Dicembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
“CONTINUO A PENSARE ALL’UNIVERSITA'”…AMNESTY: “IL GOVERNO ITALIANO FACCIA DI PIU'”
“Le recenti decisioni sono deludenti come al solito, senza una ragione comprensibile. Ho ancora
problemi alla schiena e ho bisogno di forti antidolorifici e di qualcosa per dormire meglio”, “il mio stato mentale non è un granchè dall’ultima udienza”.
Sono parole di Patrick Zaky, lo studente egiziano dell’Unibo incarcerato da oltre 10 mesi nel suo Paese con l’accusa di propaganda sovversiva, dal carcere di Tora, in una lettera datata oggi 12 dicembre 2020 che la famiglia ha ricevuto e gli attivisti hanno pubblicato sulla pagina Facebook “Patrick Libero” esprimendo la loro “grave preoccupazione per la salute mentale e fisica di Patrick”.
L’ultima udienza meno di una settimana fa con la decisione di altri 45 giorni di carcere per lo studente.
“Continuo a pensare all’Università , all’anno che ho perso senza che nessuno ne abbia capito la ragione”, scrive Zaky. “Voglio mandare il mio amore ai miei compagni di classe e agli amici a Bologna. Mi mancano molto la mia casa lì, le strade e l’università . Speravo di trascorrere le feste con la mia famiglia ma questo non accadrà per la seconda volta a causa della mia detenzione”.
“Nonostante il nostro sollievo di avere sue notizie”, fanno sapere in Rete gli attivisti amici dello studente, “siamo molto preoccupati della sua salute fisica e mentale che si stanno decisamente deteriorando col tempo”, e “chiediamo l’immediato rilascio di Patrick prima che le sue condizioni peggiorino ancora”.
“Amnesty International è veramente allarmata per le condizioni fisiche e mentali di Patrick Zaky che sembrano in via di deterioramento”, avverte Riccardo Noury. “Che queste parole dolorose di Patrick giungano al Governo italiano che faccia veramente qualcosa di più, di meglio e di veloce di quanto ha fatto finora, per assicurare che Patrick possa tornare presto in libertà . Dalla sua cella nel carcere di Tora – sottolinea Noury – giungono questa volta parole ancora più afflitte e preoccupanti da Patrick. L’ultima conferma di 45 giorni di detenzione evidentemente ha colpito moltissimo e ha provato davvero molto Patrick, che ha bisogno di sentire intorno a sè un affetto, un amore, una solidarietà infiniti e però ha anche bisogno di decisioni che riguardino la sua più che possibile, imminente, scarcerazione”.
(da agenzie)
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Dicembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
“OBBLIGARE AD ACQUISTARE SOLO VEICOLI PRODOTTI IN ITALIA”?… MA DI COSA PARLA? CE N’E’ UNA SOLA: LA DR, CHE PERO’ IMPORTA COMPONENTI DALLA CINA
Un tweet di Matteo Salvini sta provocando molta ironia e ampie discussioni. Il leader della Lega, sciorinando una serie di proposte del suo partito, ha parlato anche del sostegno al settore automotive italiano.
Secondo il segretario del Carroccio, la pubblica amministrazione deve essere obbligata ad acquistare solamente veicoli prodotti nel nostro Paese. Ma nel tweet Salvini auto italiane vengono omesse alcune informazioni fondamentali per la comprensione del testo.
Insomma: la Pubblica Amministrazione — secondo Matteo Salvini — deve essere obbligata ad avere una flotta di automobili prodotte in Italia. Una proposta che ricalca, come al solito, il motto tanto caro ai leghisti e che viene declinato in base al tema del momento: «Prima gli italiani».
Forse non aiutato dall’esigenza di sintesi imposta da Twitter, quanto scritto da Matteo Salvini appare alquanto complesso.
Perchè l’unica azienda che produce auto in Italia (fisicamente) è la DR Automobiles. Ma c’è un però: si tratta sì di un’impresa tricolore (nata in Molise), ma — come si legge anche su Wikipedia — «importa componenti di autovetture (assemblandoli su licenza) prodotti dalle case automobilistiche cinesi Chery Automobile e JAC Motors e li commercializza (rimarchiati con logo DR) nelle sue sedi italiane». Insomma, italiana sì ma non del tutto.
E allora perchè non la ex Fiat (ora FCA e a breve Stellantis, dopo la fusione con la casa automobilistica francese Groupe PSA). Qui subentra una questione di opportunità . L’azienda storica è italiana solo nell’ideale nostrano.
Da anni ha la propria sede fiscale in Olanda, con tutte le polemiche del caso. E allora proviamo a estremizzare il pensiero di Salvini auto italiane: l’ultima opportunità di interpretazione è l’apertura alle case automobilistiche che producono in Italia (pur non pagando le tasse nel Bel Paese). E lì si aprirebbe un altro mondo.
Altrimenti non ci resta che vedere la Pubblica Amministrazione alle prese con acquisti di Ferrati, Lamborghini, Maserati e Alfa Romeo. Con un costo alle stelle.
(da agenzie)
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Dicembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
DOPO LA CONDANNA IN PRIMO GRADO LA SINDACA INSISTE E FA SPENDERE 30.000 EURO PER IL RICORSO… QUANDO LA CORTE DEI CONTI LI CHIEDERA’ PERSONALMENTE A CHI L’HA DECISO RIDERANNO MENO
Al Comune di Lodi, guidato dalla sindaca leghista Sara Casanova, è arrivata la richiesta,
sottoscritta da 130 tra persone fisiche e associazioni, di conferire una delle onorificenza cittadine che vengono consegnate nel giorno della festa patronale (San Bassiano, 19 gennaio) al Coordinamento Uguali Doveri, nato all’indomani della pubblicazione della delibera comunale che espelleva di fatto dalle mense scolastiche i bambini stranieri.
I promotori della raccolta di firme sono stati il notaio Piercarlo Mattea, la scrittrice lodigiana Ilaria Rossetti e Michele Merola, uno dei genitori che aveva promosso la campagna per i diritti dell’infanzia.
Dei tre, come anche di tutti i sottoscrittori, nessuno è parte attiva del Coordinamento proposto per la benemerenza cittadina; Merola era stato uno dei primi genitori a muoversi dopo la delibera, primo firmatario di una lettera aperta del settembre 2018:
“Come genitori non possiamo accettare in silenzio che ai bambini, ai compagni di classe dei nostri figli, sia impedito l’accesso alla mensa e siano collocati in altre aule durante l’ora del pranzo. Quanto sta accadendo in questi giorni a Lodi ai bambini di genitori extracomunitari riguarda tutti noi. Non ci interessa disquisire nel merito del provvedimento dell’Amministrazione comunale, anche se appare evidente che la documentazione supplementare richiesta ai genitori extracomunitari è, in molti casi, impossibile da produrre (a detta delle stesse Ambasciate e Consolati), ma sicuramente non possono essere i bambini a rimetterci, nè su di loro possono ricadere le conseguenze delle scelte degli adulti. A tutti i bambini deve essere garantita la possibilità di avere pasti nutrienti. La mensa rappresenta inoltre un importante momento di socialità nella vita scolastica. Di fronte a questo provvedimento, le scuole sono state lasciate a sè stesse a gestire una situazione di emergenza. Ringraziamo i dirigenti scolastici e il personale delle scuole che si stanno facendo carico della gestione quotidiana e che stanno trovando delle soluzioni tampone che comunque permettano ai bambini di mangiare, anche portandosi il cibo da casa. Crediamo però che creare spazi separati, seppur animati da buone intenzioni, non possa essere la soluzione. La partecipazione alle attività scolastiche, tutte incluse mensa e scuolabus, deve essere favorita in tutti i modi perchè la scuola, oltre alle funzioni didattiche, è il luogo fondamentale per l’integrazione e la formazione dei cittadini di domani. Questo provvedimento vanifica e mortifica il lavoro che si svolge in tal senso da anni nelle scuole di Lodi. I bambini sono tutti uguali, non vogliamo credere che oggi, nel 2018, a Lodi non sia possibile trovare una soluzione giusta che non segreghi alcuni bambini rispetto ad altri.Chiediamo quindi che a tutti i bambini sia garantito l’accesso alla mensa e, se non è possibile dare loro un pasto, chiediamo che siano condivisi con loro i pasti dei nostri figli.
«Vogliamo sanare una ferita che ha diviso la città »
Chiedere all’amministrazione di centrodestra che ha voluto quella norma e che continua imperterrita a difenderla, con l’appello contro la prima sentenza del tribunale che condannava il Comune di Lodi per discriminazione, ha un intento polemico?
Chi pensa a una provocazione, deve subito ricredersi: «L’intento», spiega Merola a NextQuotidiano, «è proprio l’opposto: vogliamo sanare una frattura che si è creata in città , quindi tendiamo la mano al Comune. Che non può non riconoscere l’azione meritoria svolta dal Coordinamento, attraverso una raccolta fondi che ha permesso ai bambini che erano stati esclusi di poter riaccedere alle mense scolastiche, e con un surplus del crowdfunding che dallo stesso Comitato è stato utilizzato per progetti di integrazione, in una città in cui il 15% dei residenti è di origini straniere».
Che non si voglia fare polemica si intuisce anche dall’appello-proposta inviato al Comune di Lodi:
Il “Coordinamento Uguali Doveri” è stato il protagonista della lotta contro le modifiche apportate al Regolamento per l’accesso ai servizi scolastici a domanda individuale (mense, scuolabus, pre e post scuola, etc..) del Comune di Lodi sia con la mobilitazione pubblica in città , anche attraverso il sostegno al ricorso al Tribunale Civile di Milano che, il 12 dicembre 2018, ha dichiarato discriminatorie le norme contenute nel Regolamento, sia con il sostegno concreto ai bambini esclusi dai servizi. Grazie all’impegno del Coordinamento, la vicenda ha avuto risalto in Italia e nel mondo ed è stato possibile garantire l’accesso ai servizi scolastici dei bambini esclusi, attraverso l’iniziativa “Colmiamo la differenza” con cui sono state raccolte ingenti risorse economiche utilizzate a favore delle famiglie discriminate. Il Coordinamento ha avuto la capacità di coinvolgere famiglie (italiane e di origine straniere), associazioni e moltissimi cittadini di Lodi, uniti contro le discriminazioni e per l’uguaglianza, rendendoli protagonisti in una mobilitazione civica dal basso, pacifica e partecipata, con pochi precedenti per la nostra città .
Per queste ragioni, in pieno accordo con quanto previsto dal Regolamento del Benemerenze, siamo convinti che il “Coordinamento Uguali Doveri” risponda a pieno ai criteri che prevedono che il riconoscimento vada a “coloro che si sono contraddistinti nel campo della scienza, delle lettere, delle arti, dell’industria, del lavoro, della scuola, dello sport e che abbiano giovato alla Città con iniziative di carattere sociale, assistenziale.”
Ma la sindaca non vuole sentire ragioni
La palla, per usare il gergo calcistico, passa ora al Comune: la sindaca Casanova accetterà di tendere la mano? Vista la caparbietà con cui continua a difendere il provvedimento della sua giunta (finora costato quasi 30mila euro ai cittadini lodigiani in parcelle di legali) qualche dubbio permane. Soprattutto alla luce della bocciatura proprio ieri di una mozione delle opposizioni in Consiglio comunale per far ritirare il ricorso in appello contro l’ordinanza del Tribunale di Milano e destinare la somma impegnata per finanziare l’acquisto di materiale per la Protezione civile o destinarla agli aiuti per famiglie e imprese in difficoltà a seguito dell’epidemia di Covid.
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
SIAMO ANCHE IL SETTIMO PAESE AL MONDO PER NUMERO TOTALE DI CONTAGIATI (1.825.775) E QUARTO NEL RAPPORTO TRA MORTI E POPOLAZIONE
Si è parlato già molte volte dell’altissimo bilancio di perdite italiane sul fronte del Coronavirus.
Ci si è domandati perchè così tanti morti, sia all’inizio — quando per primi nel continente europeo fummo colpiti dal furore del virus — sia con questa seconda ondata, che invece ci ha raggiunti più tardi rispetto agli altri Stati europei.
Nessuna risposta sembra adeguata alla dura eloquenza delle cifre. Con i 649 decessi delle ultime 24 ore l’Italia è di nuovo, sei mesi dopo, il Paese europeo con il maggior tributo di vittime per la pandemia.
Sono arrivati a 64.036 i morti dalla fine di febbraio a oggi uccisi dal Covid.
Fino a ieri solo il Regno Unito aveva avuto più decessi dell’Italia, e continua a sua volta a subire i colpi del virus con i 529 nuovi morti delle ultime 24 ore.
Nel mondo solo quattro Paesi hanno avuto più vittime del nostro: gli Stati Uniti, il Brasile, l’India e il Messico.
Il nostro Paese è anche il settimo al mondo per numero complessivo di contagi (1.825.775) e il quarto nel rapporto tra vittime e popolazione (1.060 ogni milione di abitanti). Davanti a noi soltanto il Belgio, San Marino e il Perù.
(da agenzie)
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Dicembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
IL GOVERNO: “DECIDA IL PARLAMENTO”… IL CENTRODESTRA CHIEDE LA TOTALE ABOLIZIONE AGLI SPOSTAMENTI? NE RISPONDERANNO AI FAMILIARI DI CHI MORIRA’ A CAUSA LORO
Il governo dice no agli spostamenti tra comuni durante le festività natalizie ma chiede che a
decidere sia il Parlamento «sovrano». Tante le ipotesi sul tavolo. Il Comitato tecnico scientifico, intanto, chiede massima prudenza mentre l’opposizione spinge per abolire subito la norma con il divieto di spostamenti
Spostamenti tra comuni a Natale sì o no? Il governo resta contrario e a dirlo è lo stesso premier Giuseppe Conte che, però, stavolta cede al pressing di opposizione e governatori e chiede che a decidere su un tema così sentito dagli italiani sia il Parlamento.
«Coi numeri che abbiamo e il rischio di una terza ondata (di Coronavirus, ndr), dobbiamo mantenere le restrizioni», ripete. «Se, però, il Parlamento vorrà introdurre qualche eccezione per i Comuni più piccoli, se ne assumerà tutta la responsabilità ». Intanto i tempi si accorciano — mentre l’Italia diventa quasi tutta gialla — e il rischio è che il Parlamento non faccia in tempo a decidere, come denunciano i parlamentari di Italia Viva che parlano, senza mezzi termini, di «presa in giro».
Le ipotesi sul tavolo sono diverse.
La prima è quella di permettere la circolazione entro 15 o 20 chilometri dal proprio comune di residenza per chi abita in centri con meno di 15 mila abitanti.
L’altra, invece, apre alla possibilità di spostarsi tra comuni confinanti che siano sotto i 5 mila abitanti.
Poi rimane l’ipotesi di uno spostamento libero entro le province.
Lunedì il provvedimento sarà presentato alla Camera: potrebbe essere un emendamento al decreto ristori oppure a un altro provvedimento attualmente all’esame di Montecitorio, come scrive il Corriere della Sera.
Intanto si fa strada la mozione unitaria del centrodestra che chiede la totale abolizione della norma sugli spostamenti. Approderà mercoledì in Senato.
Ed è proprio su questo punto che il governo teme di essere scavalcato e indebolito. Infatti, pur ritenendo il Parlamento «sovrano», vorrebbe trovare il prima possibile una soluzione condivisa da tutti. Italiani, opposizione, maggioranza, governatori e Comitato tecnico scientifico. Ma non sarà facile.
Il Comitato tecnico scientifico, infatti, è per la linea dura, per quella del rigore assoluto, specialmente a Natale e Capodanno. Per il coordinatore del Comitato Agostino Miozzo, che stamattina è stato intervistato dal quotidiano La Stampa, «questo virus non ci consente deroghe». «Abbiamo più volte sottolineato i rischi legati al movimento di un gran numero di persone ma comprendo le contestazioni», aggiunge. E, infatti, come ricorda lo stesso Miozzo, molti contagi avvengono in famiglia, quando il livello di guardia si abbassa notevolmente.
(da agenzie)
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Dicembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
LE RICHIESTE SEMPLICI E GENUINE: “DEVI METTERE LA MASCHERINA?”
“Santa Lucia, quest’anno hai peso il Covid? E l’asinello?”. “Devi mettere la mascherina?”. “Mi saluti i nonni che sono da Gesù?”
Nell’anno della pandemia che ha sconvolto tutte le abitudini, anche le lettere dei bambini che chiedono i dolci e i regali per le feste sono, inevitabilmente, diverse. Dubbi, speranze, paure e pensieri per i propri cari che non sono più. Un punto di vista genuino, quello dei bimbi, sulla pandemia.
A Bergamo infatti prima dell’arrivo del Natale c’è un’altra data che i bambini attendono con trepidazione: è quella di Santa Lucia, tra il 12 e il 13 dicembre.
Un avvenimento che assume un significato particolare, nel 2020, nella città martoriata dal Coronavirus in primavera, fino a diventare simbolo della tragedia con le immagini delle bare il lutto di migliaia di famiglie. Anche con le restrizioni, nei paesi e nelle valli della Bergamasca per permettere ai più piccoli di lasciare le lettere sono state allestite buche, camini e punti di raccolta.
I pensieri dei bambini bergamaschi, riportati dai quotidiani locali, risentono quest’anno dell’esperienza vissuta insieme alle loro famiglie. “Quest’anno c’è stato il Covid e per qualche mese non sono andata a scuola”, racconta una bimba. “Con questo virus non è andato molto bene, ma noi non ci arrendiamo lo combatteremo di sicuro”, scrive l’autore di un altra lettera.
Parole e riflessioni più da adulti che da piccoli. “Le lettere di quest’anno contengono quasi tutte un riferimento alla tragedia della pandemia, al dramma che Bergamo ha vissuto”, ha raccontato il curato dell’oratorio dell’Immacolata.
(da Fanpage)
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Dicembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
TRENITALIA E ITALO AUMENTANO LE CORSE, LINATE E MALPENSA REGISTRANO INCREMENTO DI PASSEGGERI
Natale è alle porte. E come ogni anno è corsa al biglietto per tornare a casa. 
I milanesi d’adozione solitamente si dividono in due categorie: da una parte c’è chi decide di prenotare il proprio viaggio mesi e mesi prima, dall’altra chi fino all’ultimo momento spera di beccare “l’offerta giusta al prezzo giusto” o organizza viaggi della speranza con i propri concittadini.
Dpcm o meno, la data più gettonata rimane quella: il 20 dicembre. Quest’anno però la situazione è molto più complessa.
I previdenti hanno dovuto adattarsi ai decreti del Governo, ma soprattutto ai cambiamenti della curva epidemiologica. La pandemia da Coronavirus non ha solo ridotto gli spostamenti, ma anche i rientri per le vacanze.
L’aumento dei passeggeri registrato negli ultimi giorni è nettamente inferiore a quello del 2019. Il calo è stato favorito anche dallo smart-working che ha portato negli scorsi mesi molte persone a rientrare al loro luogo di origine, alleggerendo così il carico natalizio di passeggeri per treni, aerei e autobus
Trenitalia e Italo hanno comunque scelto di potenziare le corse previste in quei giorni e non escludono, qualora la domanda dovesse aumentare, di inserirne delle altre.
Trenitalia ne ha aggiunte 48 e di queste 32 interessano proprio Milano. Il portale ha inoltre registrato un rapido acquisto di biglietti, soprattutto di quelli economici. E molti utenti sono stati costretti ad abbandonare l’idea di tornare a casa con i vari treni Frecce optando così per treni regionali.
Una scelta amara, ma purtroppo obbligata anche dalle nuove disposizioni di sicurezza che impediscono ai treni di superare la soglia di riempimento del 50 per cento.
Per rispondere al potenziale aumento delle prenotazioni — come già fatto per il ponte dell’Immacolata — anche Italo ha incrementato il numero di corse dal 17 al 20 dicembre. Sono stati infatti aggiunti quattro viaggi al giorno sulla tratta Napoli-Roma-Milano-Torino con mille posti in più. Stando a quanto riferito poi a Fanpage.it: “In caso di aumento delle richieste saranno potenziate ulteriormente le tratte. Resta il fatto che l’anno scorso Italo faceva 112 viaggi e ora invece, nel rispetto delle normative di sicurezza per il Covid, solo 12”.
Un aumento dei passeggeri lo registrano soprattutto gli scali e le compagnie aeree. Nell’ultima settimana Alitalia ha ricevuto il 70 per cento in più di richieste per volare tra il 14 e il 20 dicembre e, secondo quanto riferito da Sea che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa a Fanpage.it, ci sarà già un aumento dei passeggeri nei prossimi giorni: “Da oggi a mercoledì dai due scali passeranno 55mila persone con una media di 9.160 al giorno, mille in più rispetto la scorsa settimana”.
Un incremento importante, ma comunque inferiore rispetto all’anno scorso quando i passeggeri erano il 90 per cento in più. I due scali hanno inoltre deciso di interrompere i tamponi per chi rientra dall’estero: sulla base dell’ultimo Dpcm chi torna da paesi dell’Unione Europea dovrà aver fatto un tampone nelle 48 ore precedenti o effettuare una quarantena di 14 giorni.
Anche all’aeroporto di Bergamo si segnala un sostanziale aumento di passeggeri: “Nel periodo delle festività natalizie — fanno sapere a Fanpage.it — partiranno 250 voli settimanali e c’è un incremento di frequenze soprattutto per i collegamenti per il sud Italia e le isole”. Una crescita che però è sempre minore rispetto all’anno scorso: “Questo dato rappresenta il 60 per cento dell’offerta nello stesso periodo 2019”.
(da Fanpage)
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Dicembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
NELLA CAPITALE 10 IDENTIFICATI, IL PIU’ GRANDE HA 14 ANNI.. NELLA CITTA’ VENETA COINVOLTI UNA QUARANTINA DI GIOVANI
Ha 14 anni il più grande tra i identificati per la rissa a villa Borghese, a Roma. Nella capitale per il secondo sabato consecutivo gruppi di giovanissimi si riuniscono, secondo gli investigatori dandosi appuntamento sui social, per dare vita a liti violente.
Questa volta è accaduto nella villa al centro della Capitale, nei pressi di piazza di Siena, in pieno giorno, alle 13. Dalle prime informazioni, sembra che due gruppi di giovani si siano fronteggiati e picchiati. Al momento ci sono 10 identificati, tutti minorenni. La loro posizione è al vaglio degli investigatori. Portati in questura su un pullman scortato dalle volanti, sono stati riconsegnati ai genitori.
Scenario simile nel capoluogo veneto. Una quarantina di adolescenti è stata protagonista questa sera in campo Bella Vienna, alle spalle di Rialto, di una maxirissa. Sul posto sta operando la Polizia Municipale. Secondo quanto si è appreso non vi sono feriti.
I ragazzini si sono dati appuntamento a pochi metri dalla vecchia sede del Tribunale, dove è diventato un rito consumare lo spritz serale. Dopo i primi spintoni, la situazione è degenerata, coinvolgendo tutti i presenti, alcuni dei quali palesemente ubriachi.
Per la rissa della settimana scorsa al Pincio, nel centro di Roma, sono indagati tre minorenni. L’accusa è di concorso in lesioni aggravate. Secondo quanto si apprende, quasi tutti i partecipanti alla rissa sono stati identificati grazie all’attento monitoraggio via social. Alcuni giovanissimi hanno commentato online l’accaduto e lasciato intendere che questo sabato ci sarebbero stati altri episodi simili. Proprio per questo per oggi erano stati predisposti controlli straordinari.
Sull’origine della prima rissa si indaga ancora e alcuni approfondimenti potrebbero essere incentrati sul fatto che i giovanissimi si sono assembrati senza mascherine. L’ipotesi più concreta, però, è che la rissa non sia stata casuale, ma che i ragazzi si siano dati appuntamento sui social forse per un ‘regolamento di conti’ legato a precedenti discussioni.
Nel capoluogo veneto invece, si legge su La Nuova Venezia, gli scontri tra giovanissimi hanno creato agitazione tra le persone che si trovavano sul posto, alle spalle del Rialto, per lo spritz serale, prima che chiudessero i locali per le norme anti Covid.
(da agenzie)
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Dicembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
A DRESDA CONNUBIO TRA NO MASK E GRUPPI NEONAZISTI
Basta con il giocare con le vite degli altri mentre la pandemia è tornata a picchiare forte: l’Alta
Corte amministrativa della Sassonia ha confermato la decisione di un tribunale di primo grado che aveva vietato una manifestazione dei no-mask di ‘Querdenken 711’ in programma nella città .
Accusata di essere stata infiltrata da elementi dell’estrema destra, l’organizzazione ‘Pensiero Trasversale’ era stata messa sotto controllo dell’intelligence qualche giorno fa in un altro Land tedesco, il Baden-Wuerttemberg, prima regione del paese a mettere sotto monitoraggio il gruppo.
Gli organizzatori della protesta di oggi erano ricorsi in appello contro la prima sentenza, che aveva vietato il raduno, ma i giudici hanno stabilito che il diritto fondamentale alla vita e all’integrità fisica supera quello della libertà di riunione.
Nelle precedenti manifestazioni di Querdenken nella città , i partecipanti non osservavano nessuna misura di distanziamento sociale e non avevano la mascherina
Malgrado la decisione della corte, la polizia si sta preparando ad un’operazione su vasta scala nella città per l’atteso l’arrivo di hooligans ed estremisti
(da agenzie)
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