LA NAVE USA SENZA CELLE FRIGORIFERE, ABBANDONATI IN MARE 12 CORPI DI MIGRANTI, ALTRA VERGOGNA DEL GOVERNO ITALIANO
Giugno 14th, 2018 Riccardo FucileLA SEA WATCH, CHIAMATA IN AIUTO, NON HA VOLUTO IMBARCARE I 40 SUPERSTITI PERCHE’ L’ITALIA NON HA GARANTITO L’ATTRACCO… ALTRA DENUNCIA IN VISTA PER I VOMITEVOLI RAZZISTI AL GOVERNO
Alla fine quei dodici poveri corpi li hanno lasciati andare alla deriva in quella enorme tomba che è
diventato il Mediterraneo centrale.
Non ci sono celle frigorifere sulla Trenton, la nave veloce militare della sesta flotta della Us Navy che martedi mattina si è ritrovata, per la prima volta, a soccorrere un gommone di migranti che si era rovesciato recuperando 40 superstiti e 12 corpi.
Da due giorni, ormai, dopo aver invano chiesto di poter trasbordare il suo carico sulla nave della Ong tedesca Sea Watch, la nave vaga in attesa di sapere dove poter sbarcare i vivi.
I morti, quelli, vista la complessità della situazione, hanno deciso di abbandonarli in acqua. “Non ci sono salme a bordo della Trenton – ci conferma l’ufficio delle pubbliche relazioni della Us Navy – l’equipaggio continua a prendersi cura delle 40 persone soccorse. Ci stiamo coordinando con i nostri partner internazionali per decidere la destinazione delle persone a bordo”.
Un orrore destinato a scatenare un nuovo caso visto che, ad impedire un rapido trasferimento dei superstiti e delle salme a terra, è l’impasse provocato dall’ostracismo annunciato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini alle navi delle Ong.
Martedi, subito dopo il soccorso, dopo aver chiamato le guardie costiere libica e italiana, la nave americana si rivolge alla Sea watch, comunica che è in corso il recupero dei 12 corpi e chiede la disponibilità al trasbordo. “Corpi non possiamo prenderne, non abbiamo le celle. E i superstiti li prendiamo solo se ci assegnano contestualmente un porto sicuro che non sia più lontano di 36 ore di navigazione”.
Dopo il caso Aquarius, il rischio è che poi, con i migranti a bordo, non venga concesso un porto in Italia e la nave, che non è grande, non può affrontare una lunga navigazione come quella cui è stata costretta la Aquarius.
La richiesta viene reiterata dagli americani alla sala operativa di Roma ma la risposta è che il soccorso non è stato coordinato da Roma e dunque non spetta a loro indicare il porto. In realtà il soccorso non è stato coordinato da nessuno.
La nave militare americana si è trovata sul luogo di un naufragio e -ovviamente – è intervenuta chiedendo poi successivamente aiuto per trasbordare il suo carico e poter continuare la sua missione.
Ma non è arrivata nessuna soluzione, Sea Watch e Trenton hanno passato la notte tra martedi e mercoledi appaiate e ieri la Ong ha ripreso, vuota, il pattugliamento della zona Sar mentre la nave americana, con i 40 superstiti a bordo, resta a vagare in mare. Da Sea Watch un appello alle autorità affinchè si provveda a far sbarcare i 40 superstiti a bordo della Trenton:” E’ inaccettabile che persone che sono state letteralmente raccolte dall’acqua, che hanno visto i loro amici annegare, siano bloccate in mare senza un porto pronto ad accoglierle. Questa è una condanna schiacciante della politica dell’Unione Europea”.
(da agenzie)
Parigi e Roma provano a voltare pagina, dopo lo scontro sulla nave Aquarius.