Destra di Popolo.net

L’HOTEL RIGOPIANO E LA STORIA DELL’ALLARME IGNORATO

Gennaio 22nd, 2017 Riccardo Fucile

CI SAREBBE LA COINCIDENZA CON UNA SMENTITA DEL DIRETTORE DELL’ALBERGO QUALCHE MINUTO PRIMA ALL’ORIGINE DELL’EQUIVOCO

Una operatrice della Protezione Civile avrebbe respinto la segnalazione di Quintino Marcella, a cui Giampiero Parete avrebbe telefonato subito dopo che la slavina aveva ricoperto l’Hotel Rigopiano sostenendo che si trattasse di una falsa notizia.
La storia era già  stata raccontata nell’immediatezza della tragedia, ma oggi ci torna su Il Messaggero aggiungendo molti dettagli sull’accaduto e spiegando che potrebbe essere lei la prima indagata.
«Ancora questa storia? Abbiamo verificato, abbiamo sentito l’albergo, la notizia è stata smentita, è una delle tante bufale di questi giorni», avrebbe detto alle 18 e 20 di mercoledì 18 l’operatrice a Quintino Marcella dalla sala operativa della Protezione Civile della Prefettura di Pescara, scatenando la reazione dell’uomo.
Il nastro della conversazione, registrato dal centralino del 113, servirà  a fare chiarezza sull’accaduto. Racconta oggi Paolo Mastri sul quotidiano romano
La voce è quella di una donna e le procedure di identificazione, attraverso il registro delle 15 persone in turno in quel momento sono già  in corso.
C’è una traccia che aiuterà  gli investigatori e arriva da un altro brano di conversazione. Quando Quintino Marcella si rende conto di essere stato preso per un mitomane insiste e dice: «Non può essere una bufala, c’è il mio amico Giampiero Parete lassù, ho parlato con lui, è una persona seria, lo conosco».
«Anche io lo conosco — replica l’operatrice -, conosco la famiglia: non vuol dire, è uno scherzo di pessimo gusto». La famiglia Parete gestisce a Pescara un’avviata pasticceria, dettaglio che restringe il campo dei sospetti a una donna piuttosto pratica della città .
È agghiacciante, a tragedia avvenuta, riascoltare i pochi minuti di quella telefonata surreale. Marcella esordisce con tono concitato: «Mi ha chiamato un mio amico, è crollato l’Hotel Rigopiano, ha moglie e figli là  sotto, ci sono altre persone!».
Più che il contenuto, è raggelante il tono della risposta: sprezzante, non venato da un’ombra di dubbio. Tanto che sulle prime è la certezza di Quintino Marcella a vacillare: «…. Ma come? Se il mio amico ha detto che l’albergo è crollato deve essere così». La risposta è tranciante: «Mi dia il numero, lo chiamo io».
E qui Marcella fa un’obiezione che nel contesto suona equivoca: «Guardi che lassù non prende bene, cade la linea». «Allora è uno scherzo», risponde l’operatrice. «Uno scherzo del genere con il suo telefono?», prova a farla ragionare l’interlocutore. «Glielo avranno preso per fare uno scherzo». Fine della telefonata.
Fin qui la ricostruzione della telefonata da parte del Messaggero.
La reazione dell’operatrice però potrebbe essere considerata comprensibile se nel frattempo, come sembra dallo scambio tra i due, erano arrivate false notizie sull’hotel o su altre emergenze del genere poi rivelatesi farlocche.
In ogni caso Marcella torna a telefonare agli altri numeri dell’emergenza finchè la macchina delle operazioni non si mette in moto. Ma per capire se i soccorsi avrebbero potuto mettersi in moto prima bisognerà  comprendere l’esatta dinamica dei fatti.
Nell’articolo del quotidiano infatti si sostiene che la prima telefonata sia arrivata dopo le 17,40, ovvero dopo l’invio del messaggio Whatsapp di Parete a Marcella, e che i soccorsi erano comunque partiti alle 19,45.
Il direttore dell’albergo Bruno Di Tommaso, che si trovava a Pescara, ha messo comunque a verbale di essere stato contattato dalla sala operativa della Protezione Civile alle 17,40 (e quindi già  i tempi non combaciano), e di aver risposto “non mi risulta” alla domanda se l’hotel fosse crollato.
«Ma perchè quella domanda 35 minuti prima della chiamata di Marcella? Probabilmente una prima richiesta di intervento al 118 deve essere arrivata dai sopravvissuti prima del contatto tra Parete e Marcella, innescando il cortocircuito dell’equivoco», conclude il quotidiano.
La slavina potrebbe essere arrivata intorno alle 17 e non alle 17,30 come appare dalle ricostruzione: questo avrebbe innescato le prime telefonate con richiesta d’aiuto e poi la verifica con il proprietario dell’hotel. Questo spiegherebbe — e giustificherebbe — l’apparentemente inumana risposta dell’operatrice. Ma proprio quel ritardo avrebbe impedito il decollo degli elicotteri per l’emergenza, sempre secondo quanto scrive il Messaggero nell’articolo di Valentina Errante.

(da “NextQuotidiano”)

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L’ORCHESTRA SINFONICA DEI QUARTIERI SPAGNOLI: “COSI’ TENIAMO I GIOVANI LONTANI DALLA CRIMINALITA'”

Gennaio 21st, 2017 Riccardo Fucile

TUTTO E’ NATO TRE ANNI FA PER DARE UN’ALTERNATIVA AI RAGAZZI DEL QUARTIERE… OGGI SONO 42 GIOVANI, DI ETA’ COMPRESA TRA 8 E 16 ANNI

La musica, dicono, è arrivata prima di ogni teoria ad unire il tempo e lo spazio.
Ogni pomeriggio, nel cuore di Napoli, un gruppo di ragazzi si riunisce per imparare a suonare uno strumento.
Seguono i corsi con passione e costanza, aiutati da maestri che lavorano gratuitamente.
Benvenuti ai Quartieri Spagnoli, dove da tre anni bambini, insegnanti e famiglie si sono resi protagonisti di un progetto vincente, in uno dei rioni più variopinti e problematici della città : l’Orchestra Sinfonica. Il motto? “Il bello richiama il bello”.
Tutto è nato alla fine del 2013, con un obiettivo ben preciso: “Volevamo fare qualcosa per Napoli. Volevamo che i ragazzi non fossero attratti dalla criminalità ”, racconta Vincenzo De Paola, per tutti Enzo, presidente, ideatore e fondatore dell’orchestra. “All’inizio in molti ci guardavano con curiosità  e — spesso — anche ironia. Poi, col tempo, siamo stati accettati”.
Ad oggi l’orchestra è composta da 42 elementi, tutti di età  compresa tra 8 e 16 anni.
I maestri sono 19, uno per ogni strumento diverso. Non ci sono solo violini e fiati.
Tra gli strumenti anche viole, violoncelli, contrabbassi, flauti e percussioni.
Per lungo tempo l’orchestra ha avuto sede a via di Porta Carrese, nel cuore del quartiere, ospite dell’istituto Foqus.
Da novembre, invece, sono partiti i lavori per ristrutturare una vecchia chiesa abbandonata dal terremoto del 1980, che diventerà  il nuovo auditorium rionale.
Tutto realizzato in meno di un mese, finanziato grazie alle donazioni ricevute: “Ci trasferiremo nel 2017, il tempo di fare gli ultimi ritocchi”, spiega De Paola.
Perchè proprio gli strumenti musicali?
“Abbiamo deciso di puntare sulla musica fin da subito, vista la lunga tradizione di Napoli”, spiega il presidente. “Ma ci configuriamo come accademia di arti e spettacolo: siamo aperti, insomma, a tutte le collaborazioni e le sperimentazioni”, aggiunge.
Tra botteghe, mercati e punti ristoro, i Quartieri rappresentano ancora oggi uno degli spazi più autentici della città : “Questo è un mondo a sè, ricco. È l’unico rione di Napoli ancora così colorato”, continua De Paola.
Obiettivo dell’orchestra è proprio quello di dare ai ragazzi un’altra chance, un percorso diverso rispetto a quello legato alla criminalità : “La nostra orchestra è formata da ragazzi di varia estrazione sociale, ed è proprio questa la nostra forza — racconta —. Questo è un progetto di quartiere, espressione di una parte di città  fatta di professionisti, artigiani e lavoratori umili che stanno insieme e convivono come una vera comunità ”.
Certo, a questa età  c’è il rischio che i ragazzi siano tentati e attratti dalla criminalità . “Ma parliamo di bambini dagli 8 ai 13 anni, ancora in fase di formazione: il nostro compito è proprio quello di dare loro un esempio, un’alternativa. Ci impegniamo a distrarli con la musica, l’arte, lo spettacolo. E la cosa funziona”
I ragazzi dell’Orchestra Sinfonica suonano tra le piazze e i vicoli del quartiere, ma anche in appuntamenti prestigiosi e fuori regione
I corsi si tengono tre volte la settimana: il martedì i ragazzi sono seguiti personalmente dai maestri; il giovedì si suona insieme al proprio gruppo di strumento; il venerdì, invece, è il giorno della prova generale.
I piccoli musicisti si esibiscono in pezzi di swing, jazz e concerti classici, tutti di ottimo livello, tutti seguitissimi.
La lista degli eventi è lunga: ai ragazzi dell’Orchestra Sinfonica capita di suonare tra le piazze e i vicoli del quartiere, ma anche in appuntamenti prestigiosi e fuori regione. E ogni concerto è sempre più seguito del precedente.
I finanziamenti, infatti, arrivano tutti da contributi volontari e piccole donazioni di famiglie e residenti. La risposta della comunità , insomma, è stata positiva: e dopo un inizio sottotono, oggi c’è sempre più “partecipazione da parte di cittadini, associazioni e istituzioni — continua De Paola — che si avvicinano al progetto”.
Tra le novità  di quest’anno anche un coro delle mamme “per creare più unione tra genitori e figli”.
E sul futuro il presidente non ha dubbi: “Molti di questi ragazzi sono davvero talentuosi, avranno una bella carriera”, dice.
Alcuni di loro si cimentano già  nel ruolo di insegnante, grazie all’Orchestra Baby, nata da poco, per dare la possibilità  di avvicinarsi alla musica anche ai ragazzi più piccoli. La tradizione, insomma, continua.
La musica, da queste parti, può salvarti la vita.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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ESPLODE AUTOBOMBA A TRIPOLI VICINO ALL’AMBASCIATA ITALIANA

Gennaio 21st, 2017 Riccardo Fucile

IL PRIMO GRAN BEL RISULTATO DELLA POLITICA ITALIANA IN LIBIA, QUELLA CHE AVREBBE DOVUTO “BLOCCARE I BARCONI”

Una autobomba è esplosa nel cuore di Tripoli vicino all’ambasciata d’Italia nel quartiere di Dahra sul lungomare, riaperta da pochi giorni.
Nell’esplosione sono morte le due persone a bordo della vettura.
Fonti diplomatiche sottolineano che l’ambasciata non ha riportato alcun danno.
I media locali mostrano immagini di una vettura in fiamme distrutta dalla deflagrazione.
Secondo il sito del quotidiano libico al Wasat l’autobomba è esplosa tra l’ambasciata italiana e quella egiziana vicino al Lybia Palace Hotel.
Secondo il sito Libya Observer, che una «fonte della sicurezza», il kamikaze voleva raggiungere l’ambasciata italiana.
La legazione era stata riaperta solo 3 giorni fa dall’ambasciatore Giuseppe Perrone, primo diplomatico occidentale a tonare nella capitale libica.
L’ambasciatore Perrone e tutto lo staff dell’ambasciata stanno bene. La legazione, tra l’altro, essendo oggi sabato era chiusa e l’edificio non è stato danneggiato in alcun modo.
E’ il primo risultato della visita di Minniti a Tripoli con suono di fanfare mediatiche e promessi di “bloccare i barconi” una mossa improvvida nel tormentato scacchiere interno libico.

(da agenzie)

argomento: Attentato | Commenta »

CARLA RUOCCO A DAVOS “IN SEGRETO”

Gennaio 21st, 2017 Riccardo Fucile

LA PARLAMENTARE GRILLINA AL WEF, MA SENZA ANNUNCIARLO… IL M5S DICE CHE NON NE SAPEVA NULLA

Alessandro Barbera sulla Stampa racconta della presenza della grillina Carla Ruocco a Davos nel World Economic Forum: una presenza di cui curiosamente l’onorevole non ha ritenuto di dover informare nessuno sulla sua pagina Facebook, ma che non era nemmeno annunciata nel programma ufficiale.
«Il nuovo mercato del lavoro taglia molti posti di lavoro. La soluzione è il reddito di cittadinanza. Non è assistenzialismo, bensì una tutela contro la povertà ». La Ruocco parla un inglese lento e scolastico ma tutto sommato migliore di molti politici di governo italiani. Alla domanda se abbia senso una simile misura solo in un Paese, si lascia scappare un auspicio europeista: «Beh, sarebbe necessario un approccio condiviso». Su alcuni temi appare sfuggente, pronta con frasi fatte. Sui migranti, ad esempio: «Quando arrivano su un territorio creano ovviamente difficoltà  alla gente del luogo ma questo viene strumentalizzato da alcuni che non danno soluzioni. Io credo che il problema vada analizzato alla radice per trovare soluzioni»
Nonostante le domande insistite, resta un mistero a che titolo la Ruocco sia volata a Davos.
Lei rivendica la sua autonomia, e sottolinea di partecipare da tempo a incontri con il mondo delle banche. «Fare finanza non è mica un crimine. Io sono contraria semmai a chi fa speculazione».
E’ accaduto poche settimane fa, quando fu invitata ad una cena con Mediobanca e altri investitori stranieri, curiosi di capire chi ci sia dietro alle Cinque Stelle di Grillo.
Curiosamente, nemmeno il M5S sapeva del suo viaggio:
Il Movimento nega recisamente di essere stato messo al corrente del viaggio, eppure è strano immaginare che uno fra i più noti deputati possa aver fatto una scelta del genere senza autorizzazione. C’è poi un altro dettaglio che lascia perplessi: qualche settimana fa si era sparsa la voce di un possibile arrivo a Davos del leader Luigi Di Maio, poi smentito. Sembra di assistere in piccolo al caso di Anthony Scaramucci, il banchiere di Wall Street apparso al Forum in vece di Trump ma senza alcuna investitura ufficiale.
Chi frequenta il mondo M5s dice con una punta di malizia che il paragone non regge, perchè fra la Ruocco e Di Maio non correrebbe buon sangue.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Grillo | Commenta »

DEGNO DI TRUMP: IL SUO AMICO PARLA IN TV MA NON SI FA TROVARE DALLA GIUSTIZIA ITALIANA

Gennaio 21st, 2017 Riccardo Fucile

TOM BARRACK E’ IL MAGNATE TEXANO INDAGATO DALLA MAGISTRATURA ITALIANA PER EVASIONE FISCALE, CORRUZIONE E ABUSI EDILIZI IN SARDEGNA…. HA ORGANIZZATO LA CERIMONIA PER TRUMP MA RISULTA “IRREPERIBILE”

Rilascia interviste alle più importanti televisioni del mondo e firma comunicati stampa, quindi non è certo un latitante.
Eppure, Tom Barrack è attualmente l’uomo più ricercato dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania.
Mentre lui organizzava la cerimonia di giuramento di Donald Trump, la polizia giudiziaria italiana tentava inutilmente di recapitargli un avviso di concluse indagini.
Il magnate texano, amico intimo del neo presidente americano, è l’ex proprietario della Costa Smeralda e proprio per la cessione del paradiso turistico sardo è indagato insieme ad altre 34 persone nell’inchiesta su evasione fiscale, corruzione e abusi edilizi.
Da qualche mese il procuratore Domenico Fiordalisi ha concluso tutti gli accertamenti ma per fissare l’udienza preliminare sarebbe necessario recapitare a tutti gli indagati l’avviso di conclusione indagini.
Ma contattare Barrack sembra un’operazione impossibile. Gli atti tornano sempre indietro: sia quelli spediti agli indirizzi personali individuati dalla polizia giudiziaria, sia quelli inviati alle tante società  che ruotano attorno alla Colony Capital. Insomma, l’amico di Trump per i magistrati sardi è nella lista delle persone irreperibili.
Nella grande cerimonia di Washington, quello di Tom Barrack era un ruolo ufficiale: “Presidential inaugural comitee chairman”, il responsabile del comitato che ha coordinato la gigantesca macchina organizzativa.
Per anticipare i dettagli dell’evento ha partecipato alle dirette della Cnn ed è stato intervistato dai tutti i più grandi network televisivi.
Il suo rapporto di amicizia con Donald Trump era noto da tempo e nel corso dell’ultima campagna elettorale si è trasformato anche in un consistente contribuito economico.
E ora proprio per l’ex proprietario della Costa Smeralda (dove i figli del nuovo capo della Casa Bianca hanno trascorso spesso le vacanze) si ipotizza addirittura un incarico importante nell’amministrazione americana.
Sugli affari recenti della Costa Smeralda, la procura di Tempio ha aperto un’inchiesta che ha fatto tremare il paradiso di ricchi e vip.
Nel mirino dei magistrati sono finiti i lavori avviati negli ultimi anni all’interno degli hotel a cinque stelle, ma anche le operazioni legate al passaggio di proprietà  dei resort e dei terreni intorno a Porto Cervo.
Nel 2012 l’intero pacchetto azionario che era nelle mani di Tom Barrack (acquisito nel 2003 dal principe Aga Khan) era stato ceduto al fondo sovrano del Qatar e proprio per questa operazione, secondo gli accertamenti della Guardia finanza, è stata organizzata una gigantesca evasione fiscale: vendita per 600 milioni tra società  con sede all’estero, neanche un centesimo versato al Fisco.
La cifra contestata era di circa 170 milioni di euro ma grazie a un accordo recente siglato con l’Agenzia delle Entrate la società  di Barrack ne sborserà  solo 22,7 milioni.
Chiusa la trattativa fiscale, procede parallelamente la questione penale. E nel mega fascicolo sul tavolo del procuratore Domenico Fiordalisi si parla anche di altri reati. Gli abusi edilizi per l’ampliamento dei resort e la corruzione per ottenere le licenze edilizie.
Nel registro degli indagati ci sono 35 persone e molti sono stranieri.
Tutti hanno ricevuto l’avviso di concluse indagini, tranne l’amico di Donald Trump.
La polizia giudiziaria lavora da mesi per capire a quale indirizzo far arrivare gli atti, ma nessuno dei tentativi è andato a buon fine.
L’udienza preliminare che si sarebbe dovuta svolgere a dicembre è saltata, ma ora la procura ha deciso che i processi (qualora i giudici decidano che un processo si debba celebrare) si svolgeranno ugualmente.
Recapitare a Barrack gli atti giudiziari durante il giuramento del neo presidente Trump, ai magistrati è sembrata una mossa troppo azzardata.
L’incidente diplomatico era quasi scontato.

Nicola Pinna
(da “La Stampa”)

argomento: Giustizia | Commenta »

FRANCIA, LE STRANE PRIMARIE A SINISTRA, CON MACRON E MELENCHON CHE STANNO A GUARDARE

Gennaio 21st, 2017 Riccardo Fucile

SETTE CANDIDATI IN CORSA, MA GLI AVVERSARI PIU’ TEMIBILI PER LA DESTRA RESTANO FUORI… LOTTA TRA VALLS, MONTEBOURG E HAMON

Fino a un mese fa il candidato della sinistra doveva essere uno solo, Franà§ois Hollande. La gran rinuncia del Presidente ha costretto il partito socialista a organizzare primarie dell’ultima spiaggia: una consultazione aperta in due turni. Questa domenica si affrontano sette candidati, e domenica prossima si svolgerà  il ballottaggio.
Alcuni dei pretendenti sono sconosciuti ai più, come l’ecologista Jean-Luc Bennahmias o la radicale di sinistra Sylvia Pinel, unica donna tra i pretendenti. Ma tutto in realtà  si gioca tra i rivali Manuel Valls e Arnaud Montebourg, ma Benoà®t Hamon spera di diventare il terzo incomodo che gode, com’è accaduto a Franà§ois Fillon nelle primarie della destra di novembre scorso.
I pronostici sono aperti, nessuno davvero spicca nei sondaggi. Fino a qualche settimane fa il favorito era Valls che ora invece appare in difficoltà .
Quando era premier ha imposto riforme sgradite all’ala dissidente del Ps mentre adesso tenta di presentarsi come l’unico capace unire la gauche. Valls ha dovuto annullare alcuni comizi per timore di contestazioni.
Dopo aver ricevuto un sacco di farina in faccia durante un comizio, è stato quasi schiaffeggiato da un ragazzo. Si è scoperto poi che il giovane non era un militante di sinistra, ma un noto antisemita.
Sull’ex premier si concentrano tutte le critiche.
Non è escluso che possa essere addirittura eliminato già  al primo turno (come avvenne per Sarkozy) e ci sia così un ballottaggio tra Montebourg e Hamon, con la prevalenza di una gauche radicale e “utopista”, rispetto a quella moderata e riformista, com’è già  accaduto altrove in Europa, per esempio con la svolta del Labour e leadership a Jeremy Corbyn.
L’equivalente francese potrebbe essere Montebourg, 54 anni, ex ministro dell’Economia, teorico della “dèmondialisation”, la fine della globalizzazione e protezionismo a oltranza, vuole uscire dal Patto di Stabilità  e “rovesciare il tavolo” con la Germania: interpreta sentimenti diffusi in una parte della gauche.
Hamon, 49 anni, ex ministro dell’Istruzione, si è ispirato invece al programma di Bernie Sanders sulle sfide ambientali e sull’idea di un modello alternativo di sviluppo economico: è riuscito a imporre un dibattito intorno alla sua idea di far pagare allo Stato   un “reddito universale” per tutti i cittadini.
Chiunque sia il vincitore, dovrà  fare fare i conti con almeno altri tre candidati a sinistra che non partecipano alle primarie: Yannick Jadot dei Verdi, l’ex socialista Jean-Luc Mèlenchon e l’outsider liberale Emmanuel Macron, in folgorante ascesa. Una frammentazione dell’elettorato che provoca una situazione paradossale: il candidato designato dal Ps potrebbe non solo essere eliminato già  al primo turno delle presidenziali, il 23 aprile, ma addirittura finire in quarta posizione, dietro Macron o Mèlenchon a seconda delle configurazioni.

(da “La Repubblica”)

argomento: Europa | Commenta »

IL LEADER DEL SINN FEIN: “CON BREXIT SALTERANNO GLI ACCORDI DI PACE NELL’ULSTER”

Gennaio 21st, 2017 Riccardo Fucile

I CATTOLICI NORDIRLANDESI: “STATUTO SPECIALE CONTRO L’ATTO OSTILE DI LONDRA, NOI RESTIAMO IN EUROPA”

La Brexit e l’uscita dell’Irlanda del Nord dall’Unione europea «distruggeranno» l’accordo di pace del Venerdì Santo, che nel 1998 mise fine al conflitto nell’Ulster: Lo ha detto a Dublino lo storico leader dei cattolici nordirlandesi Gerry Adams, presidente dello Sinn Fein.
Intervenendo a Dublino a una conferenza sull’Irlanda unita, Adams non ha però spiegato quali sarebbero esattamente le conseguenze sull’accordo del venerdì santo. Secondo il presidente dello Sinn Fein, l’Irlanda del Nord dovrebbe comunque ottenere uno statuto speciale in seno ai 27 dopo la Brexit, senza che ciò abbia conseguenze sull’accordo costituzionale che offre all’Ulster lo statuto di componente del Regno Unito.
Per Adams, «l’intenzione del governo britannico di portare il Nord fuori dall’Ue, nonostante la volontà  del popolo di rimanerci, è un’azione ostile. Il premier britannico ha confermato l’intenzione di porre un termine alla giurisdizione della Corte europea. Insieme con l’impegno britannico di ritirare la Gran Bretagna dalla convenzione europea sui diritti umani, questa posizione minaccia gli elementi fondamentali che riguardano i diritti umani dell’accordo del Venerdì Santo».
«Il discorso di Theresa May ha rafforzato questa ipotesi», conclude il presidente dello Sinn Fein. «I pericoli di una `hard Brexit’ sono ora più evidenti di prima. Il Nord ha bisogno di uno statuto speciale in seno all’Ue. Il governo irlandese deve considerarlo un obiettivo strategico nelle sue trattative all’ interno dei 27 quando negozieranno con il premier britannico. La posizione britannica non prende in considerazione il fatto che i cittadini del Nord, in base all’accordo in vigore, hanno il diritto alla cittadinanza irlandese, e quindi dell’Unione europea».

(da agenzie)

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CHI SPALA E CHI CHIACCHIERA: TRA I SOCCORRITORI ANCHE 10 MIGRANTI AFRICANI, SONO VOLONTARI DELLA CROCE ROSSA

Gennaio 21st, 2017 Riccardo Fucile

IL LORO GESTO E’ LA MIGLIORE RISPOSTA A CHI LI CONTRAPPONE AI TERREMOTATI

Appena si era propagata per il Centro Italia la prima scossa del 18 gennaio, era partita la macchina xenofoba della contrapposizione tra le popolazioni terremotate – lasciate al freddo dallo Stato – e la situazione dei migranti.
Mentre la polemica infuriava sui social e si veniva a conoscenza della tragedia dell’hotel Rigopiano, però, alcuni profughi e richiedenti asilo hanno deciso di smentire coi fatti e non coi selfie quanti li accusavano.
Ci sono anche 10 migranti africani, infatti, tra i volontari della Croce Rossa Italiana, alla base operativa dei soccorsi di Penne, in provincia di Pescara.
Il gruppo di giovani è composto da ghanesi, maliani e nigeriani, provenienti tutti da Settimo Torinese, dove sorge un grande centro della Cri che li ha formati.
I 10 hanno chiesto di essere impiegati nelle zone dell’Abruzzo colpite da terremoto e maltempo.
Due di loro sono destinati al campo avanzato dei soccorritori dell’hotel Rigopiano, con compiti logistici.
“Vogliamo dare una mano alle persone vittime del terremoto” ha detto Barry Misbaou, 24 anni, della Guinea Conakry.
Con l’aiuto in un momento tanto difficile ci stanno riuscendo.

(da “Huffingtonpost”)

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“TI ABBRACCIAMO EROE”: LA COMMOZIONE PER IL VOLONTARIO DELLA CROCE ROSSA VITTIMA DELLA SLAVINA

Gennaio 21st, 2017 Riccardo Fucile

GABRIELE ERA STATO TRA I SOCCORRITORI DURANTE IL TERREMOTO: “SIAMO CERTI CHE HAI MESSO LA VITA DEGLI ALTRI DAVANTI ALLA TUA”

«Lascerai in ognuno di noi un vuoto incolmabile, ma siamo sicuri che nel tuo piccolo anche questa volta hai messo davanti prima la vita degli altri e poi la tua… ti abbracciamo eroe».
Il comitato della Croce Rossa di Penne ha postato un messaggio commosso per Gabriele D’Angelo, il cameriere dell’albergo Rigopiano che non ce l’ha fatta.
C’è grande commozione per lui, che aveva 30 anni e che prima di essere una delle vittime accertate durante il terremoto aveva lavorato fianco a fianco con i soccorritori che lo hanno cercato disperatamente con le altre persone rimaste prigioniere della neve che ha sepolto l’hotel.
Gabriele «amava quello che faceva», scrivono i volontari che lavoravano con lui.
E poi amici e conoscenti che lasciano un ricordo, un pensiero alla famiglia, tra cui il fratello gemello, Francesco, imbianchino: «Abbiamo parlato a lungo del suo impegno per la Croce Rossa di Penne, ne era fiero», si legge tra i messaggi.
C’è, sgomento, cerca le parole e non le trova: «Scrivo e cancello, scrivo e cancello…sarebbero tante le cose da dire»: scrive così una ragazza e poi, semplicemente, decide di riassumerle nel disegno di un cuore.
Che affolla la bacheca tra decine di altri cuori e lacrime sotto la foto di Gabriele che indossa la sua divisa e sorride.
«Portava avanti la bandiera e i principi di Croce Rossa. Un ragazzo che ha sempre incarnato il nocciolo, il cuore di cosa vuol dire essere volontario. Una cosa che ricordiamo tantissimo di lui sono i sorrisi che riusciva a donare alle persone che avevano bisogno. E i sorrisi che si faceva donare da queste persone»: così Antonio Polillo, volontario psicologo della Croce Rossa, ha ricordato Gabriele D’Angelo ai microfoni di RaiNews24.

Paola Italiano
(da “La Stampa”)

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