Giugno 17th, 2010 Riccardo Fucile
LA “NUOVA ALLEANZA FIAMMINGA” CHE HA VINTO AL NORD DEL PAESE RESPINGE I COMPLIMENTI DI BORGHEZIO E SALVINI: “NON SIAMO UNA DESTRA SEPARATISTA, RAZZISTA E XENOFOBA, SIAMO PIU’ VICINI A DI PIETRO…” “L’IMMIGRAZIONE VA FERMATA, MA CHI E’ DENTRO IL PAESE DEVE AVERE GLI STESSI DIRITTI”
Cercano sempre di appropriarsi delle vittorie altrui, ponendole ad esempio della validità
delle proprie tesi e a testimonianza di quanto esse stiano facendo breccia in Europa, ma anche questa volta gli è andata male.
Appena gli autonomisti del N-VA hanno vinto le elezioni al nord del Belgio, abitato dai fiamminghi, la intellighentia leghista, composta da Borghezio, Salvini e Speroni, si era precipitata a congratularsi, cercando di mettere il cappello sulla vittoria.
La risposta del leader della “Nuova Alleanza Fiamminga”, Bart de Wever, non si è fatta attendere: “Quelli della Lega sono dei fannulloni, noi siamo dei moderati, con la Lega non abbiamo nulla a che fare, loro sono legati agli estremisti del Vlaams Belang”.
L’N-VA non è la destra razzista, separatista e xenofoba che pur esiste nelle Fiandre, ma che è stata sconfitta alle elezioni.
In realtà le elezioni in Belgio le hanno vinte gli autonomisti al Nord e i socialisti al Sud.
Il nord è il piccolo regno federale dove abitano i fiamminghi che hanno una lingua, una storia, una cultura diversa dai valloni che abitano al sud.
Da una parte chi parla francese, dall’altra una lingua simile all’olandese.
In Belgio non esistono partiti nazionali, ma solo regionali, come sono tali anche le televisioni, le scuole, i giornali.
Gli autonomisti della “Nuova Alleanza Fiamminga” non hanno nulla a che fare con la Lega italiana, mentre i socialisti valloni sono dei normali socialisti europei. Non a caso al Parlamento europeo la Nuova Alleanza e la Lega non sono neanche nello stesso gruppo parlamentare. Continua »
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Giugno 16th, 2010 Riccardo Fucile
SUI REDDITI ALTI AUMENTA IL PRELIEVO IN FRANCIA, REGNO UNITO E GERMANIA…GLI STESSI PAESI TASSANO BANCHE, SOCIETA’ ENERGETICHE E RENDITE FINANZIARIE…. IN ITALIA SACRIFICI SOLO PER GLI STATALI E TAGLI AI SERVIZI LOCALI
L’austerity un Eurolandia non è fatta solo di tagli alla spesa pubblica e sacrifici per gli statali.
La nuova tendenza continentale, a differenza della manovra di Tremonti, per recuperare risorse e dare un senso di equità agli aggiustamenti di bilancio, è quella di ritoccare in vario modo le aliquote per i redditi alti e di elevare il prelievo su rendite finanziarie, stock option e superstipendi.
Questa tendenza è trasversale ai governi di destra e di sinistra, a parte il nostro, dove chi è ricco non viene minimamente sfiorato da questa manovra, mentre i dipendenti pubblici per 4 anni si vedranno congelata la retribuzione e gli enti locali ridotti i trasferimenti per i servizi anche del 30%.
La Merkel in Germania, ad es., non ha escluso un imminente aumento dell’aliquota Irpef più alta, oggi ferma al 42%.
In Francia è previsto un prelievo straordinario sui redditi oltre gli 11.000 euro mensili, in Portogallo è stata fissata una nuova aliquota del 45% per i redditi sopra i 150 euro, in Gran Bretagna del 50% sui redditi oltre le 150.000 sterline e anche in Spagna è stato annunciato un aumento fiscale.
Solo in Italia l’aliquota sopra i 75.000 euro resta inchiodata aal 43%.
Per quanto riguarda la tassa sui redditi da capitale, mentre il nostro Paese non ha adottato nessuna nuova misura, in Spagna l’aliquota è aumentata dal 18% al 19-21%, in Portogallo hanno messo una tassa del 20% sulle plusvalenze azionarie, in Francia una ritenuta alla fonte del 50% nei paradisi fiscali, nel Regno Unito un prelievo sui capital gain.
Vediamo le banche: in Italia nessun intervento, in Portogallo una tassa del 2,5% sugli utili degli istituti di credito, in Francia e Gran Bretagna è prevista una nuova tassa nel 2011, in Germania hanno messo un prelievo sulle società energetiche. Continua »
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Giugno 16th, 2010 Riccardo Fucile
LA REPUBBLICA DELLE BANANE: L’OSCE CHIEDE DI RITIRARE IL DECRETO INTERCETTAZIONI, FINI VUOLE MODIFICARLO, NAPOLITANO VALUTARLO… BERTOLASO DAL SEMINARIO AL PIEDATERRE… FORMIGONI GUIDA LA RIVOLTA CONTRO TREMONTI…A SILVIO NON RESTA CHE FARE LA CORTE A 7 DEPUTATI E 4 SENATORI DELL’API DI RUTELLI
Un’altra giornata da Repubblica delle banane.
Non era mai successo che la Commissione centrale del Viminale bocciasse una proposta
unanime di tre procure e che decidesse di non concedere il programma di protezione a un pentito che pur ha collaborato con i pm di Firenze e Caltanissetta sulle stragi del 1992-1993.
E’ capitato per Gaspare Spatuzza, lo stragista della cosca di Brancaccio pentitosi nel 2008, definito dalla Dna “collaboratore fondamentale che ha consentito una lettura reale della strage di via d’Amelio”.
Spatuzza tirò in ballo anche Berlusconi e Dell’Utri e forse per questo si è arrivati a questa decisione politica che fa ora di Spatuzza “un morto che cammina”.
Era invece già successo che un organismo internazionale criticasse il nostro Paese perchè non rispetta le convenzioni internazionali: ora è toccato all’Osce, l’Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa, che ha invitato il governo italiano “a rinunciare alla legge sulle intercettazioni o a modificarla secondo gli standard internazionali sulla libertà di espressione”.
L’ennesima figura da cioccolatai per una legge bavaglio che qualcuno vorrebbe pure blindare e che è stata criticata da un organismo che raccoglie 56 Stati.
Tutti prevenuti o imbecilli?
Frattini ha protestato (non contro le intercettazioni, contro la responsabile Ocse, Dunja Mijatovic) per lesa maestà , la Lega ha addirittura chiesto le dimissioni della “bosniaca”.
Come se essere bosniaci fosse un insulto equiparabile a quello di emettere rutti leghisti.
Nel frattempo il governo vuole ad ogni costo approvare il decreto intercettazioni entro luglio e senza modifiche.
Cosa difficile perchè alla Camera, in Commissione Giustizia, i finiani sono ben 5, compresa la presidente Giulia Bongiorno, e non intendono andare di corsa.
Anzi chiedono ulteriori, motivate modifiche.
Berlusconi minaccia elezioni “se non si fa come vuole lui”, ma Farefuturo replica ironicamente “Ma ci facci il piacere…”. Continua »
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Giugno 16th, 2010 Riccardo Fucile
DA UN LATO GLI ALPINI CHE HANNO SUBITO 40 ATTACCHI IN 50 GIORNI… DALL’ALTRO LE CONTRADDIZIONI DI 4 JET AMX CHE NON POSSONO LANCIARE BOMBE E CONSUMANO SOLO CARBURANTE, DI ELICOTTERI AB-212 DA SCARSE PRESTAZIONI IN LOCO, DEI BLINDATI “FRECCIA” CHE SERVONO MENO DEI “LINCE”, MA SONO UTILI PER IL BUSSINES DELLA IVECO-OTOMELARA
Quaranta scontri a fuoco in cinquanta giorni: questo è il bilancio bellico del contingente italiano da quando gli alpini della “Brigata Taurinense” hanno assunto il controllo della regione occidentale afghana.
Secondo PeaceReporter, il sito vicino ad Emergency, a molti combattimenti avrebbero partecipato anche militari italiani, ma dal comando di Herat si smentisce: i dubbi sono comunque più che leciti, visto che su 40 scontri confermati dal comando, solo 4 erano stati comunicati dai media, appena il 10%.
Questa missione di pace sta assumendo risvolti sempre più inquietanti e indecifrabili: in Italia se ne parla solo quando qualche nostro soldato viene ferito o ucciso, ma le contraddizioni sono tante.
Non solo sul fatto se e come ancora si giustifica, dopo anni, la presenza di ben 3.300 nostri militari a Kabul, ma su diversi aspetti poco noti e di cui in Italia si preferisce tacere: intanto i costi che sono passati da 600 milioni di euro del 2009 a 750 milioni di euro del 2010, di cui 327 già stanziati.
Secondo molti esperti, una cifra su cui si potrebbe risparmiare, con scelte oculate.
Abbiamo ad es. 4 jet Amx dell’Aeronautica di base ad Herat che sarebbero utilissimi se potessero lanciare bombe: dato che il governo lo vieta, si limitano a fare voli a bassa quota, nella speranza di intimorire gli insorti: in pratica si consuma carburante per nulla, mentre in Italia l’Aeronautica non ha il carburante per far volare jet e addestrare piloti.
Esiste poi una lottizzazione tra le forze armate, non solo per motivi di prestigio, ma per usufruire dei fondi necessari.
Aeronautica e Marina alternano elicotteri AB-212 che non sono adatti alle alte quote afghane, dove andrebbero meglio quelli dell’esercito, ma non si capisce perchè continuino a essere impiegati. Continua »
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Giugno 15th, 2010 Riccardo Fucile
“NON C’ENTRA NULLA CON LO SPIRITO ANTI-AUSTRIACO, HANNO SCELTO L’OPERA SBAGLIATA PER L’ORGOGLIO LOMBARDO”… “FARNE UN INNO E’ UN AUTOGOL, SI PARLA DEGLI EBREI CHE PIANGONO LA LORO SCONFITTA”… RISPECCHIA UN POPOLO ESULE, SCHIAVO E PERDENTE: LA SOLITA PATACCA LEGHISTA
La famosa cancellazione dell’inno nazionale nel corso della cerimonia di inaugurazione
della scuola in Veneto, sostituito dal verdiano “Va’ pensiero”, non ha dato luogo solo a polemiche politiche e a pesanti considerazioni sull’operato del leghista Zaia, ma, grazie a una intervista rilasciata al quotidiano Repubblica, a qualche riflessione sul testo stesso, da parte del grande direttore d’orchestra Riccardo Muti, spirito libero e fuori dagli schemi, oltre che orgoglio italiano nel mondo.
Il maestro ha subito precisato: “Il Va’ pensiero di Verdi innanzi tutto non può essere un inno, lo dissi a suo tempo anche a Bossi: avete scelto l’opera sbagliata per il vostro orgoglio lombardo. Il Va’ pensiero è un canto dei perdenti, forse i leghisti non hanno ascoltato bene le parole e sono caduti in un grosso equivoco”.
Spiega Muti che “per il Nabucco, da cui è tratto, Verdi si ispirà alla Bibbia, a un episodio carico di dramma in cui gli ebrei piangono la loro sconfitta. Non pensò certo a fomentare lo spirito rivoluzionario che serpeggiava nel nord Italia contro gli Austriaci: era il canto accorato di un popolo esule, schiavo e perdente”.
Il maestro va oltre nell’analisi e spiega : “Di Verdi, allora, meglio scegliere “l’Attila”, “La battaglia di Legnano”, “L’Aroldo”, che hanno un chiaro messaggio politico, o “I Lombardi alla prima crociata” che parla di prati e ruscelletti lombardi”. Continua »
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Giugno 15th, 2010 Riccardo Fucile
DEBITO ALLE STELLE, IN AUTUNNO ALTRI 5 MILIARDI DI TAGLI…. MENTRE RADIO PADAGNA ESULTA PER IL GOOL DEL PARAGUAY E IL PREMIER PENSA SOLO A COME EVITARE CHE POSSANO USCIRE INTERCETTAZIONI COMPROMETTENTI PER IL GOVERNO, IN SARDEGNA IL PDL PERDE LE ENNESIME ELEZIONI
Il debito pubblico italiano ha raggiunto il record di 1.812 miliardi di euro: l’allarme è stato lanciato ieri dalla Banca d’Italia che ha diffuso il dato di aprile del debito, in crescita di quasi il 3% rispetto alla fine del 2009.
La manovra economica di 25 miliardi, prevista da Tremonti, potrebbe quindi non essere sufficiente: a breve si porrà il problema di aggiungere altri sacchetti di sabbia a protezione dei conti pubblici perchè il debito è salito alle stelle e gli incassi del fisco segnano il passo.
Nei primi quattro mesi del 2010, infatti, le entrate sono diminuite dell’1,8% rispetto all’anno precedente: il prelievo sui lavoratori dipendenti è al solito l’unica certezza, cresciuto del 2,7%.
Negli ultimi tempi il debito cresce al ritmo di 7,1 miliardi al mese e pesa ormai per oltre 82.000 euro sulle spalle di ogni famiglia italiana: Bankitalia non esclude per settembre un nuovo intervento correttivo.
Se le cose non cambieranno si parla di altri 5 miliardi (lo 0,3% del Pil) per riportare il deficit 2012 al 3%: in pratica la manovra finirà per arrivare a 30 miliardi di euro di tagli.
Alla luce di tale situazione, è evidente a tutti la priorità che la manovra e i suoi eventuali e auspicabili aggiustamenti costituiscano la priorità dei lavori parlamentari.
Il fatto che Fini abbia ritenuto ieri secondaria la legge sulle intercettazioni rispetto alla manovra ha però suscitato le ire e le preoccupazioni dei notabili del Pdl.
Per i quali senza la “legge bavaglio” gli italiani non potrebbero vivere, quando è invece evidente che non solo al popolo italiano di tale legge non frega nulla, ma che la ritiene a stragrande maggioranza una legge fatta apposta per tutelare gli intrallazzi dei potenti.
Che un premier abbia una urgenza pazzesca per far passare una legge del genere si spiega solo col timore che dall’inchiesta sula cricca dei lavori del G8 stiano per uscire altre intercettazioni compromettenti.
Ma non ci risulta che gli elettori del centrodestra abbiano dato mandato al governo di Silvio Berlsconi di impedire che i cittadini conoscano la verità sugli intrallazzi della Casta.
Altrimenti sarebbe stato scritto sul programma, vero Gasparri?
E l’ennesima minaccia rivolta ieri contro Fini, reo di chiedere un ulteriore approfondimento sulla decreto intercettazioni, così come lo chiedono i cittadini, la magistratura e le forze dell’ordine, in modo da non rischiare che in seguito venga dichiarato incostituzionale, e di voler “allungare i tempi” dell’esame alla Camera, fa riflettere. Continua »
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Giugno 15th, 2010 Riccardo Fucile
“GIURO CHE FARO’ IL PIANO CASA, CHE RENDERO’ EFFICIENTE LA SANITA’, CHE DIMEZZERO’ LE LISTE DI ATTESA, CHE AUMENTERO’ I SERVIZI, CHE DIMINUIRO’ LE TASSE”… DA FORMIGONI ALLA POLVERINI ORA UNA VOCE SOLA: “CON QUESTA MANOVRA METTEREMO LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI”
Si inasprisce lo scontro tra governo ed Enti locali.
Niente autobus nuovi, stop alle metropolitane, meno soldi per le imprese, cantieri fermi:
sono solo talune delle conseguenze della manovra anticrisi che ha portato a 10 miliardi i tagli delle Regioni.
Oggi si riunirà in via straordinaria la Conferenza delle Regioni per dimostrare, dati alla mano, come il giro di vite imposto da Tremonti si tradurrà per il cittadino in meno servizi, meno trasporto pubblico, meno strade, meno edilizia residenziale, meno personale.
Con conseguenze anche per le imprese che dovranno fare i conti con la stretta, perchè incentivi e lavori saranno erogati col contagocce.
Nella Sanità la riduzione drastica del 50% dei lavoratori precari pubblici farà saltare gli equilibri dei Pronto Soccorsi e avrà anche conseguenze sulla spesa sanitaria: o si tagliano i posti letto o si aumentano le tasse.
Altri 3 miliardi sono i tagli ai Comuni che non possono neanche aprire un cantiere per il Patto di stabilità interno.
Anche i sindaci protesteranno giovedi a Roma e l’impressione è che si vada allo scontro, difficili le mediazioni in corso.
Le stesse Regioni accusano il governo di aver tagliato la metà dei loro fondi, ma di aver ridotto le spese ministeriali del solo 10%.
Regioni come Lombardia, Lazio e Piemonte rischiano di perdere molti soldi: Formigoni dovrà rinunciare a 600 milioni di euro solo di trasporto pubblico, tanto che il governatore è sbottato: “questa manovra è squilibrata e spazza via il federalismo fiscale”. Continua »
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Giugno 14th, 2010 Riccardo Fucile
PENSIONI SEMPRE PIU’ MODESTE: IL 45% DEGLI ASSEGNI NON SUPERA I 500 EURO, SOLO IL 7,5% SUPERA I 2.000 EURO…LE DONNE IN MEDIA HANNO UNA PENSIONE INFERIORE DI UN TERZO RISPETTO A QUELLA DEGLI UOMINI…SECONDO GLI ESPERTI PRESTO ANCHE NEL PRIVATO SI ARRIVERA’ A 65 ANNI
L’Europa è contenta: la decisione dell’Italia di anticipare l’aumento dell’età pensionabile delle donne che lavorano nello Stato ha soddisfatto le sue richieste di adeguamento alla normativa comunitaria.
Sicuramente meno soddisfatti sono i pensionati italiani che vivono con importi del tutto insufficienti se rapportati dal costo della vita.
Che le pensioni italiane siano molto modeste lo certifica il rapporto Istat-Inps dal quale risulta che nel 72% dei casi gli importi non superano i 1.000 euro al mese, oltre il 45% degli assegni non va oltre i 500 euro e solo il 7,5% vale più di 2.000 euro.
La fascia più bassa è occupata dalle donne che in media hanno pensioni inferiori di un terzo rispetto agli uomini (11.906 euro contro 17.137 euro). Quasi il 70% dei pensionati supera i 64 anni di età , ma c’è un 3,7% che è quarantenne, legato principalmente agli assegni di invalidità .
La spesa pensionistica tende comunque ad aumentare: fra il 2007 e il 2008 è cresciuta del 3,5%, raggiungendo il 15,3% del Pil.
Dalla messa in atto della direttiva europea e dal conseguente innalzamento a 65 anni delle pensioni per le statali, in realtà pare che i risparmi saranno assai modesti: 1,4 miliardi di euro tra il 2012 e il 2019, non certo una cifra che permetterà chissà che investimenti per milgliorare le condizioni di vita delle lavoratrici, come qualcuno ora vuol far credere, per tentare di indorare la pillola.
Se poi si fa un giro tra i costituzionalisti e gli esperti del settore, tutti fanno la stessa previsione: finità così anche nel settore privato.
Il governo ha già smentito, ma si sa come vanno queste cose: la prudenza è d’obbligo per evitare fughe di massa verso la pensione. Continua »
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Giugno 14th, 2010 Riccardo Fucile
LA CITTADINANZA ITALIANA SI MERITA DOPO AVER SUPERATO GLI ESAMI DI IDONEITA’ E DI RISPETTO DELLA NAZIONE CHE TI OSPITA…L’INNO NAZIONALE NON SI OLTRAGGIA, SI AMA: A CHI NON STA BENE, FUORI DAI COGLIONI E A BORDO DEI BARCONI
Il giorno che Silvio Berlusconi si deve recare fino a Sofia per inaugurare un monumento a
Garibaldi, dedicato alla memoria di trenta cittadini bulgari che parteciparono all’impresa dei Mille, sia perchè “in Italia non hanno terminato neanche una statua” (parole di Vittorio Sgarbi”), sia perchè il premier in Italia forse ha paura che, a parlare di Unità d’Italia, poi Bossi non gli voti le leggi ad personam, Luca Zaia, presidente della Regione Veneto ne fa un’altra delle sue.
Salvo poi scaricare sul suo portavoce la responsabilità della sostituzione dell’inno nazionale con “Va’ pensiero” nel corso della cerimonia di inaugurazione della scuola elementare di Vedelago.
Prassi abituale la sua: anche quando fece stampare e distribuire in Veneto 500.000 depliant patinati a cura del Ministero dell’Agricoltura a innegabile sostegno della sua campagna elettorale personale, di fronte alle critiche, scaricò la responsabilità sul suo collaboratore.
Stavolta la bufera è scoppiata perchè c’erano testimoni: il coro di Salvarosa, al suo arrivo, era pronto a cantare l’Inno di Mameli ma Zaia avrebbe preteso che venisse sostituito da “Va’ pensiero”, relegando l’inno nazionale al momento in cui era già entrato nell’edificio scolastico.
“Abbiamo suonato quando ormai non c’erano più le autorità ” confermano il direttore del coro e numerosi testimoni, ivi compreso un deputato del Pdl, Fabio Gava.
Mentre gli ex An fanno finta di risentirsi (“è un oltraggio alla nazione italiana”), salvo poi fare quotidianamente i lecchini alla padagna del magna magna, il premier sdrammatizza “Mi sembra una sciocchezza, ma non così grave”.
Per lui le uniche cose gravi sono le indagini della magistratura, si vede. Nessuna voce si alza dai forzisti, guai a rischiare che Bossi voti contro qualche legge ad personam, meglio lasciarli sputare sopra l’Unità nazionale propugnata dal ciarpame senza pudore. Continua »
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