso del marchio di loro società , peraltro risultate inesistenti o non più operative, da parte dell’arrestato di Cerignola che realizzava materialmente la sofisticazione e il confezionamento di lattine e bottiglie di olio apponendo le etichette di quelle stesse società .
(da agenzie)
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Settembre 18th, 2019 Riccardo Fucile
IL SINDACO DI MILANO: “LE RAGIONI POLITICHE SONO DIFFICILI DA COMPRENDERE”
“Le ragioni politiche della scissione di Italia Viva sono difficili da comprendere”. Inizia così il post con cui il sindaco di Milano, Beppe Sala, commenta l’addio di Matteo Renzi al Pd: “Se l’obiettivo era quello di riorganizzare lo spazio politico in modo più coerente, temo che gli effetti, almeno al momento, siano diversi da quelli sperati. In quello stesso spazio “liberal-democratico” oggi c’è solo un soggetto in più. Credo che le ragioni vere di questa scelta risiedano invece altrove”, continua.
E i motivi, per Sala, risiedono nell’indole di Renzi: “Lo dico con rispetto per Matteo, ma credo che faccia molta fatica a stare in una comunità collaborativa, preferendo invece un sistema che risponda pienamente a lui. È questo quello che più ci distingue”.
(da agenzie)
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