Agosto 14th, 2016 Riccardo Fucile
I MUSULMANI: “ABBIAMO PAURA”… LE CONSEGUENZE DELLA CAMPAGNA DI ODIO DI TRUMP DA’ I SUOI FRUTTI
Paura e rabbia si diffondono nelle comunità musulmane d’America dopo l’assassinio di un imam del suo assistente all’uscita da una moschea, ieri a New York.
La polizia, che inizialmente aveva parlato di rapina, ha cambiato rotta, anche se non ha ancora confermato ufficialmente che si è trattato di un hate crime, un crimine d’odio per motivi etnici o religiosi.
Ma i due avevano addosso più di mille dollari in contanti che il killer – un uomo di pelle olivastra con una maglia blu che ha agito da solo – non ha preso.
Cinque colpi di pistola in un tranquillo sabato pomeriggio di caldo opprimente nel Queens. Un imam reduce dalla preghiera nella moschea Al-Furqan Jame Masjid di Glenmore Avenue viene assassinato all’incrocio tra Liberty Avenue e la 79esima strada, a un isolato dalla fermata della linea A della metropolitana.
Il 55enne Maulama Uddin Akongjee, arrivato due anni fa dal Bangladesh, muore all’istante, colpito alla testa. Il suo assistente Thara Uddin, 60 anni, muore qualche ora dopo all’Elmhurst Hospital.
L’esecuzione
L’esecuzione, improvvisa e senza precedenti, è stata condotta da un solo uomo che, secondo alcuni testimoni (ma pare ci siano anche riprese delle telecamere di sorveglianza), è arrivato alle loro spalle, armato con una pistola di grosse dimensioni. Il quartiere è sconvolto: centinaia di residenti musulmani sono subito scesi in strada per chiedere giustizia.
La polizia, a caldo, aveva escluso l’ipotesi di “hate crime”, preferendo parlare di rapina. Ma poi, col passare delle ore, la pista dell’atto di terrorismo si è rafforzata: Maulama Akongjee è stato dipinto da tutti come un uomo tranquillo, senza nemici, ascoltato e rispettato nel quartiere.
Rabbia e paura
La folla di musulmani che si raduna sul luogo dell’omicidio – il quartiere è abitato soprattutto da immigrati del Bangladesh, ma ci sono anche pachistani e indiani induisti – ha subito denunciato il crimine come il risultato dell’”islamofobia” che si sta diffondendo in America e ha accusato Donald Trump per averla istigata con la sua retorica incendiaria.
Ma, mentre alcuni leader religiosi hanno chiesto giustizia invitando al tempo stesso alla calma, altri hanno inveito anche contro il sindaco DeBlasio: «Dov’è? Perchè non è qui? Deve proteggerci. Paghiamo le tasse, abbiamo diritto ad essere protetti». Rabbia ma anche tanta paura: se la sono presa con loro due, dicono, perchè indossavano abiti religiosi.
Altri notano, sconsolati, che il quartiere, la zona di Queens attorno ad Ozone Park, non sarà più lo stesso.
Era stato, fin qui, un luogo di convivenza pacifica tra gente di varie etnie e varie fedi religiose: «Qui si è sempre vissuto in pace: musulmani e induisti. Non ci sono mai stati scontri significativi».
Un incantesimo finito? E’ presto per dirlo: la polizia valuta varie ipotesi.
Islamofobia crescente
A Ozone Park gli episodi di violenza non sono rari, l’ultimo omicidio davanti al parco risale al 15 luglio.
Ma i residenti parlano di episodi isolati mentre fino a ieri nessun aveva paura di professare la sua religione. Ora, dicono i musulmani, «abbiamo paura per le nostre famiglie, per i nostri figli, per noi stessi».
La pista dell’islamofobia prende sempre più corpo in un Paese che nell’ultimo anno, secondo i dati dell’FBI, ha registrato 12 sospetti crimini contro i musulmani ogni mese. Quest’anno si era registrata un’accelerazione, ma non fino al punto di arrivare a omicidi mirati.
(da “il Corriere della Sera”)
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Agosto 14th, 2016 Riccardo Fucile
DA UNA PARTE I TITOLARI DI STABILIMENTI BALNEARI, DALL’ALTRA I TURISTI CHE NON INTENDONO PAGARE PER PRENDERE IL SOLE
La guerra dell’ombrellone si ripete ogni giorno. 
Più o meno nella stessa fascia oraria: da mezzogiorno alle cinque del pomeriggio. Succede un po’ ovunque: a Porto Cervo, ma anche a San Teodoro, nella zona di Porto Rotondo ma anche lungo le spiagge di Palau e Villasimius, dal Poetto a Santa Margherita di Pula.
La battaglia si svolge più o meno sempre allo stesso modo.
Da una parte i titolari degli stabilimenti balneari e dall’altra i turisti che non hanno alcuna intenzione di pagare per prendere il sole.
Chi gestisce i lettini schierati a pochi metri dalla riva non gradisce altri ombrelloni troppo vicini ai suoi e così la rissa quotidiana è assicurata.
Scena trasmessa in diretta Facebook due giorni fa dalla Cinta di San Teodoro: «Voi da qui ve ne dovete andare, altrimenti chiamiamo subito i vigili — grida il bagnino dello stabilimento — Non potete stare vicini alla nostra concessione, allontanatevi».
Pronta la risposta: «Questa spiaggia è di tutti, è libera e noi restiamo. Non riuscirete a mandarci via».
Il resto è tutto già visto: urla, offese reciproche e vigili urbani che arrivano e che tentano di riportare la calma.
Nei giorni di Ferragosto nelle spiagge della Sardegna è diventato difficilissimo trovare uno spazio libero.
Per essere fortunati bisogna essere al mare di buon mattino, chi arriva troppo tardi deve accontentarsi di qualche angolo. Sotto il sole i nervi saltano subito a fior di pelle. Nelle località più frequentate della Costa Smeralda, come al solito, c’è anche qualcuno che ha allargato un po’ troppo i confini dello stabilimento.
E così venerdì a Porto Cervo i bagnanti si sono ritrovati con la battigia sbarrata dagli ombrelloni dei vip.
Immediatamente è iniziata la contestazione. Qualcuno ha scattato le foto e annunciato una denuncia sui social network e qualcun altro ha chiamato direttamente la Guardia costiera.
«Gli ombrelloni devono essere piazzati a cinque metri dalla battigia, cioè dalla linea del mare — spiega il comandante della Capitaneria di porto di Cagliari, Roberto Isidori — Questo vale per tutti: per gli stabilimenti balneari ma anche per chi occupa la spiaggia libera. Chiunque voglia attraversare l’arenile o fare la classica passeggiata in riva non deve trovare ostacoli. Per cui posso dire che gli ombrelloni sulla riva non sono regolari. Negli spazi laterali agli stabilimenti, invece, qualunque cittadino può stendersi liberamente, salvo che non sia stato individuato un passaggio,
ma con specifica ordinanza».
Nicola Pinna
(da “La Stampa”)
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Agosto 13th, 2016 Riccardo Fucile
DA TORINO A PARMA IL NO AI CARICHI IN ARRIVO DA FUORI, ROMA INVECE CHIEDE OSPITALITA’
La politica sui rifiuti del M5S cammina su un doppio binario.
E Torino e Roma, conquistate dal movimento di Beppe Grillo alle recenti amministrative, si differenziano sin da subito per le scelte fatte in materia di smaltimento.
A Torino infatti la sindaca Chiara Appendino ha detto no al governatore della Sicilia Rosario Crocetta, che aveva richiesto al capoluogo del Piemonte di accogliere le 15 mila tonnellate di spazzatura nel termovalorizzatore del Gerbido.
I cinquestelle torinesi si sono messi di traverso. D’altro canto – ha spiegato in più di un’occasione il capogruppo in Regione dei pentastellati Giorgio Bertola – «noi ci siamo sempre opposti al pendolarismo dei rifiuti perchè è inaccettabile che il Piemonte si trasforma nella pattumiera d’Italia».
Una strategia differente da quella di Virginia Raggi, che al punto 9 del piano anti-rifiuti scrive: ««Stante i contratti in essere, si chiede priorità di conferimento rispetto a terzi che già conferiscono verso impianti Acea già esistenti (San Vittore e Aprilia-Orvieto-Terni) incardinati sull’inderogabile principio comunitario di prossimità ».
Immediata la rivolta dei sindaci di Terni e di Orvieto per una scelta che cozza con le campagne del M5S in questi anni sui rifiuti e con la strategia della Appendino.
«Quel che fa la Raggi non è che mi interessi più di tanto», dice Monica Amore, consigliere comunale del M5S a Torino. «A me interessa quello che si fa qui. Ma di certo noi dei Cinque Stelle abbiamo fatto sempre manifestazioni contro il trasporto dei rifiuti e contro gli inceneritori». Infatti basta scorrere gli archivi per scoprire che il M5S ha animato molteplici manifestazioni in giro per l’Italia opponendosi strenuamente al trasporto dell’immondizia.
Il 24 marzo del 2012, ad esempio, con i consiglieri comunali Paolo Menis e Stefano Patuanelli partecipò alla manifestazione organizzata davanti al Comune di Trieste per chiedere che fossero bloccati gli afflussi di rifiuti campani.
«Nessun Dorma» è stato invece il titolo della manifestazione organizzata sempre dai Cinque Stelle nel luglio del 2015 a Parma.
Con un corteo, promosso dal Comune e dagli esponenti locali del movimento, i fedelissimi di Grillo protestarono proprio contro «il conferimento dei rifiuti anche al di fuori dei confini regionali».
Alla contestazione presero parte tra gli altri i parlamentari Alberto Zolezzi (che ora siede nella Commissione ambiente della Camera), e la deputata Giulia Sarti, oltre ai consiglierei regionali Gian Luca Sassi e Raffaella Sensoli e l’europarlamentare Marco Affronte.
Un altro corteo, ancora, sfilò per le vie di Firenze il 12 maggio scorso, organizzato dal meet up di Sesto Fiorentino.
Ora che i Cinque Stelle sono alle prese con l’emergenza di Roma, però, sembrano aver mutato strategia. Claudia Mannino, deputata del M5S che si occupa di rifiuti, la spiega così: «Anche io ho partecipato a tante manifestazioni, e la nostra posizione non cambia. Continuiamo ad essere contrari al trasporto dei rifiuti, ma Roma ha un problema strutturale come la Sicilia».
Giuseppe Alberto Falci
(da “il Corriere della Sera”)
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Agosto 13th, 2016 Riccardo Fucile
LA FRASE INFELICE DELLA CAPO DI GABINETTO DELLA RAGGI … LE VITE COMPLICATE SONO ALTRE, EVITA DI FARE LA VITTIMA
Io conosco un sacco di donne con una vita complicata.
C’è la mia amica A. che aveva un talento formidabile per il teatro ma ha scelto di fare la mamma di un bambino affetto da una malattia rara per cui non c’è cura.
Non l’ho mai sentita lamentarsi, ma l’ho sentita qualche volta ragionare con angoscia su cosa succederà al suo bambino una volta che lei e suo marito non ci saranno più.
C’è la mia amica N. che è nata uomo ma aveva un cuore di donna e ha lottato tutta la vita per diventarlo e durante questa lotta ha rimediato anche un virus che al solo sentirne il nome un sacco di gente fa tre passi indietro: Hiv.
C’era la mia amica S. che ha tentato di lottare contro una malattia che la faceva oscillare lungo una sinusoide impazzita dell’umore e il giorno di Pasqua di qualche anno fa ha pensato che non poteva vincere questa battaglia, si è riparata sotto un albero e ha ingoiato tutte le pillole che dovevano guarirla assieme a una bottiglia di whiskey.
C’era anche la mia amica A. che per 12 anni ha battagliato contro 3 tumori e lo ha fatto sempre con un bel sorriso e senza un solo secondo di lamentela.
Aveva un buon lavoro, ma lo ha dovuto lasciare, aveva una vita che amava e ha dovuto lasciare pure quella.
Ora, Carla Romana Raineri, la neocapo di gabinetto della neosindaca Raggi, ha detto che al Campidoglio ci rimette, e che ha una vita complicata.
Ecco, senza voler essere la più moralista dei moralisti (che il rischio che si corre, cari 5 stelle, è di inciampare in uno più moralista di te che rivela al mondo le crepe della tua eccepibile etica), dicevo: senza voler sbrodolare con la storia della morale, io di vite complicate ne incontro tutti i giorni, ma di solito non hanno uno stipendio da 193mila euro l’anno.
Che io non discuto il principio per il quale il lavoro vada sempre ed equamente retribuito, discuto però il buongusto di chi si lamenta della scelta di vita che ha fatto e per la quale viene pagato e non con due bruscolini sbucciati.
Il buongusto sta nel ringraziare chi, con tasse e balzelli pagati su uno stipendio che (quando si ha la fortuna di avere un lavoro) si aggira intorno ai 1200 euro, permette a te di prenderne mensilmente quasi 10 volte tanto.
Ma certo, il tuo è un lavoro di grande responsabilità , devi controllare che tutta la macchina amministrativa della capitale d’Italia – una specie di buco nero che fagocita risorse e buone intenzioni – marci spedita e senza macchie.
Certo lavori dalle 7 alle 24 (ammazza che fisico) e vivi lontana da casa, fai la pendolare tra Roma e Milano e te devi pure pagare il biglietto sul Frecciarossa.
Io capisco tutto e, giuro, sono solidale con te capo di gabinetto, magistrato in aspettativa, del sindaco Raggi.
Ma ho una domanda da farti: ti hanno per caso sedata, bendata, caricata a forza su un vagone di prima classe, e catapultata al Campidoglio senza che tu potessi dire nè ahi ne bahi?
O magari t’hanno costretta ad assumere un incarico che ti tiene lontana dalla tua famiglia, ti costringe a dormire una manciata di ore per notte e, addirittura, saltare le ferie d’agosto?No.
La verità è che la scelta l’hai fatta tu e, ho il sospetto, che ora ti sia accorta di essere rimasta con il cerino corto tra le mani, perchè a leggere le tue dichiarazioni circa la piccola polemica estiva che ti vede coinvolta capisco che il giorno in cui hai accolto la richiesta del sindaco di Roma tu abbia fatto male i conti.
A voler essere precise, e io ci tengo, inizio a pensare che tu abbia incasinato i principi che dovevano guidarti nella scelta: sei andata a fare un mestiere che dovrebbe mettere al primo posto il bene comune non quello del conto corrente che hai intestato!
Se vai a fare il capo di Gabinetto a Roma dovresti andarci con lo spirito di ‘missione’ che dovrebbe animare chi dedica la propria vita a migliorare quella degli altri.
Sennò, scusa, ma stai dove sei, no? Chi te lo fa fare?
Stai dove sei che comunque vivi a 100 metri a piedi dal tuo posto di lavoro (il Palazzo di Giustizia di Milano, ndr) e guadagni 170mila euro l’anno.
Ma soprattutto, non fare la vittima perchè la tua vita non è complicata.
Le vite complicate sono altre alle quali la tua non assomiglia per niente.
E ora, buon lavoro, signora Carla. Fallo bene, fallo con tutta te stessa, merita questo stipendio che ti viene dato e noi saremo contenti di versartelo ogni mese.
Deborah Dirani
(da “Huffingtonpost“)
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Agosto 13th, 2016 Riccardo Fucile
“FORSE ORA SI STANNO RENDENDO CONTO CHE E’ RIDICOLO”
Donald Trump non dovrebbe correre per la presidenza perchè “è completamente fuori di testa”. Parola di Robert De Niro.
L’attore e produttore americano, al festival del cinema di Sarajevo per presentare la versione digitale del film di Martin Scorsese ‘Taxi Driver’ in occasione del 40° anniversario della sua uscita, ha commentato la corsa alla Casa Bianca del candidato repubblicano.
“Non so – ha detto De Niro -, è una cosa folle che gente come Donald Trump… Non dovrebbe essere nemmeno dove si trova ora.. Che Dio ci aiuti”.
Con queste parole il celebre attore ha ottenuto applausi dalla folla riunita al Teatro nazionale di Sarajevo.
“Quello che sto dicendo è che è davvero folle, ridicolo… È completamente fuori di testa”, ha aggiunto.
Ma, “credo che ora stanno cominciando davvero a spingerlo indietro – ha ribadito l’attore – i media, finalmente, stanno cominciando a dire: ‘Andiamo Donald, è ridicolo, insano, fuori di testa’”.
(da “Huffingtonpost“)
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Agosto 13th, 2016 Riccardo Fucile
AVEVA UN TASSO ALCOLEMICO DELLO 0,2, IN PRATICA AVEVA BEVUTO UN PAIO DI BICCHIERI DI VINO
Si dimette dall’incarico di ministro dopo essere stata fermata per guida in stato d’ebbrezza. 
È quello che è successo in Svezia, dove la ministra dell’istruzione, Aida Hadzialic ha rassegnato oggi le dimissioni dopo che giovedì sera era stata fermata alla guida della sua auto con un tasso alcolemico dello 0,2: in pratica aveva bevuto un paio di bicchieri di vino.
Hadzialic, 29 anni, musulmana nata in Bosnia-Herzegovina, è arrivata in Svezia all’età di cinque anni ed è un esponente del partito socialdemocratico.
A raccontare il motivo delle sue dimissioni è stata lei stessa, durante una conferenza stampa in cui ha spiegato di essere stata fermata a Malmoe mentre tornava in auto da un concerto a Copenaghen.
L’alcol test ha rivelato una presenza di 0,2 milligrammi di alcool nel sangue, quantità minima che in Svezia è considerata comunque reato.
“Ho deciso di guidare credendo, naturalmente, di non essere più sotto effetto di alcolici: ho fatto il più grave sbaglio della mia vita”, ha spiegato Hadzialic, ammettendo di aver bevuto vino poche ore prima di essere fermata dalla polizia, che l’ha multata e denunciata alle autorità : potrebbe rischiare fino a sei anni di carcere.
La ministra si è detta dispiaciuta per aver “deluso” molta gente e ha ammesso di essere “furiosa con se stessa”.
Il premier svedese, Stefan Là¶fven, socialdemocratico come Hadzialic, ha assicurato in una nota di condividere con la ministra “l’analisi sulla gravità della situazione”, dicendosi dispiaciuto di “aver perso una collega apprezzata“.
Le dimissioni saranno presentate formalmente lunedì.
Le sue deleghe saranno assunte dalla ministra all’Istruzione superiore, Helene Hellmark Knutsson.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Agosto 13th, 2016 Riccardo Fucile
INVECE CHE MULTARE CHI LASCIA LIBERI BOVINI E OVINI, IL PRIMO CITTADINO PENSA DI RISOLVERE IL PROBLEMA SPARANDOGLI… LA DIFFIDA DELLA LAV
C’è la facoltà persino di sparare a vista sugli animali vaganti a Monterosso Almo, “per tutelare la pubblica sicurezza e l’igiene”.
Non siamp su “Scherzi a parte2 ma in un paese in provincia di Ragusa.
L’ordinanza n. 38 dello scorso 11 agosto emanata dal sindaco del piccolo comune montano Paolo Buscema non lascia adito a dubbi al punto da indurre la Lav (Lega anti vivisezione) ad esortare lo stesso primo cittadino a fare dietrofront, tramite una nota dell’ufficio legale.
Per animali vaganti si intendono soprattutto i bovini (ma anche gli ovini) che fin troppo spesso «sconfinano» dai campi destinati al pascolo, a causa della negligenza di certi allevatori, spingendosi “addirittura” fino alla grande piazza di Monterosso Almo. L’ordinanza del primo cittadino non autorizza chiunque a «farsi giustizia da sè», visto che solo le forze dell’ordine sono autorizzate a sopprimere gli animali vaganti in caso di percezione di pericolo immediato.
Con una diffida messa a punto dagli avvocati del proprio ufficio legale, la Lav solleva formalmente la questione della illegittimità dell’Ordinanza nella parte in cui dispone l’uccisione degli animali in assenza di presupposti idonei, elemento che potrebbe configurare l’ipotesi di reato di uccisione di animali “non necessitata”, previsto dall’articolo 544 bis del Codice Penale e punibile con la reclusione fino ai 2 anni .
“Questa Ordinanza, rispetto alla normativa vigente — la quale già prevede l’intervento delle Forze di Polizia, per gravi motivi di sicurezza pubblica — rischia di essere un indiscriminato via libera all’uccisione di animali”, afferma la LAV.
Poichè gli animali allevati devono essere iscritti per legge alle relative anagrafi, la LAV chiede anche che le Autorità coinvolte non attuino tale Ordinanza e invece dispongano i controlli previsti dalla legge e vigilino sulla tutela degli animali irrogando eventualmente le sanzioni previste per il reato di abbandono di animali come previsto dal Codice penale.
(da agenzie)
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Agosto 13th, 2016 Riccardo Fucile
RISPONDE COSI’ A CHI CONTESTA IL SUO STIPENDIO DI 193.000 EURO… MA SE CI RIMETTE, GLIELO HA ORDINATO IL MEDICO DI ACCETTARE L’INCARICO?…. POI LA CADUTA DI STILE: “ALLA STAZIONE TERMINI TROVANO ANCHE A MENO”
“Io non guadagno tanto, la differenza con il mio stipendio precedente è di 1.000 euro al mese, e
con quei soldi devo pagare i viaggi per Milano dove risiede la mia famiglia e l’albergo a Roma”. Lo dice al Corriere della Sera il capo di gabinetto della sindaca Virginia Raggi, Romana Raineri, commentando le polemiche sul suo stipendio 193mila euro.
“Io sono un magistrato – afferma Raineri -, guadagnavo 170 mila euro, ora sono 21 mila in più, al netto la metà , ovvero circa mille euro al mese con cui pago anche l’alloggio a Roma”.
“Io lavoro dalle 7 alle 24 tutti i giorni, non vedo la mia famiglia, faccio una vita complicata: se fossi rimasta a Milano, nella mia casa a cento metri dal palazzo di Giustizia, starei meglio. Io non raccolgo margherite, a fare il mio lavoro non ci può essere chiunque. Certo possono risparmiare, vanno alla stazione Termini e prendono una persona qualsiasi”.
Intervistata anche dal Messaggero, Raineri aggiunge:
“Ma secondo lei a tre anni dalla pensione mi trasferisco a Roma per rimetterci? Così i contributi si abbassano. Se uno vuole prendere un capo di gabinetto che costa meno può prendere mio figlio: guadagna 1.500 euro al mese”. “Vogliamo parlare delle ferie?”. “Quest’anno non ho fatto vacanze, mi prenderò il giusto il giorno di Ferragosto. E vorrebbero pure che ci rimettessi? Siamo matti?”.
Alla fine aggiunge, “tornerò a breve a fare il magistrato”. “Sì, credo di stare meno tempo del dovuto in Campidoglio, non voglio vivere fuori così tanto da Milano e poi tra tre anni vado in pensione”.
(da “Huffingtonpost“)
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Agosto 13th, 2016 Riccardo Fucile
LA SOLIDARIETA’ UMANA SI FERMA DAVANTI ALLE VILLE DEI VIP: MA CHE BELLA SINISTRA
L’arrivo a settembre di una cinquantina di profughi a Capalbio, meta estiva di intellettuali e vip, fa scoppiare la protesta da parte dei residenti e dei turisti.
Che faranno sentire la loro voce il 25 agosto.
Lo riporta un articolo pubblicato sul Corriere della sera.
Cinquanta profughi abiteranno nel centro di Capalbio. A settembre, forse prima, arriveranno in un comprensorio del borgo medievale dalla torre merlata, adottato dalla sinistra radical chic, tutta cuoio, giacche da caccia, pianelle e politically correct che storce il naso alle sparate anti-immigrati.
In una riunione infuocata ieri il viceprefetto di Grosseto Luigi Manzo ha confermato la scelta al sindaco, Luigi Bellumori, e a una delegazione di cittadini.
E così il capoluogo dell’estate vip si indigna, sospetta un «dispetto» e si prepara, il 25 agosto, alla vigilia del Premio Capalbio, a protestare contro «la scelta assurda».
Sindaco, ma lei non era del Pd?
«Sono del Pd, diamine. Bisogna accogliere, per carità . Ma queste so’ ville . E di gran lusso. Con giardino. Finemente arredate. Nel centro storico. Il problema è la concentrazione nell’area più residenziale della perla della Maremma che, come Capri e Portofino, attrae turismo culturale. In 19mila ettari bisognava metterli proprio là ?».
(da “il Fatto Quotidiano”)
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