Settembre 10th, 2026 Riccardo Fucile
L’INIZIATIVA COSTEREBBE 1.350 MILIARDI DI DOLLARI E SCASSEREBBE ANCORA DI PIU’ I CONTI DEGLI USA… I SONDAGGI INDICANO COME L’INDICE DI GRADIMENTO DEL TYCOON ABBIA TOCCATO I MINIMI STORICI … IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA, ALLA CONVENTION REPUBBLICANA DI DALLAS IN UN DISCORSO FIUME DI QUASI DUE ORE, HA DEFINITO “COMUNISTI” I CANDIDATI IN CORSA PER IL PARTITO DEMOCRATICO, AFFERMANDO CHE “DISTRUGGERANNO IL PAESE”
Devono essere davvero preoccupanti i sondaggi sulle elezioni midterm, almeno per
Donald Trump, se il presidente ha sentito la necessità di spingersi fino a promettere un dividendo di 5.000 dollari per ogni americano adulto, se voteranno i candidati repubblicani a novembre.
Aldilà dei dubbi su come finanzierebbe questa compravendita di consensi, che costerebbe alle casse dello stato oltre mille miliardi di dollari, il problema è il segnale politico che manda. Se uno lo somma alla preghiera di fingere che sulla scheda ci sia il suo nome, per mobilitare la base ad andare alle urne, sembra di capire che il rischio di una sconfitta capace di bocciare la sua amministrazione e paralizzarla sia piuttosto alto.
Parlando per quasi due ore al termine della giornata inaugurale della prima Convention mai tenuta dal Gop in vista delle midterm, Trump ha fatto segnare diversi record politici. La sostanza però è che così ha trasformato la consultazione per rinnovare la Camera e un terzo del Senato in un referendum su se stesso. È sempre così, in realtà, perché le elezioni di metà mandato offrono agli americani la possibilità di esprimere il loro giudizio sui primi due anni dell’amministrazione, e in caso paralizzarla consegnando la maggioranza del Congresso all’opposizione. Il capo della Casa Bianca però ha abbracciato questo esame, mettendo la sua faccia sull’intera campagna elettorale. Un atto di coraggio, per certi versi, o di sbruffona convinzione della sua capacità di attirare voti, nonostante i sondaggi diano la sua popolarità intorno al 30%. Così si è chiuso ogni via di fuga, perché se i repubblicani non vinceranno a novembre, sarà impossibile scaricare sui loro candidati la colpa della sconfitta.
Il discorso fiume in realtà è stato soprattutto uno show a uso e consumo della base Maga, peraltro tenuto davanti a parecchi sedili vuoti nell’arena di Dallas, per motivare i propri sostenitori, perché la bassa affluenza potrebbe essere la sua condanna. L’unica vera sorpresa è stata la promessa di soldi in cambio dei voti, camuffata però da effetto positivo dei successi economici: “Quello che stiamo facendo, perché l’abbiamo fatto così bene, e perché il nostro paese sta guadagnando così tanti soldi, consente solo a me di farvi questa promessa: se i repubblicani vinceranno la Camera dei Rappresentanti e il Senato degli Stati Uniti, entrambi, grazie al nostro enorme successo economico, mai visto prima nella nostra storia, emetterò un dividendo a ogni cittadino adulto degli Stati Uniti d’America per 5.000 dollari”. Da battezzare, ovviamente, il “dividendo Trump”. Servirebbe oltre un trilione di dollari, ossia mille miliardi, stanziati dal Congresso, ma come arrivarci è un altro discorso.
In precedenza, Trump aveva insistito sul messaggio che lui aiuterà i repubblicani a sfidare le tendenze storiche vincendo le elezioni di metà mandato, perché in genere penalizzano il partito del presidente: “Quando sono nella lista, i repubblicani vanno sempre molto bene. Abbiamo vinto la presidenza tre volte”, ripetendo la solita bugia di aver prevalso anche nel 2020. Quindi ha lanciato il suo appello agli elettori: “Vi sto chiedendo di fingere che io sia sulla scheda elettorale, solo un’altra volta. Perché se perdiamo, perderete il vostro confine, i tagli fiscali, la sicurezza e protezione”. Per evitarlo, ha promesso di fare campagna in tutti i seggi più contesi, che secondo lui sono circa 35: “Andrò in ognuno di quegli stati per deputati e senatori e faremo comizi”.
Ha usato l’arma della paura, cercando di dipingere i democratici come pericolosi estremisti: “C’è una piccola nuvola malata e pazza sul nostro paese, ma sconfiggeremo il comunismo in America”. Ha attaccato il candidato senatoriale democratico in Texas, James Talarico, dipingendolo come un pazzo scatenato.
Ha ripetuto che vuole rinominare il New Mexico come New America, e ha difeso la guerra in Iran: “Serviva ad evitare che avesse l’arma nucleare. Stiamo vincendo, ma potrei presto colpire anche i siti nucleari della Pickaxe Mountain”. Hormuz invece è aperto, secondo lui, e “dovremmo ribattezzarlo Stretto di Trump”. Ha trovato anche il tempo anche di difendere la costruzione della sala da ballo alla Casa Bianca, e bocciare la campagna acquisti della squadra di basket locale. Oggi si ripeterà, tirando le conclusioni della Convention dopo il discorso del vice Vance. Ha promesso di parlare meno, nella convinzione o nella speranza di aver già cambiato il corso delle elezioni.
(da Repubblica)
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Settembre 10th, 2026 Riccardo Fucile
PARLA LUCA SFORZINI, CACCIATO DA FUTURO NAZIONALE: “LEALE COLLABORAZIONE? CHIEDETE A SALVINI”…”IL PROGRAMMA ORA INSEGUE UN INTEGRALISMO CATTOLICO FUORI DAL TEMPO”
Il piano di Roberto Vannacci prevede di «fagocitare» Giorgia Meloni. «A Palazzo Chigi vuole andarci lui», giura Luca Sforzini, ideologo di Futuro Nazionale recentemente cacciato dal generale. Che in effetti nei giorni scorsi ha detto che la premier «sarebbe un ottimo presidente della Repubblica». Anche se la sua elezione al Quirinale nella prossima legislatura libererebbe chiaramente un posto alla presidenza del Consiglio per lui. Sforzini, cacciato dopo una lite con il “Barone Nero” Roberto Jonghi Lavarini a Milano, dice oggi a La Stampa che pensava a Vannacci «come a un De Gaulle italiano. Mi sono sbagliato di grosso».
L’ex ideologo e il generale
Sforzini dice di venire «dalla covata di Antonio Del Pennino, Pri milanese, vicesindaco ai tempi di Carlo Tognoli. Il mio imprinting culturale e politico è quello: laico, atlantico, amico di Israele. La mia è una destra storica. Circa un anno fa mi incontro con il generale Vannacci a Verona. Appuntamento in hotel, mattina presto, a fare colazione e definire strategie. Vannacci era ancora nella Lega. Quel giorno stringiamo un patto: mi sarei occupato di elaborazione politica e del centro studi. Chiesi prima ovviamente le coordinate. E il generale mi rispose, risoluto: liberale e atlantico. Bene. E invece ecco dov’è finito. A un passo dalla legge Scelba e dalla legge Mancino».
La cacciata e le cornacchie nere
Vannacci ha cacciato Sforzini «senza una telefonata, né una contestazione. Con un comunicato stampa. Va da sé che è contro ogni disposizione statutaria. Non che mi interessi. Ma i modi dicono molto: lì dentro vige una concezione autoritaria, antidemocratica e settaria». E racconta: «C’è stato un periodo in cui ci sentivamo via Whatsapp anche tre volte al giorno. Dopo, no. È nato un cerchio magico di poche persone che lo attorniano, toscano-centrico, ristretto tra Viareggio e Marina di Pietrasanta. Io le chiamo le “cornacchie nere”». Tra gli esempi «potrei citare quel responsabile regionale del Veneto che ha scritto in un comunicato “l’Islam è incompatibile con l’Italia”. A parte il piccolo particolare della Costituzione che garantisce libertà di religione a tutti, mi domando: nel nostro contesto geopolitico come pensa quel signore di dialogare con i Paesi del Mediterraneo produttori di petrolio?».
Razzismo, antisemitismo, xenofobia
Sforzini sostiene che sentimenti come razzismo, antisemitismo, xenofobia, omofobia, rabbia contro le donne sono «presenti massivamente nel partito. Ora, un conto è farsene carico, rielaborarli in modo da non escluderli dalla politica per non ripetere l’errore commesso negli Anni 70 con gli extraparlamentari di sinistra, altro conto è consegnargli le chiavi di casa». E dice che la rottura vera si è consumata «sulla seconda parte del programma di Futuro Nazionale. La prima l’avevamo redatta noi sulla base di alcuni concetti di buon senso. La seconda, con mia sorpresa, introduce concetti che non stanno né in cielo né in terra. Tipo l’elogio del patriarcato mediterraneo. Il programma ora insegue un integralismo cattolico fuori dal tempo».
Le donne
Sul femminicidio «mi aveva girato alcuni testi di Lorenzo Gasperini (professore di filosofia, di Cecina, in provincia di Livorno, nda) sul rapporto tra uomo e donna, da mettere sul sito. Quando in casa ho letto i passaggi sull’uomo che deve essere sovraordinato alla donna, abbiamo strabuzzato gli occhi, io, mia moglie, mia figlia. Ho lasciato cadere». Poi la conclusione: il generale non prenderebbe ordini da una donna come Meloni: «Vannacci progetta di fagocitarla. A palazzo Chigi vuole andarci lui. Quanto alla leale collaborazione, chiedere a Matteo Salvini».
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2026 Riccardo Fucile
MONSIGNOR HEINER WILMER ACCUSA IL PARTITO NEONAZISTA DI DIFFONDERE UN “NAZIONALISMO ETNICO” INCOMPATIBILE CON IL CRISTIANESIMO E LA DEMOCRAZIA… “CI OPPONIAMO A CHI METTE LA PAURA CONTRO LA SOLIDARIETA'”
«AfD ha uno stampo etno-nazionalista. Non c’è posto per questa ideologia basata sul
nazionalismo etnico né dentro né fuori dalla casa di Dio, né nel Cristianesimo, né nell’Ebraismo, né nell’Islam». Nella prima uscita pubblica di rilievo dopo le elezioni in Sassonia, che hanno visto la vittoria del partito di ultradestra AfD, il capo dei vescovi tedeschi Heiner Wilmer ha preso duramente posizione contro la formazione guidata da Alice Weidel.
La paura non può sostituire la solidarietà
«Le elezioni nella Sassonia-Anhalt – esordisce il vescovo di Muenster – hanno mostrato, senza mezzi termini, come un partito radicale è stato legittimato democraticamente dalla volontà degli elettori ottenendo la maggioranza. Sono rimasto senza parole di fronte a questo risultato elettorale, ma sono determinato nel prosieguo del mio operato. Come Chiesa non ci tiriamo indietro. Al contrario: ci opponiamo quando la paura viene messa contro la solidarietà. Ci opponiamo quando le persone vengono schierate l’una contro l’altra. Ci opponiamo quando le istituzioni democratiche vengono indebolite».
No alle interpretazioni religiose
Nel suo discorso, il capo dei vescovi tedeschi ha anche puntato il dito contro le «interpretazioni religiose» e le «visioni del mondo che promettono risposte facili alle grandi questioni culturali del nostro tempo», che costruiscono «un nuovo Anticristo» e «non si fanno scrupoli a strumentalizzare la ricerca di orientamento e il bisogno di protezione di molte persone».
Wilmer non è solo
Le parole di Wilmer non rappresentano una presa di posizione isolata, ma si inseriscono in una linea ufficiale adottata dalla Conferenza Episcopale da parte delle Chiese di tutto il mondo. Già nel documento dottrinale approvato dai vescovi tedeschi nel 2024 era stato affermato che il nazionalismo etnico nega la dignità delle persone e che le formazioni politiche ispirate a questo tipo di ideologia non possono costituire un luogo d’impegno per i cristiani né essere compatibili con incarichi ecclesiastici.
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2026 Riccardo Fucile
LE INCOLPEVOLI CASALINGHE DOVRANNO SORBIRSI I PISTOLOTTI “MAGA” DEL GIOVANE FIGHETTO DELLA DESTRA CONSERVATRICE ITALIANA, A CUI SPETTERÀ IL RUOLO DI BILANCIARE “L’ANTIFASCISTA” SERENA BORTONE
Cambia il bancone di Bar Centrale. Il people show del sabato pomeriggio di Rai1 condotto da Elisa Isoardi riparte il 3 ottobre alle 14 e, per quanto risulta a Fanpage.it, lo farà con un volto nuovo tra gli ospiti fissi: Francesco Giubilei, editore e saggista, fondatore del think tank Nazione Futura e attuale direttore scientifico di Fondazione Alleanza Nazionale, è pronto a prendere il posto di Davide Rondoni nel parterre degli opinionisti che nella prima stagione ha affiancato la conduttrice insieme a Serena Bortone, Rosanna Lambertucci e Gigi Marzullo.
Il poeta non sparirebbe del tutto dal format. Secondo quanto apprende Fanpage.it, per Rondoni si profila una presenza ridotta e affidata soprattutto ai collegamenti esterni, con apparizioni saltuarie e non più la continuità settimanale in studio. Un ridimensionamento del ruolo, insomma, più che un’uscita […].
Il nome di Giubilei risponderebbe a un’idea di Angelo Mellone, direttore dell’Intrattenimento Day Time, che a Bar Centrale vorrebbe costruire un equilibrio esplicito tra sensibilità opposte. Da un lato Bortone, dall’altro un opinionista che nel dibattito pubblico italiano occupa una posizione dichiaratamente conservatrice.
Il risultato prevedibile è un tavolo dove il confronto può accendersi in fretta. Del resto, il meccanismo ha già funzionato: nella scorsa stagione le frizioni tra Bortone e Lambertucci sono state uno degli ingredienti che hanno dato ritmo alla fascia. Con Giubilei il terreno di scontro si sposterebbe però dal piano dei toni a quello delle idee, con un potenziale di attrito più alto in una collocazione, il primo pomeriggio del sabato, storicamente lontana dal talk politico.
Stando a quanto apprende Fanpage.it, la scelta di Francesco Giubilei come nuovo opinionista del fortunato programma del sabato pomeriggio di Rai1 avrebbe sollevato più di un malumore
(da Fanpage)
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Settembre 10th, 2026 Riccardo Fucile
IL FENOMENO RIGUARDA SEMPRE DI PIU’ I GIOVANISSIMI. I CASI SONO IN AUMENTO NELLA FASCIA TRA I 15 E I 29 ANNI – AUMENTANO LE RICHIESTE DI AIUTO DI CHI SOFFRE DI DISAGIO – SECONDO L’ISTAT IL SUICIDIO È LA SECONDA CAUSA DI MORTE DOPO GLI INCIDENTI STRADALI
Ogni giorno 10 persone in Italia si tolgono la vita. Sono quasi 4 mila l’anno,
prevalentemente maschi, di ogni età. Emergono però segnali di allarme soprattutto nei giovani: in questa fetta della popolazione si registra una crescita costante della sofferenza e della richiesta di aiuto, al punto che più della metà degli utenti che si rivolgono a Telefono Amico Italia, il servizio di ascolto che supporta le persone in stato di disagio emozionale e potenzialmente a rischio di suicidio, ha meno di 35 anni.
Sono i dati emersi in vista della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio del 10 settembre. “Intorno al fenomeno c’è da sempre un tabù che porta a non parlarne, a nascondere i pensieri suicidari, ma questa tendenza non fa altro che aggravare la situazione: parlarne è infatti il primo modo di prevenire”, dice la presidente di Telefono Amico Italia, Cristina Rigon.
Negli ultimi anni le richieste a Telefono Amico che, oltre al tradizionale numero di telefono (0223272327), si avvale oggi di un numero WhatsApp (3240117252) e di una mail (mail@micatai), sono cresciute. Nei primi sei mesi del 2026 il servizio ha ricevuto oltre 4.200 chiamate, con un incremento del 24% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Lo scorso anno le richieste di aiuto complessive erano state oltre 7.500, con un aumento dell’8% rispetto al 2024. “I nostri dati possono essere letti in due modi: se da una parte sono un segno dell’aumento del disagio, dall’altro dimostrano che le persone sempre più trovano il coraggio di chiedere aiuto”, spiega Rigon.
In questo scenario, cresce l’attenzione ai giovani. “Negli ultimi 5 anni stiamo assistendo ad un chiaro aumento di manifestazioni di sofferenza psichica correlate alla suicidalità tra i giovani”, spiega la neuropsichiatra Michela Gatta.
“La prevenzione più efficace consiste nell’intercettare presto il malessere”, aggiunge. Attenzione, quindi ai segnali di allarme, come un calo ingiustificato del rendimento scolastico, la comparsa di marcata irritabilità o tristezza e la perdita di interessi.
Richiedono attenzione anche l’isolamento, l’abuso di alcol o sostanze, i giudizi negativi su se stessi, eventuali comportamenti autolesionistici, i riferimenti espliciti alla morte o il gesto di donare e ordinare improvvisamente i propri oggetti personali.
“Per genitori, insegnanti e coetanei il punto chiave è prendere sul serio ogni cambiamento improvviso, anche quando il ragazzo o la ragazza minimizzano”, conclude la neuropsichiatra. Intanto, in vista della Giornata mondiale, Telefono Amico Italia ha esteso il servizio di ascolto telefonico rendendolo attivo 24 ore su 24.
“Quando non si riesce a dormire e si è alle prese con un intenso dolore mentale o con altre difficoltà che minano il proprio equilibrio emotivo, la sofferenza può apparire ancora più intensa”, osserva Maurizio Pompili, ordinario di Psichiatria alla Sapienza Università di Roma. “In queste circostanze, poter chiedere aiuto e trovare un sostegno adeguato può fare la differenza nella prevenzione del suicidio”.
(da agenzie)
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