STIAMO LASCIANDO L’AFRICA A PUTIN E XI JINPING. SOMALIA, ETIOPIA, ERITREA, GIBUTI E KENYA SONO TRA I PUNTI GEOGRAFICI PIÙ STRATEGICI DEL MONDO: AFFACCIATI SULLO STRETTO DI BAB EL-MANDEB, ATTRAVERSO CUI TRANSITA IL 30 PER CENTO DEL PETROLIO GLOBALE, SI TROVANO ALL’INCROCIO FRA INDO-PACIFICO, OCEANO INDIANO E AFRICA ORIENTALE
GIBUTI OSPITA LA PRIMA BASE MILITARE CINESE ALL’ESTERO INAUGURATA NEL 2017. È UN SALTO QUALITATIVO NELLA PROIEZIONE DI POTENZA DI PECHINO: PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA, LA CINA HA LA CAPACITÀ DI DIFENDERE O MINACCIARE ROTTE COMMERCIALI OCEANICHE LONTANE DALLE SUE COSTE
Il Corno d’Africa – Somalia, Etiopia, Eritrea, Gibuti, Kenya – è uno dei punti geografici più strategici: affacciato sullo stretto di Bab el-Mandeb, attraverso cui transita il 12 per cento del commercio mondiale e il 30 per cento del petrolio globale, si trova all’incrocio fra Indo-Pacifico, Oceano Indiano e Africa orientale.
Gibuti ospita la prima base militare cinese all’estero inaugurata nel 2017: la Struttura di supporto logistico (Ssl) della marina dell’Esercito popolare di liberazione, con capacità di ormeggio per navi da guerra e sommergibili, depositi di carburante e munizioni, e infrastrutture per proiezione di forza.
Nella stessa città si trovano la base americana Camp Lemonnier (con circa quattromila militari), una base francese, una giapponese e una italiana. La Somalia è tornata nell’orbita dell’instabilità con il rilancio del movimento Al-Shabaab, ma anche come teatro di competizione per basi e influenza.
Il traffico marittimo nello stretto di Bab-el-Mandeb nel Mar Rosso, dove sono attivi gli Houthi
L’Etiopia – la seconda nazione più popolosa dell’Africa con centoventi milioni di abitanti – è al centro di progetti infrastrutturali cinesi colossali, inclusa la ferrovia Gibuti-Addis Abeba da quattro miliardi di dollari e diversi parchi industriali.
La guerra degli Houthi yemeniti filo Teheran – che hanno attaccato dal 2023 le navi commerciali nel Mar Rosso per sostenere Hamas nella guerra a Gaza – ha avuto un impatto immediato sulle rotte commerciali mondiali: il transito nel canale di Suez è calato del 50 per cento con ripercussioni su tempi e costi di consegna a livello globale.
La risposta militare americana (operazione Prosperity Guardian) non ha risolto il problema, e la Cina – che di fatto non è stata colpita dagli Houthi, a dimostrazione di un accordo tacito – ha tratto vantaggio dalla situazione.
Il viceammiraglio Brad Cooper, comandante delle forze navali Usa in Medio Oriente, lo spiega così: «La presenza cinese nel Corno d’Africa rappresenta un salto qualitativo nella proiezione di potenza di Pechino: per la prima volta nella Storia, la Cina ha la capacità di difendere o minacciare rotte commerciali oceaniche lontane dalle sue coste».
Estratto da “Le mappe per capire il potere”,
di Maurizio Molinari (ed. Rizzoli)
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