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COVID, ESCORT E MASCHERINE NELL’INDAGINE SU TOTI E SPINELLI: “TRE RAGAZZE, NON DUE, ALLE 10, GRAZIE”

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

LE INTERCETTAZIONI DEGLI UOMINI LEGATI AI CLAN, 10.000 EURO PER UN BRACCIALETTO, LE ESCORT, LE FOTO SU INSTAGRAM… E “LA CORRUZIONE DELL’ANIMA”

Nell’inchiesta per corruzione che coinvolge il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti c’è anche un tentativo di frode al servizio sanitario nazionale. Mentre i dati sui contagiati dal Coronavirus per ottenere più vaccini hanno portato all’accusa di falso nei confronti del governatore, questa vicenda è collegata all’ombra della mafia su Genova. Nell’intercettazioni infatti due soggetti del clan dei Riesini parlano di un affare da 1,2 milioni di euro che riguarda forniture di mascherine. Alla fine non andato in porto. Ma nelle carte ci sono anche i regali per soubrette, massaggiatrici ed escort che giravano intorno agli indagati. Cartier da 10 mila euro, borse Chanel, persino massaggi dal costo di mille euro cadauno. E le intercettazioni delle interessate: «Le ha regalato 10 mila euro di braccialetto. E lei lo ha messo apposta su Instagram».
Le mascherine
L’intercettazione, riportata oggi dal Corriere della Sera, risale all’estate 2020. «Stavo pensando, siccome noi abbiamo un’altissima richiesta di mascherine pediatriche, da bambini, e noi ce le abbiamo, adesso sarebbe, sarebbe un bel colpo. Perché ora le stanno cercando da fare paura, quelle da bimbo, guarda, mi stanno chiamando tutte le farmacie», dice uno dei due soggetti legati ai clan del nisseno all’altro. Che risponde: «Visto che abbiamo Cianci e Toti se agganciamo la Regione abbiamo fatto briscola. Perché lì si parla di milioni di pezzi. Visto che lui vuole una mano, una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso». Cianci è Domenico Cianci, ma dalle carte dell’inchiesta sembra che il progetto non sia andato in porto. Nell’inchiesta l’aggravante mafiosa per la corruzione elettorale è stata contestata al capo di gabinetto di Toti Mauro Cozzani.
Spinelli: «Ho pagato tutti»
Intanto ieri Spinelli, interrogato dal Gip, ha detto di aver dato finanziamenti a tutti i partiti. «Sono stato preso in giro da Toti», ha dichiarato l’imprenditore. Il governatore gli avrebbe promesso cose che poi non ha mantenuto soltanto per avere soldi. Ma lui ha pagato «persino la Bonino, che non conoscevo», ha detto, contro il parere del figlio Roberto. E poi ci sono le donne. Anche se 84enne, Spinelli era sempre pronto ad organizzare week end in dolce compagnia. In questo caso poi Signorini si incaricava di andarle a prenderle e portarle nei luoghi fissati degli incontri. «Hotel de Paris, massaggi, estetista, parrucchiere, consumazioni al Cafe de Paris, Casinò, Train Bleu…». Totale 29.408 euro, interamente saldati dal Casinò di Montecarlo, dove Spinelli è naturalmente un cliente d’oro. «A saldo delle spese sostenute al Casinò per l’anno 2022 Spinelli ha pagato 750 mila euro», annotano i finanzieri.
Le massaggiatrici e le escort
Spinelli è un habitué a Montecarlo. «Tre ragazze, non due, alle 10, grazie», dice all’operatrice dell’hotel. E poi: «Senti, mi serve l’appartamento più la camera, una junior suite. Per stasera e le massaggiatrici domani mattina, due per favore, Pascal e Andrea in camera». C’è poi Signorini che ha uno strano rapporto con una “ragazza del martedì”. Che gli presta 13 mila euro per pagare il catering del matrimonio della figlia. Poi parla con una collega e ci ripensa: «Ho fatto una cazzata. Mi ha chiamato disperato che gli mancavano i soldi del matrimonio, glieli ho dati e ora temo che non me li ridia più. Questa sera vado da lui, come tutti i martedì, e cerco di capire se mi ha preso in giro». Perché secondo lei ha usato i soldi per acquistare un regalo per l’”altra” amante.
Le foto su Instagram e la corruzione dell’anima
Poi l’amica con cui sta parlando le fa vedere alcune foto pubblicate su Instagram: la rivale ha un bracciale di Cartier al polso. «Dodicimila euro di braccialetto! È quello di oro rosa. Gliel’avrà regalato lui per il compleanno». E ancora: «Gliel’ha comprato a Monaco, gliel’ha comprato col vecchio (Spinelli, ndr), sicuro. Il vecchio non è milionario, è miliardario. (A Montecarlo) Paolo voleva portare me la prima volta. E invece c’è andato con lei. Si è fatto prendere sotto da questa vita. Quando lo invita a Montecarlo, lui non dice mai di no. L’altro gli offre di tutto e di più. Paga estetista, parrucchiere, chirurgo estetico. Mi viene proprio da dire che questa è la corruzione dell’anima».
(da Open)

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I WEEKEND SCINTILLANTI DI SPINELLI: LE MASSAGGIATRICI, LA SOUBRETTE E L’AMICA

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

BORSE DI CHANEL E BRACCIALETTI DI CARTIER IN REGALO ALLE AMICHE DEGLI AMICI… AL CASINO’ HA PAGATO IN UN ANNO 750.000 EURO

C’è la soubrette che segue ovunque il presidente, c’è quella del martedì, c’è la fidanzata del signor Aldo, la sostituta, la barista, le massaggiatrici. E c’è tutto un mondo scintillante che viaggia fra Genova e Montecarlo con una costante presenza femminile. È il mondo del vulcanico imprenditore Aldo Spinelli che gli 84 anni se li porta con sorprendente vigore, sempre pronto a organizzare un weekend al di là del confine, dove loro, le donne, non mancano mai. Lo schema è un po’ sempre lo stesso: lui organizza e paga, Signorini passa a prendere la ragazza e corre
Tra l’Hotel de Paris e il Casinò di Montecarlo: 750.000 euro
Ad attenderli c’è un soggiorno da sogno. Basta scorrere le voci di una delle tante fatture per capire di cosa si tratta: «Hotel de Paris, massaggi, estetista, parrucchiere, consumazioni al Cafe de Paris, Casinò, Train Bleu…». Totale 29.408 euro, interamente saldati dal Casinò di Montecarlo, dove Spinelli è naturalmente un cliente d’oro. «A saldo delle spese sostenute al Casinò per l’anno 2022 Spinelli ha pagato 750 mila euro», annotano i finanzieri.
Una volta succede che, alla vigilia di Capodanno si ritrovino a cenare allo Sporting la soubrette, l’amica di Spinelli e due sorelle. «Poi è venuta la C…, la M…, una bella cosa veramente», si dice soddisfatto il re del porto di Genova, in una conversazione intercettata. Ce n’è una, racconta, che lo cerca in continuazione: «Hanno dell’argento vivo queste ragazze, mi chiama tutti i giorni, dobbiamo recuperare, dobbiamo recuperare…».
Tre massaggiatrici alla volta in camera e le borse di Chanel
Montecarlo è per lui gioco, cene, mare e, dulcis in fundo, massaggi: «Tre ragazze, non due, alle dieci, grazie», ordina all’operatrice Marjorie dell’hotel che lo deve conoscere bene. E dopo un mesetto: «Senti, mi serve l’appartamento più una camera… Una junior suite… Per stasera e le massaggiatrici domani mattina, due per favore, Pascal e Andrea, in camera».
I regali si sprecano: «Invece di farlo a Signorini l’ho fatto a lei (B.P., un’amica storica, ndr) una borsa di Chanel, sai com’è…». E alla fidanzata di Signorini un bracciale in oro di Cartier: 7.200 euro.
Il racconto ai magistrati
In questa storia esagerata c’è una stranezza: quella di un Signorini squattrinato. «Eh, ho un grande problema, grande come una casa — dice un giorno lui a S. D., funzionaria pubblica, la ragazza del martedì —. Praticamente ho pagato tutto per il matrimonio di mia figlia ma mi resta da fare un bonifico di 13.200 euro per chiudere il catering e… non ce li ho. Mi sto arrovellando». Lei si fa impietosire e glieli dà. «Grazie mille, stella, sei stata veramente incredibile». «Prego amore, lo sai che io ti amo e per te farei qualsiasi cosa. E poi sai cosa penso dei soldi, io…». Ma la ragazza viene colta da un ripensamento, che confida a un collega: «Ho fatto una cazzata», e gli racconta del prestito: «Mi ha chiamato disperato che gli mancavano dei soldi per il matrimonio di sua figlia, glieli ho dati e ora temo che non me li ridia più… Questa sera vado da lui, come tutti i martedì, e cerco di capire se mi ha preso in giro». Pensa che abbia usato i soldi per andare al mare con «l’altra», la soubrette. Si sente ferita nell’orgoglio. E la rabbia sale quando un’amica le fa vedere una foto della rivale con un bracciale di Cartier al polso. «Dodicimila euro di braccialetto! È quello di oro rosa… Gliel’avrà regalato lui per il compleanno…», dice a una collega. «Gliel’ha comprato a Monaco, gliel’ha comprato col vecchio, di sicuro, potrebbe anche averglielo preso lui. Il vecchio non è milionario, è miliardario… Lo è da sessant’anni». Lei conosce Montecarlo: «Paolo voleva portare me, la prima volta, e invece c’è andato con lei… Si è fatto prendere sotto da questa vita… Quando lo invita a Montecarlo, lui non dice mai di no. L’altro gli offre di tutto e di più. Paga estetista, parrucchiere, chirurgo estetico. Mi viene da dire che questa è proprio la corruzione dell’anima».
Lei è già stata sentita dai magistrati. Come pure la soubrette e l’amica di Spinelli. Hanno raccontato dell’Hotel de Paris, i fasti, il casinò, gli eventi.
E il signor Aldo che pagava e Signorini che correva.
(da Il Corriere della Sera)

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LO STATO SOCIALE NON PUÒ REGGERE AL CATACLISMA DELLA LONGEVITÀ, L’ANALISI DI MARTIN WOLF SUL “FINANCIAL TIMES”: “UN MONDO IN CUI LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE VIVRÀ FINO A 90 ANNI DEVE ESSERE RIPENSATO. SARÀ NECESSARIO LAVORARE PIÙ A LUNGO. DOVREMO RIORGANIZZARE L’ISTRUZIONE, LO STATO SOCIALE E I SISTEMI SANITARI”

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

L’ITALIA È SECONDA AL MONDO PER ASPETTATIVA DI VITA. NEGLI USA SI MUORE ALLA STESSA ETÀ CHE IN CINA (EFFETTI DELLA SANITÀ PRIVATA)

Nel Regno Unito, nel 1965, l’età più comune di morte era nel primo anno di vita. Oggi l’età più comune per morire è 87 anni
Questa sorprendente statistica proviene da un nuovo libro, The Longevity Imperative, di Andrew Scott, della London Business School. Egli osserva inoltre che una neonata in Giappone ha il 96% di possibilità di arrivare a 60 anni, mentre le donne giapponesi hanno un’aspettativa di vita di quasi 88 anni
Il Giappone è eccezionale. Ma viviamo più a lungo ovunque: l’aspettativa di vita globale è ora di 76 anni per le donne e 71 per gli uomini (chiaramente, il sesso debole). Questo nuovo mondo è stato creato dal crollo dei tassi di mortalità dei giovani. Nel 1841, nel Regno Unito, il 35% dei bambini maschi moriva prima di aver raggiunto i 20 anni e il 77% non sopravviveva fino a 70 anni.
Nel 2020, queste cifre erano scese rispettivamente allo 0,7% e al 21%. Abbiamo ampiamente sconfitto le cause di morte precoce, grazie a cibo e acqua più puliti, vaccinazioni e antibiotici. Ricordo quando la poliomielite era una grande minaccia. È quasi del tutto scomparsa, così come il pericolo, un tempo molto più grave, del vaiolo
Questa è la più grande conquista dell’umanità. Eppure la nostra reazione principale è quella di preoccuparci dei costi di una società che “invecchia”. I giovani e gli adulti di mezza età preferirebbero sapere che loro e, peggio ancora, i loro figli potrebbero morire da un momento all’altro? Conosciamo la risposta a questa domanda.
Sì, il nuovo mondo in cui viviamo crea sfide. Ma il punto cruciale che Scott sottolinea è che crea anche opportunità. Dobbiamo ripensare la vecchiaia, come individui e società. Non dobbiamo trascinare un’enorme percentuale della nostra società in una “vecchiaia” improduttiva e malsana. Possiamo e dobbiamo fare molto meglio, sia a livello individuale che sociale. Questo è il suo “imperativo”. Salvo catastrofi, ci saranno molti più anziani: nel 1990, nel mondo c’erano solo 95.000 persone con più di 100 anni. Oggi sono più di mezzo milione, e in aumento.
Una grande domanda è come le persone invecchieranno. Godranno di una vecchiaia vigorosa e poi moriranno all’improvviso o vivremo “senza occhi, senza denti, senza tutto” per molti anni impotenti e senza speranza?
Scott immagina quattro scenari. Il primo è quello degli Struldbruggs dei “Viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift, immortali ma che invecchiano in eterno. Il secondo è il Dorian Gray di Oscar Wilde, che vive giovane e poi muore improvvisamente vecchio. Il terzo è Peter Pan, che è eternamente giovane. Il quarto è Wolverine della Marvel Comics, che è in grado di rigenerarsi.
Possiamo concordare sul fatto che la prima ipotesi è terribile. Eppure sembra che siamo arrivati a questo punto: se viviamo abbastanza a lungo, tendiamo a crollare lentamente. Ma, forse, la combinazione di una dieta migliore, più esercizio fisico e progressi medici potrebbe offrire altre possibilità. È in questo senso, sostiene Scott, che gli sforzi dovrebbero essere indirizzati, non per curare o, peggio, semplicemente gestire i disturbi della vecchiaia, ma per cercare di prevenirli. Ciò non richiede solo progressi in campo medico. L’elevata disuguaglianza non è solo un problema sociale ed economico, ma anche un pericolo per la salute.
L’aspettativa di vita in Cina è ora di 82 anni per le donne e 76 per gli uomini. È sorprendente che questo valore sia molto simile a quello degli Stati Uniti. L’aspettativa di vita in questi ultimi è sorprendentemente bassa per un Paese così ricco. Ciò è dovuto alle enormi disuguaglianze sanitarie. Secondo Scott: “Negli Stati Uniti il divario nell’aspettativa di vita tra l’1% più ricco e l’1% più povero è di quindici anni per gli uomini e di dieci anni per le donne”. Tuttavia, dobbiamo cambiare non solo il modo in cui invecchiamo, ma anche il modo in cui pensiamo all’età
Il mondo di Dorian Gray, per quanto ideale, sembra improbabile. Ma un mondo di Struldbrugg o di Peter Pan sarebbe orribile. Questo è vero per il primo, perché la maggior parte di noi non desidera finire la propria vita da decrepito, imponendo inevitabilmente un enorme peso ai membri più giovani della società. È vero anche per i secondi, perché pochi vorranno vivere accanto ai loro bis, bis, bisnonni. L’immortalità non fa per noi
È altrettanto evidente che un mondo in cui la maggior parte delle persone vivrà probabilmente fino a 90 anni, e molti anche di più, deve essere ripensato a fondo. L’idea di 25 anni circa di istruzione, 35 anni di lavoro e poi, diciamo, 35 anni di pensione è impossibile, sia per gli individui che per la società. È certamente inaccessibile. Inoltre, è probabile che produca una vecchiaia vuota per vaste proporzioni della popolazione.
Sarà necessario lavorare più a lungo, come ovvio. Ciò richiederà anche diversi cambiamenti nella propria carriera nell’arco della vita. Invece di un periodo di istruzione, uno di lavoro e uno di pensione, avrà senso per le persone mescolare le tre cose. Le persone torneranno a studiare, più volte. Si prenderanno ripetutamente delle pause. Cambieranno ripetutamente le loro attività. Questo è il modo per rendere la longevità accessibile e, cosa altrettanto importante, sopportabile.
Per far funzionare un mondo del genere, dovremo riorganizzare l’istruzione, il lavoro, le pensioni, lo stato sociale e i sistemi sanitari. Le persone non andranno più, ad esempio, all’università o riceveranno una formazione solo da giovani adulti.
Si tratterà di un’attività che durerà tutta la vita. Anche le età di pensionamento obbligatorie o standard saranno insensate. Le persone devono avere la possibilità di scegliere se lavorare o meno in diverse fasi della loro vita. L’innalzamento dell’età pensionabile è inefficiente e iniquo, dato che l’aspettativa di vita è distribuita in modo così diseguale. Anche i tassi di contribuzione alle pensioni dovranno essere modificati. Oggi sono generalmente troppo bassi. I sistemi sanitari devono anche incorporare pienamente la salute pubblica, che diventerà sempre più importante con l’invecchiamento della società
Stiamo entrando in un mondo nuovo e antico. Questo è il frutto di un enorme successo. Ma c’è anche il pericolo realistico di un futuro da “Struldbrugg” per gli individui e la società. In tal caso, dobbiamo ripensare la nostra visione della priorità di preservare la vita.
(da agenzie)

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GLI EFFETTI DELL’ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI: TANTI SOLDI A CHI È AL POTERE E NESSUNA TRASPARENZA

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

IL PRESIDENTE DELL’ANAC, GIUSEPPE BUSIA: “MANCA L’OBBLIGO DI VERIFICARE SE IL DONATORE HA INTERESSI DIRETTI O INDIRETTI CON IL POLITICO FINANZIATO CHE MAGARI È MINISTRO O GOVERNATORE”

Nell’assenza di regole e trasparenza, un fenomeno sta accadendo in maniera chiara. Si sta registrando un boom di finanziamenti ai partiti di centrodestra al governo da parte di aziende e imprenditori: si sostiene chi decide nei territori oppure a livello centrale. In soldoni: chi comanda e ha potere. Nei primi mesi del 2024 attraverso le erogazioni liberali di aziende e società alla Lega sono arrivati oltre 500 mila euro, a Forza Italia 439 mila euro e a Fratelli d’Italia 220mila euro.
Il Partito democratico? Zero contributi da imprese nei primi tre mesi dell’anno, come il Movimento 5 stelle, tanto per dare un’idea. Ma allo stesso tempo, se si guardano le donazioni dei cittadini attraverso il 2xmille nel 2023 (ultimo anno possibile di riferimento) il Pd doppia Fratelli d’Italia (8 milioni contro 4 milioni raccolti) e il Movimento 5 stelle con due milioni incassati supera di gran lunga Lega (ferma a 1,4 milioni) e Forza Italia (600 mila euro).
Sul fronte delle imprese, invece, la tendenza è opposta. Il motivo di questo orientamento delle aziende? Una domanda che resta inevasa e che non può avere risposta, considerando l’assenza di regole chiare sulla trasparenza. Come ha detto il presidente dell’Anac Giuseppe Busia, «non c’è in Italia nemmeno l’obbligo di verificare se il donatore ha interessi diretti o indiretti con il politico finanziato che magari è ministro, sindaco o governatore».
I dati riguardano i primi tre mesi dell’anno, da gennaio a marzo. E sommando non tanto le “donazioni” degli stessi eletti nei partiti in Parlamento o in Regioni e Comuni, ma solo quelli di imprese e imprenditori, in testa come detto c’è la Lega del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini con circa 500 mila euro: e tra questi moltissimi aiuti arrivano al Carroccio da aziende che hanno a che fare con appalti edili.
Ad esempio 30mila euro sono stati donati dalla Ricciardello Costruzioni spa, azienda che ha lavorato in diversi appalti per autostrade e di proprietà di Giuseppe Ricciardello, presidente Ance Messina e già sostenitore del Ponte sullo Stretto: l’opera simbolo della narrazione salviniana. Ma ci sono anche 10 mila euro della Sicil Service Cnd srl di Milazzo, 13 mila euro della Tecnoimpianti di Catania, 30 mila euro dalla campana Soigea che si occupa di costruzione di linee elettriche oppure 15 mila euro dal Consorzio Italia Servizi di Roma che si occupa di manutenzione linee elettriche per ferrovie, tram, e bus.
Fratelli d’Italia nel 2023 ha visto raddoppiare gli incassi da erogazioni liberali, da 4 a 5 milioni grazie anche all’aumento della truppa di senatori e deputati eletti.
Ma anche per i finanziamenti arrivati da imprese. Nei primi tre mesi del 2024 Fdi ha ricevuto assegni, attraverso le sedi regionali o direttamente al partito nazionale, per 220 mila euro. Soprattutto da aziende di Abruzzo e Sardegna, dove si è votato per le regionali.
Ad esempio sul fronte sardo Ellezeta Boulding ha donato 10 mila euro nel febbraio scorso, mentre la clinica Nuova casa di cura 20 mila euro o la Nautica Poltu Quatu 2.500 euro. In Abruzzo abbiamo l’azienda chimica Bussi per 15 mila euro, la Appalti engineering 2 mila euro, l’azienda Platani 20 mila euro (società del gruppo costruzioni Palmerini), la Adan costruzioni 5 mila euro, l’Edilizia Polisini 2 mila euro
Ma questo 2024 segna il gran ritorno di un partito che ultimamente si reggeva solo sulle erogazioni degli eletti e soprattutto della famiglia Berlusconi o affini: Forza Italia.
Il partito guidato da Antonio Tajani nei primi tre mesi dell’anno ha incassato 440 mila euro da aziende e imprenditori. Circa 50 mila euro li ha donati con la sua azienda l’ex presidente di Confindustria Antonio D’Amato, ma poi al registro «donazioni» risultano una miriade di contributi da aziende: Eic Energia che realizza impianti elettrici ha dato 10 mila euro, ben 50 mila li ha versati lla Ipi spa.
Tra le donazioni compare anche quella di Paolo Scaroni, nominato da questo governo alla presidenza dell’Enel: ha appena donato al partito 30 mila euro.
(da agenzie)

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INVESTIRE NELLA RICERCA È INVESTIRE NEL FUTURO. E INFATTI, L’ITALIA ARRANCA

Maggio 14th, 2024 Riccardo Fucile

NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITÀ PIÙ PRESTIGIOSE DEL MONDO DOMINANO I CAMPUS AMERICANI (HARVARD, MIT, STANFORD), SEGUITI DAGLI ATENEI INGLESI DI CAMBRIDGE E OXFORD. MA È BOOM PER L’ALTA FORMAZIONE CINESE: IL 95% DELLE UNIVERSITÀ DEL DRAGONE HA UN MIGLIOR POSIZIONAMENTO RISPETTO ALLO SCORSO ANNO… L’ITALIA INVECE CONTINUA A PERDERE COMPETITIVITÀ: IL 75% DELLE 67 UNIVERSITÀ ITALIANE IN CLASSIFICA PERDE POSIZIONI

Per il tredicesimo anno consecutivo è Harvard l’università più prestigiosa del mondo secondo il Center World University Rankings (Cwur), seguita dal Massachusetts Institute of Technology (Mit) e da Stanford.
Il quinto e quarto posto, invece, sono occupate da Cambridge e Oxford, le uniche due università pubbliche nella parte alta della classifica. A completare la top ten sono quattro università dell’Ivy League (Princeton, Columbia, Pennsylvania) e la Caltech di Pasadena.
Nonostante gli Stati Uniti siano il paese più rappresentato nella classifica (con ben 329 atenei), sono anche loro sottopressione a causa della crescente competizione internazionale, soprattutto cinese.
La Cina, infatti, quest’anno ha visto un miglior posizionamento in classifica del 95% delle sue 324 università. Anche l’Europa rimane una potenza importante nella classifica, con 639 istituzioni tra le prime 2.000: 92 nel Regno Unito, 73 in Francia e 69 in Germania. La Russia conta 46 rappresentanti nel Global 2000 – tre in più rispetto allo scorso anno – con 18 atenei che salgono e 28 che scendono in classifica.
La migliore università russa quest’anno è l’Università statale di Mosca, al 233esimo posto a livello mondiale. Le prime dieci università in Europa quest’anno sono: Cambridge (Regno Unito), Oxford (Regno Unito), Psl (Francia), Ucl (Regno Unito), Imperial College (Regno Unito), Paris Saclay (Francia, 31°), ETH Zurigo (Svizzera, 32°), Paris City University (Francia, 33°), Università della Sorbona (Francia, 36°) e Copenaghen (Danimarca, 38°).
La rapida ascesa della Cina in classifica è dovuta ai continui investimenti del Paese nell’istruzione superiore. Il 95% delle università cinesi si classifica meglio rispetto allo scorso anno, con in testa la Tsinghua University al 43mo posto
Mentre l’Università di Tokyo è ancora l’istituzione asiatica con il punteggio più alto, al 13mo posto a livello mondiale, il 61% dei 110 rappresentanti del Giappone nel Global 2000 ha perso terreno quest’anno a causa della bassa spesa del governo per l’istruzione terziaria negli anni precedenti. Infine, quest’anno le università e gli istituti indiani hanno avuto risultati contrastanti, con 32 atenei in crescita e 33 in declino.
L’Italia sta perdendo competitività, a livello internazionale, nell’ambito dell’istruzione universitaria. A dirlo è l’edizione 2024 della classifica redatta annualmente dal Center World University Rankings (Cwur). Se è vero, infatti, che sono 67 le università italiane a figurare nella lista di quest’anno, il 75% di esse perde posizioni. L’ateneo romano La Sapienza – che guida la classifica italiana – perde otto posizioni, arenandosi al 124mo posto. Scendono anche l’Università di Padova (che passa dal 171mo al 173mo posto e quella di Milano (dal 180mo al 186mo).
(da agenzie)

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LO SCRITTORE STEFANO MASSINI AGGREDITO AL SALONE DEL LIBRO DA UN NEONAZISTA: “AVEVA RAGIONE HITLER, VOI COMUNISTI VOLETE RISCRIVERE LA STORIA”

Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile

SPINTONI E URLA AL TERMINE DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DEDICATO AL “MEIN KAMPF”… L’INTERVENTO DEL SERVIZIO D’ORDINE

Lo scrittore Stefano Massini è stato aggredito nel tardo pomeriggio di oggi al Salone del Libro di Torino.
Massini aveva da poco terminato la presentazione pubblica del suo nuovo libro sul Mein Kampf e stava firmando alcune copie dell’opera, quando un contestatore gli ha messo le mani addosso: «Hitler aveva ragione, voi comunisti senza contraddittorio camuffate la storia e la state riscrivendo. Ma ora finalmente possiamo dire la verità», gli ha urlato in faccia l’uomo, sulla settantina, strattonandolo per il bavero della giacca e spintonandolo.
La conversazione guidata da Danco Singer era uno degli ultimi appuntamenti in programma al Salone, che si chiude stasera con un bilancio record di visitatori (oltre 220mila).
Una presentazione quella del libro sul Mein Kampf segnata però per tutto il tempo dai fastidiosi rimbrotti dell’uomo che ha poi dato in escandescenze. Seduto in prima fila, il contestatore ha a più riprese protestato a voce alta contro la ricostruzione storica della figura di Hitler fatta da Massini.
Il pubblico della Sala Azzurra del Lingotto ha presto iniziato a rumoreggiare, infastidito dal comportamento dell’uomo, che ha alzato i toni in particolare quando Massini e Singer hanno affrontato il tema del rapporto tra nazismo e questione ebraica. L’evento è comunque poi andato in porto, seguito dal firmacopie di rito.
A quel punto, secondo quanto ricostruire Repubblica, è scattata l’aggressione. «Ve la raccontate solo tra di voi, la verità è un’altra», ha urlato l’uomo. E poi ancora, al culmine della polemica: «Non è forse vero che gli ebrei avevano il potere?».
Immediato l’intervento del servizio d’ordine, che ha allontanato l’uomo e protetto Massini (e Singer) da ulteriori guai, scortandolo poi verso l’uscita del Lingotto e sino alla sua auto.
Lo scrittore comunque ha reagito con aplomb: «Per favore, siamo nella città di Piero Gobetti», la frase con cui ha risposto a più riprese all’assalto scomposto dell’aggressore nostalgico di Hitler.
Nessun altro commento, almeno per ora da Massini, se non il ringraziamento al pubblico e ai ragazzi che lo hanno difeso dalla contestazione con un applauso.
(da Open)

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TOTI A SPINELLI: «TI VENGO A TROVARE PRIMA DELLE ELEZIONI TI CHIEDO UN PO’ DI ROBE»

Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile

TOTI AVEVA SEMPRE BISOGNO DI SOLDI PER LE CAMPAGNE ELETTORALI… IL FIGLIO DI SPINELLI: “BASTA DARE SOLDI, C’E’ IL RISCHIO CORRUZIONE”

Ha costantemente bisogno di soldi per mandare avanti nelle varie elezioni il suo piccolo movimento personale con il quale ha conquistato per ben due volte la Liguria. La politica costa, e quando non ce la fa Giovanni Toti batte cassa con il suo finanziatore Aldo Spinelli che trova sempre disponibile, ma solo se è sicuro di aver in tasca l’atto pubblico che gli serve. E mentre in tre anni il gruppo Spinelli raggiunge il valore di «un miliardo», Toti e i suoi Comitati incassano appena 74 mila euro che ora gli costano pure l’arresto per corruzione.
Il 3 maggio 2020, come succede troppo di frequente, Spinelli e Toti si sentono al telefono. Il primo si lamenta perché potrebbe lavorare di più se avesse più spazio ed invece l’Autorità portuale non farebbe niente per mettere a disposizione delle imprese della logistica le aree del porto inutilizzate: «Siamo strangolati, non sappiamo più dove mettere il lavoro! C’è la fortuna che c’è lavoro, per tutti. È una cosa vergognosa!».
«Però sta andando bene, dai! Il porto sta crescendo», rivendica il governatore con un pizzico di orgoglio, e poi si farà la diga foranea che aumenterà il volume dei traffici. «Ma speriamo. Ma vediamoci un po’! Voi adesso, vabbé, pensate alle elezioni», risponde Spinelli lanciando un gancio che Toti non può farsi sfuggire: «Ti vengo a trovare! Ti vengo a trovare, ché non sono ancora venuto prima delle elezioni. Ora organizziamo». Il 25 maggio Spinelli gli versa 15 mila euro.
Sia Spinelli che Toti esigono che i finanziamenti siano regolarmente dichiarati secondo la legge. «Mandi alla segreteria di Spinelli i documenti dove vogliamo che faccia un versamento, che lo fa normale come tutti gli altri», ordina all’assistente il primo settembre il governatore.
Nei giorni in cui si discute la cruciale (per Spinelli) proroga delle Rinfuse, entrambi sembrano non rendersi conto che un finanziamento regolare in cambio di un provvedimento è comunque una tangente.
Ci vorranno mesi prima che Rinfuse raggiunga il capolinea agli inizi di dicembre, quando Spinelli verserà al Comitato Giovanni Toti-Liguria i 40 mila euro «più volte sollecitati da Giovanni Toti», scrive la Guardia di Finanza.
L’imprenditore, però, non fa mistero che il figlio Roberto (indagato) lo rimprovera: «Non vuole che faccio i finanziamenti ai partiti, ma io li devo fare».
Anche una manager del fondo che in quel momento detiene il 45% di Spinelli srl è piuttosto preoccupata. «È un problema reputazionale perché i partiti politici fanno parte delle varie istituzioni e quindi possono essere sempre un po’ visti come corruzione», gli dice papale papale.
Spinelli, «un po’ avvilito», annotano le Fiamme Gialle, risponde che è importante «supportare a livello locale». «Quando me la fai vedere ‘sta barca? Quando ci vediamo, ché ti devo chiedere un po’ di robe come al solito di questi tempi?», dice Toti ammiccando al telefono con Spinelli che ha appena comprato un nuovo yacht da 9 milioni.
Ci sono le politiche all’orizzonte — vincerà il centrodestra — e come sempre le casse sono vuote. Qualche giorno prima, il 10 agosto 2022, mentre pianificava la campagna elettorale, una collaboratrice gli aveva dovuto dire che la pubblicità sugli autobus di Genova non potevano permettersela: «Più avanti, sennò non ce la facciamo economicamente». L’8 settembre, visitata la barca, arrivano 15 mila euro dal re della logistica.
Qualche mese dopo, altro fine settimana a Monaco, lascia un messaggio a Briatore: «Flavio, sono Spinelli. Confermato l’appuntamento a dieci alle 4, Hotel de Paris. Arrivo col Presidente del Porto. Mi raccomando. Grazie. Ciao». «Tanto che mi fanno?» Non teme le conseguenze della sua spregiudicatezza Spinelli, anche quando i suoi mezzi occupano abusivamente un tratto del porto. A Signorini, dal quale evidentemente si sente protetto, confida candidamente che «tanto a 83 anni cosa mi possono fare? Un ca…». Chiosa la Gdf: «Il Presidente non obiettava nulla».
(da Il Corriere della Sera)

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“TANTO A 83 ANNI COSA MI POSSONO FARE? UN CAZZO”: ALDO SPINELLI ERA STATO MESSO IN ALLARME DAL FIGLIO E DA UNA MANAGER SUI FINANZIAMENTI ALLEGRI AI PARTITI

Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile

GIOVANNI TOTI LO “INSEGUIVA”: “QUANDO ME LA FAI VEDERE ‘STA BARCA? QUANDO CI VEDIAMO,TI DEVO CHIEDERE UN PO’ DI ROBE”… LE 4 ROGATORIE A MONTECARLO, DOVE IL PRESIDENTE DEL PORTO, SIGNORINI, ERA DI CASA CON LA SUA ACCOMPAGNATRICE, TAMARA MUSSO

Un tassello dopo l’altro, dall’Autorità portuale alla Regione Liguria, fino ai ministeri romani. È qui che Aldo Spinelli, l’imprenditore che punta ad ampliare il suo impero di terminal e concessioni, stando agli atti cerca sponde di alto livello. E per arrivarci ritiene di avere l’uomo giusto, il presidente del porto Paolo Emilio Signorini: «Tra tre anni, se la diga sarà formata, noi ti mettiamo a Roma con una segretaria in un bell’ufficio. Per i Ministeri, per queste cose qua. Ti facciamo un contratto di 300mila euro all’anno», la promessa intercettata dagli investigatori durante un colloquio tra i due in un bar a fine gennaio 2022.
La ventilata garanzia di un posto di lavoro, oltre a denaro contante e fine settimana spesati a Monte Carlo ricostruiti dagli inquirenti tramite quattro rogatorie, sarebbero i benefici ottenuti da Signorini per favorire gli affari di Spinelli al porto.
Per i pm della Procura di Genova, l’obiettivo di Signorini è «avere un filo diretto con i Ministeri», come sottolineano nella richiesta inviata al gip. Spinelli vuole ottenere il massimo dal piano di sviluppo del porto e in quell’incontro al caffè illustra a Signorini il suo nuovo progetto di movimentazione di scarti siderurgici, ma «manca un parerino, un parere stupido della Regione, che non so chi l’ha. Adesso vado io da Toti», dice.
L’imprenditore ha numerosi fronti aperti: la concessione Rinfuse, l’assegnazione dell’area Carbonile e la Calata Concenter «utilizzando i 12 milioni a disposizione dell’ente portuale» per fare «una banchina tutta nuova». Signorini si mostrerebbe disponibile a dare una mano: «Mi sa che una a una te le sistemo, certo la lentezza della Regione…». E l’imprenditore insiste: «Quando vieni a Monte Carlo mettiamo a posto tutto».
Signorini, è riportato negli atti, ha beneficiato di 22 soggiorni nel Principato per un totale di 42 notti, collocazione in junior suite vista mare, bottiglia di champagne e vassoio di frutta come benvenuto, massaggi, più regalie alla sua accompagnatrice (una borsa Chanel rosa e un bracciale Cartier) e fiches per giocare al casinò.
Per indagare «su soggiorni e servizi extra» fruiti dal presidente dell’Autorità portuale, i magistrati hanno effettuato quattro rogatorie, la prima risale al 7 aprile 2022 e l’ultima è del 14 luglio 2023.
Le indagini svolte dalla «Division del police judiciaire» del Principato, riassumono i magistrati, evidenziano che Signorini trascorreva all’Hotel de Paris di Monte Carlo «uno o due soggiorni mensili, il più delle volte accompagnato», e la coppia è a carico del conto «Invitato gioco del signor Aldo Spinelli».
Il quale risulta essere un cliente affezionato del casinò, che frequenta dal 1990 beneficiando di un credito anticipato fino a un milione e mezzo di euro. Signorini apprezza e Spinelli ci tiene a fare bella figura. Il 14 aprile 2022 prenota un pranzo in occasione della finale del torneo internazionale di tennis: «Mi raccomando eh… vicino alla tavola del Principe, dove ci mettiamo sempre».
L’onnipresenza di Signorini tuttavia infastidisce la compagna di Spinelli e lui al telefono mette in chiaro la natura del rapporto: «È un impegno di lavoro, mica un impegno da niente. Io devo curare le pubbliche relazioni con i clienti importanti che ho».
L’interesse è «ingraziarsi il presidente dell’Autorità portuale, figura al vertice dell’organismo preposto al rilascio di licenze e concessioni sulle aree demaniali del porto di Genova».
(da Il Messaggero)

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ANCHE FLAVIO INSINNA LASCIA LA RAI, DALLA PROSSIMA STAGIONE UN GAME SHOW SU LA7

Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile

HA ATTESO VANAMENTE UNA PROPOSTA DA PARTE DEL SERVIZIO PUBBLICO… UN ALTRO ARTISTA CHE NON HA “FRATELLI” IN PARADISO

Un’altra figura importante starebbe per salutare la Rai: secondo indiscrezioni che finora non hanno trovato smentita, Flavio Insinna dovrebbe passare a La7. L’annuncio potrebbe arrivare tra qualche settimana.
Pochi mesi fa, in un’intervista a Repubblica, a proposito della Rai, Insinna aveva ricordato i “quasi trent’anni, credo, di percorso insieme: Don Matteo, Ho sposato uno sbirro, Affari tuoi, poi le serate speciali, Telethon, telefilm su telefilm. La Rai mi ha cambiata la vita”. Finita L’eredità, “c’è il teatro poi la fiction, ci possono essere altre cose. Non faccio il buono, la mia è la riflessione di uno che ha quasi 60 anni e ha lavorato tanto”.
Da tempo l’attore e conduttore aspettava una proposta da parte della Rai, un game show, oppure una fiction ma nulla di tutto questo è arrivato. Solo la partecipazione, come giudice, a L’acchiappatalenti, il programma condotto da Milly Carlucci andato in onda con scarsi risultati d’ascolto. E la proposta, invece, sarebbe arrivata da La7, nella forma di un game show in onda prima del Tg di Enrico Mentana.
Solo poche settimane fa, Insinna si era detto libero di valutare qualsiasi proposta interessante. “Io non ho mai avuto esclusive, perché ho firmato i contratti quando c’era insieme un progetto bello – aveva detto in un’intervista a Tag24 – siamo ancora in un Paese libero. Magari il progetto è bello per la Rai e a me non piace. Non vuol dire che non sia bello, ma io penso che non sia giusto per me, oppure vorrei fare una cosa che la Rai non ha. Che cosa farò in futuro? Possiamo andare, tornare… Credo che il mondo, come dire, abbia altri pensieri. Faremo”.
(da agenzie)

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