Settembre 11th, 2019 Riccardo Fucile
IL LEGHISTA POLEMIZZA SENZA NEANCHE SAPERE CHE I LAVORI SONO INIZIATI 40 GIORNI FA E RIMEDIA LA SOLITA FIGURA DA ASSENTEISTA
Ancora una volta Roberto Fico utilizza i social network per riprendere alcune dichiarazioni errate e avventate rilasciate da Matteo Salvini.
Il senatore della Lega, infatti, attraverso il suo profilo Twitter ha parlato di porte sprangate a Montecitorio davanti alle persone che lunedì mattina hanno partecipato in piazza.
Ma quel portone (quello principale) era chiuso per un motivo che era noto a tutte le persone che frequentano le istituzioni e la Camera dei deputati: da inizio agosto — e fino al termine del mese di settembre — sono in corso alcuni lavori di ristrutturazione.
Ma partiamo dall’inizio.
Questa mattina Matteo Salvini ha voluto lanciare la polemica contro Achille Occhetto per una sua dichiarazione della scorsa settimana (era venerdì 6 settembre) a In Onda, su La7. E nel farlo Salvini ha scritto: «’Il popolo è una brutta bestia’ dice l’ex segretario comunista. Così va bene sprangare l’ingresso di Montecitorio a sfregio di migliaia di persone che chiedevano solo la più alta espressione della democrazia: le elezioni».
La dichiarazione di Occhetto è stata molto forte, ma il giudizio in merito è soggettivo. Restano invece oggettive le parole di Matteo Salvini su quelle porte sprangate, raccontando una bugia agli italiani: il portone principale di Montecitorio, infatti, non è stato chiuso in occasione della manifestazione di piazza. E il motivo lo spiega lo stesso Roberto Fico che ripropone anche un tweet della Camera dei deputati.
«Chi sostiene che la Camera abbia ‘sprangato l’ingresso di Montecitorio’ evidentemente conosce poco il Parlamento — ha scritto Roberto Fico sulla sua pagina Facebook -. L’ingresso principale di piazza Montecitorio è chiuso dai primi di agosto per lavori di ristrutturazione e adeguamento che proseguiranno per l’intero mese di settembre. Tutti gli altri ingressi sono invece regolarmente aperti».
Per conoscere il Parlamento bisognerebbe andarci, insomma…
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2019 Riccardo Fucile
SARA’ UFFICIALIZZATO IL 23 SETTEMBRE A LA VALLETTA: 25% DEI PROFUGHI SARANNO AUTOMATICAMENTE PRESI IN CARICO DALLA GERMANIA, UN ALTRO 25% DALLA FRANCIA… ALTRI PAESI QUOTE MINORI, COMPRESI QUELLI CHE ARRIVANO CON MEZZI PROPRI
Si chiama «Temporary predictive riallocation program», ovvero “Programma temporaneo e
predefinito per le riallocazioni” e dovrà essere ufficialmente sottoscritto il 23 settembre a La Valletta tra Italia, Malta, Germania e Francia.
Francesco Grignetti su La Stampa racconta oggi che è parte di una trattativa segreta partita il 18 luglio a Helsinki
Oggi sarà Giuseppe Conte a parlarne a Bruxelles con Ursula Von der Leyen prima dell’ufficializzazione, che dovrebbe avvenire tra 15 giorni al vertice dei ministri dell’Interno e della Giustizia che si terrà in Lussemburgo.
Il patto segreto sui migranti si basa su questi assunti:
Il punto su cui i quattro governi hanno negoziato è un meccanismo automatico, per quote prefissate, che approfitta di un cavillo nel Regolamento di Dublino.
E allora: quando ci sarà la prossima emergenza con una nave umanitaria, i Paesi di bandiera chiederanno a Italia e Malta di fornire i loro porti come «punti sicuri di sbarco», senza che per questo italiani e maltesi dovranno farsi carico di tutto quel che segue.Il porto sarà indicato e seguirà una prima accoglienza, ma con l’accordo che nel giro di un mese, tassativamente, tutti gli sbarcati siano accolti altrove.
Per il momento, sia il governo francese, sia quello tedesco si sono impegnati a prendersi il 25% degli sbarcati. Ma per Italia e Malta non è ancora sufficiente. E perciò il programma non dovrebbe essere operativo fin tanto che il 100% degli sbarcati non avrà una destinazione sicura.
L’impegno alla ricollocazione per percentuali prefissate si basa chiaramente sull’esperienza di questo ultimo anno — anche ieri, grazie alla regia di Bruxelles, i profughi a bordo della «Alan Kurdi» scenderanno a Malta e in seguito andranno altrove — ma vuole superare il caso per caso.
Con questo Programma, formalmente il regolamento è rispettato: Paese di approdo sarà là dove lo straniero è riallocato, non quello del mero scalo tecnico.
Ma perchè questo accordo non suoni da «via libera» soltanto alle Ong, è previsto che i partner europei siano di manica larga (sempre per percentuali prefissate) anche con chi viene salvato nell’area Sar italiana o maltese attraverso la Guardia costiera, accettando il principio che questi disgraziati puntano ad entrare in Europa, non solo in Italia o a Malta.
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2019 Riccardo Fucile
ARCHIVIA INVECE L’INDAGINE PER DANNO ERARIALE NON PROVATO, MA PER SALVINI LA SITUAZIONE SI AGGRAVA: “QUEI VELIVOLI NON POSSONO ESSERE USATI PER LEGGE PER VOLI DI STATO E TRASPORTO DELLE AUTORITA’, MA SOLO PER VOLI DI ADDESTRAMENTO”
Nessuna prova del danno erariale. Ma quei voli erano “illegittimi”, e la procura ordinaria dovrà stabilire se siano stati commessi reati.
Si chiude così, con l’archiviazione ma anche con una netta censura sull’operato di Matteo Salvini e del dipartimento di pubblica sicurezza, l’inchiesta della Corte dei Conti sui voli di Stato dell’ex ministro dell’Interno, e in particolare sull’uso del lussuoso bimotore Piaggio P-180 (ribattezzato la Ferrari dei cieli) non solo per iniziative ufficiali ma anche per manifestazioni elettorali.
La procura contabile del Lazio, guidata da Andrea Lupi, ha escluso il danno erariale considerando i costi “non palesemente superiori a quelli che l’Amministrazione avrebbe sostenuto per il legittimo utilizzo di voli di linea”.
Al tempo stesso l’uso dei mezzi della polizia viene giudicato del tutto improprio. Trentacinque i viaggi che sarebbero stati autorizzati fuori dai criteri di legge: “Dal quadro normativo si rileva la possibilità dell’utilizzo dei velivoli per lo svolgimento dei compiti istituzionali ovvero di addestramento — si legge nel decreto- ma non per i cosiddetti voli di Stato, limitati salvo eccezioni al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Corte costituzionale”. E ancora: “I velivoli suddetti sono stati acquistati per finalità prettamente operative e non per il trasporto di autorità , neanche per agevolare lo svolgimento della loro attività istituzionale”.
Il decreto è stato notificato ieri al dipartimento di pubblica sicurezza, che aveva autorizzato le spese e a cui sono stati chiesti gli atti. Contestualmente il fascicolo è stato trasmesso alla procura ordinaria per le valutazioni su eventuali profili penali, in particolare per l’ipotesi di abuso di ufficio.
Le indagini, portate avanti dal vice procuratore Bruno Tridico, erano partite nel maggio scorso da un’inchiesta di Repubblica, che aveva documentato una ventina di voli di Stato dell’ex vicepremier in cui iniziative di propaganda venivano agganciate a manifestazioni ufficiali.
Come venerdì 10 maggio: alle 6.55 il leader della Lega era salito a bordo del P-180 diretto a Reggio Calabria, dove un Augusta lo aspettava per raggiungere una cerimonia anti mafia, poi alle 12.12 era ripartito per Lamezia Terme e da lì in elicottero fino a Catanzaro per un comizio elettorale. Alle 16.34, infine, partenza per Napoli per un incontro in prefettura sull’arresto dei feritori della piccola Noemi e due ore dopo l’ultimo viaggio per Linate in vista dell’adunata degli alpini il giorno successivo: l’aereo della polizia si era alzato da Capodichino alle 19.22, venti minuti prima di un jet Alitalia per la stessa destinazione che sarebbe costato molto meno.
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2019 Riccardo Fucile
DA 17 MESI I POLIZIOTTI ASPETTANO IL PAGAMENTO DI ARRETRATI DEL 2018… LA LETTERA BLUFF DEL VIMINALE: “PROVVEDEREMO ENTRO LA FINE DEL 2020”
Ne avevamo parlato un paio di giorni fa: l’ex ministro degli Interni Matteo Salvini,
nonostante le promesse, non ha pagato gli straordinari dei poliziotti e ha lasciato il conto al suo successore Luciana Lamorgese.
Il sindacato di polizia Silp , autore della denuncia, ha pubblicato i documenti che certificano il bluff del Viminale targato Matteo Salvini.
La lettera venne inviata dal sindacato il 26 giugno 2019, che segnalava “inaccettabili ritardi nel pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario” a decorrere dal mese di febbraio 2018. Nella missiva si segnalava che il ritardo ormai ammontava a 17 mesi.
E questa è la risposta del Viminale, che arriva con tre mesi di ritardo e ammette che “sono in corso le iniziative finalizzate al reperimento delle necessarie risorse aggiuntive”, segnalando che le ore di straordinario (già effettuate) verranno retribuite “entro l’anno 2020”.
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2019 Riccardo Fucile
LO SCATTO DOMENICA SCORSA CON L’EREDE DI UNO DEI BOSS PIU’ SANGUINARI DI SCAFATI
Una fotografia che farà discutere e che vede (nuovamente) protagonista Matteo Salvini. Dopo il suo comizio di Vignola (in provincia di Modena), Antonio Michele Matrone ha chiesto al leader della Lega di scattarsi una foto in sua compagnia.
Lo scatto è poi stato condiviso domenica sulla pagina Facebook del giovane che altro non è che il figlio di uno dei più sanguinari boss di Camorra di Scafati, in provincia di Salerno.
La condivisione sulla pagina Facebook di Michele Matrone ha scatenato un pandemonio che ha portato anche alla richiesta di chiarimenti da parte di alcuni membri campani della Commissione parlamentare Antimafia.
La fotografia era accompagnata (e parliamo al passato perchè, dopo la denuncia del quotidiano Metropolis, l’immagine è stata rimossa da Michele Matrone stesso che vive in Emilia Romagna) da una didascalia che recitava: «Un caffè insieme al mio caro amico Matteo».
Certamente, come accaduto fuori da San Siro quando si fece immortalare in compagnia di un capo ultras del Milan condannato per spaccio di sostanze stupefacenti, questa immagine non può che provocare imbarazzo nello stesso Salvini.
«Chiediamo pubblicamente a Salvini di chiarire al più presto la sua posizione, meglio ancora se lo facesse in Commissione Antimafia. Il segretario della Lega ci dica se la foto è stata scattata quando era ministro, se è davvero amico di Michele Matrone ed i suoi rapporti con lo stesso — si legge nella nota firmata da Andrea Caso e Francesco Urraro, membri campani della Commissione parlamentare Antimafia, con la portavoce Virginia Villani della Commissione Lavoro alla Camera -. Poco conta dove è stata fatta, scandalizzano certi comportamenti da parte di chi aveva il compito di contrastare la criminalità organizzata. Certe foto non sono solo passaggi per i social network, come un cittadino onesto potrebbe pensare».
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2019 Riccardo Fucile
PARTENZE 22.000. ARRIVI 8000 VUOL DIRE 14.000 ESSERI UMANI RIPORTATI DAI CRIMINALI LIBICI O AFFOGATI
Ieri Matteo Salvini è tornato a Porta a Porta, per la grande gioia dei nottambuli salviniani. In
quella che viene definita “la terza Camera” il senatore leghista ha ripetuto le solite cose che va dicendo da settimane.
Ha cantato e suonato i suoi successi più recenti come quello del grande complotto ai suoi danni ordito nelle cancellerie europee o pezzi dal sapore più antico, ma sempre con lo stile che lo contraddistingue, come il twist del taglio delle tasse e il rompicapo impossibile dello spread (cosa ci nascondo i mercati??).
Salvini però è anche uno che ha fatto tanto per il Paese in questi quattordici mesi di governo.
Ad esempio ha fatto tanto per le nostre Forze dell’Ordine, come non pagare gli straordinari degli agenti di Polizia oppure la fregatura rifilata ai Vigili del Fuoco per i quali non è arrivato il tanto atteso aumento dei fondi e delle risorse.
Ma qualcosa avrà pur fatto Salvini, non è possibile che uno che è stato quattordici mesi al governo con ben sette ministeri e non so quanto sottosegretari e viceministri non sia riuscito a portare a casa nessun risultato. Tutta colpa di quei cattivoni “del no” del MoVimento 5 Stelle?
E Salvini lo sa cosa ha fatto: «le partenze sono diminuite perchè ci sono più controlli sui territori africani e rapporti più diretti con gli stati africani».
Ma è davvero così? La risposta è no.
Perchè è vero che durante la gestione del Viminale di Salvini gli sbarchi sono diminuiti ma non è vero che le partenze dalla Libia sono diminuite in maniera altrettanto decisa. Durante il mandato del predecessore di Salvini, Marco Minniti, c’erano stati oltre 40mila sbarchi a fronte di 56mila partenze.
Con Salvini gli sbarchi si sono notevolmente ridotti (poco più di 8mila persone) ma le partenze non sono calate allo stesso modo.
Dalla Libia sono partite oltre 22mila persone. Eppure in proporzione avrebbero dovuto essere della metà .
Cosa è successo? È successo che le politiche di deterrenza messe in campo dal governo gialloverde non sono servite a “convincere” i migranti a non partire.
Eppure da ministro Salvini ha impedito in ogni modo che le Ong operassero nel Mediterraneo Centrale, difficile dunque ascrivere alle organizzazioni non governative la responsabilità del pull factor.
A questo va aggiunto che con Salvini attraversare il mare tra la Libia e l’Italia è più rischioso perchè si muore di più (sia in proporzione che in termini assoluti).
E nemmeno quello costituisce un deterrente. Ma Salvini lo sa e non lo dice, come non rivendica altri grandi successi che sono promesse non mantenute: come ad esempio l’aumento dei rimpatri o la redistribuzione dei migranti che sbarcano in Italia.
Ma la cosa davvero divertente è che Salvini oggi ammette che in paesi sulla sponda Sud del Mediterraneo non è che le cose vadano benissimo: «non ci sono state molte guerre anche se in Libia la situazione è precaria, in Tunisia la situazione non è stabile e in Algeria nemmeno».
Ve lo ricordate quando Salvini diceva che la Libia era un porto sicuro e in Tunisia i migranti potevano sbarcare perchè c’è un sacco di gente che va in vacanza?
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 11th, 2019 Riccardo Fucile
IERI LO AVEVA CITATO COME ESEMPIO DI TRASFORMISMO, OGGI LA REPLICA PER LE RIME DELL’EX DEPUTATO
La misura è colma, anche per Domenico Scilipoti.
Nel vasto vocabolario della politica italiana, il suo nome è diventato sinonimo di «tradimento» e quando se ne parla nelle piazze e nelle Aule parlamentari ecco che riprende a riecheggiare il suo nome, nonostante abbia abbandonato il ruolo da senatore della Repubblica italiana da anni.
L’ultima persona ad averlo citato all’interno di Montecitorio è stata Giorgia Meloni nel suo discorso nel quale ha annunciato la sua non fiducia al governo Conte-2. Ma la storia politica della leader di Fratelli d’Italia, in realtà , deve molto proprio al tante volte additato Scilipoti.
Era il 2010, uno dei tanti anni di svolta di uno dei tanti governi Berlusconi. Giorgia Meloni era ministra per la Gioventù, ma all’epoca l’Esecutivo era a rischio per via delle scissioni interne e le spallate che arrivavano e si susseguivano quasi quotidianamente.
E in quell’anno arrivò proprio un voto di Domenico Scilipoti a salvare il governo guidato da Silvio Berlusconi in cui la leader di Fratelli d’Italia aveva ottenuto la poltrona di capo del dicastero per le Politiche Giovanili.
«Giorgia Meloni mi paragona a Luigi Di Maio, ma è un’ingrata — ha detto Domenico Scilipoti in una sua dichiarazione ripresa dal quotidiano Il Tempo -. Nel 2010 il mio voto fu coerente e salvò il governo di cui la leader di Fratelli d’Italia era ministro». L’ex senatore, entrato a Palazzo Madama nel 2008 grazie ai voti raccolti con l’Italia dei Valori, optò per il sostegno al governo a trazione Forza Italia salvandolo dalla crisi annunciata per via della mancanza di una maggioranza parlamentare che si era dissolta nel corso del tempo.
E da quel giorno, ed era proprio il 2010 a cui lo stesso Domenico Scilipoti fa riferimento, il suo nome è diventato il sinonimo del trasformismo politico nel più negativo dei significati possibili: quello che rientra sotto il lemma ‘tradimento’.
Il suo percorso politico è noto, ma forse l’ex senatore chiede solamente maggiore coerenza da chi lo cita a sproposito.
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2019 Riccardo Fucile
L’ESPONENTE DI FORZA ITALIA IERI ASSENTE SI GIUSTIFICA MA IL WEB INSORGE: “SEI PAGATA PER STARE IN PARLAMENTO”
La senatrice Gabriella Giammanco, assente ieri — come altri di Forza Italia — durante il voto
di fiducia per il governo Conte Bis a Palazzo Madama, ha fatto sapere al popolo via Twitter di non aver potuto presenziare in quanto impegnata nei preparativi per il suo matrimonio a Marrakesh.
“Avviso ai naviganti: ieri al voto di fiducia ero assente perchè domenica mi sposo! La cerimonia si terrà a Marrakech e per ovvi motivi sono dovuta partire prima. Naturalmente dico No a questo governo, il più a sinistra della storia e lontano anni luce dalle mie idee politiche”, ha scritto la senatrice su Twitter.
In molti però hanno fatto notare alla senatrice che un matrimonio di domenica non sembra esattamente una giustificazione improrogabile rispetto a un voto di martedì, anche perchè la Giammanco “è pagata per stare in parlamento”.
La Giammanco però ha risposto a chi obiettava che “non le è dato sapere se c’era qualcosa che non me l’ha permesso” e ha chiesto di evitare “di giudicare situazioni e contesti” non conosciuti.
Eppure è stata proprio la senatrice a dare come motivazione quella del suo matrimonio, senza aggiungerne altre.
Subito dopo la senatrice ha cancellato il tweet di partenza e ne ha pubblicato un altro, nel quale ha parlato di cerimonia “all’estero” senza specificare la località .
Ma a quel punto la voce aveva già fatto il giro dell’internet
(da “NextQuotidiano“)
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Settembre 11th, 2019 Riccardo Fucile
LA PATRIOTA EUROPEA NON RINNEGA NULLA DI QUANTO FATTO E NON INTENDE SMETTERE DI SOCCORRERE I NAUFRAGHI
Una medaglia d’onore per Carola Rackete,il capitano che ha sfidato le autorità italiane forzando il blocco deciso dal ministro degli Interni Salvini per portare in salvo i migranti soccorsi nel mediterraneo.
A offrire il riconoscimento ufficiale, è stato il parlamento catalano. Carola Rackete è stata accompagnata alla cerimonia dal direttore della Ong spagnola Open Arms. Oscar Camps, anche lui premiato per il suo impegno umanitario.
“Sono ancora sotto indagine in Italia, ma non sono affatto dispiaciuta. Le mie azioni sono sempre state giustificate, quello che si mi preoccupa – ha aggiunto – sono le ingiustizie sempre piu’ diffuse in un mondo basato su di strutture di potere economico e politico le cui radici affondano in un passato coloniale”.
Tre mesi dopo l’arresto della polizia italiana, non rinnega nulla di quanto fatto. E non intende smettere di soccorrere i migranti in mare.
“Sento impellente il bisogno di agire – continua -, ci sono persone che muoiono ogni settimana nel Mediterraneo, la frontiera comune dell’Europa. Proteggerli è un dovere preciso dell’Unione”
“E’ come se si costruisse un muro sull’acqua del mare – denuncia ancora Rackete – per poi finanziare le milizie libiche allo scopo di riprendersi i rifugiati”.
Protagonista dello sbarco nell’isola di Lampedusa di 40 migranti soccorsi nelle acque del mediterraneo, dopo 16 giorni in attesa dell’indicazione di un porto sicuro da parte delle autorità , la 31enne aspetta di sapere come andrà a finire il procedimento contro di lei sollevato in Italia.
Intanto partecipa alla campagna per una nuova politica di redistribuzione dei migranti e dei richiedenti asilo nel territorio dell’Unione.
(da agenzie)
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