Aprile 28th, 2017 Riccardo Fucile
LA PRESENTAZIONE DELLA LISTA… ORA SONO TRE LE LISTE DI ORIGINE GRILLINA A GENOVA… GRILLO HA RAGGIUNTO IL SUO SCOPO: PERDERE E FAVORIRE IL CANDIDATO DELLE MULTINAZIONALI BUCCI (OVVIAMENTE LEGHISTA)
“Non c’erano più le condizioni per correre dentro il Movimento, allora siamo usciti tutti e facciamo una lista indipendente: la lotta continua”: Marika Cassimatis, ex candidata sindaco del M5s, spiega così la decisione di presentarsi alle elezioni per la carica di sindaco di Genova con la lista ‘Marika Cassimatis sindaco.
Lista Cassimatis Genova’.
Il simbolo è un’araba fenice: “Perchè risorge dalle sue ceneri – dice Cassimatis – così come noi ricominciamo dopo una dura battaglia: siamo una lista civica e vogliamo dare voce ai cittadini, ritorniamo alle origini, a quello per cui era nato il Movimento Cinque Stelle dopo la deriva antidemocratica in cui è sprofondato”.
“La lotta continua con coraggio e determinazione – ha annunciato Cassimatis, in conferenza stampa, presentando il simbolo e i trentatrè candidati della sua lista – Vogliamo uscire dai tribunali perchè abbiamo già fatto abbastanza: ogni azione legale terminerà in questo momento, basta con i Tribunali abbiamo chiuso”.
“Molti candidati della nostra lista nel Movimento Cinque Stelle, con cui avevamo vinto le comunarie del 14 marzo, erano già usciti dal Movimento, per effetto dall’azione di Grillo sul blog – indica la professoressa di Geografia – per questo la nostra lista non avrebbe più soddisfatto i criteri di ammissibilità alle elezioni, secondo quanto richiesto dal Metodo Genova. E non avremmo potuto correre con il simbolo. Poi volevamo chiudere tutte le vincende in Tribunale”.
E Cassimatis nega fermamente che con Beppe Grillo siano intercorsi contatti “Non ci siamo sentiti nè ci sentiremo più” e accordi: “Chi lo dice o lo scrive sarà querelato”, detta.
Trasversale e molto rinnovata, rispetto alla sua lista interna al Movimento, la compagine elettorale di Cassimatis è trasversale per età e professioni, dal medico all’insegnante, dall’operatrice di protezione civile al pensionato. Dai prossimi giorni tutti i candidati saranno nelle piazze della città per raccogliere le 500 firme necessarie: “L’ordinanza ci ha dato ragione e quindi siamo contenti di quello – ribadisce Cassimatis – Abbiamo avuto il 90% di quello che volevamo, far vedere a livello nazionale che c’è un verticismo nel Movimento. Abbiamo avuto coraggio, non abbiamo avuto paura di andare contro un potere forte come quello di Casaleggio e questo sarà il nostro biglietto da visita per le elezioni”.
(da agenzie)
argomento: Genova | Commenta »
Aprile 28th, 2017 Riccardo Fucile
“LA VERA BATTAGLIA PER LA DEMOCRAZIA NEL M5S SI GIOCHERA’ A ROMA DOVE A MAGGIO SI DISCUTERA’ DELLO STATUTO E DEL REGOLAMENTO: SE RIUSCIAMO AD ANNULLARLO CROLLA TUTTO”
L’avvocato Lorenzo Borrè ha assistito Marika Cassimatis al tribunale civile ottenendo l’annullamento
del voto che sul blog incoronava Pirondini dopo aver eliminato la professoressa di geografia.
Oggi la candidata ha annunciato che non proseguirà la battaglia legale con il MoVimento 5 Stelle per candidarsi con una lista civica.
In questa intervista rilasciata a neXtQuotidiano Borrè spiega a cosa è servita la vicenda e perchè può costituire un ottimo precedente per il giudizio di Roma, dove si discuterà della validità dello statuto e del regolamento di Beppe Grillo.
Avvocato, cosa abbiamo imparato dalla vicenda giudiziaria di Marika Cassimatis contro Beppe Grillo e dalla resa della candidata che aveva vinto le comunarie sul blog?
Innanzitutto non si tratta di una resa. La Cassimatis e gli altri ricorrenti escono a testa alta perchè l’ordinanza ha riconosciuto le loro ragioni e la funzione sovrana degli iscritti al M5S, gli unici titolati a scegliere i candidati grillini. In sintesi possiamo dire che dopo il caso Cassimatis il “fidatevi di me” di Beppe non è sufficiente ad escludere un candidato scelto dalla rete degli iscritti.
Eppure voi oggi non vi siete presentati all’udienza che doveva discutere il ricorso di alcuni della lista Pirondini, che vogliono annullare il voto che aveva incoronato Cassimatis perchè non c’è stato il preavviso di 24 ore prescritto dal regolamento. Un argomento che voi stessi avevate sollevato e che, curiosamente, non vale per Padova, Piacenza, Verona e Palermo dove si è votato senza preavviso ma il voto non è stato annullato.
Questo è vero, ma si tratta di considerazioni politiche. Io di mestiere faccio l’avvocato e mi piace invece sottolineare che i tribunali di Roma, Napoli e oggi Genova hanno confermato che ci sono dei principi a cui tutti devono sottostare. Si può dire che oggi sono stati i tribunali i “garanti di seconda istanza” dei principi della democrazia diretta che ispirano il M5S. Continuare la battaglia per la Cassimatis avrebbe significato ingaggiare una guerra giudiziaria senza possibilità di portare a casa la candidatura basata sulla votazione del 14 marzo, visto che nel frattempo le condizioni che soddisfacevano il Metodo Genova sono venute meno. La Cassimatis e gli altri ricorrenti escono a testa alta dall’agone grazie all’ordinanza cautelare del Tribunale di Genova del 10 aprile, che ha riconosciuto in pieno le loro ragioni.
E comunque c’è sempre un giudizio pendente a Roma, no?
A Roma alla fine di maggio si svolgerà la prima udienza della citazione di cinque iscritti al M5S contro lo statuto e il regolamento approvato l’ottobre scorso. Ho segnalato al tribunale 12 motivi di contestazione sui quali i giudici saranno chiamati ad esprimersi. La battaglia per la sovranità dell’assemblea -e con assemblea intendo la presenza fisica di persone che dibattono e si confrontono dialetticamente sugli argomenti da decidere- non si ferma di certo. In caso di accoglimento totale dell’istanza entrambi i documenti dovranno essere riscritti e approvati di nuovo, ma in modo politicamente partecipato. E un’altra conseguenza sarebbe quella di veder annullate le sanzioni disciplinari fin qui disposte dal MoVimento in forza di tale Regolamento. Non mi pare poco.
A proposito, ma come mai lei, avvocato Borrè, si trova sempre in mezzo alle cause dei 5 Stelle?
La mia è una battaglia per il rispetto delle regole associative e nient’altro. Parte dei simpatizzanti del 5 Stelle — stando ad alcuni commenti — forse non se ne rendono conto, ma io mi sto battendo per i diritti di tutti gli iscritti, dall’ultimo associato in ordine di tempo fino ai Portavoce. E per quei principi che mi hanno portato, per ben 4 anni, a far parte del Movimento.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Aprile 28th, 2017 Riccardo Fucile
I REVISORI DEI CONTI: CRITICITA’ EVIDENTI, DAL FARE CASSA CON MISURE STRAORDINARIE AL BUCO DI 5 MILIONI PER L’OPERAZIONE SULL’AREA EX-WESTINGHOUSE”, I CONTI NON TORNANO
La giunta guidata dalla sindaca di Torino Chiara Appendino si appresta a varare il suo primo bilancio. Lo scorso anno infatti i 5 Stelle hanno avuto la responsabilità solo su metà del bilancio comunale.
La strada verso l’approvazione della manovra finanziaria cittadina però si presenta in salita dopo il parere inviato dai revisori dei conti all’assessore al Bilancio Sergio Rolando. Ad una settimana dall’approvazione del bilancio i revisori hanno chiesto all’Amministrazione di effettuare alcune modifiche sostanziali.
Una decina di giorni fa i revisori avevano già fatto sapere al Comune che il bilancio era stato promosso “con riserva” facendo pervenire alcune osservazioni sull’utilizzo di entrate a carattere straordinario e quindi non ripetitive per pareggiare i conti.
In particolare è stata criticata la volontà di ricorrere alle entrate straordinarie derivanti dal via libera alla costruzione di 14 tra supermercati e ipermercati.
Un’operazione che porterà nelle casse comunale dieci milioni di euro ma che non è strutturale.
Il comitato indipendente di controllo ha anche consigliato alla giunta di “ridurre l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione e delle sanzioni da codice della strada a copertura delle spese correnti”.
Sotto accusa qui il piano di Appendino per combattere la malasosta e la già tanto criticata decisione di utilizzare gli oneri urbanistici per finanziare la spesa corrente, 113 milioni derivanti dalle multe e 42 milioni di oneri di urbanizzazione.
Il bilancio insomma non è da rifare, ma bisognerà verificare l’effettiva tenuta finanziaria delle disposizioni approvate dalla giunta.
La settimana prossima il documento finanziario approderà in Consiglio comunale ma nel frattempo i revisori hanno fatto pervenire altre osservazioni che questa volta riguardano l’esposizione debitoria del Comune.
Un altro problema è quello rappresentato dal debito fuori bilancio.
La questione è duplice e riguarda innanzitutto i 5 milioni di euro da restituire a Ream per l’operazione ex-Westinghouse.
Si tratta di denaro che il Comune di Torino aveva ricevuto come caparra dalla cassaforte delle fondazioni bancarie piemontesi che nel 2012 si era aggiudicata l’area poi ceduta alla società Amteco-Maiora.
L’area della ex-Westinghouse continua così a creare problemi all’Amministrazione del MoVimento. Quando nel 2013 l’Amministrazione Fassino aggiudicò l’area ad Amteco per 19,7 milioni di euro ne mise a bilancio solo 14,7 prevedendo di restituire la caparra a Ream.
La cifra però venne radiata perchè il Comune — anche su pressione dei comitati guidati dal M5S — non era certo di condurre in porto l’operazione. Nel 2016 però la giunta Appendino, ansiosa di fare cassa diede il via libera alla costruzione del centro commerciale iscrivendo a bilancio 19,7 milioni e i 5 di Ream che quindi per i revisori sono un “debito fuori bilancio”.
Altra spina nel fianco sono i 29 milioni di euro di rate dei mutui non rimborsate a InfraTo per la costruzione della metropolitana.
In questo caso la colpa non è ascrivibile unicamente ad Appendino. Torino dovrebbe pagare a InfraTo 21 milioni all’anno ma ha smesso di farlo nel 2014 versandone 8 nel 2015 e 7 nel 2016. La responsabilità di Chiara Appendino riguarda “metà ” dei soldi pagati nel 2016.
Nel bilancio preventivo della giunta Fassino erano stati iscritti a bilancio 19 milioni ma a fine anno Appendino (che si è insediata a giugno) ne versò solo 7.
Mentre le opposizioni contestano alla maggioranza pentastellata la volontà di ripianare il bilancio mettendo le mani in tasca dei torinesi (sia utilizzando gli oneri di urbanizzazione sia con le multe per la malasosta) l’assessore al bilancio Rolando deve trovare una soluzione.
I revisori dei conti infatti hanno bocciato la possibilità di utilizzare, per coprire la rata da 18,5 milioni da versare quest’anno a InfraTo, i 14,5 milioni frutto della vendita dell’ex-Ipab Carlo Alberto.
Quel denaro, frutto della vendita di un ex ospizio, secondo i revisori è vincolato per legge alla spesa socio-assistenziale e non può essere usato altrimenti. Rolando starebbe quindi pensando di accendere un mutuo. Il che vorrebbe dire contrarre nuovi debiti per pagare i debiti attuali.
Il capogruppo del PD Stefano Lo Russo dichiara che il mancato raggiungimento del pareggio di bilancio rappresenta “un fatto di gravità inaudita” dovuto ad un misto di “impreparazione e arroganza della Giunta e del M5S”.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Aprile 28th, 2017 Riccardo Fucile
“ALTRO CHE TAXI, IO HO VISTO LA DISPERAZIONE DI QUELLA GENTE, DI MAIO E’ INADEGUATO A GUIDARE IL PAESE”
“La cosa che mi fa rizzare la pelle è lo scarto tra l’uso della parola taxi e la disperazione che ho visto
sui volti dei migranti. Ricordo il naufragio del 2013 a Lampedusa: non c’erano abbastanza bare per i 366 corpi recuperati. Ricordo le facce dei sopravvissuti, i feretri bianchi dei bambini”.
Enrico Letta – da premier – lanciò la missione Mare Nostrum perchè non accadesse ancora.
“Anche quella fu definita un fattore attrattivo, e invece, da quando è stata chiusa, gli sbarchi sono triplicati e sono aumentati i morti in mare”.
Il suo ultimo libro, Contro venti e maree. Idee sull’Europa e sull’Italia, ha un intero capitolo dedicato all’immigrazione. E agli errori della politica, che ne fa tema di polemica elettorale invece di metterla al centro delle sue strategie.
Secondo il procuratore di Catania, alcune ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti con l’intento di destabilizzare l’economia italiana. Che ne pensa?
“Che la magistratura deve svolgere il suo compito, è importante che ci sia il massimo approfondimento davanti a ipotesi del genere, ma il commento geopolitico esula dall’inchiesta. La giustizia parli con i fatti, sono d’accordo con il ministro Orlando”.
Le navi delle Ong che si posizionano nelle acque internazionali davanti alla Libia non sono un “pull factor”, un fattore attrattivo, come le definisce Frontex?
“Questa gente parte in qualunque condizione. C’è una sottovalutazione del grado di disperazione che porta qualcuno a rischiare la vita, e troppo spesso morire, pur di arrivare in Europa. I dati Unhcr parlano di 15mila morti in mare nell’ultimo decennio. Altro che taxi!”
Si riferisce alle parole di Di Maio?
“Sconsiderate, come se stessimo parlando di persone che chiamano il 3570. È una terminologia riprovevole, che mostra l’inadeguatezza di chi si dice pronto a governare. Ma fa parte di una precisa strategia”.
Quale?
“I 5 stelle hanno deciso di solleticare le paure e l’istinto anti-immigrazione degli italiani distinguendosi da Salvini, ma ponendosi sullo stesso livello. Un gioco sporco. Mentre se la prendono con la gente che lucra sull’immigrazione, il messaggio subliminale è: ‘Con noi non ci sarà il buonismo della sinistra, faremo la faccia dura’. Dietro la parola taxi c’è il totale disprezzo di quel che avviene davvero”.
Una tragedia che l’Europa non sembra voler risolvere.
“Quella disperazione è figlia delle decisioni prese dai Paesi membri, non dall’Europa. Sono state le singole nazioni a non voler dare a Frontex gli strumenti e il mandato necessari ad affrontare la questione. Le Ong coprono un vuoto istituzionale, come spesso accade per il volontariato. Per questo non si può sparare nel mucchio, attaccando tutte sulla base di sospetti che riguardano qualcuno”.
Anche di Mare Nostrum si disse che attirava gli sbarchi. Non era così?
“La risposta è molto semplice. Sono stato attaccato anch’io. Mare nostrum è stata chiusa. Il giorno dopo è cessato l’afflusso dei migranti? No, si è raddoppiato, triplicato, c’è stato il naufragio del 18 aprile 2015 con oltre 700 morti. Si temeva di perdere voti con quella missione, ma, dopo, la situazione è peggiorata. Io non dico apriamo le porte, accogliamo tutti. Per gestire il fenomeno però bisogna farlo uscire dalla polemica elettorale contingente”
Il vicepresidente della Camera ha accusato di ipocrisia chi lo ha criticato. La sinistra è stata ipocrita, nei confronti dei migranti? Ha lasciato che a occuparsi delle paure di chi si sente invaso siano solo le forze xenofobe?
“Sì. Esiste un clamoroso difetto nella percezione del fenomeno da parte delle forze di sinistra. Col risultato che quest’onda ha finito per insistere sui territori della nostra Europa dov’era più facile che nascessero guerre tra poveri. I problemi non sono ai Parioli o nel sesto arrondissement di Parigi o a via Montenapoleone. La presenza dei migranti sta addosso alle classi disagiate”.
Cosa bisognerebbe fare?
“Frammentare il fenomeno. L’unica condizione per integrare è creare piccole comunità di immigrati ripartite in tutto il territorio. Solo così aumentano la conoscenza della lingua, l’accettazione dei costumi. La cattiva integrazione in Europa ha soffiato nelle vele delle forze di destra. In nome di questo disagio, Marine Le Pen prende voti di destra e di sinistra”.
Quel che potrebbe avvenire in Italia con Lega e M5S?
“Salvini usa toni ancora più inaccettabili di Di Maio per dire cose inapplicabili. La Grecia e l’Italia hanno decine di migliaia di chilometri di costa: anche a volerli chiudere tutti, come si fa?”.
Da dove bisogna cominciare per gestire meglio i flussi?
“Finchè non si ha la capacità di distinguere tra rifugiati e migranti economici, non si rispetta il diritto del rifugiato e non si risolve il problema degli altri. Se si guarda agli arrivi dei profughi in Europa, i più vengono da Iraq, Afghanistan, Siria: Paesi dove le responsabilità dell’Occidente sono evidenti. Questi argomenti non possono riguardare una singola campagna elettorale. Se non li affrontiamo seriamente, andiamo verso il disastro. I sindaci in prima linea saranno disperati e i partiti xenofobi avranno benzina nei loro motori”.
(da “La Repubblica”)
argomento: Letta Enrico | Commenta »
Aprile 28th, 2017 Riccardo Fucile
LO SCRITTORE OSPITE DI “AMICI”: LA STORIA DI KHALED OMAR, MORTO DURANTE I BOMBARDAMENTI IN SIRIA: AVEVA SALVATO UN NEONATO SEPOLTO DALLE MACERIE”
L’audio di un bombardamento in Siria dopo gli applausi, le risate e il tifo.
Sabato 29 aprile ad Amici, su Canale 5, Roberto Saviano porta il rumore della paura e della morte. Nello studio si crea un silenzio irreale. “È proprio questo” spiega “il momento in cui preferisco raccontare le mie storie, perchè quando si è tristi, si è chiusi; quando si è felici invece si è più aperti a sentire”.
Il suo intervento nel programma di Maria De Filippi parte da un frammento dal documentario premio Oscar Caschi bianchi, per parlare della guerra “a tre ore di volo da qui” che in sei anni ha causato oltre 450mila vittime, e dei migranti.
Nei giorni della feroce polemica sul ruolo delle Ong (con il vicepresidente del Senato Di Maio che ha definito “taxi del Mediterraneo” le navi impegnate nel salvataggio), Saviano mette al centro del racconto due storie esemplari, quella di Khaled Omar, 31 anni, volontario dei caschi bianchi che ha salvato centinaia di vite — ed è stato ucciso durante un bombardamento — e quella di Ileana Boneschi, 28 anni, l’ostetrica di Medici senza frontiere che fa nascere i bambini in situazioni estreme. Sotto le bombe, stremate dalla fame.
La vita vince su tutto. Bella, sorridente, Boneschi ospite nello studio del talent show, racconta che fino a qualche anno fa, quando guardava Amici dopo la scuola, voleva diventare anche lei una ballerina.
“Pensavo di entrare in Accademia. Poi ho capito che la mia vera passione era un’altra. Sono diventata un’ostetrica e ora lavoro in Paesi in guerra per aiutare le donne a diventare madri. Sono tornata dall’Iraq poche settimane fa. Ogni notte c’erano bombardamenti e a ogni esplosione mi chiedevo cosa pensassero le donne incinte sotto quelle bombe, tra una contrazione e l’altra, quando iniziava il travaglio. Se riuscivano a raggiungere il nostro ospedale, cercavamo di tenerle il più a lungo possibile fuori dal raggio dei mortai. Se invece non riuscivano ad arrivare, partorivano da sole, al freddo, senza niente per tagliare il cordone ombelicale se non pezzi di lamiera”.
“Il loro coraggio” continua Ileana “mi ha ricordato quello delle donne che in Sud Sudan, da anni, di notte, si nascondono nella palude per proteggersi dai soldati. Devono tenere i bimbi piccoli in braccio perchè l’acqua arriva alle spalle, con il rischio di essere attaccate da serpenti e coccodrilli. Sono donne esauste, malnutrite, ma fortissime. Nonostante le difficoltà che queste mamme sono costrette a vivere in guerra, dopo il parto la prima espressione che vedi suoi loro volti e sui volti di tutte le persone che sono lì, è sempre di gioia. Perchè è nato un bambino. È nuova vita e una speranza”.
“Qui a casa abbiamo bisogni, ma abbiamo molte più risorse per soddisfarli. Mentre lì ci sono solo bisogni” risponde con semplicità a chi le chiede cosa la spinga a partire. “Quando sento che con il nostro lavoro riusciamo a fare la differenza, è lì che arriva l’energia per aiutare le mamme e i bambini. In guerra ancora più che altrove, sono veri eroi”. Prima di entrare in scena era intimidita, poi appare, così minuta, forte di una forza vera.
Il pubblico, commosso, non smette di applaudire.
Era un eroe anche Khaled, casco bianco che riporta alla luce, tra le macerie, un neonato di dieci giorni rimasto intrappolato. Scava a mani nude.
“Dopo 16 ore, questo è quello che accade” dice Saviano e sul maxi schermo appare Khaled Omar con il bambino. E’ salvo, come se fosse nato la seconda volta. Tutto il pubblico ha le lacrime agli occhi. “C’è una domanda che spesso viene posta ai migranti quando vengono soccorsi dai naufragi in mare: ‘Ma lo sapevi che avresti rischiato la vita affrontando un viaggio del genere?'”, spiega lo scrittore “e la risposta è quasi sempre la stessa: ‘Tentando il viaggio sapevo di rischiare la vita, ma restando nel mio Paese ero sicuro di perderla’. C’è una frase che sentiamo ripetere quando si parla di immigrazione: ‘Aiutiamoli a casa loro’. È diventata una specie di scudo per chi vorrebbe impedire l’arrivo degli immigrati, come dire: ‘Non dico di non aiutarli, ma di aiutarli a casa loro’. È una frase che di per sè non sarebbe negativa, anzi. In fondo stiamo parlando di dare aiuto. Il problema è che nella stragrande maggioranza dei casi rimane una frase vuota, dietro a cui non c’è nulla. Ma aiutare significa collaborare, occuparsi del problema. Per capire cosa sta succedendo ‘a casa loro’, bisogna conoscere le storie”.
Le storie parlano, i ragazzi ascoltano. De Filippi li ringrazia per il rispetto che dimostrano. Saviano saluta: “Per questo è bello rivolgersi ai più giovani e continuo a venire qui”.
(da “La Repubblica”)
argomento: emergenza | Commenta »
Aprile 28th, 2017 Riccardo Fucile
NELLA TRAGEDIA CI FURONO 368 VITTIME: OGGI CORTEO IN LORO MEMORIA CON I RAGAZZI ARRIVATI DA TUTTA ITALIA
Dal centro del paese fino alla Porta della vita che guarda verso quell’Europa che a Lampedusa sembra
sempre più lontana.
I 25 superstiti del naufragio del 3 ottobre 2013 che sono tornati a Lampedusa nel terzo anniversario di quella tragedia che fece 368 vitfime e diede la spinta all’Operazione Mare nostrum, sfileranno tenendosi per mano seguiti da 300 ragazzi delle scuole italiane portati a Lampedusa dal ministero dell’Istruzione e da decine di studenti provenienti da tutta Europa che hanno trascorso il weekend nell’isola a scuola di accoglienza.
Oggi, infatti, per la prima volta dopo l’approvazione della legge fortemente voluta dal Comitato 3 ottobre, in Italia si celebra, con manifestazioni di diverso tipo, la giornata della memoria e dell’accoglienza.
Davanti alla Porta della vita, a prendere la parola a nome di tutti i migranti che quasi quotidianamente si avventurano nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere la Sicilia, don Mussie Zerai, il sacerdote eritreo che vive in Europa ed e’ punto di riferimento di chi arriva.
All’Europa, a nome di chi e’ ancora in Africa, i superstiti del naufragio chiedono l’apertura di corridoi umanitari, mentre al governo italiano chiedono di sbloccare le procedure che, a distanza, di tre anni, impediscono ancora di riportare nei paesi d’origine le salme riconosciute di alcune delle vittime sepolte a Lampedusa e in diversi cimiteri siciliani.
Alla fine della mattinata il lancio da bordo di una motovedetta della Capitaneria di porto di una corona di fiori nello specchio di mare dove avvenne il naufragio che conclude le celebrazioni della giornata alla quale è presente anche il presidente della Regione Crocetta.
(da agenzie)
argomento: Immigrazione | Commenta »
Aprile 28th, 2017 Riccardo Fucile
“SODDISFATTA DI AVER DIMOSTRATO LA FUNZIONE SOVRANA DEGLI ISCRITTI, ORA PENSO A GENOVA”
La decisione è presa: Marika Cassimatis corre da sola e ha presentato la sua “lista Cassimatis Genova”.
Ci sono 33 candidati al Consiglio comunale e l’insegnante è capolista oltre che candidata sindaco.
Il logo è un’araba fenice. «Abbiamo chiuso con il M5s, andiamo avanti con i cittadini», ha detto Cassimatis.
«Il contenzioso giudiziario per noi e i nostri assistiti finisce qui – commentano i legali Alessandro Gazzolo e Lorenzo Borrè – e lo riteniamo concluso con l’ordinanza del presidente Braccialini. La rinuncia alla candidatura sotto le insegne del M5s da parte di alcuni componenti della lista fa venire meno la possibilità di portare avanti l’iniziativa giudiziaria per vedersi riconosciuto il diritto di utilizzare il simbolo del Movimento. La Cassimatis e gli altri ricorrenti escono a testa alta dall’agone grazie all’ordinzanza cautelare che ha riconosciuto in pieno le loro ragioni e la funzione sovrana degli iscritti».
(da “il Secolo XIX”)
argomento: Grillo | Commenta »
Aprile 27th, 2017 Riccardo Fucile
MARINE INCHIODATA SOTTO IL 40% NEI SONDAGGI: “DIFENDO LA FRANCIA CHE SI ALZA PRESTO”… MA E’ NOTA LA SUA GIOVENTU’ DORATA TRA CASTELLI, DISCOTECHE E NOTTI BRAVE (E DI FATTO NON HA MAI LAVORATO)
Ne’ per Emmanuel Macron, nè per Marine Le Pen: la Chiesa francese decide di non scegliere e non
fornisce indicazioni su quale dei due candidati votare alle presidenziali. Contrariamente a quanto avvenuto nel 2002, la Conferenza episcopale di Francia ha deciso di non schierarsi a favore di nessuno dei due protagonisti al ballottaggio per l’Eliseo.
Non hanno scelto la stessa posizione le organizzazioni religiose tanto ebree che musulmane, che hanno invitato gli elettori a sostenere il candidato centrista e non quella del Front National.
“La Chiesa cattolica – ha detto il portavoce citato da Bfmtv – non invita a votare nè per l’uno nè per l’altro candidato, ma ricordando l’importanza della posta in gioco a questa elezione, auspica dare a ciascuno alcuni elementi per poter scegliere” e segue un elenco di questioni che vanno dalla famiglia, al rispetto dei legami di filiazione, alle preoccupazioni per i più poveri, anziani, handicappati o disoccupati, per citare infine anche l’accoglienza dei rifugiati. Nessuno dei due aspiranti alla presidenza della Repubblica condivide in toto le posizioni della Chiesa su questi argomenti: ad esempio sui migranti Le Pen ha posizioni diametralmente opposte, così come Macron le ha sulla procreazione assistita.
Secondo un sondaggio Ifop realizzato all’indomani del primo turno, gli elettori cattolici hanno votato nelle stesse proporzioni per Emmanuel Macron e Marine Le Pen (22% per ciascuno), molto più favorevoli a Franà§ois Fillon (28%). I musulmani e i protestanti hanno fatto scelte più nette: i primi hanno plebiscitato Jean-Luc Mèlenchon ed Emmanuel Macron, che hanno ottenuto rispettivamente il 37% e 24% dei loro voti (17% per Benoà®t Hamon, 10% per Franà§ois Fillon). I secondi hanno scelto Macron con il 30%, davanti a Fillon e Le Pen, pari al 20%.
I sondaggi.
Pronostici e previsioni proseguono senza sosta, per individuare il futuro capo della repubblica francese: secondo un sondaggio Ifop le probabilità del candidato indipendente di battere la sua rivale sono rimaste invariate:infatti, dovrebbe ricevere il 60,5% dei voti contro il 39,5% di Le Pen.
Secondo i risultati del sondaggio, il 90 per cento di coloro che hanno dichiarato di sostenere il candidato di En marche! è convinto della scelta, contro l’84 per cento dei sostenitori di Le Pen.
Secondo la rilevazione, andrà alle urne il 71 per cento degli intervistati, mentre il 29 per cento degli elettori francesi prevede di astenersi.
La campagna continua.
In vista dell’appuntamento del 7 maggio, sia Le Pen che Macron riempiono l’agenda di impegni per sfruttare il tempo utile per la campagna elettorale.
Stamani, la candida dell’estrema Destra è salita su un peschereccio a Grau-du-Roi, nel Mediterraneo francese, dicendo di volere difendere la ‘Francia che si alza presto’.
Teoria un po’ imbarazzante, visto che Marine è nota per la sua gioventù dorata trascorsa in discoteche e notti brave con risvegli non certo mattinieri nel suo castello di famiglia.
Dal canto suo Macron ha deciso di andare a Sarcelles, alla periferia di Parigi, dove si è presentato con proposte di sicurezza e reinserimento e ha compensato la fredda accoglienza che gli era stata riservata ieri dai lavoratori dello stabilimento Whirlpool ad Amiens, nel nord della Francia.
Macron ha giocato un po’ a calcio con alcuni bambini. “Non vado soltanto in posti facili. Vado in tutti i posti, con proposte. Dico la verità . Non dico: ‘Con me sarà formidabile'”, ha dichiarato ai giornalisti.
Negazionista il nuovo presidente del Front National.
Jean-Francois Jalkh è il nuovo presidente del Front National dopo l’autosospensione dalla carica di Marine Le Pen, diventata soltanto ‘candidata alle presidenziali’.
Jalkh ha un passato da negazionista che i media francesi hanno sottolineato, ripubblicando dichiarazioni rilasciate nel 2000 a una ricercatrice universitaria che mettono in dubbio la realtà delle camere a gas naziste.
Jalkh sostiene di non ricordarsi di queste dichiarazioni, ma la ricercatrice afferma di avere la registrazione del colloquio.
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »
Aprile 27th, 2017 Riccardo Fucile
IL TAR ANNULLA L’ORDINANZA SUL DIVIETO DI ATTIVITA’: “NON SI PUO’ TRATTARE COME UN’EMERGENZA, E’ UN’ATTIVITA’ LECITA CHE IL COMUNE DOVREBBE REGOLARE”
E’ sospesa l’ordinanza con la quale il sindaco di Roma, Virginia Raggi, il primo dicembre scorso ha disposto, nel centro storico della Capitale, il divieto dell’attività dei centurioni. Il tribunale amministrativo ha accolto le richieste di un gruppo di centurioni romani e dell’associazione centurioni e artisti di strada.
Il Tar, considerato che “le ordinanze contingibili ed urgenti rappresentano il rimedio approntato dall’ordinamento per far fronte a situazioni di emergenza impreviste” e ricordato che “deroghe alla normativa primaria, da parte delle autorità amministrative munite di potere di ordinanza, sono consentite solo se ‘temporalmente delimitate’ e, comunque, nei limiti della ‘concreta situazione di fatto che si tratta di fronteggiare’”, ha rilevato che nel caso specifico contestato “gli episodi richiamati nelle relazioni depositate in atti, non appaiono di entità tale da configurare una vera e propria ‘emergenza’, non altrimenti fronteggiabile e non giustificano, pertanto, il divieto indiscriminato e più volte reiterato, di svolgere un’attività lecita e comunque avente caratteristiche analoghe a quella dei cosiddetti ‘artisti di strada’, oggetto di specifica regolamentazione da parte di Roma Capitale”.
In più, considerando “che permane tuttora il dovere dell’amministrazione di adottare la disciplina organica anche dell’attività svolta dai cosiddetti centurioni, la quale richiede, quantomeno, il rilascio di un previo titolo autorizzativo”, il Tar ha rilevato che “dall’istruttoria disposta dal Collegio, è emerso come l’iter di approvazione di siffatta regolamentazione, non sia stato nemmeno avviato”.
L’udienza per la discussione nel merito è fissata al 6 dicembre.
(da agenzie)
argomento: Roma | Commenta »