Giugno 14th, 2010 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BOLZANO GUADAGNA PIU’ DI OBAMA: DAL PARLAMENTO ALLE REGIONI, AI PICCOLI COMUNI, DECENNI DI CRESCITA PROGRESSIVA DI STIPENDI, POLTRONE, SEGRETERIE, PORTABORSE…DALLA SICILIA ALLE CIRCOSCRIZIONI: UN FIUME DI DENARO INARRESTABILE CHE TUTTO CORROMPE
Sono centinaia di migliaia i lavoratori dell’azienza “partitocrazia” italica, comprendendo anche quel “livello industriale” che si usa definire indotto.
Non vi sono solo i protagonisti, coloro che appaiono nelle Tv nazionali o locali a rappresentare schieramenti e interessi, lobbie e territori, categorie e partiti, ma anche una diffusa e poco appariscente rete di personaggi “collegati”.
In Italia gradualmente i vari Consigli hanno copiato le Camere, le Giunte si sono ispirate ai Ministeri: nei decenni, nelle regioni e negli enti locali si è moltiplicata la casta politica e amministrativa.
All’alba delle Repubblica cominciò la Regione siciliana, memore dell’antico Parlamento normanno: chiamò Governo la Giunta, Parlamento il Consiglio regionale, onorevoli i consiglieri regionali.
E ancora in Sicilia ecco sorgere il Consiglio di presidenza, i Gruppi parlamentari, le commissioni, l’appannaggio parificato al Senato, l’assegno votalizio per gli ex.
Dopo poco tempo tutte le altre Regioni gli andarono dietro: segreterie particolari, uffici doppi per Giunta e Consiglio, dotazioni di strutture, sedi, personale, auto, privilegi.
La capitale non era da meno: i vantaggi riconosciuti ai Gruppi parlamentari portarono a istituire Gruppi di deputati o senatori ben inferiori al minimo regolamentare fissato in 20 e 10.
Si arrivò persino a 4 deputati e 5 senatori, imitati a quel punto anche dai Consigli regionali dove vi fu un proliferare persino dei monogruppi e della indennità per il capogruppo. Continua »
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Giugno 13th, 2010 Riccardo Fucile
LA GIORNATA DI UNO STUDENTE UNIVERSITARIO TRA RABBIA, RICORDI E I TURISTI DELLA DOMENICA
Francavilla al mare(CH): esco dal tugurio chiamato stanza N°10 (2 metri per 3); esortato
anche oggi da una luce solare tagliente, a tratti abbacinante.
Mi chiamo Matteo e sono uno “sfollato governativo” per dirlo alla Camarca.
Premetto, non voglio fare discorsi filo rivoluzionari o sovversivi.
Scendo frettolosamente le scale (per illudermi di aver qualcosa da fare) evito l’impatto con le donne delle pulizie (già a pieno ritmo) che in maniera colorito-teatrale, degne della miglior Nicoletta Braschi, mi si rivolgono:«Ben Alzato», io indifferente cerco a stento di ricambiare: ho altro per la testa!!
La mia città . La mia casa. La mia gente.
Insomma: la mia vita.
Un coacervo di sensazioni naviga nella mia testa, ramingo di me stesso, girovago tra l’hotel in cerca di qualcosa o qualcuno, ah quasi dimenticavo!
All’improvviso mi balena il ricordo di dover partire, oggi stesso, per la città presidiata di cui ricordo vagamente il nome (data l’assenza prolungata):L’Aquila!
Occupata da baldanzosi e riottosi “uomini” pronti a tutto pur di poter mostrare la loro perenne estraneità su qualsiasi domanda.(scusi posso rientrare a casa per prendere qualche vestito?..Aspetti chieda ad un’altra pattuglia….bhà ..!?)
Obiettivo giornaliero: recuperare indumenti da poter indossare in giornate anonime (la mia massima ambizione oggi).
Ore 9.30: varco il casello autostradale, cresce l’ansia per le immagini tetre che dovrò per forza di cose rivedere, flashback chilometrici.
Ore 10.30:entro in città per una delle poche vie percorribili (viale della Croce Rossa), all’improvviso come un’apparizione si materializzano decine e decine di macchine; targhe Bo,Mi,Br,Ba,Na e chi più ne ha, più ne metta.
Cosa succede? Che vorrano mai qui? All’interno, persone sbalordite, attonite, spiattellatte adosso ai finestrini.
Alcuni(molti in realtà ) con figli al seguito,quasi come fosse una gita della domenica (andiamo ragazzi, oggi si parte, vi farò vedere la città che è su tutte le prime pagine).
Le loro vetture con un andatura ondeggiante, sembrano cercare non si sa cosa.
Dovevo essere a Pettino alle 10.40 (lo strafamoso quartiere sopra la faglia; eh si, la fortuna vuole che mio padre, vent’anni fa, comprò una casa proprio li), erano le 11 e la distanza non lasciava speranza.
Rassegnato dalla mattinata persa in coda al serpentone, scendo per fare benzina.
Da una panda vecchio stile, un uomo attempato mi si avvicina timoroso.
Il suo sguardo smarrito rifulge alla mia presenza e con un italiano stentato mi si rivolge: «E’ di qui,lei? Dove sono le case rotte? Le macerie? Si può andare in centro? Io vengo dalla Calabria».
E’ lui! Ne avevo sospettato, è il turista della disgrazia, uomo gretto, triviale, punibile dall’art 726 codice penale.
Spinto da una stupida curiosità , mai venuto sopra queste pietre e su queste strade prima del 6 Aprile 2010.
Basilica di Collemaggio, Fontana 99 Cannelle, Forte Spagnolo, 99 Chiese.
Storia e cultura che poco gli interessavano e che forse ignorava totalmente.
Interessato solo alla polvere delle macerie (specchio del suo animo probabilmente); non gli importa se sia di intralcio tra le vie di una città semidistrutta, desideroso di nutrire il suo egoismo di conquista assai curioso.
Parole su parole si intrecciavano tra loro, quasi come a millantare le sue radici nella zona, da lui però sino ad allora inesplorata.
Serbavo verso lui il disprezzo assoluto, ma mi comportai reprimendo quel sentimento che saliva in me. Continua »
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Giugno 13th, 2010 Riccardo Fucile
DOPO NATUZZI, ANCHE INDESIT BLOCCA LA PRODUZIONE A BERGAMO E A TREVISO, SENZA SPOSTARSI ALL’ESTERO… SI FERMANO ANCHE LA LAMET, LA BIZTILES E LA OLIMPIAS… IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE E’ ALL’ 8,9%, QUELLO GIOVANILE AL 29,5%, MENTRE 2,2 MILIONI DI PERSONE SONO IN CERCA DI OCCUPAZIONE
Una delle ultime notizie sul fronte crisi economica e occupazionale arriva dalla Indesit che lascia a casa 500 dipendenti: la domanda di frigoriferi, cucine e lavastoviglie non tira.
L’anno scorso era toccato allo storico impianto di None, in Piemonte, subire una ristrutturazione, ora tocca a Brembate (Bg) e Refrontolo (Treviso). Contestualmente, la Indesit annuncia un piano di investimenti per 120 milioni di euro in tre anni per rafforzare la presenza a Fabriano, culla della dinastia Merloni, e a Caserta.
La produzione sarà tagliata e l’occupazione ridotta, ma non è prevista alcuna delocalizzazione.
L’azienda è leader in Italia, Gran Bretagna e Russia, con un fatturato 2009 di 2,6 miliardi di euro, ha 16 stabilimenti divisi tra Italia, Polonia, Regno Unito, Russia e Turchia e occupa 16 mila persone.
La crisi dell’azienda si inquadra in un contesto difficile, in cui si moltiplicano gli annunci di chiusure e tagli di personale.
Si va dalla Streglio che interrompe la produzione di gianduiotti alla Nuova Pansac che annuncia esuberi di 440 persone su un organico di 856: chiuderanno gli stabilimenti di Portogruaro, Zingonia e Ravenna.
La Natuzzi metterà in cassa integrazione i suoi 1.400 dipendenti per un anno a rotazione.
Si fermano pure la Lamet in Trentino, la mantovana Biztiles, la vicentina Olimpias mentre la Ferrania in Liguria taglia 225 posti. Continua »
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Giugno 12th, 2010 Riccardo Fucile
PROGETTO “NIRVA” PER IL RIMPATRIO VOLONTARIO ASSISTITO, COORDINATO DAI COMUNI ITALIANI E DA ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI…SETTEMILA FINO AD OGGI: DEVONO ESSERE PERSONE CON REGOLARE PERMESSO DI SOGGIORNO E NON COMUNITARI…POSSONO IN FUTURO RIENTRARE IN ITALIA
Il rientro in patria deve essere visto come una fase del processo migratorio: su queste
basi è nato il progetto Nirva, Networking Italiano per il Rimpatrio Volontario Assistito, che viene presentato in varie città italiane, nell’ambito di una campagna informativa coordinata dall’Aiccre (Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e Regioni d’Europa) e rivolto alle organizzazioni pubbliche e private, nel contesto del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione. In pratica si tratta di un progetto co-finanziato dal Fondo Europeo per il rimpatrio e consiste nella possibilità del migrante di ritornare in maniera volontaria nel Paese di origine, attraverso un aiuto logistico e finanziario per il viaggio e la reintegrazione.
Alla partenza vengono consegnati 400 euro come indennità di prima sistemazione, più il biglietto pagato e un ulteriore supporto finanziario di 1.110 euro da erogare in patria.
Il nostro Paese attua questi programmi già dal 1991: gli immigrati che ne hanno beneficiato finora sono circa settemila, con il nuovo finanziamento si conta di portare i rientri a 200 l’anno.
Vengono privilegiate solitamente le richieste delle vittime di tratta e grave sfruttamento, ma nell’ultimo periodo sono aumentati i casi di migranti con altre difficoltà : donne sole, in stato di gravidanza, nuclei con minori in difficoltà , persone anziane.
Chi può aderire al progetto?
Non tutti: devono essere persone con regolare permesso di soggiorno ed essere cittadini non comunitari. Continua »
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Giugno 12th, 2010 Riccardo Fucile
NON SERVE DEPISTARE CON LA POLEMICA A DIFESA DELLA PROTEZIONE CIVILE…LA PRESTIGIACOMO TRE MESI FA AVEVA GARANTITO IL RITIRO DELLE MACERIE: SONO ANCORA LI’… IL COMUNE DA SOLO PRIMA NE AVEVA RITIRATO 70.000 TONN., ORA IN TRE MESI APPENA 10.000: NE RESTANO 4,5 MILIONI DI TONN…E’ TUTTO BLOCCATO E A LUGLIO GLI AQUILANI DOVRANNO PAGARE LE TASSE SOSPESE
Il governo, quando è in difficoltà , tira fuori dalla vecchia polveriera, le datate e ormai riconoscibili “armi di distrazione di massa”.
In tal senso va interpretata la sparata del premier contro la magistratura abruzzese, rea di aver indagato i vertici della Protezione civile per aver sottovalutato il rischio sisma all’Aquila e non aver fatto evacuare la popolazione dalle case dopo la scossa di magnitudo 4.2, di poco precedente a quella fatale.
Al di là del merito della vicenda e ai precedenti (vedi Garfagnana) dove si era in effetti agito in senso opposto, pensiamo sia legittimo che la magistratura faccia chiarezza, anche perchè sollecitata in tal senso da famiglie abruzzesi che hanno dovuto raccogliere le spoglie dei propri cari.
Invitare la Protezione civile, fin che tali accuse persisteranno, a non mettere più piede all’Aquila a molti è apparsa una “caduta di stile” o una solita boutade di Berlusconi, per quanto di cattivo gusto.
In realtà rappresenta una premessa “scientifica” e studiata di alibi mediatico e disimpegno pratico.
Qualsiasi accusa potrà essere formulata per il mancato ritiro delle macerie e i ritardi nella ricostruzione, la colpa sarà dei “giudici politicizzati” che hanno osato mettere in dubbio il comportamento dello staff della Commisione Grandi Rischi.
Premesso, tanto per la cronaca, che solo una piccola parte dei terremotati ha trovato alloggio tra progetto C.a.s.e. e casette di legno (circa 18.000), mentre oltre 30.000 si sono dovuti arrangiare da soli presso parenti o cercando in affitto, e che qualche altro migliaio di sfollati vive sempre negli alberghi della costa, parliamo delle promesse del governo in merito alla rimozione delle macerie. Ricordate le iniziative del popolo delle carriole?
Per evitare brutte figure in Tv, intervenne la Prestigiacomo che promise che entro pochi mesi i 4,5 milioni di tonn di macerie sarebbero state rimosse. Continua »
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Giugno 11th, 2010 Riccardo Fucile
SI E’ AGGRAVATA LA POSIZIONE DELL’EX MINISTRO: NON ESISTE FATTURA DEI GROSSI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE…SALVO CHE ANCHE QUELLI NON SIANO STATI FATTI GRATUITAMENTE A SUA INSAPUTA: CHI HA BUTTATO GIU’ MURI E RADDOPPIATO I SERVIZI LO AVRA’ FATTO PER SFIZIO?
I risultati degli accertamenti compiuti dai Ros dei carabinieri e dalla GdF sui documenti
sequestrati negli uffici dell’imprenditore Anemone creano nuovo imbarazzo all’ex ministro alle Attività produttive, Claudio Scajola.
E’ infatti emersa una nuova circostanza: anche i lavori di ristrutturazione dell’appartamento di via del Fagutale, a Roma, non sono mai stati pagati da nessuno.
Gli interventi a casa Scajola erano citati nella lista di Anemone, quel famoso elenco segreto che conteneva 350 indirizzi e nominativi, custoditi nel computer, in cui la ditta di Anemone aveva operato ristrutturazioni di immobili. Dalle indagine effettuate, è emerso che manca qualsiasi fattura o pezza giustificativa da cui si possa dedurre che i lavori a casa Scajola siano stati fatturati e retribuiti.
Oltre agli 80 assegni circolari da 12.500 euro l’uno, consegnati dall’ arch. Zampolini, per conto di Anemone, alle sorelle proprietarie, affiorano ora anche i lavori di ristrutturazione dell’appartamento che potrebbero anch’essi essere stati un cadeau.
Lavori peraltro complessi, in quanto sono stati raddoppiati i servizi igienici e abbattuto qualche muro per ampliare i locali. Continua »
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Giugno 11th, 2010 Riccardo Fucile
IN UN ISTITUTO DI CALENZANO VA IN ONDA LA “DESTRA DEI DIVIETI”: LA DIRIGENTE VIETA LA PROTESTA DELLE FAMIGLIE CHE CHIEDONO IL TEMPO PIENO PERCHE’ “DEQUALIFICA IL MINISTRO”….ANCHE I VOLANTINI, GLI STRISCIONI E I GREMBIULI VANNO RIMOSSI…MA LA DESTRA E’ LIBERTA’, NON CENSURA: VOGLIAMO UOMINI LIBERI, NON SERVI IN UNO STATO DI POLIZIA
Tempo di “circolari urgenti” nel mondo scolastico toscano.
Scrive la professoressa Eda Bruni, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Calenzano (Firenze): “Si comunica a tutti i docenti e al personale di custodia che è categoricamente vietata (“categoricamente vietata” è sottolineato) qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro della pubblica istruzione con volantinaggio, grembiulini appesi alla recinzione così come disegni, striscioni, nastri e quant’altro”.
Segue la raccomandazione a rimuovere le cose sopra descritte e precisa che, in caso “non venga eseguita la disposizione”, si ricorrerà a provvedimenti disciplinari.
Lunedì i bidelli rimuovono i grembili appesi ai cancelli dal Comitato dei genitori che chiede più posti di tempo pieno.
Nell’istituto infatti sono una cinquantina, spiegano le famiglie, i bambini esclusi.
“E’ un grosso problema per i genitori che lavorano” spiega Fabio Dragoni del comitato che ha organizzato la manifestazione: “La nostra è una protesta piccola, pacifica e colorata: ma diamo fastidio. Siccome i posti erano pochi rispetto alle richieste una parte della selezione è avvenuta col sorteggio. C’erano richieste per due classi di tempo pieno in più”.
Esa Bruni, la dirigente che ha firmato la discussa circolare a tutela del ministro, cerca di chiarire: “Per me tutti possono manifestare, io tutelo però i bambini. Il cancello è di competenza della scuola e faccio sempre levare pubblicità e annunci di ripetizioni. Non sto nè con, nè contro il ministro, ma non accetto che si dequalifichi l’immagine della scuola”.
Nella circolare però scrive che “è categoricamente vietata qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro alla pubblica istruzione”.
Sul tempo pieno c’è una discussione in atto in tutto il Paese e qui si pensa a tutelare l’immagine del ministro, di fronte a una protesta pacifica e legittima, minacciando pure sanzioni disciplinari.
A quando l’invocazione all’intervento dei Nocs per liberare il cancello da uno striscione appeso o dei Ris di Parma per analizzare le impronte sui volantini?
La circolare è il frutto di un clima che va al di là della singola dirigente che ha pensato di fare il suo dovere, un clima dove è vietato il dissenso, dove chi critica è “al servizio del nemico”, dove chi rivendica un diritto “ne ha già fin troppi”, dove se lo si manifesta in cinque emerge già la necessità di contestare il reato di radunata sediziosa. Continua »
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Giugno 10th, 2010 Riccardo Fucile
“MI HA DELUSO: SI PRESENTA IN EUROPA COME SE IL CAPO FOSSE LUI, VUOL FARMI CADERE, MA NON FINIRA’ COSI'”….IL PREMIER NON SI FIDA PIU’ DI NESSUNO, FINI INCONTRA TREMONTI E POI ATTACCA IL FEDERALISMO SENZA COSTI CERTI, NAPOLITANO VALUTA… SIAMO SICURI CHE ALLA CAMERA IL DECRETO PASSERA’ COSI’?
Tanto per cambiare, questa mattina, poche ore fa, il Governo è finito sotto alla Camera
su due emendamenti presentati dal Pd, relativi alla governance della Sanità : assenti ben 75 deputati del Pdl e 11 della Lega, tra dormiglioni, latitanti e “missionari” permanenti.
Contemporaneamente al Senato va in onda la sceneggiata sull’ennesimo voto di fiducia relativo alle intercettazioni, tra bavagli, urla, espulsioni.
Ormai i lavori parlamentari appartengono alla epopea del Far West, tra agguati, prove di forza, imboscate, proclami, sfide: fa specie che chi conta in teoria su più pistoleri, alla fine finisca spesso impallinato dai disertori.
Il “dietro le quinte” spesso rivela profonde spaccature tra parenti serpenti e presunti amici pronti a colpire alle spalle.
Significativo lo sfogo del premier che ieri è sbottato con un esponente del Pdl, a proposito di Tremonti: “Ormai lo considero un nemico, al confronto Fini è un galantuomo: ha fatto una manovra regressiva, facendomi perdere la faccia davanti agli italiani. Si presenta in Europa come se il Capo fosse lui, mi ha deluso, non mi vuole dare ascolto. Vuol farmi cadere, ma non finirà così, qualcuno dovrà pagare”.
Per il premier, Tremonti vuole accelerare, dietro le quinte, la sua caduta per arrivare a un governo tecnico.
Stranamente questa volta la sua analisi collima con quanto Gianfranco Fini ha sostenuto un paio di sere fa a una cena di Farefuturo: “Lui crede che sia io a organizzare complotti alle sue spalle, ma si sbaglia di grosso, sono altri a farlo”. Fini ritiene che dietro Tremonti ci sia la Lega che ha cercato di far saltare il banco: “questa manovra è stata scritta da Tremonti, Bossi e Calderoli: Silvio l’ha solo subita”. Continua »
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Giugno 10th, 2010 Riccardo Fucile
SI PARLA DI “INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA NEGLI APPALTI PER LA RICOSTRUZIONE”: SOTTO ESAME I 185 EDIFICI PER 15.000 SFOLLATI COSTATI 803 MILIONI DI EURO….COI SUBAPPALTI DALLE INIZIALI 121 IMPRESE SI E’ PASSATI A 931….COSTATE 2.600 EURO A METRO QUADRO CONTRO UN VALORE DI MERCATO DI 1.100 EURO AL MQ….QUINDICI AZIENDE GIA’ SOTTO INCHIESTA
Il fascicolo aperto dalla Procura nazionale Antimafia ha per titolo “Infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione”: aperta qualche mese fa, inizialmente avrebbe dovuto riguardare l’infiltrazione di aziende mafiose nei lavori per il terremoto dell’Aquila, con circa 15 società già sotto inchiesta.
Con il passare del tempo è stata allargata ad altri nomi di imprenditori coinvolti già nell’inchiesta sui Grandi eventi, fino ad arrivare all’iscrizione nel registro degli indagati di Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, già indagato per corruzione a Firenze e Roma.
Al centro delle intercettazioni e delle carte, il Consorzio Federico II, con la toscana Btp, le ditte aquilane Barattelli, Vittorini e Marinelli.
Un consorzio nato il 15 maggio 2009, quaranta giorni post-terremoto, dopo una serie di visite degli imprenditori a Palazzo Chigi, al fine di accreditarsi per gli appalti.
Al Consorzio furono infatti affidati i lavori di costruzione della scuola media Carducci, il restauro della caserma Pasquali e diversi puntellamenti nella zona rossa della città .
Ma al di là dei rapporti tra Verdini e il costruttore Fusi, l’inchiesta della Procura verte in generale sulla ricostruzione e riguarda il progetto C.a.s.e., ovvero i Complessi Antisismici sostenibili ecocompatibili.
Parliamo del fiore all’occhiello del premier che avrebbe dovuto risolvere il problema della casa per i terremotati: in realtà nei185 edifici (4.500 alloggi) vivono solo 15.000 terremotati (altri 30.000 si sono trovati una sistemazione per conto proprio, mentre qualche migliaio è ancora negli alberghi della costa).
Queste C.a.s.e. sono state costruite, tra settembre 2009 e febbraio 2010, su piastre e isolatori sismici in 19 aree della periferia dell’Aquila: secondo i dati della Protezione civile sono costati esattamente 803 milioni e 857 mila euro, compresi oneri di urbanizzazione, verde, arredi e allestimenti.
In pratica, prezzo finito, il costo è stato di 2.600 euro a mq., quattro volte il prezzo finito delle casette di legno che poi sono state acquistate ad integrazione parziale.
In ogni caso sono state pagate due volte il prezzo medio di mercato di 1.100 euro al mq. Continua »
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