Destra di Popolo.net

COSA NON DOVEVANO VEDERE I QUATTRO EUROPARLAMENTARI OLTRE IL BLOCCO DELLA POLIZIA CROATA

Gennaio 31st, 2021 Riccardo Fucile

LA MISSIONE SULLA ROTTA BALCANICA PER VERIFICARE LE CONDIZIONI DISUMANE IN CUI SONO TENUTI I MIGRANTI IN BOSNIA… DISPREZZO ETERNO PER LA SEDICENTE DESTRA ITALIANA CHE UN TEMPO SAREBBE STATA IN PRIMA LINEA PER DIFENDERE LE VITTIME E ORA STA CON I CARNEFICI

Il racconto a Huffpost degli europarlamentari dem Bartolo, Benifei, Majorino e Moretti, in missione sulla rotta balcanica, per vedere cosa accade ai migranti che stazionano in Bosnia al freddo nella speranza di varcare il confine europeo
E così, la polizia croata l’abbiamo sperimentata anche noi, in modo fermo ma, riflettiamo, sicuramente più cortese di quanto capiti a uomini, donne e bambini intrappolati in quello che chiamano “The game”, il gioco crudele che costringe i migranti ad attendere la notte per cercare di attraversare la linea ambigua che fa da confine fra l’Unione europea e la Bosnia.
Coloro che riescono a passare in Europa sperano di poter chiedere lo status di rifugiati o di richiedenti asilo. Coloro non riescono a passare vengono respinto a decine di chilometri dal confine, in mezzo alla neve, spesso senza più cellulare nè denaro, di cui subiscono il sequestro immotivato e illegale.
Siamo quattro eurodeputati italiani in missione sulla rotta balcanica. Vogliamo vedere con i nostri occhi. Il bosco è quasi più difficile da monitorare del mare. Ieri a Zagabria, nell’unico centro di permanenza ufficiale della Croazia, in quell’Hotel Porin dove non hanno consentito l’ingresso ai giornalisti che erano con noi – non proprio un segno di trasparenza – abbiamo avuto conferma, dalle persone che vi sono accolte, della veridicità  di tanti racconti fatti puntualmente in questi mesi nei reportage di stampa e nei resoconti delle Ong che cercano di dare una mano sul campo. Le condizioni dignitose delle persone che risiediono all’Hotel Porin non bastano a far loro dimenticare quello che hanno vissuto e visto sul confine.
È anche per questo che in una delle tappe del nostro viaggio ci addentriamo nella foresta di Bojna, verso il punto dove avvengono molti attraversamenti, lontano dai riflettori. Ma lì ci attende la polizia croata, che ci ferma. Un drone ci ronza sopra la testa.
Centinaia di metri prima del confine, un nastro di cellophane, evidentemente improvvisato, ci blocca la strada. A piedi incontriamo gli agenti e discutiamo a lungo con loro, spiegando che verificare la situazione sul territorio europeo è una delle nostre responsabilità  e prerogative.
Intervengono per telefono gli ambasciatori, quello italiano in Croazia e quello croato in Italia, ma invano. Gli agenti si irrigidiscono. Allora ci incamminiamo pacificamente per forzare il blocco e proseguire, rimanendo comunque all’interno dei confini europei. Gli agenti ci inseguono e ci fermano di nuovo, formando poi un cordone per impedirci di andare avanti.
Si tratta di un fatto gravissimo, e piuttosto raro, che non depone certo a favore della trasparenza della gestione croata sul confine esterno dell’Unione. Avevamo comunicato per tempo le nostre intenzioni.
La nostra libertà  di movimento come cittadini europei su suolo europeo è stata negata. E siamo rappresentanti eletti di cittadini europei. Non dimentichiamo poi che il bilancio di Frontex, l’agenzia europea che collabora con tutti i governi nazionali per la gestione dei confini, viene approvato proprio dal Parlamento di Bruxelles, cioè da noi.
Come parlamentari europei, abbiamo il dovere di ispezionare e verificare cosa accade ai confini d’Europa. E ognuno di noi quattro, insieme all’eurodeputato Massimiliano Smeriglio che si unisce a noi sul versante italiano, sente fortemente la responsabilità  morale del benessere e della sicurezza di uomini, donne e bambini che hanno la sola colpa di tentare la sorte, correndo molti rischi e spesso arrivando da molto lontano – Afghanistan, Kurdistan, Bangladesh – per cercare un futuro migliore.
Le autorità  croate sostengono da tempo che i racconti drammatici dal confine siano solo montature. Ma allora perchè negarci il passaggio, anche scortati lungo il tracciato della strada? Riprendendo il nostro viaggio, che ci porta a Bihac e poi verso il campo di accoglienza di Lipa, non possiamo non chiederci cosa ci fosse che non dovevamo vedere, oltre le spalle di quegli agenti croati.
E che destino riservano quegli agenti a chi, a differenza di noi, non ha alcuna protezione. Quello che ci è chiaro senza ombra di dubbio è che le politiche europee in materia di migrazione vanno cambiate radicalmente.
Basta appellarsi all’emergenza, basta scaricare responsabilità , basta esternalizzazione continua delle frontiere. La responsabilità  è corale, e un nuovo quadro di regole, di libera circolazione e di accoglienza di qualità , va costruito con la collaborazione di tutti. Più che mai, come ci ha detto un giovane volontario, qui “c’è bisogno di Europa”.

(a cura degli europarlamentari del Pd, Pietro Bartolo, Brando Benifei, Pierfrancesco Majorino, Alessandra Moretti)
(da “Huffingtonpost”)

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DECINE DI MIGLIAIA DI PATRIOTI IN PIAZZA IN TUTTA LA RUSSIA CONTRO IL REGIME CORROTTO DI PUTIN E PER LA LIBERAZIONE DI NAVALNYJ: “VOGLIAMO VIVERE IN UN PAESE LIBERO”

Gennaio 31st, 2021 Riccardo Fucile

FERMATA LA MOGLIE DELL’OPPOSITORE, DUEMILA ARRESTI, LA REPRESSIONE DELLA DITTATURA SOVRANISTA … CONDANNE DA TUTTO IL MONDO CIVILE, SALVO CHE DAI SERVI SOVRANISTI ITALIANI

Decine di migliaia di persone sono scese in piazza in Russia per il secondo weekend consecutivo per chiedere la liberazione di Aleksej Navalnyj, l’attivista in carcere da due settimane, e denunciare la corruzione al potere.
Sono almeno 2.119 gli arresti, spesso violenti, riferisce l’ong Ovd-info. Tra le persone fermate anche Julija Navalnaja, moglie dell’attivista anti-corruzione.
La popolazione è scesa in piazza nonostante le manifestazioni non fossero autorizzate e le autorità  avessero cordonato i luoghi dei raduni in oltre cento città . A Vladivostok, nell’Estremo Oriente russo, oltre cento dimostranti sono stati fermati dopo aver danzato in cerchio sulle acque ghiacciate del Golfo dell’Amur.
“Il desiderio di vivere in un Paese libero è più forte della paura di essere arrestati”, ha dichiarato alla France Press Andrej, uno studente venticinquenne.
Caroselli si sono tenuti anche nelle città  di Krasnojarsk al grido di “La Russia sarà  libera” e a Khabarovsk in piazza Lenin. A Novosibirsk, Siberia orientale, i dimostranti hanno gridato “Putin ladro”, un riferimento alla presunta residenza sul mar Nero del presidente russo Vladimir Putin al centro di una video-inchiesta di Navalnyj.
A Ekaterinburg, negli Urali, hanno sfilato circa 5mila persone, secondo le stime dei giornalisti, molto più del 23 gennaio: la popolazione ha cercato di raggiungere lo Stadio Dinamo attraverso un lago ghiacciato prima di essere fermata dalle forze anti-sommossa
A Mosca la manifestazione si sarebbe dovuta tenere in piazza Lubjanka, sede dell’Fsb, ex Kgb, responsabile secondo Navalnyj del suo avvelenamento, ma le autorità  hanno messo in atto misure senza precedenti: hanno chiuso sette stazioni della metropolitana e le strade principali del centro, fermato le linee degli autobus e ordinato a negozi e ristoranti di non aprire.
I dimostranti hanno perciò cercato di raggiungere le stazioni di Krasnie Vorota e Sukharevskaja e di marciare in via Sakharov.
A San Pietroburgo quasi 2mila persone riunite in una piazza del centro sono state disperse dalle forze antisommossa. La polizia ha effettuato diversi arresti, alcuni a colpi di manganelli. In un video di Fontanka, si vede un poliziotto estrarre l’arma di servizio e puntarla contro la folla.
Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha denunciato su Twitter “l’uso continuato da parte della Russia di tattiche brutali contro manifestanti pacifici e giornalisti per la seconda settimana consecutiva” e invitato le autorità  russe a rilasciare Alexei Navalny dei suoi sostenitori.

(da agenzie)

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SONDAGGIO SOLE 24 ORE: CON LA LISTA-CONTE, POLO DI GOVERNO E CENTRODESTRA SAREBBERO APPAIATI (47,7% E 46,9%)

Gennaio 30th, 2021 Riccardo Fucile

NELLA FIDUCIA AI LEADER CONTE IN TESTA E RENZI ULTIMO

Un sondaggio interessante che si presta a letture molto variegate: un’eventuale Lista Conte al 16.5 per cento e al 38 per cento la preferenza degli italiani per un governo sempre guidato dal premier uscente.
Lo rileva un’indagine del Sole 24 ore, in cui il 61 per cento degli intervistati è contrario al voto anticipato.
Dall’indagine emerge che il 39% degli italiani vorrebbe andare al voto anticipato (percentuale che sale al 79% tra gli elettori di Fratelli d’Italia e all’81% di quelli della Lega), mentre il 61% è più favorevole alla creazione di un nuovo Governo (meglio se guidato da Conte 38%).
In caso di elezioni anticipate quasi i tre quarti degli italiani (73%) preferirebbe una legge elettorale con lo stesso sistema di quella per l’elezione dei sindaci.
Se si andasse al voto, la coalizione di centrodestra supererebbe il 50%, mentre in presenza di una Lista Conte (stimata al 16,5%) il polo di governo e quello di centrodestra, sarebbero appaiati (47,7% e 46,9%)
Scetticismo sulla gestione di emergenza sanitaria, economica e recovery plan, la cui gestione è giudicata positivamente rispettivamente dal 42%, 30% e 35%.
Nella fiducia nei leader Conte resta primo (44%), mentre Renzi chiude la classifica (11%).

(da Globalist)

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COSA VUOLE RENZI PER DIRE SI’ AL CONTE TER

Gennaio 30th, 2021 Riccardo Fucile

SOSTITUIRE BONAFEDE E AZZOLINA, FAR ENTRARE LA BOSCHI TA I MINISTRI, METTERE LE MANI SULLO SVILUPPO ECONOMICO E INFRASTUTTURE (STRANO, EH?)

Matteo Renzi dopo la notizia del mandato esplorativo a Fico ha commentato:   “La decisione del Presidente è una scelta saggia che Italia Viva onorerà  lavorando sui contenuti: vaccini, scuola, lavoro, Recovery sono priorità  su cui si gioca il futuro. Diciamo no alla caccia al parlamentare, diciamo sì a idee e contenuti. No al populismo, sì alla politica”.
Ma cosa vuole davvero il leader di IV? Per tornare a sedere in CdM con Conte presidente del Consiglio il toscano si vocifera che avrebbe in mente diverse condizioni. A partire dalla sostituzione di Bonafede.
Spiega il Fatto:
Primo. “Mi devono dire che Italia Viva è un partner e smettere di cercare Responsabili”, spiega agli amici. Secondo. “Conte non può avere tutto: se resta lui, deve saltare Alfonso Bonafede. E non solo”.
E si spinge a ipotizzare per il posto di Guardasigilli il procuratore di Milano, Francesco Greco. Per inciso, quello che sta facendo le indagini sulla Lega di Salvini. Un nome forse più ipotetico che effettivamente possibile, ma che dimostra anche la volontà  di trattare con certi ambienti. Non si sa mai…
Terzo. “Non mi è piaciuto Roberto Gualtieri”. Per l’Economia getta nella mischia il nome di Roberto Cingolani, ora nel board di Leonardo, nominato da Profumo (scelto dallo stesso Renzi)… Praticamente la Confindustria.
Ma non solo. Il senatore di Rignano vorrebbe anche che Maria Elena Boschi entrasse nella squadra di governo, magari alle infrastrutture per poter aver voce in capitolo sul Recovery Plan.
Ma potrebbe anche ricoprire il ruolo di sottosegretario a Palazzo Chigi come nel governo Gentiloni.

(da “NextQuotidiano”)

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OLIVIERO TOSCANI: “CON SALVINI E MELONI AL GOVERNO AVREMMO LE PEZZE AL CULO, SONO DUE CHE NON SANNO FARE NULLA, OLTRE A SPARLARE”

Gennaio 30th, 2021 Riccardo Fucile

“I NO VAX SONO TROGLODITI, IL VACCINO DOVREBBE ESSERE OBBLIGATORIO, CHI SI RIFIUTA DI FARLO E’ UN DELINQUENTE”

“Con Salvini e Meloni al governo avremmo le pezze al culo”. Oliviero Toscani non usa giri di parole per esprimere il suo pensiero sull’eventualità  che questa crisi di governo si risolva con la nascita di un nuovo esecutivo di centrodestra guidato dai leader di Lega e Fratelli d’Italia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni.
Intervistato ai microfoni de La Zanzara su Radio 24, il fotografo ha commentato le principali notizie di attualità , dal caos politico, appunto, fino alla pandemia di Covid e alla campagna vaccinale.
“Se al governo ci fossero Salvini e la Meloni mamma mia, avremmo le pezze al culo…”, ha detto Toscani. E alla domanda: “Ci sarebbero più morti per Covid?”, ha risposto: “Sicuro. Sarebbe un disastro, sono due che non sanno fare niente. Sparlano e basta. Avrebbero fatto gli errori di Trump e Boris Johnson”.
E ancora: “Chi vota per la Meloni e Fratelli d’Italia come li definisci?” “Poco istruiti, un po’ ignoranti, sì, sì…”.
Il fotografo ha sparato a zero anche su chi nega l’efficacia dei vaccini: “I no vax sono trogloditi e uomini delle caverne. Il vaccino contro il Covid è la cosa più civile del mondo. Deve essere obbligatorio come quando alle elementari era obbligatorio quello contro il vaiolo. Chi non vuole farlo è un cretino e un incosciente, bisogna farlo per educazione verso se stesso e gli altri”, ha spiegato. “La gente deve fare il vaccino — ha aggiunto — come deve pagare le tasse. Se non lo fai sei un delinquente. Chi non lo vuole fare è un delinquente”.
“Viviamo in una società  — ha proseguito — e non sei libero di fare quello che vuoi. Ci sono dei paletti”. E quando il conduttore, Giuseppe Cruciani, gli ha detto di non volersi vaccinare, Toscani ha risposto ironico: “Verremo lì, ti leghiamo e ti portiamo a fare il vaccino. Io non farei entrare un non vaccinato — ha concluso — in alcun posto pubblico, nemmeno in un negozio. Non sei libero di non fare il vaccino, come quando vai per strada non sei libero di viaggiare sulla sinistra. Non vaccinarsi è un omicidio”.

(da “Il Fatto Quotidiano”)

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QUANTI SONO I GRILLINI CHE STANNO CON DI BATTISTA?

Gennaio 30th, 2021 Riccardo Fucile

SONO OTTO-DIECI I SENATORI GRILLINI CHE NON VOGLIONO L’ACCORDO CON RENZI E PREFERISCONO TORNARE ALLE URNE

Insieme a te non ci sto più, guardo le nuvole laggiù: Alessandro Di Battista non ha preso bene la decisione del Movimento 5 Stelle che, per bocca di Vito Crimi, davanti a Mattarella non ha posto veti sul ritorno di Italia Viva in maggioranza, se si dovesse formare un nuovo governo guidato da Giuseppe Conte.
L’ex parlamentare del M5S ha tuonato su Facebook: “Prendo atto che oggi la linea è cambiata. Io non ho cambiato opinione. Tornare a sedersi con Renzi significa commettere un grande errore politico e direi storico. Significa rimettersi nelle mani di un “accoltellatore” professionista che, sentendosi addirittura più potente di prima, aumenterà  il numero di coltellate. Ed ogni coltellata sarà  un veto, un ostacolo al programma del Movimento e un tentativo di indirizzare i fondi del recovery verso le lobbies che da sempre rappresenta. L’ho sempre pensato e lo penso anche adesso. Se il Movimento dovesse tornare alla linea precedente io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie”.
C’è un rischio reale di scissione? E quanti sono i parlamentari grillini che seguirebbero Di Battista?
Capurso e Lombardo su La Stampa fanno qualche conto:
Monta, ora dopo ora, la rivolta interna dei duri e puri, deputati e senatori, che non vogliono tornare a sedersi al tavolo con Italia viva. Quanti è difficile dirlo, in un partito frantumato dove i radar indicano il “tilt” da mesi. Sono «una decina in tutto», prova a rassicurare qualcuno. «Potrebbero essere una trentina, di cui almeno 3-4 senatori», spiega invece, con qualche preoccupazione in più, chi tiene in mano il pallottoliere di palazzo Madama
Mentre Trocino sul Corriere tira fuori i nomi:
Da Pino Cabras ad Alvise Maniero, alcuni deputati manifestano un dissenso per le posizioni assunte. Ma la vera incognita rimane il Senato, decisivo per le sorti di una eventuale maggioranza giallorossa. «Valuterò quando verrà  formulata l’ipotesi di un nuovo governo», dice Mattia Crucioli. Nicola Morra evoca le dimissioni. Barbara Lezzi parla di sondare la base attraverso la piattaforma Rousseau: «È un repentino cambio di linea al quale, per essere legittimato, deve seguire un voto degli iscritti. I due governi formati dal 2018 hanno visto centrale il voto dei nostri iscritti. Anche in questo caso è necessario»
Altri senatori escono allo scoperto: «Se dobbiamo scegliere se far torto o patirlo, torniamo alle urne», scrive Bianca Laura Granato in un post su Facebook. In totale si parla di 8-10 senatori contrari alrientro in maggioranza dei renziani

(da agenzie)

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IL CENTRODESTRA E’ UNA PRESA IN GIRO: UNA COALIZIONE DIVENTATA FETICCIO

Gennaio 30th, 2021 Riccardo Fucile

IN NESSUN PAESE EUROPEO UNA DESTRA MODERATA VA A BRACCETTO CON CHI DOVREBBE ESSERE IL SUO PRINCIPALE AVVERSARIO

Il centrodestra è una grande presa in giro. Eh sì, è proprio così. Una presa in giro prima di tutto nei confronti di quei tantissimi italiani di destra che continuano pervicacemente a fidarsi di una classe dirigente sempre più arroccata su se stessa.
Ma una presa in giro, vale la pena di sottolinearlo, anche nei confronti di se stesso o, meglio, nei confronti dei tanti dirigenti e militanti sempre più a disagio per una commedia diventata farsa.
La delegazione del centrodestra che si è presentata venerdì nello studio di Mattarella sembrava un esercito d’invasione: 13 componenti (13!) capaci solo di far intervenire la polizia per assembramento abusivo. Mancava solo il vichingo di trumpiana memoria. E strano non abbiano invitato Iannone di Casapound…
Un’immagine di unione che in realtà  svela ormai tutto il ridicolo di una coalizione diventata feticcio, di un’alleanza che si tiene insieme senza un come, senza un cosa, e soprattutto senza un perchè che non sia quello di difendere la precaria sicurezza di garantire qualche strapuntino in più.
Poca cosa. Davvero poca cosa. Davvero nulla. Un nulla che serve solo ai cultori del niente sovranista, del vuoto populista, dello zero estremista.
Che serve solo a chi si è posto (consciamente o inconsciamente) come unico destino politico quello di stare sempre e comunque all’opposizione, sempre e comunque sulle barricate dell’urlo a tutti i costi.
Gli unici a guadagnarci sono quel Matteo Salvini e quella Giorgia Meloni che sfruttano i moderati del centrodestra come utili idioti nel tentativo di sdoganare in Italia ciò che nel resto d’Europa è posto garbatamente ma inesorabilmente ai margine del sistema politico, al di fuori delle alleanze di governo.
E nessuno venga a dire che è questione di numeri. Perchè quei numeri sono in realtà  garantiti proprio dal masochismo dei moderati che danno agli estremisti un’agibilità  politica che non dovrebbero avere in un grande paese europeo. Anzi, che non hanno in nessun paese europeo tranne che in Italia.
Provate a immaginare la destra repubblicana francese andare a braccetto con i lepenisti. E la Cdu tedesca a braccetto con l’estrema destra alleata di Salvini.
Solo in Italia succede ciò che in Europa è considerato impossibile. Chiedere alla Merkel per conferma.
Solo in Italia i moderati si accalcano imbarazzanti e senza imbarazzo per una foto opportunity con chi dovrebbe essere il loro primo avversario.
E più si accalcano e più perdono ruolo e identità . E più perdono ruolo e identità  e più gli estremisti conquistano una centralità  politica che non si meritano e che (soprattutto) non dovrebbero avere per una questione di civiltà .
E di buona politica.

Filippo Rossi

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MELONI TEME CHE ALLA FINE IL CENTRO-DESTRA SI DIVIDA: “RICUCIRE POI SAREBBE DIFFICILE”

Gennaio 30th, 2021 Riccardo Fucile

AL CENTRODESTRA CONVIENE IL CONTE-TER, SE SI VA AL GOVERNO ISTITUZIONALE SI SPACCA

Mentre inizia oggi il mandato esplorativo di Roberto Fico, tutte le forze sono però consapevoli che la partita è lungi dall’essere chiusa. Lo sa soprattutto il centrodestra, che da stamattina è tornata a cladeggiare per un governo di unità  nazionale, Forza Italia con più convinzione di tutti.
L’unica che continua a battere sempre sullo stesso tasto è Giorgia Meloni: la leader di Fratelli d’Italia si sta vedendo sfumare sotto gli occhi la possibilità  di tornare a elezioni perchè sa che in questo momento è il suo l’unico partito che ne trarrebbe vantaggio.
Non può discostarsi troppo dalla linea comune e infatti afferma: “Se arriverà  da Mattarella la proposta di un governo di unità  nazionale la valuteremo con serenità . Ma continuiamo a pensare che non sia quello che serve all’Italia”. E ribadisce: “Non sarò mai in un governo con il Pd e il M5S”.
L’apertura al Governo di unità  nazionale, ci tiene a specificare Meloni, rappresenta solo “il doveroso rispetto che si deve al capo dello Stato se dovesse decidere di non sciogliere le Camere. Sarebbe giusto valutare, certo, ma da me non c’è alcun cambio di linea”.
Ma Meloni non si nasconde le difficoltà  che potrebbe incontrare questa linea unitaria di fronte a un eventuale cambio di scenario: “Ho letto e sentito anche io sfumature diverse, ma confido e spero che il centrodestra resti compatto. Le valutazioni – aggiunge – le faremo con serenità  quando arriverà  il momento di farle, ma nessuno credo vorrà  avventurarsi in percorsi che non fanno bene all’Italia. È già  accaduto che alcune forze prendessero strade diverse, poi abbiamo faticosamente ricucito. Certo, la speranza è che non accada, perchè poi è difficile ritrovare la compattezza perduta”.

(da agenzie)

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OCCORRE DARE AGLI ITALIANI LA LIBERTA’ DI SCEGLIERSI IL VACCINO, SONO DIVERSI PER EFFICACIA

Gennaio 30th, 2021 Riccardo Fucile

IL RISCHIO DI AMMALARSI DOPO IL VACCINO ASTRAZENECA E’ SETTE VOLTE SUPERIORE A PFIZER E MODERNA

Accanto ai due vaccini in uso, Pfizer e Moderna, Astrazeneca è stato approvato dall’Ema per l’Europa; altri due vaccini – Johnson & Johnson e Novavax – hanno avuto risultati molto positivi e saranno ragionevolmente approvati in un prossimo futuro.
Tuttavia, ci sono grandi differenze tra questi vaccini.
Pfizer e Moderna sono praticamente equivalenti: nei vaccinati nei primi mesi il rischio di ammalarsi cade a circa il 5% rispetto al rischio dei non vaccinati.
Invece, con Astrazeneca questo rischio scende solo a circa il 35%.
In conclusione, il rischio di ammalarsi dopo il vaccino Astrazeneca è circa sette volte maggiore che dopo il vaccino Pfizer o Moderna.
Inoltre non abbiamo informazioni sperimentali sull’efficacia del vaccino Astrazeneca sulle persone con più di 65 anni: nella sperimentazione clinica un po’ meno di 400 persone hanno ricevuto il vaccino e lo stesso numero di persone ha ricevuto il placebo.
Una persona si è ammalata nel gruppo del vaccino e una si è ammalata nel gruppo del placebo
Nello studio fatto gruppo di vaccinati invece con meno di 65 è quasi 20 volte più ampio e abbiamo informazioni sicure solo su questa fascia di età . Per sapere veramente quanto è efficace Astrazeneca nella popolazione anziana dobbiamo aspettare i dati sull’effetto delle vaccinazioni nel Regno Unito.
L’Ema ha concluso che presumibilmente il vaccino Astrazeneca dovrebbe essere efficace per le persone con più di 65 anni, mentre l’agenzia regolatoria tedesca ha concesso per il momento l’autorizzazione solo per persone con meno di 65 anni vista la sostanziale assenza di dati per le persone con più di 65 anni.
Chissà  cosa deciderà  l’Aifa? Aspetterà  i dati inglesi per prendere una decisione per questa fascia di età ?
Certamente in presenza di vaccini con caratteristiche molto diverse non sarà  facile decidere come fare un piano vaccinale dettagliato, tenendo anche conto che non ci sono studi scientifici che affrontano questo problema e che la protezione indotta dai vaccini a distanza di molti mesi non è chiara.
Nel migliore dei mondi possibili bisognerebbe esaminare urgentemente le cartelle cliniche di 25 milioni di Italiani con più di 60 anni o con una malattia cronica e decidere quale vaccino usare con un criterio possibilmente razionale. Inoltre, ci sono altri criteri che dovrebbero essere considerati: per esempio le coabitazioni con persone più giovani oppure le attività  lavorative.
È evidente che una soluzione perfettamente razionale non è praticabile: la sola raccolta delle informazioni necessarie è un compito impossibile. Una decisione basata solo su criteri di età  avrebbe molti elementi di arbitrarietà  e sarebbe considerata da molti una vessazione (per non parlare del possibile ginepraio di ricorsi al TAR).
Una possibile soluzione è la creazione di due o più canali di prenotazione a seconda del vaccino.
Ci sarebbero due file, due sportelli con tempi di attesa diversi. Il cittadino, dopo essersi consultato con i medici curanti, potrebbe scegliere per esempio di vaccinarsi con Astrazeneca il giorno dopo o con Pfizer e Moderna tra tre mesi.
Col passare dei mesi, quando saranno chiare sia la capacità  di protezione del vaccino a lungo termine che quella di interrompere il contagio, sarà  forse possibile fare delle scelte razionali per tutti.
Almeno in un primo momento, bisogna dare ai cittadini la libertà  di scegliersi il vaccino che si adatta meglio alle loro esigenze e alle loro condizioni di salute: ovviamente i tempi di attesa sarebbero diversi a seconda della scelta fatta.

(da “Huffingtonpost”)

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