Ottobre 16th, 2020 Riccardo Fucile
“HO SBAGLIATO A NON INDOSSARE LA MASCHERINA, CHIEDO SCUSA A TUTTI, FATE ATTENZIONE”
Dopo sette giorni di terapia intensiva arrivano le scuse di Christie sulle sue posizioni sul Covid. L’ex governatore del New Jersey ha lasciato da poco il Morristown Medical Centre, dove si era fatto ricoverare per precauzione dopo essere risultato positivo al Covid, dove ha visto il lato peggiore del virus e una volta uscito, a differenza di Donald Trump ha voluto lanciare un appello sulla serietà della malattia.
Le scuse di Christie sono arrivate di getto, come spesso accade con l’ex governatore del New Jersey, che ha voluto inviare agli americani il messaggio che “avendo avuto il virus, posso assicurare a chi non l’ha avuto che va preso tremendamente sul serio”.
Per il politico repubblicano, che ha preso il virus all’evento organizzato da Trump il 26 settembre scorso alla Casa Bianca per nominare Amy Coney Barrett alla Corte Suprema dove, come praticamente tutti si trovava senza mascherina e senza rispettare le regole di distanziamento, le ramificazioni del Covid “sono incredibilmente casuali e potenzialmente letali”.
Nessuno quindi, “dovrebbe essere contento di prendere il virus e nessuno dovrebbe vantarsi di essere infetto o di infettare gli altri” il discorso di Christie, che sembra una critica neanche troppo velata a come Trump ha gestito la sua positività .
Un attacco che rivela il complicato rapporto tra i due, con Christie che è stato tra i primi ha salire sul treno del presidente durante le primarie del 2016, per poi andarsene e riavvicinarsi a Trump proprio nell’ultimo periodo, come testimonia la sua presenza alla Casa Bianca e nel gruppo che ha preparato Trump al primo dibattito con Biden, con i rumours che vedrebbero proprio in Christie l’uomo che avrebbe suggerito al presidente di interrompere continuamente il candidato democratico perchè, soffrendo di balbuzie, non sarebbe riuscito a tenere il filo del discorso.
Le scuse di Christie, che è pesantemente sovrappeso e asmatico, arrivano dopo un’esperienza che lo ha provato fisicamente ed emotivamente. Tanto che l’ex governatore repubblicano ha condannato il suo stesso atteggiamento all’evento del 26 settembre scorso, che ha contagiato almeno 12 persone e dove tutti i presenti erano senza mascherine e senza adottare misure di distanziamento sociale.
“Quando sono arrivato alla Casa Bianca pensavo di entrare in una zona sicura, anche per i test che abbiamo fatto io e gli altri invitati” il racconto di Christie, che ammette di aver sbagliato a non indossare la mascherina a quell’evento e nelle varie sedute di preparazione al primo dibattito con Trump e il suo staff. “Spero che la mia esperienza dimostri che gli americani devono seguire indicazioni del CDC in pubblico e indossare la mascherina”.
(da agenzie)
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Ottobre 16th, 2020 Riccardo Fucile
COME IL VIROLOGO HA DISTRUTTO ROSITA CELENTANO A “DRITTO E ROVESCIO”
A Dritto e Rovescio ieri nonostante i numeri del bollettino parlino molto chiaro è stato dato largo
spazio alla tesi che parlare dell’epidemia di Coronavirus sui media sia una forma di terrorismo psicologico che mette solo ansia alla gente; la testimonial questa volta è stata niente meno che l’espertona Rosita Celentano che ha spiegato: “io vivo in un terrorismo mediatico che peraltro dice tutto e il contrario di tutto, non solo fra un canale e un altro ma anche semplicemente nello stesso canale da una trasmissione all’altra. In questi mesi non ho mai sentito dire con la stessa frequenza con la quale viene ricordato ‘lavarsi le mani’, ‘mettere la mascherina’, ‘ tenere le distanze’, tutto giustissimo, contemporaneamente non si pensa mai alla salute mentale e psicologica della gente”.
Non è chiaro se Rosita Celentano volesse infilare nel calderone del terrorismo mediatico anche la previsione di Andrea Crisanti su un possibile lockdown a Natale.
à‰ invece chiarissima la risposta che il il direttore del Laboratorio di Virologia e microbiologia dell’università di Padova.
“Mi permetta di dire una cosa: io penso che il terrorismo l’ha fatto chi ha detto che il virus era morto. E poi per quanto riguarda la signora Rosita beata lei che c’ha avuto l’ansia guardando l’epidemia in televisione. Pensi alle centinaia di migliaia di persone nella sanità che hanno lavorato giorno e notte durante l’epidemia. Non penso che nessuno abbia protestato per l’ansia. Sicuramente la televisione puo’ creare ansia, non la guardi. Pensi però a tutte le persone che l’ansia ce l’hanno e hanno affrontato la paura di venire contagiati”.
Se tante persone la pensano come Rosita Celentano è perchè in questi mesi hanno trovato spazio, proprio nella tv che dovrebbe essere ansiogena, messaggi troppo rassicuranti, che invece di spiegare la realtà hanno raccontato la favola della seconda ondata che non sarebbe mai arrivata.
Dove sono ora quelli che lo dicevano?
(da “NextQuotidiano”)
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Ottobre 16th, 2020 Riccardo Fucile
“NESSUNO CONTROLLA I NUMERI DEI TAMPONI E SUGLI ORARI DI TRASPORTO LE CITTA’ NON HANNO FATTO NIENTE”
“La verità è che sui tamponi vige l’anarchia. Non c’è più un pediatra che ti visiti: vai con il test. I numeri sui tamponi non li controlla davvero nessuno”.
Così Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico (Cts) su la Repubblica, dove parla anche del nodo mezzi di trasporti, della scuola, della prevenzione e dell’ informazione tra i giovani, magari grazie all’aiuto di instagram e di qualche influencer.
“Partiamo dai trasporti e guardiamo in faccia il problema – osserva Miozzo – a scuola, ne siamo convinti, i ragazzi sono sicuri e per alleggerire la pressione sui mezzi pubblici non dobbiamo togliere studenti dalle classi e mandarli alle lezioni da casa, ma aumentare il servizio di trasporto. È possibile. Lo diciamo da aprile, c’è traccia nei verbali. Abbiamo migliaia di mezzi fermi per il crollo del turismo e non li riutilizziamo per gli spostamenti urbani e regionali. Perchè?”.
Tra l’altro, aggiunge, “i tecnici del Comitato scientifico hanno preparato tabelle sui flussi precise al secondo: gli ingressi in fabbrica degli operai, l’entrata degli studenti, poi la pubblica amministrazione. Mi chiedo per quale motivo nessun mobility manager delle grandi città abbia preso in mano queste tabelle per costruire un orario compatibile per tutti, senza incroci, senza affollamenti. Le uscite delle metropolitane con i pendolari gomito a gomito sono questioni di mezze ore sbagliate, non di più. Solo che basta mezz’ora di assembramento per far girare il virus”.
Sulle scuole: “Siamo ragionevolmente convinti che i contagi avvistati in aula arrivino dall’esterno, ma non c’è un testo sacro che lo certifichi. A marzo chiudemmo le scuole perchè da sole valevano una crescita dello 0,4 dell’indice di contagio, ma poi siamo intervenuti con i distanziamenti, le mascherine, la ventilazione”.
“Se non impariamo a comunicare con i giovani, usando il linguaggio dei giovani – rileva – la situazione si aggraverà . I ragazzi si credono invincibili ma noi dobbiamo trovare un modo per parlare a una generazione. Siamo rimasti ai comunicati stampa del Novecento, dobbiamo andare su Instagram, convincere chi ha tra i dodici e i ventiquattro anni. Mi chiedo, e chiedo al governo, è così difficile prendere cinque influencer con cinque milioni di follower a testa, far loro un rapido corso di virus e comportamenti antivirus e poi chiedere di spiegarlo, a modo loro”.
(da agenzie)
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Ottobre 16th, 2020 Riccardo Fucile
“LA SITUAZIONE A MILANO SI STA FACENDO ALLARMANTE”
“Sto cercando di occuparmi di tutti i pazienti che ho qui. Mi pare una tragico dèjà vu. Lo temevo già
da agosto, speravo di sbagliarmi e invece…”.
Galli, in un’intervista a La Repubblica, mostra tutta la sua preoccupazione per questa fase dell’epìdemia che stiamo vivendo.
“La situazione a Milano si sta facendo molto allarmante, al limite della saturazione. E ci sono forti criticità anche altrove. Abbiamo assoluto bisogno di far funzionare le indicazioni del decreto del governo. Diversamente la strada già tracciata è quella degli altri paesi europei”.
Una preoccupazione che condivide con Crisanti:
“Qualche segnale che stiamo andando a sbattere dobbiamo pur darlo. Tra quindici giorni saremo come la Francia, la Spagna, il Regno Unito”.
(da agenzie)
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Ottobre 16th, 2020 Riccardo Fucile
IL DIBATTITO A DISTANZA SI RIVELA UN BOOMERANG PER IL PRESIDENTE
“Lei è così bello quando sorride…”: lo slancio dell’elettrice di nome Paulette, prima di formulare la domanda, è forse l’unica nota lieta della serata di Donald Trump.
Per il resto la scelta di dire no al dibattito virtuale e di sfidare Joe Biden a distanza allo stesso orario in diretta tv si è rivelata un boomerang per il presidente americano.
Mai The Donald, impulsivo e spavaldo, era apparso così in difficoltà . Merito soprattutto di Savannah Guthrie, 48 anni, anchorwoman della Nbc divenuta la vera protagonista della serata. Sui social è la nuova eroina dei dem, colei che per qualcuno potrebbe addirittura aver cancellato le ultime chance di vittoria di Trump, a poco più di due settimane dal voto.
Così mentre in onda sulla Abc da Philadelphia Biden mostrava una calma serafica nel demolire la presidenza Trump, l’attuale inquilino della Casa Bianca veniva messo sotto torchio da una Guthrie agguerrita, determinata, e non disposta ad accettare risposte evasive sulla gestione della pandemia, sulla minaccia dell’estremismo di destra, sulle dichiarazioni fiscali mai pubblicate dal presidente.
“Quando è risultato negativo l’ultima volta al test anti-Covid prima del primo dibattito con Biden?”, la prima domanda della serata. “Non ricordo…forse il giorno prima..”, la risposta tentennate di Trump, che ha ammesso di non aver fatto i test tutti i giorni. “Comunque io sono il presidente, devo vedere la gente, e non posso restare chiuso in un seminterrato”, ha tentato di attaccare, riferendosi al famoso basement dove Biden è rimasto rinchiuso nelle settimane più critiche della pandemia.
Ma il peggio doveva ancora venire. Così mentre Biden accusava Trump di non aver fatto e di non fare niente per contenere la diffusione dei contagi, il presidente sosteneva candidamente che “l′85% delle persone che indossano la mascherina si becca il coronavirus”, difendendo così i suoi bagni di folla nei comizi.
E un momento dopo, l’ennesimo rifiuto di condannare esplicitamente il suprematismo bianco e il movimento cospirazionista QAnon: “Non li conosco, non so niente di loro”, ha affermato, nonostante la Guthrie gli ricordasse come spesso abbia rilanciato su Twitter le loro teorie del complotto.
“Lei è il presidente, non uno zio pazzo qualunque”, la reazione della moderatrice che ha poi incalzato il presidente sulle dichiarazioni fiscali mai pubblicate: “I numeri usciti sono sbagliati, e comunque il fisco mi ha trattato molto male”, ha detto Trump, nonostante il New York Times abbia svelato che il presidente ha pagato 750 dollari l’anno sia nel 2016 che nel 2017.
Intanto arriva una notizia che mette in ansia anche Biden: le autorità federali indagheranno sulle presunte email del figlio Hunter svelate dal New York Post. Lo riporta Nbc, citando alcune fonti secondo le quali gli investigatori esamineranno se le missive sono legate a un’operazione di intelligence straniera.
Ma una tegola arriva pure su Trump: il Washington Post infatti riporta come gli 007 Usa lo scorso anno misero in guardia la Casa Bianca sul fatto che Rudolph Giuliani, il legale personale di Trump, fosse nel mirino dell’intelligence russa che voleva influenzarlo per alimentare disinformazione in vista del voto. E dietro alle email pubblicate dal Nyp c’è proprio lui, Giuliani.
(da “Huffingtonpost”)
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