EFFETTO MELONI: IL CSM VIRA A SINISTRA. IL RINNOVO DEI VENTI TOGATI DELL’ORGANO DI AUTOGOVERNO DELLE TOGHE FA REGISTRARE L’EXPLOIT DELLE CORRENTI “AREA”, “AUTOGOVERNO DIFFUSO” E “MAGISTRATURA DEMOCRATICA”, CHE INSIEME COPRONO LA METÀ PIÙ UNO DEI SEGGI
SCONFITTA CLAMOROSA PER LA COMPONENTE PIÙ VICINA ALLA DESTRA DI GOVERNO, “MAGISTRATURA INDIPENDENTE”. UNA DISFATTA PER IL SOTTOSEGRETARIO, ALFREDO MANTOVANO
Vira nettamente a sinistra il Consiglio superiore dei togati. Le urne decretano, per i venti eletti, l’exploit di Area, di Autogovernodiffuso e di Magistratura democratica, che insieme coprono la metà più uno dei seggi.
Tiene bene il presidio dei centristi di Unicost. Sconfitta clamorosa per la componente più vicina alla destra di governo, Magistratura Indipendente. È l’effetto contraccolpo.
Un esito legato all’offensiva della politica contro le toghe. Ma pesano anche le fratture interne a Mi. Che mentre riduce numeri e eletti (da 7 passa a 4), vede tornare dai fantasmi del suo passato il vecchio leader Cosimo Ferri. È il 20esimo, ri-eletto da “indipendente” con circa 500 voti (nonostante sia stato protagonista del famigerato Sistema Palamara).
Due giorni di spoglio. Ma, a meno di sorprese negli ultimi conteggi, è chiara l’impronta. Sarebbero 11 i seggi per le liste progressiste: 7 del gruppo di Area (oltre a Pilla, i pm Eugenio Albamonte e Gianluca De Leo, e i giudici Chiara Gallo, Roberto Arata, Maria Cristina Ornano e Ilaria Casu. «Credo sia stato premiato l’impegno legato a una fondamentale proposta: difendere autonomia e indipendenza da attacchi sempre più violenti. Vedi l’ultimo contro il gip di Milano», commenta il segretario, Giovanni Zaccaro.
La vera impresa appartiene al gruppo di Autogoverno, il movimento sorto intorno al lavoro del togato uscente Roberto Fontana, che correva insieme ai “rossi” di Md; da 2 i seggi passano a 4. Oltre a Nardecchia, eletti la pm Roberta Amadeo, e i giudici Pierpaolo Lanni e Glauco Zaccardi. «Un risultato che potrà dare continuità alla mia esperienza di consigliere.
No alle logiche di schieramento precostituito, ma sempre radicali su contenuti, sui valori e la ricerca delle convergenze per promuverli. Il problema delle degenerazioni correntizie deve essere risolto alla radice dal Csm per poter difendere il suo assetto costituzionale», riflette con Repubblica Fontana.
Mantiene i suoi 4 seggi Unicost (con il pm Giuliano Caputo, e i giudici Valeria Ciampelli, Pietro Indinnimeo e Daniela Monaco Crea). Il più magro resta il bilancio di Mi. Gli eletti sono il pm Stefano Buccini, e le giudici Ilaria Romano, Maria Tiziana Balduini ed Ernesta Occhiuto. Le delusioni troppe, c’è chi teme anche una scissione.
(da Repubblica)
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