ELISA FORNERO: “LA NUOVA QUOTA CENTO? UNA MISURA INGANNEVOLE DI SALVINI”
“E’ L’ENNESIMA TROVATA DI BREVE PERIODO DI UN SIGNORE A PERENNE CACCIA DI VOTI”
Nella Legge di Bilancio il governo Meloni ha deciso di rilanciare Quota 100. Con un fondo da 850 milioni che dovrebbe finanziare l’uscita dal lavoro a 64 anni. Ma secondo Elsa Fornero, autrice della riforma delle pensioni che il centrodestra contesta, si tratta di «una misura sfacciata e ingannevole». «Perché non è una riforma strutturale, ma si fa credere che lo sia. È l’ennesima trovata di breve periodo di un signore a caccia di voti, il quale non si è neppure accorto che i tanti che in passato l’avevano votato credendo alle sue promesse non vedono più nel pensionamento anticipato né un beneficio per loro stessi, né un vantaggio per i giovani. Hanno semmai capito che con l’allungamento della vita è importante andare in pensione un po’ più tardi, e con un assegno adeguato», dice oggi a La Stampa riferendosi a Matteo Salvini.
Quota 100 e la legge di bilancio
Fornero dice che quella di Salvini «è una questione personale, un fatto di tigna. Così può dire di aver smontato la Legge Fornero, anche solo per un anno. Non ha ancora capito come funziona un sistema previdenziale. Non ha ancora trovato nemmeno una persona competente che glielo spieghi in maniera chiara». E spiega: «La norma introduce un fondo per il finanziamento, pare triennale, per il pensionamento anticipato di persone ancora al lavoro. E preciso: chiunque, non specifiche categorie in difficoltà. Il governo si è guardato bene dal dire che, se il calcolo sarà interamente contributivo, la pensione sarà inevitabilmente e significativamente più bassa di quella che si avrebbe lavorando ancora qualche anno».
La flessibilità
E conclude: «Questo perché per gli attuali pensionandi il calcolo contributivo non comporta solo la riduzione dovuta alla più bassa età di pensionamento, ma anche quella che deriva dalla perdita della quota retributiva della pensione». Secondo Fornero la cosiddetta flessibilità «è parte dell’inganno. Non si può chiamare questo anticipo “flessibilità” senza specificare che verrà finanziato con una nuova imposta a carico dei pensionati, peraltro persone che ricevono assegni tutt’altro che ricchi, e che in passato hanno già subito perdite reali per effetto delle de-indicizzazioni. Per capirci: è stato calcolato che fra il 2016 e il 2025 la perdita per una pensione di 2500 euro è stata di circa un quarto».
Le priorità del paese
La conclusione: «Questa proposta ignora completamente le priorità del Paese e il futuro dei giovani. Siamo sicuri ad esempio che non sarebbe stato più equo tassare in forma trasparente le successioni e aumentare così i fondi alla scuola?». Beh, qualcosa per i giovani nella manovra c’è. O no? «C’è un pacchettino, buono forse per un anno. Senta, io di ragazzi ne incontro tanti, e il punto non sono le mancette per vincere le elezioni. I giovani di oggi lamentano l’assenza di una direzione, la percezione reale di una opportunità. Lei crede che questi fondi bastino?».
(da agenzie)
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