Settembre 2nd, 2019 Riccardo Fucile
E SU 5.025 ARRIVI VIA MARE SOLO 482 SONO STATI CON LE ONG, A DIMOSTRAZIONE DELLE PALLE DEL GOVERNO
Per la gioia dei suoi fan oggi Matteo Salvini ha annunciato che grazie al Decreto Sicurezza «è stata sequestrata la nave di una ONG tedesca». La nave in questione è la Eleonore della ONG Lifeline che ha forzato il divieto di ingresso in Italia ed è stata così sottoposta a n sequestro amministrativo cautelare
Quello che Salvini non dice ai suoi è che grazie al sequestro sbarcheranno in Italia i 104 migranti a bordo della nave. Persone che da otto giorni il capo della Lega teneva in mezzo al mare.
Ma per Salvini le cose stanno diversamente: «mentre altri litigano per le poltrone, io continuo a difendere i confini e la sicurezza del mio Paese». In che modo non è chiaro. Perchè se sono i migranti a costituire un pericolo per la sicurezza della Nazione allora il sequestro e il conseguente sbarco non hanno certo risolto alcunchè.
Se invece l’obiettivo è quello di fermare le ONG abbiamo una brutta notizia per Salvini e i suoi elettori. Perchè delle navi delle ONG sequestrate grazie al Decreto Sicurezza ben poche rimangono in porto. Ad esempio la Open Arms fatta sequestrare il 20 agosto scorso è già stata restituita alla ONG spagnola di Oscar Camps.
Il Capitano non dice nemmeno che nel frattempo anche tutti i migranti a bordo della Mare Jonio di Mediterranea potranno scendere a terra.
A bordo del rimorchiatore della ONG italiana erano rimasti 31 migranti. Dopo un’ispezione a bordo di un team di medici inviati dal Ministero è stato deciso di trasbordarli tutti a terra tramite una motovedetta della Guardia Costiera italiana.
E non finisce qui, oggi a Lampedusa ci sono stati altri tre sbarchi “fantasma” per un totale di 143 persone, tutte accompagnate nell’hotspot dell’isola.
A dimostrazione poi che i migranti non arrivano grazie a quei “vicescafisti” cui ha dichiarato guerra il ministro degli Interni uscente ci sono i dati.
Il ricercatore dell’ISPI Matteo Villa ha pubblicato oggi un grafico che mostra come delle 5.025 persone sbarcate in Italia da inizio gennaio solo 472 siano arrivate grazie ai cosiddetti “taxi del mare”.
La propaganda salviniana si concentra su poche centinaia di casi per nascondere come la strategia dei porti chiusi e del decreto sicurezza non abbia fatto diminuire le partenze ma solo aumentare il tasso di mortalità .
Insomma il Decreto Sicurezza e la “chiusura” dei porti è una colossale farsa, uno strumento funzionale unicamente alla propaganda della Lega.
E la ragione è molto semplice. Al fallimento della strategia di Salvini si accompagna quello dell’impostazione del Governo del Cambiamento sull’immigrazione
Tutte le volte che il ministro dell’Interno ha scatenato una crisi sui migranti a bordo di una nave delle ONG tenendoli in ostaggio in mezzo al mare il Governo (dal Presidente Conte fino ai ministri Toninelli e Trenta) si è schierato compatto sulla linea che quei migranti (poche centinaia in tutto nel 2019) non dovessero assolutamente sbarcare in Italia ma andassero redistribuiti.
Un modo per mostrare come con il governo orgogliosamente sovranista e populista l’Italia aveva iniziato a fare la voce grossa in Europa.
Il tutto senza dire che la maggior parte dei richiedenti asili che arrivano nel nostro Paese sono quelli che la Germania ci rimanda indietro (da nord) e soprattutto come nel 60% dei casi le varie “crisi” con le ONG si sono risolte con lo sbarco dei migranti in Italia.
Prima i porti italiani
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Settembre 2nd, 2019 Riccardo Fucile
HANNO DATO ALLA LEGA IL 40% DEI VOTI IN MOLTI CENTRI COLPITI, ORA SI ACCORGONO DI ESSERE STATI PRESI PER IL CULO
Ieri Matteo Salvini ha voluto esprimere su Facebook la sua solidarietà ai terremotati di Norcia e
Arquata dopo le scosse di sabato e domenica.
Purtroppo, però, qualcuno si è accorto che il leader leghista non si è mai sporcato le mani nei 14 mesi di governo con la questione del terremoto e della ricostruzione e c’è chi ha notato che Salvini era “a cercar funghi in Trentino” anche ieri ma non si è fatto vedere dalle parti del Centro Italia.
La maggior parte degli astanti ha notato che Salvini si è dedicato a tutt’altro nei 14 mesi dei governo — ai migranti — senza proporre nulla in questi mesi dopo aver ampiamente utilizzato l’argomento in campagna elettorale.
Ma la propaganda del Capitano è riuscita comunque a fare breccia su qualcuno, visto che alle Europee la Lega in molti centro ha sfiorato il 40% dei consensi.
Ora c’è chi gli ricorda che ha governato fino a pochi giorni fa senza però dire una parola sui terremotati e che la questione gli è venuta in mente solo ora “dopo esserti fatto i cavoli tuoi per tutta la giornata”.
(da “NextQuotidiano“)
argomento: terremoto | Commenta »
Settembre 2nd, 2019 Riccardo Fucile
“NEL M5S CONTE E’ L’UNICO COLTO IN UN MUCCHIO DI IGNORANTI”
Domenico De Masi, sociologo e collaboratore del MoVimento 5 Stelle nella passata legislatura, oggi in un’intervista a Repubblica sfotte Luigi Di Maio invitandolo a laurearsi e a lasciare la politica, mentre elogia Conte premier:
Conte premier la convince?
«È cresciuto. E sa perchè? È l’unico colto in un mucchio di ignoranti. Passava per uomo di paglia, uno che conosceva soltanto le dinamiche dei consigli di facoltà , mentre l’altro giorno, uscendo dal colloquio con Mattarella, ha fatto un discorso quasi da statista. È la prova che la cultura dà da mangiare. Conte può sedersi a un tavolo con Merkel o Trump e Macron e parlare la loro lingua senza complessi d’inferiorità , queste cose fanno la differenza».
Di Maio sembra avere nostalgia del rapporto con Salvini.
«Ma non capisce che il Movimento oggi è molto più a sinistra di 17 mesi fa. Salvini lo ha svuotato a destra. Questo può facilitare il rapporto con il Pd, a patto che i democratici vogliano fare cose di sinistra».
Come spiega il crollo del M5S?
«Di Maio ha fatto quattro cose contemporaneamente: capo del Movimento, vicepremier, ministro del lavoro, ministro dello Sviluppo economico. Neanche Churchill ci sarebbe riuscito. Salvini invece ha fatto solo campagna elettorale. Di Maio doveva fare solo il capo politico, perchè, se avesse letto Robert Michels in Sociologia dei partiti politici avrebbe dovuto sapere che il passaggio da movimento a istituzione è delicatissimo. Il Movimento era un mucchio di sabbia, la Lega invece un mattone: perciò ha prevalso Salvini».
Che consigli dà a Di Maio?
«Di laurearsi. Di studiare l’inglese. Di andarsene all’estero, in un’università importante, e poi tornare: avrebbe 37 anni e la vita davanti»
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Settembre 2nd, 2019 Riccardo Fucile
ORA SI CERCA DI DEFINIRLO INDIPENDENTE PER GIUSTIFICARE LA POLTRONA COME VICE A DI MAIO… SE IL PD ACCETTA SI SUICIDA
La partita di governo e l’accordo tra M5S e PD si giocano in buona parte sulla figura del
vicepremier. Il MoVimento 5 Stelle, con Luigi Di Maio in testa, ritiene fondamentale riproporre per il Conte-bis lo schema “a tre” già visto nella precedente edizione dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Un Presidente del Consiglio e due vicepremier, uno per ciascuno dei due partiti della maggioranza.
Per il M5S è logico: Giuseppe Conte è un premier “terzo”, un elevato, come lo ha definito qualche giorno fa Beppe Grillo.
Ma davvero Giuseppe Conte non ha nulla a che fare con il partito di Casaleggio, Grillo e Di Maio al punto da poter essere considerato un “garante” del patto tra due forze politiche diversissime? La risposta è no. P
erchè anche se Conte ha rivendicato di recente di essere un “indipendente” e di non essere iscritto al M5S il premier incaricato è senza dubbio espressione del MoVimento.
L’idea è quella di far passare Conte come un “tecnico”, ed è curioso che a farlo sia proprio il partito che di tecnici e professoroni non ne vuole proprio sapere.
A marzo del 2018 Luigi Di Maio presentò il Prof. Avv. Giuseppe Conte come futuro Ministro per la Pubblica Amministrazione, la Deburocratizzazione e la Meritocrazia di un governo da lui presieduto.
Era la squadra di governo #patrimoniodelPaese, come venne definita sul blog. Sul sito di Di Maio venne anche caricato un documento con un breve resume dei candidati ministri.
Come è noto poi le cose non andarono così.
Il M5S vinse le elezioni ma dovette allearsi con la Lega per dare vita ad un Governo. Alcuni di quei candidati ministri ottennero altri incarichi (ad esempio è il caso di Pasquale Tridico all’INPS in quota pentastellata), altri uscirono dalla scena politica, altri invece vennero nominati sottosegretari o ministri.
Ad esempio il Generale Sergio Costa, che non era candidato alle Politiche ed è tra i cosiddetti indipendenti è Ministro dell’Ambiente per il M5S.
Oppure Armando Bartolazzi, che doveva essere ministro della Salute, è diventato sottosegretario di Stato della ministra Giulia Grillo (l’altro sottosegretario era il leghista Luca Coletto).
Quando Conte era la “sintesi del MoVimento 5 Stelle”
Restiamo al 2018 e alle fasi della formazione del Governo gialloverde. Chi fu a proporre al Presidente della Repubblica la figura di Conte come Presidente del Consiglio?
Il Capo Politico del M5S Luigi Di Maio che lo annunciò ai giornalisti durante la conferenza stampa del 21 maggio 2018.
Di Maio disse «abbiamo indicato il nome di Giuseppe Conte al presidente della Repubblica, sarà il premier di un governo politico» e come per rispondere alle obiezioni sul premier non eletto dal Popolo aggiunse «sono molto orgoglioso di questo nome perchè è la sintesi del Movimento 5 Stelle. Non vesserà il popolo italiano. Non è stato eletto? Era nella mia squadra, lo hanno votato 11 milioni di italiani».
Insomma all’epoca per Di Maio Conte non solo era “la sintesi del M5S” (quindi non certo una figura terza) ma addirittura era come se fosse stato eletto visto che era nella sua squadra di governo “votata” (ma non fu così naturalmente perchè non si vota alcuna squadra) dagli italiani il 4 marzo.
Insomma se all’epoca Conte era addirittura stavo “votato” dagli elettori del M5S come è possibile che oggi non sia nemmeno più la “sintesi” del partito ma anzi una figura terza?
Si dirà che è un politico “indipendente”, che non ha tessere di partito in tasca. Ma a smentire l’equidistanza di Conte dal Partito Democratico e dal MoVimento basta un video pubblicato inizialmente sui canali social del M5S.
È il video girato all’interno di quello che era il quartier generale del comitato elettorale del M5S la notte dello spoglio dei voti.
E chi si vede mentre festeggia assieme ai vari Paragone, Bonafede, Di Battista, Carelli e Di Maio? Proprio lui, il futuro premier “indipendente”, quello che dovrebbe essere una figura super partes e garante.
O che almeno secondo Di Maio (che lo ha designato) dovrebbe esserlo. All’epoca però era tutt’altro che indipendente. Ma è evidente che così non è. Altrimenti che ci faceva uno che non era nemmeno candidato alle elezioni nel quartier generale del M5S quella sera?
Conte non sarà iscritto a Rousseau, ma questo non significa che non sia espressione politica del MoVimento 5 Stelle. E visto che è palesemente così non c’è bisogno di due, quattro o otto vicepremier.
Ne basta eventualmente uno, ma per ovvie ragioni Di Maio punta i piedi, perchè se così fosse allora il vicepremier sarebbe del PD ma soprattutto Conte avrebbe mano libera per assumere il ruolo di leader del M5S.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Settembre 2nd, 2019 Riccardo Fucile
IN PRIMA LINEA PARAGONE, DI BATTISTA E I COMPAGNI DI MERENDE DEL BIBITARO… MA TRA I PARLAMENTARI M5S MOLTI ESCONO ALLO SCOPERTO CONTRO I BECCHINI DEL MOVIMENTO
Giovanna Vitale su Repubblica oggi descrive come i contrari all’accordo per il governo M5S-PD stanno lavorando per farlo saltare, puntando sul voto su Rousseau che non nasce sotto i migliori auspici:
Una manovra a tenaglia, giocata di sponda con Alessandro Di Battista e gli esponenti 5stelle più vicini alla Lega, da Paragone a Buffagni, per alzare la tensione e caricare a pallettoni la pistola tenuta sin dal principio sul tavolo della trattativa coi dem.
Obiettivo: orientare gli iscritti se non a bocciare, quanto meno per evitare che il referendum sulla nuova alleanza si trasformi in un plebiscito a favore dell’avvocato pugliese. Cioè nel certificato di morte politica del ministro di Pomigliano.
Secondo il racconto la strategia, inaugurata con l’aut aut di venerdì sera («O si fa come diciamo noi, o meglio votare»), è stata proseguita sui social dalle quinte colonne lumbà rd dentro il Movimento: vedasi i post martellanti di Paragone, con tanto di sondaggio su Fb che ha visto prevalere i no all’accordo.
E anche Di Battista ha fatto la sua parte: «Bravo Luigi, il Pd scambia per ultimatum idee sacrosante per il benessere collettivo», ha eccitato gli animi sabato pomeriggio.
È allora che Grillo ha mangiato la foglia: dal tinello di casa ha acceso la telecamera, sconfessato Di Maio e bagnato la miccia. Gettando nello sconforto il quartier generale dimaiano.
Perchè se Paragone e i suoi “fratelli” troveranno rifugio fra le braccia di Salvini, che giusto ieri si è detto pronto ad accoglierli, più incerto appare il destino di “Dibba”. Lavoratore precario e senza seggio, per di più frustato nelle sue ambizioni editoriali: il libro su Bibbiano in chiave anti-Pd, che doveva uscire a giorni, è stato congelato.
Un offuscamento che sembra condividere con i fedelissimi del capo politico, in caduta libera nel gradimento sia degli eletti, sia della base.
La guerra ormai è aperta:
Carla Ruocco ha denunciato «la de-meritocrazia» imposta da Di Maio con la nomina di ministri e sottosegretari per nulla all’altezza. Federico D’Incà ha usato una metafora molto applaudita per perorare le nozze demostellate: «La scatoletta che volevamo aprire è quella in cui ora siamo dentro, noi siamo il tonno, varietà pinna gialla», ha scherzato il questore della Camera.
(da agenzie)
argomento: governo | Commenta »
Settembre 2nd, 2019 Riccardo Fucile
DOPO I CENTO ATTRACCATI STAMANE, ALTRI DUE SBARCHI AUTONOMI… I PROBLEMI NON SI RISOLVONO CON GLI SLOGAN
Raffica di sbarchi a Lampedusa. 
La guardia di Finanza ha intercettato un barcone con a bordo una trentina di migranti. L’imbarcazione si trovava a poche miglia dall’isola più grande delle Pelagie.
Lo sbarco sta avvenendo a molo Favarolo.
Cosa diversa, invece, per l’approdo autonomo di circa un centinaio di tunisini a Cala Spugne. E’ una mattinata intensa per le forze dell’ordine dell’isola di Lampedusa che si stanno trovando a fronteggiare due sbarchi nel giro di una mattinata.
Qualche ora dopo, un terzo sbarco con a bordo 15 migranti è stato intercettato e i migranti posti in salvo
(da “AgrigentoNotizie”)
argomento: emergenza | Commenta »
Settembre 2nd, 2019 Riccardo Fucile
DOPO L’ESPOSTO IN PROCURA ARRIVANO GLI ISPETTORI DELLA CAPITANERIA DI PORTO CHE ORDINANO LO SBARCO… GIOIA E LACRIME A BORDO
“Abbiamo ripristinato la legge del mare anche in Italia: i naufraghi non possono stare in mare”, il capo missione di Mediterranea, Luca Casarini è in lacrime.
Dopo una notte drammatica passata al Vhf di bordo, dopo due relazioni mediche inviate dalle autorità sulle condizioni psicologiche dei 31 naufraghi, la Capitaneria di Porto ha annunciato che sbarcherà tutti.
La gioia, sulla plancia di comando del rimorchiatore, esplode rumorosa intorno quando, a metà mattina, da Roma arrivano le prime notizie ufficiose.
“La logica e il buon senso — commenta Cecilia Strada — sono state più forti di ogni decreto e di ogni delirio sovranista”. Decisiva la relazione degli ispettorei Usmef (l’Ufficio della sanità marittima) effettuata tre giorni fa.
Adesso che sulla barca non ci sono più i naufraghi, secondo i legali di Mediterranea, dovrebbero decadere anche i presupposti del divieto di ingresso in acque internazionali della Mare Jonio. Che dunque dovrebbe rientrare in porto nel giro di poche ore.
(da agenzie)
argomento: Giustizia | Commenta »
Settembre 2nd, 2019 Riccardo Fucile
IL QUESITO SCRITTO APPOSTA PER FARLO BOCCIARE, ORMAI IL GIOCO SPORCO DI DI MAIO E DEI SUOI POLTRONISTI E’ EVIDENTE
Nonostante le veline ufficiali del Movimento nei gruppi parlamentari grillini è di nuovo rivolta. A
maggior ragione dopo la obbligazione della domanda da sottoporre alla piattaforma: “Sei d’accordo che il Movimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”.
Un quesito, secondo la maggioranza dei parlamentari che sembra scritto a posta per gettare altre mine lungo la strada del Conte bis che, non avendo alcun riferimento ai contenuti dell’accordo politico e del programma di governo, di fatto sta delegittimando il faticoso lavoro dei capogruppo Patuanelli e D’Uva e dello stesso Conte
Di Maio, come noto nonostante le smentite è rinchiuso nel suo fortino insieme ai suoi boys (il cosiddetto partito di ministri e sottosegretari) nella strema difesa di una posizione di potere che dopo 14 mesi nessuno (escluso i suoi pretoriani) gli riconosce più.
Di Maio -dicono numerose fonti parlamentari contattate da Globalist sta facendo dentro il Movimento un po’ quello che Salvini ha fatto nel governo, ossia nello stesso tempo leader e opposizione.
Non solo, stando a quanto risulta a Globalist in questi giorni numerosi parlamentari hanno già contattato studi legali di prestigio per verificare tutte le possibilità legali esistenti per una verifica del voto o un ricorso per il suo annullamento.
Anche alla luce dei numerosi rilievi che già hanno portato in passato l’Agcom a sanzionare la Piattaforma della Casaleggio associati.
C’è da aggiungere, in fine, che alcuni parlamentari hanno chiesto agli stessi legali di verificare la possibilità di chiedere un risarcimento danni (morali e materiali) se ci dovesse essere una fine anticipata della legislatura proprio a causa di questo voto.
La votazione è stata decisa nonostante ad aprile scorso Rousseau sia stato sanzionato dal Garante della Privacy Antonello Soro, in quanto non garantiva nè la sicurezza e nè la segretezza del voto degli iscritti, il cui risultato può essere manipolato – senza lasciare traccia – dagli amministratori del sistema.
La Casaleggio Associati ha assicurato di avere adottato alcune migliorie mirate a garantire la libertà e la segretezza del voto. Tuttavia rimangono i dubbi sull’uso di uno strumento su cui, come rileva il Garante “sono state evidenziate persistenti criticità ” e che potrebbe essere condizionante per il futuro del Paese.
In merito alla votazione ha aggiunto: “Se il voto su Rousseau va male, ne trarremo le conseguenze”. Concetto rimarcato anche dal capogruppo al Senato Stefano Patuanelli: “Se la piattaforma dice no, Conte si adegui”
Voto manipolato per far cadere l’alleanza, insomma
(da Globalist)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 2nd, 2019 Riccardo Fucile
IL FONDATORE DEL M5S: “DI MAIO INCAPACE DI CAMBIARE LE COSE”
Beppe Grillo utilizza ancora oggi uno spazio sul Fatto Quotidiano per spiegare meglio il senso del suo intervento in video di sabato scorso, quando ha aperto all’alleanza, sollecitando sia i giovani del Partito Democratico sia, implicitamente, Luigi Di Maio.
Il fondatore del Movimento 5 Stelle afferma che il suo intervento era rivolto a tre persone o categorie di persone.
La prima era proprio Luigi Di Maio con cui Grillo si dice ‘incazzato’: «Una era rivolta a Luigi — scrive Beppe Grillo a proposito delle sue parole nel video pubblicato sul suo blog -, incazzata e ancora stupefatta per l’incapacità di cogliere il bello del cambiare le cose. Con i punti che raddoppiano come alla Standa».
Quest’ultimo passaggio si riferisce all’ultimatum che Luigi Di Maio aveva lanciato venerdì scorso, all’uscita dalle consultazioni con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In quella circostanza, i dieci punti che il M5S aveva messo come paletti per un’alleanza possibile con il Partito Democratico erano diventati 20.
Raddoppiati, esattamente come alla Standa. E anche la citazione di questa catena di negozi non sembra casuale: il franchising, che ora non esiste più, è stato a lungo controllato da Silvio Berlusconi. Le parole di Beppe Grillo non sono mai lasciate al caso.
Non solo: il comico ha affermato di essersi rivolto anche alle altre persone che sanno solo spettegolare perchè influenzate dai media.
Infine, ha detto di essersi immedesimato nei panni di Giuseppe Conte e della sua stanchezza: «Una persona eccezionale — la definisce Grillo — perchè capace di rimanere normale».
Il garante M5s, poi, riprendendo il suo video di sabato scorso, parla di “depressione, incapacità di cogliere con ironia quello che ti capita e brama di potere”.
Dei media, infine, scrive che “non resistono e riecheggiano l’urlo dell’Elevato: non resterà altro da fare che inseguirlo. Esercitare la leadership facendosi inseguire, anche, ridendo”.
(da agenzie)
argomento: Grillo | Commenta »