Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
E SULLA LEGGE ELETTORALE DEPONE L’ARMA DEL MATTARELLUM
Andrea Orlando e Michele Emiliano criticano Matteo Renzi. Lui a stento risponde, piuttosto rivolge la critica al M5s, il convitato di pietra della convenzione nazionale che oggi all’Hotel Ergife di Roma ha ratificato i risultati dei congressi di circolo e avviato la corsa per le primarie del 30 aprile.
Orlando, Emiliano, Renzi: un Pd alla ricerca di audience per evitare il flop ai gazebo, portare gente a votare, non soccombere di fronte alla concorrenza pentastellata.
All’indomani della kermesse grillina di Ivrea, seguitissima dai media, il Pd cerca il rilancio e lo smalto.
Prima dell’intervento dei tre candidati, il presidente della Commissione congresso Roberto Montanari mette da parte le polemiche sui dati delle assise locali.
Il Pd ha più iscritti dei socialisti francesi o spagnoli, è il senso del suo ragionamento che vuole inquadrare tutta la discussione all’interno di un quadro sistemico di crisi dei partiti tradizionali, in tutt’Europa.
Oggi anche il Pd di Renzi è messo così. E allora c’è Orlando che tenta la sua ricetta. “Attenti che il Pd rischia di diventare il primo fattore di stabilità in Italia”.
Oppure: “Noi siamo nati per essere il partito del riscatto, non possiamo diventare il partito della rivincita. Matteo si è dimesso dopo il 4 dicembre, ma il messaggio è lo stesso…”.
Insomma: “E’ vero che stiamo uscendo dalla crisi, ma a una famiglia con un figlio senza lavoro, se dici ‘ce l’abbiamo fatta’, quella famiglia ti sente distante e si incazza”. Ancora: “Va bene parlare con Marchionne, ma con gli operai ci vogliamo parlare?”.
E infine: “Evitiamo uno smarcamento quotidiano da un governo e un premier che in una situazione difficile sta proseguendo il lavoro del governo precedente. Non giova al Pd e non giova al governo”.
Paolo Gentiloni è in sala all’Ergife. Anche perchè, continua il Guardasigilli, non va bene “inseguire le nuove formule della destra. Dei populisti. Ogni volta che diventiamo la copia sbiadita dell’originale, è l’originale a prevalere”.
Dopo Orlando parla Emiliano, dal letto di ospedale dopo l’incidente che si è procurato in Calabria ballando la tarantella ad un’iniziativa elettorale.
Scomparsa la canottiera a costine dei primi videomessaggi che hanno fatto il giro del web subito dopo il ricovero, il governatore si presenta in polo blu.
Alle sue spalle, l’asta per flebo non è in funzione, ma sta lì a ricordare che Emiliano si trova in ospedale. “La comunicazione senza contenuto può irritare”, attacca. “Bisogna uscire dalla logica di un uomo solo che salva tutti e entrare nella logica di tutti che salvano ciascuno”, continua dopo aver parlato di petrolio e battaglie ambientaliste.
L’assemblea inizia con scintille appiccate dai suoi (i deputati Ginefra, Boccia) che provano a chiedere il rinvio delle primarie per via dell’infortunio capitato al loro candidato. “C’è un uomo a terra”, si allarma Ginefra. Renzi non raccoglie, Orlando sì. Emiliano: “Grazie Orlando, non chiedo il rinvio”.
Buona la prima, si vota il 30 aprile senza proroghe.
Renzi chiude l’assemblea dell’Ergife parlando già da vincitore, nei congressi dei circoli e nei sondaggi. E’ già in campagna elettorale contro il Movimento 5 stelle.
Per votare al più presto possibile. “Basta parlare al nostro interno, la gente non ci segue più perchè è già avanti e aspetta che finiamo di litigare. Le primarie non servono a farci i selfie ma per guardarci intorno…”.
E quindi la giornata del M5s a Ivrea entra nel mirino dell’Ergife.
Il Movimento cinque stelle “è una dinastia, noi usiamo la democrazia”, scandisce Renzi parlando di Davide Casaleggio, il figlio di Gianroberto fondatore del movimento, “finalmente i cinquestelle hanno indicato il loro capo”.
“Parlando di reddito di cittadinanza e pensano di finanziarlo tagliando le pensioni d’oro e i vitalizi… Fake news che però passano: dobbiamo lavorarci meglio di come ho fatto io, lo ammetto”.
Il resto è orgoglio del suo Pd, soprattutto del suo governo. “Siamo passati dal Pd dei convegni al Pd delle leggi”.
E: “Andrea, bella la tua idea di andare davanti ai cancelli delle fabbriche, ma non ti hanno preso a calci perchè le abbiamo tenute aperte noi con Marchionne… Siamo noi il partito del lavoro”.
L’inchiesta Consip: “Non saremo mai il partito dei giudici, ma della giustizia. Io ho tatuate addosso le cose che sono successe negli ultimi 4 mesi, tutte le settimane saremo lì a chiedere di fare luce, siamo dalla parte dell’onestà , parola che non lasciamo a nessun altro”.
E se Orlando ha promesso di riunire “la segreteria a Bruxelles periodicamente, se vinco”, Renzi annuncia “il veto italiano all’inserimento del fiscal compact nei trattati europei”. Sempre se vince le prossime elezioni. Più che sulle primarie, la convenzione pare proiettata su quelle.
“Il caso Torrisi è un fatto enorme”, dice Renzi riferendosi all’incidente della scorsa settimana in Senato. Certifica che sulla legge elettorale “in Parlamento c’è la stessa maggioranza che c’è stata al referendum”, vale a dire proporzionalista e frastagliata. “Quindi la responsabilità di una iniziativa, di avanzare una proposta spetta a loro”.
Suona come un abbandono del campo di proposta maggioritaria.
Se ieri si diceva Mattarellum, ora si dice ‘accada quel che accada’. “Basta con chi ha sempre da ridire. Chi perde non bombardi il quartier generale”, chiude Renzi che solo la scorsa settimana ha cominciato a ‘terremotare’ il governo.
(da “Huffingtonpost“)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
“CAMPO PROGRESSISTA ERA NATO PER DARE UNA PROSPETTIVA, ORA E’ DIVENTATO UNA REALTA'”
“Campo progressista era nato per dare una prospettiva, ora è diventato una realtà “. Giuliano
Pisapia al teatro Ambra della Garbatella è contento di sfoderare il suo sorriso migliore, annunciando che le “officine delle idee”, il pensatoio dal basso creato per dare linfa la suo movimento, ha già raggiunto il numero 227.
In tutta Italia le cellule arancioni tematiche o divise per territorio, a neppure un mese dall’esordio ufficiale del teatro Brancaccio, cominciano a prendere forma dando fiducia al suo ideatore.
La speranza diventa concretezza, il “salto in avanti” che toglie ogni alibi e non consente più di aspettare: quel campo largo c’è e molla gli ormeggi.
Oggi a Roma, mercoledì a Milano, poi in Toscana e in Puglia, in Friuli Venezia Giulia, Campania, Sicilia e Sardegna, le tappe successive.
A Roma, la Garbatella è un quartiere vivace, dove la comunità sperimenta già esperienze civiche, di gestione di spazi e cittadinanza attiva.
“Una giornata particolare”, ha battezzato i tavoli tematici, la nuova frontiera per i singoli cittadini di dare una mano e non chiudersi delle stanze della sfiducia.
“E’ il nostro elogio proprio nel momento di maggior discredito della politica” dice il senatore Luigi Manconi venuto a parlare di Giulio Regeni, di diritti civili e sociali. Spiega che nelle officine arancioni c’è “chi non si arrende alla sola protesta e rabbia e chi non vuole passare per i partiti tradizionali. Un insieme diverso della politica, esperimento che Pisapia vuole portare fino in fondo, dal basso ma con l’obiettivo di governo. In questa sorta di oratorio laico passeggia tra i tavoli dove nascono idee e proposte e non solo lamentele, ascolta e registra.
“Noi vogliamo governare” dice pari pari quando prende il microfono e si lascia indietro la proverbiale prudenza. Il timido Giuliano si lancia e non vuole più aspettare per prendere il timone.
Certamente il dialogo continua, l’idea di mettere in rete la galassia della sinistra resta ma, restando in attesa delle diverse barchette che navigano intorno al Campo progressista, c’è il rischio che il progetto arancione rimanga un’araba fenice.
L’ombra della politica autoreferenziale è un fantasma avvertito da molti e la federazione dei piccoli o grandi partiti non è l’approdo che Pisapia vuole raggiungere.
Messaggio rivolto ai delusi del Pd, a Bersani e D’Alema e chi vuole mettersi al riparo dopo la stagione renziana.
Il futuro elettorale conta parecchio, così come la nuova legge che deve garantire una prospettiva maggioritaria. “Se si vuole evitare la palude delle larghe intese Pd, Mdp e tutti gli altri, questo semplice ragionamento devono recepirlo prima possibile” spiega il vicepresidente della regione Lazio Massimiliano Smeriglio, “altrimenti tutto diventa più difficile”.
Le Officine servono sopratutto a questo, a fare quel lavoro di “ricucitura paziente” e ricostruzione che sembra quasi lunare davanti alle profonde divisioni a sinistra.
Officine dove si parla di economia circolare, mobilità urbana, agricoltura sociale e terre pubbliche, divario digitale, sport di base, scuola e territorio, temi e spunti che Campo progressista vorrebbe incrociare in una prospettiva di governo.
Una sorta di “coworking della politica”, uno spazio e un metodo, nè Leopolda renziana, nè meet-up grillino, il “potere come verbo e non sostantivo”, pochi slogan e più studio e lavoro.
Per come si presenta ai nastri di partenza, la base del pensatoio di Campo progressista non assomiglia a nessuna delle esperienze note e vuole prepararsi al progetto ambizioso di “governare per migliorare il paese”.
Giuliano Pisapia non lo nasconde più e nella prospettiva di coalizione si prepara a mettersi in gioco per la leadership di centro sinistra.
Saranno le primarie del 30 aprile del Pd a far cadere l’ultimo tabù.
(da agenzie)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
L’ESPONENTE DELLA SINISTRA RADICALE DISTANZA IL CANDIDATO SOCIALISTA HAMON SCESO AL 9%… DUE ELETTORI SU TRE SI DICONO ORMAI SICURI DELLA PROPRIA SCELTA
Secondo l’ultimo sondaggio dell’Istituto Elabe in vista delle elezioni presidenziali francesi, il leader centrista Emmanuel Macron raccoglie ormai le stesse preferenze della candidata del Front National, Marine Le Pen, entrambi al 23,5%, al primo turno del 23 aprile.
In terza posizione resta il candidato conservatore Francois Fillon al 19%, che però è tallonato da Jean-Luc Mèlenchon con il 17%, l’esponente della sinistra radicale, che guadagna ben 2 punti percentuali, ben 7 in due mesi.
Buon ultimo fra i primi cinque arriva Benoit Hamon, il candidato socialista, al 9%.
Il sondaggio per L’Express e BFMTV, realizzato all’indomani del dibattito teelvisivo fra tutti gli 11 candidati al primo turno, arriva 18 giorni prima del voto.
Secondo l’inchiesta l’affluenza alle urne dovrebbe attestarsi al 64% di elettori “certi di andare a votare”.
Due elettori su tre (70%) si dicono sicuri ormai della propria scelta.
(da agenzie)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
IL QUESTORE: “NON FACCIO CHE DIRE NO”… CON MOLTI MEDIA AL SERVIZIO DI RAZZISTI E POPULISTI CHE RACCONTANO BALLE, NON C’E’ DA MERAVIGLIARSI DEL PROFILARE DI ASPIRANTI PISTOLERI
A Milano nonostante i reati in calo, è boom di richieste di porto d’armi. 
Lo ha detto il questore Marcello Cardona, in città da qualche settimana. “Da quando sono arrivato, non ho mai smesso di firmare dinieghi”, ha spiegato lo stesso Cardona. I reati, per quanto riguarda tutta l’area di Milano e Monza, sono in calo rispetto all’anno scorso. Tutti.
Nonostante questo però, si registra un aumento esponenziale delle domande di chi chiede di poter tenere un’arma con sè.
Perchè guardare ai dati “non basta – sottolinea il questore – al di là della diminuzione dei reati quella che attende le forze dell’ordine è la sfida della percezione di sicurezza tra i cittadini. E questa sfida si vince con un rapporto costante e con una sempre maggior rapidità di intervento”.
La considerazione arriva nel giorno in cui, sull’onda dell’ultimo episodio di cronaca – quello del ristoratore che ha sparato e ucciso un ladro nel Lodigiano – Forza Italia è nelle piazze dei municipi della città con i suoi banchetti per raccogliere le firme e chiedere al parlamento di calendarizzare la proposta di legge sulla legittima difesa presentata da Fi.
A Milano, però, i numeri raccontano che c’è meno criminalità .
Calano i furti e le rapine in abitazione (-3,6%, -17,6%) e, nonostante i ripetuti e recenti episodi soprattutto nelle farmacie, sarebbero in diminuzione le rapine negli esercizi commerciali (-13%); di contro, aumentano quelle in banca (+11%), così come aumentano i furti con destrezza (+6,1%).
Il periodo di riferimento è quello che va da marzo dell’anno scorso a marzo di quest’anno.
E, nonostante le notizie che quotidianamente raccontano di violenze sulle donne, fa ben sperare la diminuzione del 6% dei maltrattamenti in famiglia e dei reati di ‘stalking’ (-13%).
Rimane stabile il dato degli omicidi volontari: 20 nell’ultimo anno, come nei 12 mesi precedenti.
Il lavoro dell’Ufficio prevenzione generale, quello che coordina le ‘volanti’, è pressochè raddoppiato: dai 56mila interventi si è passati ad oltre 122mila in un anno.
Capitolo droga.
Che sia in aumento a Milano è confermato dall’aumento della quantità di droga sequestrata dalla polizia: oltre 32 kg di eroina (contro i 28 dell’anno prima), con una nuova impennata della cocaina: ne sono sequestrati 158 kg contro gli 89 del 2015-2016.
Diminuisce l’hashish dai mille ai 600 chili, mentre aumenta di nuovo la marijuana che passa da 100 a 157 kg. In questo senso il Questore si è detto “grato al Sindaco per l’opera di riqualificazione progettata per zone come Rogoredo”.
Carico di lavoro moltiplicato quello dell’ufficio immigrazione: solo le richieste di asilo politico hanno raggiunto quota 6mila in un anno, almeno 2mila in più rispetto all’anno precedente. Si impenna il numero di stranieri accompagnati alla frontiera: erano 291, sono diventati 749 nel giro di pochi mesi.
E proprio il tema dell’immigrazione e dell’integrazione è stato al centro della riflessione del questore: “Dobbiamo garantire diritti umani e sicurezza. In questo il prefetto Lucia Lamorgese sta facendo un lavoro straordinario. Ma se uno straniero non è in regola deve andare via, perchè in questo Paese non teniamo chi commette reati”, ha assicurato Cardona.
(da “il Corriere della Sera”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
TRA I DISSIDENTI CIRCOLA IL NOME DI GIANNI FAVA, ASSESSORE LOMBARDO ALL’AGRICOLTURA, UNO DEI COLONNELLI DI MARONI…C’E’ CHI PENSA DI RICORRERE AL TAR CHIEDENDO DI SOSPENDERE IL CONGRESSO CONTRO LE REGOLE IMPOSTE DA SALVINI… MARONI: “COME CANDIDATO PREMIER MEGLIO ZAIA DI SALVINI”
La fronda nordista, che contesta al leader Matteo Salvini la linea sovranista e lepenista, si prepara a dare battaglia contro le regole del congresso della Lega che saranno approvate domani dal consiglio federale.
Secondo i ribelli, si tratta di regole “liberticide”, “tese a impedire ad altri candidati di correre come segretario”.
Nel mirino la bozza che è iniziata a circolare, che prevede che i candidati abbiano due settimane per raccogliere 1000 firme tra i militanti, dal 22 aprile al 7 maggio.
Il 14 maggio sono previste le primarie per la leadership (votano sono i militanti) e il 21 il congresso.
Tra i dissidenti circola con insistenza l’ipotesi di una candidatura contro Salvini di Gianni Fava, assessore lombardo all’Agricoltura, uno dei colonnelli della corrente dei “Barbari sognanti”, che nel 2012 condusse Maroni alla guida della Lega.
Un altro nome che circola è quello di Gianluca Pini, vice capogruppo alla Camera.
Il governatore lombardo nei giorni scorsi ha spiegato in un’intervista di preferire Luca Zaia a Salvini come candidato premier.
Un’uscita che non è andata giù al segretario, che ha deciso di anticipare il congresso per avere un mandato chiaro e zittire i malpancisti.
Secondo fonti leghiste, c’è anche chi sta pensando di impugnare le regole davanti al Tar, chiedendo la sospensione del congresso.
Andrea Carugati
(da “La Stampa”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
RENZI: “CHI PERDE NON BOMBARDI IL PARTITO”… ORLANDO:: “RIFORME SENZA POPOLO”… EMILIANO: “STOP ALL’OSTRACISMO A MS5”
È in corso all’hotel Ergife di Roma la Convenzione Nazionale del Pd che apre la seconda fase del
congresso del partito, con l’ufficializzazione dei risultati del voto tra gli iscritti, e il via alla volata verso le primarie del 30 aprile.
Presenti Andrea Orlando e Matteo Renzi mentre Michele Emiliano, operato al tendine di Achille, interviene in collegamento video, perchè ancora ricoverato.
L’ entourage del governatore della Puglia ha chiesto il rinvio delle primarie a causa dell’infortunio di Emiliano (secondo i dottori dovrebbe rimanere a letto per due settimane per poi cautamente riprendere a muoversi con le stampelle).
In platea siede il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, accolto da un applauso. Prima dell’inizio dei lavori è stato osservato un minuto di raccoglimento per le vittime di San Pietroburgo, Stoccolma e Siria.
Sul palco della presidenza siedono Silvia Fregolent per la mozione Renzi, Nadia Romeo per la mozione Emiliano, Emma Petitti per la mozione Orlando, accanto a Roberto Montanari, che presiede la commissione congresso, Matteo Orfini, reggente del partito e Gianni Dal Moro, presidente della commissione di garanzia.
Scontro sullo slittamento delle primarie
Favorevole a questa ipotesi si è detto il candidato alla segreteria Pd, Andrea Orlando: «Sono assolutamente d’accordo. Se un competitor è impossibilitato a fare campagna elettorale, sarebbe sensato» rinviare le primarie.
Diversa la posizione espressa, invece, da Lorenzo Guerini, coordinatore della mozione Renzi: «Facciamo tanti auguri a Michele, ma la macchina è ormai in moto».
Replica il deputato dem Dario Ginefra sostenitore di Emiliano: «Confidiamo sul fatto che Renzi stesso possa sconfessare i suoi e decidere di dar la possibilità di gareggiare a Michele Emiliano».
Emiliano: “Non voglio condizionare le primarie”
Dal canto suo Emiliano non chiede rinvii: «Ringrazio di cuore coloro che si stanno ponendo il problema di un rinvio delle primarie a seguito del mio infortunio – ha detto Emiliano -.
In particolare ringrazio Andrea Orlando per le sue parole e per la sua immediata disponibilità . Ci tengo anche a dire che non voglio assolutamente condizionare i tempi delle primarie, non ho chiesto nulla in tal senso, ringrazio ancora chi ha mostrato spontaneamente sensibilità e immedesimazione».
Orlando: “Uscire dall’isolamento”
«Usciamo dalla presunzione di bastare a noi stessi – ha detto Orlando -. Non c’entra nulla con la vocazione maggioritaria, porta all’isolamento politico. Se le riforme non le fai con gli altri non durano. Dobbiamo uscire dall’isolamento politico, la vocazione maggioritaria non significa “isolamento”. Il fallimento del referendum – ha aggiunto – apre una fase nuova della politica italiana. Dobbiamo fare tutti uno sforzo”.
Renzi: “Chi perde non bombardi il Quartier generale”
«Le regole si rispettano, valgono per tutti. Dopo le primarie non si passano quattro anni a bombardare il Quartier generale».
E dice di accettare la sfida del M5S: «Proviamo a immaginare il futuro. Il M5S a Ivrea ha lanciato un’ Opa sul futuro dell’Italia, ha raccontato l’orizzonte e se l’è intestato. Il futuro lo rivendichiamo da questa parte del campo: la sfida la accettiamo a viso aperto, non ci fanno paura, non abbiamo timidezza o disagio».
«I l Pd si differenzia dal M5s in tre punti – ha aggiunto -: il primo riguarda la modalità di esercizio democratico, loro scelgono il leader attraverso la dinastia noi con il voto. Poi noi crediamo nella scienza non nella paura e c’è l’assistenzialismo contro il lavoro».
Emiliano: “ Stop a questo rapporto difficile con il M5S”
Intervenendo in video il governatore della Puglia ha proposto un cambio di atteggiamento del Pd verso il M5S: «Io sono anche dell’idea che noi dobbiamo chiudere con questo rapporto così difficile con tutto l’elettorato del Movimento 5 stelle».
«Noi insistiamo, e ci facciamo tirare dentro anche numerose provocazioni – ha proseguito – nel tenere un rapporto molto duro nei toni, nelle espressioni; ma la stragrande maggioranza di quegli elettori sono nostri elettori che sono ancora lì, a metà , che pensano ancora che noi reagiremo di fronte alla minaccia che loro ci manifestano: di votare il Movimento 5 stelle. Che noi saremo capaci di tornare ad essere trasparenti, chiari, coerenti, capaci di dire una cosa anche se non è conveniente, di affermare principi, di non fare scambi parlamentari, come è successo di recente in un importante voto sulla decadenza di un senatore», ha concluso Emiliano.
Al termine dell’evento il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni si è detto soddisfatto del dibattito e dei discorsi dei tre candidati alla segreteria: «Bene. Ho sentito anche Michele molto affezionato al Pd» ha concluso.
(da “Huffingtonpost”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
TESTA A TESTA TRA PD E GRILLINI, NEL CENTRODESTRA FORZA ITALIA DAVANTI ALLA LEGA
Il Partito democratico recupera e si avvicina al MoVimento 5 stelle in una sfida tra i due partiti che ha sempre più l’aspetto di un lungo testa a testa che continuerà fino alle prossime elezioni politiche previste al più tardi nella primavera del 2018.
Secondo un nuovo sondaggio di ScenariPolitici per HuffPost infatti, il Pd si attesta al 26,8%, recuperando lo 0,7% rispetto alla scorsa settimana. M5s, che si conferma al primo posto tra le preferenze degli elettori, perde lo 0,2% e registra il 27,3%.
Più o meno stabili i partiti di centrodestra che uniti in un’unica lista potrebbero competere per la vittoria.
Forza Italia passa dal 13,2% al 12,4%, mentre la Lega Nord guadagna qualcosa passando dall’11,2% all’11,3%. Cresce di poco anche Fratelli d’Italia: dal 5% al 5,2%.
Mdp, il nuovo partito creato dagli ex Pd, rimane stabile con una leggera flessione dal 4,2% al 4%. Alternativa Popolare di Angelino Alfano invece cresce leggermente, passando dal 3,3% al 3,5%.
(da “HUffingtonpost”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
POCHI GIOVANI IN PLATEA… GLI ATTIVISTI: “E LE DONNE?”
È stata una partita bloccata a centrocampo, in cui è mancato il colpo del fuoriclasse. Francesco
Greco alla fine non è venuto, quel tipo di legittimazione, culturalmente definitiva, per la Casaleggio ancora non c’è. Ma siamo vicini.
Un format costruito come fossimo a La7, e non nella Olivetti di Ivrea, ma un problema ancora irrisolto: la Srl milanese che controlla il Movimento si allarga alla società , la società è tentata (sono i probabili vincitori), ma anche preoccupata, non si fida fino in fondo.
E così alla fine il procuratore di Milano non viene. L’astronauta Paolo Nespoli non viene. Altri magistrati hanno rifiutato l’invito.
Casaleggio senior amava fare, in azienda, un giochino, lo chiamava la «mappa del potere italiano», consigli di amministrazione, poteri, pezzi di Stato.
Ecco: qui c’è per ora una tentata, mappa del potere M5S.
Gianluigi Nuzzi, uno dei due speaker ufficiali di questa giornata per ricordare Gianroberto Casaleggio (l’altro è Franco Bechis), dice la verità , forse stizzito: «Abbiamo invitato tanti magistrati: qualcuno ha detto sì, qualcuno ha detto no, qualcuno ha detto prima sì e poi no».
E sulla defezione dell’astronauta Nespoli: «Non vorrei che qualcuno gli avesse detto che se fosse salito su questo palco, poi non sarebbe più salito su una navicella».
Non è chiaro a chi si riferisse, ma esprime frustrazione: per ora l’operazione di entrare in mondi nuovi riesce solo a metà .
Viene Sebastiano Ardita, un fuoriclasse della magistratura. Alla fine, grande il contributo di Enrico Mentana («non sono diventato casaleggiano», ripete, e fa un discorso contro gli alternative facts dei social network, un po’ come parlare di corda in casa dell’impiccato,) e Marco Travaglio a tener su la cosa, con ritmo più televisivo, evita l’afflosciamento.
La platea non è semplicemente grillina. Ci sono tanti pensionati, per esempio Luciano Mion, 70 anni, ex della Olivetti: «Sono venuto qui perchè conobbi Gianroberto, qui lo chiamavamo l’ombroso».
Oppure queste due ragazze, studentesse di ingegneria, Greta di Novara e Lucrezia Tascini di Milano, che domandano: «Ma è possibile non ci sia una donna una sul palco?».
Niente musica, a parte quella iniziale, un po’ alla Goblin di Profondo rosso. Le uniche evocazioni sono le frasi di Casaleggio messe su delle pile di fogli, casomai qualcuno proprio volesse strapparle e portarsele a casa.
Ci sono due movimenti, qui.
La Casaleggio, che parla e sceglie chi deve parlare, e il Movimento dei parlamentari, che devono ascoltare.
Non resta loro ormai che rivolgersi ai giornalisti. Roberto Fico dice a Sky che «la riunione del Bilderberg continuiamo a contestarla, ben venga che queste persone escano allo scoperto e le vediamo».
Alessandro Di Battista fa battute («Se parlate di Leopolda querelo»). Di Maio è in seconda fila: la sua investitura non pare così scontata, oggi.
Chiara Appendino nel frattempo è salutata affettuosamente da Davide Casaleggio. Ripete: «Faccio il sindaco di Torino, e farò questo i prossimi anni». Vedremo.
C’è il capo di Google in Italia, Fabio Vaccarono, evoca le «enormi possibilità di accesso all’informazione» (nessun riferimento però alla questione fake news e blog di Grillo). Nicola Bedin, il managing director del San Raffaele, un tempo considerato un istituto berlusconiano: sic transit gloria mundi. Oppure Paolo Magri, il direttore dell’Ispi.
Nicola Morra riflette, «la libertà si conquista, anche dentro il M5S, e io me la prendo», a chi gli chiede delle cose che non vanno.
Gli interventi filano via un po’ soporiferi, più speech aziendali che politici. Carlo Freccero, sempre franco: «Il Movimento dev’essere una cosa più stropicciata, meno leccata, ci vorrebbe anche gente critica, su quel palco, e loro dovrebbero accettarla». Alle sei di sera Aldo Giannuli, la mente più antiveggente di quelle legate a Gianroberto Casaleggio, sorride disincantato: «Ogni tanto li faccio arrabbiare. Ma mi accettano. E se accettano me vuol dire che non sono così antidemocratici».
Poi si allontana, immagine di un Movimento elegante e professorale, che probabilmente non c’è mai stato.
Jacopo Iacoboni
(da “La Stampa”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
AL CONVEGNO DI CASALEGGIO A PARLARE DI LAVORO IL TEORICO DELL’OZIO
Nel film Manhattan c’è una scena in cui Woody Allen irrompe nella classe di un suo amico professore e quello gli chiede: “Tu qui? Ma come hai superato i bidelli?“. E Woody: “Sul piano culturale, che domande“.
La stessa battuta viene in mente a leggere la rubrica di Aldo Grasso, oggi dedicata nientemeno che a Domenico De Masi, quello del “lavorare gratis, lavorare tutti (e smettere di sniffare trielina)“, di recente — e giustamente — assurto a ideologo del M5S dopo i rifiuti di Jimmy Il fenomeno e Gianluigi Bombatomica.
E così, fantaniamente, rieccolo, il De Masi, a colpire ancora e ancora:
Ieri, per esempio, era ospite d’onore a Ivrea per spiegare il futuro del lavoro alla Casaleggio Ass. e a Beppe Grillo. Il M5S gli aveva commissionato una ricerca: «Lavoro 2025». Lavoro, sempre lavoro. Strano destino per uno studioso che da anni teorizza l’ozio. Ozio creativo, s’intende, qualcosa di molto diverso dalla pigrizia o dalla nullafacenza, ma pur sempre ozio: meno ore di fatica, libero e piacevole uso delle proprie forze, soprattutto spirituali, all’infuori da ogni bisogno o scopo pratico (è l’otium dei Latini). L’inazione nasce dagli dei.
Nel romanzo «La lentezza», Milan Kundera scrive una cosa importante: «Nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività , che è tutt’altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca».
L’intuizione di Casaleggio padre è stata proprio quella di mettere in connessione sulla Rete persone «inattive e frustrate», dando loro il movimento che gli mancava, il M5S. Adesso però finiscono per essere troppo attivi.
Lavorando sodo, De Masi potrebbe spiegare loro (e a noi) che «l’attività del cretino è molto più dannosa dell’ozio dell’intelligente» (Mino Maccari).
Ora, se questo è il maestro voi vi stupite se l’allievo Luigi Di Maio sostiene che basti dare quattro spicci a gente in guerra civile per comprarsela e far fare loro la pace?
(da “NextQuotidiano“)
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