Settembre 10th, 2019 Riccardo Fucile
IL PATROCINIO DEL MUNICIPIO LEVANTE E DEL COMUNE DI GENOVA NON C’E’ MAI STATO, SAREBBE STATO INSERITO NELLA LOCANDINA ILLECITAMENTE
L’Aperitivo con lo Stalker di Davide Stasi è stato annullato. 
L’evento annunciato a Genova “con il patrocinio finanziario del municipio Genova Levante” e con quello del Comune di Genova è stato cancellato, come annunciato dallo stesso autore ieri sul blog Stalker Sarai Tu.
Ma c’è di più. Scrive l’agenzia di stampa DIRE che a mettere la parola fine sulle polemiche è stato il presidente del Municipio Levante, Francesco Carleo, che in una nota ha dichiarato che il suo ente non ha “mai deliberato la concessione del patrocinio alle due conferenze. La pubblicazione delle conferenze nell’elenco relativo agli eventi relativo patrocinati dal Municipio Levante è avvenuto erroneamente. Dopo aver diffidato gli organizzatori ad utilizzare i loghi del Comune di Genova e del Municipio Levante per le manifestazioni in oggetto, abbiamo peraltro appurato che le conferenze sono state annullate. Chi ha utilizzato i loghi lo ha fatto impropriamente e ne risponderà nelle sedi opportune”.
I loghi del Comune e del Municipio comparivano (assieme a quelli della fantomatica Lega degli uomini d’Italia e Papà separati Liguria sul manifesto che pubblicizzava l’eventoStasi, secondo quanto ha scritto, è stato denunciato e incriminato per stalking.
A spiegare l’arcano del patrocinio è stato il vice presidente del municipio IX Federico Bogliolo su Facebook.
“Il Municipio Levante NON (!!!!) ha patrocinato nessun evento denominato “aperitivo con lo stalker”. Diversamente, infatti, e’ stata patrocinata la presentazione del libro “Vorrei essere un gatto” di Dario Daniele: “La conflittualità genitoriale dalla favola alla realtà ”. L’Associazione (a tutela dei padri separati) si è inoltre impegnata a devolvere l’incasso netto dell’evento alla ASSEFA Onlus per finanziare una scuola in India in memoria del giovane Ethan Solinas protagonista del libro e tragicamente scomparso a causa della conflittualità dei genitori. Avrebbe sicuramente meritato più spazio e attenzione mediatica la vicenda di Ethan e dei suoi genitori, non quella (non vera) della concessione di un patrocinio per un evento intitolato “aperitivo con lo Stalker”.
Ricapitolando: i loghi di Municipio e Comune sono stati usati impropriamente.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 10th, 2019 Riccardo Fucile
ALLA FRANCIA IL MERCATO INTERNO, CONFERMATA VESTAGER ALLA CONCORRENZA, A TIMMERMANS IL GREEN DEAL
Paolo Gentiloni sarà commissario agli Affari economici della Commissione di Ursula von der Leyen. Lo annuncia la stessa presidente della Commissione Von der Leyen che sottolinea: “Potremo beneficiare della sua ampia esperienza in materia economica”.
Frans Timmermans sarà vicepresidente esecutivo, occupandosi anche dell’ambiente e lavorando assieme agli altri Commissari.
Margarethe Vestager sarà la seconda vicepresidente esecutiva, con un incarico particolare sul digitale, occupandosi dei vari soggetti in merito oltre a ricoprire il portafoglio della Concorrenza.
Valdis Dombrovskis è il terzo vicepresidente esecutivo, dedicandosi all’economia in modo particolare. Il più giovane commissario, il verde lituano Virginijus Sinkevicius di 28 anni, sarà responsabile dell’ambiente e degli oceani. La ceca Vera Jourova è stata nominata vicepresidente della Commissione per i Valori e la Trasparenza.
Alla francese Sylvie Goulard vanno il mercato unico, la difesa e lo spazio. A Didier Reynders, ex ministro degli esteri belga, va il portafoglio della giustizia.
La portoghese socialista Elisa Ferreira è stata nominata Commissaria per la Coesione e le riforme. La bulgara Mariya Gabriel sarà la Commissaria per l’Innovazione e la Gioventù. La svedese Ylva Johansson è stata nominata commissaria per gli Affari interni. L’irlandese Phil Hogan andrà al Commercio.
La croata Dubravka Suica è stata nominata vicepresidente della Commissione, con delega alla democrazia e alla demografia. La greca Margaritis Schinas sarà vicepresidente con delega alle Migrazioni.
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2019 Riccardo Fucile
UNA MASCHERA DI PIETRA, SIMBOLO DELLE TENSIONI DI UN CAPO DEFENESTRATO
Le espressioni — anzi, non espressioni — facciali dicono tutto. Lo afferma Marco Travaglio nel
suo editoriale nel quale analizza il linguaggio del corpo di Luigi Di Maio durante il discorso programmatico alla Camera dei deputati fatto dal presidente del Consiglio (in cerca di fiducia parlamentare) Giuseppe Conte.
Su Il Fatto Quotidiano, il direttore spiega come i mancati sorrisi e quella maschera di pietra indossata per tutta la giornata dal leader politico del Movimento 5 Stelle, celino un malessere interiore per quel che poteva essere, ma non è stato.
«Non ce la fa proprio a sorridere, il capo 5Stelle — scrive Marco Travaglio nel suo editoriale i martedì 10 settembre -. Parliamo di un giovane che ha bruciato tutte le tappe […]. Al suo posto, molti sorriderebbero a 32 denti. Perchè non sorride».
E la mancata gioia sprizzata da tutti i pori diventa un caso all’interno del Movimento 5 Stelle, che appare molto diviso al suo interno con due fazioni opposte che — per il momento — si scrutano e si odorano in attesa della prossima mossa dopo il sì all’accordo con il Partito Democratico.
Il direttore de Il Fatto Quotidiano, poi, ripercorre le tappe della carriera politica di Luigi Di Maio, parlando della sua precocità nel ricoprire ruoli importanti.
Dal basso verso l’alto, con l’opportunità — rifiutata — anche di diventare presidente del Consiglio alla tenerà età di 33 anni. Ma i suoi no hanno portato a un epilogo diverso che, però, secondo Marco Tavaglio è riassunto in quella sua non espressione di lunedì a Montecitorio.
«Non è detto che la partenza fredda e guardinga sia di malaugurio per il Conte-2, visto l’esito degli entusiasmi che accompagnarono il Conte-1. Ma la maschera di Luigi Di Maio riassume il vero enigma del nuovo governo — prosegue Travaglio -: riusciranno i nostri eroi a mescolare e contaminare le proprie diversità assorbendo le poche virtù dei rispettivi alleati per migliorarsi?».
La risposta a questo quesito è molto democristiana: «Ci accontenteremmo che non si facessero contagiare dai vizi altrui. Fra i due litiganti c’è sempre un terzo che gode. E sappiamo chi è».
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2019 Riccardo Fucile
LE PAROLE DI SALVINI GLI HANNO PROCURATO DIVERSE MINACCE
Non si placano le polemiche a distanza — e via social — tra il giornalista del GR Rai Fabio Sanfilippo e Matteo Salvini. Dopo aver scritto un post al vetriolo contro il leader della Lega, il cronista aveva fatto un mezzo passo indietro dicendo che avrebbe riscritto tutto quanto comparso sui social senza, però, riferimento alla figlia del senatore del Carroccio.
Ora, però, arriva anche un nuovo annuncio: è pronta una querela contro l’ex ministro per istigazione all’odio.
L’annuncio è stato dato — come da tradizione in questa querelle dialettica a distanza — dallo stesso Fabio Sanfilippo attraverso il suo profilo Facebook.
A differenza del primo post (quello che ha fatto alzare un polverone), questa volta il messaggio del giornalista del GR di RadioRai è stato reso pubblico. Un post social in cui parla delle minacce di morte ricevute negli ultimi giorni. E addita proprio Matteo Salvini come responsabile di tutto ciò.
«Egli continua a insultarmi, citando ovviamente i familiari, prima li ostentava sui social , in tv, sui giornali, nei comizi. Incitando i suoi all’odio nei miei confronti — ha scritto Fabio Sanfilippo sul suo profilo Facebook -. Ricevo valanghe di minacce, anche di morte. Ne risponderà , il signor Salvini. Ovviamente in Tribunale».
Una vicenda destinata ad andare avanti per le lunghe, con un botta e risposta continuo tra i due protagonisti che potrebbe non avere fine a breve. Vedremo se Sanfilippo deciderà realmente di adire a vie legali contro Matteo Salvini accusandolo di istigazione all’odio, stesso reato per cui l’ex ministro è stato indagato dopo la querela presentata da Carola Rackete e dal suo legale.
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2019 Riccardo Fucile
BUROCRATESE E INCOERENZA IN AULA, CIARPAME E DEMAGOGIA SOVRANISTA IN PIAZZA
Il discorso che Giuseppe Conte ha pronunciato, ieri, alla Camera è stato sì dettagliato, ma,
comunque, molto lungo, dispersivo, saturo di “burocratese” ed eccessivamente supino rispetto all’Unione Europea.
Che l’Italia possa uscire dall’Unione Europea è da escludere: sarebbe un’assurdità ! A sua volta, però, l’Unione dovrà assolutamente riformarsi perchè, così com’è, “funziona poco”.
Nell’Aula di Montecitorio, comunque, il dibattito che ne è scaturito è stato davvero molto brutto, sia nelle forme, sia nei modi che avuto riguardo alla sostanza.
Il nascente governo sarà sicuramente legittimo dal punto di vista delle “dinamiche Costituzionali”, ma risulterà , comunque – come in effetti già è! – molto, poco credibile dal punto di vista della coerenza, sia etica che politica, ed i fatti che ne scaturiranno ne daranno tristemente atto esaltando le fragilità di una maggioranza di governo satura di contraddizioni.
Fuori dall’Aula le cose sono andate ancora peggio, comunque.
La manifestazione organizzata dalla Lega e da Fratelli d’Italia è stata intrisa di demagogia ed i gruppi estremisti che vi si sono accodati, “salutando romanamente”, peraltro, non hanno aiutato, anzi…
Il Fascismo fa parte della storia. È una “cosa” che dovrebbe considerarsi morta e sepolta perchè nata e morta con Benito Mussolini. Continuare ad immaginare di potersi proporre al governo del Paese cavalcando sentimenti che andrebbero, invece, definitivamente archiviati e consegnati ai libri, peraltro identificandoli in personaggi di scarnissimo spessore, sarebbe un errore drammatico.
Ai giovani, soprattutto ai giovani, in special modo a “quelli” che stanno sprecando le loro migliori energie pur di insistere nella teorizzazione, prima, e nella realizzazione, poi, del sovranismo, di un redivivo quanto anacronistico nazionalismo, l’invito a volare alto.
L’alternativa alle sinistre è un centrodestra liberale, solidale ed europeista: tutto il resto è soltanto avanspettacolo.
Salvatore Totò Castello
Right Blu – La Destra Liberale
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Settembre 10th, 2019 Riccardo Fucile
PREMIER E SOVRANO NON ELETTI, PARLAMENTO CHIUSO, ELEZIONI EVITATE, SCANDALI E PREPOTENZE
“Go home Britain, you are drunk”. L’ubriachezza del Regno Unito si manifesta nella situazione politica nella “culla della democrazia”, descritta da Jack Blanchard in un editoriale su Politico.eu che descrive senza sconti e senza finzioni la crisi istituzionale britannica causata dalla Brexit e dalle strategie di Downing Street.
Non sfuggono le analogie con la situazione italiana, se non altro per lo stallo governativo e la decisione di non ricorrere alle elezioni.
Il Parlamento ”è stato questa mattina formalmente sospeso per cinque settimane dal primo ministro (non eletto)” che sta cercando di “mettere la museruola alla Camera dei Comuni” in una fase di profonda crisi nazionale. I deputati a loro volta, prosegue l’editoriale, si sono prodigati a dare prova dell’importanza della democrazia “buttando al vento 87 preziosi minuti del loro ultimo giorno di lavoro per uno sdolcinato tributo allo speaker uscente John Bercow, figura profondamente divisiva che ha ignorato lo scandalo della Costituzione non scritta calpestata con prepotenza”.
Quegli stessi parlamentari che “hanno nuovamente votato di non dare la voce al popolo attraverso una rapida consultazione elettorale prima del Brexit Day – ora ad appena sette settimane di distanza”. Inoltre “oggi apprendiamo che l’ultimo atto dell’ex premier Theresa May è stato quello di distribuire onorificenze a tutti i membri del suo staff a Downing street”.
Tutto questo, prosegue l’editoriale, “naturalmente è stato avallato e firmato dalla 93enne capo di Stato non eletta”, ovviamente la Regina Elisabetta II, “dal suo remoto castello nelle Highlands scozzesi”.
(da “Huffingtonpost”)
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Settembre 10th, 2019 Riccardo Fucile
RINTRACCIATI SULL’ISOLA DOPO CHE NESSUNO SI ERA ACCORTO DELLO SBARCO
Sono tredici i migranti di origine tunisina approdati a Trapani a bordo di un’unità della
Guardia di finanza. Lo sbarco è avvenuto al molo Ronciglio.
Sono tutti uomini che erano stati rintracciati dai carabinieri sull’isola di Pantelleria mentre si spostavano in gruppo sulla costa occidentale, in corrispondenza di Kelibia (Tunisia).
I militari dell’Arma hanno proceduto a bloccarli, ma nella zona non è stato individuato alcun natante utile al loro arrivo sull’isola.
I migranti, dopo il trasferimento a Trapani, sono stati trasferiti dalla Polizia all’hotspot di contrada Milo.
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2019 Riccardo Fucile
TANTO VALEVA TENERSI IL SEQUESTRATORE DI PERSONE… CARA SINISTRA FARLOCCA CI AVETE ROTTO I COGLIONI CON I VOSTRI ATTI ILLEGALI… LA OCEAN VIKING SALVA ALTRI 34 NAUFRAGHI
Ora sulla Ocean Viking sono 84. Questa notte in condizioni meteo difficili la nave di Sos Mediterranee e Msf, che domenica pomeriggio aveva salvato 50 persone, ha preso a bordo altri 34 migranti che erano stati soccorsi da un veliero tedesco di 14 metri, lo Josefa, nei pressi di una piattaforma petrolifera a 65 miglia dalle coste libiche.
I migranti erano su un gommone alla deriva. Questa notte la barca a vela ha dichiarato lo stato di emergenza e la Ocean Viking si è offerta di trasbordare le persone: sono 27 uomini, 6 donne di cui una incinta e un bimbo di un anno.
La Josefa è un veliero di una piccola ong tedesca, la Resqship, che di solito si limita a fare monitoraggio nella Sar. La barca prende il nome dalla donna salvata nel giugno 2018 dopo essere rimasta alla deriva su una zattera con tre altri migranti morti. La sua foto, lo sguardo vitreo per il terrore, è diventata un emblema del dramma dei migranti.
La nave di Sos Mediterranee e Msf ha già chiesto l’assegnazione di un porto sicuro, ma fino ad ora non ha avuto alcuna risposta nè dalla sala operativa di Tripoli, competente nella zona in cui è avvenuto il soccorso, nè da Italia e Malta.
Il Viminale invece ieri a tarda sera ha negato il porto alla Alan Kurdi. che ormai da dieci giorni chiede di poter approdare. Sulla piccola nave della Ong tedesca sono rimasti solo cinque dei tredici migranti soccorsi. Gli altri sono stati fatti scendere a piccoli gruppi a Malta per evacuazioni mediche. “Siete avvertiti che, in base al decreto sicurezza, non siete autorizzati ad entrare, transitare e fermarvi in acque internazionali”, la mail con la quale il centro di ricerca e soccorso ha rifiutato l’approdo.
La risposta negativa, la prima del nuovo corso al Viminale, è arrivata a bordo della nave della Ong tedesca alle 23.15, rapidissima, poco più di un’ora dopo che il comandante – davanti alla chiusura di Malta – aveva inviato la richiesta di porto sicuro ai governi di Italia, Spagna, Francia e Portogallo.
Probabile che la comunicazione, al momento, sia semplicemente un passaggio tecnico dovuto al particolare confine istituzionale che il nuovo esecutivo italiano sta attraversando, con la ricerca della fiducia alla Camera (nella giornata di ieri) e al Senato. Ma i passaggi della burocrazia istituzionale restano sempre secondari rispetto al salvataggio delle vite umane. Una questione che potrebbe risultare decisiva anche alla luce della ricerca di una maggioranza in Senato, dove i numeri sono molto risicati e dove i voti della sinistra di LeU (da sempre a favore degli sbarchi e duramente critica con la gestione di Matteo Salvini) potrebbero essere decisivi.
“L’Italia sfortunatamente è molto veloce quando si tratta di rifiutare aiuto alla Alan Kurdi”, il commento della Ong tedesca Sea-eye, che ha pubblicato su Twitter la mail di rifiuto. Dopo il no dell’Italia, il capomissione della Alan Kurdi ha rivolto un appello al presidente francese Macron invitandolo a trovare una soluzione per far scendere a terra i cinque migranti. Il “no” alla Alan Kurdi è dunque il primo atto della neoministra Lamorgese, che ieri alla Camera aveva detto di essere pronta ad affrontare le emergenze delle navi ong quando si fossero presentate.
La decisione del Viminale è stata commentata da Matteo Orfini, del Partito democratico: “Il primo atto del nuovo governo è chiudere i porti alla Alan Kurdi che è ancora in mare con solo 5 naufraghi a bordo. Così non va bene, per niente. Cacciare Salvini e tenersi le sue politiche non mi pare geniale. Chiedo al governo di correggere subito questo errore”, ha detto l’esponente della direzione nazionale del Pd.
(da agenzie)
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Settembre 9th, 2019 Riccardo Fucile
SONO GLI STESSI CHE POI SI LAMENTANO DEL DEGRADO E DELLA MANCANZA DI DECORO DELLA CITTA’, SALVO POI RIEMPIRLA DI RIFIUTI DOPO LA MANIFESTAZIONE
D’accordo, la rivoluzione non è un pranzo di gala. 
E soprattutto quando in gioco c’è la democrazia e la difesa della sovranità che appartiene al Popolo non si può andare troppo per il sottile. Anche perchè mentre dentro al Palazzo mangiano spigole e titillevoli aragoste fuori in piazza le brioche scarseggiano.
E come cantava Rita Pavone: «La storia del passato / Ormai ce l’ha insegnato Che un popolo affamato / Fa la rivoluzion».
È curioso quindi che questi boy scout del sovranismo, mamme e papà come ama ripetere sempre Matteo Salvini, gente che quando scende in piazza lascia tutto pulito e in ordine e che abbraccia le forze dell’ordine (che non devono andare nemmeno in tenuta antisommossa) si siano comportati in maniera così maleducata ed incivile.
Beninteso: non hanno messo a ferro e fuoco la città , non sono state spaccate vetrine e nè incendiati cassonetti (del resto a Roma non si noterebbe la differenza).
Quelli sono atti vandalici, gesti criminali.
I nostri patridioti, non tutti ovvio (ma così come non tutti quelli dei centri sociali sono dei pericolosi lanzichenecchi), si sono dimostrati essere poco attenti al decoro urbano.
Non stiamo parlando dei saluti romani fatti da alcuni sedicenti fascisti che erano in piazza. Parliamo dei non proprio amabili resti lasciati dietro dalla folla che chiedeva il rispetto della sovranità popolare.
Non si può mica pretendere che si comportino da gretini e che la loro battaglia sia ad impatto zero. Anzi dovremmo ringraziarli per averci difesi.
Gente che con tutta probabilità quando non è in piazza si sfoga sui social e sui vari gruppi locali tipo “Sei di Pizzopapero se…..” lamentandosi del degrado e della sporcizia che gli stranieri lasciano nelle vie, nelle piazze o nei vicoli di questo nostro bel Paese.
Eppure stando ad alcuni scatti pubblicati su Twitter hanno fatto lo stesso. Giornali e cartacce abbandonate sul selciato, striscioni in nome del popolo sovrano che sventolavano dalle finestre ora giacciono abbandonati per terra in attesa che qualcuno li recuperi.
Oppure ci penserà l’AMA a tirare su cartacce e bottiglie. E sicuro qualcuno dirà che tanto Roma è sempre sporca e quindi non è mica detto che siano stati proprio loro ad abbandonare quello striscione con scritto a caratteri cubitali “SOVRANITà€”.
Chi può dirlo, potrebbero essere benissimo stati i soliti Rom e zingaracci che insudiciano la nostra bella Capitale.
Oppure si tratta di manifesti messi a bella posta da qualche infiltrato dei centri sociali. Magari gli stessi che facevano i saluti romani per far passare per fascisti quelli di CasaPound o Forza Nuova.
(da “NextQuotidiano”)
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