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“HO AGITO SOLO PER EVITARE UNA GUERRA IN PORTO”, LA STRATEGIA DIFENSIVA DI TOTI: PUNTARE SULLA TRACCIABILITÀ DEI FINANZIAMENTI RICEVUTI DA ALDO SPINELLI, E SULLA BUONA FEDE DEL SUO OPERATO SULLA CONCESSIONE TRENTENNALE DEL TERMINAL RINFUSE

Maggio 16th, 2024 Riccardo Fucile

IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA NON È INTENZIONATO A FARE RICORSO AL TRIBUNALE DEL RIESAME: PUNTA A RISPONDERE E FARSI REVOCARE I DOMICILIARI DOPO L’INTERROGATORIO, CHE SI TERRÀ TRA DUE SETTIMANE

L’interrogatorio del governatore della Liguria Giovanni Toti, agli arresti domiciliari per corruzione nell’ambito dell’indagine della Procura di Genova si terrà tra due settimane. Lo ha spiegato Stefano Savi, difensore del Presidente al termine di un colloquio con i pm genovesi. Il faccia a faccia con i pubblici ministeri, ha detto, dovrebbe essere fissato per la settimana che parte dal prossimo 27 maggio. “Toti aspetta l’interrogatorio – ha aggiunto . Certo, lui l’avrebbe fatto prima, ma aspettiamo”.
Le audizioni davanti agli inquirenti dei componenti del comitato portuale di Genova e l’interrogatorio chiesto e ottenuto del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sono due passaggi strettamente connessi. Almeno per la Procura. La data della convocazione di quest’ultimo non è stata ancora fissata e, verosimilmente, arriverà per la prossima settimana.
Ma i pm vorrebbero affrontare questo snodo avendo cristallizzato al meglio quella che, per loro, è la dinamica corruttiva che ha portato al rinnovo trentennale della concessione del Terminal portuale Rinfuse a favore dell’imprenditore Aldo Spinelli.
Intanto Toti ha ribadito al suo difensore, l’avvocato Stefano Savi, una posizione già espressa in passato: «Ho agito solo per evitare una guerra in porto». Dopodomani poi scadono i termini per un ricorso davanti al tribunale del Riesame. E Toti sembra intenzionato a non affrontare questo giudizio
Infine, ieri è emerso come il presidente regionale, intercettato nell’indagine, avesse espresso tutta la sua preoccupazione per il sequestro del 15 aprile 2023 del cantiere per realizzare uno stabilimento di lusso sull’isola Palmaria, nello Spezzino. Proponendo al suo capo di gabinetto Matteo Cozzani (oggi ai domiciliari e all’epoca anche sindaco di Portovenere) la necessità di interpellare addirittura il comando dell’Arma, per cercare di sbloccare il provvedimento eseguito dai carabinieri forestali.
«Il rinnovo della concessione per il Rinfuse non mi ha mai convinto, da subito», ha detto l’altro giorno in Procura, sentito come persona informata sui fatti, Rino Canavese, l’unico membro del comitato portuale che aveva votato contro il rinnovo della concessione per il Terminal Rinfuse a Spinelli, passaggio per il quale la Procura ritiene che l’impresario avesse pagato tangenti.
Secondo la Finanza, l’obiettivo di Spinelli era quello di utilizzare l’area per i suoi container, al posto delle merci rinfuse. E Canavese, delegato per il Comune di Savona nel comitato, avrebbe ribadito ai pm tutti i suoi dubbi e la sua contrarietà . Fornendo riscontri alle ipotesi formulate dai magistrati. Entro sabato sono in programma gli interrogatori degli altri due membri del board. Ovvero Giorgio Carozzi, ex giornalista del Secolo XIX ed espressione del Comune di Genova, e Andrea La Mattina.
Come rilevato dagli inquirenti , in primis Carozzi, ma anche La Mattina, erano stati scettici sul rinnovo della concessione a Spinelli. Per poi votare a favore, pressati dai politici.
Ma non solo, perché sia Aldo che il figlio Roberto Spinelli, anche lui indagato, erano arrivati «addirittura a ipotizzare la raccolta di informazioni denigratorie» sui membri del comitato «al fine di delegittimarli».
Proprio Carozzi era stato contattato, nel novembre del 2021, anche dal sindaco Marco Bucci (non indagato), dopo che quest’ultimo aveva parlato con Spinelli. «Ci sono alcune cose che devono andare assolutamente bene e ti dico quali sono… in comitato», aveva detto Bucci a Carozzi, ascoltato dalla Finanza.
La strategia difensiva di Giovanni Toti sembra orientata a non ricorrere al tribunale per il Riesame. Anche perché il presidente della Regione, ora sospeso di diritto in base alla legge Severino, ha chiesto di essere interrogato, ma non è stata ancora neppure fissata una data. Certo, entro domani un ricorso al Riesame può essere comunque depositato e poi ritirato, ma non è escluso che neppure questo passaggio venga effettuato.
Cosa farà Toti? La sua speranza è di rispondere punto per punto ai pm, durante l’interrogatorio. Arrivando a una revoca dei domiciliari. Ma la scelta di evitare il Riesame può essere letta anche come una rinuncia all’unico vero giudizio che può entrare nel merito delle accuse contenute nell’ordinanza di custodia. E a un possibile verdetto in tal senso. Un tirarsi indietro, insomma, dalla possibilità di far valere la propria innocenza e, secondo Toti, l’insussistenza delle accuse.
(da La Stampa)

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SONDAGGI POLITICI, A TRE SETTIMANE DALLE EUROPEE IL PD GUADAGNA ANCORA SU FDI, RESTA INDIETRO IL M5S

Maggio 16th, 2024 Riccardo Fucile

PENULTIMO RILEVAMENTO PER LA SUPERMEDIA YOUTREND PRIMA DELLO STOP IN VISTA DEL VOTO… TRE LISTE A RIDOSSO DELLO SBARRAMENTO DEL 4%

A quindici giorni dallo stop ai sondaggi prima delle Europee -e a tre settimane dal voto – si riduce ancora la forbice tra Fratelli d’Italia e Partito democratico.
Saltata la prospettiva di uno scontro diretto in tv tra le due leader, nella Supermedia YouTrend / Agi di questa settimana, ricavata con una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, i dem rosicchiano altri due decimi alla lista della premier, che resta stabile al 27,2%, punto più basso dall’insediamento del governo di Giorgia Meloni.
Elly Schlein sorride invece a un risultato ormai stabilmente sopra al 20%. Perde invece terreno – tre decimi, nelle ultime due settimane – il M5S di Giuseppe Conte che ora è sotto al 16%.
Prosegue la lotta sul filo dei decimali tra Lega e Forza Italia per il posto di seconda forza del centrodestra: questa settimana il Carroccio risale e torna ad agganciare gli azzurri di Antonio Tajani. riavvicinamento del ‘pacchetto di mischia’ tra le tre liste che puntano a superare il 4%, mai così vicine come oggi.
Emma Bonino e Matteo Renzi non vanno al di là del 4,6% con gli Stati Uniti d’Europa, Alleanza Verdi Sinistra sale di un decimo fino al 4,2%, mentre Carlo Calenda in questa settimana raggiunge la soglia di sbarramento grazie ai due decimi guadagnati nel confronto col dato delle due settimane precedenti preso in considerazione dalla Supermedia.
FdI 27,2% (=). Pd 20,6% (+0,2%), M5s 15,8% (-0,3%), Forza Italia 8,5% (-0,2%), Lega 8,5% (+0,2%), Stati Uniti d’Europa 4,6% (=, Verdi/Sinistra 4,2% (+0,1%), Azione 4,0% (+0,2%). Libertà 2,0% (+0,1%). Pace Terra Dignità 2,0% (+0,1%)
(da agenzie)

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PREMIERATO, L’ALLARME DEL TIMES: IL PIANO DI RIFORMA DI GIORGIA MELONI FA ECO A MUSSOLINI

Maggio 16th, 2024 Riccardo Fucile

IL QUOTIDIANO CONSERVATORE BRITANNICO ACCENDE UN FARO SULLE MODIFICHE ALLA COSTITUZIONE VOLUTE DAI SOVRANISTI

Il Times accende un faro sulle riforme costituzionali portate avanti dalla presidente del Consiglio italiana.
“Giorgia Meloni ha in programma di rivedere la Costituzione per dare maggiori poteri ai futuri leader italiani, sostenendo che l’attuale sistema lascia i primi ministri in preda a complotti di partito”, scrive il quotidiano britannico.
Partendo dal discorso contro il premierato di Liliana Segre in Senato, il Times ricorda come la regola del premio di maggioranza “riecheggi una legge introdotta da Benito Mussolini, il dittatore fascista per darsi più potere”.
Si tratta della legge Acerbo, citata in un passaggio del discorso della senatrice a vita, introdotta nel 1923 dal dittatore fascista, “prima di chiudere del tutto il Parlamento”, aggiunge il Times che già in un ritratto della leader di Fratelli d’Italia dopo la vittoria elettorale, aveva formulato la domanda: Chi è la vera Meloni? L’erede del duce o il futuro dell’Europa?
(da agenzie)

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CRITICO’ VALDITARA PER I SILENZI SULLE MINACCE NEONAZISTE, PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE CONTRO IL DOCENTE CHRISTIAN RAIMO

Maggio 16th, 2024 Riccardo Fucile

SI CONTESTA DI AVER VIOLATO IL “CODICE ETICO”… IL DOCENTE RIBATTE: “RITORSIONE GROTTESCA”

Un provvedimento disciplinare da parte del Ministero dell’Istruzione e dell’ufficio scolastico regionale, indirizzato a Christian Raimo, insegnante, scrittore e adesso candidato alle Europee con Alleanza verdi sinistra.
Il motivo? Aver violato il “codice etico” con un post social nel quale lamentava il silenzio del ministro Giuseppe Valditara verso gli striscioni di minaccia dei neofascisti verso lo stesso Raimo.
Il prossimo 21 maggio l’insegnate e scrittore dovrà presentarsi negli uffici dell’Ufficio Scolastico Regionale per rispondere, di una presunta violazione del codice etico per le sue dichiarazioni contro il ministro Giuseppe Valditara.
“C’è una notizia che mi riguarda, che sarebbe grottesca, ridicola, se non fosse forse grave, e un po’ preoccupante”, ha scritto lo stesso Raimo in un post su Facebook.
A Raimo viene contestata la violazione del codice etico a cui sono sottoposti i docenti della scuola pubblica. In particolare l’articolo 10 che recita: “Nei rapporti privati, comprese le relazioni extralavorative con pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni, il dipendente non sfrutta, né menziona la posizione che ricopre nell’amministrazione per ottenere utilità che non gli spettino e non assume nessun altro comportamento che possa nuocere all’immagine dell’amministrazione”.
E ancora l’articolo 11 ter: “Con riferimento all’utilizzo dei mezzi di informazione e dei social-media, inoltre, dispone che in ogni caso il dipendente è tenuto ad astenersi da qualsiasi intervento o commento che possa nuocere al prestigio, al decoro o all’immagine dell’amministrazione di appartenenza o della pubblica amministrazione in generale”.
La lettera notificata però non contesta tanto quantodetto da Raimo in televisione a proposito di Ilaria Salis, scatenando polemiche e interrogazioni parlamentari della maggioranza e richieste di censura, oltre che striscioni di minacce, quanto un post social in cui appunto si rivolgeva così al Ministro nel suo passaggio più significativo:
“Il ministro Valditara mostra quanto rischia di diventare violenta l’autorità, ma diciamo anche il potere, quando non ha autorevolezza né capacità di ascolto e di dialettica. Per le dichiarazioni che ho fatto in trasmissione – e non a scuola, ovviamente – ho ricevuto violente dichiarazioni minatorie di parlamentari leghisti e di Fratelli d’Italia. E striscioni di minacce di gruppi ultras neonazisti e gruppi di studenti di organizzazioni neofasciste con altri striscioni sotto scuola, tutti a volto coperto. Anche se famigliari, amici, colleghi, compagni, avvocati insistono che dovrei esserlo, io non sono preoccupato per le minacce personali, ma per il gioco democratico e il senso delle istituzioni .Un ministro dovrebbe difendere tout-court un docente minacciato da gruppi neonazisti invece di avviare un approfondimento interno, e invece finisce proprio per accodarsi agli striscioni intimidatori”.
(da Fanpage)

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IL GRANDE SUCCESSO DELLA BREXIT: PER FAR SOPRAVVIVERE LE PROPRIE AZIENDE, GLI INGLESI SONO COSTRETTI A SVENDERLE ALL’ESTERO

Maggio 16th, 2024 Riccardo Fucile

CESSIONE IN VISTA PER LA ROYAL MAIL ALLE PRESE CON UNA CRISI GESTIONALE DA CUI STENTA A USCIRE: L’OPERATORE POSTALE POTREBBE FINIRE NELLE MANI DEL MILIARDARIO CECO DANIEL KRETINSKY CHE HA OFFERTO 4,1 MILIARDI DI EURO… IL CDA VUOLE ACCETTARE L’OFFERTA NEL SILENZIO DEL GOVERNO CONSERVATORE DI RISHI SUNAK CHE SI È BEN GUARDATO DAL PRONUNCIARSI

Cessione in vista per Royal Mail, storico operatore postale britannico con oltre 500 anni di storia alle spalle che – alle prese con una crisi gestionale da cui stenta a uscire – appare avviato a passare nelle mani di un acquirente straniero con base in quella che fu l’Europa centro-orientale comunista: il miliardario ceco Daniel Kretinsky.
International Distributions Services (Ids), casa madre dell’azienda, da tempo privatizzata, ha infatti annunciato oggi di aver ricevuto da Kretinsky un’offerta elevata fino a 3,5 miliardi di sterline (4,1 miliardi di euro). Offerta non vincolante, ma che il consiglio d’amministrazione ha intenzione di accettare, una volta superate le verifiche delle autorità di controllo e regolazione, come anticipato ai media dal presidente del board, Keith Williams.
La nuova offerta mette sul piatto 370 pence per azione e ha fatto volare i titoli dell’azienda, quotata alla Borsa di Londra dal 2013, con un balzo odierno di circa il 16%. Più caute le reazioni del mondo politico, fra il silenzio del governo conservatore di Rishi Sunak e le preoccupazioni espresse dall’opposizione laburista di Keir Starmer, grande favorita in vista delle elezioni in agenda quest’anno: che accoglie positivamente – come un segnale “di attrazione” di Royal Mail, nonostante le difficoltà – un’offerta d’investimento straniera di questa portata; ma sollecita “garanzie” da Kretinsky sui livelli occupazionali e sull’intenzione di mantenere nel Regno Unito la gestione del servizio e di non trasferire attività “all’estero”.
Fondate a Londra nel lontano 1516, le Poste Reali britanniche, orgoglio e punto di riferimento dell’isola per molti secoli, cessarono di essere un monopolio per essere esposte alla concorrenza a partire dal 2006: sullo sfondo di un’ultima fase di privatizzazioni di servizi pubblici varate sotto i governi del New Labour, dopo le ondate della stagione Tory thatcheriana. Nel 2011 fu poi completata la privatizzazione del 90% delle sue azioni all’epoca dell’esecutivo di coalizione fra conservatori e liberaldemocratici guidato da David Cameron: processo sfociato tuttavia in una situazione d’instabilità endemica.
(da agenzie)

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LA SCUOLA MARESCIALLI DI FIRENZE E IL CLIMA DA “FULL METAL JACKET”

Maggio 16th, 2024 Riccardo Fucile

“TENGONO UN’ORA GLI ALLIEVI CON IL BRACCIO ALZATO”

Dopo la vicenda dell’allieva della Scuola Marescialli di Firenze che si è tolta la vita arrivano denunce ed esposti nei confronti degli insegnanti.
L’edizione fiorentina di Repubblica dice che il sindacato dei carabinieri Unarma depositerà un esposto in cui ne racconta altri. Per denunciare un clima da Full Metal Jacket nella caserma. Il sindacato aveva segnalato il 12 febbraio scorso al ministero della Difesa alcune pratiche. Come quella di tenere gli allievi per circa un’ora sul destr’riga con il braccio sinistro alzato.
Oppure il controllo dei messaggi su Whatsapp e le perquisizioni degli effetti personali contenuti nelle valigie. In un altro esposto si parla di un dado utilizzato per scegliere le sanzioni per i ritardi nelle libere uscite o nelle violazioni del dress code.
Finora una sessantina di aspiranti marescialli ha lasciato la scuola. La ragazza suicida invece si lamentava per l’ambiente rigido e totalitario. Tanto da rovinarle la vita, da farle perdere i capelli e da renderla insofferente ai divieti. Come quello di indossare stivaletti tipo Doctor Martens o Timberland durante le libere uscite.
Intanto la procura di Firenze ha acquisito la lettera dei genitori della ragazza. Sono state anche raccolte decine di testimonianze di persone vicine alla vittima. Ma nessuno ha fatto cenno a un clima di violenza psicologica nei suoi confronti. L’indagine è per istigazione al suicidio e a carico di ignoti.
(da agenzie)

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IL DEPUTATO DI SPICCO DEL PARTITO NEONAZISTA TEDESCO AFD, PETR BYSTRON, È INDAGATO PER CORRUZIONE E RICICLAGGIO DI DENARO: HA RICEVUTO TANGENTI PER FARE PROPAGANDA PRO-RUSSIA E ANTI-UCRAINA (I SOLITI SOVRANISTI TRADITORI DELLA PROPRIA PATRIA)

Maggio 16th, 2024 Riccardo Fucile

BYSTRON, NUMERO 2 NELLE LISTE DELL’AFD PER LE EUROPEE, È STATO INCASTRATO DA REGISTRAZIONI AUDIO E VIDEO

Per sospetti di corruzione e riciclaggio di denaro, la Procura Generale di Monaco di Baviera ha avviato indagini contro un deputato di spicco dell’Afd, Petr Bystron, al quale il parlamento aveva già revocato l’immunità. Lo riferisce l’agenzia Dpa.
Bystron, numero due nella lista dei candidati per le elezioni europee del partito partito tedesco di estrema destra Afd, è stato accusato di aver ricevuto tangenti per fare propaganda pro-Russia e anti-Ucraina. Era già noto che su di lui fossero in corso indagini preliminari a Monaco e che esisterebbero registrazioni audio e video a suo carico.
La Procura generale del capoluogo bavarese ha reso noto per oggi sono previste perquisizioni nell’ufficio parlamentare di Bystron a Berlino, in diversi luoghi della Baviera nelle province di Monaco, Erding e Deggendorf, nonché nell’arcipelago spagnolo delle Baleari, a Maiorca, riferisce ancora la Dpa. In azione sono 11 pubblici ministeri e circa sessanta agenti della polizia criminale della Baviera.
Sono state perquisite anche le abitazioni di testimoni, che non sono indagati, ha detto un portavoce della Procura Generale. L’obiettivo principale dei raid è quello di sequestrare documenti e supporti informatici alla ricerca di prove. La Procura Generale di Monaco ha sottolineato che fino a un’eventuale condanna vale la presunzione di innocenza.
Bystron, deputato del collegio elettorale di Monaco-Nord, è dal 2017 il capo delegazione dell’Afd nella Commissione Affari Esteri del Bundestag, la Camera bassa del parlamento tedesco. Dal 2021 è anche portavoce per la politica estera del suo partito nonché suo rappresentante presso il Consiglio d’Europa e l’Unione Interparlamentare. Assieme al capolista del partito alle Europee del 9 giugno, Maximilian Krah, il deputato è da settimane al centro dell’attenzione per possibili legami con reti filorusse. Recentemente, a seguito di notizie su possibili versamenti di denaro a entrambi i politici, diverse procure stanno valutando se avviare indagini.
(da agenzie)

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CHEF RUBIO AGGREDITO A ROMA: “TERRORISTI, QUESTI SONO GLI EBREI SIONISTI”

Maggio 16th, 2024 Riccardo Fucile

“ERANO IN CINQUE. MI HANNO ASPETTATO SOTTO CASA E HANNO TAGLIATO I FILI DEL CANCELLO PER MASSACRARMI”… SIAMO ALLE SPEDIZIONI PUNITIVE PER CHI DENUNCIA I CRIMINI DEL GOVERNO ISRAELIANO

Chef Rubio, al secolo Gabriele Rubini, cuoco di fama e anche attivista pro Palestina, ha raccontato in un post di essere stato aggredito da alcune persone che lo hanno aspettato davanti alla sua abitazione alle porte della Capitale.
«Terroristi – scrive e dice Rubio -, questi sono gli ebrei sionisti: mi hanno aspettato fuori casa in sei e hanno tagliato i fili del cancello per massacrarmi».
In altre immagini, postate sempre sul social, compare invece l’interno dell’auto con vetri sui sedili e tracce di sangue. Sul volto evidenti le conseguenze di colpi ricevuti, soprattutto all’occhio destro. Nei mesi scorsi Rubini è finito sotto inchiesta per post antisemiti, ma anche per istigazione all’odio razziale.
“Grazie a tutte e tutti per il sostegno. Alla fine punti in testa dove mi hanno dato la martellata, tagli ed escoriazioni dove mi hanno preso a mattonate, frattura dell’orbita facciale dove sono finiti i 60 pugni mirati, e si ricomincia. Un abbraccio alla comunità ebraica”.
Lo scrive su X, Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, postando una sua foto con il volto tumefatto e la testa fasciata il giorno dopo la denuncia, sempre sui social, “di essere stato massacrato da ebrei sionisti” sotto casa sua. “Ora e sempre lotta al terrorismo, al fascismo, alla mafia sionista e ai suprematisti ebraici che si sento intoccabili, ma che d’ora in poi non lo saranno più” sottolinea in un altro post aggiungendo: “Il giorno dopo, il sionismo fa ancora più schifo”, attaccando le ‘comunità ebraiche’.
(da agenzie)

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DIRITTI LGBT, L’ITALIA SCIVOLA AGLI ULTIMI POSTI IN EUROPA: E’ PEGGIO PERSINO DELL’UNGHERIA DI ORBAN

Maggio 16th, 2024 Riccardo Fucile

RAINBOW MAP: ITALIA SCENDE AL 36° POSTO, MOLTO SOTTO LA MEDIA EUROPA… A PESARE LE POSIZIONI DEL GOVERNO SOVRANISTA OMOFOBO

L’Italia non è un posto facile per la comunità Lgbt+: in Europa è 36esima, con un punteggio di 25 su 100 per quanto riguarda lo status legale, sociale e le discriminazioni subite dalle persone appartenenti alla comunità arcobaleno. Dietro persino all’Ungheria di Orbàn.
A riportarlo è la classifica europea dell’ong Ilga Europe (International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association), che ogni anno in occasione del 18 maggio, giornata mondiale contro l’omofobia, pubblica la sua Rainbow map. In questa mappa arcobaleno, l’Italia è una macchia rossa.
Discriminazione e diritti: l’Italia di Giorgia Meloni
La classifica quest’anno è particolarmente severa con il nostro Paese, che perde due posizioni rispetto al 2023 e scivola alla posizione numero 36 sui 49 Stati europei e asiatici presi in analisi. Nel 2022 l’Italia era 33esima. Già nel report annuale sull’anno passato pubblicato a febbraio, Ilga Europe riportava le molte criticità italiane nel rapporto con la comunità Lgbt+ e citava esplicitamente il governo Meloni: “L’hate speech continua a essere un problema serio in Italia e apertamente perpetuato dal governo di Giorgia Meloni, che ha promesso di affrontare la cosiddetta “lobby LGBT” e l'”ideologia gender – si legge nell’annual review – La stessa Meloni ha fatto diversi commenti ostili quest’anno, tra cui quelli sulla genitorialità omosessuale”.
La Rainbow map conferma queste problematicità. La classifica di Ilga Europe è stilata seguendo 75 criteri, divisi in sette categorie principali: uguaglianza e non discriminazione, famiglia, crimini generati dall’odio e hate speech, riconoscimento legale del genere, integrità corporea intersessuale, spazio della società civile e diritto di asilo. Soprattutto sulla seconda, la famiglia, l’Italia ha fatto passi indietro per la contrarietà del governo a concedere diritti alle famiglie arcobaleno.
Ma questo non basta a spiegare la posizione dell’Italia, che con un Rainbow index poco sopra il 25% è molto sotto la media dell’Unione europea (50,6%) e più vicina in classifica a Paesi come Turchia e Russia (rispettivamente 47esima e 49esima) che non a Spagna, Germania o Francia (tutte sopra il 60% nell’index).
Soprattutto, l’Italia è dietro ad alcuni Paesi in cui governano forze politiche che fanno dell’aperto contrasto alla comunità Lgbt+ un tratto distintivo. Tra queste si distingue l’Ungheria di Viktor Orbàn, 30esima in classifica e oltre 7 punti sopra l’Italia nel Rainbow index nonostante la legge anti-lgbt.
“Sempre più in fondo – commenta su X Alessandro Zan, deputato del Pd e firmatario della legge contro l’omotransfobia bloccata del 2021 – Questo è il risultato della crociata contro i diritti del governo Meloni”.
(da Fanpage)

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