Marzo 19th, 2010 Riccardo Fucile
ARRIVANO LE REGALIE AL POPOLINO PER INCENTIVARE A VOTARE CENTRODESTRA: SCONTI PER L’ACQUISTO FINO A ESAURIMENTO FONDI, COME NEI CENTRI COMMERCIALI… LA COPERTURA DI 300 MILIONI DALLA SOLITA TEORICA VOCE DEL RECUPERO EVASIONE FISCALE..DA NON PERDERSI LA SPALLATA AI FALDONI DI CALDERONI IN TV
Al grido di battaglia “Più incentivi per tutti”, a una settimana dal voto, ecco che arriva la
(s)cartina segreta di Berlusconi: per risalire nei sondaggi e salvare il salvabile (anche dopo il flop significativo di ieri a Napoli), oggi il Consiglio dei ministri varerà un minidecreto in cinque articoli, destinato a sostenere alcuni settori in crisi.
Tranquilli che stasera Minzolini dedicherà al’argomento un servizio mega-galattico con luci psichedeliche e saprete (quasi) tutto.
In sintesi: sono previsti incentivi fino a 1.000 euro di sconto per l’acquisto di cucine da incasso (chi non l’ha non si “incassi” però), fino a 700 euro per i vecchi motocicli, fino a 1.000 euro per i motori nautici fuoribordo e rimorchi per le barche, fino a 130 euro per la lavastoviglie e fino a 80 euro per i forni elettrici e i piani di cottura.
Anche se non avete più una gran possibilità di cucinare cibi per la crisi, almeno vi rifarete l’olfatto con la “percezione” che potreste in teoria cucinarvi qualcosa di buono.
Altri incentivi sono previsti per l’acquisto di gru per l’edilizia, per la rottamazione di trattori e macchine agricole e per le eco-case.
Occorrerà affrettarsi: il tutto fino a esaurimento della cifra stanziata.
Il governo prevede la costituzione di un fondo di 300 milioni per coprire questa operazione, di cui 200 si spera arrivino dal recupero dell’evasione fiscale, mentre 100 dai fondi di Scajola.
I tecnici di Tremonti non nascondono le difficoltà di recuperare i 200 milioni di evasione e confidano nel potenziamento dei meccanismi di riscossione, nella più rapida definizione del contenzioso tributario e nell’utilizzo dello strumento dell’accertamento con adesione.
Quanto ai 100 milioni di Scajola, verrebbero recuperati da un fondo che era riservato al settore navale e portuale: si toglie da un parte per dare all’altra, insomma. Continua »
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Marzo 18th, 2010 Riccardo Fucile
TRA LE CAUSE, SIA LA CRISI CHE IL RICORSO AI FINANZIAMENTI PER PAGARSI LA CASA O LE VACANZE…. BOOM DEL CREDITO AL CONSUMO, CRESCIUTO DEL 5,5%….LE SOFFERENZE DI CHI NON RIESCE A FAR FRONTE AI PROPRI IMPEGNI SONO ARRIVATE A 46,1 MILIARDI.. AUMENTA DEL 19% LA RICCHEZZA DEI PAPERONI, DETENTORI DI PATRIMONI SUPERIORI A 500.000 EURO
La fotografia è stata scattata dalla Banca d’Italia: il totale del debito delle famiglie italiane, a
fine gennaio scorso, sfiorava i 500 miliardi di euro, con un incremento del 6,4% rispetto ai dodici mesi precedenti.
Il Bollettino statistico evidenzia un incremento dei prestiti per l’acquisto della casa pari al 6,8%, a quota 282 miliardi, mentre il credito al consumo è cresciuto del 5,5% (57 miliardi di euro) e i prestiti per altri scopi sono aumentati di 10 miliardi, fino a raggiungere il tetto dei 160 miliardi.
In discesa invece i tassi di interesse: sui mutui casa, il tasso medio è passato dal 2,88% di dicembre 2009 al 2,75% di gennaio, mentre il Taeg (ovvero tutti i costi accessori di un finanziamento) è sceso sotto il 3%.
La forza della crisi ha fatto però aumentare il numero delle famiglie che non riescono a far fronte ai propri impegni: a gennaio le sofferenze delle famiglie italiane e delle società non finanziarie ammontavano a 46,1 miliardi contro i 45,4 di fine dicembre.
In pratica aumentano i debiti e le rate non pagate puntualmente, ma nello stesso tempo anche i super ricchi.
Secondo l’Osservatorio permanente dell’Università di Parma, la ricchezza dei Paperoni (ovvero di coloro che dispongono di patrimoni finanziari superiori a 500.000 euro) è aumentata del 19%, raggiungendo quota 882 miliardi. Secondo gli esperti, le cause dell’incremento della ricchezza finanziaria sono legate in parte ai successi delle attività (+ 7,3% in media), ma in maniera ancora più corposa ai risultati delo scudo fiscale che hanno rimesso in circolo 85 miliardi, di cui oltre il 60% proveniente dalla Svizzera. Continua »
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Marzo 14th, 2010 Riccardo Fucile
LE LIBERALIZZAZIONI NEL MIRINO DELLA CORTE DEI CONTI: ACQUA, ENERGIA, AUTOSTRADE, BANCHE….ALTI COSTI E SCARSA TRASPARENZA… GLI AUMENTI DELLE TARIFFE NON SONO RAPPORTATI AD UN AUMENTO DELL’EFFICIENZA DEL SERVIZIO
Acqua ed energia, autostrade e banche: dopo la privatizzazione, le ex aziende pubbliche hanno aumentato i profitti.
Ma si tratta di un effetto legato più agli aumenti delle tariffe che ad un recupero di efficienza.
E’ quanto risulta da un’analisi della Corte dei Conti che lancia un avvertimento sulla necessità di evitare in futuro di ricadere nell’errore di un modello sbagliato, ovvero costi altissimi per il contribuente e obiettivi incerti.
Nel rapporto “Obiettivi e risultati delle privatizzazioni di partecipazioni pubbliche”, la Corte dei Conti invita il governo a definire una “strategia aggiornata di medio termine”, superando “incertezze e contraddizioni”.
Se è vero che in Italia le privatizzazioni sono un processo di portata storica, per gli incassi siamo secondi solo al Giappone e rimangono ancora troppo alti i costi delle procedure, stimati in 2,2 miliardi di euro.
Quanto alle modalità scelte per dismettere le partecipazioni pubbliche, la Corte rileva “una serie di importanti criticità “: dagli alti costi a casi di “scarsa trasparenza”. Continua »
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Febbraio 28th, 2010 Riccardo Fucile
UNO STUDIO BANKITALIA CONTESTA LE COMMISSIONI APPLICATE: MOLTE BANCHE SI SONO RIFATTE, AUMENTANDO I COSTI DEL CONTO E GLI INTERESSI…ALLA FINE L’INTERVENTO DEL GOVERNO HA AUMENTATO IL PESO SUI CLIENTI: NEL 35% DEI CASI IL SI PAGA ADDIRITTURA PIU’ DI PRIMA
L’abolizione della commisione massimo scoperto “ha portato confusione, opacità sui costi dei conti correnti e, in un terzo dei casi, persino un aumento della spesa”.
Il duro giudizio arriva da uno studio della Banca d’Italia che ha esaminato 514 banche, rappresentative dell’82% dei conti offerti alla clientela.
Lo scopo era verificare l’applicazione della legge del gennaio 2009 che ha abolito il sovraprezzo per chi va in rosso sul conto corrente.
Il divieto è totale per i conti che non prevedono un fido bancario, mentre sono previsti dei limiti in caso di conti “affidati”.
Il governatore Draghi ha chiesto una semplificazione attraverso un nuovo intervento legislativo, proprio per eliminare troppe opacità .
Ci vuole “una proposta organica che porti a oneri espressi con chiarezza perchè tutti i clienti possano fare un confronto tra le diverse banche”, sostiene Bankitalia. Continua »
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Febbraio 27th, 2010 Riccardo Fucile
RICERCA NOMISMA: OLTRE UN TERZO DEL REDDITO PER PAGARE UNA LOCAZIONE…AUMENTANO DEL 5,2% GLI SFRATTI PER MOROSITA’…NEL 1991 L’AFFITTO INCIDEVA DEL 12,5% SUL REDDITO, NEL 2009 E’ ARRIVATO AL 27,8%….STRETTA SULL’EROGAZIONE DEI MUTUI PER LE GIOVANI COPPIE
Le famiglie italiane sono sempre più in difficoltà nel far fronte ad affitti sempre
più cari: è quanto emerge da una recente indagine di Nomisma in cui si sottolinea l’aumento del numero dei nuclei familiari che sono costretti a pagare più del 30% del proprio reddito per l’alloggio.
Ovvero quello che è ritenuto un limite oltre il quale il canone mette a rischio il bilancio familiare.
A Roma il 63,7% delle famiglie affittuarie dedica un terzo del reddito al canone, il 61,5% a Firenze, il 61,2% a Milano, il 51% a Bologna.
Gli sfratti per morosità sono passati dal 73,6% del totale delle richieste nel 2005, al 78,8% del 2008.
Si assiste poi a una stretta nell’erogazione dei mutui, soprattutto alle giovani coppie e agli immigrati che vorebbero acquistare un immobile.
Le banche stringono i cordoni della borsa, con una contrazione degli importi erogati, della loro durata media e con un allungamento dei tempi dell’istruttoria e delle richieste supplementari di garanzie che alla fine pregiudicano la possibilità di accesso per questa fascia di potenziale domanda. Continua »
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Febbraio 9th, 2010 Riccardo Fucile
SEICENTO ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO, MA CON SALARI D’INGRESSO RIDOTTI PER 4 ANNI…SE IL MOTIVO E’ IL DIVERSO COSTO DELLA VITA PERCHE’ RIDURLI AL SUD, MA NON AUMENTARLI AL NORD?… ALLA FINE GUADAGNA SOLO LA BANCA, CON AVALLO DI GOVERNO E SINDACATI
Corrado Passera esulta: l’amministratore delegato di IntesaSanPaolo, dopo lunghe trattative, ha firmato un patto su nuovi posti di lavoro, in particolare al Sud e in “zone disagiate”.
Ma con una retribuzione più bassa di quella prevista dal contratto nazionale: l’accordo prevede, a fronte di assunzioni a tempo indeterminato, riduzioni salariali per i primi quattro anni.
Soddisfazione dei vertici bancari che parlano del “ruolo del gruppo Intesa a sostegno del sistema Paese”.
Suonano i violini anche i sindacati (ad eccezione della Cgil) che parlano di accordo che dà certezze a chi chiede lavoro: “600 persone, tra giovani e cassaintegrati, cui si aggiungono 500 lavoratori a tempo determinato che saranno confermati per un altro periodo”.
Le quattro nuove sedi previste daranno lavoro a giovani disoccupati dell’Aquila, Potenza e Lecce e a lavoratori torinesi in cassa integrazione. Insomma le gabbie salariali su ci si era tanto discusso qualche mese fa e per le quali prevaleva un rifiuto da parte del mondo politico e sindacale, ora rientrano dalla finestra.
Se in nome della crisi si fa un passo indietro rispetto ai contratti nazionali, siamo di fronte a un precedente pericoloso in cui saltano i punti di riferimento dei lavoratori: oggi tocca ai bancari, domani potrebbe riguardare chiunque. Un conto è una trattativa locale di secondo livello, dove all’interno di un’azienda si concordi coi lavoratori una linea di incentivi o premi di produzione, altra cosa è dividere l’Italia tra nord ricco e sud povero. Continua »
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Febbraio 2nd, 2010 Riccardo Fucile
RAPPORTO EURISPES: A PARITA’ DI POTERE D’ACQUISTO, L’ITALIA AL 23° POSTO SU 30, CON UN SALARIO MEDIO DI 14.700 EURO…. SUPERIAMO SOLO I PAESI DELL’EST E IL PORTOGALLO: STIPENDI INFERIORI DEL 28% RISPETTO AI TEDESCHI, DEL 19% AI GRECI, DEL 14% AGLI SPAGNOLI… SIAMO SOTTO DEL 23% RISPETTO ALLA MEDIA EUROPEA
Tanto per chiarire un volta per tutte che la vera emergenza italiana è quella sociale e non certo quella giudiziaria, un buon punto di riferimento per valutare la situazione ci viene dal Rapporto 2010 dell’Eurispes : gli italiani hanno gli stipendi più bassi tra i Paesi industrializzati.
A parità di potere d’acquisto, nell’area Ocse, il nostro Paese occupa il 23° posto sui 30 paesi monitorati, con un salario medio netto annuo che ammonta a 21.374 dollari, pari a poco più di 14.700 euro.
Tra i paesi con il maggior salario medio netto annuo per un lavoratore senza carichi familiari si collocano tra i primi dieci: Corea del Sud (39.931 dollari), Regno Unito (38.147), Svizzera (36.063), Lussemburgo (36.035), Giappone (34.445), Novergia (33.413), Australia (31.762), Irlanda (31.337), Paesi Bassi (30.796) e Usa (30.774).
Il nostro Paese, con 21.374 dollari, occupa la 23° posizione, collocandosi dopo quegli altri Paesi europei con retribuzioni nette annue intorno ai 25.000 dollari, tra i quali Germania (29.570), Francia (26.010), Spagna (24.632) e superando solo Portogallo, Turchia, Messico, Polonia, Slovacchia, Rep. Ceca e Ungheria.
La distanza dell’Italia dal vertice della classifica è notevole, essendo la differenza dei salari piuttosto elevata: i dipendenti italiani percepiscono infatti uno stipendio annuale netto inferiore di 18.557 dollari rispetto ai coreani, di 16.773 rispetto agli inglesi, di 14.600 rispetto agli svizzeri. Continua »
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Gennaio 26th, 2010 Riccardo Fucile
IL MINISTERO DEL TURISMO HA STANZIATO 5 MILIONI DI EURO COME “BUONO VACANZA” E LO STA PUBBLICIZZANDO COME FOSSE CHISSA’ CHE AIUTO… IL CONTRIBUTO E’ LIMITATO A 600 ALBERGHI CONVENZIONATI, PER LA SOLA BASSA STAGIONE E VA DAI 50 AI 100 EURO A TESTA….BUONI DA 5 E 10 EURO PER LA VACANZA DI FANTOZZI
Premettiamo che la Michela Brambilla ci è pure simpatica, ma proprio per questo non ce la doveva fare: comprendiamo che Tremonti non le passi mai un euro per il suo ministero e che nei capitolati di corte, in caso di presentazione a qualche capo estero, tra i nostri ministri, lei sia quella relegata in ultima fila, in quanto nominata tardivamente, ma non doveva scimmiottare i suoi colleghi più quotati.
D’accordo che al governo vanno tutti avanti a forza di spottoni (l’ultimo è quello di Brunetta che voleva regalare 500 euro al mese ai bamboccioni purchè si togliessero dalle balle dei genitori, salvo far incazzare Tremonti che lo subito messo a tacere), ma dopo esserci sorbettati un pacco dietro l’altro (Max Giusti la sera a Rai1 in confronto ne manipola di meno), non meritavamo, dopo il pacco sicurezza, di subire pure il pacco vacanza.
Molti di voi avranno ammirato lo spot in tv del Ministero del turismo che invita gli italiani indigenti ad andare in vacanza con il contributo del governo: l’idea in sè non è male, ma se poi si passa alla pratica è una commedia.
Uno chissa cosa si aspetta: come minimo che vi sia una seria selezione degli indigenti e che a una parte di costoro si dia un contributo dai 500 ai 1.000 euro almeno, a seconda del numero dei figli a carico.
Altrimenti sa di presa in giro, come in effetti è.
Riepiloghiamo: dal 20 gennaio è scattata l’operazione “Buoni vacanza” promossa dal ministero, in collaborazione con le associazioni di categoria.
Le famiglie italiane che rispondono a determinati requisiti di reddito possono ottenere un contrbuto, sotto forma di buoni spesa, per una vacanza al mare, in montagna, ai laghi o in località termale.
Primo paletto: solo in bassa stagione.
La somma totale stanziata è di 5 milioni di euro, spendibile in 600 alberghi e 200 campeggi che hanno aderito all’iniziativa.
Secondo il ministero dovrebbe coprire il 20/45% della spesa, avendo esso stabilito, a sua discrezione, quale dovrebbe essere il tetto massimo della spesa. Continua »
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Gennaio 25th, 2010 Riccardo Fucile
SECONDO I CALCOLI DELLA RAGIONERIA DI STATO, I GIOVANI CHE HANNO INIZIATO A LAVORARE DIECI ANNI FA PERCEPIRANNO 400 EURO IN MENO DI PENSIONE, RISPETTO AI CANONI ATTUALI….SE NON SI PROCEDE A UNA RIFORMA SERIA, NEL 2015 SALTERANNO I CONTI INPS
Siete tra coloro che hanno iniziato a lavorare nel 2000? Preparatevi all’idea che quando
andrete in pensione percepirete un’assegno inferiore di 5.000 euro rispetto al vostro collega che è andato appena in pensione.
La decurtazione sarà di circa 400 euro al mese, non poco: anche se fra trent’anni gli stipendi saranno più alti degli attuali, contemporaneamente salirà anche l’inflazione, quindi cambierà poco.
Secondo i calcoli della Ragioneria dello Stato, infatti, una persona che lavora dal 2000 e che concluderà la sua carriera nel 2040, con ben 40 anni di contributi, di fatto porterà a casa una pensione pari al 64,7% dell’ultima busta paga.
Peggio sarà per chi avrà solo 30 anni di contributi: il suo assegno si ridurrà al 48% dell’ultima retribuzione.
Si va verso tempi, se non cambia qualcosa, in cui le giovani generazioni saranno condannare a lavorare fino in punto di morte.
Secondo molti esperti, senza una riforma seria, nel 2015 salteranno i conti. Anche se dall’ Inps sono ottimisti, vista la forte diminuzione delle pensioni di anzianità nel 2009 e i circa 7 miliardi di utili.
L’Inps in verità sta in piedi solo perchè dallo Stato centrale partono ogni anno decine di miliardi per garantire i diritti acquisiti dei pensionati.
Qualsiasi governo lungimirante avrebbe dovuto cominciare a pensare a un innalzamento dell’età pensionabile, ma si tratta di un provvedimento impopolare che fa perdere voti e nessuno se la sente di farlo.
Col risultato che fra 30 anni i giovani di adesso non camperanno più con la pensione minima e sarà un caos globale. Continua »
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