BOLSONARO JR NON POTEVA ENTRARE IN ARGENTINA. SECONDO LA RIFORMA MIGRATORIA DI MILEI L’OMISSIONE O LA FALSIFICAZIONE DI INFORMAZIONI RELATIVE A PRECEDENTI PENALI E A PROCEDIMENTI GIUDIZIARI IN CORSO (QUESTO IL CASO DI BOLSONARO JR) COSTITUISCE MOTIVO DI RESPINGIMENTO O DI ESPULSIONE. MA PER GLI AMICI LE NORME SI INTERPRETANO.
E BOLSONARO PARE CHE ABBIA GODUTO DI UN TRATTAMENTO “DIPLOMATICO” CHE COMPORTA ALCUNI PRIVILEGI, TRA CUI IL MANCATO ESAME DEI BAGAGLI, PUR NON AVENDO UN PASSAPORTO DIPLOMATICO VALIDO, MA SOLO QUELLO ITALIANO. MA ANCHE IN QUESTO SECONDO CASO EMERGONO IRREGOLARITÀ
Flavio Bolsonaro, secondo la riforma migratoria approvata da Milei l’anno scorso,
non poteva entrare legalmente in Argentina. Il decreto 366, all’articolo 29, stabilisce in modo chiaro che l’omissione o la falsificazione di informazioni relative a precedenti penali e a procedimenti giudiziari in corso – questo il caso di Bolsonaro – costituisce motivo di respingimento o di espulsione. Tale misura, sottolinea il decreto, rientra nelle politiche di sicurezza interna volte a limitare l’ingresso o la permanenza di persone con procedimenti pendenti o condanne all’estero.
Un restringimento delle maglie dell’immigrazione che rappresenta una grande conquista per il governo Milei.
Ed è la politica chiave della ministra della Sicurezza Alejandra Monteoliva, che più volte ha guidato le operazioni all’aeroporto Aeroparque di Buenos Aires per impedire l’ingresso nel Paese agli stranieri non in regola. “Chiunque abbia precedenti penali, documenti irregolari o non soddisfi i requisiti non sarà ammesso”, ha dichiarato in un video pubblicato su X il mese scorso, in cui si vantava di aver espulso o respinto almeno 20mila clandestini. “In Argentina ora c’è la legge e l’ordine” esclamava nel video.
Quanto a Bolsonaro, secondo la stampa argentina, pare che abbia goduto di un trattamento ‘diplomatico’ che comporta alcuni privilegi, tra cui il mancato esame dei bagagli, pur non avendo un passaporto diplomatico valido, ma solo quello italiano. Ma anche in questo secondo caso emergono irregolarità: ogni turista europeo che non sia un passeggero in transito da un volo a un altro, per entrare in Argentina deve presentare obbligatoriamente, sempre secondo il nuovo decreto, un’ assicurazione medica per la durata del viaggio, il biglietto di ritorno e una prenotazione di un hotel o altre sistemazioni legali.
(da agenzie)
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