Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DELLA FIGLIA BIANCA: “VIGLIACCHI E IGNORANTI”… SCHLEIN: “GESTO IGNOBILE”
“Un atto vigliacco e ignobile“. Sono queste le parole di Bianca
Berlinguer che sul proprio profilo Instagram denuncia gli atti vandalici sulla tomba di suo padre Enrico Berlinguer, nel cimitero Flaminio di Roma.
“È la seconda volta nell’ultimo mese – prosegue la giornalista – Nei quarant’anni dalla morte di papà, la sua tomba è sempre stata piena di fiori portati da tante persone che si sono fermate per un pensiero e un omaggio. E questo è sempre stato per noi figli un grande conforto”. Un atto vandalico, accompagnato dalle foto postate dalla stessa figlia dello storico leader del Partito Comunista Italiano. Diverse istantanee che dimostrano i “vasi distrutti, fiori buttati e aiuole calpestate“.
Parole di solidarietà dalla segretaria del Pd Elly Schlein: “La tomba di Enrico Berlinguer è stata nuovamente vandalizzata. E’ un gesto vigliacco e ignobile. Ma che ci motiva ancora di più a portarne avanti la memoria, a 40 anni dalla sua scomparsa”.
“Un nuovo atto di vandalismo sulla tomba di Berlinguer al Cimitero Flaminio. Un gesto vigliacco, purtroppo non il primo, che offende una figura amatissima, di indubbia caratura morale, esempio di rettitudine e trasparenza. Alla sua famiglia la mia sincera solidarietà”, afferma Cecilia D’Elia senatrice del Pd.
Solidarietà anche dal ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano: “Ho appreso anche con sconcerto la notizia dei danneggiamenti alla tomba di Enrico Berlinguer denunciati dalla figlia Bianca. Anche a lei e a tutta la sua famiglia esprimo la mia vicinanza e solidarietà”.
(da agenzie)
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Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile
TOTI COMMENTAVA INSIEME ALL’EX PRESIDENTE DEL PORTO, SIGNORINI
“La Diga (Foranea, l’opera finanziata con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr)? E’ sostanzialmente per Spinelli”. Ad affermarlo, in un’intercettazione agli atti dell’inchiesta, è il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, ai domiciliari da martedì nell’ambito dell’inchiesta sul sistema di corruzione, con l’ex presidente dell’Autorità portuale Paolo Emilio Signorini (l’unico in carcere).
I due, secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, stanno commentando il pranzo che Aldo Spinelli (l’imprenditore portuale ai domiciliari e, secondo l’accusa, il principale corruttore di Toti e Signorini) ha avuto con l’ex presidente della Regione Claudio Burlando. “Signorini riferiva a Toti – si legge nelle carte – che Burlando era intenzionato a sostenere la linea dell’inutilità della nuova diga e Toti commentava che, se Burlando sosteneva questa linea, avrebbe dovuto farlo pubblicamente e che il primo a esserne danneggiato era proprio Spinelli”. E sottolinea il governatore: “così impara Spinelli a farci i suoi pranzi , visto che la diga sostanzialmente è per Spinelli”.
(da agenzie)
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Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile
LA PALLAVOLISTA AVEVA SPORTO QUERELA NEI MESI SCORSI NEI CONFRONTI DEL MILITARE PER LE FRASI SUI “TRATTI SOMATICI” DELL’ATLETA NEL LIBRO “IL MONDO AL CONTRARIO”… L’UDIENZA SULLA QUERELA È PREVISTA PER IL 14 GIUGNO
Roberto Vannacci costretto a scusarsi con la campionessa di
volley, Paola Egonu, italiana con origini nigeriane, per quanto scritto nel suo libro. “A seguito delle incomprensioni che si sono verificate dal momento della pubblicazione, è mia intenzione fornirle I’interpretazione autentica delle parole e delle espressioni da me usate nei suoi confronti. Senza alcuna intenzione offensiva, ritengo che le diversità e le differenze di religione, di cultura, di origini, di etnia rappresentino una ricchezza per la società e non vadano travisate con la discriminazione. Non ho mai avuto dubbi – ha aggiunto il generale candidato alle Europee con la Lega – sulla sua cittadinanza italiana e sono personalmente e convintamente fiero che lei rappresenti il nostro tricolore con la sua eccellenza sportiva ma questo non può celare visivamente la sua origine di cui, sono convinto, lei stessa vada fiera”.
La querela di Egonu contro Vannacci
Nella querela, depositata a Bergamo e trasmessa a Lucca per competenza territoriale, Vannacci risiede infatti a Viareggio (in provincia di Lucca), sono contestate frasi sui “tratti somatici” dell’atleta contenute nel libro del leghista.
La procura di Lucca aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo ma la difesa della campionessa si è opposta e il giudice ha fissato l’udienza per la discussione dell’opposizione il 14 giugno.
“Lei, infatti, è italianissima – aggiunge Vannacci -, è una italiana di cui andiamo orgogliosi: una persona che, per quanto di origini diverse, ha scelto di rappresentare il nostro paese e di aderire senza alcuna riserva agli ideali fondanti della nostra Repubblica assurgendone a simbolo e a rappresentante nel mondo agonistico. La sua diversità – osserva ancora -, rispetto alle evidenti caratteristiche somatiche della maggioranza della popolazione italiana, è una ricchezza, una risorsa, una peculiarità che la distingue e le fa onore. Spero, signora Egonu, di avere compiutamente esplicato il senso delle mie espressioni e mi rallegrerei se in futuro, a sua discrezione, fosse possibile un amichevole incontro tra noi che mi permetta di esprimerle a voce i miei più sinceri sentimenti di viva cordialità e chiederle un un autografo”.
(da agenzie)
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Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile
“PER IL VENETO HO GIA ‘ UNA DECINA DI NOMI IN MENTE”… UN AUTOGOL PERCHE’ IN VENETO LA LEGA ORA RISCHIA UNA BATOSTA… E SALVINI HA FATTO DEPOSITARE IL SIMBOLO DI “ITALIA SICURA”, SALVAGENTE PER NON AFFOGARE
Pietra tombale sul terzo mandato per i governatori. Ma soprattutto Matteo Salvini scarica il “doge” Luca Zaia: per la Regione “ho già una decina di nomi in mente”, dice il vicepremier.
E dunque, non solo la Lega non farà una campagna politica sullo stop ai mandati per i presidenti di Regione (e per i sindaci) – come aveva promesso, anche a prezzo di tensioni con Giorgia Meloni e Antonio Tajani – ma non ritiene più indispensabile la ricandidatura…
La rinuncia è stata ufficializzata ai microfoni del Gazzettino, in occasione della adunata degli alpini a Vicenza, voluta dallo stesso Presidente di Regione.
Decisione accompagnata dalla rinuncia definitiva al terzo mandato per i governatori, ma che contiene in sé anche gli strascichi di un rapporto ai minimo. Da tempo la distanza tra Zaia e Salvini appariva evidente, e ora dall’altra parte – come riporta Repubblica – filtrerebbe tantissima irritazione, accentuata da un costante silenzio.
La resa viene spiegata da Salvini nell’impossibilità di lottare per la previsione un mandato aggiuntivo.
Il governatore del Vento non replica, ma dagli ambienti a lui vicini filtra molta indignazkione sia per i tempi, sia per i modi. Il mandato di Zaia scade nel 2025 e potrebbe essere prolungato al 2026 per la concomitanza delle Olimpiadi invernali. Zaia era stato rieletto con il 77% delle preferenze. La distanza tra la Lega “storica”, quella dei territori e la Lega populista e xenofoba che candida Vannacci ‘ ormai siderale. Sallvini si aggrappa a Vannacci per salvare la pelle, ma se il risultato alle Europee fosse modesto si apre il capitolo successione e a quel punto i nomi sono due: Zaia o Fedriga.
Il piano B di Salvini in caso di sconfitta alle Europee
Il capo del Carroccio ha fatto depositare il simbolo “Italia Sicura”, embrione di un nuovo partito- Arca di Noè dove rifugiarsi con i suoi feddelissimi Andrea Crippa, Claudio Durigon e Susanna Ceccardi. Una soluzione “renziana” per non perdere il seggio in parlamento e evitare di finire in galera.
(da agenzie)
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Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile
DUE EX MANAGER DELLA DITTA PER CUI LAVORAVANO I CINQUE OPERAI MORTI, TRAVOLTI DA UN TRENO A BRANDIZZO, HANNO RIAPERTO UN’ALTRA SOCIETA’ E SONO TORNATI A LAVORARE LUNGO I BINARI…. I FAMILIARI DELLE VITTIME SONO INCAZZATI NERI: NON SI PUÒ DARE LAVORO A CHI HA UCCISO CINQUE VITE
«È una vergogna di Stato. Non dovevano permettere tutto
questo». Sfogano la loro rabbia i familiari delle cinque vittime della strage di Brandizzo dopo aver appreso che gli indagati, attraverso una nuova società, la Star.Fer, con sede legale a Crescentino (Vercelli), siano tornati a lavorare lungo i binari ferroviari Attacca il ministro dei Trasporti, Oto fratello di Giuseppe Aversa: «Dov’è ora Matteo Salvini che voleva chiarezza nei giorni successivi la disgrazia?»
Uno scandalo, gridano. Il board di Si.Gi.Fer ha creato una nuova azienda iscritta al registro delle imprese dal 9 gennaio 2024, con capitale sociale versato di 20 mila euro. Il 50% delle quote è di Franco Sirianni (10 mila euro); il 25% è in mano a Cristian Geraci (5 mila euro) entrambi già nel cda aziendale di Si.Gi.Fer rispettivamente con il ruolo di direttore generale e direttore tecnico. Le restanti quote della Star.Fer sono detenute al 25% (2.500 euro ciascuno) dall’amministratore unico Federico Artitzu e dal socio, Andrea Vescio.§Gli operai della nuova società lavorano «in distacco» per conto di Clf, l’azienda di Bologna che si occupa di manutenzioni ferroviarie in appalto da Rfi. Oggi, a oltre otto mesi dal disastro ferroviario e con le indagini della procura di Ivrea ancora in corso, questa notizia ha provocato sdegno da parte dei familiari delle vittime.
«Non si può dare lavoro a chi ha ucciso cinque vite» è il commento di Massimo Laganà, il padre di Kevin, il più giovane dei cinque operai che la notte tra il 30 e il 31 agosto furono travolti dal treno alla stazione ferroviaria a Brandizzo.
Dal giorno dopo i funerali, Massimo Laganà trascorre ogni pomeriggio al cimitero di Vercelli. Va a pregare, per ore e ore, davanti alla tomba del figlio e promette: «Io non fermerò fino a quando mio figlio e gli altri non avranno giustizia, ma questa storia della nuova società che ha nuovamente gli appalti ferroviari mi demoralizza. Mi domando come possa un indagato prendere appalti pubblici. Non ci sono parole per commentare questa cosa».
Prende fiato, Massimo Laganà, e accusa: «Siamo delusi dallo Stato. Alle Istituzione non frega davvero nulla. Spero che si faccia luce al più presto». Una sensazione di disgusto è provata anche da Rosalba Faraci, mamma di Michael Zanera, un’altra vittima. E ora si domanda: «Vorrei proprio capire come facciano a lavorare, e sotto un altro nome. È assurdo».
(da agenzie)
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Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile
E POI DENUNCIA: “I TERMINI DELLA CUSTODIA CAUTELARE SONO SCADUTI, ORA E’ DETENUTA SENZA CHE IL GIUDICE SI SIA ESPRESSO SUL PROLUNGAMENTO”
Ilaria Salis è candidata alle elezioni europee ma (per ora) non può votare. Il paradosso perché straniera, italiana, reclusa da oltre 15 mesi nel carcere di massima sicurezza di Budapest perché accusata di aver aggredito dei neonazisti.
Ma il problema non sarebbe la legge ungherese bensì un vuoto legislativo dell’Italia. A raccontarlo è il padre dell’insegnante antifascista Roberto Salis: “Oggi ho parlato con Ilaria, mi ha detto che nel carcere hanno chiesto a tutte le detenute se volevano votare e lei ovviamente ha risposto di sì, ma le è stato detto che c’è una carenza legislativa italiana che non le consentirebbe di votare”.
“Ha interpellato l’ambasciata – ha aggiunto il padre – che non le ha saputo dare risposta, c’è una palese violazione dei diritti umani in corso e ci vorrebbe una presa di posizione chiara del governo”.
Salis ha spiegato che “l’ambasciatore italiano a Budapest Manuel Jacoangeli ha contattato il ministero dell’Interno visto che è un problema loro e mi aspetto una presa di posizione chiara per capire se tutti i cittadini possono esercitare il loro diritto di voto”.
“Hanno detto a Ilaria che è straniera e quindi non sanno come farla votare”, ha proseguito il padre dell’attivista milanese che è ancora in cella nonostante siano scaduti i termini della sua detenzione cautelare: “E’ un’altra palese violazione dei diritti umani”, attacca Roberto Salis. “L’8 maggio sono scaduti i sei mesi stabiliti dal giudice che non decide sul prolungamento finché non arriva la decisione sull’appello che abbiamo presentato per avere i domiciliari. Ma la sostanza è che lei ora è in carcere senza che ci sia una disposizione della magistratura”. “E anche questo avviene”, conclude il padre, “senza che il governo o la diplomazia facciano nulla”.
(da agenzie)
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Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile
IL GOVERNO MELONI PERDE CONSENSI: SODDISFATTO SOLO IL 34% DEGLI ITALIANI, LA FIDUCIA NELLA PREMIER SCENDE AL 33%
Manca meno di un mese alle elezioni europee dell’8 e 9
giugno. Tra i partiti sale la tensione in vista del voto che decreterà i futuri equilibri non solo internazionali, ma anche interni. Sia nell’opposizione che nel centrodestra si giocano partite decisive attorno a quella che in molti attendono come una probabile ridefinizione dei rapporti di forza tra le diverse forze politiche.
In particolare, l’ultimo sondaggio realizzato da Quorum/Youtrend per SkyTg24 mostra una flessione tra i partiti di centrodestra e più in generale un calo di fiducia nei confronti di Giorgia Meloni e del suo governo.
Pur confermandosi primo Fratelli d’Italia scende al 26,8% (-0,5%), seguito dalla Lega e da Forza Italia, dati rispettivamente all’8,3% e all’8%. Dall’altra parte invece, il Pd guadagna lo 0,2% ed sale al 20,7%, mentre il M5s, anch’esso in leggero aumento, è dato al 16,1%. Tra i partiti minori prosegue la gara di consensi per superare la soglia di sbarramento prevista per entrare nell’Eurocamera.
Centrodestra in calo, scende anche la fiducia su Meloni: perde 3 punti
L’ultima rilevazione restituisce un quadro negativo per i partiti di centrodestra e per Giorgia Meloni. Il suo partito perde mezzo punto, scendendo così al 26,8%. Cala anche Forza Italia (all’8%), che in accordo con Noi Moderati, perde lo 0,3% dei consensi allontanandosi dalla doppia cifra, ma soprattutto dal suo principale competitor all’interno della maggioranza, la Lega. Il partito di Matteo Salvini infatti, resta stabile all’8,3% e per ora mantiene il posto di secondo partner di maggioranza.
Nonostante il calo, Fratelli d’Italia si conferma comunque primo, seguito dal Partito democratico che ora si trova meno di sette punti di distanza da FdI.
Il partito di Elly Schlein infatti, raccoglie un +0,2% e sale al 20,7%. Sarà sicuramente interessante osservare che effetto avrà sulle intenzioni di voto l’annunciato dibattito televisivo tra le due leader e quanti voti riuscirà a spostare a favore dei rispettivi partiti. In ogni caso, al momento il giudizio nei confronti di Meloni risulta peggiorato: il numero di italiani che dice di avere fiducia nella premier scende al 33% (-3%).
A peggiorare è anche il giudizio complessivo sul governo Meloni, che perde tre punti percentuali e risulta al 34%.
Per quanto riguarda invece, il giudizio nei confronti degli altri leader politici: resta stabile la fiducia verso Giuseppe Conte ( al 33% ), sale quella verso Elly Schlein (al 25%) e scende il gradimento nei confronti di Antonio Tajani e Matteo Salvini. Con un -2% il leader degli azzurri si arresta al 25%, mentre il numero uno del Carroccio perde tre punti percentuali e si ferma al 17%.
Una competizione simile a quella in corso tra Forza Italia e Lega per il posto da secondo partito di maggioranza, si gioca anche sul fronte dell’opposizione dove però il Pd al momento può tirare un sospiro di sollievo: il Movimento Cinque Stelle, seppure in lieve aumento (+0,1%) resta al 16,1%, a oltre quattro punti di distanza dai dem. Bisognerà attendere l’appuntamento elettorale di giugno per scoprire se i pentastellati riusciranno a recuperare fino a superare il risultato raggiunto alle scorse europee del 2019, quando il Movimento ottenne il 17%.
Stati Uniti d’Europa, Avs e Azione resistono sopra il 4%
Tra i partiti più piccoli la campagna elettorale probabilmente si concentrerà sempre di più sul raccogliere i consensi necessari a stabilizzarsi sopra la soglia prevista per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento europeo. Al momento riuscirebbero a spuntarla Stati Uniti d’Europa, al 4,7% (+0,2%), Alleanza Verdi-Sinistra stabile al 4,4% e Azione, al 4% (+0,2%). Per quanto riguarda le altre liste invece, rimangono escluse Libertà di Cateno De Luca (all’1%) e Pace Terra Dignità di Michele Santoro (all’1,8%).
(da agenzie)
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Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile
“SE AGGANCIAMO LA REGIONE FACCIAMO BRISCOLA”
Indagando sul voto di scambio tra la comunità riesina e quella calabrese e la lista del presidente Giovanni Toti, gli investigatori hanno anche scoperto una presunta maxi frode da un milione e 200 mila euro sulle forniture sanitarie durante il Covid. In particolare le mascherine, introvabili in piena pandemia e preziose come l’oro nella fase due per scuole e luoghi pubblici. E’ quanto emerge dalle carte depositate nell’ambito dell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari il presidente della Regione.
Le indagini riguardano in particolare soggetti operanti nel Tigullio.
Nell’agosto 2020, in piena pandemia, due soggetti monitorati e intercettati nel filone del voto di scambio parlano della possibilità di agganciare il consigliere regionale Cianci regionale (indagato) per arrivare a Toti e cercare di piazzare la vendita di mascherine pediatriche:
«..con Cianci se si arrivasse a Toti, per le mascherine, visto che abbiamo anche le mascherine da bimbo, adesso… sarebbe… sarebbe un bel colpo, eh?”, “perche ora le stanno cercando da fare paura, quelle da bimbo, guarda, mi stanno chiamando tutte le farmaci…. se agganciamo la Regione abbiamo fatto briscola e 21″».
Non è ancora chiaro se l’obiettivo sia stato raggiunto o se invece si sia trattato solo di un tentativo. Al momento Cianci risulta indagato solo nel filone del voto di scambio.
(da agenzie)
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Maggio 13th, 2024 Riccardo Fucile
HA MESSO SUL MERCATO TRE OSPEDALI (ALBENGA, BORDIGHERA E CAIRO), DI CUI PER UNO SOLO È STATA FIRMATA LA CONVENZIONE… AI PRIVATI SONO FINITI I SERVIZI DI ANALISI, ESAMI E VISITE SPECIALISTICHE. MA LE LISTE DI ATTESA SONO AUMENTATE
Al momento l’indagine giace in Procura. Come pure un altro
filone d’inchiesta, fin qui sconosciuto, sul quale i magistrati intendono accendere un faro. Riguarda sempre la sanità ma in questo caso si tratta di finanziamenti al Comitato Toti da parte di strutture private.
Dietro c’è la grande questione «sanità pubblica e privata». Fra i finanziatori del movimento politico del governatore, che si articola in Comitati collegati alla Fondazione Change, spuntano varie realtà attive nel settore sanitario convenzionato e privato. Come Casa della Salute, un network di poliambulatori specialistici controllati dal gruppo Italmobiliare della famiglia Pesenti che in Liguria ha conosciuto un vero e proprio boom.
Nato nel 2013, conta oggi 29 strutture che impiegano 900 addetti, fra cui 450 medici. È presente a Bordighera, Ventimiglia, Sanremo, Albenga, Savona, Cairo Montenotte. E ha preso a contribuire con il Comitato di Toti. Il quale ha ricambiato presentando un loro evento nella Sala della Trasparenza della Regione, nel corso del quale sono intervenuti sia lui sia il sindaco di Genova Bucci.
Fra i finanziatori anche l’Iclas di Rapallo del gruppo Gvm, un istituto clinico convenzionato che garantisce oltre 700 interventi l’anno di cardiologia e cardiochirurgia. E altre strutture, fra cui Hc hospital e On health care. All’attenzione dei pm di Genova ci sono tre-quattro finanziatori, che si aggiungono alle 20 società operanti in altri settori entrate nei radar dell’indagine per tangenti. Gli inquirenti vogliono verificare se i versamenti alla politica sono regolari e se a questi corrisponda qualche provvedimento amministrativo a favore dei contributori, eventualità che farebbero ipotizzare dei reati.
È quello sanitario il fronte sul quale ora devono difendersi il presidente della Regione Giovanni Toti e il suo capo di gabinetto (dimissionato) Matteo Cozzani, ai domiciliari nella maxi inchiesta sulla corruzione in Liguria.
Un fascicolo per presunti favori, ricambiati con finanziamenti, a quattro imprenditori della sanità privata, e poi l’accusa di falso per un clamoroso tentativo di gonfiare i numeri della popolazione anziana ligure, nel 2021, per ottenere più vaccini.
Uno dei primi atti deliberati appena insediato il centrodestra in Regione, era “L’indagine di mercato: conferimento incarico esplorativo ad Alisa”, con l’esplicito disegno di affidare parte della sanità ligure ai privati, sul modello lombardo.
Giovanni Toti nel 2016 aveva importato da Bergamo Walter Locatelli, all’epoca direttore generale della Asl di Milano e incallito promotore della sanità pubblico-privata, molto vicino a Matteo Salvini e nell’elenco dei finanziatori del Carroccio.
In nove anni di amministrazione, quel disegno di privatizzazione in parte è stato attuato. Ma dall’inchiesta sulle tangenti che ha investito il porto la Procura di Genova ha stralciato una serie di intercettazioni che fanno sospettare di finanziamenti ai comitati elettorali di Toti in cambio di contratti e convenzioni con la sanità pubblica.
In quella delibera regionale del 2017 Toti parlò di “svolta epocale della sanità ligure”, e iniziò dal Ponente, territorio controllato dall’ex ministro democristiano e poi forzista Claudio Scajola. Tre ospedali sul filo del ridimensionamento – e della chiusura – già nel precedente Piano Sanitario della Giunta Burlando di centrosinistra furono messi sul mercato: Albenga, Bordighera e Cairo Montenotte.
Il piano di privatizzazione ha subito uno stop per il “Santa Maria di Misericordia” di Albenga e per il “San Giuseppe” di Cairo per una serie di ricorsi al Tar di altri gruppi esclusi. Su Bordighera, invece, è stata firmata la convenzione. Con il centrodestra parte anche la logica di affidare ai privati pure i servizi sul territorio: analisi cliniche, esami diagnostici, visite specialistiche e persino la gestione dell’assistenza domiciliare.
In maniera assolutamente legittima e trasparente sono molti gli imprenditori della sanità che finanziano Toti. Nell’ultimo anno hanno versato dei contributi ON Health Care Group del manager Filippo Ceppellini e di Billy Berlusconi nipote di Silvio, poi Casa della Salute che in Liguria ha aperto ben 21 centri e fa capo, a Genova, a Marco Fertonani uno dei partecipanti alle cene di finanziamento di Toti; e ancora Servizi Sanitari srl, Gadomed, Hc Hospital Consulting, Santa Dorotea e Villa Montallegro.
La Liguria è il fanalino di coda nel Centro Nord per le fughe dei pazienti in altre regioni e le polemiche per le liste di attesa nel servizio pubblico sono all’ordine del giorno. Ma l’8 marzo scorso Toti e il suo assessore regionale alla Sanità, Angelo Grattarola, hanno detto che la Liguria risulta tra le ultime in Italia per quanto riguarda la spesa per prestazioni affidate ai privati.
(da agenzie)
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