Aprile 24th, 2017 Riccardo Fucile
E’ GIA’ ARRIVATO ALL’AEROPORTO DI BOLOGNA
Gabriele Del Grande è stato liberato. Il giornalista italiano fermato dalla polizia turca il 9 aprile, è
arrivato all’aeroporto di Bologna.
Appena sceso dall’aereo è stato accolto dal ministro degli esteri Angelino Alfano, che lo ha accompagnato in una saletta riservata dell’aeroporto.
Lì Del Grande ha riabbracciato la compagna e gli altri familiari e ha sentito al telefono il premier Paolo Gentilon.
“Appena parlato al telefono con Gabriele Del Grande. Ben tornato in Italia!”, ha scritto il premier su Twitter.
L’annuncio che la vicenda del regista-blogger era ad una svolta, era stata data stamattina dal ministro degli Esteri Angelino Alfano su Twitter. “Gabriele Del Grande è libero. Gli ho parlato adesso, sta tornando in italia. Ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari. Lo aspettiamo”, ha scritto il ministro.
Alfano ha aggiunto di avere ricevuto “questa notte” la notizia della “decisione” da parte del collega turco Mevlut Cavusoglu. “Lo ringrazio”, ha aggiunto in un altro tweet.
“La notte è passata al lavoro, è stato un lavoro in realtà silenzioso in questi giorni, comunque è andata bene, sono molto soddisfatto di questo”, ha detto a Rai News 24 il ministro Alfano.
“Sono davvero soddisfatto del lavoro che è stato fatto da tutti e del fatto che Gabriele torni ad essere un uomo libero”.
“Sono molto soddisfatto, tutto bene quel che finisce bene”, ha poi detto il ministro intervenendo telefonicamente a Uno mattina. “Ho parlato con Gabriele, l’ho trovato sollevato e desideroso di rientrare in Italia”, ha aggiunto, esprimendo “grande apprezzamento per il lavoro silenzioso della Farnesina e della rete diplomatico-consolare”.
Emozionato, Massimo Del Grande, padre di Gabriele: “Stiamo andando a prenderlo, è un gran giorno”, ha detto sempre a Rainews 24. “Mi ha chiamato il ministro Alfano. Ci hanno detto che sta bene”, ha detto ancora aggiungendo che la prima cosa che farà sarà di “abbracciarlo forte”.
Massimo Del Grande ha avuto un colloquio telefonico anche con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “Oggi è una bellissima giornata”, ha detto il padre del blogger al premier ringraziandolo.
“Mi ha chiamato il ministro Alfano questa mattina alle 7,30, Non me lo aspettavo. Mi ha detto che l’aereo di Gabriele stava decollando. Chiaramente hanno lavorato per tutte queste due settimane ma nelle utime ore hanno agito in maniera più incisiva”, ha detto Alexandra D’Onofrio, compagna di Gabriele.
“Bentornato #gabrieledelgrande finalmente rilasciato. Libertà di espressione e di informazione da tutelare per tutti in #turchia”, ha scritto su Twitter la presidente della Camera Laura Boldrini.
Gabriele Del Grande era stato fermato il 9 aprile nella provincia sudorientale dell’Hatay, al confine con la Siria, dove si era recato per raccogliere materiale per un libro sui profughi siriani.
Nella zona non è consentito l’accesso: i giornalisti devono essere muniti di accredito stampa rilasciato dalle autorità di Ankara. Lo stato di emergenza in vigore nel Paese inasprisce il controllo, specie al confine siriano, dove il regista è stato trovato sprovvisto di tali documenti. Le autorità turche non avevano reso noti i motivi del provvedimento. Fonti diplomatiche avevano definito incerti i tempi del rimpatrio.
(da agenzie)
argomento: Alfano | Commenta »
Aprile 24th, 2017 Riccardo Fucile
NESSUNO DICE CHE LA LE PEN ERA PRIMA NEI SONDAGGI CON IL 27% FINO A DUE MESI FA, CHE ALLE EUROPEE DEL 2014 PRESE IL 24,8%, CHE ALLE PRESIDENZIALI DEL 2012 ERA GIA’ AL 18%… IL MISERO 21,6% DI OGGI DIMOSTRA CHE RAPPRESENTA ORMAI IL VECCHIO E CHE IL TEMPO DEI SOVRANISTI E’ PASSATO
Come previsto il 7 maggio il ballottaggio per l’Eliseo sarà tra Emmanuel Macron (23,8%) e Marine Le Pen (21,6%).
Probabilmente se la “destra repubblicana” avesse scelto Juppè o un qualsiasi incensurato e non il pluri-indagato Fillon, la sovranista del FN non sarebbe neppure arrivata al ballottaggio, visto che persino un candidato sotto inchiesta è riuscito ad arrivarla a un soffio con il 19,9%.
Le novita politiche reali del primo voto francese sono nell’ordine: la scomparsa del partito socialista di Hamon, la ripresa dell’estrema sinistra di Melenchon, il ridimensionamento di Marine Le Pen e la vittoria di un candidato “oltre la destra e la sinistra” ed europeista senza un partito alle spalle come Macron.
Ma dato che i media nazionali e i nostrani sovranisti d’accatto da mesi menano il torrone della “vittoria possibile della Le Pen”, è opportuno ricordare a costoro che madame Le Pen ha oggi preso meno di quanto aveva ottenuto alle Europee del 2014, quando raggiunse il 24,8% e ben 6 punti in meno di quel 27% che i sondaggi le accreditavano solo due mesi fa, cha ha perduto tutti i confronti elettorali in Tv, risultando sempre ultima e che oggi ha ottenuto solo un 3% in più di quanto ebbe alle presidenziali del 2012, quando fu sconfitta da Hollande e Sarkozy, finendo terza.
Aggiungiamo: nonostante un partito socialista allo sfascio e un partito repubblicano con il candidato che si è fregato un milione di euro.
E’ bastato che arrivasse un Macron per mettere a nudo tutte le rughe politiche di una politica vecchia e becera, degnamente rappresentata in Italia dai suoi seguaci Salvini e Meloni.
Neanche l’aiuto di Putin e del califfo Al Baghdadi le sono bastati per primeggiare, sicuramente qualche raffica di kalashnikov le sono servite per battere almeno Fillon, altrimenti stasera sarebbe già a contare i suoi immobili, possibilmente senza sbagliare a dichiararne il valore, come pare sia portata.
Un’anatra zoppa che con la destra sociale non ha nulla a che fare, con buona pace dei cazzari nostrani che si sono bevuti il cervello sorseggiando il nulla dai pitali del Monviso.
argomento: elezioni | Commenta »
Aprile 23rd, 2017 Riccardo Fucile
FILLON: “LA LE PEN PORTEREBBE LA FRANCIA AL FALLIMENTO, VOTERO’ MACRON”
Il candidato socialista Benoit Hamon, sconfitto al primo turno delle presidenziali francesi, ha invitato
i suoi sostenitori a votare al ballottaggio per Emmanuel Macron, “contro l’estrema destra di Marin Le Pen”.
“Andate a votare Macron – ha detto ai sostenitori delusi – “anche se non è di sinistra, per battere Marine Le Pen. La sinistra non è morta”.
Secondo le prime proiezioni il candidato del Ps si attesta su percentuali tra il 6 e il 7%, non avendo nessuna possibilità di arrivare al ballottaggio.
“Ho fallito nell’evitare il disastro che si annunciava da anni, me ne assumo la responsabilità senza nascondermi”, ha aggiunto Hamon dal suo quartier generale a Parigi. Un appello a cui si è accodato tutto il partito, a partire dal premier Cazeneuve.
“L’eliminazione della gauche a vantaggio dell’estrema destra è una pesante sconfitta elettorale, ma anche una sconfitta morale” ha continuato Hamon. “La gauche deve ascoltare vostro messaggio, basta con questa follia autodistruttiva, sono fiero della campagna che ho condotto. La sinistra non è morta”.
Anche i Repubblicani seguono la stessa strada.
Fillon, prendendo atto della sconfitta, ha invitato a votare per il leader di En Marche!: “L’astensione non mi appartiene, soprattutto quando un partito estremista si avvicina al potere. La vittoria di Le Pen porterebbe il nostro paese al fallimento. Voterò per Macron e vi invito a fare lo stesso”.
Francois Baroin, uno dei più fedeli sostenitori di Francois Fillon parla di “terremoto” e annuncia che “a titolo personale” si schiererà con Emmanuel Macron (En March!e) nel secondo turno contro Marine Le Pen (Front National).
“I Repubblicani – ha aggiunto – faranno sbarramento al Front National”.
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »
Aprile 23rd, 2017 Riccardo Fucile
“NOI SALVIAMO VITE IN MARE RISPETTANDO LE LEGGI, METTIAMO LA MANO SUL FUOCO SU ALTRE ORGANIZZAZIONI”… “FACCIAMO QUELLO CHE DOVREBBERO FARE GLI STATI”
“In questo momento e ormai da tempo le ong stanno salvando vite in mare; e a chi parla di accordi per il trasporto di criminali o a intese sottobanco con scafisti o con associazioni criminali chiedo di portare le prove. In quel caso noi siamo pronti a prendere le distanze, ma sono pronto anche a mettere la mano sul fuoco, anche perchè le conosco da anni, su organizzazioni come Msf, Moas, Save Children o Sos Mediterranee”, ha detto indignato il direttore generale di Amnesty International, Gianni Rufini.
L’esponente di Amnesty ha puntato il dito anche su giornali e televisioni “che gettano sospetti su organizzazioni umanitarie che salvano vite, con spirito di sacrifico e grande professionalità , facendo quello che organizzazioni di Stato dovrebbero fare”.
Frontex, ha aggiunto, “è un’organizzazione politica che risponde alla volontà europea che non vuole che arrivino migranti sul suo territorio. Quindi se qualcuno ha delle prove sul cattivo operato delle ong porti le prove, altrimenti si tratta solo di fango e calunnie”.
(da agenzie)
argomento: emergenza | Commenta »
Aprile 23rd, 2017 Riccardo Fucile
AVEVA VIETATO DI DARE CIBO E ACQUA AI PROFUGHI, LA MOBILITAZIONE GLI FA CAMBIARE IDEA
Il sindaco di Ventimiglia ha revocato l’ordinanza che vieta la distribuzione del cibo in strada ai
migranti. Da oggi, quindi, sarà nuovamente possibile dare da mangiare e da bere ai migranti che trovano giacigli di fortuna anche all’esterno del Campo Roja gestito dalla Croce Rossa.
L’atto ufficiale è stato pubblicato nel pomeriggio di ieri sull’Albo Pretorio del Comune, e arriva proprio all’indomani dell’annuncio, da parte di una vasta parte della società civile, di una manifestazione di fronte alla Stazione ferroviaria di confine. Nessuna nota ufficiale, per ora, dal Comune e dal sindaco Pd Enrico Ioculano, non un accenno alle critiche piovute fin dall’11 agosto 2016, quando il provvedimento sindacale ha fatto capolino, e diventate poi pressanti e ineludibibli a marzo, quando le prime multe hanno fatto deflagrare l’indignazione generale con tanto di condanne da parte di Amnesty International, Medici Senza Frontiere, Antigone e addirittura del Siap, Sindacato Italiano Appartenenti Polizia.
Nel testo nessuna ammissione di colpa per una scelta che contraddice lo spirito di accoglienza e di solidarietà che sarebbero nella ragione sociale stessa del Partito Democratico.
Nel testo di una paginetta si fa riferimento piuttosto a “mutate condizioni”, tali da rendere “necessaria e contingibile la revisione della medesima”.
Al momento, infatti, la capacità del campo è di sole 150 unità e non c’è modo di accogliere tutti i residenti. Motivo per il quale molti, complice anche l’innalzamento delle temperature, sono tornati a vivere per strada.
Così nella nuova ordinanza:
“Considerato che ad oggi il “Campo Roja” non è in grado di offrire i pasti a quanti non sono già ospitati dalla struttura medesima, rilevato che sul territorio risultano presenti persone prive di tutela e di sostegno alimentare (…) fermo restando l’invito a tutti gli interessati a transitare attraverso i canali della Croce Rossa Italiana e/o della Caritas, appare necessario almeno momentaneamente e solo per ragioni di carattere umanitario legate alla situazione contingente, a prescindere dalla verifica puntuale dei requisiti igienico sanitari dei pasti preparati, richiamando ciascuno al rispetto delle elementari regole per la predisposizione degli alimenti da fornire a terzi, fermo restando l’invito a tutti gli interessati a transitare attraverso i canali istituzionali della Croce Rossa o della Caritas”.
A provocare il passo indietro, dunque, non è un ripensamento dei presupposti della misura stessa. Finora, infatti, l’indignazione (anche in alcuni settori del Pd) per quell’atto non aveva portato il sindaco a più miti consigli.
Più ancora della contingenza descritta nell’atto sembra aver sortito effetti la minaccia per l’amministrazione di dover sostenere l’impatto di una mobilitazione permanente e trasversale a molti settori, sostenuta da associazioni e personalità della società civile come Caritas, Luigi Ciotti, Alex Zanotelli, Mini Ovadia e tanti altri che hanno firmato un appello contro il divieto (“dar da mangiare a chi ha fame è, da sempre, il gesto fondamentale della solidarietà ”) e soprattutto lanciato una campagna di solidarietà sul territorio che sarebbe dovuta cominciare proprio a Ventimiglia la prossima domenica, con tanto di appuntamento fissato alle 12 davanti alla stazione.
Il tutto con l’esplicito intento di “Sollecitare la revoca dell’ordinanza sindacale dell’11 agosto 2016, chiedere un’inversione della linea politica sottostante ai decreti legge degli ultimi mesi in tema di immigrazione e sicurezza, e contribuire a costruire una mobilitazione diffusa e una rete di sostegno all’accoglienza in tutte le sue manifestazioni”.
“E’ un’ottima notizia. Non si può utilizzare il diritto per perseguire la solidarietà , in qualsiasi modo essa si manifesti”, commenta Patrizio Gonnella, presidente di Antigone che insieme a no borders e altre associazioni aveva sollevato il caso dei tre francesi multati e denunciati per aver dato cibo ai migranti.
Oltre a segnalare pubblicamente l’accaduto Antigone si è fatta carico della difesa legale dei tre che, nonostante la revoca dell’ordinanza, vedono le accuse contro di loro rimanere in piedi.
(da “il Fatto Quotidiano“)
argomento: denuncia | Commenta »
Aprile 23rd, 2017 Riccardo Fucile
TUTTI GLI ISTITUTI DI RICERCA DANNO MACRON IN TESTA E LE PEN RELEGATA AL SECONDO POSTO, TERZO FILLON
Presidenziali Francia, urne chiuse in tutto il paese.
I primi exit poll danno Macron al 24 e Marine Le Pen a 21,8 e dunque, se le tendenze degli exit poll si confermeranno, il centrista e l’esponente di estrema destra duelleranno di nuovo per il ballottaggio il 7 maggio.
Secondo IfopOpinion il conservatore Fillon è arrivato al terzo posto con 20%, e Mèlenchon, esponente dell’estrema sinistra al quarto con 19,6%. Lontano il socialista Hamon, che avrebbe totalizzato un magro 6 %.
L’affluenza alle urne ha tenuto bene, i francesi hanno risposto al richiamo della democrazia: alle 12, la prima rilevazione ufficiale sull’affluenza alle urne certifica un 28,54%, dato anche migliore del 2012 (28,3), quando la Francia non era ancora finita nella morsa del terrorismo.
Alle 17 l’affluenza è del 69,42%, in lievissimo calo rispetto al 70,59% del 2012.
Giunto a un passo dall’addio, l’uscente primo inquilino dell’Eliseo, il socialista Francois Hollande, aveva rivolto ai 47 milioni di elettori francesi un appello a vincere la paura e a recarsi alle urne. “Questo è il messaggio che possiamo dare: la democrazia è più forte di tutto”.
Solo dopo le 21, orientativamente, si delineerà con certezza la classifica dei quattro principali candidati in lizza per il ballottaggio del 7 maggio. I sondaggi davano per favorito un duello Macron-Le Pen.
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »
Aprile 23rd, 2017 Riccardo Fucile
ALTRI MEDIA ANTICIPANO RISULTATI PAESI OLTREMARE: MELENCHON E MACRON IN TESTA
L’affluenza al voto per il primo turno delle presidenziali francesi è in calo di un punto percentuale alle
17 rispetto al 2012: il 69,42% invece del 70,59%.
I dati forniti dal ministero degli Interni registrano quindi un lieve calo rispetto al primo turno del 2012, che aveva raggiunto uno dei livelli più alti degli ultimi 40 anni. L’affluenza complessiva al primo turno del 2012 era stato del 79,48%.
Secondo gli exit poll, Emmanuel Macron e Jean-Luc Mèlenchon sono giunti in testa nei territori d’Oltremare, che tradizionalmente votano a sinistra (Guadalupa e Martinica), mentre Franà§ois Fillon ha vinto in quelli storicamente in mano alla destra (Saint-Barth e Saint-Martin).
È andato malissimo il candidato socialista Benoit Hamon, mentre sarebbe ottimo il risultato di Macron all’estero.
Il candidato dell’estrema sinistra vince in Martinica, Guyana e nelle isole atlantiche al largo del Canada di St-Pierre e Miquelon. Macron risulta primo nell’isola di Guadalupa.
La televisione belga Rtbf, che rende noto anche un exit poll a urne ancora aperte che assegna il 24% a Macron, il 22 alla candidata dell’estrema destra Marine Le Pen, il 20,5% al repubblicano gollista Francois Fillon e il 18% a Melenchon.
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »
Aprile 23rd, 2017 Riccardo Fucile
UN ARTICOLO DI “REPUBBLICA” AVEVA IPOTIZZATO CHE LA CASSIMATIS AVREBBE LASCIATO SPAZIO A PIRONDINI… PRONTA LA SMENTITA
Secondo l’edizione genovese di Repubblica la candidata che ha vinto le comunarie del M5S starebbe pensando di giungere a un accordo con Beppe Grillo per abbandonare la corsa.
Lo scrive oggi l’edizione locale di Repubblica, segnalando che la candidata che ha vinto le comunarie ed è stata poi esclusa da Beppe Grillo con un provvedimento annullato dal tribunale civile di Genova avrebbe detto: «Il 90% di quello che volevo dimostrare l’ho dimostrato. E quello che volevo rendere evidente è la totale mancanza di democrazia nel Movimento. Se quello che è accaduto a me è stato possibile, questo rappresenta un’evidenza che mi è sufficiente aver reso chiara».
Il colpo di scena, scriveva stamattina il quotidiano, arriverebbe dopo una discussione con i suoi avvenuta dopo il faccia a faccia pubblico con Luca Pirondini, il candidato “benedetto” dal blog. «Non me lo danno il logo del Movimento, tanto vale finire qui», avrebbe ribadito più volte.
L’avvocato Lorenzo Borrè, che ha rappresentato la Cassimatis nel giudizio vinto davanti al tribunale civile, interpellato sul punto, ha replicato perentoriamente che quella del ritiro della Cassimatis dalla corsa è una circostanza che non gli “risulta affatto” e conferma che il giudizio proseguirà nei prossimi appuntamenti fissati in tribunale.
E poco dopo anche Cassimatis precisa
Sembra la tela di Penelope, qualcuno tesse di notte e poi la mattina tocca a noi disfare l’ordito. Compaiono articoli in cui si da per acquisito un nostro atteggiamento rinunciatario nei confronti della contesa con lo staff del M5s. Nulla di più sbagliato. Forse il nostro atteggiamento pacato ma determinato spiazza nell’immaginario chi aspetta slogan aggressivi e urlati ( chi urla e prevarica di più vince?
La nostra rivoluzione parte anche da qui, dal modo con cui ci poniamo nella nostra lotta pacifista, siamo forti della consapevolezza che in uno stato di diritto quale è ancora, per fortuna, l’Italia, la giustizia si afferma ed è conseguenza di azioni legali e trasparenti.
La nostra storia italica ci insegna che non si può perdere di vista il senso democratico della vita sociale e politica, basta una distrazione, un lasciar correre alcune violazioni delle regole, che la deriva antidemocratica prende il sopravvento
Lo abbiamo già vissuto e l’epilogo è stato traumatico
A giorni si vota per il testamento biologico, nel 2016 c’è stato un voto largamente maggioritario a favore sul blog del M5s, oggi leggiamo un post ambiguo su tema della morte.
La nostra azione ha aperto un dibattito nazionale sulla democrazia diretta e sulla sua credibilità . Per questo andiamo avanti senza paura, nella piena coscienza del peso politico della nostra azione.
PS. Uso il noi perchè parlo a nome della Lista Cassimatis e dei suoi sostenitori. Che sono tanti e che colgo l’occasione per ringraziare ancora.
(da agenzie)
argomento: Grillo | Commenta »
Aprile 23rd, 2017 Riccardo Fucile
PEGGIO DI SALVINI, COSA NON SI FA PER PRENDERE QUATTRO VOTI RAZZISTI: “CHI DIFENDE LE ONG E’ UN IPOCRITA”… SAVIANO REPLICA: “CERCA I VOTI DI CHI LI VUOLE MORTI”
“Le organizzazioni non governative sono accusate di un fatto gravissimo, sia dai rapporti Frontex che
dalla magistratura, di essere in combutta con i trafficanti di uomini, con gli scafisti, e addirittura, in un caso e in un rapporto, di aver trasportato criminali”: così Luigi Di Maio torna sulla polemica innescata da un suo post su Facebook con il quale definiva “taxi del Mediterraneo” le navi di alcune ong impegnate nel salvataggio dei migranti, annunciando la presentazione di un’interrogazione al ministro Minniti.
In un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo si parla inoltre di un’inchiesta della Procura di Catania sull’escalation di arrivi dei migranti negli ultimi giorni – 8mila arrivi in Sicilia in 72 ore.
“Vogliamo vederci chiaro, sapere chi le finanzia – afferma il vicepresidente della Camera, a un’iniziativa del M5s in provincia di Caserta – e a chi dice che in questo momento è inopportuno attaccarle, a Saviano e agli altri, dico che fanno parte di quella schiera di ipocriti che ha sempre finto di non vedere il business dell’immigrazione”.
Ieri Roberto Saviano aveva commentato su Twitter “definire ‘taxi del mare’ barche che salvano vite è grave, soprattutto se a farlo è il vicepresidente della Camera e non un Salvini qualunque”.
Di Maio è ridotto proprio male se arriva a manipolare persino le dichiarazioni della procura di Catania che NON HA MAI AFFERMATO che le Ong siano in combutta con i trafficanti e i criminali, basta leggere le agenzie di stampa in cui la procura parla di accertamenti che non hanno risvolti precessuali e lo stesso comandante della Gdf, in una audizione alla Camera, ha negato collusioni tra Ong e scafisti.
Ma per strizzare l’occhio alla Lega non ci si ferma neanche di fronte ai cadaveri galleggianti di esseri umani.
LA REPLICA DI SAVIANO
“Di Maio mi accosta a Mafia Capitale per i voti di chi i migranti li vorrebbe in fondo al mare. Come nel Cile di Pinochet… o era Venezuela?”, scrive oSaviano su Twitter alludendo alla ormai celebre gaffe dell’esponente M5S che su Fb collocò il regime del generale in Venezuela anzichè in Cile.
“Luigi Di Maio mi accusa senza mezzi termini di essere corresponsabile, con il mio ‘buonismo’, dei crimini commessi sulla pelle dei migranti. Mi associa di fatto al Pd e al suo coinvolgimento in Mafia Capitale, perchè di questo tratta Mafia Capitale: del business sui rifugiati, di cui mi sono occupato tra i primi attirando, inutile dirlo, l’ira del Pd. Se fossi uno di loro, un grillino o un piddino, lo querelerei. Ma non mi interessa la politica politicante, dunque non lo farò. Quello che è certo è che Di Maio, con il suo intransigente ‘cattivismo’, parla e compiace, in breve cerca i voti, di tutti quelli che i migranti li vorrebbero morti in fondo al mare”.
(da agenzie)
argomento: Grillo | Commenta »