Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile
IL TRIBUNALE NON SI E’ ESPRESSO SULLA LEGITTIMITA’ DEL CONTRATTO… E ORA I VERTICI DEL M5S POTREBBERO CHIEDERE ALLA RAGGI DI INIZIARE A RISPETTARLO
Ieri il Tribunale civile di Roma ha rigettato la domanda dell’avvocato Venerando Monello (iscritto al PD) che chiedeva la dichiarazione di ineleggibilità della sindaca e la nullità del contratto sottoscritto dalla stessa con il MoVimento 5 Stelle.
Nella sentenza i giudici Franca Mangano, Chiara Carmela Palermo Vincenzo Vitalone scrivono che la Raggi non può essere dichiarata ineleggibile in virtù del contratto firmato con il M5S all’atto della candidatura dal momento che le cause di ineleggibilità sono quelle previste dal Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (legge 267 del 2000).
Perchè il Tribunale di Roma non si è pronunciato sulla regolarità del contratto
Dal momento che Monello aveva presentato ricorso «esclusivamente per l’accertamento della sussistenza di condizioni di ineleggibilità » il Tribunale non può esprimersi sulla materia in oggetto in virtù del fatto che non esistono elementi atti a dichiarare ineleggibile la sindaca Raggi.
Inoltre — e qui la faccenda si fa politicamente più interessante — il Tribunale non può esprimersi sulla validità e legittimità del contratto firmato dalla Raggi (e dai consiglieri eletti del M5S) perchè l’avvocato Monello — che nella sua battaglia è stato sostenuto dal PD ed in particolare dalla senatrice romana Monica Cirinnà — «non è portatore di un concreto interesse ad agire — in quanto soggetto estraneo al Movimento 5 stelle e non sottoscrittore dell’accordo — giacchè dalla rimozione del vincolo non potrebbe derivare alcun effetto nella sua sfera giuridica».
La richiesta di dichiarare la Raggi ineleggibile sulla base dell’accordo firmato con il suo partito è stata respinta anche perchè il presupposto dal quale partiva il ricorrente era che il contratto venisse dichiarato nullo.
Ma Monello in quanto iscritto al PD e non al M5S non ha un interesse diretto nella questione della regolarità del contratto fatto firmare ai candidati del MoVimento.
Questo però non significa che il contratto firmato dalla Raggi è legittimo: anzi se un eventuale nuovo ricorso venisse presentato da un soggetto che ha un interesse diretto (ad esempio un iscritto o un eletto del M5S) allora il Tribunale dovrebbe pronunciarsi nel merito.
Lo spiega in un’intervista oggi sul Fatto Quotidiano l’ex ministro della Giustizia e Presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick:
L’avvocato puntava molto sulla violazione dell’articolo 67, che prevede assenza di vincolo di mandato per ogni parlamentare, e per analogia per ogni eletto. I giudici non entrano nel merito di questo aspetto. Sull’eventuale violazione di norme costituzionali si potrebbe esprimere solo il giudice civile se una delle due parti, cioè la Raggi o i 5Stelle, gli ponesse il tema della nullità del contratto.
Monello aveva chiesto anche di dichiarare nullo il codice etico…
Per i giudici il ricorrente non è portatore di un interesse ad agire “perchè estraneo al M5s e non sottoscrittore dell’accordo”. Lo ripeto, solo Raggi o il Movimento possono chiedere di valutare la legittimità dell’accordo.
La Raggi ora sarà messa sotto tutela dallo staff?
Per sapere se il contratto fatto sottoscrivere alla Raggi e ai consiglieri romani (e allo stesso modo per quello firmato nel 2014 dagli eurodeputati del M5S) dovremo quindi aspettare che un soggetto che ha “un interesse diretto” faccia ricorso in Tribunale.
Ma la decisione dei giudici di Roma, pur non entrando nel merito del contratto che prevede una penale da 150 mila euro in caso di “danno all’immagine del MoVimento”, ha anche un’altra conseguenza interessante: ovvero da oggi gli esponenti del MoVimento più critici nei confronti della linea tenuta fino ad ora da Virginia Raggi useranno questa vicenda per pretendere che il contratto venga rispettato.
A lavorare assieme a Gianroberto Casaleggio alla stesura di quel contratto all’epoca c’era l’onorevole Roberta Lombardi che in passato, riferendosi al caso Marra aveva ricordato che se la Raggi avesse rispettato il contratto certe mosse non avrebbe mai potuto compierle.
Il contratto infatti non prevede solo “la multa” ma anche l’approvazione — da parte dello staff coordinato dai garanti del MoVimento — delle proposte di nomina dei collaboratori, cosa che però non è mai avvenuta fino ad ora perchè la Raggi “ha fatto di testa sua”.
Non si tratta solo di un controllo sulle nomine ma anche sugli atti “di alta amministrazione e le questioni giuridicamente complesse” che, prevede il contratto, debbano essere preventivamente sottoposte al parere tecnico legale dello staff dei garanti del M5S.
In parole povere significa che gli atti politico-amministrativi più importanti debbano essere necessariamente vagliati dallo staff del MoVimento.
Anche questo pare non sia accaduto e di questo sicuramente Lombardi e coloro che fanno parte dell’Associazione Rousseau chiederanno d’ora in avanti conto alla sindaca di Roma.
Qualcosa di simile a quanto accaduto per la nomina dell’imprenditore veneto Massimo Colomban, molto vicino a Casaleggio e pare fortemente voluto proprio da Milano, ad assessore alle partecipate a Roma.
Come potrebbe essere esercitato questo controllo (o questa forma di tutela?) c’è chi pensa che tutto si possa svolgere proprio all’interno di Rousseau, il sistema operativo sviluppato dalla Casaleggio sul quale i Cinque Stelle mettono in atto la loro idea di “democrazia diretta”.
Proprio ieri è stata lanciata la funzione “sharing” di Rousseau un applicazione che — stando a quanto scrive Grillo sul Blog — “permetterà la condivisione di atti all’interno delle istituzioni“.
E anche alla luce di questi fatti quello che scriveva ieri Davide Casaleggio sul fatto che il contratto non sia stato firmato con la Casaleggio Associati (cosa in effetti vera) è vero che Rousseau è una piattaforma sviluppata e controllata dal punto di vista tecnico proprio dalla società fondata dal guru del MoVimento e attualmente gestita dal figlio che ha ereditato anche il ruolo politico del padre (come nelle migliori tradizioni democratiche).
Quindi la Raggi avrà pure firmato un contratto con il MoVimento e non con la Casaleggio ma a far rispettare quel contratto, ovvero a controllare gli atti amministrativi della Raggi, ci pensa uno staff del MoVimento che opera anche grazie ad un sito gestito dalla Casaleggio.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile
COME DILEGUARSI DAI LAVORI DELL’AULA, RISULTANDO ASSENTI GIUSTIFICATI E PERCEPENDO LA DIARIA INTERA… E PASSARE IL TEMPO IN TV, A INAUGURARE NEGOZI E FARE CAMPAGNA ELETTORALE
Thomas Mackinson sul Fatto di oggi racconta di un diffusissimo malcostume in voga tra i parlamentari:
ovvero di quelli che si dileguano dai lavori d’aula e commissione per farsi i fatti propri o del partito, avendo però cura di farsi pagare come se fossero lì. Sotto la lente c’è l’utilizzo della “missione”, ovvero dell’istituto previsto dal regolamento della Camera che permette ai “deputati che sono impegnati per incarico avuto dalla Camera, fuori della sua sede o, se membri del governo, per ragioni del loro ufficio” di essere “computati come presenti per fissare il numero legale”.
Chi è in missione percepisce quindi per intero la diaria, ovvero 3500 euro netti al mese, oltre allo stipendio: i deputati e i senatori ricorrono alle missioni per rimanere negli uffici (si spera, a lavorare) oppure ancora per fare campagna elettorale: così risultano presenti, o meglio assenti giustificati, mandando un fax che il servizio assemblea registra; tanto nessuno controlla
Perchè nessuno denuncia questo andazzo?
Perchè troppi ne beneficiano, a volte per “missioni” assai poco probabili sulle quali i vertici di Montecitorio chiudono gli occhi e pure le orecchie: abbiamo chiesto più volte all’Ufficio di presidenza e al Servizio assemblea di poter consultare le richieste che hanno autorizzato al fine di verificare la rispondenza tra l’oggetto della missione dichiarata e la reale natura degli impegni poi svolti dai deputati fuori dal Parlamento. Non li abbiamo mai ricevuti, neppure sollecitando segreterie e portavoce di alcuni parlamentari.
Ecco cosa è emerso da ricostruzioni empiriche, sulla base dei resoconti d’aula e delle cronache di giornata.
Tra questi c’è proprio lui: Luigi Di Maio:
È l’esponente dei Cinque Stelle che più si è speso nella battaglia sulle indennità dei deputati. Per questo ha subito anche l’affondo di Renzi alla vigilia del voto: “Ha il 37% delle presenze, perchè non gli diamo allora il 37% dello stipendio?”.
Avrebbe potuto anche querelarlo, il vicepresidente della Camera, perchè quel dato è falso: con il 55% di missioni la sua presenza in Parlamento schizza all’88%. Altro che assenteista. E allora: “Scusi Di Maio, querela Renzi?”.
L’esponente M5S — a cui abbiamo formalmente chiesto spiegazioni per sei date, da luglio a oggi — non risponde, forse per stile o forse perchè sa che le missioni dichiarate sono spesso fittizie e raramente aderenti al dettato del regolamento della Camera che lui ben conosce, essendone vicepresidente.
La libera uscita, per titolari di cariche interne, dovrebbe essere “per incarico connesso con l’esercizio di funzioni istituzionali”.
Gli impegni espletati però sono di altra natura, prettamente politica. Per la quale sarebbe stato più corretto indicare l’assenza anzichè la missione.
E gli altri furbetti della missione
Ma Di Maio è la punta di un iceberg: il Fatto ricorda la simpatica abitudine di Valentina Vezzali, beccata spesso in palestra invece che in Aula; mentre Michela Vittoria Brambilla, ufficialmente in missione il 4 maggio 2016, era ad inaugurare un negozio pet friendly a Modena.
Poi c’è il famoso braccio destro di Renzi: Luca Lotti, deputato e neo ministro dello Sport, in tre anni e mezzo è stato più in missione (77%) che in aula (13,58%), tanto da collezionarne più lui del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni (65%): «Tra le tante c’è anche quella di salvare il Pd da se stesso, catapultandosi sui circoli in fermento, che catalogare traquelle “in ragione del proprio ufficio”, come recita il regolamento della Camera, è arduo.
Eppure il Servizio Assemblea registra la “presenza ” e la trasmette agli uffici per le competenze parlamentari, che pagano la diaria piena».
E non poteva mancare Renato Brunetta: capogruppo di FI, missionario storico (83% di missioni, 5 di assenze e 11,7 presenze) e presenzialista catodico.
Non si sa cosa facesse nei giorni in cui si dichiarava in missione. Ma di certo era in tv. Quanto costa il giochino in totale? Ottanta milioni di euro l’anno, versati dall’Ufficio per le competenze parlamentari.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile
IERI SERA DA FLORIS LA SINDACA HA RECITATO IL SOLITO VECCHIO COPIONE… LE SCIVOLATE PAUROSE SU MARRA E ROMEO
Intervistata da Giovanni Floris a Di Martedì, ieri sera Virginia Raggi ci ha ammannito lo stesso copione di sempre.
Siamo tornati addirittura al periodo pre-elettorale: voce arrochita stile Corinna di “Boris”, occhioni sgranati da cerbiatta ferita, esposizione da poesiola delle elementari accompagnata da cenni della testa alla Zecchino D’Oro.
I più attenti noteranno che la comunicazione orale della Raggi è la stessa di Alessandro Di Battista.
Alle domande di Floris, la Raggi non risponde nel merito bensì gira intorno all’argomento senza mai arrivare in fondo alla questione e citando presunte conquiste quando è invece incalzata su sconfitte colossali.
Mi perdoni il buon Napoleone, ma la Raggi viene interrogata sulle sue tante Waterloo e continua invece a parlare di una Austerlitz che non ha mai conseguito.
Stendendo un velo pietosissimo su tetti, panorami e nidi dei gabbiani, uno degli aspetti più esilaranti dell’intervista è stata la parte dedicata a Raffaele Marra e Salvatore Romeo.
Nessuno — e men che meno la Raggi — sottolinea che quest’ultimo, ormai trattato come una specie di infetto e avido arrivista minus habens che parla di cimici laddove la sindaca le smentisce, è stato PARTE INTEGRANTE dell’avventura del M5S in Campidoglio fin dal 2013.
Di Romeo erano i dati snocciolati da De Vito nel primo dibattito a quattro a Piazza Pulita assieme a Marchini, Marino e Alemanno; di Romeo la collaborazione alla scelta dello staff dei quattro consiglieri comunali pentastellati (Raggi-Frongia-De Vito-Stefano) all’epoca del loro insediamento in Campidoglio; di Romeo il lavoro di più di tre anni quale preziosissimo e imprescindibile ausilio dei “fantastici quattro”.
Sì, per molto tempo Salvatore Romeo — attivista dell’Ottavo municipio (quello disgregato di Paolo Pace, delle liste di proscrizione e degli sgarbi alla Comunità Ebraica) e funzionario del Comune con delega alle partecipate — è stato il VERO consigliere comunale, visto che i quattro erano totalmente digiuni del mestiere.
Se Salvatore Romeo, collaboratore di fiducia della Raggi fin dal 2013, parla di presenza di cimici e del fatto che lui e la sindaca ne erano a conoscenza, insomma, la dichiarazione è GRAVISSIMA, malgrado le smentite successive.
Perchè questo significa che, o è Romeo a prendere lucciole – o cimici — per lanterne (e quindi pensate a chi erano affidate le sorti dei romani!) oppure a dire sciocchezze sono altri, in questo caso la sindaca, il che sarebbe ancor più grave.
Quanto a Raffaele Marra, capro espiatorio della vicenda e rinchiuso in carcere (e dunque in posizione svantaggiata rispetto a chi può andare in TV a raccontare la propria verità ), era l’ex capo di Salvatore Romeo nella giunta Alemanno.
Romeo lo conosceva perfettamente e fu infatti lui a presentarlo ai quattro consiglieri. E questa presentazione dev’essere stata folgorante, se poi Marra è diventato — come tutti i giornali sostenevano — il vero sindaco di Roma.
Se Marra è stato un “errore di valutazione” come dice la Raggi, ebbene la cara Virginia ha avuto ben tre anni e mezzo per valutarlo!
Tant’è che è poi lui che la sindaca sceglie e si ostina a tenere nella giunta malgrado le pressioni di Grillo e del M5S.
E guarda caso, al suo arrivo al Campidoglio, la Raggi si circonda proprio di Romeo e Marra, forte della loro collaborazione nei suoi oltre tre anni da consigliera.
Come ha sottolineato Floris, il passato di Marra era ben noto a tutti, ma la sindaca evidentemente lo ha giudicato ininfluente ai fini della decisione di renderlo il suo braccio destro.
Insomma, ben lungi dall’essere stati due passanti capitati lì per caso in cerca di una pizzeria o di un circolo di burraco, Salvatore Romeo e Raffaele Marra hanno giocato un RUOLO CHIAVE nell’ascesa di Virginia Raggi in Campidoglio e se sono stati “errori di valutazione” e la Raggi, in TRE ANNI E MEZZO, non è stata in grado di valutarli appieno… insomma, cari romani, abbiamo un problema, ben più grave di quello che potessimo pensare.
Quanto all’esilarante dichiarazione sull’assenza di correnti nel m5s… alla prossima puntata.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile
L’ANDAMENTO DEL DEBITO NEGLI ULTIMI DIECI ANNI: DIMINUITO DEL 2,1% CON PRODI, AUMENTATO DEL 7% CON BERLUSCONI, DEL 5,5% CON MONTI, DEL 7,6% CON RENZI
Il Fatto pubblica oggi questa infografica elaborata da Bloomberg nella quale si mostra l’andamento del
debito pubblico negli ultimi dieci anni, quando alla presidenza del Consiglio si sono alternati Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi.
In particolare, con Renzi a Palazzo Chigi, l’onere del debito pubblico per ogni italiano è aumentato di 2617 euro: quando si è insediato era a quota 2110 miliardi, a novembre era di 2230 miliardi:
Durante il governo del fiorentino, quindi, il debito pubblico è aumentato di 2.617 euro a persona, nonostante “la sua promessa —spiega Bloomberg —di tagliarlo per ‘il bene delle generazioni future’”.
La crescita nel triennio del livello pro capite è stata quindi del 7,6%.
Un dato,nota l’agenzia, che posiziona lo statistadi Rignano al primo posto.
Neanche il governo di Silvio Berlusconi, con i suoi 42 mesi, ha saputo fare di meglio visto che in quel caso la crescita è stata del 7%.
L’andamento del debito pro capite è aumentato dello 0,9%, invece, nel breve governo guidato dal predecessore di Renzi, Enrico Letta (aprire 2013 — febbraio 2014).
Poi è salito del 5,5“per cento”durante ilgoverno del “tecnico” Mario Monti la cui stangata fiscale ha aiutato i successori almeno in numeri assoluti (il rapporto debito/Pil è invcece andato sempre peggio, anche perchè il secondo è crollato).
Solo con Prodi il debito pro capite è sceso.
Pier Carlo Padoan, che come tutti gli economisti con un cursus honorum nelle istituzioni europee è particolarmente sensibile al tema debito pubblico, nell’ultima legge di Bilancio ha stimato che quest’anno inizierà finalmente a calare in rapporto al Pil.
L’Ue, però, la pensa diversamente.
(da agenzie)
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Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile
PER SALVINI ANCHE IL TERREMOTO E’ COLPA DEI PROFUGHI…LUI NOTORIAMENTE SI PREOCCUPA DEI TERREMOTATI ITALIANI, PECCATO CHE NON NE OSPITI NESSUNO NELLA SUA SECONDA CASA DI RECCO … QUANTO HA DESTINATO DEI SUOI 15.000 EURO MENSILI DI PARLAMENTARE EUROPEO AI TERREMOTATI?
Matteo Salvini vince il premio di primo sciacallo del terremoto dopo le tre scosse di oggi di magnitudo tra 5.3 e 5.6 che hanno colpito il centro Italia.
Il leader della Lega infatti approfitta del terrore per infilare i “migranti” e dire che invece il governo dovrebbe aiutare gli italiani.
Come suo costume, Salvini utilizza i fatti di cronaca per fare campagna elettorale permanente accostando fatti e realtà che non c’entrano nulla al puro scopo di farsi pubblicità .
Però, stranamente, ancora non ha devoluto almeno parte del lauto stipendio che riceve in quanto europarlamentare alla causa.
Per non parlare della sua seconda casa di Recco che non ha ancota destinato mè ai terremotati nè ai senzatetto di pura razza padagna.
(da NextQuotidiano“)
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Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile
C’E’ CHI E’ ARRABBIATO PERCHE’ LO STATO RACCOGLIE I SOLDI CON GLI SMS E POI NON LI USA… ECCO COME STANNO REALMENTE LE COSE
Questa mattina sono state registrate nuove forti scosse di terremoto (con ML superiore a 5.0) con
epicentro a meno di dieci chilometri da Amatrice e dai paesi colpiti dal sisma del 24 agosto 2016.
La Protezione Civile sta verificando se ci sono stati nuovi danni e al momento non risultano per fortuna esserci morti o feriti. La preoccupazione maggiore ovviamente è per tutti gli sfollati soprattutto quelli che hanno scelto di vivere nelle tende per rimanere vicino alle loro case.
Proprio ieri si è diffusa a macchia d’olio l’ennesima protesta via Facebook dei cittadini indignati che chiedono “che fine hanno fatto” i soldi raccolti con gli SMS solidali al numero 45500.
Tutti ricordano che all’indomani del terremoto la Protezione Civile, con la collaborazione della Rai e degli operatori telefonici aveva attivato il numero 45500 tramite il quale era possibile donare 2 euro.
Il numero dell’sms solidale è stato nuovamente riattivato il 31 dicembre e sarà attivo fino al 29 gennaio.
La Protezione Civile informa che con la prima raccolta fondi, promossa in seguito al terremoto del 24 agosto e chiusa il 9 ottobre, sono stati raccolti oltre 15 milioni di euro.
Con la seconda attivazione del numero solidale, a seguito alle scosse del 26 e del 30 ottobre, sono stati raccolti, fino al 30 novembre, 4.415.294,00 euro e altri 8.007.031,71 euro sono stati raccolti sul conto corrente “Emergenza Terremoto Centro Italia”.
Da quando è stata riattivato — per la terza volta — il numero 45500 sono stati raccolti 1.455.402,00.
A differenza delle precedenti questa nuova raccolta, dal nome “Ricominciamo dalle scuole” è destinata esclusivamente alla ricostruzione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.
Fin qui per la mera contabilità , ma dove finiranno i soldi e perchè non sono ancora arrivati a destinazione?
Fermo restando che per la gestione dell’emergenza e gli aiuti immediati alle popolazioni terremotate il Governo e la Protezione Civile non fanno affidamento sui soldi raccolti tramite gli SMS ma su quelli appositamente stanziati, la spiegazione la dà sempre la Protezione Civile:
le donazioni al numero solidale 45500 e i versamenti sul conto corrente bancario attivato dal Dipartimento della Protezione Civile confluiranno nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite secondo le modalità previste dal Protocollo d’intesa per l’attivazione e la diffusione di numeri solidali.
Quindi al momento quel denaro (soprattutto quello per la ricostruzione, che non è ancora iniziata) deve essere ancora utilizzato.
Questo non significa però che lo Stato non stia provvedendo alle necessità degli sfollati anche grazie al Fondo Emergenze del MEF nel quale sono a disposizione 234 milioni di euro.
Ad esempio un recente decreto del Governo ha stanziato dieci milioni di euro per il sostegno dei settori del latte, della carne bovina dei settori ovicaprino e suinicolo.
Se da un lato è comprensibile il timore che i fondi raccolti vengano utilizzati nel modo sbagliato e quindi sarà necessario vigilare sul modo in cui verranno spesi il fatto che i terremotati stiano in tenda sotto la neve non dipende dai fondi raccolti con gli SMS.
Inoltre bisogna ricordare che molti di quelli che hanno scelto di rimanere nelle tende (o in altre soluzioni abitative) lo hanno fatto per libera scelta.
Ad eccezione di coloro che proprio non potevano allontanarsi dalle zone colpite dal terremoto (pensiamo ad esempio agli allevatori che non possono abbandonare i loro animali) molti hanno acconsentito ad essere temporaneamente trasferiti all’interno di strutture alberghiere.
Una scelta difficile che diversi cittadini hanno visto come una sorta di deportazione e per questo hanno scelto di rimanere — con l’assistenza della Protezione Civile — negli accampamenti e nelle soluzioni abitative provvisorie allestite dalla Protezione Civile. Per quanto riguarda le cosiddette “casette” Umbria24 qualche giorno fa dava notizia dell’arrivo e dell’assegnazione dei primi moduli abitativi.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile
CI SONO ANCHE ITALIANI CHE APPROFITTANO DI CHI STA VIVENDO UNA TRAGEDIA
Vendevano online roulotte e case prefabbricate ai terremotati chiedendo somme in anticipo e rendendosi irreperibili subito dopo il versamento dell’acconto.
Tre persone, due uomini e una donna, sono state denunciate nell’ambito di tre diverse indagini effettuate dai Carabinieri del comando provinciale di Perugia. Le truffe sono avvenute a danno di tre terremotati della Valnerina che hanno risposto agli annunci di vendita pubblicati sul sito Subito.it.
In uno un residente di Cascia ha concordato l’acquisto, con trasporto incluso, di una roulotte per la cifra di 1200 euro versando un anticipo di 500 euro con bonifico bancario.
Dopo qualche giorno dal versamento l’acquirente non ha più ricevuto notizie del venditore fino alla conseguente denuncia dell’accaduto.
Grazie al conto corrente e agli indirizzi Ip utilizzati dai truffatori, i Carabinieri hanno identificato in pochi giorni un pregiudicato 44enne della provincia di Rovigo, con precedenti per reati simili, e la sua complice, una 32enne della provincia di Agrigento, incaricata di gestire le vendite.
La coppia agiva dalla Spagna, utilizzando due diversi conti, uno bancario da fornire nei giorni feriali e uno postale da utilizzare il sabato.
L’altro annuncio-truffa, pubblicato con foto sullo stesso sito di vendite online, proponeva la vendita di una casa mobile prefabbricata al prezzo di 4200 euro, con l’obbligo di versare in anticipo 2.000 euro.
A rispondere è un 44enne di Cascia con abitazione inagibile che, dopo aver effettuato il pagamento dei 2mila euro, ha denunciato la scomparsa del venditore. L’indagine ha permesso ai Carabinieri di risalire a un 50enne di origine sarda che contemporaneamente aveva tentato la vendita e riscosso altri 2mila euro di anticipo da una donna di Norcia.
“Sono i primi episodi di questo genere che monitoriamo nella Valnerina – spiega il capitano Marco Belilli, comandante della compagnia dei Carabinieri di Spoleto – nei giorni successivi al sisma del 24 agosto avevamo sventato un tentativo di truffa online ma in quel caso si trattava di una finta raccolta di fondi per le popolazioni terremotate. Nonostante il momento drammatico che vivono i cittadini del centro Italia sono tante le persone che cercano di approfittarsi della situazione. Invito a prestare molta attenzione alle operazioni online perchè chi agisce è molto accorto nel far sembrare le truffe più veritiere possibili”.
In questo caso per esempio i prezzi proposti per la vendita di roulotte e casa sono prezzi nella media del mercato dell’usato.
“Bisogna diffidare da chi chiede dei pagamenti anticipati e non versare mai acconti. E’ opportuno, quando possibile, verificare di persona la merce e preferire gli esercizi commerciali ai canali online”, conclude il capitano Belilli
(da “La Repubblica”)
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Gennaio 18th, 2017 Riccardo Fucile
CROLLATO IL CAMPANILE DI SANT’AGOSTINO… I SINDACI: “SIAMO NEL DRAMMA”… SCOSSE SENTITE ANCHE A ROMA, FIRENZE E NAPOLI
Tre forti scosse di terremoto in un’ora, tutte sopra la magnitudo 5, tutte nel centr’Italia, tra L’Aquila e
Rieti, ancora vicino ad Amatrice.
Luoghi che in questi giorni sono già in piena emergenza neve. La prima scossa è stata avvertita intorno alle 10.25 tra il Lazio, l’Abruzzo e le Marche ed è stata avvertita anche a Roma a Firenze a Napoli e in Emilia.
La magnitudo è stata di 5,3, secondo le stime dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), ed è avvenuto tra L’Aquila e Rieti a una profondità di 10 km. Dopo la prima scossa forte, ce ne sono state altre quattro di poco successive con magnitudo più alta del 3,2, poi, alle 11,14, la seconda forte botta, con magnitudo intorno a 5,5.
Ma la paura non è finita. Pochi minuti dopo, intorno alle 11,25, un nuovo tremore prolungato, sempre con epicentro vicino allo stesso punto, con i centralini del pronto intervento che a quel punto ricevevano migliaia di telefonate.
Nelle zone terremotate, nei comuni di Amatrice e Accumoli già sepolti dalla neve sono stati segnalati alcuni crolli. Ad Amatrice è venuto giù quel poco che restava del campanile della chiesa di Sant’Agostino, e ha ceduto un cornicione della Scuola Alberghiera.
Ma è difficilissimo fare una stima dei danni e di eventuali feriti perchè i collegamenti viari con i luoghi più vicini all’epicentro sono quasi impossibili. Subito dopo la prima forte scossa un elicottero è decollato da Pescara e ora è in volo nella zona.
Tutte le stazioni dell’A24, l’autostrada che collega Roma, L’Aquila e Teramo, sono state chiuse per verificare la presenza di eventuali danni causati dalla scossa di terremoto. Lo fa sapere la società Strada dei parchi. Secondo le rilevazioni Ingv le tre scosse si sono verificate a circa 30 chilometri a sud ovest di Ascoli Piceno e 110 km a nord di Roma.
Ad Acquasanta il sindaco lancia l’allarme. “Non so se le fortissime scosse di oggi hanno fatto altri danni: so che da stamani abbiamo una serie di black-out, anziani bloccati in casa dalla neve, che ha raggiunto un metro e mezzo di altezza, e intere frazioni isolate: Pian dell’Oro, Farno, Agore, Pozza, Pito, Venamartello. Ci servono mezzi pesanti per liberare le strade, subito” è l’appello di Sante Stangoni.
Il comune è uno dei più vicini nelle Marche all’epicentro del sisma odierno, con la gran parte degli abitanti sfollati lungo la costa già dopo il terremoto del 24 agosto scorso. In montagna però sono rimasti gli allevatori: “vivono nei container, riscaldati elettricamente, e dunque ora sono al gelo”. I telefonini cellulari, “quando funzionano, sono l’unico mezzo di comunicazione”. Stangoni chiede che gli aiuti arrivino al più presto: “Non ci servono spalatori, ma spartineve”.
“È una situazione abbastanza complicata. Stiamo ricevendo i ritorni dal territorio, ovviamente il sisma è stato avvertito in maniera chiara su tutta la parte centrale fino alla Capitale. Al termine delle verifiche potremo dire se abbiamo avuto situazioni particolarmente difficili o meno”, ha detto a Skytg24 il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. “In quella zona sta nevicando ormai da diverse ore, in maniera ininterrotta, e continuerà a nevicare ancora per le prossime ore”.
“E’ lo stesso sistema di faglie attivato il 24 agosto, ma a generare il terremoto di oggi è un segmento diverso”, ha detto all’Ansa la sismologa Paola Montone, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
(da agenzie)
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Gennaio 17th, 2017 Riccardo Fucile
IL LEGALE DELLA SINDACA LO HA DETTO CHIARAMENTE: “RICORSO DI NATURA POLITICA, LE CAUSE DI INELEGGIBILITA’ SONO PRECISE E QUESTA NON E’ PREVISTA. PER RENDERE NULLO IL CONTRATTO OCCORRE UN ALTRO STRUMENTO GIURIDICO E ANDAVA PRESENTATO DA UNA PARTE IN CAUSA”
“Tanto rumore per nulla”, commenta Virginia Raggi sul blog del sindaco, buttandola sul politico.
Gli fa eco il redivivo Di Maio – viso pallido dando fondo al suo peraltro limitato vocabolario antipiddino.
Esultano i “fini giuristi” sul web che vedono nella sentenza la possibilità di incassare penali da “almeno 150.000” a scapito dei “traditori della causa”, prima di giustiziarli sulla pubblica via.
Ovviamente quasi nessuno ha letto la sentenza del tribunale civile di Roma e i pochi che l’hanno fatto, e magari l’hanno anche capita, pare abbiano solo interesse a tacere.
A questo punto lasciamo la parola al giudizio obiettivo dell’ avvocato Ervin Rupnik, legale della sindaca Raggi – il quale conferma che si è trattato di un ricorso di natura meramente politica: “le cause di ineleggibilità vengono normate per legge, non è questo il caso, mentre per dichiarare nullo un contratto non poteva essere utilizzato questo strumento giuridico e il ricorrente deve avere titolo”.
Parole che spiegano in sintesi perchè il ricorso è stato respinto, ma ovviamente non impediranno un domani a Virginia Raggi (o chi per essa) di impugnare il contratto con la penale da 150.000, qualora la situazione cambiasse.
L’errore del ricorrente è stato in primo luogo di chiedere l’ineleggibilità della Raggi per aver contratto un accordo con i vertici del M5S che prevede precisi impegni e una penale. Ma i motivi di ineleggibilità di un sindaco sono già previsti dalla legge e sono tassativi (sono 12 i soggetti indicati, dal capo della polizia al prefetto, dal direttore della Asl alle gerarchie militari che operano sul territorio, tanto per fare un esempio), quindi inevitabile per il tribunale cassare questa parte del ricorso.
Il secondo errore è stato chiedere con questo “strumento giuridico” di dichiarare nullo il contratto tra M5S e Raggi, in quanto “l’azione di accertamento di nullità di un atto negoziale” esula dal giudizio specifico su cui il tribunale è chiamato a pronunciarsi.
Non solo, “il ricorrente, in quanto estraneo al Movimento Cinquestelle e non sottoscrittore dell’accordo, non è portatore di un interesse concreto ad agire e la eventuale rimozione del vincolo non porterebbe alcun effetto nella sua sfera giuridica”.
Altra cosa, insomma, se un domani un sottoscrittore del “contratto con penale” impugnasse l’atto: in quel caso sarebbe tutt’altra storia, avendo “titolo ed interesse ad agire”.
Tempo al tempo.
Qui il testo integrale della sentenza
http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/01/17/news/roma_la_sindaca_raggi_era_eleggibile_respinto_il_ricorso-156244947/
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