Destra di Popolo.net

ACCORDO SUL PROCESSO BREVE: IL “FINI” GIUSTIFICA I MEZZI

Novembre 11th, 2009 Riccardo Fucile

BLOCCATA LA PRESCRIZIONE, LA NORMA SUI PROGETTI TRIBUTARI, LA CANDIDATURA DI COSENTINO IN CAMPANIA… VIA PARLAMENTARE PER IL PROCESSO BREVE, MA IL PREMIER NON SI FIDA… POSSIBILE CHE LA POLITICA DEL CENTRODESTRA SI DEBBA RIDURRE A TROVARE UNA SOLUZIONE AI PROCESSI   A BERLUSCONI?

Un accordo al ribasso e ancora tutto da scrivere: dopo due ore animate di confronto tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, l’intesa è stata trovata solo sulla presentazione di un disegno di legge (con tempi parlamentari non brevi)   che sancisce il principio che un processo, a carico di un incensurato, possa durare al massimo sei anni, due per ogni fase di giudizio.
Nessuna prescrizione breve quindi che avrebbe bloccato subito il processo Mills e quello per i fondi neri Mediaset,   e neppure nessuna norma transitoria che consenta a Mediaset di chiudere la vertenza con l’Agenzia delle Entrate pagando solo il 5% dei 200 milioni di euro richiesti.
Si è raggiunta questa mediazione nel corso di un incontro burrascoso tra i due fondatori del Pdl, ma non è finita qua: ora il sospetto è che ciascuno possa tentare un blitz a scapito dell’altro.
Fini ha sostenuto “ho una faccia da difendere , non intendo giocarmela su amnistie mascherate come   questa (riferendosi alla prescrizione breve proposta da Ghedini). Il Quirinale una cosa come questa non la firma, minacce e ultimatum con me non funzionano”, mentre Berlusconi ha accusato Fini di “comportamento disdicevole” rimproverandolo: “solo la prescrizione breve mi garantisce di chiudere il caso Mills, se non mi appoggi lo interpreterò come un tradimento”.
Alla fine si arriva a una mediazione, ma il premier è contrariato, non era quella che avrebbe voluto.
Niente prescrizione breve, niente 5% sul contenzioso con l’Agenzia delle entrate, bocciato Cosentino in Campania.
Solo il processo breve che il premier vorrebbe vedere approvato entro Natale, ma i rischi ci sono.
Una volta approvato comunque farebbe decadere il processo sui diritti Tv, ma il processo Mills andrebbe avanti ancora per diversi mesi, con le conseguenze mediatiche relative.
Di qui la possibilità  di provare con un emendamento a forzare la situazione in Parlamento, ma i finiani sono con gli occhi ben aperti.
Ormai tra il presidente della Camera e il premier non c’è più nè fiducia nè rapporto di amicizia.
Vediamo che fine farebbero i due processi sulla base della nuova legge sul processo breve.
Quello sui diritti Mediaset, considerato che è iniziato il 21-11-2007 e si è interrotto per il lodo Alfano a ottobre 2008, sarebbe già  fuori tempo massimo, se si considera il   limite dei due anni per ogni fase processuale. Continua »

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CASO CUCCHI: GIOVANARDI SI VERGOGNI

Novembre 11th, 2009 Riccardo Fucile

“E’ MORTO PERCHE’ DROGATO E ANORESSICO” HA DETTO IL SOTTOSEGRETARIO, SUSCITANDO UNA FURIBONDA POLEMICA… ESISTONO DEGLI INDAGATI PER OMICIDIO PRETERINTENZIONALE E I SEGNI DELLE PERCOSSE SONO EVIDENTI: POTEVA MORIRE COSI’ ANCHE UN DETENUTO NORMALE….C’E’ ANCORA RISPETTO PER GLI ESSERI UMANI?

Che Stefano Cucchi sia morto per le conseguenze di un pestaggio avvenuto dopo il suo arresto il 15 ottobre è certamente da dimostrare, resta il fatto che l’attività  istruttoria   dei magistrati ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati per omicidio preterintenzionale sei persone, tra agenti di polizia penitenziaria e detenuti.
Vi sarebbe un testimone che avrebbe visto in carcere l’aggressione e che è stato ascoltato dai giudici, mentre si è in attesa dei risultati medico legali che dovrebbero fare chiarezza sulle cause del decesso di un giovane 31enne, entrato in carcere sano per spaccio di pochi grammi di droga e uscito morto dopo sette giorni, con il corpo denutrito, devastato da fratture e traumi.
In ogni caso vi sono delle precise responsabilità , alla luce del fatto che, nonostante esplicite richieste, a Cucchi sia stato impedito persino di vedere il proprio avvocato.
E che , nei vari passaggi, tra carcere, ospedale, arrivo in tribunale, vi sono state troppe omissioni, troppe persone hanno fatto finto di nulla.
E’ incredibile che uno si presenti in tribunale coi segni delle percosse ricevute e nessuno, in uno stato democratico, si ponga delle legittime domande e compia i relativi accertamenti.
Solo grazie alla denuncia ostinata della famiglia, poco alla volta sta emergendo una verità , seppur ancora nebulosa.
Come è assurdo che in un altro carcere italiano il direttore si pronunci per il pestaggio dei detenuti.
Qualcosa non funziona non solo nel sistema carcerario italiano, ma nella coscienza del nostro vivere civile: è questo il dato più preoccupante con cui dobbiamo fare i conti.
Ciascun individuo è un essere umano e merita rispetto, anzi tanto più è in una posizione di debolezza, maggiore deve essere la sensibilità  delle istituzioni e di chi le rappresenta.
Non ci interessa chi siano i colpevoli, è essenziale che il nostro Paese ristabilisca il principio del rispetto e del senso di responsabilità  verso ogni individuo, detenuti compresi.
Abbiamo dati sull’affollamento delle carceri da terzo mondo, per l’incuria con cui abbiamo affrontato il problema nel corso degli anni, capaci solo a promulgare amnistie, mai a migliorare le condizioni di vita disumane dei detenuti e quelle di lavoro delle guardie carcerarie. Continua »

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ALTRO CHE NARCOTEST: SULLA DROGA SOLO PROMESSE NON MANTENUTE

Novembre 10th, 2009 Riccardo Fucile

LA CASTA SFILA PER L’ANALISI DEL CAPELLO, UNO SPOT SULLA SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE DEL PARLAMENTO….IL GOVERNO SI ERA IMPEGNATO A MARZO A ISTITUIRE UN FONDO NAZIONALE PER LA LOTTA ALLA DROGA, MA NON E’ ARRIVATO UN EURO ALLE COMUNITA’ TERAPEUTICHE… I SERT SONO AL COLLASSO: 200.000 PERSONE LASCIATE ALLO SBANDO

La Casta ha dato avvio alla cerimonia inaugurale dello strappo del capello: trovata mediaticamente efficace per qualche onorevole che vuole dimostrare di non assumere sostanze stupefacenti, peccato che sia su base volontaria e quindi di efficacia pari allo zero.
Si stilerà  una top ten dei politici puliti che si è sottoposto all’esame della cresta per fugare il sospetto di un Parlamento “impolverato”, gli altri staranno alla larga e continueranno a sniffare.
La lotta alla droga a questo si è ridotta: a uno spot di sana e robusta costituzione del Parlamento, anzichè metadone distribuisce gocce balsamiche di onorabilità .
Cosa ha combinato fino ad oggi questo governo sul fronte della lotta alla droga? Praticamente nulla.
La nuova legge sulle tossicodipendenze ha posto un principio: drogarsi è un reato da sanzionare con pene, ma i principi non costano nulla.
Le strategie di prevenzione e recupero invece sì. E senza un euro non si va da nessuna parte.
A marzo, nella conferenza sulla droga di Trieste, il sottosegretario Giovanardi aveva fatto precise promesse.
Si era impegnato a costituire un Fondo nazionale per la lotta alla droga, ma non ha fatto seguito neanche un documento programmatico del governo, figuriamoci i fondi.
L’intervento tocca alle Regioni e Giovanardi aveva annunciato che avrebbe obbligato le regioni a utilizzare l’ 1,5% del Fondo Sanitario nazionale da indirizzare alla lotta agli stupefacenti. Continua »

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LA SANTANCHE’ PER CONQUISTARE IL VIDEO METTE A RISCHIO I NOSTRI MILITARI IN AFGHANISTAN

Novembre 10th, 2009 Riccardo Fucile

RABBIA E DISAPPUNTO TRA I MILITARI ITALIANI A KABUL DOPO LA PROVOCAZIONE IN TV SU MAOMETTO….”ORA RISCHIAMO DI FARCI AMMAZZARE DA QUALCHE FANATICO”….. LA POLITICA SPETTACOLO METTE A REPENTAGLIO LA VITA DEI NOSTRI SOLDATI

In politica è giusto che si possano e si debbano esprimere le proprie opinioni, possibilmente mantenendo uan coerenza di fondo e senza recare offesa al prossimo.
Il percorso politico di Daniela Santanchè l’ha portata in tre anni a stare in An, poi a uscirne, quindi a entrare ne “la Destra”, poi a dimettersi, quindi a creare un movimento suo, poi ad entrare nel Pdl.
La logica direbbe che tanto valeva stare nel partito di Fini, visto che poi è confluito nel Pdl, ma alla logica sfugge che ognuno di questi passaggi è stato accompagnato da fragorose dichiarazioni, spazi sui media, polemiche a non finire.
Fino a poco tempo fa Berlusconi era quello che “le donne le voleva solo orizzontali” e ora la Daniela si è inchinata al gran sultano, fino alle elezioni politiche il Pdl era un partito azienda e ora anche lei ostenta il pass.
Siamo tra i pochi ad aver sostenuto in tempi non sospetti che la Daniela era stata “prestata” dal premier a Storace e a fine prestito è infatti rientrata alla “casa madre”.
Soffrendo di protagonismo e godendo di supporti mediatici, uniti a una sua indubbia capacità  recitativa e comunicativa, la Daniela coglie ogni occasione per trasformare la sua presenza in Tv per un avvenimento, solo Sgarbi è pagato per ottenere un risultato superiore.
La sua ultima comparsata a “Domenica Cinque”, con dichiarazioni studiate e mirate, nel corso del dibattito sul crocefisso nelle scuole, per farne la Giovanna d’Arco del cristianesimo contro il “Maometto poligamo e pedofilo” sono solo una forma di esibizionismo di pessima qualità .
Non essendo più giovane per mostrare grazie che altre colleghe del Pdl possono ancora ostentare, la Daniela si vuole ritagliare uno spazio di “martire crociata”, unendo delle considerazioni condivisibili a provocazioni di basso livello, miscelando pericolosamente legittimi discorsi di tutela della donna araba a insulti contro l’Islam fuori da ogni binario razionale. Continua »

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SANATORIA BADANTI, TUTTI PRIGIONIERI DELLA BUROCRAZIA: CI VORRA’ UN ANNO PER SMALTIRE LE PRATICHE

Novembre 10th, 2009 Riccardo Fucile

SE IL DATORE DI LAVORO NEL FRATTEMPO LICENZIA, RISCHIA IL REATO DI FAVOREGGIAMENTO DELLA CLANDESTINITA’…LE BADANTI NON POTRANNO LASCIARE L’ITALIA…..CENTINAIA DI MIGLIAIA DI DOMANDE E POCHI IMPIEGATI A ESAMINARLE

La Prefettura di Genova   comincerà  a vagliare le pratiche all’inizio di dicembre, a seguito delle prime lettere di convocazione per datori di lavoro, colf e badanti in partenza in questi giorni.
Sono 4.063 le richieste di sanatoria presentate a Genova e provincia e che attendono ovviamente un riscontro.
Centinaia di migliaia lecolf e le badanti in tutta Italia che hanno fatto regolare domanda di essere messe in regola e a cui si sarebbe presunto che la macchina burocratica dello Stato sapesse dare una risposta efficiente.
Non è così: siamo di fronte a una situazione paradossale, considerato che la legge era stata varata proprio per risolvere in tempi brevi il problema di tanti stranieri inseriti a pieno titolo nel tessuto economico e sociale, ma privi di documenti.
Ma chi saranno ad occuparsi delle pratiche   e dei fascicoli della sanatoria?
Gli impiegati delle Prefettura di sempre.
Il caso di Genova è solo un esempio: uffici aperti dal lunedi al venerdi, dalle 9 alle 13.
Già  hanno stimato che, se va bene, riusciranno ad esaminare non più di 10 pratiche al giorno, 50 alla   settimana.
Essendo le domande 4.063, se tutto funzionasse, ci vorranno 81 settimane, ovvero un anno e sette mesi (ferie escluse) per smaltirle.
Sono stati forse assegnati rinforzi alle prefetture? No.
E meno male che la sanatoria è stata un mezzo flop: a Genova ci si aspettava 15.000 richieste di permesso, con questa organizzazione ci sarebbero voluti 6 anni di attesa.
Dal 30 novembre i richiedenti si presenteranno nelle Prefetture per firmare il “contratto di soggiorno”, un modulo che contiene i dati dei protagonisti e la qualifica del rapporto di lavoro.
Poi inizieranno ulteriori verifiche: Inps, Asl, condizioni igieniche dei luoghi di residenza, centro per l’impiego e altro passaggio in Questura. Continua »

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NIENTE TRIONFALISMI: I DATI OCSE SUL PIL A PARITA’ DI POTERE D’ACQUISTO CI DANNO AL 10° POSTO NON AL 6°

Novembre 9th, 2009 Riccardo Fucile

IL GOVERNO ESULTA PER AVER SUPERATO L’INGHILTERRA, IN REALTA’ E’ LA STERLINA AD AVER PERSO IL 25% SULL’EURO…NELLA CLASSIFICA VERA, CORRELATA AL POTERE D’ACQUISTO, SIAMO SOLO DECIMI E IN QUELLA PRO-CAPITE AL 27° POSTO

Pochi giorni fa l’Ocse ha pubblicato stime che vedono l’economia italiana in forte ripresa, con tasso di variazione positivi.
L’indicatore Ocse è di tipo qualitativo e non quantitativo, ovvero cerca di registrare con sei mesi di anticipo la direzione che prenderà  l’economia di un Paese. In questo casi ha ipotizzato una significativa espansione dell’attività  economica italiana.
Si tratta evidentemente di un miglioramento fisiologico, visti i bassi livelli attuali: basti pensare che la produzione industriale è crollata in un anno del 25% ed è naturale ritenere che, terminata la fase recessiva in tutto il mondo, anche da noi si verifichi una ripresa.
Una ripresa lenta, senza squilli di tromba, nella media europea, non certo a livelli superiori come qualcuno vorrebbe far credere: già  uscire dalla crisi con lo stesso passo degli altri sarebbe un bel miracolo, visto che veniamo da un decennio di crescita inferiore alla media.
Il presidente del Consiglio ha vantato il recente sorpasso delle dimensioni dell’economia italiana   sul quella inglese, in termini di Pil.
In realtà  di tratta di un sorpasso tra gamberi, dovuto alla forte svalutazione della sterlina che in due anni ha perso il 25% rispetto all’euro.
Se si volesse confrontare in modo serio la potenza economica italiana e inglese, dovremmo depurare il confronto dall’andamento dei tassi di cambio delle monete, ovvero calcolare il Pil “a parità  di potere d’acquisto”.
In tal caso rimarremmo dietro agli inglesi perchè nel 2008 l’Inghilterra era decisamente avanti e nel 2009 le due economie sono arretrate a tassi simili.   Il sorpasso insomma è solo una illusione ottica. Continua »

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FINI: “NEL PDL ARIA DI CASERMA”, BERLUSCONI VUOLE LA LEGGINA AD PERSONAM, BOSSI PARLA DI MORTI DALL’OBITORIO

Novembre 9th, 2009 Riccardo Fucile

LA MANO ARMATA DI FELTRI MINACCIA “CHI NON CI STA, FUORI DAL PDL”….O SI FIRMA L’ATTO NOTARILE CHE CONSENTE A BERLUSCONI DI EVITARE I PROCESSI O IL PDL   SI SFASCIA… FINI: “GLI AUTOGRAFI LI CHIEDANO A STING”… BOSSI RANTOLA: “CHI NON STA CON LA LEGA E’ MORTO”…C’E’ ARIA DI ELEZIONI

In attesa del vertice previsto per mercoledì, acque sempre più agitate nella maggioranza di centrodestra.
La leggina “ad personam” che serve al premier è pronta da tempo: via un quarto della prescrizione e si chiudono definitivamente i suoi processi, emendamento ala Finanziaria per sanare il caso tributario della Mondadori con una aliquota del 5% rispetto ai 200 milioni che la casa editrice deve al fisco.
Sotto la regia dell’avvocato di fiducia, Nicolò Ghedini, e il braccio armato della contraerea, Vittorio Feltri.
E’ infatti “il Giornale” che titola: “Chi non ci sta, fuori dal Pdl”: o Fini e Bossi firmano l’accordo di ferro sulla giustizia o di regionali non si tratta.
Si parla anche ormai di elezioni politiche anticipate.
Berlusconi vuole la firma su un “documento programmatico che avrà  la valenza di un atto notarile, un atto politico forte che blocchi i processi milanesi”.
Dentro c’è la soluzione della prescrizione breve che Giulia Buongiorno, per conto di Fini, ha già  stoppato: farebbe decadere centinaia di migliaia di processi per salvare i tre del premier.
Ma Fini non gioca in difesa e ieri ha contrattaccato: “il Pdl così com’è organizzato non mi piace, non mi piace soprattutto il clima da caserma, vorrei ci fosse più rispetto per le opinioni degli altri. Feltri spara nel campo amico e finisce per danneggiare il premier”.
Il Presidente della Camera, a proposito del documento da firmare, risponde caustico: “gli autografi li chiedano a Sting, io non firmo un bel nulla” e conclude “la prescrizione breve   danneggerebbe i cittadini che chiedono giustizia, certe candidature alle regionali sono inopportune. chi governa deve farlo nel rispetto degli altri organismi previsti dalla Costituzione, magistratura e Corte costituzionale compresa”.
Di fronte al rifiuto di Fini di avallare la prescrizione breve (invisa anche a Napolitano), resterebbe la seconda soluzione, più complessa, proposta da Ghedini: le proroghe della prescrizione sarebbero conteggiate solo per le udienze rinviate, senza calcolare il tempo che intercorre tra udienza e udienza, dovuta agli impegni del collegio giudicante. Continua »

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TAGLI ALLA SICUREZZA: LA STAGIONE DEI MARON GLACEE

Novembre 9th, 2009 Riccardo Fucile

IL GOVERNO HA TAGLIATO TRE MILIARDI AL COMPARTO SICUREZZA… RIDOTTE DEL 55% LE RISORSE PER LE INDENNITA’ DI SERVIZIO, DELL’85% PER GLI ARMAMENTI…..9.000 AGENTI IN MENO COL BLOCCO DEL TURN OVER…SOLO UN TERZO DELLE ORE DI STRAORDINARIO VENGONO PAGATE…LIQUIDATE ORA LE INDENNITA’ DEI PRIMI MESI DEL 2007

Mentre continua la sceneggiata uso gonzi, con Maroni che chiede più soldi per la sicurezza, dimenticandosi di aver avallato i precedenti tagli, e con Bossi che fa finta di richiamarlo all’ordine, emerge chiaramente che il governo non ha neanche i soldi per rinnovare il contratto delle forze dell’ordine.
Si aspettano i risultati delle entrate dello scudo fiscale, ma anche qua le previsioni minime di 5 miliardi pare siano smentite: ora si dice che la legge che premia i grossi evasori frutterà  una cifra tra i 3 e i 4 miliardi, non di più. Con una prospettiva di spese già  preventivate da imputare a quel capitolo di 7 miliardi.
Alla fine si distribuità  qualche briciola qua e là  e non cambierà  nulla.
Che il centrosinistra non abbia fatto nulla per le forze dell’ordine è un dato acquisito, ma non vediamo come essere una giustificazione per fare anche peggio da parte del centrodestra.
I dati reali dicono che il taglio della spesa corrente stabilita dalla manovra triennale di Tremonti ai danni del comparto sicurezza è di 3 miliardi in 3 anni. Un taglio su assunzioni, straordinari, indennità  e mezzi, a fronte di un impegno sempre più massiccio richiesto alle forze dell’ordine sul fronte interno e che ha avuto pesanti ricadute sul funzionamento dell’apparato. Questo significa non solo che non c’è un euro per il rinnovo del contratto scaduto da due anni e per il quale è stato proposto un aumento da elemosina domenicale, ma che è a rischio persino la gestione ordinaria.
I sindacati hanno fatto calcoli precisi: è stato cancellato il 55% dei fondi per la indennità  di servizio per l’ordine pubblico e addirittura l’85%   delle risorse del capitolo armamenti.
Per colpa dei tagli poi, solo un terzo dell’importo degli straordinari viene pagato regolarmente, un agente per gli altri due terzi lavora gratis o meglio si accumula un credito virtuale nel mondo dei sogni   o viene trasformato in giorno di riposo non richiesto.
Siamo al paradosso: a causa del blocco del turn over (previsti 9.000 agenti in meno entro il 2011), gli agenti sono sempre meno e il lavoro, invece che diminuire, aumenta, salvo farlo gratis.
Per non parlare del mancato rinnovo del parco veicoli: al Sud girano volanti con 250.000 km sul groppone.
Con questi mezzi si dovrebbero inseguire i criminali ultra-attrezzati della camorra?   Continua »

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LA DESTRA DI STORACE TORNA A CASA CON IL PIATTINO IN MANO

Novembre 8th, 2009 Riccardo Fucile

LA GRANDE FAMIGLIA PDL ACCOGLIE IL FIGLIOL PRODIGO CHE ERA STANCO DI DORMIRE NEI CARTONI…. ADESSO UNA MINESTRA RISCALDATA E UN TETTO NON GLI MANCHERANNO…CON LA SANTANCHE’ AVEVA CREATO UN DUO DI ILLUSIONISTI CHE HA INTRATTENUTO PER DUE ANNI UN PUBBLICO SEMPRE DISPOSTO A FARSI PRENDERE PER I FONDELLI

Quando un esponente politico parla di intese in base ai “programmi”, vuol dire che si trattano già  le poltrone: nulla di meglio che dare dignità  a un inciucio favoleggiando di tesi, mozioni e intese programmatiche.
E’ la prassi della politica italiana, prima, seconda o terza Repubblica ha poca rilevanza.
Abbiamo assistito negli anni a troppe scissioni e ricomposizioni, sceneggiate “anima e core”, tragedie, commedie e farse di tutti i generi, per non aver intuito da tempo dove sarebbe andata a parare “la Destra” di Storace, vedovo Santanchè.
Troppo legati alla partecipazione e gestione del potere, per essere capaci di starne a lungo lontani, troppo deboli le caratteristiche culturali e ideologiche per reggere nel tempo un ruolo di opposizione, troppo approssimata la classe dirigente per non essere esposta a perenni abbandoni, troppo di facciata una presunta denotazione di “destra sociale” smentita nei fatti da prese di posizione reazionarie e fuori dal tempo.
Alleanze sbagliate, incapacità  di rimettersi in gioco con radicamento dei valori ma rinnovamento delle tesi politiche, la Destra ha finito per essere una brutta copia di una Alleanza nazionale che a sua volta era una brutta copia del Msi. E come le copisterie insegnano, di fotocopia in fotocopia, l’identità  dell’originale va perduta.
Se almeno si sapesse sostituirlo con l’elaborazione di un testo nuovo, ci sarebbe qualche speranza di suscitare almeno un interesse per una nuova trama, ma se si alternano solo rancori, nostalgismi e corsa alla seggiolona (la poltrona per un po’ l’hanno occupata altri), non si crea nulla di nuovo, si gestisce solo il passato.
Fa tristezza solo che tanti militanti di destra in buona fede abbiano creduto che potesse nascere un punto di riferimento sociale nuovo, capace di condizionare la politica del Pdl.
Certo, occorre riconoscere le attenuanti generiche a Storace: mandato in avanscoperta da Berlusconi quando i rapporti con Fini erano interrotti, il premier aveva interesse a sostenere un nuovo interlocutore a destra, per ridimensionare An. Continua »

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