Giugno 7th, 2010 Riccardo Fucile
DALLA GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA ALLA GESTIONE DI UNA CASA DI APPUNTAMENTO: CESARE BIASIN LE IMMIGRATE NON LE CACCIAVA, MA LE SFRUTTAVA…SI FACEVA CONSEGNARE 2.400 EURO AL MESE E PROCURAVA LORO ANCHE CLIENTI…A PONTIDA UNA MEDAGLIA AI PAPPONI PADANI?
Cesare Biasin è ora accusato di sfruttamento.
Secondo gli inquirenti, il politico leghista gestiva due lucciole rumene in via Dell’Olmo e intascava 600 euro a settimana.
Pubblicizzava le loro prestazioni su riviste e sui siti specializzati.
Ex sindaco, ex imprenditore. Tra tanti «ex» ruoli, uno nuovo: sfruttatore di prostitute.
Cesare Biasin, ex sindaco leghista (e attuale consigliere comunale) di Silea, deve far fronte ad accuse pesantissime: favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Secondo gli investigatori, Biasin “gestiva” un appartamento a Treviso, in zona Stiore, abitato da due prostitute.
«Gestiva» nel senso che l’appartamento non è suo.
Lui si era ritagliato un altro ruolo, molto più remunerativo: trovava una sistemazione alle prostitute, quattro mura dentro le quali poter lavorare tranquillamente.
Non solo: Biasin pubblicizzava le loro prestazioni su riviste e sui siti specializzati.
In cambio si intascava trecento euro a settimana per ciascuna ragazza.
Sono due, al momento, quelle trovate all’interno dell’appartamento di via Dell’Olmo, in zona Stiore: romene, di 34 e 32 anni.
Ma il giro, secondo gli investigatori, potrebbe essere più ampio.
Quella palazzina di via Dell’Olmo era diventata un vero crocevia per i viandanti del sesso a pagamento.
Non c’era solo l’appartamento che ha messo Biasin nei guai: altre due porte nascondevano prestazioni a luci rosse. In uno, di proprietà di una moglianese e sub-affittato da una padovana (denunciata, quest’ultima, per favoreggiamento), si prostituiva una ecuadoregna di quarant’anni.
In un terzo appartamento, invece, “lavorava” una giovane romena, però in questo caso del tutto imprenditrice di se stessa: il contratto d’affitto è regolarmente intestato a lei.
Sull’ appartamento all’interno numero 22 ora ci sono i sigilli della polizia.
E’ quello che Biasin aveva messo a disposizione delle due romene.
L’ ex sindaco leghista di Silea lo aveva intestato a una sua conoscente, ma ci sarebbero utenze (bollette) e movimenti bancari che dimostrano il suo ruolo attivo.
Gli uomini della questura, allertati dalle segnalazioni di alcuni residenti, hanno passato al setaccio quella palazzina, ricostruendo i legami tra prostitute e sfruttatori. Continua »
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Giugno 6th, 2010 Riccardo Fucile
OLTRE A 3,5 MILIONI DI STATALI CHE NON VEDRANNO UN EURO IN PIU’ FINO AL 2014, LA MANOVRA PREVEDE IL TAGLIO DEL 50% DEI CONTRATTI DEI PRECARI… VI SONO ANCHE 38.000 LAVORATORI IMPIEGATI NELLA SANITA’ E NELL’ASSISTENZA…A RISCHIO PRONTO SOCCORSO, ASILI NIDO E ANZIANI
Se è ormai chiaro a tutti che, con il blocco del rinnovo dei contratti, ben 3.5 milioni di
statali e dipendenti pubblici non vedranno un euro in più fino al 2014, non è ancora noto a molti che la manovra del governo farà sì che circa 90.000 precari, a partire dal 2011, resteranno senza stipendio a casa.
Basta leggere l’art. 9, comma 28 del decreto: le amministrazioni dello Stato dal 2011 possono avvalersi di personale a tempo determinato, convenzionato o con contratti di collaborazione continuata solo nel limite del 50% della spesa sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009.
Non si tratta però solo delle Amministrazioni locali, ma anche di enti pubblici, enti di ricerca, Università , Regioni e Servizio sanitario nazionale, oltre a Comuni e Province.
Il 2011 sarà un anno nero per i lavoratori precari e flessibili, co.co.co. e co.co.pro., esclusi dal rinnovo dei contratti pubblici.
In totale i lavoratori precari del settore pubblico sono circa 220.000: di questi , circa 90.000 rischiano il posto.
Circa 45.000 sono contratti a tempo determinato, gli altri sono contratti flessibili.
Il problema grave è che il taglio riguarderà 38.000 lavoratori impiegati nella sanità e nell’assistenza alla persona, con ricadute pesante sui servizi ai cittadini.
La prospettiva è infatti quella di ritrovarsi con i servizi erogati da Regioni e Comuni in assoluta carenza di personale: pronto soccorso sguarniti, liste di attesa negli ospedali che si allungano, asili nido con personale insufficiente, anziani senza assistenza domiciliare. Continua »
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Giugno 5th, 2010 Riccardo Fucile
AVREBBERO SOTTOVALUTATO GLI ALLARMI PRECEDENTI: ACCUSATI DI OMICIDIO COLPOSO I VERTICI DELLA PROTEZIONE CIVILE, SISMOLOGI E TECNICI DEL DIPARTIMENTO….PER LA PROCURA LA CITTA’ ANDAVA EVACUATA…LO STUDIO DI DUE DOCENTI A SUPPORTO
La Procura della Repubblica dell’Aquila ha notificato alcuni avvisi di garanzia relativi all’inchiesta sul mancato allarme per il terremoto. L’accusa rivolta ai membri della Commissione Grandi rischi, che il 31 marzo 2009, 6 giorni prima del terremoto che sconvolse L’Aquila, parteciparono alla riunione che si tenne nel capoluogo abruzzese, è di omicidio colposo.
Nel documento della Procura ci sarebbe scritto che la “protezione civile è venuta meno ai doveri di previsione e prevenzione”.
Perciò, la colpa consiste nella “negligenza, imprudenza e imperizia”.
Tra gli indagati, ci sarebbero alcuni funzionari ai vertici del Dipartimento della Protezione Civile e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
L’avviso di chiusura indagini sarebbe in corso di notifica al professor Franco Barberi, presidente vicario della Commissione, al professor Enzo Boschi, presidente dell’Ingv, al vice capo del settore tecnico-operativo della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis, al direttore del Centro nazionale terremoti Giulio Selvaggi, al direttore della fondazione ‘Eucentre’ Gian Michele Calvi, all’ordinario di fisica terrestre dell’Università di Genova Claudio Eva, al direttore dell’ufficio rischio sismico del Dipartimento della Protezione Civile Mauro Dolce.
“Non si tratta di un mancato allarme, l’allarme era già venuto dalle scosse di terremoto. Si tratta del mancato avviso che bisognava andarsene dalle case”, ha spiegato il Procuratore della repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini,
Nel verbale del 31 marzo 2009 sono riportate le parole pronunciate da Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile: “Non c’è nessun motivo per cui si possa dire che una sequenza di scosse di bassa magnitudo possa essere considerata precursore di un forte evento”.
Nel verbale sono riportati i pareri degli esperti che sottolineavano che i terremoti sono molto difficili da prevedere, che non è possibile fare pronostici scientifici, e affermavano che era “improbabile” che si verificasse una scossa distruttiva: anzi, “non c’è motivo per dire che un sequenza di scosse di bassa magnitudo possa essere considerata precursore di un forte evento”.
Sei giorni più tardi una scossa di magnitudo 6.3 haa distrutto L’Aquila e molti paesi abruzzesi, causando più di 300 morti. Continua »
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Giugno 5th, 2010 Riccardo Fucile
LA RAI VUOLE RIDURRE DA 4 A 2 LE PUNTATE DI “VIENI VIA CON ME”, CONDOTTA DA FABIO FAZIO E ROBERTO SAVIANO, PROGRAMMATE PER OTTOBRE….A QUALCUNO DA’ FASTIDIO CHE SI PARLI DI MAFIA, RIFIUTI A NAPOLI, RICOSTRUZIONE IN ABRUZZO…FAREFUTURO: “IN TV SOLO NANI E BALLERINE, ZERBINI E VELINE? NESSUNO TAGLI SAVIANO”
Tempo di tagli economici, ma anche, pare, tempo di tagli in Rai: non si parla però di
ridurre il numero dei vari portaborse di partito fatti assumere nella Tv di Stato dal potere politico bipartisan, bensì del numero delle trasmissioni curate da Roberto Saviano e Fabio Fabio, programmate per fine ottobre su Rai 3 e dal titolo “Vieni via con me”.
Che Saviano non risulti troppo gradito ai berluscones è cosa ormai risaputa, oltre che riprovevole, ma pare che siano gli argomenti che andrebbe a trattare a suscitare ulteriori perplessità .
Passi per le due puntate che Saviano vorrebbe dedicare a mafia e sospensione dell’alimentazione forzata a Welby, ma sono quelle dedicate ai rifiuti di Napoli e alla ricostruzione in Abruzzo a suscitare timori nel centrodestra.
Che Saviano possa mettere in discussione i due presunti miracoli laici da cui ancor oggi il premier trae qualche voto, ha fatto drizzare le antenne ai boss del settimo piano di viale Mazzini.
Martedì prossimo il consiglio di amministrazione Rai deciderà i palinsesti autunnali e già gira voce che le puntate di Fazio e Saviano possano essere ridotte da quattro a due, con relativa perdita pubblicitaria, visto che Saviano fa vendere spazi come pochi altri.
Fazio ha già fatto sapere che non accetterà alcun dimezzamento delle puntate: o tutto o niente.
In Rai parlano di due puntate quest’anno e due l’anno prossimo.
Di fronte a questa prospettiva di taglio immotivato si è già mossa Farefuturo, la fondazione vicina a Gianfranco Fini.
“Speriamo che non sia vero. Perchè non è un bel paese quello in cui la propria televisione pubblica, la televisione di tutti, decide di tagliare un evento culturale prima che mediatico come la trasmissione di Roberto Saviano. Significa che lo Stato abdica alle sue funzioni per accontentarsi di nani e ballerine, di zerbini e di veline”.
E’ quanto ha scritto ieri Filippo Rossi in un editoriale su ‘Ffwebmagazine’. Continua »
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Giugno 4th, 2010 Riccardo Fucile
SI POTRA’ INTERCETTARE PER PIU’ DI 75 GIORNI, I PROCESSI IN CORSO SONO SALVI, NIENTE PIU’ RETROATTIVITA’….ACCANTONATO IL PROGETTO DI AMPLIARE I LIMITI DEL SEGRETO DI STATO, SI POTRANNO USARE LE CIMICI LADDOVE NECESSARIO…IL BRACCIO DI FERRO HA VISTO LA VITTORIA DEI FINIANI
Al termine della discussione che stava portando il Pdl sull’orlo del baratro, ovvero della spaccatura definitiva tra maggioranza e opposizione interna, sul tema delle intercettazioni, le truppe finiane portano a casa la vittoria.
L’80% delle richieste di modifica del decreto da loro avanzate sono state accolte: prima della presentazione al Senato, entro martedi saranno predisposti degli appositi emendamenti che di fatto cambieranno il testo fin qui annunciato.
Il termine di 75 giorni per le intercettazioni sarà ampiamente prorogabile, la norma transitoria non comporterà nè l’automatica ricusazione del pm, nè l’invalidamento degli atti compiuti fino a quel momento: in pratica viene meno la retroattività che avrebbe favorito ad es. la cricca del G8.
Inoltre l’emendamendo che ampliava i limiti del segreto di Stato sui colloqui telefonici degli agenti segreti sarà accantonato.
Si potranno usare le cimici ovunque si possano acquisire elementi utili per l’indagine.
Dopo le insistenze dei finiani e del Quirinale si specificherà che il decreto non si applicherà ai processi in corso e si chiarirà che “tutti gli atti compiuti fino a quel momento sono validi”.
Vi sono poi altri due passi indietro sui processi in Tv e sull’allontanamento dei pm sospettati di una fuga di notizie.
Una delle parti del processo potrà negare l’autorizzazione alle riprese, na l’ultima parola spetterà al presidente della Corte.
Il pm denunciato lascerà il processo solo se a deciderlo sarà il capo del’Ufficio, senza automatismi. Continua »
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Giugno 4th, 2010 Riccardo Fucile
CHE IL SASSOFONISTA PREDILIGA “LA GATTA” ALL’INNO NAZIONALE E’ AFFAR SUO… IL PROBLEMA DEGLI ITALIANI E’ CHE QUALCUNO ABBIA FATTO ENTRARE AL GOVERNO UN PARTITO CHE ALL’ART 1 DELLO STATUTO DICHIARA DI “PERSEGUIRE L’INDIPENDENZA DELLA PADANIA SOVRANA”… IN PAESI SERI LA SECESSIONE SI PERSEGUIREBBE PER LEGGE, DA NOI CHI LA PROPUGNA LO FACCIAMO MINISTRO DEGLI INTERNI O DELLE RIFORME
Abbiamo letto che Napolitano era seccato per l’assenza dei ministri leghisti alla cerimonia
di celebrazione della Festa della Repubblica.
Alla domanda di come mai fosse assente Maroni, Napolitano ha risposto seccamente: “chiedetelo a lui”.
In seguito, di fronte all’incalzare delle accuse di aver disertato la Festa per una piccola cerimonia a Varese, con sottofondo musicale de “la gatta” di Gino Paoli, Maroni ha precisato: “sono sorpreso della sorpresa del Capo dello Stato, sono dieci anni che festeggio a Varese, è stato sollevato un polverone per riempire le pagine dei giornali”.
Peccato che fossero assenti tutti i leghisti di primo piano: il fatto che il massimo rappresentante fosse il sottosegretario ligure Belsito la dice lunga.
Quello che ci stupisce è che, da sinistra a destra, si siano avanzate critiche per questa defezione.
Se il sassofonista predilige la musica di Gino Paoli all’inno nazionale è affar suo, il problema è un altro: come sia possibile che un esponente di un partito del genere stia al governo.
Troppo comodo sollevare ogni tanto la questione leghista come fatto folkloristico e in relazione a manifestazioni estemporanee.
Se un movimento come la Lega è al governo di un Paese civile, le responsabilità vanno ricercate nella politica del Pdl in primis e anche nel complice corteggiamento della sinistra in secondo luogo.
Ieri due parlamentari europei della Lega hanno dichiarato: “il 2 giugno, come molti milanesi, io lavoro” (Matteo Salvini, senza precisare quale lavoro abbia mai fatto in vita sua) e “quando raggiungeremo il nostro obiettivo, cioè l’indipendenza della Padania, allora sì che avremo la nostra festa” (Mario Borghezio).
Eccessi verbali di Borghezio?
Affatto, basta leggere l’art 1 dello Statuto della Lega: “il movimento politico Lega Nord per l’indipendenza della Padania ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania e il suo riconoscimento internazionale quale repubblica federale indipendente e sovrana”.
In pratica si precisa che il fine è una secessione dalla repubblica italiana, quindi è normale che usino il tricolore per pulirsi il culo (Bossi) o che non gliene freghi nulla di celebrare la festa della Repubblica. Continua »
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Giugno 3rd, 2010 Riccardo Fucile
SVELATO L’INGANNO: I TAGLI SBANDIERATI RIGUARDANO SOLO MINISTRI E SOTTOSEGRETARI “NON PARLAMENTARI”: IN TOTALE 2 MINISTRI (GALAN E LETTA) E 7 SOTTOSEGRETARI…IN COMPENSO I DOCENTI PERDERANNO DA 1.000 A 3.000 EURO, 400.000 ITALIANI ANDRANNO IN PENSIONE RITARDATA E ARRIVERA’ IL CONDONO EDILIZIO
Ancora due sere fa, a Ballarò, il ministro Tremonti sbandierava come fiore all’occhiello della sua manovra il fatto di aver voluto dare un “segnale forte” agli italiani di fronte alla cirsi economica: “Chiediamo sacrifici a voi, ma noi per primi ci siamo decurtati lo stipendio del 10%”.
Quel “noi” era riferito, per vulgata comune, alla Casta politica, composta da ministri, sottosegretari, deputati e senatori.
Peccato che le cose non siano così, come si può verificare leggendo il testo del decreto: in primo luogo, e qui molti media lo hanno riportato, il taglio ai parlamentari è stato rinviato a una deliberazione specifica di Camera e Senato e quindi non fa parte della manovra.
In pratica saranno deputati e senatori a decidere, con comodo, di quanto ridursi lo stipendio.
A una prima ipotesi, proposta da Fini, di una riduzione del 15% su stipendio base e diaria (ovvero su base 10.000 euro), si è già passati a un 10%, col rischio che più se ne discute e meno sarà l’aliquota da applicare.
Poi ci è stato detto che sono stati invece tagliati subito del 10% gli appannaggi di ministri e sottosegretari: leggetevi il testo e capirete l’inganno. Intanto il taglio del 10% scatterà dal 1 gennaio 2011, in secondo luogo riguarderà solo ministri e sottosegretari “non parlamentari”, ovvero che non sommano le due cariche.
In concreto sapete quanti ministri riguarderà ?
Solo 2 su 23, precisamente Letta e Galan. Continua »
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Giugno 3rd, 2010 Riccardo Fucile
CONFERMATI I DATI DI IPSOS, TANTO CONTESTATI DAL PREMIER A BALLARO’: FIDUCIA A BERLUSCONI AL MINIMO STORICO DEL 42%.. IL 64,5% DEGLI ITALIANI GIUDICA LA MANOVRA ECONOMICA DURA E INGIUSTA, IL 57,6% E’ CONTRARIO ALLA LEGGE INTERCETTAZIONI ( PER IL 71,2% FAVORIREBBE POLITICI E IMPRENDITORI CORROTTI)
Martedì sera a Ballarò, in una nervosa telefonata in diretta, il premier, oltre a contestare
le affermazioni di un giornalista in merito a sue passate dichiarazioni sul tema evasione fiscale, ha definito taroccato il sondaggio della Ipsos di Pagnoncelli che segnalava un calo di consensi per il presidente del Consiglio, il governo e il Pdl.
Lo ha fatto citando i dati di Euromedia, sondaggista di fiducia del premier (fattura oltre 1 milione di euro l’anno per sfornare sondaggi a Palazzo Grazioli) lo stesso istituto peraltro che aveva previsto alle Europee un Pdl tra il 40% e il 45%, salvo poi ritrovarsi al 35,2%.
Tanto per citare i tarocchi di Sicilia.
Tralasciamo, per carità di patria, il modo in cui il premier si è posto nel corso della telefonata-monologo, neanche giornalisti e ospiti fossero suoi dipendenti, e andiamo nel merito.
Un altro sondaggio oggi conferma sostanzialmente i dati Ipsos: si tratta dalle rilevazioni dell’Istituto Demos che vediamo di sintetizzare.
Fiducia nel governo: i giudizi positivi in un solo anno sono scesi dal 48,6% al 41,3%.
Giudizio sui leader politici: al primo posto sempre Fini con il 54,5%, poi Tremonti con il 52,4%, Casin con il 43%, solo quarto Berlusconi con il 42,3%, segue Bersani con il 39,9%.
Giudizio sulla manovra economica: negativo per il 44,7% degli intervistati, positivo per il 39,1%.
In particolare il 53% la ritiene “dura e ingiusta” perchè i costi non sono distribuiti in modo equo, il 25,2% la ritiene “dura ma equa”, l’ 11,5% “troppo dura”, il 10,3% non sa o non risponde.
Giudizio sulla legge intercettazioni: negativo per il 57,6% degli italiani, positivo per il 38,6%.
Gli effetti della legge: per il 71,2% difenderebbe solo gli affari di politici e imprenditori corrotti (contro il 23,6% che ritiene tutelerebbe la privacy dei cittadini), per il 61,7% ostacolerebbe i giudici nella lotta alla criminalità organizzata ( contro il 30,8% che ritiene invece di no). Continua »
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Giugno 3rd, 2010 Riccardo Fucile
DAL 1 GIUGNO E’ SCATTATO UN AUMENTO DI 1.500 EURO, MENTRE IN EUROPA AUMENTANO I DISOCCUPATI…. A OTTOBRE PREVISTO UN ALTRO SCATTO DI 1.500 EURO….733 ONOREVOLI CHE COSTANO 9,4 MILIONI L’ANNO: + 5,5% IN UN ANNO, +65% IN DIECI ANNI
Mentre le stangate si susseguono a raffica in Eurolandia, mentre da Londra a Madrid, da Parigi a Roma, l’ultima ondata della crisi globale ha costretto i governi a imporre sacrifici ai cittadini e la parola d’ordine nel Vecchio Continente è austerità , mentre i politici si sgolano negli appelli a risparmiare e a tagliare i conti pubblici, vi è ancora, in mezzo alla tempesta, un’isola felice. Tra Lussemburgo, Bruxelles e Strasburgo galleggia infatti il Parlamento Europeo che viaggia in controtendenza, incurante delle critiche per le sue spese senza freni.
Il quotidiano tedesco Bild ha calcolato che è già stato programmato per l’anno prossimo un aumento delle spese del 5,5% rispetto al 2010, con espansione del livello di spesa a 1,7 miliardi di euro.
Per la cronaca, negli ultimi 10 anni i costi del Parlamento europeo sono aumentati del 65% .
Il Bild ci informa che da martedi scorso ciascuno dei 733 parlamentari europei incasserà un aumento di 1.500 euro, passando così da quota 17.864 a 19.364 euro.
La somma comprende il rimborso spese forfettario esentasse di 4.200 euro mensili, la diaria quotidiana di 298 euro per ciascuna seduta, sia plenaria che di commissione.
Per informazione, gli onorevoli parlamentari lavorano dal lunedi al venerdi mattina e secondo un’indagine condotta da VoteWatch.eu, gli italiani sono i meno presenti alle assemble plenarie, in media sette su dieci, oltre il 20% in meno di austriaci e finlandesi. Continua »
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