Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
“NOI LO SOSTENIAMO DA TEMPO; LA POLITICA DEVE PRENDERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA'”
Omicron avanza e il Governo prende posizione. Così, accanto alla rimodulazione delle
regole di quarantena per i vaccinati – che entreranno in vigore tra oggi e domani – l’esecutivo stringe le maglie per i non immunizzati: dal 10 gennaio il Super Green pass sarà obbligatorio anche per usufruire del trasporto pubblico, per accedere a fiere e impianti sciistici, oltre che a hotel e strutture ricettive, feste conseguenti a cerimonie civili o religiose, sagre e fiere, piscine, centri sportivi e benessere. Nuove regole che imporranno verifiche.
“L’attività di controllo rimarrà pressoché invariata e non vi sarà un’aumentata complessità. I sistemi informatici, infatti, sono già predisposti per distinguere il Green pass ‘rafforzato’ da quello base”, assicura all’HuffPost Fabio Ciciliano, componente del Comitato tecnico scientifico. Intanto c’è chi parla di estensione dell’obbligo vaccinale, quella che lo stesso Ciciliano definisce “la soluzione ideale”, pur attendendo che sia frutto di una decisione politica.
Dottor Ciciliano, l’obbligo vaccinale esteso potrebbe essere un’ipotesi percorribile?
“Dal punto di vista tecnico, sarebbe la soluzione ideale poiché in grado di aumentare la protezione del maggior numero di persone possibili. Ma ovviamente, in definitiva, la valutazione spetta al governo”
D’altronde nel nostro Paese, ci sono ancora oltre 5 milioni di non vaccinati. Come si scalfisce questo zoccolo duro
“È indubbio che misure come il Green pass rafforzato possono indurre le persone non vaccinate a compiere finalmente il passo. Bisogna infatti distinguere tra No Vax e il resto della fetta di popolazione non ancora immunizzata: c’è ancora tanta gente non informata, influenzata dalle fake news, che si affida a internet per cercare informazioni. In ogni caso si tratta di persone non protette, a rischio, soprattutto in una realtà in cui Omicron circola e colpisce molto più rapidamente. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dicono che attualmente la stragrande maggioranza delle persone ricoverate in terapia intensiva è non vaccinata: dovrebbe bastare questo come argomento di persuasione”.
L’altra importante decisione presa dal governo in queste ore riguarda coloro che hanno ricevuto la terza dose: se sono contatti diretti di un positivo, non devono restare isolati in casa. Alcuni esperti criticano la misura presa in questo particolare momento della pandemia, vista la grande contagiosità di Omicron. Cosa pensa di queste posizioni?
“La decisione è stata attenta e ponderata, presa considerando le caratteristiche della variante Omicron, che si sta dimostrando più contagiosa ma molto meno impattante sui sistemi sanitari. Attualmente abbiamo circa 600 mila positivi attivi: questo significa che in media ogni giorno 2 milioni di italiani finiscono in isolamento che, tradotto in dato settimanale, diventano circa 15 milioni. Questo vuol dire che se fossimo andati avanti col sistema precedente avremmo rischiato lo stallo”.
Una sorta di “auto-lockdown”?
“Esattamente. Non ci sarebbero vere e proprie chiusure, ma comunque oltre una certa soglia di cittadini in quarantena il Paese sarebbe paralizzato. Non possiamo permettercelo: sono sempre necessarie delle valutazioni di carattere socio-economico. La pandemia, infatti, non è soltanto un evento sanitario. In ballo c’è la tenuta generale dell’Italia”.
Intanto i casi aumentano. Superare la soglia psicologica dei 100 mila casi giornalieri spaventa.
“Sì, ma bisogna andare al di là del mero dato e ricordarsi che non si tratta dei 100mila casi dell’anno scorso, con cui avremmo avuto un’ecatombe. Attualmente il sistema sanitario sta reggendo, le persone sono protette dai vaccini, il Paese è aperto, i cittadini possono muoversi. Basta riportare la mente al dicembre 2020 per ricordarsi di una situazione completamente differente da quella attuale”.
L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, segnala che a livello nazionale, il tasso di occupazione dei posti letto dei pazienti Covid nelle terapie intensive è passato dal 10% del 17 dicembre al 13% registrato il 28 e 29 dicembre. “Se i ricoveri in area non critica arriveranno al 30%, il Veneto passa in zona arancione”, ha affermato Luca Zaia, governatore del Veneto. Dobbiamo aspettarci altri cambi di colore in arancione a gennaio?
“Le valutazioni saranno fatte di volta in volta. Ma, nei casi in cui i cambi colore fossero necessari, non mi turberei più di tanto. Ricordiamoci che oggi non solo andare in arancione è molto più difficile, ma che per i vaccinati le limitazioni sono comunque assai minori a prescindere dalla zona”.
(da Huffingtonpost)
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Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
LA SPECULAZIONE FA CRESCERE I COSTI
La legge della domanda e dell’offerta fa schizzare in alto i prezzi delle mascherine Ffp2 e dei test del tampone, sia antigenici che molecolari. E mentre il governo pensa di calmierare i prezzi dei dispositivi di protezione individuale diventati obbligatori sui trasporti pubblici e durante la quarantena, le cronache raccontano di costi che arrivano a 3 o addirittura a 7 euro.
Mentre il tampone rapido che in farmacia viene pagato 15 euro nei centri privati può arrivare fino a 50. Peggio va al molecolare: 110 euro nei laboratori. E arrivano anche i sequestri di materiale irregolare: a Milano la polizia locale ha sequestrato 1.050 Ffp2 a un venditore ambulante abusivo. Le vendeva a sette euro l’una.
Cominciamo dalle mascherine Ffp2. Dal 25 dicembre vige l’obbligo di indossarle nei trasporti pubblici, valido per tutti: anche per i vaccinati con terza dose. L’obbligo vale anche in cinema, teatri, sale da concerto e musei.
Le mascherine Ffp2 si trovano in farmacia ma anche nei supermercati, nelle parafarmacie e online. Costano di più di quelle chirurgiche perché hanno un potere filtrante sia in entrata che in uscita. Ma devono essere certificate, ovvero avere il marchio CE. E su ogni confezione si deve trovare una sigla che determina la certificazione del prodotto. La sigla KN95 significa che la mascherina è stata prodotta in Cina e lì certificata.
L’importazione in Italia è possibile grazie a una deroga dell’Inail. Le mascherine Ffp2 possono essere indossate per otto ore consecutivamente. Si vendevano fino a poco tempo fa a 0,80 euro in caso di grandi acquisti mentre il prezzo singolo arrivava a 2,50 euro.
I prezzi hanno cominciato la loro corsa proprio a Natale e anche online. La Stampa ricorda oggi che Federconsumatori ha denunciato costi fino a tre euro per una mascherina.
E non solo: «Stamane i nostri volontari sono stati in giro, per supermercati sanitarie parafarmacie e farmacie, a Palermo, per monitorare l’andamento dei prezzi delle mascherine Ffp2 – ha detto Lillo Vizzini di Federconsumatori – Il prezzo, per una confezione da 10 unità, oscilla da 8,9 euro in una catena di supermercati, a oltre 20 euro in farmacia e parafarmacia. Il fatto che vanno a ruba, lascia presagire prezzi in rapida ascesa». Intanto il governo studia una mossa per correre ai ripari: «Arriveremo ad un prezzo calmierato sulle mascherine», ha annunciato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri.
Quanto costa oggi un test del tampone
Per i test del tampone la situazione è peggiore. La corsa al Pcr di Natale per il pranzo o la cena in sicurezza ha scatenato la crescita dei prezzi nelle strutture che non hanno il calmiere a 15 euro. Che vale per gli antigenici, ovvero per quelli che sono meno attendibili. Ma che sono lo stesso oggetto di speculazione tra i privati che non aderiscono all’accordo. Il Corriere della Sera scrive oggi che negli ambulatori del Centro Diagnostico Italiano costano 20 euro. Nelle sedi del gruppo San Donato in Lombardia arrivano a 29. A Roma costano 22 euro gli antigenici per chi ha meno di 12 anni. Poi ci sono i parcheggiatori. La rete ParkingGo ha riconvertito alcuni suoi parcheggi in drive-through per offrire il servizio di test antigenico. A Cagliari e a Bologna un testo costa 40 euro, a Linate 50.
Per i molecolari il costo è ancora più alto. I privati in Piemonte chiedono 68 euro, a Roma 60. A Napoli arrivano a 50, ma diventano 100 se si vuole la risposta entro 24 ore. Ma è la Lombardia la protagonista della corsa dei prezzi del molecolare: 70 euro alla Humanitas, 80 al San Donato, 92 nelle sedi di Habilita, 120 al Policlinico San Marco di Bergamo. Ma con un responso in arrivo in meno di due ore. C’è penuria anche per gli autotest in vendita nei supermercati. Quelli costano 5 euro. Ma il loro risultato deve essere confermato da un tampone riconosciuto.
(da agenzie)
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Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
“SCONVOLGENTE CHE A FARE QUESTO SIANO STATI DUE RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI”
Irruzione di no vax oggi all’hub del centro commerciale La Torre. Quattro persone,
due carabinieri e due avvocati, tre uomini e una donna, hanno finto di essere in fila come tutti gli altri per ricevere la somministrazione del vaccino anti-Covid. Poi, una volta giunti al tavolo del medico per la visita preliminare, hanno rivelato la loro vera identità e generato scompiglio.
I due avvocati si sono presentati come “accompagnatori” dei due militari e, dopo aver tirato fuori un foglio dattiloscritto con affermazioni e quesiti in merito alla natura e alle conseguenze dei vaccini, hanno inondato il medico di domande del genere “a che temperatura li tenete?”, “quali conseguenze a lungo termine avranno?”.
A quel punto l’intento dei quattro è diventato chiaro ed è intervenuto il responsabile del centro vaccinale, Francesco Cascio, che ha chiesto l’intervento della vigilanza e chiamato la polizia.
Ci sono stati anche momenti di tensione perché uno dei quattro no vax non voleva assolutamente indossare la mascherina, affermando che il suo medico gli aveva parlato della pericolosità del dispositivo.
Nel frattempo, tra le 12.30 e le 15, l’attività dell’hub ha subito pesanti rallentamenti. Sul posto sono arrivate tre volanti della polizia che hanno riportato l’ordine e sanzionato l’avvocato che non voleva indossare la mascherina con una contravvenzione.
“La cosa più sconvolgente – dice Cascio a PalermoToday – è stata scoprire che quei due no vax erano davvero carabinieri, rappresentanti di una professione che dovrebbe farci sentire sicuri mentre loro hanno decisamente spaventato chi si trovava lì comportandosi da agitatori. Da medico non riesco proprio a capacitarmi, quello che è successo mi ha lasciato molto amareggiato”.
La direzione aziendale dell’Asp in una nota esprime la “massima solidarietà al responsabile ed agli operatori dell’Hub vaccinale del centro commerciale La Torre ostacolati oggi nel loro lavoro dallo scompiglio generato da quattro no vax”.
“Siamo vicini ai nostri dipendenti che con grande spirito di servizio stanno assicurando le vaccinazioni in modalità Open Day – si legge – condanniamo qualsiasi forma di protesta o di provocazione che venga inscenata in un luogo deputato a prestazioni sanitarie di grandissima importanza in un momento in cui contagi stanno aumentando quotidianamente. Solo la vaccinazione può liberarci da una pandemia che da due anni condiziona le nostre vite. Non saranno, comunque, proteste o provocazioni a farci abbassare la guardia o modificare il nostro impegno”.
(da agenzie)
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Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
NEANCHE L’APPELLO DEI FAMILIARI DISPERATI LO HANNO FATTO RECEDERE
Ha rifiutato di essere intubato anche in punto di morte. Nonostante il disperato appello dei suoi familiari di farsi aiutare dai medici durante un’ultima straziante videochiamata, Alessandro Mores, 48enne di Thiene, si è opposto al trattamento che avrebbe potuto salvarlo dal Covid. Poco dopo, il suo cuore ha cessato di battere per sempre. Ogni tentativo di rianimarlo da parte del personale sanitario del reparto di rianimazione del San Bortolo è stato purtroppo inutile.
Secondo quanto è stato possibile ricostruire, Mores, che aveva tre figli, faceva il rappresentante di generi alimentari ed era originario di San Giorgio al Tagliamento in provincia di Venezia, aveva cominciato a manifestare i primi sintomi tipici dell’infezione da Covid-19 una quindicina di giorni prima.
«Era un no-vax convinto», racconta l’ex cognato Fabio Nicolè. Anche negli ultimi giorni di vita, infatti, Mores aveva condiviso spesso sui propri profili social post contro i vaccini anti-Covid e l’obbligo del green pass e della super certificazione verde deciso dal governo.
La situazione si sarebbe aggravata nel pomeriggio di martedì. A quel punto il figlio maggiore dell’uomo, di 21 anni, ha chiamato il 118 e ha chiesto l’intervento di un’ambulanza perché il padre faceva sempre più fatica a respirare autonomamente.
«È entrato in ospedale lucido e ha detto: “Fatemi firmare per non essere intubato, tanto guarisco lo stesso”», aggiunge Nicolè con il cuore colmo di disperazione e di dolore per la disgrazia.
Mores è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso Covid dell’ospedale San Bortolo, dove è arrivato attorno alle 18.30. Il personale sanitario ha capito subito che il quadro clinico del paziente era particolarmente grave.
Da qui la decisione di trasferirlo immediatamente nel reparto di rianimazione riservato ai malati positivi al coronavirus. La dottoressa che lo ha preso in carico gli avrebbe detto chiaramente che stava per morire, perché la situazione stava peggiorando rapidamente, e che doveva essere intubato per sopravvivere.
Lui, però, ha continuato a rimanere fermo sulle proprie posizioni. Irremovibile.
A quel punto, dall’ospedale San Bortolo hanno contattato i familiari del paziente no-vax, sperando che almeno loro riuscissero a farlo ravvedere. Tutto inutile. Anche davanti alle suppliche e alle lacrime di chi gli voleva bene e che tramite lo schermo dello smartphone lo implorava di farsi intubare per ricevere l’ossigeno di cui aveva estremo bisogno, il paziente non ha ceduto.
Mores avrebbe avuto un piccolo ravvedimento solamente quando la dottoressa gli ha chiesto almeno il consenso di poter tentare di rianimarlo quando il suo cuore si sarebbe fermato, sottolineando che quel momento sarebbe purtroppo arrivato in pochi istanti. Lui avrebbe acconsentito, ma ormai era troppo tardi.
Circa due ore dopo il suo trasporto al San Bortolo, il paziente è stato dichiarato morto. «Spero solamente che questo episodio possa servire a qualcuno e, soprattutto, spero tanto che i suoi figli trovino la forza per uscire da questa situazione di dolore e di sgomento – conclude l’ex cognato di Mores -. Quello che mi è stato raccontato delle ultime ore di vita di Alessandro è un modo terribile di affrontare questo evento».
(da Giornale di Vicenza)
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Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
APPROVATA LA PRIMA STORICA LEGGE IN ITALIA CHE ESTENDE LA COPERTURA SANITARIA DI BASE ANCHE AI SENZATETTO
Da oggi in Emilia-Romagna anche i senza fissa dimora hanno diritto al medico di
base.
Lo stabilisce una legge promossa dal consigliere regionale Antonio Mumolo (Partito Democratico), firmata oggi a Bologna, in Regione, che estende anche ai senzatetto con residenza nella regione la sanità di base pubblica e universale.
E’ la prima, storica, legge in Italia che colma questa lacuna. Il progetto di legge era stato già approvato nel luglio scorso e oggi diventa effettivo grazie all’impegno congiunto del Consiglio e della Giunta regionale, incarnata in particolare dall’assessore alle Politiche per la Salute Raffaele Donini e dalla Vicepresidente Elly Schlein, che sottolineano: “Un diritto fondamentale, quello alla salute, che non può essere negato a nessuno e che un’istituzione ha il dovere di garantire a tutti”.
Elly Schlein, “Questa è la sanità pubblica e universalistica che vogliamo”
“Questa è la sanità pubblica e universalistica che vogliamo e per cui ogni giorno lavoriamo, insieme ai territori. Una sanità che garantisca assistenza e cure a tutti i suoi cittadini e cittadine, senza alcun tipo di distinzione”, hanno aggiunto all’agenzia Dire. “Una sanità, e un welfare, da cui nessuno rimanga escluso o ai margini. Questo è un provvedimento di cui siamo orgogliosi, che conferma il nostro impegno, traccia una nuova strada e raggiunge un importante obiettivo nella tutela dei diritti delle persone”.
Come funziona e chi lo può richiedere?
Ma come funziona il provvedimento e in che modo sarà garantito questo diritto? Tanto per cominciare partiamo dalla durata, che sarà a tempo determinato con cadenza annuale, con l’unica condizione che il paziente risieda sul territorio regionale. Per accedere al servizio è necessario richiedere all’anagrafe sanitaria il promemoria di iscrizione del servizio sanitario regionale e compilare un modulo rilasciato dai servizi sociali comunali che attesti l’effettiva presenza dei requisiti richiesti. Per completare la pratica, è necessario presentare carta d’identità, codice fiscale o l’estratto dell’atto di nascita.
Bonaccini,”Prima storica legge in Italia
Si tratta di un piccolo, grande passo di civiltà, sottolineato dallo stesso Presidente Stefano Bonaccini sui suoi canali social. “Ora è ufficiale: medico di base anche per i senza fissa dimora in Emilia-Romagna, firmata la prima legge in Italia. Per una sanità pubblica che curi allo stesso modo un povero come un ricco”.
(da neXt quotidiano)
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Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
MA ALLORA IL COVID E’ PERICOLOSO?
Undici minuti e mezzo di diretta Facebook per dire ai suoi sostenitori di esser risultato positivo a un tampone e di non stare per nulla bene, ma continuando a propagandare contro il Green Pass e le misure messe in atto dal governo per tentare di contenere la curva epidemiologica.
Così Marco Liccione, leader del movimento contro la certificazione verde a Torino, si è presentato sdraiato sul proprio divano, alternando la sua voce a colpi di tosse e pause per riprendere fiato.
E dopo essersi preso il virus se la prende con lo Stato italiano che in due anni non è riuscito a debellarlo. Come se nel resto del mondo la situazione fosse migliore.
“Sono positivo al tampone e ho qualche lieve sintomo. Recupererò rapidamente le mie forze per continuare la dura lotta per la democrazia”.
Liccione, dunque, dice di avere qualche lieve sintomo. Poi, però, nel corso della sua diretta Facebook si contraddice sul suo stato di salute: “Ho una brutta tosse, lo so. Non ho mai avuto brividi di febbre come quelli di ieri sera . Il limone sembra ammoniaca ma tutto il resto no”.
Poi sostiene che, quando sarà guarito, rifiuterà il Green Pass che gli spetta di diritto. Anche senza vaccinazione. Dunque conferma che non ha mai partecipato alla campagna di immunizzazione.
E non sembra una novità. Perché il leader del movimento No Green Pass torinese si è già reso protagonista di alcune “comunicazioni” vergognose, come quando pubblicò una foto in cui paragonava la certificazione verde alla stella di David sulle giacche degli ebrei. Ma non è tutto.
Marco Liccione, nel corso della sua diretta Facebook riesce a pronunciare l’imponderabile: “Siamo in mano a dei coglioni che dopo due anni non sono ancora riusciti ad arginare il virus”.
Se tutti si fossero vaccinati e non avessero cercato notorietà creando movimenti che portano avanti mozioni paradossali, però, il virus avrebbe continuato a circolare, ma in forma endemica.
(da NeX tQuotidiano)
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Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
“LEI E’ UN CACADUBBI CHE PROPAGANDA LA MORTE, HA UN CONTRATTO PER DIRE CAZZATE“
Si chiama Zona Bianca, ma ogni settimana i toni si alzano come fosse una zona rossa.
Ormai è diventato un grande classico: in studio viene invitato come ospite il vice-direttore de La Verità che si scontra con tutti.
L’ultima lite ha visto come protagonisti il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri e Francesco Borgonovo. Il tema è sempre lo stesso: le misure prese dal governo Draghi nel corso degli ultimi mesi per tentare di arginare la pandemia. E, ovviamente, la discussione partita sul Green Pass è subito deflagrata.
Il primo ad attaccare è Maurizio Gasparri che, rivolgendosi proprio al vice-direttore de La Verità decide di utilizzare un vocabolario che poco si addice a una trasmissione televisiva, con parole e accuse ben precise:
“Lei è un cacadubbi. Il governo ha fatto vaccinare il 90% delle persone, il governo che lei contrasta. Se si facesse quello che dice lei ci sarebbero morti a migliaia. Da mesi dice fesserie. È nemico della vaccinazione, lei propaganda la morte. Per ignoranza o per malafede, non lo so. Lei è un figurante che fa la controparte per fare aumentare l’audience. A questo serve. Lei ha un contratto per dire certe cose, noi no”.
Accuse ben precise a cui il vice-direttore de La Verità prova a replicare: “Mica è un reato, non me ne vergogno. Sarebbe un lavoro nobilissimo”.
E lo scontro continua. Il senatore riprende la parola puntando il dito contro il giornalista: “Tu non proponi nulla, la tua ricetta è morte e chiusure. L’ignoranza dei nemici del vaccino e del certificato sanitario è portatice di morte. Sono portatori di morti, se ne assumano le responsabilità. La propaganda della morte va contrastata in democrazia. Lei è contro i vaccini e contro la medicina perché vorrebbe che la gente morisse. Poi farebbe la critica. È un cacadubbi, non porta proposte, solo dubbi, da settimane. Ha la funzione di quello che fa da contraltare. Faccia spettacolo”.
E non finisce qui. Lo scontro Gasparri Borgonovo parte da un assunto del senatore: su La Verità, quasi ogni giorno, vengono pubblicati articoli sia contro i vaccini, sia contro qualsiasi misura adottata dal governo.
Insomma, sembra essere il gazzettino di Fratelli d’Italia. E, in molti casi, si parla di argomenti che non trovano conferme, come accaduto qualche mese fa con l’articolo sul calciatore del Sassuolo Pedro Obiang e la sua miocardite (che no, non è stata provocata dal vaccino). E già nelle scorse settimane lo stesso Borgonovo, sempre dagli studi di Zona Bianca si era scontato anche con Massimo Galli, facendo perdere la pazienza al professore.
(da agenzie)
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Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
CERTO, NELLA MERDA FINO AL COLLO
Ha tirato in ballo gli immigrati per dire che non farà vaccinare la figlia.
Ha per mesi ammiccato al mondo dei no vax (con tanto di rimozione dei suoi post social in cui ammirava e apprezzava la scienza e ribadiva l’importanza dei vaccini) per cercare di ottenere qualche voto in più che si è trasformato in una crescita nei sondaggi ma in una clamorosa sconfitta alle ultime elezioni.
Dimentica di sottolineare come le mutazioni del virus e l’arrivo della contagiosissima variante Omicron abbia fatto crescere la curva epidemiologica.
Ma Giorgia Meloni sostiene che la situazione attuale sia colpa del governo che non l’ha ascoltata. Perché se avesse ascoltato lei non ci troveremmo in questa situazione.
“Il Governo in questi mesi ha perso tempo – ha scritto la leader di Fratelli d’Italia sulla sua pagina Facebook -. Ha puntato tutta la sua strategia sul green pass pensando, erroneamente, che con questo strumento si potesse contenere il contagio mentre nulla ha fatto per potenziare i mezzi di trasporto, per mettere in sicurezza le scuole e i luoghi pubblici con l’aerazione meccanica: tutte proposte che Fratelli d’Italia ha avanzato da tempo”. Un pensiero che ripete ogni mercoledì, evidentemente un giorno molto caro per le recriminazioni.
Eppure dimentica di sottolineare come nelle grandi città il sistema dei mezzi pubblici sia stato potenziato. Basta pensare a Roma – che per numero di cittadini e per traffico è sicuramente l’esempio più palese – che nei mesi scorsi aveva deciso di stipulare un accordo con i mezzi di trasporto privati per affiancare quelli pubblici. Soprattutto nelle ore di punta per i pendolari (scolastici e lavoratori). Ma Giorgia Meloni non si ferma qui.
“L’Esecutivo è rimasto inerme e sordo ad ogni nostra richiesta e i risultati nefasti sono sotto gli occhi di tutti. Gli italiani sono stanchi di pagare le scelte sbagliate di un governo che mortifica il Parlamento a colpi di fiducia e i cittadini con le sue decisioni contraddittorie ed errate”. Insomma, se la sua opposizione fosse stata ascoltata saremmo in una situazione migliore.
Magari, secondo la sua narrazione, la variante Omicron si sarebbe fermata all’ingresso del nostro Paese (ricordando che a portarla, involontariamente e come primo caso individuato, è stato un manager italiano e non un migrante).
Tutti dettagli che sono assenti nelle urla della leader di Fratelli d’Italia. Mentre i suoi ammiccamenti al mondo no vax hanno pervaso la discussione pubblica per mesi.
(da agenzie)
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Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
INVITARLI PER SMASCHERALI? NO, FINISCI SOLO PER FARE DA CASSA DI RISONANZA DI CIALTRONATE
I social lo hanno criticato e anche molti suoi illustri colleghi hanno espresso il loro
dissenso per quel perpetuo pullulare di esponenti del mondo no vax (in tutte le sue declinazioni) all’interno della sua trasmissione.
E oggi Massimo Giletti torna a parlare di questo argomento, giustificando il suo “atteggiamento” e il suo operato. Sostiene di utilizzare, in pratica, la tecnica del “Castigat ridendo mores” molto cara ai latini: li invita, li fa parlare e poi ne mette in evidenza tutte quelle che lui stesso definisce “fesserie”. Insomma, una sorta di pubblico ludibrio per metterli, in realtà, a tacere.
Intervistato dal settimanale Oggi, il conduttore di “Non è L’Arena” è tornato ad affrontare quello scontro a distanza avvenuto con il direttore del Tg di La7 Enrico Mentana. Due giornalisti che, in spazi differenti e con prodotti televisivi diversi, si occupano di fare informazione sulla stessa emittente. E Giletti dice di stimare molto il suo collega, ma ha messo in evidenza anche la natura differente dei due contenitori: uno (il suo) è un talk show, l’altro è un telegiornale.
Contrasti che sono il pane quotidiano (anzi, settimanale) della sua trasmissione. Dalla continua presenza di esponenti del mondo no Green Pass a chi continua a raccontare bufale sui vaccini. Fino al caso del dentista di Pavia che si era presentato al centro vaccinale con un braccio di silicone tentando di ottenere la certificazione verde, di fatto, senza una reale inoculazione. Una serie di eventi che hanno sollevato polemiche che secondo Giletti sono ingiustificate: “Ovvio che ci sono cialtroni che non sono sullo stesso piano di luminari come il professor Crisanti. E infatti non ce li metto. Devi invitarli, criticarli e smascherarne le fesserie. Se non lo fai, li lasci scorrazzare sui social senza nessuno che li contraddica. Si può far tutto, dipende sempre dal come. Lo rivendico, assieme a Bianca Berlinguer, Floris e altri. Però nel mirino ci finisco sempre io”.
Certamente lo smentire in diretta televisiva paradossali bufale è utile, ma si dà vita anche all’effetto opposto: alcuni di questi personaggi ospitati in tv sono diventati dei personaggi simbolo del mondo no vax. E alcuni di loro sono diventati personaggi social (o hanno acuito il loro “successo”) dopo queste comparsate televisive.
(da agenzie)
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