Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
“UNITA’ SUL QUIRINALE O CADE IL GOVERNO”
Contro il Covid “serve l’obbligo vaccinale e il ritorno allo smart working”. Per il Quirinale “la via maestra è la continuità di governo. Il capo dello Stato va eletto a larghissima maggioranza, una forzatura da una parte o dall’altra farebbe cadere il Governo”. A dirlo, in un’intervista a Repubblica, è il segretario del Pd Enrico Letta, che su Mario Draghi aggiunge: “Non sono né a favore né contro la sua elezione al Colle. Ma va comunque tutelato”.
Letta commenta positivamente le nuove misure adottate dal Governo contro la pandemia, ma prevede che altro sarà necessario.
“Il Governo sta facendo bene, approvo totalmente le misure discusse in cabina di regia e penso che ora bisogna prepararsi al passo successivo, cioè l’obbligo vaccinale e il ritorno allo smart working”… “Tutti i dati dicono che la terza dose è l’arma più efficace nel contrastare la variante Omicron. Di obbligo si parla da settimane e la scelta è matura per il Paese e per l’Europa. La mia sensazione è che ci sia un surplace tra i Paesi, il primo che introduce l’obbligo produrrà un effetto domino in tutti gli altri”.
Letta si dice “convinto che l’obbligo aumenterebbe molto i numeri. Tanti non si sono vaccinati non per volontà ideologica ma perché, nel dubbio, di fronte all’assenza di obbligo hanno preferito non farlo”. Mentre con lo smart working “si può mantenere viva l’economia”. Diverso il discorso per la scuola, “serve la presenza. Sono contrario all’allungamento delle vacanze di Natale e al ritorno alla didattica a distanza”.
Capitolo Quirinale. Enrico Letta è stato a lungo in silenzio.
“Su un’eventuale ipotesi Draghi al Colle, come sugli altri nomi che garantiscono ampio consenso, decideremo tutti insieme e al momento debito, la mia personale opinione non conta. Quel che so per certo è che Draghi va comunque protetto e tutelato per il bene del Paese” … “Chi ha detto di non volere Draghi al Quirinale ha aggiunto di volerlo ancora a Palazzo Chigi. Ritengo, per essere chiari, che noi dobbiamo tenercelo stretto, in un modo o nell’altro. Quello che Draghi sta portando all’Italia è enorme. Siamo un Paese che ha visto crescere il suo principale handicap, il debito pubblico, del 25% in poco più di un anno. In questo senso Draghi è un’assicurazione sulla vita”.
Il Pd si è dato appuntamento il 13 gennaio. “La via maestra è la continuità di governo e la stabilità” dice Letta. “Il 2022 non può essere un anno elettorale, non possiamo permetterci almeno cinque mesi di interruzione dell’attività di governo. Quindi c’è bisogno di una larghissima maggioranza, un capo dello Stato non divisivo e non eletto sul filo dei voti”. Se Mario Draghi salisse al Quirinale, “servirebbe una sorta di doppia elezione, un accordo contestuale anche sul nome del sostituto”.
(da agenzie)
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Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
HANNO FATTO DUE DOSI E PRENOTATA LA TERZA; MA SE BECCANO UN POSITIVO VANNO IN QUARANTENA COME UN NON VACCINATO
Ve li ricordate gli esodati? Erano quei 300 o 350mila disgraziati andati in pensione e
che si erano ritrovati senza assegno, senza stipendio e senza ammortizzatori perché tutto a un tratto la riforma Fornero aveva spostato l’età pensionabile in avanti.
Un limbo infernale, dal quale sono usciti anni dopo. Ecco, da ieri sera, da quando il Governo ha confezionato il nuovo decreto anti-Covid, abbiamo anche gli esodati del vaccino.
Chiariamoci: il provvedimento porta in dote una serie di misure forse inevitabili, tra cui il rafforzamento del super Green Pass, ora necessario per andare praticamente dappertutto.
Per decine di milioni di italiani che da due anni si sono sempre attenuti alle disposizioni delle autorità, ad esempio vaccinandosi, è una buona notizia. Lo è anche la fine della quarantena obbligatoria per tutti quelli che hanno avuto un contatto con un positivo ma che hanno già fatto la terza dose o la seconda in tempi recenti.
Come è indispensabile che sia, l’auto-lockdown rimane obbligatorio per chi non si è vaccinato. Il problema è che lo rimane anche per quelli che non hanno ancora fatto il booster e che si sono vaccinati da più di 120 giorni, cioè quattro mesi. Ora una buona parte degli italiani che hanno ricevuto le due dosi prima di fine agosto e che non hanno ancora fatto in tempo ad ottenere la terza rischiano oggi di finire in isolamento se incontrano un positivo. Restano chiusi in casa cinque giorni, e poi via di tampone.
Pensiamo a un ragazzo, chiamiamolo Giulio, di poco più di vent’anni, che durante i primi mesi del 2021 non vedeva l’ora di farsi il vaccino.
Ha aspettato con pazienza il suo turno, e quando questo è arrivato, durante l’estate, è riuscito a prenotare le due dosi solo in agosto. Non prima. Ecco, fino a qualche giorno fa, Giulio non poteva prenotare la terza dose se non alla fine di gennaio. Anzi, il suo hub vaccinale, gli ha dato l’appuntamento per i primi di febbraio.
Eccoli, gli esodati del vaccino. Hanno fatto le due dosi appena il governo glielo ha concesso. Hanno prenotato la terza appena la legge e la logistica glielo hanno permesso.
Ma ora, se beccano un positivo, gli tocca stare in isolamento e fare il tampone proprio come i non vaccinati. Non saranno 300 mila e passa, come dieci anni fa. Il danno è infinitamente più contenuto. Ma sempre esodati sono.
(da agenzie)
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Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
NON PUO’ CONTAGIARE I PASSEGGERI DEL BUS MA E’ AUTORIZZATO A INFETTARE I COLLEGHI DI LAVORO
È vero, il lockdown è un’altra cosa. L’abbiamo sperimentato nella primavera del 2020, quando si poteva uscire di casa solo per andare a fare la spesa, recarsi in farmacia e, in casi eccezionali (la deroga era valida per pochissimi), raggiungere il posto di lavoro.
Se a palazzo Chigi e nel Paese si è aperto un dibattito, anche aspro, sui limiti della corsetta vicino casa o sul perimetro della passeggiata con il cane, è perché il lockdown è prima di ogni cosa la limitazione della mobilità personale. E però se la lista delle cose che si possono fare solo con il green pass rafforzato, quindi solo se si è vaccinati, è lunga, anzi lunghissima, allora è evidente che manca la formalità, insomma l’etichetta, ma non la sostanza: è un parziale lockdown dei no vax.
La mancata introduzione dell’obbligo per lavorare permetterà a chi non si è vaccinato di uscire ancora di casa per andare in ufficio o in fabbrica.
Per salire su un bus, ma anche sulla metropolitana, ancora sul tram o su un treno locale, non basterà più il certificato verde base, quello che si può ottenere anche con un tampone negativo e che vale 48 ore. Chi non vorrà vaccinarsi e quindi non potrà esibire il super green pass, potrà utilizzare solo la macchina, ovviamente a proprie spese, oppure andare a lavorare a piedi. Anche il taxi è interdetto.
E pure per un viaggio di lavoro non si potrà usare un treno a lunga percorrenza o un aereo, a meno che, appunto, non si passi dallo status di no vax a vaccinato.
La sfera dei trasporti impatta anche sugli spostamenti per ragioni familiari (ricordate i ricongiungimenti tra mille slalom durante il lockdown?) e affettive, ma anche di svago. Non è solo il lockdown del movimento, ma anche quello della socialità. L’elenco delle attività vincolate al possesso del super green pass, in vigore dal 10 gennaio, aiuta a comprendere la portata della serrata: alberghi e strutture ricettive, feste dopo le cerimonie civili o religiose, sagre e fiere, centri congressi, ristoranti all’aperto, impianti di sci, piscine, centri natatori e dove si praticano sport di squadra, le terme e i centri benessere (anche all’aperto), i centri culturali, quelli sociali e ricreativi, anche qui compresi quelli all’aperto.
Insomma il no vax non potrà dormire in albergo, rendendo di fatto difficile se non impossibile una vacanza, ma non potrà neppure mangiare una pizza fuori (dentro al ristorante già non si può, tra dieci giorni neppure fuori, ma forse questo è lo svantaggio minore considerate le temperature di stagione). Non potrà partecipare al banchetto dopo un matrimonio, una cresima o un battesimo, ma neppure a una festa per un compleanno come il diciottesimo.
Se poi dalla dimensione della socialità, anche formativa e lavorativa come può essere la partecipazione a un congresso o una fiera, si passa a quella del benessere e dello svago, poco cambia. Anzi nulla.
Niente sci ai piedi, niente nuotate in piscina, addio ai vapori e ai massaggi dei centri benessere. Sotto la definizione dei centri culturali, sociali e ricreativi rientra praticamente di tutto. Forse è quel che resta fuori dalla lista, quello cioè che si può fare, a chiudere il cerchio.
Il no vax potrà però andare al supermercato e in farmacia.
Quindi a che serve?
(da agenzie)
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Dicembre 30th, 2021 Riccardo Fucile
+16% DI DECESSI, SISTEMA TRACCIAMENTO IN TILT
La settimana di Natale ha visto i nuovi casi di Covid-19 dilagare. A rilevarlo è il
monitoraggio della Fondazione Gimbe, che confronta i dati della settimana 22-28 dicembre rispetto alla precedente. Le cifre mostrano un’impennata di oltre l′80% dei nuovi casi, una crescita del 20,4% di ricoverati con sintomi e del 13% di persone in terapia intensiva. Ad aumentare anche le vittime: 1.024 nell’intervallo settimanale considerato, con una media di 146 al giorno, rispetto ai 126 dei sette giorni precedenti (+16%).
“Da 2 mesi e mezzo – spiega il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta – si rileva un aumento dei nuovi casi, che nell’ultima settimana ha subìto un’impennata, superando quota 320 mila, sia per l’aumentata circolazione virale, sia per l’incremento del numero dei tamponi”.
Nella settimana dal 22 al 28 dicembre l’aumento di nuovi contagi si è registrato in tutte le regioni, ad eccezione della provincia autonoma di Bolzano: l’incremento percentuale va dal 9,6% del Friuli-Venezia Giulia al 257,6% dell’Umbria.
Mentre in 45 province si registrano oltre 500 casi per 100.000 abitanti. Il monitoraggio evidenzia infine come “il sistema di testing è già in tilt, ci sono troppi falsi negativi nei tamponi antigenici e con l’emersione di un numero enorme di casi si rischia un lockdown di fatto, indipendentemente dalla modifica delle regole sulla quarantena”.
Al 29 dicembre l′81,4% della popolazione (48,2 milioni) ha ricevuto almeno una dose di vaccino ovvero 234.253 persone in più rispetto alla settimana precedente, e il 78,1% (46 milioni) ha completato il ciclo. Ma i non vaccinati sono 9,4 milioni di cui 2,3 di over 50 e 3,4 milioni tra 5-11 anni. Mentre la copertura delle terze dosi è al 58,9% con rilevanti differenze regionali. Il rallentamento dei giorni festivi ha ridotto il numero di somministrazioni tra il 20 e 26 dicembre, in particolare crolla il numero dei nuovi vaccinati over 12 (-47,5% rispetto alla settimana precedente).
(da agenzie)
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Dicembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
NON SI RENDE CONTO CHE LO PRENDONO IN GIRO?
Se, tra i tanti servi che lo circondano, Berlusconi avesse un amico sincero, costui non potrebbe fare a meno di dirgli: Silvio ma non ti rendi conto che ti prendono in giro? Pensi davvero che, realmente, Salvini e Meloni ti voteranno e ti faranno votare per mandarti al Quirinale?
E se pure continuano a rassicurarti, non capisci che lo fanno solo per compiacerti, per tenerti buono, esattamente come quando li costringi a farti compagnia in quei pallosissimi pranzi di Villa Zeffirelli?
Del resto, quali motivi potrebbero spingere Salvini e Meloni a dirti in faccia come stanno le cose se non il timore di mandare il centrodestra in frantumi?
Sì, ci vorrebbe un certo coraggio a dirti caro Silvio, togliti dalla testa di salire al Colle, perché a parte il fatto che dentro Lega e FdI, e forse anche Forza Italia, non sono affatto pochi i cecchini che non vedono l’ora di affondarti nello scrutinio segreto, c’è molto altro che non ti farà piacere.
Guarda che a giudicare una vera vergogna la candidatura di un condannato in via definitiva per frode fiscale non sono soltanto i comunisti e le quasi 200mila firme raccolte in pochi giorni dal Fatto.
Non ti dice niente che nella iniziativa a tuo favore promossa da Libero abbiano risposto in 9mila?
Un triste boomerang, la prova provata che l’uomo con il sole in tasca, come amavi definirti, oggi riscalda più che altro un pugno di anziani nostalgici forse convinti che il tempo passi per tutti tranne che per te
Perché Silvio, lasciatelo dire, il resto degli italiani oggi vede soltanto un signore di 86 anni, e non portati benissimo malgrado gli strati di cerone, dallo sguardo smarrito e che non sa più cosa diavolo raccontare dopo tutte le balle raccontate.
Tutt’al più un tenero bisnonnino che porta a spasso i cagnolini al parco, ovvero ciò che dovresti continuare a fare.
Sai perché Salvini e Meloni non ti dicono una volta per tutte: no Silvio, ci dispiace ma non si può fare? Ok, ti assecondano perché hanno bisogno più che mai delle tue tv, e ne avranno sempre più bisogno con l’approssimarsi delle elezioni politiche.
Ma credo che la verità vera sia soprattutto un’altra: sono maledettamente imbarazzati e non sanno come fartelo capire. E si aspettano che sia tu a tirarti indietro una volta per tutte. Per essi, stanne sicuro, sarebbe un motivo di grande sollievo. Questo direbbe a Berlusconi un amico sincero (se ne avesse ancora uno).
(da Il Fatto Quotidiano)
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Dicembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
I RENZIANI SI DIVIDONO NELLA PARTITA DEL QUIRINALE
44 gatti, in fila per sei col resto di due. Chi ha un bambino (o una bambina) piccolo
non può non conoscere la famosissima canzone per i più piccoli, oggi siglia iniziale di un amatissimo cartone animato su Rai Yoyo.
E 44, ironia della sorte, sono anche i parlamentari di Italia Viva (29 deputati e 15 senatori) che potrebbero risultare decisivi per l’elezione del presidente della Repubblica. Ettore Rosato, ieri su Affaritaliani.it, ha annunciato che il partito esclude di votare per Silvio Berlusconi Capo dello Stato.
Ma i renziani sono coesi? Mica tanto.
Stando alle ricostruzione che vengono fatte in Parlamento, una trentina tra Montecitorio e Palazzo Madama sono renziani veri, anche se con sfumature differenti. Tra loro lo stesso Rosato, che con l’ex premier avrebbe superato le divergenze di qualche mese fa, e certamente anche la capogruppo alla Camera ed ex ministra Maria Elena Boschi. Tra i renziani anche Luigi Marattin, presidente della Commissione Finanze della Camera, impegnato in una battaglia politica contro il ministro del Lavoro Dem Andrea Orlando, e Davide Faraone, capogruppo al Senato artefice del possibile accordo con Forza Italia in Sicilia. Renziana doc anche la senatrice Donatella Conzatti, esperta di Fisco.
Questa trentina di parlamentari di Iv potrebbe votare un Presidente di Centrodestra, magari non Letizia Moratti, ma solo perché a proporla potrebbe essere Giuseppe Conte. Quindi in chiave anti-M5S.
E, dicono le fonti, una decina tra deputati e senatori di Iv sarebbero talmente vicini al Cdx che potrebbero arrivare perfino a scrivere il nome di Berlusconi sulla scheda.
Gli altri 14 parlamentari, invece, tra i quali l’ex ministra Teresa Bellanova e l’esperto di Giustizia Gennaro Migliore, vengono catalogati quasi come Pd.
Sono l’anima di sinistra di Italia Viva che non voterebbero un candidato di Centrodestra al Colle, nemmeno il liberale Marcello Pera, e che prima poi potrebbero tornare al Nazareno.
(da affaritaliani.it)
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Dicembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
BOLLETTINO SEMPRE PIU’ PESANTE
Sfiorati i 100mila positivi: sono 98.020 i casi di Covid individuati in Italia nelle ultime 24 ore. Ieri i casi erano stati 78.313.
Le vittime, secondo i dati del ministero della Salute, sono 136 , mentre ieri erano state 202.
Con 1.029.429 tamponi, 5mila in meno di ieri, il tasso di positività si impenna e dal 7,6% sale al 9,5%.
E prosegue l’aumento dei ricoveri, con le terapie intensive che sono 40 in più (ieri +19) con i 126 ingressi del giorno salendo oggi a 1.185, mentre i ricoveri ordinari sono 489 in più (ieri +366), 10.578 in tutto.
Con l’aumento di un punto percentuale, la media nazionale dei ricoverati per Covid nei reparti ordinari – secondo gli ultimi dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas) aggiornati a ieri – raggiunge il 16%, superando così la soglia critica fissata del 15%. In aumento di un punto percentuale è anche l’occupazione media delle terapie intensive: dal 12% al 13% nelle ultime 24 ore, 3 punti sopra il tetto massimo del 10%.
(da agenzie)
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Dicembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
INIZIATO LO SBARCO DEI MIGRANTI SALVATI DALLA GEO BARENTS AD AUGUSTA: TUTTI NEGATIVI AL COVID
Lo sbarco dei migranti della Geo Barents, attraccata da ieri al porto di Augusta
(Siracusa), è iniziato: dopo l’attracco sono iniziate le procedure sanitarie con l’esecuzione dei primi tamponi ai 174 minori, di cui 143 non accompagnati, risultati tutti negativi. Questo per smentire le farneticazioni di Giorgia Meloni sui migranti che ci portano il Covid.
Cinque persone, casi medici urgenti, sono state evacuate e condotte in ospedale per controlli. Si tratta di due donne incinte e tre ragazze che presentavano alcune fratture e che, dopo la visita sono rientrate sulla nave e trasferite di nuovo stamani in ospedale.
Gli altri, dopo l’ennesima notte a bordo, stamani hanno iniziato a lasciare la Geo Barents. Dopo lo screening anti-Covid e le procedure di identificazione saranno trasferiti sulla nave quarantena, mentre i minori non accompagnati (143 su 174 complessivi) nei centri di accoglienza.
Tante le nazionalità presenti a bordo. La maggior parte dei migranti proviene dal Sudan, dalla Nigeria, dall’Eritrea e dall’Egitto, seguiti da Costa d’Avorio, Gambia, Etiopia, Libia, Mali, Guinea Conakry, Senegal, Sierra Leone, Chad, Siria, Camerun, Sud Sudan. Molti hanno ustioni da carburante, infezioni respiratorie e ferite legate alle violenze subite.
(da Globalist)
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Dicembre 29th, 2021 Riccardo Fucile
”CHIEDERO’ ALL’ATS LA POSSIBILITA’ DI REVOCARE TUTTI I PAZIENTI NON VACCINATI”
Un sfogo nello stato di Whatsapp, poi la richiesta all’Ats lombarda per verificare se ci fosse la possibilità di ricusare tutti quei suoi pazienti che non si sono ancora vaccinati contro il Covid e non hanno alcuna intenzione di farlo.
Poi la risposta negativa a questa richiesta e tutto dovrebbe essere tornato alla normalità. Questa è la storia di Mara Maffeis, una dottoressa “di base” che lavora in Val Seriana e ha i suoi studi medici (che coprono circa 1.500 pazienti) tra Ponte Nossa e Premolo.
“Si “ringrazia” tutti i pazienti non vaccinati per la nuova ondata pandemica che ci troviamo ad affrontare!!! Chiederò ad Ats la possibilità di revocare tutti i pazienti non vaccinati!!!”.
Questi i punti esclamativi messi dalla dottoressa sul suo stato Whatsapp. E dalle parole si è passati ai fatti. Mara Maffeis, contattata da Il Corriere della Sera, ha spiegato di aver realmente contattato l’Ats per chiedere se fosse possibile rimuovere dalla sua lista di “assistiti” tutti coloro i quali non si sono vaccinati. Ovviamente, però, la risposta dell’Azienda di Tutela della Salute locale ha dato risposta negativa a questa richiesta.
La donna ha parlato di uno sfogo momentaneo. Però, visto che vi è l’obbligo di curare e trattare tutti i pazienti – senza alcuna discriminazione – lei proseguirà nel suo lavoro. Come fatto finora: “Mi è stato risposto che non è possibile farlo, che allora dovrei revocare anche obesi e fumatori. Dunque, continuerò a curare tutti come ho sempre fatto”.
La situazione, dunque, dovrebbe essere tornata alla normalità. Ma non sono mancate le minacce alla dottoressa che ha raccontato di aver ricevuto diverse telefonate: alcuni annunciavano l’avvio di una raccolta firme per chiedere la sua rimozione dall’ordine dei medici, con tanto di “minaccia” di chiamare Striscia la Notizia.
E sui social, da quando è trapelata la notizia è tutto un susseguirsi di insulti dopo quello sfogo e quella richiesta all’Ats rispedita al mittente. Nonostante si sia tornati allo status quo.
(da neXtquotidiano)
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