Destra di Popolo.net

ITALIANI SPACCATI SUI PROFUGHI: SI’ ALL’ACCOGLIENZA MA SE LAVORANO GRATIS

Giugno 27th, 2018 Riccardo Fucile

IL 46% DEGLI ITALIANI VUOLE RESPINGERLI, IL 49% VUOLE ACCOGLIERLI

La percezione di una accoglienza “gratis”, senza che sia necessario lavorare e anzi vivendo alle spalle dello Stato, è quel che fa stortare lo sguardo verso i migranti negli occhi degli italiani.
Otto cittadini su dieci (il 79 per cento per la precizione) chiedono di far lavorare gratuitamente in attività  di pubblica utilità  gli immigrati in cambio dell’accoglienza, anche se per un periodo limitato.
Perchè i toni pubblici di alcuni rappresentanti istituzionali siano accesi è poi facile da intuire, quando si tratta di misurarne il dividendo di consenso che possono restituire: il 71% degli italiani pensa che l’Italia sia in credito con l’Europa sulla questione migranti, mentre sull’atteggiamento da adottare nei confronti degli sbarchi la popolazione è spaccata.
Il 46% che ritiene che i barconi dovrebbero essere respinti impedendo loro di raggiungere le coste italiane, mentre gli altri non sono d’accordo.
Sono alcuni dei temi affrontati nell’indagine Ue.Coop/Ixe’ presentata all’assemblea elettiva nazionale dell’Unione Europea delle Cooperative “Un’altra cooperazione” per la tavola rotonda sul tema “Immigrazione e lavoro”.
Il fattore determinate nello scatenare l’ostilità  degli italiani nei confronti degli immigrati è proprio il fatto di essere assistiti senza lavorare che – sottolinea Ue.Coop –   infastidisce ben il 30% dei cittadini prima della paura per la delinquenza (29%), mentre non si riscontrano discriminazioni razziali con solo il 4% che dice di essere preoccupato perchè sono diversi e ben il 26% che non si ritiene per nulla disturbato dalla loro presenza.
Il lavoro è la leva principale dell’integrazione con molteplici attività  di pubblica utilità  ritenute necessarie per compensare l’aiuto ricevuto con il vitto e alloggio nell’accoglienza
Nell’ordine, a giudizio degli italiani, potrebbe essere utile impiegare il lavoro degli immigrati accolti nella cura del verde pubblico (57%), la pulizia delle strade (54%), l’agricoltura (36%), la tutela del patrimonio pubblico (30%), la cura degli anziani (23%), secondo l’indagine Ue.Coop/Ixe’.
Analogamente, due terzi dei cittadini vedono con favore l’ipotesi di tirocini gratuiti, predefiniti nel tempo, in aziende private nell’ottica di ‘imparare un mestiere’.
Più di 1 italiano su 2 sarebbe inoltre favorevole a coinvolgere gli immigrati nel recupero dei piccoli borghi abbandonati e per combattere lo spopolamento dei territori.
L’83% dei cittadini – precisa Ue.Coop – ritiene peraltro che gli immigrati, durante la loro permanenza in Italia, dovrebbero frequentare obbligatoriamente un corso di lingua italiana durante la fase di accoglienza.
Diffuso è invece il disappunto rispetto all’attuale forma di gestione dell’immigrazione con appena il 33% degli italiani che giudica positivamente l’operato delle cooperative di accoglienza e ben il 60% che ritieni opportuno distribuire i nuovi arrivati sul territorio nazionale in strutture di piccole o medie dimensioni, con un sistema di ospitalità  diffuso piuttosto che in grandi strutture concentrate (come vorrebbe il 32%) per l’identificazione, per le procedure di protezione internazionale, richiesta asilo o l’eventuale espulsione.
Questo disappunto sfocia nell’amplificare la dimensione del problema immigrazione in Italia e nel determinare l’atteggiamento rispetto alla strategia da adottare.
Soltanto due italiani su dieci sono favorevoli all’accoglienza tout court, un altro 20% è incline a rifiutare decisamente ulteriori presenze e una quota prevalente (il 56%) che – conclude Ue.Coop – opta per un indirizzo misto: accettazione di una quota prefissata e respingimento o redistribuzione in Europa degli altri.

(da “La Repubblica”)

argomento: Immigrazione | Commenta »

DE FALCO (M5S): “OCCORRE PER PRIMA COSA VERIFICARE IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI IN LIBIA”

Giugno 27th, 2018 Riccardo Fucile

“IN   SECONDO LUOGO LA LORO EFFETTIVA CAPACITA’ DI COORDINARE I SOCCORSI”

Prima di tutto “bisogna verificare la condizione dei diritti umani in Libia” poichè “abbiamo criticato Minniti perchè esternalizzava il problema”. E poi bisognerebbe comprendere la capacità  della Marina libica “di un effettivo coordinamento dei soccorsi”.
Il senatore del M5s Gregorio De Falco, noto per aver coordinato la prima fase di emergenza nel naufragio della Costa Concordia, interviene sul tema dei migranti dopo l’intervista all’Ansa del comandante della Guardia Costiera, Giovanni Pettorino ed esprime più di un dubbio su idee e soluzioni operative emerse in questi giorni.
“In questo periodo non vedo un esodo biblico di migranti, il flusso è rallentato negli ultimi tempi”, risponde De Falco facendo riferimento al crollo degli arrivi da inizio anno.
Per l’ex capitano di fregata e ora parlamentare pentastellato, va “verificata la capacità ” della Marina militare libica “di un effettivo coordinamento dei soccorsi“.
Poi aggiunge che dopo aver “criticato Minniti perchè esternalizzava il problema“, un chiaro riferimento all’accordo firmato dall’ex premier Paolo Gentiloni con il governo Sarraj nel febbraio 2017, “ora bisogna verificare la condizione dei diritti umani” Annunciando che chiederà  un incontro a Pettorino nei prossimi giorni, De Falco sottolinea come le convenzioni internazionali del mare “nascono in effetti per circostanze occasionali” di conseguenza “l’impianto operativo non è detto che sia di per sè superato, ma gli strumenti operativi forse sì”.
Nelle traversate del Mediterraneo, aveva infatti ricordato il comandante della Guardia costiera, “in questi anni sono morte migliaia di persone, partite con mezzi fatiscenti, non registrati, sovraffollati, senza dotazioni adeguate. Una situazione che, a quei tempi, gli estensori della Convenzione di Amburgo (era il 1979, ndr) non pensavano potesse accadere”.

(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: denuncia | Commenta »

LIFELINE: “ABBIAMO L’AUTORIZZAZIONE A ENTRARE IN ACQUE MALTESI”

Giugno 27th, 2018 Riccardo Fucile

LA GERMANIA FA ANCORA RESISTENZA A CONCEDERE L’APPRODO E RIPARTIRE I PROFUGHI

La Lifeline “ha ricevuto” il permesso per entrare in acque maltesi, e cercare riparo dalle cattive condizioni meteo. Lo riferisce l’Ong via Twitter.
Ancora all’alba, in attesa di un accordo sulla distribuzione dei migranti, dalla nave era partito un ultimo disperato appello alle autorità  maltesi.
“Fateci entrare in porto o fateci almeno riparare dal vento e dalle onde. C’è gente a   bordo che ha bisogno di cure intensive. In tre sono già  stati portati in ospedale”, la richiesta lanciata alle prime ore del mattino dal capitano Carl Peter Reisch.
“Molti a bordo stanno soffrendo di mal di mare”, scriveva su Twitter la ong. “Un giorno fa è arrivata la notizia che siamo autorizzati ad entrare a Malta, ma non abbiamo ancora ottenuto l’approvazione. Chiediamo ora se siamo autorizzati a proteggerci almeno dalle alte onde e dal forte vento al largo della costa maltese”.
A ritardare l’ingresso in porto a Malta della Lifeline, ormai al sesto giorno dal salvataggio dei 234 migranti, era il no della Germania all’accordo faticosamente raggiunto dai cinque Paesi europei disposti ad accogliere ognuno una quota dei migranti soccorsi.
Almeno per il fondatore della Ong tedesca, Alex Steier, che ha attribuito al ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer il braccio di ferro con gli altri Paesi.
Malta infatti aveva annunciato l’intenzione di aprire il porto solo una volta chiarito quali Paesi avrebbero ospitato i naufraghi.
Da qui il ritardo nel via libera del primo ministro maltese, Joseph Musquat, in assenza di certezze su numeri e tempi del ricollocamento.
A ieri, i primi a dire sì erano stati Italia, Malta, Francia, Spagna e Portogallo.

(da agenzie)

argomento: emergenza | Commenta »

LA GUARDIA COSTIERA LIBICA PRENDE DA 45.000 A 60.000 EURO A BARCONE LASCIATO PARTIRE: QUESTI SONO GLI AMICI DI SALVINI

Giugno 26th, 2018 Riccardo Fucile

LA LIBIA VUOLE MANO LIBERA E NESSUN TESTIMONE SCOMODO NEI CENTRI PER PROFUGHI… IL VICE PREMIER MAITEEQ E’ IL GARANTE DEI FINANZIAMENTI E DELLA IMPUNITA’ ALLE TRIBU’ CHE FANNO DA AGUZZINI… L’ITALIA FINANZIA UNA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

Niente testimoni scomodi. O mani completamente libere o non se ne fa niente. Formalmente, è una questione di sovranità  nazionale. Nella sostanza, in quei centri di accoglienza/identificazione, l’unico controllo deve essere libico.
Incrociando fonti diplomatiche a Roma e osservatori indipendenti a Tripoli, HuffPost può fornire una chiave d’interpretazione molto concreta alle parole del vice presidente libico Ahmed Maiteeq, pronunciate ieri nella conferenza stampa congiunta a Tripoli con il ministro dell’Interno e vice premier italiano, Matteo Salvini.
“Rifiutiamo categoricamente” la proposta circolata in ambito europeo di realizzare “campi di migranti in Libia: non è consentito dalla legge libica”, ha sostenuto Maiteeq.
Bocciata dunque l’ipotesi, evocata dall’Italia, di realizzare Centri di identificazione in Libia (e in Niger) finanziati con le risorse dell’Africa Fund europeo, ma gestiti dalle agenzie delle Nazioni Unite (Unhcr e Oim).
Maiteeq è uomo legato al sistema tribale ed è supportato dalle più potenti tribù libiche: un “Garante”, più che un vice premier; garante dei finanziamenti alle tribù che si sono reinventate “custodi” dei migranti; “garante” della loro impunità  quanto a pratiche coercitive utilizzate nei 34 centri di detenzione gestiti dal ministero dell’Interno di Tripoli. E qui inizia la storia.
“Al confronto dei lager libici, i campi profughi della Turchia assomigliano a dei resort”.
Il tragico paradosso, formulato da una fonte ai vertici di una delle agenzie Onu impegnate in prima linea sul fronte dei rifugiati e/o migranti, dà  conto di cosa significhi, in termini di diritti umani, affidare alle “autorità ” libiche la gestione dei soccorsi in mare e del contenimento della rotta mediterranea.
Non si tratta di piegare questo tema, che riguarda la vita e la morte di migliaia e migliaia di persone, a polemiche politiche interne o a mai saziati appetiti elettorali. Non è questo il problema, visto peraltro che l’affidarsi alla Guardia costiera libica, e alle milizie e tribù che controllano il territorio libico da dove partono le carrette del mare, nasce con il governo precedente a quello giallo-verde, quando al Viminale era insediato un esponente del Pd, Marco Minniti.
In continuità  con il recente passato, anche il governo in carica ha deciso di puntare sull’esecutivo di Tripoli guidato da Fayez al-Serraj. Un governo che fatica a esercitare il controllo della stessa Capitale.
Controllano i porti da dove partono le “carrette del mare”. Hanno stretto un patto d’azione (milionario) con le tribù locali, funzionari corrotti dei “governi” in carica (Tobruk e Tripoli) e filiere jihadiste.
Quanto alle rotte dei barconi, direzione Italia, i punti di partenza sulla costa ad ovest di Tripoli sono Zuara, Sabratha, Sourman e Zanzur.
Alle porte della capitale gli imbarchi avvengono a Tagiura e verso Misurata a Tarabuli.
Tutte zone sotto il controllo del governo non riconosciuto di Tripoli legato agli islamisti e alleato di fatto con Ansar al Sharia, che combatte nel Fezzan, ai confini sud della Libia, sventolando le bandiere nere del Califfato.
Almeno a Sabratha, uno dei punti di partenza verso Lampedusa, operano milizia legate ad Ansar al Sharia, la fazione jihadista più attiva e meglio armata tra le oltre 230 che spadroneggiano in Libia, e che nei mesi scorsi è entrata a far parte dell’Esercito islamico di al-Baghdadi.
I clan criminali che si occupano materialmente della tratta pagano il pizzo alle milizie che controllano il territorio.
A Zuara, lo snodo più importante, ogni viaggio genera un giro d’affari medio di 150mila euro. Il pizzo ai miliziani è di 18mila euro, poco più del 10 per cento.
Le coste fra Derna e Sirte, area di insediamento jihadista, offrono facile riparo a possibili barchini che, sul modello degli Al Shabaab somali potrebbero minacciare le rotte nel Mediterraneo Centrale trasformandosi in una fonte di auto-sostentamento per qualsiasi gruppo terroristico o clan criminale.
Nel Sahel libico i nomadi Tebu comandano il traffico dei migranti: raccolgono con questo commercio 60mila dollari alla settimana.
Fanno affari, stringono accordi con le tribù concorrenti come i Tuareg, si alleano con il governo di Tobruk — quello riconosciuto internazionalmente – e l’anno scorso hanno catturato nella loro rete 170mila paganti, come se facessero un servizio pubblico, alla luce del sole.
Sono i Tebu che riforniscono i barconi e hanno in mano i flussi migratori da Est, dal Corno d’Africa, che transitano per le piste che dal Sudan attraversano il deserto libico, superando l’oasi di Cufra alla volta di Agedabia, sulla costa della Cirenaica.
La rotta orientale è praticata da profughi sudanesi, somali, etiopi, eritrei e dai siriani in fuga dalla guerra. Il biglietto si acquista nei mercati di Khartoum, la capitale del Sudan.
Da lì si parte sui pick up che trasportano una media di trenta-quaranta persone. Il viaggio – salvo imprevisti – dura un paio di settimane durante le quali le loro vite sono in pugno ai soprusi di autisti, poliziotti, miliziani.
È in questo quadro di illegalità  diffusa, che s’inserisce l’illegalità  “legalizzata”.
A far rispettare questa “legge” dovrebbe pensare anche la Guardia costiera di Tripoli. La Guardia detta la sua di “legge”, definisce i suoi tariffari, intesse alleanze, gioca su più tavoli.
Vincendo le ragionevoli titubanze, i rischi di finire ammazzati sono altissimi, e con la garanzia dell’anonimato, c’è chi racconta ad HuffPost l’esistenza di un vero e proprio “tariffario”: per un gommone “lasciato salvare” vengono chiesti dai 45 ai 60mila euro. La merce umana viene cosi “prezzata” due volte: per imbarcarsi e per avere una chance in più di non finire in fondo al mare.
È un sistema dell’illegalità  che si “legalizza” nel momento in cui a tirare le fila di questi (sporchi) affari milionari sono personale governativo, uomini in divisa, funzionari locali che arricchiscono i loro conti bancari all’estero, con la foraggiata complicità  dei “colletti bianchi” che in qualche paradiso fiscale riciclano i proventi dei traffici.
Per mettere fine a questo sistema, il generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, nemico giurato di Serraj, ha posto il suo di tariffario all’Europa: 20 miliardi di euro per trasformarsi, come e più del turco Erdogan, nel “Gendarme” del Mediterraneo.
E se non si accetta di pagare il pizzo alla Guardia Costiera di Tripoli, allora il mare diventa off limits e la sicurezza una chimera. Smantellare il sistema di collusione sedimentatosi in Libia attorno al traffico di migranti è una impresa sempre più difficile da realizzare.
Un abitante di Zawiya, uno dei punti di maggior traffico di migranti, ha riferito ad “Al Jazeera” che il capo dei miliziani “è pagato direttamente dal governo con il compito di monitorare le attività  al porto. Dovrebbe lavorare con i funzionari della marina, ma invece è il boss del traffico di esseri umani. Non solo gestisce quello che accade al porto, ma controlla direttamente anche diversi centri di detenzione”.
L’agenzia Askanews riporta che una fonte del ministero dell’Interno libico, contattata da al Jazeera, ha confermato il racconto dell’abitante di Zawiya: “Le guardie costiere corrotte danno i migranti ai miliziani e i miliziani li tengono in centri di detenzione illegali. Qui iniziano a ricattare i migranti. Gli prendono i soldi, i telefoni, i documenti. Con i numeri che trovano sui telefoni, i trafficanti chiamano le famiglie per chiedere un riscatto per lasciarli andare. I miliziani li vendono anche ai caporali della zona che li usano come forza lavoro gratuita. Contrastarli è quasi impossibile, anche per la polizia”.
“Centinaia di migliaia di rifugiati e migranti intrappolati in Libia sono in balia delle autorità  locali, delle milizie, dei gruppi armati e dei trafficanti spesso in combutta per ottenere vantaggi economici – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l’Europa – Decine di migliaia di persone sono imprigionate a tempo indeterminato in centri di detenzione sovraffollati e sottoposte a violenze ed abusi sistematici.
I governi europei non solo sono pienamente a conoscenza di questi abusi, ma sostengono attivamente le autorità  libiche nell’impedire le partenze e trattenere le persone in Libia.
Dunque, sono complici di tali crimini”, ha aggiunto.
L’organizzazione non governativa lancia poi un’accusa alla Guardia costiera libica i cui ufficiali “sono conosciuti per operare in collusione con le reti di trafficanti e per esercitato minacce e violenze sui rifugiati e sui migranti a bordo delle barche in difficoltà “.
Più volte HuffPost ha dato conto di denunce relative alla connivenza tra elementi della Guardia costiera libica e i trafficanti di esseri umani. In un rapporto del luglio 2017, Oxfam ha documentato che l’84% delle persone intervistate ha dichiarato di avere subito trattamenti inumani tra cui violenze brutali e tortura, il 74% ha dichiarato di aver assistito all’omicidio o alla tortura di un compagno di viaggio, l’80% di aver subito la privazione di acqua e cibo e il 70% di essere stato imprigionato in luoghi di detenzione ufficiali o non ufficiali.
“I migranti sono stati sottoposti a detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e altre forme di violenza sessuale” ha rimarcato il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, basandosi sulle inchieste di Unsimil, la missione Onu a Tripoli, in un rapporto trasmesso al Consiglio di sicurezza nel quale vengono riportati anche i soprusi della Guardia costiera libica e le crudeltà  dei funzionari incaricati del contrasto all’immigrazione illegale.
L’agenzia Onu per i migranti (Oim) ha censito 627mila stranieri in Libia, ma secondo Guterres le stime reali vanno da 700mila al milione.
Nelle 17 pagine del dossier vengono raccontale le rilevazioni dell’Unsmil, che “ha visitato quattro centri di detenzione supervisionati dal Dipartimento per la lotta alla migrazione illegale e ha osservato un grave sovraffollamento e condizioni igieniche spaventose”.
I prigionieri “erano malnutriti e avevano limitato o nessun accesso alle cure mediche. La missione internazionale ha continuato a documentare “la condotta spregiudicata e violenta da parte della Guardia costiera libica nel corso di salvataggi e/o intercettazioni in mare”, scrive Guterres che cita quanto avvenuto il 6 novembre 2017, quando “i membri della Guardia costiera hanno picchiato i migranti con una corda e hanno puntato le armi da fuoco nella loro direzione durante un’operazione in mare”. Sia nei centri governativi sia nei lager clandestini si verificherebbero, come segnalato nel documento consegnato al Consiglio di sicurezza il 12 febbraio, “rapimenti per estorsione, lavori forzati e uccisioni illegali”.
Così si spiegano le parole del vice premier libico.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: criminalità | Commenta »

MANICOMIO SALVINI: DECIDE (DA SOLO) HOTSPOT IN MALI, SUDAN E NIGER

Giugno 26th, 2018 Riccardo Fucile

DOPO IL NO DI TRIPOLI HA CORRETTO IL TIRO: “PARLAVO DI CORRIDOI ESTERNI”… MA NON SI E’ CONFRONTATO CON GLI INTERESSATI, SPARA BALLE UN TANTO AL CHILO

Ha deciso lui per tutti. Dopo che Tripoli ha risposto picche agli hotspot in territorio libico, anche se nel sud, il ministri di Polizia Salvini ha corretto il tiro e parlato di confini esterni.
Quindi questo significa che lui   ha preso una decisione che riguarda il Mali, il Sudan e i paesi a sud della Libia a loro insaputa.
“Quando parlavo di centri di protezione e identificazione da aprire ai confini della Libia, intendevo ai confini esterni della Libia”. Ha precisato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, durante la conferenza al Viminale, dopo il rientro dalla Libia.
Tripoli, infatti, per voce del vicepremier Ahmed Maitig, aveva messo in chiaro: “Rifiutiamo categoricamente la presenza di campi per migranti in Libia. Questo non è accettato dai libici nè è consentito dalla legge libica”
E allora? Il titolare del Viminale ha spiegato che “Niger, Mali, Ciad, Sudan, sono tutti coinvolgibili ma serve un’azione forte della Unione europea, come fu fatto con la Turchia per i confini Est. Inoltre, ci piacerebbe che l’azione francese in Niger fosse più operativa: ma non do lezioni ai francesi altrimenti poi Macron si offende…”.
Parole al vento, fatti zero, balle tante.

(da Globalist)

argomento: Costume | Commenta »

VERGOGNA E PREGIUDIZIO

Giugno 26th, 2018 Riccardo Fucile

CHI PROMUOVE L’ODIO VERSO IL DIVERSO (IL NON BIANCO, IL NON CRISTIANO, IL NON ETERO) E’ SEMPLICEMENTE UN RAZZISTA

Negli anni mi è successo di vergognarmi di essere italiano. Capitava di solito quando Silvio Berlusconi faceva una delle sue gaffe o i parlamentari abbassavano la testa al volere del loro capo e, probabilmente, unico datore di lavoro.
All’epoca ero circondato da tanti altri connazionali espatriati che, in maniera simile, si sconsolavano guardando il teatrino della politica nazionale.
Oggi, purtroppo, tanti amici inglesi, americani, austriaci, polacchi, ungheresi e così via, provano imbarazzo nel leggere quello che succede nel proprio paese e il risalto che ne viene dato dai media internazionali
Non mi sento meglio, nè sollevato, da questo imbarazzo diffuso.
Vedo un futuro difficile, dove potremmo imbatterci in un mondo ancora più complicato rispetto a quello che conosciamo. E ho ripreso a vergognarmi. Ancora una volta non sono solo. Lo faccio insieme a tanti altri che all’estero parlano la lingua di Dante.
Questi decenni verranno studiati come quelli di una rivoluzione che, dopo quella industriale, ha cambiato il globo o almeno parte di esso: internet e l’avanzamento della tecnologia hanno rivoluzionato i modi di vivere, viaggiare, corteggiare, comunicare, fare politica, diffondere la cultura, l’attivismo, permesso canali orizzontali di trasmissione dell’informazione.
Eppure la nuova rivoluzione ha contribuito ad agitare una bottiglia e fare esplodere un tappo.
Il contenuto versato è la rabbia, l’odio e la violenza verbale “protetta” da uno schermo e dalla postazione in salotto. Il web è un vettore, ma i contenuti sono nostri.
I messaggi che mi fanno vergognare oggi sono quelli del ministro dell’Interno e dei suoi seguaci (che, come a volte succede, magari commenteranno queste righe, suggerendo, senza conoscermi, che sono un privilegiato e parte dell’establishment)Salvini oggi è uno dei maggiori esempi mondiali di populismo e demagogia al potere. È l’autoproclamato tribuno di un popolo di minoranza che si atteggia a maggioritario e con il quale lui pensa di interagire direttamente.
Questo pregiudizio razziale si è rinvigorito grazie a media disattenti e quasi privi di conoscenze storiche che legittimavano i comizi senza contraddittorio dei leghisti.
Salvini e simili diventano il megafono di un’entità  nazionale e nazionalista nebulosa e disomogenea che è muta con i cattivi e i furbi (mafia, evasori) ma mostra muscoli dopati dai gigabyte dell’ultima promozione internet e imbelliti da selfie taroccati con quelli più deboli e poveri — guardando, tuttavia, questi ultimi sempre dal famoso schermo del telefonino e senza mai incrociare lo sguardo di un bambino africano.
In effetti, per chi predica il pregiudizio xenofobo i migranti sono essenzialmente questo: immagini di sfigati provenienti da un mare apparentemente lontanissimo, fotografie da un set cinematografico di un film surreale.
In sintesi, chi fugge da guerre e fame viene deumanizzato e non più percepito come un essere di pari dignità  e valore.
Questa è una strategia per non ascoltare le grida di aiuto e allontanare le responsabilità .
Guardare il mondo dritto negli occhi significa invece fare i conti con la paura e la sofferenza. Più che percepire il dolore altrui è conseguentemente meglio rifugiarsi nelle favole e credere alla “pacchia”, alle vacanze dei migranti o alle facili cospirazioni.
Poco tempo fa mi sono trovato a dibattere in televisione con Diego Fusaro, un filosofo, marxista sulla carta, etnonazionalista reazionario nella vita giornaliera, che mi ha fatto dubitare del valore di un dottorato di ricerca (che dovrebbe avere anche lui): zero dati, zero conoscenza del dibattito internazionale e delle dinamiche socioeconomiche e politiche di altri paesi.
Il tutto era un festival di affermazioni e concetti astratti: signori del mondialismo-deportazioni di massa-imperialismo interventistico.
Non pretendo empirismo scientifico da tutti e nemmeno empatia totale, mi accontenterei di un po di logica e del ritorno della ragione. Se il Fusaro di turno considera i migranti come dei “non cittadini” in relazione ai benefici del welfare, bisogna riappropriarsi del (buon) senso e del linguaggio: questa è già  una trasfigurazione dell’uomo-migrante.
Questo è il contesto che genera o legittima la xenofobia.
Il “non” diventa, un soggetto, se non addirittura oggetto, inferiore.
Alla stessa maniera il tono amichevole di alcuni tweet di Salvini (“Buona serata amici. Che fate?”, “Vi tengo aggiornati!”, “buon sabato Amici, vi voglio bene”) stride con le politiche xenofobe proposte in nome di un’entità  superiore (gli Italiani del nord fino a qualche tempo fa) e con l’odissea di chi attraversa il mediterraneo.
Un’emoticon con un cuore non ha alcun valore quando si chiude un porto a un minore. All’irrazionalità  rispondiamo con i dati e con la riflessione e al pregiudizio etnico con l’etimologia e la semantica, con il senso delle parole e il loro significato.
Chi promuove l’odio o il disprezzo verso il diverso (il “non” cittadino, il “non” bianco, il “non” cristiano, il “non” etero), non è un populista e neanche un sovranista. È semplicemente un razzista.
Non siamo noi a dovercene vergognare.
Basta riflettere offline per qualche minuto per capirlo.

Andrea Mammone
Storico   Royal Holloway, University of London
(da “Huffingtonpost”)

argomento: Razzismo | Commenta »

IL MINISTRO DEGLI INTERNI TEDESCO NON FA PIU’ SPONDA A SALVINI: “IL GOVERNO NON SALTERA’ CERTO PER I MIGRANTI”

Giugno 26th, 2018 Riccardo Fucile

SEEHOFER ABBASSA I TONI E RASSICURA LA MERKEL

La Grosse Koalition tedesca non salterà  a causa della lite sulle politiche dell’asilo.
Lo assicura il ministro dell’interno della Csu, Horst Seehofer, definendo “fuori dal mondo” uno scenario del genere a Focus on line.
Seehofer, che si è ribellato ad Angela Merkel, minacciandola di decidere da solo se non passerà  la linea dei respingimenti immediati al confine dei migranti già  registrati in altri paesi Ue, sta abbassando i toni dello scontro, insieme al partito bavarese.
“Non è un’ipotesi concreta, l’Europa è divisa, in Germania la società  è polarizzata, e le relazioni dei partiti nell’Unione sono complicate”, ha detto Seehofer; ciononostante l’ipotesi che la Grosse Koalition possa andare all’aria per le tensioni Cdu/Csu “non è realistica”.
Stasera la coalizione di governo affronterà  la questione in un delicato vertice che potrebbe rivelarsi cruciale per il futuro dell’esecutivo.
A poche ore dal confronto, i falchi bavaresi ricorrono a toni concilianti: “Nessuno di noi mette in dubbio l’Unione o mette in discussione il governo”, ha affermato alla Frankfurter Allgemeine Zeitung il segretario generale della Csu, Markus Blume
Anche il capogruppo regionale bavarese Alexander Dobrindt è tornato a sottolineare l’importanza dell’Unione, come casa comune della Cdu e della Csu.

(da “Huffingtonpost“)

argomento: Europa | Commenta »

MEDICI SENZA FRONTIERE RISPONDE A SALVINI: “TORTURE IN LIBIA NON SONO RETORICA, VENGA A VISITARE I NOSTRI CENTRI DI RIABILITAZIONE PRIMA DI PARLARE”

Giugno 26th, 2018 Riccardo Fucile

TORTURE, STUPRI SISTEMATICI, MALTRATTAMENTI, FAME: LA MAGGIOR PARTE DEI PAZIENTI SOFFRE DI DOLORI CRONICI, PROBLEMI NEUROLOGICI E DA STRESS POST-TRAUMATICO, ANSIA E SINTOMI DEPRESSIVI

Al rientro dalla Libia aveva detto che le torture dei migranti e rifugiati sono “retorica” e alcuni centri d’accoglienza sono “all’avanguardia”.
Frasi, quelle di Matteo Salvini, che hanno portato Medici senza frontiere ad esprimere “dissenso” perchè molti dei pazienti assistiti dalla ong a Roma “sono passati attraverso la Libia” e lì “sono stati torturati e maltrattati”, spiega Anne Garella, capomissione di Msf Italia.
“Vediamo ogni giorno le conseguenze fisiche e mentali delle torture”, dice Medici senza frontiere che gestisce centri di riabilitazione per i sopravvissuti alla tortura, abusi e maltrattamenti nella Capitale, ad Atene e Città  del Messico.
La maggior parte delle persone assistite soffre di dolori cronici, problemi muscoloscheletrici, neurologici e gastrointestinali, disturbi da stress post-traumatico, ansia e sintomi depressivi, sottolinea la ong che nei primi mesi del 2018 ha prestato cure a 950 pazienti.
Lunedì, al rientro da Tripoli dove ha incontrato il numero due del governo Sarraj, Salvini aveva spiegato di aver “chiesto di visitare un centro di accoglienza e protezione” che “entro un mese sarà  pronto per 1000 persone con l’Unhcr” per “smontare tutta la retorica nella quale in Libia si tortura e si ledono i diritti civili”. Quella che per Salvini è retorica e viene criticata da Msf ora, nella Giornata mondiale contro le torture, era stata descritta così dall’Alto commissario delle Nazioni unite, Zeid Raad Al Hussein, lo scorso novembre: “Episodi di schiavitù moderna, uccisioni, stupri e altre forme di violenza sessuale pur di gestire il fenomeno migratorio e pur di evitare che persone disperate e traumatizzate raggiungano le coste dell’Europa”.
La “sofferenza” dei migranti detenuti in Libia “è un oltraggio alla coscienza dell’umanità ”, aveva aggiunto citando le valutazioni degli osservatori dell’Onu inviati nel Paese nordafricano a verificare sul campo la situazione: “Sono rimasti scioccati da ciò che hanno visto: migliaia di uomini denutriti e traumatizzati, donne e bambini ammassati gli uni sugli altri, rinchiusi dentro capannoni senza la possibilità  di accedere ai servizi basilari”.
Ora giungono anche le puntualizzazioni di Msf: “Dopo anni di lavoro con i pazienti, abbiamo iniziato a capire che la tortura è più di un problema di salute. La tortura dovrebbe essere guardata con una questione sociologica e antropologica che ha conseguenze sulla salute fisica. Crea ferite visibili e invisibili”, dice Gianfranco De Maio, referente medico di Msf. L’approccio della ong “mira ad aiutare le persone a ricostruire le loro relazioni sociali con gli altri — conclude — La tortura e i maltrattamenti attaccano la capacità  di una persona di avere relazioni equilibrate e significative. La loro fiducia negli altri è danneggiata e per questo perdono dignità ”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: criminalità | Commenta »

LE FREGNACCE DI MANLIO DI STEFANO SUI PROFUGHI AL CONSIGLIO D’EUROPA

Giugno 26th, 2018 Riccardo Fucile

UNA SEQUELA DI BALLE E DATI SBAGLIATI, DIMENTICANDO DI DIRE CHE IL M5S CHE ORA VUOL CAMBIARE IL TRATTATO DI DUBLINO QUANDO ERA IL MOMENTO VOTO’ CONTRO LE MODIFICHE

Oggi il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano era al Consiglio d’Europa per parlare di migranti e immigrazione.
Un compito non facile, visto che la già  di per sè complicata situazione al largo delle coste italiane è stata ulteriormente aggravata dalle azioni del governo del cambiamento.
Come è noto infatti il governo Conte, in primis i ministri Toninelli e Salvini, non hanno saputo fare di meglio che tenere al largo per diversi giorni tre imbarcazioni: la nave Aquarius, il mercantile Alexander Maersk e la nave della Ong tedesca Lifeline.
Tre navi diverse, una addirittura non è nemmeno di una Ong, con tre storie diverse. Ma Di Stefano non ha tempo per i dettagli, a lui importa piuttosto il contrasto ai trafficanti.
Ed è qui interessante notare come al momento nessuna inchiesta abbia stabilito che le Ong sono da equipararsi agli scafisti (questo nonostante il ministro dell’Interno le abbia definite “vicescafisti”).
Di Stefano spiega che «Nel momento in cui una Ong nonostante la segnalazione della Guardia Costiera italiana va ad agire in acque territoriali libiche sta di fatto facendo un favore ai trafficanti». Questa affermazione però è tutta da dimostrare.
Al contrario quando il sottosegretario agli Esteri dice che «la marina italiana non ha mai escluso la possibilità  di attraccare a nessuna imbarcazione che avesse recuperato nelle zone Sar come anche nelle acque italiane migranti in difficoltà » non sta raccontando la verità .
Di Stefano preferisce parlare della Lifeline dicendo che il soccorso è avvenuto in acque libiche (pare in realtà  a 30 miglia nautiche dalla costa).
Diversamente i salvataggi della Aquarius e della Alexander Maersk sono avvenuti sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana all’interno di una zona SAR sulla quale l’Italia ha assunto da tempo la competenza di coordinare i soccorsi. Ciononostante la nave della Ong SOS Mediterranee ha visto negato il permesso a sbarcare i migranti in Italia mentre il mercantile danese ha dovuto attendere l’esito dei ballottaggi per poter approdare a Pozzallo.
Vale la pena ricordare che le aree SAR si estendono ben oltre il limite delle acque territoriali e che se anche i salvataggi fossero avvenuti in quella che alcuni chiamano area SAR libica la Libia al momento non ha un RCC e a dirla tutta il governo libico non ha nemmeno il controllo su tutta la costa (metà  circa è sotto il controllo del governo di Tobruk che non è riconosciuto dall’ONU).
Di Stefano poi tesse le lodi della nostra Guardia Costiera, che ha salvato più di 600 mila vite. Ed è vero, perchè senza il fondamentale apporto e sostegno dell’IRMCC e della Guardia Costiera molti migranti sarebbero morti annegati.
Le cifre però sono sbagliate. Finalmente anche il governo si accorge che su un totale di 611.411 persone salvate in mare tra il 2014 e il 2017 (quattro anni) solo un sesto è stato soccorso dalle Ong (114.910 persone).
Questo significa che, secondo la logica di Toninelli&Co, a fare da Taxi del mare sono state anche altre unità  navali; 310 mila migranti sono arrivati in Italia dopo essere stati soccorsi da personale della Guardia Costiera, della Marina Militare e della Guardia di Finanza. Il triplo rispetto a tutte le Ong messe assieme.
Di Stefano si accorge anche di come il regolamento di Dublino attuale obblighi il paese di primo approdo a gestire le pratiche dei richiedenti asilo.
Per il sottosegretario agli esteri è giunto il momento di cambiare questo concetto. Lo ha detto del resto anche il presidente del Consiglio Conte. Eppure Di Stefano dimentica di ricordare che gli eurodeputati del M5S hanno votato contro alla proposta di modifica che eliminava il concetto del paese di primo approdo e sanciva il principio di redistribuzione automatica dei richiedenti asilo (non dei rifugiati, come è ora). A quanto pare oggi, dopo che il M5S ha raccontato che la riforma del regolamento di Dublino era peggiorativa per l’Italia anche Manlio Di Stefano si è reso conto che non è così.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Immigrazione | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.410)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Maggio 2026 (270)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Giugno 2018
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    252627282930  
    « Mag   Lug »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, PREVISTA NELLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, PER LA DUCETTA È UN’ARMA PER SPACCARE PD E M5S
    • È IN ARRIVO IL TAJANI-EXPRESS: MA QUALE PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA, AL MOMENTO L’UNICA “GRANDE OPERA” INFRASTRUTTURALE DEL GOVERNO È L’ALTA VELOCITÀ IN CIOCIARIA, TANTO CARA AL LEADER DI FORZA ITALIA, DEFINITA “UN’INFRASTRUTTURA STRATEGICA PER LO SVILUPPO DEL FRUSINATE
    • DONALD TRUMP, IN CINA, SI È PORTATO DIETRO 17 “PERSONE BRILLANTI”: ELON MUSK, JENSEN HUANG DI NVIDIA, TIM COOK DI APPLE E IL MEGLIO DELLE GRANDI CORPORATION A STELLE E STRISCE. L’OBIETTIVO È TROVARE UN MEGA ACCORDO COMMERCIALE CON PECHINO, CHE POSSA RIVENDERSI COME SUCCESSO
    • IL VERO DRAMMA DELL’ITALIA SONO GLI STIPENDI: SONO TRA I PIÙ BASSI D’EUROPA. E L’UNICO LAVORO CHE SI CREA È NEI SETTORI SBAGLIATI. IN DIECI ANNI L’ECONOMIA ITALIANA HA CREATO 3,7 MILIONI DI LAVORATORI DIPENDENTI NEL PRIVATO, E ALLO STESSO TEMPO HA PERSO IN MEDIA 1800 EURO ALL’ANNO DI SALARIO REALE PER OGNI LAVORATORE A TEMPO PIENO
    • “PER LA PRIMA VOLTA, SIAMO DAVVERO SOLI, INSIEME”. MARIO DRAGHI RICEVE IL PREMIO CARLO MAGNO AD AQUISGRANA E PROVA A SCUOTERE PER L’ENNESIMA VOLTA I LEADER EUROPEI, TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA PER CAPIRE CHE O L’UE DIVENTA UNA POTENZA POLITICA, ECONOMICA E MILITARE, O È DESTINATA ALL’ESTINZIONE
    • INTERVISTA ALLA FONDATRICE DELLE PUSSY RIOT: “MOSCA USA L’ITALIA E L’UE PER FINGERE CHE IN RUSSIA ESISTA ANCORA LA LIBERTA’ CULTURALE”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA