Settembre 21st, 2019 Riccardo Fucile
CITTADINANZA AI FIGLI DI STRANIERI CHE HANNO STUDIATO IN ITALIA E ASSEGNI FAMILIARI FIN DAI PRIMI MESI DI GRAVIDANZA
Archiviato il ddl Pillon, il nuovo ministro per le Pari opportunità e la Famiglia del governo
Conte Bis, Elena Bonetti, apre a un nuovo Family Act che tuteli famiglie e bambini.
Ma non solo. Al centro della proposta dell’ex professoressa di matematica dell’università Statale di Milano c’è lo Ius Culturae: «Un bambino, figlio di stranieri, che concluda un ciclo di studi nel nostro paese deve avere la cittadinanza italiana», ha chiarito Bonetti in un’intervista a La Stampa, «se lo Stato investe nella formazione di una persona, poi è giusto che la valorizzi. Diversamente, è come far allenare un giocatore tutta la settimana e poi tenerlo in panchina»
Sono tanti i giocatori in panchina, nati, cresciuti e formati sul campo italiano che attendono di ricevere un riconoscimento ufficiale.
L’idea del nuovo Governo Conte, nelle parole di Bonetti, è quella di «porre il tema della famiglia, con un progetto di sistema che combatta la denatalità e rimetta l’educazione al centro».
Asilo gratis
Tra le idee avanzate dal ministro della famiglia c’è l’asilo gratis e l’assegno unico che, dice Bonetti, «hanno un doppio significato».
«Da una parte — continua — incentivare il ritorno al lavoro dopo la gravidanza, dall’altra riconoscere il valore dell’educazione e lottare contro le sacche di diseguaglianza che si creano già nella prima infanzia».
Ma come? L’idea del nuovo ministro è di garantire un assegno mensile che, secondo le già avviate proposte di legge, potrebbe partire da 200/300 euro Un assegno che aiuti la famiglia «dagli ultimi mesi di gravidanza all’età adulta di ciascun figlio».
Ma non solo. L’idea è quella di «calmierare l’Iva su una serie di prodotti necessari per cura ed educazione del bambino». E se le mamme potranno tornare al lavoro con più serenità , anche ai padri dovrà essere concessa più flessibilità in quella che Bonetti definisce «un’alleanza che comprenda famiglia, scuola, Stato e terzo settore. Apprezzo il modello francese, ma possiamo crearne uno italiano inedito».
Ius Culturae
Un errore non averlo approvato nella precedente legislatura, continua Bonetti che ha le idee chiare sull’assegnazione della cittadinanza: «I bambini nati e cresciuti qui e che chiudano un ciclo scolastico come le elementari o le medie,devono avere la cittadinanza. La loro identità è italiana. Lo Stato investe su di loro con un percorso educativo e poi li ostacola: che senso ha? Si creano solo situazioni di disagio».
(da agenzie)
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Settembre 21st, 2019 Riccardo Fucile
SCOPPIA LA RIVOLTA, AGENTI E FUNZIONARI IN FUGA DAL REPARTO, CHIEDONO IL TRASFERIMENTO QUASI LA META’ DEGLI ADDETTI ALL’INFORTUNISTICA
Su circa 25 tra funzionari e agenti di polizia locale che compongono la sezione Infortunistica, il nucleo che si occupa delle indagini sugli incidenti con i feriti più gravi o persone decedute, dieci hanno chiesto nelle ultime settimane di essere trasferiti ad altro ufficio.
Con il rischio di lasciare sguarnita quella che è stata elogiata come «eccellenza genovese» anche dallo stesso procuratore capo Francesco Cozzi.
Un allarme lanciato da Fulvio Monfrecola, segretario ligure del sindacato Csa: «È il segno di un malessere dovuto alle direttive giunte a più riprese dal comandante della polizia locale, Gianluca Giurato, che contesta una scarsa produttività dei colleghi perchè elevano poche sanzioni. E in base a quei numeri, chiede più multe e ventila ripercussioni su valutazioni e premi. Ma l’infortunistica si occupa di altro, rispetto alle bollette. Non vorremmo che fosse in pericolo l’esistenza di questa sezione».
Sulle domande di trasferimento, l’assessore leghista Garassino commenta che «se qualcuno non si trova bene in un posto e vuole andarsene, nessuno lo impedisce».
A febbraio era stato annunciata una riorganizzazione di alcuni uffici, che comprendeva l’accorpamento dell’infortunistica a un’altra sezione, l’autoreparto. Una strada che non era stata intrapresa, anche a seguito dell’interessamento del procuratore Cozzi, che aveva sottolineato quanto fosse importante, per la procura, avere investigatori specializzati nelle indagini sugli incidenti.
A maggio poi i sindacati avevano già denunciato come Giurato avrebbe chiesto un numero maggiore di sanzioni, ventilando la possibilità che, senza un risultato tangibile su questo versante, sarebbero partite procedure di “warning”, un avvertimento disciplinare.
(da “il Secolo XIX”)
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Settembre 21st, 2019 Riccardo Fucile
L’ENNESIMA VERGOGNA A GENOVA SU INIZIATIVA DI UNA CONSIGLIERA LEGHISTA …. HANNO INFANGATO L’ITALIA ISTIGANDO ALL’ODIO E PARLANO DI DECORO
C’era una volta a Sestri il muro della gentilezza, dove i meno fortunati potevano prendere
gratuitamente sciarpe e giacconi pesanti per ripararsi dal freddo, sulla scia dei “wall of kindness” sorti un po’ ovunque in Italia e all’estero, come quello a Mashhad in Iran o a Uppsala in Svezia, i più fotografati sul web.
Quello di Genova era nato da un’iniziativa silenziosa e anonima nella settimana di San Valentino, a febbraio: “Hai freddo? Prendi”, recitava il cartello vicino agli indumenti appesi su grucce alla cancellata della stazione.
C’era, perchè da ieri non esiste più, “smantellato” su suggerimento della capogruppo della Lega al municipio VI Medio Ponente, la consigliera Teresa Lapolla: «Dopo mia sollecitazione finalmente RIMOSSO (tutto maiuscolo, ndr). Nessuno può modificare a suo piacimento le regole di buona creanza e civico rispetto”
Ma nel quartiere sono sorti i primi malumori: «Qualche vestito pulito e ordinato non reca alcun disturbo, anzi, voleva essere un gesto etico e per un vivere solidale». A parlare è F., infermiera di Sestri, che aveva lanciato l’iniziativa in maniera anonima per evitare strumentalizzazioni: «Sono davvero molto dispiaciuta. Vero, esistono luoghi destinati alla raccolta di abiti usati ma non tutti, vuoi per vergogna o altro, vanno in coda fuori dalla Caritas a chiedere gli indumenti — spiega — I “wall of kindness” sono ormai una consuetudine in molte capitali europee e in molte città italiane, sono davvero delusa e amareggiata: in questi mesi ho visto anziani in difficoltà approfittare degli abiti a disposizione, ho visto la solidarietà dei sestresi che mettevano in circolo i loro abiti ancora buoni per donarli a chi è in difficoltà ».
(da agenzie)
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Settembre 21st, 2019 Riccardo Fucile
CONTINUANO GLI ARRIVI A LAMPEDUSA, 108 CON MEZZI AUTONOMI… OCEAN VIKING DENUNCIA: “NEGATO SBARCO A MALTA DI UN NEONATO DI SETTE GIORNI”
Solo stanotte a Lampedusa ne sono arrivati 108 ma sarebbero stati quasi 200 se la Guardia costiera tunisina, mettendo in campo uno sforzo particolare sollecitato dalle autorità italiane, non avesse fermato altri cinque barchini che stavano per partire in direzione dell’Italia.
E dalla composizione dei 75 migranti fermati arriva la conferma dell’allarme lanciato dall’intelligence italiana: i trafficanti di uomini hanno messo le mani sulla rotta, più breve e più sicura, dalla Tunisia alla Sicilia, quella dei cosiddetti sbarchi autonomi che nel 2019 hanno portato in Italia 5.500 delle 6.500 persone arrivate.
Dei migranti fermati ieri in Tunisia mentre stavano per salire sui cinque barchini, la metà sono infatti dell’Africa subsahariana: ivoriani, camerunensi, gambiani.
E molti subsahariani erano anche sulle due imbarcazioni approdate stanotte a Lampedusa: un barcone con 92 persone individuato da una motovedetta della Guardia di finanza quando era solo ad un miglio dall’isola, e un barchino con altre 16 persone. Adesso nell’hotspot che scoppia ci sono circa 300 persone. E si profila un’emergenza perchè le previsioni meteo in peggioramento fanno temere il mancato arrivo del traghetto che dovrebbe trasferire parte dei migranti.
E intanto, alla vigilia dell’atteso vertice di Malta di lunedì tra i ministri dell’Interno dei Paesi che lavorano all’accordo sul meccanismo automatico di redistribuzione, da Msf parte un duro attacco ai governi europei.
“L’ordine di sbarcare solo 35 dei 217 naufraghi soccorsi a bordo della Ocean Viking,è un’altra vergognosa dimostrazione delle disumane politiche migratorie europee. I leader europei stanno usando le persone soccorse come pedine mentre discutono e negoziano ridistribuzioni e ricollocamenti”.
Ieri sera, infatti, Malta ha acconsentito ad accogliere soltanto l’ultimo dei quattro gruppi di migranti salvati dalla nave umanitaria, quelli soccorsi in zona Sar maltese su richiesta della sala operativa de La Valletta.
Gli altri 182, tra cui un neonato di soli 7 giorni, restano a bordo della nave umanitaria che, dopo aver rifiutato il porto di Al Khoms offerto dalla Libia, ha chiesto a Italia e Malta di poter sbarcare i migranti senza ottenere alcuna risposta.
“Nonostante i recenti segnali positivi, la burocrazia europea e futili ragionamenti hanno ancora una volta prevalso sulla sicurezza e il benessere di uomini, donne e bambini vulnerabili – perfino di un neonato – a cui è stato negato il diritto di sbarcare tempestivamente a terra, dopo essere sopravvissuti a un’ordalia di violenze in Libia e alla traversata mortale del Mediterraneo – accusa Msf – Sembrava che in vista dell’incontro a La Valletta di lunedì, i leader europei fossero sul punto di iniziare a cambiare politiche migratorie che sono costate innumerevoli vite nel Mediterraneo. Ma ora hanno perso di nuovo l’occasione di dimostrare qualunque effettivo e onesto impegno verso il destino delle persone soccorse in mare. Le 182 persone sulla Ocean Viking – conclude la nota di Msf – aspettano di ricevere un porto sicuro “.
(da agenzie)
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Settembre 21st, 2019 Riccardo Fucile
GIUDIZIO NEGATIVO DEL 64% DI ELETTORI PD… META’ ELETTORI FORZA ITALIA POSITIVI… SU 10 VOTI CIRCA 6 ARRIVANO DAL PD, 1 DAL CENTRODESTRA E 2-3 DA ALTRE FORZE POLITICHE E DA ASTENSIONISTI
C’è un nuovo sondaggio sulla neonata avventura politica di Matteo Renzi.
All’indomani dell’annuncio della scissione nel Pd, Italia Viva, il partito lanciato dall’ex premier, è al 4,4% dei consensi. È il dato che emerge dall’ultimo sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera.
Una decisione, quella di Renzi, che ha colto di sorpresa gli italiani viste le tempistiche e gli sforzi fatti dal senatore dem per forgiare un’alleanza giallorossa ora all’esecutivo. La scissione in casa dem è giudicata positiva solo dal 28% degli intervistati, tra cui prevale sfiducia nei confronti del nuovo partito di Renzi.
Significativo il dato relativo agli elettori Pd, il cui 64% ha un giudizio negativo sull’uscita di Renzi dal Partito Democratico. Diversa, invece, forse a sorpresa, l’opinione tra gli elettori di Forza Italia divisa tra giudizi positivi (48%) e quelli negativi (50%).
Non convince neanche il ruolo che la nuova formazione potrà avere all’interno del governo. Secondo il 38% degli intervistati il neonato partito di Renzi indebolirà l’esecutivo, mentre il 35% è incerto sul futuro degli eventi.
Il giudizio più negativo arriva dagli elettori della Lega, la cui maggioranza, il 64%, crede che la scissione renziana non porterà giovamento al governo M5S-Pd.
Altro dato significativo sul presente e il futuro del gruppo di Renzi è dato dal successo di questa operazione. Secondo i dati del Corriere, ben il 67% dell’opinione pubblica è convinta che Italia Viva non riuscirà a raccogliere consensi, limitando di fatto la sua capacità di influenzare la politica italiana.
Per il 16% la formazione di centrosinistra potrebbe invece diventare un bacino di voti per i riformisti, moderati ed europeisti.
Il 35% degli intervistati pensa che Italia Viva raccoglierà consensi in particolar dal centrosinistra, mentre il 25% vede il nuovo partito attirare voti sia dall’ala di centrosinistra che dal centrodestra.
Ma uno dei quesiti più attesi è quale sarà il peso di Italia Viva in un eventuale prossima tornata elettorale.
Quanto vale il partito di Renzi? Nel neo sondaggio, la formazione guadagnerebbe il 4,4% dei consensi, corrispondenti al 2,8% degli elettori totali (circa 1,4 milioni di italiani), 64% dei quali provenienti dal Partito Democratico, il 12% da partiti di centrodestra (Lega, FI, FdI), 12% da altre forze politiche e il 12% da astensionisti attratti dal nuovo soggetto politico.
(da agenzie)
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Settembre 21st, 2019 Riccardo Fucile
TRA GLI ANALISTI EMERGONO DIVERSE PERPLESSITA’
Per la sondaggista Alessandra Ghisleri Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, ha un potenziale
elettorale tra il 4 e il 6 per cento.
Antonio Noto, di Ipr Marketing, lo stima al 5 per cento. Per Roberto Weber di Ixè si fermerebbe al 3,8.
Queste le prime valutazioni degli esperti, a pochi giorni dall’annuncio della nuova creatura lanciata dall’ex leader del Pd.
Per Ghisleri, che ha presentato i suoi dati a Porta a porta, Renzi ruba il 3 per cento al Pd, più un punto a +Europa, mezzo punto gli viene da Forza Italia.
È un dato indicativo, premette la sondaggista, una prima rilevazione. Ma è già una fotografia, che coincide con quella scattata da Noto. “Noi lo stimammo dopo le dimissioni da premier, nel gennaio 2017, in quel momento il suo ipotetico partito valeva il 10 per cento. Ha perso la metà dei consensi da allora. Anche per me leva il 3 per cento al Pd, un punto a Forza Italia e uno a un elettorato non fidelizzato. Bisogna capire se questo cinque per cento rappresenta l’inizio o la fine”
Fa breccia nel bacino moderato? “Ma parliamo di un mercato che non esiste in questo momento. E poi Renzi non lo è nè nei torni nè nei contenuti. I suoi temi sono nutriti di emotività . E del resto gli elettori oggi chiedono questo ai leader: messaggi forti”.
Dello stesso avviso è Weber. “I voti moderati non sono determinanti, basta vedere come sta crescendo Fratelli d’Italia. Prevale la radicalizzazione. Il rancore è ancora molto elevato”.
È stato notato che inizialmente sia Futuro e Libertà di Gianfranco Fini che Leu, dopo la scissione dal Pd, vennero stimati con proiezioni molto più alte, e che poi si sono sgonfiati alla prova dei fatti.
“Il tasso di fiducia personale di Renzi è molto basso” fa notare Weber. Il partito di Conte, è stata la rivelazione di Weber per la trasmissione di Rai3 Carta Bianca, ha come potenziale (quelli che sarebbero disposti a votarlo con una probabilità elevata), addirittura dell’11 per cento.
“Renzi una chance ce l’ha” osserva il politologo Roberto D’Alimonte, esperto di sistema elettorali. “Anche se ultimamente Renzi ha scontato l’effetto antipatia. La sua decisione è comunque tardiva. Doveva farlo quando perse con Bersani, ed era il rottamatore. Non lo è più. Ora vedo che si batte per il ripristino del proporzionale, ma questo potrebbe voler dire che intende mantenere le mani libere per giocare a tutto campo”.
(da agenzie)
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Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
LA MELONI VUOLE CHE IL POPOLO POSSA TORNARE A VOTARE, MA LEI A VOTARE NON CI VA, ANCHE SE E’ PAGATA PER QUELLO
La Camera ha negato l’autorizzazione all’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del deputato di Forza Italia Diego Sozzani.
L’esito del voto ha creato un caso nella maggioranza con i deputati del MoVimento 5 Stelle che sono corsi ad attaccare gli alleati del PD, perchè loro certe cose non le fanno (tranne quando c’è da salvare Salvini).
Nel centrodestra la situazione ha preso una piega involontariamente comica grazie a Giorgia Meloni.
La leader di Fratelli d’Italia due sere fa era a Porta a Porta dove ha spiegato che il suo partito ha votato no all’arresto di Sozzani perchè «l’arresto sarebbe stato sul piano giuridico una forzatura importante».
Questo anche se la proposta della Giunta per le autorizzazioni a procedere era favorevole all’arresto.
Ma la Meloni non ha saputo spiegare il perchè del voto contrario perchè «sulla questione specifica non sono competente».
Nel senso che Giorgia Meloni ha ammesso di non avere la minima idea sul perchè è stato richiesto l’arresto di Sozzani (altrimenti avrebbe potuto esprimere un parere sul tema) o perchè il suo partito ha votato contro.
Che abbia voluto evitare di lasciare tracce per un’ennesima figuraccia come quella raccontata da Monti su quando la Meloni votò a favore della legge Fornero e del pareggio di bilancio (ma al voto finale era assente..)?
La cosa divertente è che la Meloni ha candidamente ammesso che lei in Aula non c’era, quindi non ha nemmeno votato.
Il che se ci si pensa è perfettamente logico. Qualche settimana fa quando a Montecitorio si votava per la fiducia al governo Conte la Meloni era fuori dal palazzo per gridare contro i poltronari dell’inciucio PD-M5S.
E a chi le faceva notare che lei di poltrone ne aveva due, essendo consigliere comunale a Roma oltre che deputata, la leader di FdI rispondeva che prendeva un solo compenso e non un doppio stipendio come suggerito da alcuni.
Incuriositi dall’assenza di Giorgia Meloni ad un voto così dirimente come quello sulla vicenda dell’onorevole Diego Sozzani siamo andati a curiosare su Openpolis da dove emerge che l’onorevole Meloni ha talmente in odio quelli imbullonati alla poltrona che non è tra i deputati più presenti.
Risulta infatti aver partecipato ad appena il 24.65% delle votazioni elettroniche in Aula mentre per il 75,35% dei casi è risultata assente.
(da agenzie)
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Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
RIUNIONE CON CONTE, GUALTIERI, GUERINI E BONAFEDE E IMPEGNO A TROVARE LE RISORSE NECESSARIE ENTRO BREVE TEMPO
L’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, l’aveva promesso: dal Viminale sarebbero dovuti
arrivare i fondi per pagare gli straordinari (già effettuati nel 2018 e 2019) degli agenti della polizia di Stato. Quella promessa, però, non è stata mantenuta.
A inizio settembre, infatti, il Viminale ha fatto sapere che i soldi necessari per coprire i costi e poter pagare gli straordinari non sono stati stanziati.
E sono, quindi, rimasti semplici annunci dell’ex ministro dell’Interno a cui non hanno fatto seguito atti concreti
Questa mattina Conte ha incontrati i ministri della Difesa, dell’Interno, della Giustizia e dell’Economia. E ha deciso, secondo quanto fa sapere Palazzo Chigi, di proseguire con un’iniziativa che permetta di finanziare gli straordinari delle forze di polizia (come da pressioni della Lamorgese)
Il governo prende quindi l’impegno di trovare le risorse per pagare gli straordinari: “La sicurezza dei cittadini è al centro dell’agenda politica di questo Governo: a tal proposito è fondamentale prestare massima attenzione alle esigenze delle donne e degli uomini che la garantiscono ogni giorno. Per questo motivo è stata ribadita la necessità di adottare ogni utile iniziativa per il finanziamento anche degli straordinari per le forze di polizia”.
Alla riunione hanno partecipato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede e il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Il vertice è servito proprio per discutere del personale del comparto difesa e sicurezza, soffermandosi sul riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle forze armate.
I sindacati di polizia hanno espresso soddisfazione per questo impegno concreto, ora si attende con più fiducia.
(da agenzie)
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Settembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
ESSERE IGNORANTI PUO’ ANCHE NON ESSERE UNA COLPA, MA SE RAPPRESENTI L’ITALIA BISOGNA ESSERNE DEGNI, SALVO CHE LA LEGA NON VOGLIA RIEMPIRE L’ITALIA DI MIGRANTI CLIMATICI
L’europarlamentare Susanna Ceccardi (che fino a poco fa ricopriva il doppio incarico pagato coi nostri soldi di sindaca di Cascina e consigliera di Salvini) ha voluto dimostrare oggi quanto i leghisti non hanno capito perchè è importante combattere il cambiamento climatico.
Il pretesto è l’intervento di Carola Rackete ieri a Piazza Pulita. L’ex comandante della Sea Watch 3 ieri a Piazza Pulita a sottolineato l’esigenza di adottare comportamenti più verdi per salvaguardare l’ecosistema.
È lo spirito del movimento Fridays for Future che proprio oggi sta vedendo milioni di ragazze e ragazzi scendere in piazza per una serie di manifestazioni e scioperi a favore del clima.
Matteo Salvini su Facebook ha descritto così la Rackete «”un’ecologista” che vuole salvare il pianeta e l’umanità dall’aumento delle temperature». L’eurodeputata Ceccardi invece si è posta domande molto più interessanti «che c’entrano i migranti col clima??» invitando l’attivista tedesca ad andare «a salvare gli orsi al Polo Nord invece che rompere le scatole nel Mediterraneo».
In realtà la Lega dovrebbe essere in prima linea contro i cambiamenti climatici e dovrebbe gioire se qualcuno si occupa di salvare il pianeta dall’aumento delle temperature.
I fenomeni migratori, il global warming, la desertificazione, la distruzione degli habitat naturali sono tutti fenomeni interconnessi.
Ad esempio, giusto per guardare a casa nostra, un aumento del livello del mare dovuto allo scioglimento dei ghiacciai costringerebbe milioni di italiani a diventare migranti climatici perchè le città costiere non sarebbero più abitabili.
Ma tra gli effetti del cambiamento climatico non c’è solo l’ingressione marina (il fenomeno della sommersione di terre emerse da parte del mare). Ci sono anche il collasso degli ecosistemi naturali, l’inaridimento del suolo con la drammatica conseguenza della difficoltà dell’agricoltura globale di sfamare miliardi di persone. Altri milioni di persone a causa della crisi idrica invece saranno costrette a spostarsi altrove.
Secondo la Banca Mondiale se la tendenza non verrà invertita entro il 2050 almeno 140 milioni di persone saranno costrette ad emigrare solo per avere la possibilità di sopravvivere.
Ora noi siamo abituati alla propaganda della Lega che ci martella in maniera ossessiva riguardo al fatto che i migranti che arrivano in Italia non stanno scappando dalla guerra e quindi non hanno il diritto di chiedere asilo politico o anche solo di entrare nel nostro Paese.
Eppure già adesso molte delle persone che cercano di venire in Europa lo fanno perchè spinte dalla fame, dalle carestie o dalle inondazioni. La situazione non potrà che peggiorare nei prossimi anni se non facciamo qualcosa ora.
Nella peggiore delle ipotesi ci troveremo a dover affrontare flussi migratori imponenti, nella sola Africa subsahariana 86 milioni di persone potrebbero trovarsi a dover lasciare le proprie case a causa della crisi climatica.
Molti di loro si sposteranno (come già succede) in altri paesi del Continente, ma senza dubbio molti proveranno a venire in Italia dove magari troveranno Susanna Ceccardi e gli eredi del leghismo che ancora ci spiegheranno che questi non scappano dalla guerra e che gli ambientalisti devono pensare a salvare gli orsi polari (che saranno probabilmente estinti).
In Germania invece stanno messi meglio di noi. Il governo ha trovato in questi giorni un accordo sul maxi-piano di investimenti ‘green’ da 40 miliardi di euro. Misure a favore del clima con il quale la Cancelliera Angela Merkel ha intenzione di ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e produrre il 65% della sua energia da fonti rinnovabili entro il 2030.
Nessuno infatti chiede all’onorevole Ceccardi di andare a salvare foche e pinguini. E nemmeno di salvare i migranti nel Mediterraneo.
L’ex sindaca di Cascina come tutti i policymaker può agire ad un altro livello, con una portata ben più ampia. Ma purtroppo l’eurodeputata Ceccardi è impegnata letteralmente a sfottere quelli che possono evitare un disastro ecologico e umanitario. I leghisti parlano di invasione quando qualche decina di migliaia di persone entra nel Paese. Il futuro ci riserva movimenti migratori ben più drammatici nelle loro conseguenze.
(da agenzie)
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