Luglio 21st, 2019 Riccardo Fucile
“NON FAREMO PIU’ PICCHETTI PER L’ASSEGNAZIONE DELLE CASE POPOLARI, E’ UNA GUERRA TRA POVERI: LA GENTE HA VOTATO SALVINI? CI METTA LUI LA FACCIA”… MEGLIO TARDI CHE MAI, NOI LO DICIAMO DA SEMPRE
Mentre è partito l’iter per sfrattare CasaPound dallo stabile in via Napoleone III l’organizzazione
annuncia che si opporrà a tutti gli sgomberi: «Noi siamo contrari a tutti gli sgomberi. Non c’è differenza tra l’occupazione di Casapound e quelle “rosse”, laddove ci siano cittadini italiani o immigrati regolari. Il problema non si risolve buttando in strada le famiglie, ma mettendo a punto un piano di edilizia residenziale pubblica e costruendo le case per chi ne ha bisogno».
Concetto da noi sempre espresso, non è mai troppo tardi per capirlo.
Scrive La Stampa:
Simone Di Stefano è l’ormai ex segretario di Casapound, l’organizzazione di estrema destra che un mese fa, incassato l’ennesimo risultato elettorale deludente alle Europee, ha deciso di abbandonare l’esperienza di partito per tornare alla dimensione «associativa e culturale».
Una svolta: «Non andremo neppure più fuori dai centri di accoglienza nè nelle periferie a fare i picchetti contro i nomadi, a fare la guerra fra poveri con il pugnale tra i denti per le case. La gente ha votato Salvini, ci pensi lui se ci sono ingiustizie a impedirle».
Nonostante la comune matrice sovranista, l’impulso impresso dal ministro dell’Interno Matteo Salvini non trova terreno fertile nel campo di Casapound: «Gli sgomberi sono operazioni a costo zero che hanno un ritorno elettorale — dice Di Stefano — ma legalità è una parola vuota se non c’è soluzione sociale. Una stagione di sgomberi potrebbe dare il via a una nuova stagione di occupazioni, anche se Salvini ha inasprito le pene per chi le promuove».
Ed ecco la strategia per fermare lo sgombero dello stabile:
«Quando arriveranno qui saranno cambiati sindaco, governo e presidente della Repubblica», dice Di Stefano.
Eppure la denuncia presentata dal Demanio potrebbe velocizzare le procedure. In caso di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, in particolare, come ha spiegato il prefetto Gerarda Pantalone, «la posizione di Casapound sarà valutata come tutti gli altri».
Il movimento non esclude un ricorso al Tar: «Occupanti abusivi sì, ma qui tutti hanno la residenza, pagano le tasse e sono anche pronti a saldare il conto dell’energia elettrica, circa 300mila euro: 100mila subito, il resto a rate. Acea ha detto no».
Aggiungiamo noi: date l’esempio, fuori dalla sede chi si può permettere di pagare un alloggio, (compresi i dirigenti del Movimento) e dentro altrettanti senzatetto senza guardare al colore della pelle.
Questa è destra sociale, prima gli ultimi e poi noi.
Il resto è opportunismo e demagogia.
(da agenzie)
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Luglio 21st, 2019 Riccardo Fucile
A GIUGNO DI MAIO AVEVA TENTATO DI RIPORTARE GRILLO IN PRIMA LINEA MA LA RISPOSTA DEL COMICO LO HA GELATO
Il Messaggero racconta oggi un gustosissimo retroscena che riguarda Beppe Grillo e Luigi Di Maio. Il racconto parte dal ruolo di Alessandro Di Battista, sempre più ostile all’attuale leadership grillina tanto da essere diventato un leader alternativo:
Pochi giorni fa sembrava a un passo dal prendersi il M5s. Ma qualche critica di troppo a Di Maio, il pressing per andare alle urne e le sciabolate contro i ministri M5s («burocrati chiusi nei ministeri») ne hanno ridotto le quotazioni. «Figura troppo divisiva, in molti ormai lo odiano», è stata la bocciatura dello stato maggiore grillino che guarda al prossimo futuro del M5s.
Ma è pur vero che Dibba raccoglie ancora i consensi di molti indipendenti che vedono in lui la figura più adatta per la riscossa alle urne. Dal presidente dell’Antimafia Nicola Morra all’ex del Direttorio Carla Ruocco, da Elio Lannutti a Roberta Lombardi alla governista critica Paola Taverna, Dibba sa ancora infiammare gli animi dei ribelli. Se Di Battista è finito in un cono d’ombra, è tutta colpa dell’amico Luigi.
E poi c’è la rivelazione di Grillo a Di Maio:
L’8 giugno, a pochi giorni della mazzata alle Europee, il capo politico ha incontrato infatti Beppe Grillo nella villa a Marina di Bibbona per chiedergli di tornare in campo con spettacoli e post, per risollevare le sorti del Movimento. Ma il Garante lo ha gelato: «Non mi rompete più le p., non se ne parla», ha risposto.
Fuori dal M5s, Beppe non ha però scaricato soltanto Di Maio, ma anche Dibba.
I cui destini restano in mano ai colonnelli di Casaleggio: Casalino, Bugani, Dettori, Buffagni. Pochi ma decisivi, i veri padroni del M5s. Che al momento pensano da pragmatici a conservare il potere il più a lungo possibile, ma guardano con diffidenza al restyling del M5s avviato da Di Maio che rischia di creare una miriade di centri decisionali e di frammentare in piccoli feudi correntizi il M5S.
In un quadro del genere, servirebbe un uomo capace di unire. Di inaugurare la pax augustea dopo la guerra tra bande. E Conte sarebbe il profilo ideale.
(da “NextQuotidiano“)
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Luglio 21st, 2019 Riccardo Fucile
PARMITANO AGGANCIA CON LA SOYUZ LE STAZIONE SPAZIALE: “FANTASTICO ESSERE QUI”
L’astronauta Luca Parmitano è a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. E’ entrato insieme
ai suoi compagni di equipaggio, l’americano Andrew Morgan e il russo Alexander Skvortsov, a circa due ore dall’aggancio della Soyuz.
Il primo a entrare nella Stazione Spaziale è stato il comandante della Soyuz Skvortsov, dell’agenzia spaziale russa Roscosmos; subito dopo è stata la volta di Morgan, della Nasa e quindi di AstroLuca. Abbracci e saluti con i colleghi che li aspettavano a bordo.
Immediatamente dopo i saluti dell’equipaggio, è stata la volta del collegamento con famiglia e amici, che avevano seguito le lunghe fasi dell’aggancio e dell’apertura del portello dal grande schermo del Centro di controllo di Mosca.
Per Luca Parmitano, come sempre sorridente anche se un po’ provato dal viaggio, i saluti della moglie Kathryn e delle figlie Sara e Maia, di 12 e 9 anni, gli auguri del direttore generale dell’Esa Jan Woerner e quelli dell’Agenzia Spaziale Italiana. “E’ fantastico essere qui”, ha detto a tutti AstroLuca.
Per i prossimi sei mesi e mezzo a bordo del laboratorio orbitante intorno alla Terra, Parmitano sarà impegnato in 200 esperimenti internazionali e 50 europei, di cui 6 dell’Agenzia spaziale italiana.
Si va dalle indagini sugli effetti della microgravità sul corpo umano, al controllo in remoto di rover per la futura esplorazione lunare e di Marte.
Quando Ovchinin tornerà sulla Terra, Luca diventerà il primo comandante italiano della Iss, il terzo tra gli astronauti europei, dopo Frank De Winne e Alexander Gerst.
(da agenzie)
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Luglio 21st, 2019 Riccardo Fucile
TRIONFA A SORPRESA IN SVEZIA CON LA MISURA DI 6,58 SALENDO SUL PODIO DELLA STESSA MANIFESTAZIONE CHE LA MAMMA AVEVA VINTO NEL 1987: “RISULTATO PAZZESCO”
Larissa Iapichino ha vinto l’oro nel salto in lungo agli Europei Under 20 di Boras. L’azzurra, che giovedì scorso ha festeggiato i 17 anni, ha trionfato con la misura di 6,58 precedendo la svedese Tilde Johansson (6,52) e la britannica Holly Mills (6,50).
Iapichino, che lo scorso 22 giugno ad Agropoli ha stabilito il primato italiano U20 con 6,64 (seconda prestazione mondiale dell’anno nella categoria), sale sul podio della stessa manifestazione che mamma Fiona May aveva vinto nel 1987 a Birmingham con la maglia della Gran Bretagna.
Tutta in crescita la gara dell’azzurra doppia figlia d’arte (papà l’ex astista Gianni) che inizia con 5,93 sotto la pioggia. Poi si apre il cielo e arrivano 6,37, 6,33, 6,51, 6,58 e il 6,53 finale. E’ il quarto oro azzurro a Boras, eguagliato il record storico di San Sebastian 1993.
Arrivata a Boras “soprattutto per fare esperienza” Larissa si gode un oro che definisce “pazzesco, da brividi”.
Eppure “mi sembrava una giornata no, al primo salto, col vento contro e la pioggia, ero impanicata e non riuscivo a saltare – ha detto al sito della Fidal -. Poi mi sono detta: è un europeo, cerca di fare il tuo meglio. Ora questa vittoria significa tantissimo, le mie avversarie sono quotatissime, è stato uno shock”.
Per la gioia di mamma Fiona: “C’erano tutti i miei compagni a darmi la carica, poi mio padre, mia madre e mia sorella. E’ stato veramente bello”.
Per l’Italia è il quarto oro, una spedizione record: “Abbiamo fatto degli Europei pazzeschi. Anzi, alcune gare non sono andate neanche bene. Il nostro segreto? Siamo italiani”.
“E’ una gioia indescrivibile, la stessa gioia che provai quando vinsi a Birmingham oltre trent’anni fa. Mi ha fatto commuovere e sono molto fiera di lei” le parole di Fiona May all’Adnkronos. “Sono stata malissimo, ho sofferto con lei. So benissimo cosa vuol dire essere in pedana. Stamattina era molto tesa, aveva paura per via della pioggia. ‘Eccoci, che sfiga’, ha pensato. Io le ho detto: ‘Larissa, hai saltato con la pioggia a inizio stagione, sei abituata. Stai tranquilla e non ti preoccupare. Devi saltare, una gara è una gara’. E’ uscita fuori una gara pazzesca. E’ stata molto coraggiosa e determinata”
(da agenzie)
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Luglio 21st, 2019 Riccardo Fucile
UN GESTO COMMOVENTE DI SOLIDARIETA’ PER L’ALLENATORE CHE LOTTA CONTRO LA LEUCEMIA… C’ERA ANCHE LA MOGLIE ARIANNA
Sono centinaia i tifosi in maglia rossoblຠche oggi hanno sfidato la sonnolenta domenica mattina.
Sinisa Mihajlovic unisce, la sfida contro la leucemia mieloide commuove.
A tal punto che gli appassionati si sono messi in viaggio per un vero e proprio pellegrinaggio, alla volta del Santuario della Madonna di San Luca.
Un’iniziativa nata quasi dal nulla, da un evento creato su Facebook da Damiamo Matteucci, maestro trentenne di scuola elementare.
“Non mi aspettavo una risposta così – ha detto -. È la testimonianza che il nostro messaggio è arrivato a tutta Bologna. Un messaggio di sostegno morale e spirituale a Sinisa, ma anche a tutti quelli che come lui soffrono per una malattia”.
Scalino per scalino, una preghiera dopo l’altra i tifosi sono saliti al Colle per la messa, in sostegno del mister venuto dalla Serbia, Sinisa Mihajlovic.
Il serpentone rossoblu è arrivato al colle alle 10, quando lo striscione ‘Sinisa c’è ‘ viene steso dal portico centrale del Santuario. “Bologna è una fede”, un cuore che batte per Sinisa.
Sul colle è arrivata anche la moglie di Mihajlovic, Arianna, che ha fatto il percorso assieme ai tifosi e poi si è fermata con loro per un breve discorso: “Grazie da parte mia, di Sinisa e della squadra per la solidarietà di tutti i bolognesi”. Poi è stata immersa dall’affetto e dall’abbraccio dei presenti.
Tanti i tifosi che hanno preso parte alla messa delle 11. Salutati subito come “mondo dello sport” da don Vittorio Fortini, all’inizio della funzione. È al momento della Preghiera dei fedeli però che gli organizzatori hanno rivolto il loro pensiero a Mihajlovic e a tutti i malati come lui.
“Per la guarigione di tutte le persone malate nello spirito e nel corpo, e in particolare per il mister Sinisa; fa, O Padre, che con fiducia, speranza e coraggio accettino la Tua Volontà che premia sempre, qui ora e in eterno. Noi ti preghiamo”.
“La Madonna di San Luca è per tutti” come ha detto don Massimo Vacchetti, vicario pastorale allo sport che ha guidato la processione. “La preghiera è un applauso silenzioso ma così forte da arrivare a chi è malato”, ha aggiunto citando direttamente le parole del vescovo, monsignor Matteo Zuppi.
(da “il Resto del Carlino”)
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Luglio 20th, 2019 Riccardo Fucile
NELLA CENA TRA SALVINI E SAVOINI C’ERA ANCHE LUCA PICASSO, DIRETTORE NON SOLO DI CONFINDUSTRIA RUSSIA MA ANCHE DI UN’AGENZIA DI MODELLE CHE LAVORA CON OLIGARCHI RUSSI
Come racconta il Corriere della Sera, nella famosa cena segreta, con tanti avventurieri a tavola, c’era pure Luca Picasso.
Da un sommario esame di quel che fa in Russia, può fare quel che fa se ha buone relazioni con una qualche fila della nomenclatura di Mosca. Che non regala niente, è. disponibile se tu sei disposto a dare loro una mano. Ebbene, mister Picasso tra le altre cose ha in mano quello che da sempre è oro per i Servizi, nel gioco eterno dei dossier.
Picasso, infatti, ha anche creato un’ agenzia di modelle, la Moscow Starz. Il sito ieri, vedi caso, era fuori uso ma ancora lunedì lo indicava come fondatore.
L’ account Instagram dell’agenzia è invece attivo (ultimo post 26 febbraio scorso). Tra le foto di modelle ce n’è una del 30 giugno 2018 con la copertina di un magazine dedicata a Picasso.
Ma chi è questo Luca Picasso, un po’ uomo d’affari, un po’ procacciatore di modelle?
Picasso è di Milano, ha 48 anni, è laureato in Economia nell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nel 2010 stava per essere eletto alla guida dei giovani di Assolombardia, ma la sua nomina viene ostacolata da tre probiviri per «l’evidenza di comportamenti personali e associativi ben lontani dal canone di rigorosa e sostanziale ineccepibilità richiesti dal codice etico», come riporta il Corriere della Sera.
Diventa vicepresidente di Tuvia Italia gruppo della Logistica. Nel 2012 ne fonda una filiale a Mosca. Nel 2014 fonda invece la Italian Companies for oil&gas (Icog).
Mentre per quanto riguarda la carriera in Confindustria Russia, sempre in quegli anni, diventa prima socio e poi direttore generale. Vive stabilmente a Mosca da almeno 5 anni anche se saltuariamente torna in Italia per promuovere degli incontri come quello nel 2017 il cui scopo era avvicinare le aziende italiane agli operatori russi nel settore dell’energia.
La parte più divertente però della carriera di Picasso è la sua agenzia per modelle: la Moscow Starz. Il sito è attualmente inaccessibile, mentre la pagina Instagram è ancora attiva. Il primo post risale ad ottobre 2017, l’ultimo allo scorso febbraio.
Il 30 giugno viene pubblicato un post: la copertina della rivista You are a model, in prima pagina l’intervista a Picasso che nella didascalia della foto viene indicato come «direttore generale dell’agenzia» . «Mi occupo di questo business perchè lo amo, lo trovo interessante, e può diventare redditizio quando si trova un certo numero di modelle disposte a trasferirsi all’estero», è riportato nel virgolettato.
(da Globalist)
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Luglio 20th, 2019 Riccardo Fucile
“NOI ESTRANEI A COMPORTAMENTI ILLECITI, MERANDA NON AVEVA ALCUN MANDATO DA PARTE NOSTRA”
Gira che ti rigira alla fine nessuno conosce nessuno. Nessuno sa, nessuno ha visto, Salvini non
sapeva di Savoini, i soggetti nominati nella registrazione erano tutti estranei.
Ora che il bubbone è scoppiato c’è la corsa a minimizzare o negare.
Ma su questo ci penserà la procura.
Ora arriva l’ennesima smentita. “”EIB non è coinvolta in alcun presunto comportamento illecito che possa derivare dalle azioni che il signor Meranda può aver compiuto e se le circostanze lo richiederanno in futuro adirà le vie legali”
E’ quanto si legge in un comunicato firmato da Alexander v. Ungern-Sternberg, Ceo e fondatore della banca d’affari londinese Euro-Ib citata nell’affaire Metropol
EIB ribadisce inoltre che “nessuna transazione è stata mai conclusa attraverso il signor Meranda in nessun settore”
Nella sua nota la “EIB conferma di avere sottoscritto un accordo con Gianluca Meranda in veste di consulente per l’Italia il 12 ottobre 2016”. L’intesa “fu firmata con validità di 9 mesi a meno che non si decidesse di estenderla di comune accordo in forma scritta, il che non è mai accaduto”.
Quindi, “l’accordo cessò il 12 luglio del 2017”, precisa il ceo.
La banca spiega che nel corso della consulenza l’accordo “assegnava a Meranda il potere di ‘agire nell’interesse’ di EIB (ma non ‘per conto’ della stessa) nelle trattative con potenziali venditori di prodotti petroliferi, sulla base di istruzioni scritte. Tali istruzioni non vennero conferite”
Nel corso dell’accordo concluso il 12 luglio 2017, prosegue EIB, “nessuna transazione d’affari è mai stata avviata con il sostegno del signor Meranda”.
Da “free lance Meranda ci propose back to back con Rosneft” ma non fu “mai concluso”. Inoltre, “nessun compenso è mai stato pagato dalla EIB al signor Meranda o al suo studio legale”, perchè “le sue attività erano su base non esclusiva” e prevedevano un compenso in base al buon fine di eventuali trattative.
“EIb non ha mai conosciuto, incontrato o parlato con Gianluca Savoini”, continua la nota, “EIB non ha mai contattato l’Eni, nè altri trader, nè ricevuto quotazioni a seguito della nostra richiesta di dettagli dal fornitore Rosneft e meno che mai da Gazprom”.
(da agenzie)
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Luglio 20th, 2019 Riccardo Fucile
COME LA LEGA VUOLE DISGREGARE L’UNITA’ NAZIONALE, FAVORENDO LE REGIONI PIU’ RICCHE
Ancora una volta, siamo di fronte all’assalto di avventurieri che si improvvisano statisti e tentano di modificare, in modo pericoloso, le basi del nostro stesso sistema di convivenza, ignorando che la bussola di ogni navigazione civile è la nostra Costituzione, quell’insieme di garanzie e finalità che i cittadini italiani hanno già affermato e poi hanno ripetutamente difeso, con successo.
E oggi siamo di fronte a una vera secessione mascherata da autonomia, che non può essere accettata, dato che creerebbe un’insanabile frattura del vincolo di solidarietà nazionale, imprimendo una forza centrifuga tale da portare a una irreparabile lacerazione della comunità statale, violando in maniera evidente e irreparabile il fondamentale principio stabilito all’articolo 3, comma 1, della Costituzione, quello dell’eguaglianza formale dei cittadini dinanzi alla legge.
Questo principio fondamentale vieta qualunque discriminazione da parte dello Stato, il quale non può creare differenze ingiustificate tra i cittadini italiani. Il successivo comma 2 precisa che ”è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.
Rispettivamente base di partenza e programma. Quelle fondamentali statuizioni sono poste proprio per scongiurare quello che si realizzerebbe se venisse davvero approvato il progetto di “autonomia differenziata”, ossia di secessione (s)mascherata.
Il progetto di autonomia differenziata non è il solo elemento disgregante della comunità . La Flat tax, infatti, ha lo stesso effetto, in quanto avvantaggia molto di più i benestanti e sposta tutto il peso fiscale sul lavoro dipendente.
È necessario riaffermare che se la tassazione non si articola su diverse aliquote si causa evidentemente la sostanziale lesione del principio cardine della progressività , affermato dall’articolo 53 comma 2 della Costituzione: “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività .”.
È quest’ultimo che impone una contribuzione giusta, secondo le possibilità del proprio reddito (comma 1 dello stesso articolo 53), garantendo le risorse per le esigenze vitali dello Stato, e quindi dei cittadini, quali, ad esempio, la Sanità e l’Istruzione, ma anche la Sicurezza e la Giustizia.
Non si tratta di questioni formali; i principi fondamentali affermati dalla Costituzione, infatti, (quali, tra gli altri, l’unitarietà dello Stato, la solidarietà , la progressività della tassazione), sono elementi essenziali del vivere civile e garantiscono la coesione sociale rispetto a quelle forze centrifughe che portano alla disgregazione, non lasciandosi inquadrare in una cornice comune, ma dando spazio a egoismi e privilegi inaccettabili.
Deve essere chiaro che, prima di consentire qualunque forma di differenziazione che favorisca coloro che già oggi ottengono di più dalle risorse pubbliche, in una situazione di privilegio di fatto, i diritti fondamentali – diritto alla salute, diritto all’istruzione, diritto alla sicurezza, personale e sociale e diritto alla giustizia – devono essere resi effettivi ed eguali dallo Stato e dalla Pubblica Amministrazione in ogni parte del Paese, cosa che oggi non è. Occorre quindi preventivamente incrementare i trasferimenti perequativi, adeguandoli alla finalità e commisurandoli ai parametri obiettivi.
I diritti fondamentali, inoltre, costituiscono l’elemento di resistenza di ciascuno e di tutti noi, al contempo, contro la prepotenza e l’arbitrio di chi detiene ora e domani il potere.
Tra i diritti fondamentali deve essere riaffermato quello relativo al diritto d’asilo, che è garantito dalla Costituzione.
Diritto d’asilo non è affatto il “dovere di accogliere tutti”, come alcuni insensati e altri mistificatori affermano, bensì è proprio l’accogliere in modo selettivo la singola persona che ne abbia diritto, per garantirgli il rispetto della dignità di uomo che non ottiene protezione nel Paese di origine. Esso significa anche, imporre a questa persona gli stessi obblighi e doveri che competono a ogni italiano.
Si è citato il diritto all’istruzione, che viene messo in discussione dal progetto di autonomia differenziata. Si deve sempre tener presente che l’istruzione è direttamente legata al livello di democrazia del Paese, poichè educa al pensiero critico e all’opportunità di alimentare il senso di appartenenza a una comunità , con la spontanea accettazione delle sue regole e dei diritti e dei doveri che ne discendono.
La bussola costituzionale è, dunque, necessaria garanzia del corretto orientamento della direzione assunta rispetto ai riferimenti cardinali, i valori assoluti. E allora, momento per momento, occorre controllare se qualche forza esterna non interferisca, provocando una deviazione non auspicabile al nostro cammino e in tal caso, come nel presente, occorre intervenire a correggere la direzione assunta, con scelte politiche e aggiustamenti coerenti.
In questo senso, la costituzione è un progetto a formazione progressiva di giustizia sociale e libertà dal bisogno, che trova attuazione attraverso lo strumento della democrazia rappresentativa.
Affermare, come fanno i partiti oggi al governo del Paese, che i valori e le ideologie non debbano più costituire la meta tendenziale verso cui far camminare la nostra società , significa rinunciare ai livelli di civiltà e di welfare raggiunti, muovendosi alla cieca, errando senza una visione complessiva, con un destino incerto e il concreto pericolo di perdersi.
Al contrario, la nostra Costituzione ci indica ancora oggi una direzione concreta nel tempo, fondandosi sulla lungimiranza dei padri e delle madri fondatrici della Repubblica parlamentare italiana.
Una Costituzione che non invecchia, perchè i valori fondamentali che la innervano sono universali ed essa deve essere sempre più attuata e non stravolta con iniziative evidentemente avventurose.
Gregorio De Falco
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Luglio 20th, 2019 Riccardo Fucile
LA RICERCA DI ALTO DATA ANALYTICS SU MILIONI DI INTERAZIONI E LE ANOMALIE PER ORIENTARE L’OPINIONE PUBBLICA
Di cosa discutono gli italiani sui social quando si parla di temi politici ed elettorali? Come si
aggregano e interagiscono intorno agli argomenti di dibattito? Ci sono attività anomale che possono influenzare l’opinione pubblica?
A queste domande ha provato a rispondere una ricerca della società Alto Data Analytics – specializzata nell’analisi di big data – condotta in due fasi nelle scorse settimane e focalizzata sulla comunità italiana di Twitter (per circa il 75% dei contenuti analizzati) e Facebook (25%).
Un sistema di algoritmi ha scandagliato le diverse interazioni, creando gruppi omogenei per affinità politica e tipo di argomenti trattati.
Studi analoghi sono stati effettuati in altri paesi europei, nell’ambito di un progetto di monitoraggio legato alle imminenti elezioni europee.
“Il dibattito socio politico italiano – spiegano i ricercatori di Alto Analytics – per come emerge nella sfera digitale è dominato dai riferimenti a Matteo Salvini”.
In particolare lo studio, partito da un campione di 742 mila utenti, con 313 mila conversazioni e7,4 milioni di risultati complessivi, ha evidenziato nella prima parte (gennaio) come gruppo più attivo quello che ruota intorno alla Lega (1,3 milioni di risultati), seguito dal Movimento 5 Stelle (1,03 milioni) e dal Partito Democratico, molto staccato con 263 mila risultati).
Una proporzione simile si nota nell’analisi delle parole chiave: il partito che ha ricevuto il maggior numero di menzioni esplicite è la Lega (45%), davanti al M5S (36%) e al Pd (9%).
Analizzando i temi, al primo posto ci sono le questioni di politica nazionale e internazionale di cui si parla sui media, con un livello di discussione che combina alta frequenza e profondità .
Al secondo posto, le questioni legate a immigrazione e ONG, poi il reddito di cittadinanza (tema caldo durante il periodo in cui è stata svolta l’analisi) fino al decreto sicurezza e al pubblico impiego, argomenti che però si caratterizzano per un livello di discussione meno approfondito. Quanto alla vicinanza tra le diverse comunità , la fotografia dice che ci sono rapporti più contigui tra il gruppo di riferimento dei 5 Stelle e la destra anti immigrazione.
Nella seconda parte della ricerca – condotta tra febbraio e marzo – il focus è stato ristretto sugli utenti con maggiore attività social, profili con un livello di interazioni (tweet, retweet, menzioni, like) superiori alla media.
In questo caso le comunità sono state “rimodellate” sulla base dei temi di dibattito più attuali: la coincidenza delle primarie del Pd ha fatto sì che il gruppo intorno al Partito democratico risultasse il più attivo, che nella mappa elaborata dagli algoritmi di Alto Analytics si sviluppa accanto alla comunità anti Salvini e pro immigrati.
Anche in questo caso però, il periodo di rilevamento ha influito sui contenuti delle discussioni, perchè la vittoria di Mahmood al Festival di Sanremo ha polarizzato il dibattito. Dalla parte opposta, vicini tra loro, ci sono i gruppi di discussione affini al Movimento 5 Stelle e quelli anti-immigrazione.
Ma è nell’analisi dell’attività anomala degli utenti “ad alta frequenza” (circa 7 mila, con almeno 10 commenti al giorno) che emergono alcuni dati degni di attenzione.
Ci sono stati 240 account che da soli hanno prodotto oltre 700 mila interazioni. con una media di almeno 42 post al giorno. Si tratta di una tendenza che gli esperti di Alto Data Analytics hanno già evidenziato in ricerche simili: lo 0,1 degli utenti produce circa il 10 per cento dei contenuti.
Di questi super-utenti, quasi la metà (42%) appartiene all’area di estrema destra e ha prodotto il 44% dei commenti.
Al secondo posto c’è il Pd con il 34% di utenti e il 31% di commenti, al terzo posto il M5S con il 22% di utenti e il 23% di commenti.
In generale, il dibattito risulta molto polarizzato, con una serie di siti specializzati nella diffusione di contenuti non verificati (le cosiddette fake news) che vengono “spinti” da gruppi di utenti molto attivi, nel tentativo di influenzare l’opinione pubblica.
La ricerca individua quali sono le fonti (i domini) più condivise. E se per siti nazionali ad alta diffusione come Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Ansa, Huffington Post, il Corriere, la presenza nelle posizioni alte della classifica è scontata, stupiscono invece le performance di siti come voxnews.info, imolaoggi, riscatto nazionale e il primato nazionale, tutti nelle posizioni alte della graduatoria.
Come già anticipato nei giorni scorsi da Repubblica, l’attività anomala di condivisione di contenuti da questi domini è legata alla propaganda anti immigrati, condotta spesso attraverso notizie false o gonfiate ad arte.
Si tratta di contenuti divulgati in massima parte da account riconducibili all’estrema destra e parzialmente al Movimento 5 Stelle.
Alcuni esempi? La falsa notizia che nel centro di Rocca di Papa – quello che aveva dato accoglienza ai migranti sbarcati dalle nave Diciotti – ci fossero 11 falsi minorenni; o quella – pubblicata e poi cancellata dal sito cronacapiù.it – che una coppia fosse stata picchiata da uno straniero a cui aveva dato ospitalità .
In ogni caso, sono comunque le notizie legate al fenomeno dei migranti nel Mediterraneo quelle che destano maggiore interesse, con picchi di interazioni per un articolo di Repubblica dedicato alla richiesta di processo per Salvini sul caso Diciotti e per un articolo di Libero sulle accuse di favoreggiamento dell’immigrazione illegale per il comandante della Sea Watch.
L’analisi non ha evidenziato l’uso di reti automatiche, i cosiddetti bot, per la diffusione di contenuti. Tuttavia sono stati rilevati alcuni “cluster”, tra le varie comunità , che fanno pensare all’esistenza di coordinamento tra gli account più attivi.
(da agenzie)
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